{"id":11241,"date":"2021-12-08T08:00:00","date_gmt":"2021-12-08T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=11241"},"modified":"2021-12-05T22:51:11","modified_gmt":"2021-12-05T21:51:11","slug":"semplicemente-divina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/12\/08\/semplicemente-divina\/","title":{"rendered":"Semplicemente, Divina"},"content":{"rendered":"\n<p>Nella mia versione del mondo, un mondo che io riuscivo a vedere o forse che speravo potesse esistere un giorno, non c\u2019era la differenza tra uomini e donne.<br>A un certo punto mi ero anche stancata di immaginarmi vestita da supereroe, costumi che per altro non consideravano le forme che stavo iniziando ad assumere: in fondo, Batman e Superman avevano sempre questi muscoli d&#8217;acciaio e pettorali tronfi, i miei non sarebbero mai stati cos\u00ec a meno che non mi fossi sottoposta a chirurgia estetica gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 di 13 anni.<br>Per cui quando tra robottoni e Candy Candy e Georgie \u2013 non propriamente esempi lucidissimi del mio essere giovane ragazzina \u2013 arriv\u00f2 Lady Oscar, fu gioia e giubilo. Ma Lady Oscar era comunque macchiata dal continuare a nascondere ci\u00f2 che era davvero, per natura. Il nascondere certamente \u00e8 una caratteristica da supereroe, innegabilmente la maschera e il costume portano a salvaguardare la vita oltre l\u2019aspetto eroico, tuttavia, per non farsi mancare nulla, mi ero anche stancata di nascondermi, in un momento nel quale volevo essere solo me stessa e accettata per esserlo, e basta. Sarebbe passato tanto di quel tempo a continuare a nascondersi senza essere supereroi che quasi, con l\u2019abitudine, ho rischiato che diventasse scontato e persino \u201cnormale\u201d.<br><em>Wonder Woman<\/em> arriv\u00f2 sul piccolo schermo in un tripudio di <em>Automan<\/em>, <em>Ralph SuperMaxiEroe<\/em>, <em>L\u2019uomo da sei milioni di dollari<\/em> (ci fu anche <em>La donna bionica<\/em> ma per quanto nessuno dei prodotti brillasse per il ritmo delle sceneggiature, la versione maschile era purtroppo migliore) e film come <em>Corto Circuito<\/em> (il <em>Wall -E<\/em> pixariano pre internet) nel quale anche gli algoritmi erano maschili.<br>La mia memoria non fa acqua, \u00e8 vero che anche nei cartoni animati c\u2019era la controparte femminile (come dimenticarsi di Venusia in <em>Goldrake<\/em>?, o Kajumi in <em>Supercar Gattiger<\/em>?, Sanae di <em>Daltanious<\/em>? per citare solo alcune di quelle che preferivo) eppure nella versione di mondo di cui sopra era comunque troppo poco, troppo poco spazio e sempre, unicamente, in supporto al protagonista. Inevitabile che ci si innamorasse pure di lui, e a me ribolliva il sangue.<br>Quando arriv\u00f2 Wonder Woman in televisione, una televisione di quelle col tubo catodico, quelle che per cambiare canale dovevi alzarti dalla sedia, quelle che il telecomando sarebbe arrivato anni dopo e classificato come lusso per pochi, insomma quando arriv\u00f2 Wonder Woman in tv per quanto non ammirassi i suoi mutandoni americani e la sua giravolta nel trasformarsi evidentemente riuscita attraverso le basi minime della danza classica che quando frequentavo all\u2019et\u00e0 di 6 anni odiavo con tutta me stessa, un piccolissimo moto di rivincita solletic\u00f2 quel mio mondo di uguaglianza.<br>Wonder Woman saltava nel cielo, correva tra le mine che scoppiavano, lanciava giavellotti e catturava i cattivi, cadeva nei buchi (e di buchi la mia generazione ne aveva avuto uno, quello in cui precipit\u00f2 <strong>Alfredo Rampi<\/strong>, Alfredino, che ci segn\u00f2 eternamente) e ne usciva con altri salti e capriole, sferrava pugni degni di Hulk ma poi sorrideva ed era elegante smuovendo i suoi lunghi morbidi capelli mori, laccati, come si usava all\u2019epoca.<br>E poi, soprattutto, Wonder Woman nella sua versione Diana Prince portava degli occhiali come toccava portarli a me, occhialoni che sfiguravano, per i quali sentirsi in difetto.<br>Alla fine, ci si nascondeva sempre che fosse dietro un paio di occhiali o l\u2019essere un miliardario di Gotham ma almeno era lei la protagonista, era il suo volto che appariva prima dei coprotagonisti maschili ed era lei che con due mani piegava un tubo di ferro.<br>Poi sono cresciuta e di Wonder Woman non mi \u00e8 pi\u00f9 importato nulla fino ai nuovi film nei quali evidentemente la DC \u00e8 rinsavita e ha iniziato a sfornare pellicole decenti sui suoi supereroi. In ogni caso, se prima Diana Prince era un modello di donna al quale potevo ambire nella speranza di diventare una bellissima donna come lei, ora <strong>Gal Gadot<\/strong> \u00e8 talmente fuori portata che nell\u2019ultima pellicola mi toccava guardare le comunque poche rughe di <strong>Connie Nielsen<\/strong> per sentire vagamente un\u2019affinit\u00e0 che ovviamente non c\u2019\u00e8.