Tutto da rifare

Stefano Tevini | Due calci al balloon |

Il sindaco di Maclodio, un paesello della bassa bresciana, un ragazzino sotto i trent’anni che cita a cazzo Platone nel suo sito, forse per compensare il complesso tipico di quelli della sua schiatta di essere considerati agli antipodi della cultura e vai tu a capire perché, ha deciso che nel suo paesello il 25 aprile non si celebra la liberazione dal nazifascismo perché, vai di nuovo a capire perché, lo considererebbe divisivo, meglio celebrare i caduti della guerra, o qualche stronzata machista da pisello piccolo del genere. Il 25 aprile divisivo. Non ce n’eravamo accorti. Sono sconvolto. Grazie di avermelo ricordato perché davvero non mi ero accorto di voler essere chiaramente e nettamente diviso dai fascisti. Il problema è che il signorino non ha memoria, e questo è un pelo grave, di star esercitando il suo piccolo potere di cui tanto andrà fiero proprio entro i termini stabiliti da una costituzione scritta da persone che i fascistelli li prendevano a calci nel culo. Se eserciti un potere per quanto piccino picciò è prendi pure due soldini grazie a quella costituzione lì, quella che schifare l’estrema destra ce l’avrebbe proprio nel DNA, e non vuoi celebrare il 25 aprile, quello fuori posto sei tu. E non è nemmeno il problema più grave.

Il punto è che non siamo tutti là, tutti i giorni, tutte le notti, piazzati davanti al municipio a ricordargli le cose come si fa con uno scolaro poco diligente. E dai, adesso menatemela con ci sono problemi più grandi, vedete il fascismo dappertutto, è finito tanti anni fa e bla bla bla.

Intanto…

…stanno falciando migliaia di posti di lavoro perché l’erba finta che sballa come becchime per uccelli sempre erba è e allora cacca pupù.

…se non ti sta bene e manifesti hanno mille modi per sbatterti dentro.

…se ne hai pieni i coglioni di prendere manganellate e ti limiti anche solo a spingere via un agente e questo va a piangere dal dottore che ha la bua eh beh violento, lesioni a pubblico ufficiale, insomma ti sbattono dentro.

…se protesti in carcere o nei centri accoglienza perché osi pensare di essere un essere umano e non un animale finisci dentro, e non per poco.

…se non hai un tetto sopra la testa e occupi un posto abbandonato finisci dentro e ringrazia che il tetto sulla testa te lo danno loro.

…se per caso osi esprimere il tuo dissenso, o anche le tue idee politiche, il tuo ateneo è tenuto a sputtanarti con i servizi segreti casomai venga richiesto. Stessa cosa se mandi un video in forma anonima a un giornalista RAI in cui segnali un problema.

…se ti sei fatto una canna ieri sera rischi la patente o peggio.

…se vieni menato in manifestazione… ah no, quello no, va bene. Sono cariche di alleggerimento e in ogni caso loro stanno con le forze dell’ordine. A prescindere. Anche se ti ammazzano in caserma. Anzi, gli pagano le spese legali. Anzi no, gliele paghi tu perché quelli son soldi tuoi in fin dei conti.

