Posteria

La posta della Gatta Matta

La Gatta è un’esperta di amori irrequieti, irrisolti, combattuti, non corrisposti, eccessivi, disfunzionali, anomali, sovraesposti, sfocati, accelerati, deviati, non lineari, stremati, attenuati, offuscati, folli, incendiari, pirati, illeciti e pure normalissimi.
Ottima ascoltatrice, garantisce un orecchio attento e comprensivo, l’assoluta mancanza di giudizi e l’accoglienza sempiterna nel suo cuore. Le sue risposte illuminano un futuro privo di moralismi.

Cara Gatta,
Ormai si è deciso ad andarsene e ad abbandonarmi, infelice. Saranno gli stessi venti a portare lontano le sue vele e le sue promesse.Brucio come le fiaccole di cera impregnate di zolfo, come l’incenso delle devozioni versato sui roghi fumanti. Resta per sempre impresso nei miei occhi insonni, ce l’ho nella mente, notte e giorno. Ma è ingrato e sordo e, se non fossi insensata, vorrei fare a meno di lui. Tuttavia non lo odio, benché voglia il mio male, ma lamento la sua slealtà e, pur lamentandomi, lo amo di più.
Tua Dido


Supevbo, cavo, adesso suona la sevenata del coltivatove di Koski Vimsykoff in si minove. Pave il covo dell’incudine di Bevnavdo Wagnev in PI bemolle.

Gatta,
Tremo aspettando che mi scriva. M’ha amato, quei giorni. L’ho avuto tutto nel primo sguardo, cosi interamente. Perché tremo? E l’ultima sera m’ha detto: «Tanto dubitavi di te?…».
Oh, ma è la verità. Io, che non vorrei, che mai avrei voluto cambiarmi con un’altra creatura, io che so il mio valore, so anche tutta la mia miseria, so che se domani mi scrivesse che è stato un sogno, che si è svegliato, che non mi ama, troverei nel mio orrore da chinare il capo… Perché amarmi? Anche oggi, che povere frasi sciocche devo avergli scritto. Come quando gli ero accanto, che non sapevo che piangere o baciarlo. E ho fatto piangere tanti dacché vivo. Che importa se per ogni lagrima che ho fatto scendere ne ho versate io stessa cento. C’è tanta ombra intorno a me. Può averlo sentito, può, dopo che son partita, averlo sentito, lui che è fatto per il sole…
M’ha detto: «tu non dici: sempre, mai, come le altre». Ma stasera mi sembra che mai io mi sia sentita davanti all’amore una cosi piccola cosa oscura. Dopo tutto quanto ho vissuto e voluto, dopo aver benedetto ogni sforzo e ogni martirio credendo ogni volta di crescere e d’adunar luce in me, come mi trovo davanti a lui! E se sapesse il disprezzo che ho per queste stesse parole con le quali cerco come d’inginocchiarmi. Tacere, non dovrei che tacere, aspettando. Bisogno di distruzione, diceva… Come mi ha parlato del “nostro” lavoro, quell’ultimo mattino! Della cosa bella creata sotto il cielo dal fatto solo del nostro amore. – Senti i miei silenzi? – L’ho veduto staccato da tutti, libero come nessuno, e più umano ancora di me, ch’ero cosi sola a portar tutta la mia umanità. Ma più forte di me, anche. Più alto. So quel che dico. Che gli potrò dare? L’adoro. E sento tutta la mia impotenza. Baciarloi.
Sibilla


Oh, poveva me. Non avvò nulla da dive oggi al mio diavio. È così assente dalla sua pvesenza.

Cara Gatta,
sembrava un uomo tanto a modo e mi ha scritto questa lettera. Sono perplessa e turbata. Che fare?
Nora

«My sweet little whorish Nora,
I did as you told me, you dirty little girl, and pulled myself off twice when I read your letter. I am delighted to see that you do like being fucked arseways. Yes, now I can remember that night when I fucked you for so long backwards. It was the dirtiest fucking I ever gave you, darling. My prick was stuck up in you for hours, fucking in and out under your upturned rump. I felt your fat sweaty buttocks under my belly and saw your flushed face and mad eyes. At every fuck I gave you your shameless tongue come bursting out through your lips and if I gave you a bigger stronger fuck than usual fat dirty farts came spluttering out of your backside. You had an arse full of farts that night, darling, and I fucked them out of you, big fat fellows, long windy ones, quick little merry cracks and a lot of tiny little naughty farties ending in a long gush from your hole. It is wonderful to fuck a farting woman when every fuck drives one out of her. I think I would know Nora’s fart anywhere. I think I could pick hers out in a roomful of farting women. It is a rather girlish noise not like the wet windy fart which I imagine fat wives have. It is sudden and dry and dirty like what a bold girl would let off in fun in a school dormitory at night. I hope Nora will let off no end of her farts in my face so that I may know their smell also.
You say when I go back you will suck me off and you want me to lick your cunt, you little depraved blackguard. I hope you will surprise me some time when I am asleep dressed, steal over me with a whore’s glow in your slumbrous eyes, gently undo button after button in the fly of my trousers and gently take out your lover’s fat mickey, lap it up in your moist mouth and suck away at it till it gets fatter and stiffer and comes off in your mouth. Sometime too I shall surprise you asleep, lift up your skirts and open your hot drawers gently, then lie down gently by you and begin to lick lazily round your bush. You will begin to stir uneasily then I will lick the lips of my darling’s cunt. You will begin to groan and grunt and sigh and fart with lust in your sleep. Then I will lick up faster and faster like a ravenous dog until your cunt is a mass of slime and your body wriggling wildly.
Goodnight, my little farting Nora, my dirty little fuckbird! There is one lovely word, darling, you have underlined to make me pull myself off better. Write me more about that and yourself, sweetly, dirtier, dirtier.
JIM»


Nel fvesco lettino la tumida violetta cvesceva… il capino modista inclinava. Quasi si nascondeva.

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