<br>In pi\u00f9 WW ha compiuto 80 anni, et\u00e0 alla quale non \u00e8 proprio banale arrivare e quindi siamo punto e a capo.<br>Nel tempo sono cresciuta, dicevo. I modelli femminili hanno iniziato a moltiplicarsi, persino io nel mio microcosmo di fumetti ho tentato di farlo con le mie storie e anche nello sport le campionesse hanno preteso l\u2019attenzione. Non che lei abbia preteso chiss\u00e0 che, \u00e8 talmente forte che tutto ci\u00f2 che ha conquistato se l&#8217;\u00e8 preso da sola, con la forza mentale e la tempra che solo persone come lei possono avere: e d\u2019altronde \u00e8 allenamento anche quello.<br>Ecco perch\u00e9 <strong>Federica Pellegrini<\/strong> semplicemente chiamata la Divina e che ha smesso di gareggiare il 30 novembre 2021, gi\u00e0 ci manca tantissimo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery aligncenter columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"659\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_2_WW-1024x659.jpg\" alt=\"\" data-id=\"11243\" data-full-url=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_2_WW.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?attachment_id=11243\" class=\"wp-image-11243\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_2_WW-1024x659.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_2_WW-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_2_WW-768x494.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_2_WW.jpg 1052w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"617\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_4_WW-1024x617.jpg\" alt=\"\" data-id=\"11242\" data-full-url=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_4_WW.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?attachment_id=11242\" class=\"wp-image-11242\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_4_WW-1024x617.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_4_WW-300x181.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_4_WW-768x463.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_4_WW.jpg 1047w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>In un cerchio della vita degno del <em>Re Leone<\/em> disneyano mio nipote di 4 anni sta imparando a nuotare nella stessa piscina nella quale anche io e sua madre abbiamo imparato a tenerci a galla. Non siamo una famiglia di nuotatori, pur essendo tutti marittimi e cresciuti al mare, ci\u00f2 che ci viene chiesto \u00e8 di galleggiare con stile, non certo carpiati e medaglie olimpiche. Mio nipote non si esime dal destino comune: una delle ultime foto che mia sorella mi ha mandato della sua lezione vedeva l\u2019erede steso a bordo piscina, met\u00e0 fuori e met\u00e0 dentro, guardare annoiato il soffitto e sbattere svogliatamente i piedini nel cloro, senza la minima passione.<br>Del nuoto ho sempre e solo ammirato i fisici pazzeschi che allenamenti snervanti, freddi e umidi producevano, per altro in quella piscina odio a tutt\u2019oggi andarci, a parte il fatto che le bambine che ci nuotavano 40 anni fa ora sono le madri che assistono a quelle lezioni alla quale ero costretta anche io.<br>Per cui quando mi sono imbattuta nelle celebrazioni dell\u2019ultimo giorno di Federica Pellegrini, monotematico su uno dei canali sportivi di SKY, hanno fatto rivedere una serie di \u201cquella volta che\u201d.<br>La carriera di una sportiva si sa \u00e8 costellata di alti e bassi, una carriera sportiva come quella di Pellegrini poi \u00e8 cos\u00ec sotto i riflettori che difficilmente c\u2019\u00e8 indulgenza quando l\u2019atleta non porta a casa valangate di medaglie. E qualche momento cos\u00ec Pellegrini lo ha vissuto, salvo poi mettere in secondo piano le imprese che non solo rendono la nuotatrice veneta unica ma davvero Divina come vuole il suo soprannome. Perch\u00e9 a mio avviso, tra le tante bellissime gare e vittorie da singola e in quartetto, la mostruosit\u00e0 mentale e fisica della staffetta 4&#215;200 di Berlino 2014 \u00e8 qualcosa che andrebbe fatto studiare a chi di nuoto vuole campare nella vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"579\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_6-1024x579.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11245\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_6-1024x579.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_6-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_6-768x434.