QUASI una redazione

Quasi

«Siamo noi, siamo in tanti / Ci nascondiamo di notte / Per paura degli automobilisti / Dei linotipisti / Siamo i gatti neri / Siamo i pessimisti / Siamo i cattivi pensieri»

(Lucio Dalla)

Per fare QUASI, la rivista che non legge nessuno, servono un sacco di persone:

Boris Battaglia non fa un cazzo da anni, ma è invecchiato lo stesso. Vive a Milano, e non potrebbe farlo in nessun’altra città italiana. Legge e parla di fumetti dal 1972 (anno in cui ancora non sapeva leggere). Ha una cattiva reputazione, ma non per merito suo. Ama e praticava la boxe, poi si è rotto. Beve tanto in compagnia di gente poco raccomandabile, tipo Paolo con il quale – per colpa di una di quelle bevute – si è ritrovato a curare QUASI.

Paolo Interdonato scrive e parla, da almeno un quarto di secolo e quasi mai a sproposito, di fumetto e illustrazione . Ha imparato a districarsi nella vita, a colpi di karate, crescendo al Lazzaretto di Senago. Nonostante non viva più al Lazzaretto ha mantenuto il pessimo carattere e frequenta ancora gente poco raccomandabile, tipo Boris, con il quale, dopo una serata di quelle che non ti ricordi come sono cominciate, ha deciso di prendersi cura di QUASI.

Alberto Bonanni è l’anima grafica di QUASI. È convinto che la grafica, per essere veramente efficace, deve rendere facile il lavoro del lettore, alleggerendo e muovendo tutto ma, al contempo, deve rimanere invisibile. E ci riesce benissimo. A rimanere invisibile, si intende. Tanto è vero che pure noi spesso non sappiamo dov’è. Prima di QUASI è stato il responsabile di una fanzine che abbiamo amato (“Comix”), il direttore dei più bei numeri di “Fumo di China”, uno dei fondatori di Rasputin! Libri, lo sceneggiatore del fumetto dedicato a Tintoretto (TIWI – Sky Arte, 2019, con Gianmarco Veronesi e Matteo Bellisario), e molto altro.

Alessandra Falca è una cantautrice di strada, di palco, di struttura. Era anche attrice quando il teatro era vivo. Collezionatrice e lettrice di fumetti, libri, riviste e qualunque cosa sia di carta. Image hunter compulsiva sul web. Oggi su Quasi del doman non v’è certezza.

Peppe Liberti è nato troppi anni fa in Calabria e ne è rimasto prigioniero. Ha una laurea in fisica, presa per sfida e non per passione, e nient’altro di importante da segnalare. Alcuni incontri gli hanno cambiato la vita, ma in peggio, e passa il tempo a pensare «Ma perché non mi hanno avvisato prima?» Forse lo avevano fatto ma non se ne è mai accorto.  Scrive una frazione infinitesimale della cose che progetta di scrivere e sta costruendo il piano perfetto per rinascere suonatore di Berimbau.

Lucia Lamacchia, da quando è nata, non è riuscita a resistere più di qualche anno nella stessa città. Lavora come graphic designer e art director e da qualche anno ha ripreso a disegnare. Ora non riesce a smettere, ma l’imprinting da migrante le impedisce di affezionarsi a stili e tecniche. Mentre la cerchi con gli occhi, è già da un’altra parte.

Lorenzo Ceccherini è un percorritore di sentieri interrotti, un professionista dell’amatorialità spinta, un fan della bassa visibilità. Ha studiato amenità umanistiche ma anche il bric-à-brac aziendale. Con il secondo riesce a pagarci i conti. Lettore compulsivo di TS Eliot, Céline, Pynchon, Heller, Vonnegut, PK Dick. Ciclista da strada incidentato, ormai dismesso, curriculum da improbabile sopravvissuto. Quando formarono la band era rimasto solo il basso e quello prese. Nei decenni si è rivelata una non-scelta piena di senso.

Arabella Urania Strange vive in un condominio affollato e rumoroso. Le sue coinquiline e i suoi coinquilini hanno fatto di tutto nella vita: bibliotecarie, animatrici culturali, speaker alla radio, cantanti, mogli, mariti, amanti, complici… Ora ascolta tutte e tutti e sembra abbia visto, letto e goduto di ogni cosa. Me lei sa che quell’obiettivo non è stato ancora raggiunto e che si trova alla deriva in un punto indeterminato del processo.

