If I Can't Dance, It's Not My Revolution

Quarantadue

Il 28 ottobre 1994, nel giorno del suo quarantaduesimo compleanno, Douglas Adams riceve il più inaspettato tra i regali. David Gilmour lo invita a salire sul palco a Londra (Earls Court) e a suonare con i Pink Floyd impugnando una chitarra mancina scelta tra la trentina che componevano la collezione dell’autore della Guida galattica. I brani sono Brain Damage e Eclipse. [PL]

Nel 2007 il gruppo romano Têtes de Bois pubblica Avanti Pop, un disco bellissimo sul lavoro. In quel disco cantano, con Petra Magoni, una canzone rivoluzionaria a lungo rimasta sotto traccia: 44 gatti, dal repertorio dello Zecchino d’oro. Togliendo quel resto di due, i gatti posti in fila per sei sono esattamente 42. [PI]

Quarantadue è il numero della regola cui si appella il re di Cuori per espellere Alice dal Paese delle Meraviglie e quarantadue sono le immagini originali della prima edizione di Alice. Se Alice viene espulsa dal Paese, significa che Alice non abita più qui, nel paese. La mia canzone preferita dalla colonna sonora di quel film è I Am So Lonesome I Could Cry eseguita da Kris Kristofferson. [BB]

Sempre a proposito di cacciate. Il 42 non è solo una regola ma anche un anno del Ventesimo secolo. In quell’estate l’armata rossa comincia, con la decisiva battaglia di Stalingrado, a ricacciare le blatte naziste fuori dal paese dei soviet. Gli Stormy Six proprio non ce la faccio a farmeli piacere e, allora, scelgo i CCCP. [BB]

Quarantadue è la risposta e riporta subito alla mente Liar, il mio racconto preferito di Isaac Asimov, in cui le risposte del robot rispecchiano inesorabilmente, per colpa delle tre leggi, le aspettative della dottoressa Susan Calvin innamorata. E lei lo annienta usando le tre leggi contro di lui e, benché sembri agire per puro spirito scientifico, alla fine mormora: «Liar». Dio, se lo amo. E questo mi porta a Mistery of love di Sufjan Stevens. Anche perché «Love is the answer», come cantano in molti (ma la risposta è dentro di te e, come insegna Quelo, è sbagliata). [AS]

Nel suo ventiquattresimo album (un quarantadue al contrario), Dieci stratagemmi, pubblicato nel 2004 (un altro quarantadue rivoltato, togliendo gli zero), Franco Battiato incide un brano intitolato Ermeneutica. Ci troviamo dunque sempre dalle parti della risposta a una domanda. Nel video della canzone, annoverabile fra il pugno di brani politici di Battiato, si vede il cantautore e la cantante Kumi Watanabe (che duetta con lui) assistere a una lezione di Manlio Sgalambro, filosofo e poeta siciliano, coautore di tutti i dischi di Battiato da L’ombrello e la macchina da cucire in poi. Battiato chiede: «What is the meaning of the world?» e Sgalambro, crucciato sui suoi fogli, addita la lavagna alle sue spalle dalla quale esce la risposta: «We have 23 pairs of chromosomes». Fossero stati 24… [FP]

Nel 1983 esce The Meaning Of Life dei Monty Python, con una incredibile canzone d’apertura, animata da Terry Gilliam. Non sono passati neanche quattro anni dalla pubblicazione della Guida ed ecco nuove risposte alla domanda fondamentale. Nel film, c’è anche un’altra canzone, Galaxy song, interpretata da Eric Idle, che nel 2009 Manlio Sgalambro, insieme alle MAB, ha eseguito in versione italiana, adattata da Battiato. In alcuni episodi live il filosofo, all’epoca più che ottantenne, l’ha cantata con testo alla mano e pantofole ai piedi. [FP]

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