Dove vanno in vacanza i ricchi? Non intendiamo quelli che gestiscono le imprese, ammonticchiano capitali, decidono le sorti del mondo. Intendiamo proprio i ricchi, quelli veri. Quelli che non hanno mai avuto bisogno di lavorare un giorno in vita loro. Quelli che non guardano mai l’etichetta del prezzo del vestito che stanno provando e, al ristorante, nella lista dei vini, guardano solo i nomi e le cantine.
Dove vanno in vacanza? Dove vogliono.
Mentre il resto del mondo trattiene il fiato, conta i giorni, ritaglia lembi d’estate in una distesa di impegni e restrizioni, loro partono. Non hanno bisogno di chiedere ferie, né di confrontare i prezzi. Non devono nemmeno fare la valigia: hanno già tutto. Ovunque. E se non ce l’hanno, se lo comprano.
La loro sembra una bella vita, ma, facci caso, non è così. Ai ricchi non pensa nessuno. Arrivano in questi atolli desolati, circondati dalle loro guardie del corpo, e vorrebbero avere un giornale sciocco, pieno di pettegolezzi, giochi, oroscopi e quiz. Ma non lo trovano. Per due motivi: le riviste da spiaggia sono così cheap e, in maggio, mica le comprerebbe nessuno.
E, allora, abbiamo pensato a loro, con un gesto radicalmente democratico. Perché anche i ricchi meritano una rivista da ombrellone. Ma non una rivista qualsiasi, come quelle che possiamo trovare tu e noi, con sudoku da discount, quiz banali come il numero di piedi di un millepiedi e oroscopi stitici, buoni per tutti. No. Niente affatto.
Per fare una rivista per i ricchi, quelli veri, devi pensare esclusivamente a loro. E chi, se non noi?

Ora, carə nessunə che ci leggi, spostati un attimo. Tu hai problemi comuni, proprio come noi: l’affitto, il mutuo, la rata dell’auto, la spesa straordinaria, il conto in rosso, le vacanze da prenotare, le ferie da questuare… Per una volta non ci rivolgiamo a te. Lasciaci parlare con il nostro nuovo pubblico.
Siamo qui per voi, ricchi, per voi, care creature fortunate, che potete permettervi il lusso più grande: la noia. Nel tentativo di combattere la cappa avvolgente del tedio, potete aggrapparvi a (Quasi), una rivista pensata appositamente per voi.
Abbiamo preparato giochi, letture, attività leggere come un drink annacquato. Solo roba leggerissima pensata per chi si sta riposando senza averne alcun bisogno, perché non ha mai conosciuto la fatica.
Portateci in spiaggia come un sabotaggio tascabile per quella noia insopportabile. Questo numero di (Quasi) è un cavallo di Troia che si infila nel sibilo dello sbuffare che ti coglie quando le quattro mani dei massaggiatori Golden Bliss ti tonificano, quando il sapore della fetta di melone Yubari King ti inacidisce la lingua, quando guardi l’ennesimo tramonto a Baia do Sancho. Questo numero di (Quasi) sta nelle mani, nei borsoni, nei casotti climatizzati da spiaggia. Si apre per noia, si chiude con gioia.
Buona villeggiatura. A te che puoi. E anche a te che fingi. E a te che, nonostante il nostro odioso sottotitolo, ci leggi. Anche d’estate.