Nel 1976, Hugo Pratt, il grande fumettista, il grande viaggiatore, il grande entraîneur e saltimbanco, Hugo Pratt il suonatore da salotto, l’affabulatore, la buona forchetta, il donnaiolo impenitente, il bevitore, il padre di figli sparsi per il mondo, l’inventore di leggende e mitologie, il creatore del mito di sé stesso, il ridanciano e lo studioso, l’acquerellista incantato, il padre di Corto Maltese, diventa Massone. Attratto da sempre, come si legge in molte sue interviste, dalla visione esoterica e dalle simbologie mistiche e folkloristiche più disparate, qualche mese prima di compiere cinquant’anni, il 19 novembre 1976, entra in massoneria e viene iniziato nella “Hermes” di Venezia, loggia appartenente alla Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M. Obbedienza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi.
D’altra parte, come dice a Dominique Petitfaux, nel bellissimo libro-intervista, Il desiderio di essere inutile (LIZARD Edizioni, 1996):
«Mio padre si interessava alla Massoneria – suo padre stesso era massone – e anche al Rosacrocismo, i cui ordini militari sono altrettanto antichi di quelli dei Cavalieri Teutoni. Quando passeggiavo con lui a Venezia, mi spiegava alcuni segni misteriosi incisi nei monumenti. E così faceva anche uno dei miei zii. Da parte materna si leggeva poco, ma ci si trasmetteva oralmente tutta una cultura esoterica e magica. Nella prefazione a Favola di Venezia racconto di come mia nonna mi conducesse nel quartiere del Ghetto Vecchio di Venezia a far visita alla sua amica, la signora Bora Levi, che mi raccontava delle storie tratte dalla Cabala. La sua casa dava su un campiello chiamato Corte Sconta detta Arcana e sui muri di questa corte, dove giocavo con alcuni ragazzini ebrei, erano incisi numerosi segni cabalistici».


Di questa ispirazione importantissima, e della conseguenza che ha avuto sull’opera prattiana (conseguenza che può diventare facilmente anche ascendenza, andando a cercare a ritroso nei suoi lavori i temi dell’esoterismo), quantomeno in Italia, si parla pochissimo, e ancor meno se ne scrive. Al momento, sono a conoscenza di soli tre volumi specifici sull’argomento, tutti scritti o curati da Luigi Pruneti, studioso e Gran Maestro massone: Il derviscio, la sciamano, il massone. Gli incontri iniziatici di Corto Maltese: convegno nazionale Viareggio, 22-23 novembre 2002 (LIZARD edizioni, 2004), Il coraggio di sognare. Hugo Pratt fra avventura e mistero (Tipheret, 2013) e Il segreto di Corto Maltese. L’occulto, l’esoterico, il magico nell’opera di Hugo Pratt (La Gaia Scienza, 2015). Il primo raccoglie gli atti di un convegno, ed è fuori catalogo e consultabile solo in una biblioteca di Venezia, il secondo, l’unico ancora reperibile per l’acquisto, è una raccolta di interventi e saggi brevi, mentre il terzo è anch’esso fuori catalogo (e, non avendolo mai letto, non so come l’argomento venga trattato).
Un altro testo molto bello e utile che non affronta direttamente il tema dell’esoterismo in Pratt, ma che fornisce una quantità preziosa di informazioni dettagliatissime sulle fonti dell’autore e sui molti collegamenti interni ai suoi lavori, è Corto Maltese dietro le quinte (Edizioni Paginauno, 2021) di Augusto Q. Bruni, una vera e propria mappa per muoversi in profondità nei flutti della cultura di Hugo Pratt, che dai grandi romanzi d’avventura, spazia fino a mitologia, folklore, filosofia, storia e, per l’appunto, esoterismo.
Come detto, però, se miti e leggende sono accettati dalla cultura ufficiale, e quindi indagati dagli esegeti, l’esoterismo invece non lo è per nulla. Lo dice anche lo stesso Pratt, sempre a Petitfaux:
«Chi ha spirito cartesiano, razionale, non vedrà nell’esoterismo che delle credenze strampalate, ma dietro quest’apparenza si possono trovare posizioni poetiche e filosofiche. Ho vissuto molto in questo mondo e ne parlo anche in alcune mie storie».

