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linguaggio

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A che pensi? Archiviata sotto la voce sbagliata

Mariagrazia Minardi | Povere creature | 21 Aprile 2026

Margiagrazia Minardi intreccia esperienza personale e riflessione teorica per interrogare la natura del pensiero e la sua irriducibilità al linguaggio. A partire dal rapporto con una madre affetta da Alzheimer, il testo mette in crisi l’idea del pensiero come contenuto accessibile e traducibile. Il libro A che pensi? di Laurent Moreau diventa così un dispositivo per esplorare una grammatica visiva dell’interiorità: non una rappresentazione fedele del pensiero, ma un tentativo necessario di dargli forma. Tra opacità, relazione e perdita, emerge una tensione costante tra ciò che può essere detto e ciò che resta irrimediabilmente interno.

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Piccoli niente, grandi idoli e altre forme di sopravvivenza

Paolo Interdonato | post-it | 18 Dicembre 2025

Dal fumetto di Matticchio alle icone linguistiche svuotate, dai giorni in cui non succede niente alle morti che occupano tutto, fino ai regali che salvano dal Natale. Diario settimanale.

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Se ti devo dare del “coglione”…

Federico Beghin | Affatto | 20 Ottobre 2025

Un viaggio ironico e appassionato nel linguaggio sboccato dei fumetti e oltre. Dai dialoghi scatenati di Saga e DanDaDan ai simboli censori di Tom King, fino al ricordo di un professore che insegnava l’importanza di dire “coglione” e non “testicolo”. Un elogio del turpiloquio come forma di libertà e autenticità, contro ogni imposizione del “parlare bene”.

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La grammatica della volgarità necessaria di DanDaDan

Emiliano Barletta | Affatto | 8 Ottobre 2025

DanDaDan di Yukinobu Tatsu usa la volgarità come vero e proprio strumento narrativo. Non semplice provocazione, ma un lessico che tiene insieme caos, azione e autenticità dei personaggi. Tra alieni e spettri, le parolacce diventano ritmo, comicità e resistenza, distinguendo questo manga dai soliti battle shonen.

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Talk Dirty

Boris e Paolo | QUASI | 1 Ottobre 2025

Dal fumetto porno di Matthias Schultheiss a Lenny Bruce, dal consenso al linguaggio osceno, fino alla bestemmia più vera. Un editoriale sul senso del parlare sporco, tra desiderio e verità.

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