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_6.jpg 1267w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Berlino 2014.<br>A pensarci adesso un altro mondo, un\u2019altra vita.<br>Anche solo banalmente darsi la mano non era motivo di fobie e preoccupazioni, e quelli che usavano l\u2019amuchina in quegli anni erano visti come igienisti un po\u2019 esagerati, nulla di pi\u00f9.<br>Beata giovinezza direi se non fossero passati appena 6 anni e la giovinezza l\u2019avevo comunque persa da un pezzo.<br>\u00c8 agosto.<br>Da meno di un mese \u00e8 finito il Mondiale brasiliano che ha visto trionfare la Germania anche grazie alla semifinale passata alla storia col risultato di 7 &#8211; 1 al Brasile padrone di casa. Una debacle talmente pazzesca che in pochi, pochissimi, e chiss\u00e0 chi ancora vivo poteva ricordarsi del vecchio \u201cMaracanazo\u201d (Mondiali 1950, Uruguay &#8211; Brasile in finale, Brasile favoritissimo e contro ogni previsione vince l\u2019Uruguay; nel tempo nelle tv brasiliane e negli spot il fantasma del Maracanazo divenne quasi pop), certo non il portiere di quel Brasile che morendo disse che finalmente finiva un incubo, la sua vita cio\u00e8, perch\u00e9 <strong>Moacir Barbosa<\/strong> quel giorno al Maracan\u00e0 di Rio de Janeiro sub\u00ec quelle due reti che condannarono lui e quella squadra all\u2019infamia perpetua degli anni. Che fin\u00ec solo con quel 7 &#8211; 1 definito &#8220;Mineirazo&#8221; dal nome dello stadio Mineirao di Belo Horizonte e che Barbosa non pot\u00e8 mai vedere perch\u00e9 se ne and\u00f2 nel 2000.<br>La Berlino del 2014 \u00e8 quella citt\u00e0 europea dove i giovani vanno a fare gli artisti sostituendo il fascino dei caf\u00e8 e del Moulin Rouge di Parigi; \u00e8 la capitale della Germania che la crisi del 2008 l\u2019ha superata con un colpo al cerchio e un colpo alla botte; \u00e8 quella citt\u00e0 che si appresta all\u2019anniversario trentennale della caduta del muro consapevole che la ferita \u00e8 sempre aperta, lo \u00e8 sempre stata e Berlino est \u00e8 ancora quella parte di citt\u00e0 meno industrializzata.<br>Il Velodrom poi \u00e8 una struttura magari non bellissima da fuori ma eclettica che ospita ciclismo su pista, atletica, tennis e naturalmente nuoto oltre a ospitare eventi e concerti per la capienza di quasi 12.000 persone.<br>Federica Pellegrini arriva in Germania con il solito carico di aspettative. \u00c8 nel pieno della sua maturit\u00e0 di donna, prima di tutto, e di atleta: \u00e8 una che ha sempre vinto, le \u00e8 sempre stato chiesto pi\u00f9 del massimo, non si \u00e8 mai risparmiata nemmeno nelle critiche spesso gratuite, e lo stato mentale di quel 2014 \u00e8 di grazia.<br>Per altro ha gi\u00e0 vinto l\u2019oro nei 200m stile libero e con la staffetta vuole provare a fare l\u2019accoppiata 200m &#8211; 400m. La prima delle due \u00e8 la 200.<br>Sembra una gara, anche nella narrazione sportiva, poco accattivante. In fondo ci sono le ungheresi che sono uno squadrone e le principali avversarie delle azzurre insieme alle svedesi che bisogna sempre tenere d\u2019occhio.<br>Il Velodrom \u00e8 pieno di famiglie coi caff\u00e8 caldi ancora in mano, appassionati, semplici tifosi che cercano di riconoscere le calotte colorate delle atlete.<br>Le squadre entrano tutte unite da un trenino, mano nella mano, salutano all\u2019annuncio del loro nome. Sono ragazze che sorridono, sembrano tranquille e pacate, non atlete che si stanno per giocare una medaglia agli Europei di nuoto.<br>La gestualit\u00e0 \u00e8 sempre la stessa, la concentrazione appare sui loro volti appena si avvicinano al blocco di partenza: si tolgono l\u2019adesivo per aprire la cerniera della tuta, si aggiustano gli occhialini, si sistemano la cuffia o il costume, scrollano le braccia, prendono fiato e lo rilasciano, la scaramanzia del piede destro sul blocco, chi lo sfiora, chi \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec pronta, chi deve essere l\u2019ultima a salirci. Le altre sulle rispettive sedie fanno altro stretching, si riscaldano e raccolgono le energie.<br>La telecamera continua a saltare tra i tifosi che sventolano bandiere e salutano casa e le atlete che ora sono pronte a tuffarsi.<br>La prima delle italiane \u00e8 <strong>Alice Mizzau<\/strong>. Fa la sua gara, ha la sua bracciata con la quale prende e tiene il ritmo. Le svedesi macinano, risultano pi\u00f9 pericolose delle ungheresi fin dal primo blocco di atlete. Mizzau non appare mai come quella che pu\u00f2 forzare e superare, di buono c\u2019\u00e8 che non si innervosisce e comunque rimane sempre l\u00ec, seconda, terza, seconda, terza.