Tematica ancora meno accettata dalla cultura ufficiale, così come dalla vulgata, è poi proprio quella della Massoneria. Afflitta da un mare di pregiudizi, almeno tanto quanto magia ed esoterismo, la Massoneria, specialmente in Italia, soffre anche di un problema storico che non le lascia scampo: lo scandalo della Loggia coperta e deviata Propaganda 2 (la “P2”) e del suo Gran Maestro, militante fascista e mano oscura dietro la storia della Repubblica, Licio Gelli. Già solo l’essere accomunati a una fase tanto nera della nostra storia è un problema, se poi ci si mette anche il fatto che la Massoneria, dai tempi della sua fondazione (e successive ramificazioni) è considerata dai più una società segreta dai fini poco chiari che sconfinano, sempre secondo il credo comune, in faccende legate a teorie del complotto e controllo occulto degli organi di potere, ecco che diventa subito chiaro come tale forma di associazionismo non goda affatto di buona fama. Ma, come anche lo stesso Pratt afferma, la Massoneria non è una società “segreta”, ma al massimo “discreta”, anche perché esistono liste consultabili con nomi e cognomi dei suoi membri e affiliati. Al di là della (bella) battuta, oggi più che mai, quel che dice Pratt è vero: centinaia di testi raccontano, spiegano, illustrano cosa succede in Massoneria, chi sono i massoni, a quali ordini e credenze appartengono, a quali Riti fanno ricorso, eccetera. C’è insomma ormai una vasta letteratura (oltre che podcast e interviste rintracciabili gratuitamente in rete) su cosa voglia dire essere massoni, su quali possibilità e modalità ci siano per diventarlo e soprattutto, su quali siano gli “scopi” di tale associazione.
Se però, chi è Massone, per questioni di regola interna e discrezione, preferisce magari non parlare della sua affiliazione alla Massoneria e di quel che vi si svolge, o anche solo della sua simbologia (anche Pratt affermava: «Frequento circoli di iniziati e mi capita anche di tenere a battesimo dei nuovi membri. Ma sarebbe da parte mia indelicato soffermarmi più a lungo su questi argomenti»), chi massone non è, può studiare la Massoneria esattamente come l’esoterismo, tentare di carpirne le dinamiche e trovare dove e quando, nell’opera di Pratt, tali dinamiche abbiamo influito ben oltre la mera suggestione e, se interessato, produrre testi che evidenzino tali influenze.

Il fatto che Pratt fosse Massone e che si interessasse attivamente di esoterismo da tutta la vita, non disdegnandone la pratica («I miei viaggi a Cordoba, ad esempio, sono spesso collegati a problemi esoterici», dice sempre a Petitfaux) è una cosa che viene quasi sempre taciuta negli interventi critici su di lui e, soprattutto, quasi mai viene evidenziato o scandagliato il legame (se non in maniera blanda, quando Pratt stesso tira in ballo esplicitamente i massoni nelle sue storie) tra le simbologie, i riti, e la filosofia massonica o esoterica e quanto illustrato nei fumetti di Corto Maltese, o in altre sue storie dall’evidente contenuto magico (una su tutte, L’uomo della Somalia, conosciuto anche come A Ovest dell’Eden). La mia idea è quindi che, per uno studio davvero approfondito e il più possibile omnicomprensivo dell’opera di Hugo Pratt, sia assolutamente necessario integrare nella cassetta degli attrezzi di chi legge i suoi fumetti, anche la questione esoterico/massonica, oltre alle già ampiamente frequentate istanze storico-geografiche, filosofiche, mitologiche e folkloristiche (a lato, dico anche che è qualcosa in cui voglio impegnarmi e mi auguro che anche altri lo faranno).
Come detto, un ottimo punto di partenza per un discorso di questo tipo, è il saggio di Bruni, Corto Maltese dietro le quinte, che fornisce moltissime informazioni dalle quali poter cominciare una lettura esoterica delle opere di Pratt, soprattutto nell’ultima parte del libro, dove si prende in esame quello che è a tutti gli effetti un percorso iniziatico che Corto intraprende (e che Hugo gli fa intraprendere), attraverso gli episodi della sua Saga, da Favola di Venezia a Le Elvetiche – dove il marinaio si abbevera alla fonte dell’eterna giovinezza – fino a Mu, l’ultimo e più enigmatico dei capitoli della sua vita su carta.
Oppure, relativamente alla questione massonica, si può recuperare l’edizione Milano Libri del 1984 di Favola di Venezia, in cui nel bellissimo apparato introduttivo, oltre al racconto dell’infanzia veneziana di Pratt in compagnia della signora Bora Levi e delle storie della Cabala, si trovano numerose iconografie e simbologie esoteriche, gnostiche, magiche e massoniche, oltre a una breve introduzione alla Massoneria e alla sua regola. Già il fatto che Pratt aveva voluto quel tipo di introduzione a quella storia, dimostra quanto l’argomento sia importante e necessario al fine di comprendere al meglio quello che il “Maestro di Malamocco” voleva raccontarci tra le maglie dell’avventura.

Scrive fumetti e scrive di fumetti, poi scrive anche canzoni e le canta, insieme a quelle degli altri che gli piacciono. Il suo sito è www.francescopelosi.it.