E tanto altro. Oh, non lo dico io. Lo dice l’ONU che il peggior governo dal dopoguerra sta pisciando fuori dal vaso. Il governo amico di quell’altro fascio, Orban, quello che la premier fa come Tony Blair nel video di Shoot the Dog, di George Michael. Che poi, diciamocelo, questi problemi più gravi di una deriva autoritaria in un momento in cui sempre meno si riesce a mettere insieme il pranzo con la cena, loro li risolvono? No. Zero. Perché alla scuola serve la bibbia non insegnanti. Alla gente serve il ponte sullo stretto non investimenti sulla sanità. Perché non importa se questi già ci sono stati, dove si trovano, e hanno fatto danni. Il fascismo è morto anni fa e i sinistri (ma quanto vi sentite arguti con in bocca certi nomignoli del cazzo? Sentite pulsare il cervello che non avete?) vedono i fantasmi, fanno di tutto per screditare il governo. Beh, no. Ci pensa da solo a screditarsi, è sotto gli occhi di tutti. Com’è sotto gli occhi di tutti che la deriva autoritaria sta zampillando fuori dal terreno dappertutto, come un fiume carsico di merda. Negli USA, e lì cos’altro vogliamo dire, in Francia, perché la Le Pen l’hanno condannata per un furto milionario (non sono i 49 della Lega ma nemmeno bruscolini) eppure Bardella non sta messo male. Orban chi lo sposta da lì, Putin peggio che andar di notte, e continua a tirare le fila, in Israele mi raccomando non sta succedendo nessun genocidio non sta succedendo niente tutto a posto ma che scherziamo?

Però ci sono problemi più grandi, eh. Però vediamo i fantasmi. Però siamo noi che rosichiamo. Va tutto bene, siamo noi che non ce ne facciamo una ragione. A che cazzo serve il 25 aprile, a che cazzo serve l’antifascismo, a che cazzo serve guardare oltre al proprio naso. Meglio litigare, meglio frammentarsi in un milione di correnti senza senso, meglio farci le pulci per i punti e le virgole, meglio fare giardinaggio, make up, meglio occuparsi di come cucinare un passato di verdure che sia veramente inclusiv*, i problemi sono questi, o se preferisci sono gli immigrati e i giovani che non hanno voglia di lavorare, dipende da quale parte sei stronzo. Devi essere autentico, fedele a te stesso. Stronzo, ma autentico.

Il fatto desolante è l’impressione che no, non è vero che il 25 aprile non è servito a niente, ma ha finito la benzina. Ne serve un altro. Ci serve passarci attraverso, di nuovo. Si evince chiaramente che lo studente non ha capito la lezione. Tutto da ripetere. Tutto da rifare.

Come faceva quella poesia? Quella che alla fine vennero a prendere te. Ecco, quella. Non fa niente, non sforzarti. Tra poco te la ricorderai.

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3 risposte su “Tutto da rifare

  • R good

    “…e i giovani che non hanno voglia di lavorare, dipende da quale parte sei stronzo.”
    Ti dirò, non trovo giovani che per 1.600 di euro netti vengano a lavorare in fonderia. Che non sono tanti ma fuori da Milano ci vivi dignitosamente; e se non hai studiato la fonderia ti accoglie e ti prepara al peggio. A sopportarlo.

    A me il siparietto tra Zanetti e Garbarino piace, con la gente che intona “Bella ciao” e la macchina nera che suona le trombe.

    Non c’è nulla di irrimediabile, non c’è nulla da rifare. Il serbatoio non è vuoto.

    Eppoi, un giovane che si impegna, lo chiami ragazzino ? Le citazioni di Platone sono belle. Lunga vita alle citazioni. Ti sottopongono ancor di più al giudizio democratico.

    Un saluto.

    R. Good

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  • Stefano Tevini

    1600 euro per lavorare in fonderia. L’hai detto: non sono granché. E no, non ci vivi “dignitosamente”. Ci sopravvivi, sperando che non ti si guasti la macchina o, peggio che mai, i denti. Per un lavoro che, diciamocelo, non è esattamente piacevole. Suvvia.

    Nulla di irrimediabile? Speriamo. Nulla da rifare? Punti di vista.

    L’impegnarsi non è poi lodevole a prescindere. Se devi impegnarti da quella parte lì, in quel modo lì, stai pure sul divano a guardare la televisione con un bel sacchetto di patatine che in piazza impettito non ci fai una bella figura e per fortuna qualcuno a cantarti Bella Ciao in faccia c’era.

    Le citazioni le trovo veramente ad mentulam canis, Platone non ti nobilita a priori.

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