<br>Quando le d\u00e0 il cambio <strong>Stefania Pirozzi<\/strong> l&#8217;Italia \u00e8 quarta.<br>Pirozzi nuota senza soluzione di continuit\u00e0: alla prima e seconda virata \u00e8 ancora quarta, alla terza recupera una posizione avvicinandosi all\u2019impresa tanto che all\u2019ultima virata \u00e8 seconda dietro le svedesi che sembrano anguille.<br><strong>Chiara Masini Lucetti<\/strong> ha un buon margine. Il nuoto per\u00f2 \u00e8 questione di centesimi e le svedesi nel terzo blocco lanciano <strong>Sarah Sjoestroem<\/strong>, una delle nuotatrici pi\u00f9 temibili, il cui ingresso in acqua proprio in quella finestra serve a dare margine alla quarta compagna nei confronti di Pellegrini che chiuder\u00e0 la gara per l\u2019Italia.<br>Masini Lucetti fa quel che pu\u00f2, almeno rimane l\u00ec per quanto Sjoestroem prenda il largo, persino i telecronisti RAI definiscono la svedese \u201cmostruosa\u201d: c\u2019\u00e8 lei e, distante, l\u2019Italia. L\u2019atleta azzurra macina anche lei e riesce a essere seconda.<br>La Svezia sembra proiettarsi verso un oro apparentemente facile, l\u2019Italia a quel punto della gara pu\u00f2 lottare per l\u2019argento.<br>Anche i telecronisti iniziano a dire che Pellegrini avr\u00e0 un compito difficilissimo perch\u00e9 recuperare per altro su una Svezia cos\u00ec \u00e8 davvero complicato.<br>Per usare un&#8217;iperbole, quando c\u2019\u00e8 il cambio tra Masini Lucetti e Pellegrini Sjoestroem ha gi\u00e0 fatto la doccia, bevuto un cappuccino caldo, magari un paio di boccate a una sigaretta aspettando che arrivino le altre nuotatrici.<br>Pellegrini si tuffa concentratissima.<br>Il fatto \u00e8 che i telecronisti fanno calcoli, sono esasperati nella telecronaca, sperano che la quarta atleta svedese crolli nel finale e non si accorgono che Pellegrini, seppur seconda, ha lavorato di fino, bracciata chilometrica su bracciata chilometrica ha recuperato gi\u00e0 qualche metro.<br>La concitazione sale, aumentano i toni e l\u2019adrenalina.<br>Pellegrini, bracciata dopo bracciata, conquista centimetri su centimetri.<br>Eppure la Svezia appare lontana. Gli stessi della RAI gi\u00e0 dicono che l\u2019Italia si accontenta dell\u2019argento.<br>Ma a dieci metri dal finale Pellegrini diventa uno squalo.<br>Le sue bracciate sembrano catturare ondate d&#8217;acqua, la svedese nella corsia a fianco arranca, eppure mantiene il ritmo, non sembra che quel vantaggio comunque importante possa essere vanificato negli ultimi cinque metri.<br>Federica Pellegrini compie un capolavoro di tenacia, forza e pressione mentale straordinarie.<br>La prima cosa che dice, guardando il risultato, \u00e8: non ci credo.<br>L\u2019Italia \u00e8 oro, Federica Pellegrini ha fatto il miracolo.<br>Anche noi non ci abbiamo creduto per minuti, poi nelle ripetizioni della gara, l\u2019effetto virale di quelle ultime bracciate, ci hanno fatto capire della gara superba delle azzurre.<br>Che sorridono, salutano le increduli svedesi il cui coach \u00e8 basito, e poi vanno a mettersi l\u2019oro al collo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"611\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_5-1024x611.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11244\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_5-1024x611.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_5-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_5-768x458.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/PDJ_nuoto_5.jpg 1262w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel tempo, usciranno speciali, docufilm, libri e fumetti sulla Divina, ne sono certa e anche in queste poche righe ricordare cronologicamente i suoi ori e le sue sconfitte \u00e8 superfluo.<br>Quello che per\u00f2 posso fare \u00e8 ricordare quella gara magari minore ma di una potenza anche visiva che lascia increduli, e sopraffatti dalla bellezza di un gesto che va amato, amato oltre e pi\u00f9 di ogni altra cosa, e ripetuto, vincente, come ha sempre fatto Federica Pellegrini nei suoi pazzeschi vent\u2019anni di carriera.<br>In modo totalmente differente dalla noia mia e di mio nipote.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella mia versione del mondo, un mondo che io riuscivo a vedere o forse che speravo potesse esistere un giorno,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":11246,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[703],"tags":[3804,3806,3803,3802,3807,3805],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - 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