Francesco Pelosi è autore e cantante. Interpreta canzoni proprie e brani del repertorio popolare e nel 2017 ha pubblicato il suo primo disco, Il rito della città. Scriveva sullo “Spazio Bianco” e può continuare a farlo quando vuole, ma se compare lì un articolo che faceva pendant con QUASI, è certo che ci offendiamo. Ha sceneggiato anche alcuni fumetti che, prima o poi, appariranno da qualche parte.

Laura Camelli, detta La Came, è una fumettista e illustratrice che  milita da diversi anni nell’underground del fumetto e self-publishing. Membro attivo del collettivo Mammaiuto, ha collaborato con “Lök zine” (Parigi), “Squame” (Roma-Parigi), “Inuit” (Bologna) con storie brevi a fumetto, stampe e albi autoprodotti.

Mabel Morri è sempre insoddisfatta. Benché abbia sempre disegnato molto e sempre guardando al mondo femminile e alle piccole grandi cose, dice sempre di averlo fatto meno di quanto avrebbe voluto e potuto. Sarà come dice lei, ma lo ha fatto un po’ dappertutto, perfino sulla colonne di una chiesa. Mai sul “Guerino Sportivo” e lei e quella rivista dovrebbero proprio rimediare. Ex calciatrice per finta, mira a farsi la bicicletta con le ruote col profilo alto.

Giorgio Trinchero sarebbe uno sceneggiatore di fumetti. Poi, in realtà, fa l’operatore socio-sanitario. È uno dei fondatori di mammaiuto.it, il collettivo di fumettisti italiani più importante del terzo millennio. Quando si poteva andava in giro a intervistare fumettisti. Ora è un sopraffino recensore di fumetti su youtube.

Omar Martini ha accumulato diversi sostantivi a cui può aggiungere il prefisso “ex” (fanzinaro, correttore di bozze, redattore, editore, letterista-impaginatore sotto pseudonimo, articolista…), mentre continua ancora, sporadicamente e per passione, a tradurre libri a fumetti.

Alberto Choukhadarian è un lettore compulsivo. Sembra conoscere ogni singola pubblicazione uscita in Europa negli ultimi cinquant’anni. Riesce a procurarsene una copia, con mezzi che a noi comuni mortali sono negati, e a condurla nella sua accogliente magione. La adagia su un centrino e la circonda le fa fare amicizia con altre pubblicazione, in una composizione memorabile, per poi immortalarla per l’album di famiglia. È l’uomo più gentile del mondo.

Claudio Calia è il meno raccomandabile di tutti. Voleva essere Gary Groth, e invece è quello che impacchetta, fa la coda in posta e vi spedisce a casa le buste con dentro QUASI. Fossimo in voi, ingaggeremmo un artificiere di fiducia. Fa anche fumetti. Quelli che vi consigliamo noi sono: È primavera. intervista a Toni negri (2008), Leggere i fumetti (2016) e Kurdistan. dispacci dal fronte iracheno (2017), tutti per Becco Giallo.


QUASI, la rivista che non legge nessuno, nella sua edizione cartacea e in quella settimanale in forma di blog, è stata graziata dalla collaborazione di:

Aba Versari, Adriana Lago, Alessio Spataro, Andrea G. Ciccarelli, Andrea Porrini, Anna Muzio, Ausonia, Chiara Raimondi, Daniele Panebarco, Domenica Puleio, Elfo, e.o.plauen, Federica Del Proposto, Felix Petruška, Francesco “baro” Barilli, Francesco Checco Frongia, Francesco Chiacchio, Franco Raggi, Fumettibrutti, Heinrich Kley, Joe1, Lorena Canottiere, Lorenzo Sartori, Marco Corona, Marco Di Salvo, Manu Menù, Massimo Galletti, Massimo Giacon, Michele Ginevra, Officina Infernale, Onofrio Catacchio, Otto Gabos, Paolo Castaldi, Paolo Cattaneo, Patrizia Mandanici, Peter Newell, Sara Pavan, Sergio Rossi, Simone TSO, Sualzo, Titti Demi, Tiziano Angri, Tommy Vindex Regano, Ugo e Michel, Valentina Restivo, Vincenzo Filosa, Walter Ferranini, …