Paolo Valeri analizza Strange Adventures attraverso l’antropologia dello sviluppo di Arturo Escobar e Jean-Pierre Olivier de Sardan. La guerra di Adam Strange su Rann non è solo una storia di eroismi e menzogne: è un dispositivo coloniale che replica le logiche del “white man’s burden”, del sapere tecnico come autorità morale e dell’urbanizzazione come misura di civiltà. Attraverso il concetto di “arena” di de Sardan — debitore di Bourdieu, Crozier e Friedberg — Valeri mostra come l’intera serie sia un affresco di campi di potere in collisione: la JLA, i Ranniani, i Pikkt, e persino il matrimonio tra Adam e Alanna. Un fumetto che non offre vie d’uscita, ma rivela con lucidità chi è l’ingranaggio più pericoloso del sistema.