Post-it: Giugno 2022

«Quando Lapinot si sveglia in mezzo alla foresta, non crede ai suoi occhi. E neanche alle sue orecchie. C’è un omone, che indossa solo un paio di brache a strisce verticali bianche e blu e un elmo, che lo chiama “Asterix!” Lapinot, incredulo, lascia che questo strano tipo prosegua per la sua strada. Per convincersi dovrà incontrare una pattuglia romana e bere una pozione datagli dal druido Panoramix. Sembra proprio che sia stato teletrasportato in mezzo ai galli. E, stranamente, anche Toutatis è della partita.»
Così L’association presenta il sesto volume de Les nouvelles aventures de Lapinot di Lewis Trondheim, intitolato Par Toutatis. Esce a metà giugno. Non perderlo. Anche se non capisci una parola di francese. E che ti importa: ci sono i disegni e questo è il modo più divertente per imparare una lingua.

Dirty Pictures: How an Underground Network of Nerds, Feminists, Misfits, Geniuses, Bikers, Potheads, Printers, Intellectuals, and Art School Rebels Revolutionized Art and Invented Comix. Il titolo ti questo saggio di Brian Doherty, da solo, dice già molto. La storia del fumetto underground americano in un volume di 350 pagine. Sembra proprio la mia lettura estiva preferita. Te ne riporto la sinossi riportata nella presentazione dell’editore e dimmi se non hai voglia di leggerlo pure tu:
« The first complete narrative history of Underground Comix, the countercultural movement from the 1960s, ’70s, and ’80s that forever changed comics
In Dirty Pictures: How an Underground Network of Nerds, Feminists, Misfits, Geniuses, Bikers, Potheads, Printers, Intellectuals, and Art School Rebels Revolutionized Art and Invented Comix, author and journalist Brian Doherty tells the wild history of the outlaw, outsider, and sometimes illegal world of Underground Comix. This subterranean subgenre of comic strips and books was printed in lofts on out-of-date machinery, published in handbound zines and underground newspapers, and distributed in headshops, porno stores, and on street corners. Comix―spelled that way to distinguish the work from its dime-store superhero contemporaries―presented tales of illicit sex, casual drug use, and a transgressive view of American society that was embraced by hippies, the fine-art world, and legions of future creatives. With a narrative that weaves together the stories of Harvey Kurtzman, R. Crumb, Trina Robbins, Spain Rodriguez, and Art Spiegelman, among many others, Doherty details, in the first complete narrative history of this movement, the local scenes that sprang up in the 1960s and ’70s in New York City, San Francisco, Los Angeles, Cleveland, and Chicago, and provides insight into the rivalries, ideological battles, and conflicts that flourished.
The book begins with the artists’ origin stories and follows them through major successes, including Spiegelman’s Pulitzer Prize–winning Maus and Robbins’s Wimmen’s Comix, and tragedies, from S. Clay Wilson’s spiral into alcohol abuse that resulted in career-ending brain damage to Crumb’s neurotic running from his own success (and his use of controversial race and gender imagery), and ends with an examination of these creators’ legacies. Dirty Pictures is the essential exploration of a truly American art form that recontextualized the way people thought about war, race, sex, gender, and expression.»

JPop manda in libreria il terzo volume di Showa di Shigeru Mizuki. Si tratta della storia del Giappone contemporaneo raccontata d Mizuki che alterna fatti privatissimi e autobiografici agli eventi storici effettivi. Questo volume attraversa il periodo 1944-1953. Siamo quindi nel periodo in cui l’autore ha perso un braccio durante un bombardamento della RAF e si rifugia in Papua Nuova Guinea trovando accoglienza tra gli indigeni. Sarà recuperato da emissari governativi al termine del conflitto e costretto ad abbandonare un posto in cui aveva finalmente pace per rientrare in Giappone, dove non potrà che essere un reduce di guerra, povero e mutilato.
Durante gli anni del dopoguerra e della ricostruzione, Mizuki lavora nel mercato del kamishibai ed esordisce nel manga.

Editoriale Cosmo traduce in italiano il bel volume che raccoglie i fumetti di Richard Corben pubblicati per “Eerie” e “Creepy”, le riviste dell’orrore e del fantastico edite da Warren. Ci sono alcune tra le storie più belle di Corben. È un libro cui proprio non puoi rinunciare, anche se è proprio costoso.

Ancora Cosmo porta in edicola “Creepy” 1, primo di due numeri di una raccolta di fumetti estratti dalla rivista “Creepy”. Non so come sia stato composto l’indice, ma si tratta di un bacino di storie di qualità tale da rischiare di essere imperdibile.

Cosmo, negli ultimi mesi, ha iniziato a pubblicare con sistematicità fumetti di scuola iberica. Il mese scorso è uscita un’antologia di storie di Sanchez Abuli e Jordi Bernet, i due creatori di Torpedo 1941. Quell’albo, intitolato Snake e altre storia, contiene Ab irato, Snake e Tornando a casa.Questo mese ne è prevista un altro, intitolato Storie Nere. Se ti affretti a vai in edicola subito, e se riesci a trovare un’edicola, rischi di trovare anche questi due albi.

(Ho scoperto che Editoriale Cosmo pubblicherà nei prossimi mesi tutto Faust di David Quinn e Tim Vigil in tre volumi. Si tratta di un fumetto, supersplatter e cafonissimo, che ho letto all’inizio degli anni Novanta dello scorso millennio in un’edizione italiana in albetti, portata in edicola da una casa editrice effimera. Anni dopo ho iniziato a cercarne un’edizione completa in una qualsiasi delle lingue che mi ostino a leggere senza capire. Fino a oggi, ho sempre fallito. Oggi voglio un po’ più bene a questa casa editrice. E ho delle ottime ragioni.)