{"id":12230,"date":"2022-02-24T08:00:00","date_gmt":"2022-02-24T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=12230"},"modified":"2022-02-24T10:08:15","modified_gmt":"2022-02-24T09:08:15","slug":"un-eterno-presente-che-capire-non-so","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2022\/02\/24\/un-eterno-presente-che-capire-non-so\/","title":{"rendered":"Un eterno presente che capire non so"},"content":{"rendered":"\n<p>Ho finalmente riletto un romanzo per intero.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ho scritto male. Sono riuscito ancora una volta, dopo molto tempo, a leggere un romanzo per intero. Ora si capisce meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ah, vi comunico che non ho nessuna intenzione di preoccuparmi se sto <em>spoilerando<\/em> il romanzo in questione. Quindi, quando si arriver\u00e0 a parlarne, procederete a vostra discrezione. Non iniziate a commentare per protestare perch\u00e9 vi ho detto che nel finale di <em>Seven <\/em>nella scatola c&#8217;\u00e8 la testa della moglie o che tutta la storia de <em>I Soliti Sospetti<\/em> era inventata sul posto da Verbal Kint, ok?<\/p>\n\n\n\n<p>In omaggio alla modalit\u00e0 <em>Hieronimo is Mad Againe<\/em> che ho scelto come <em>tagline<\/em> per il mio brand personale,in chiave piccolo borghese, ho puntellato le mie rovine con un numero finito di frammenti. Quindi pesco spesso dagli stessi cassetti, dalla stessa gente, e spesso non tutto il repertorio. Guardate a <strong>Eliot<\/strong>, mi fermo a giusto prima dei Quattro Quartetti. Mai andato oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>Per leggere <em>Madame Bovary<\/em> ci ho messo almeno vent&#8217;anni, da quando avevo letto <em>L&#8217;Educazione Sentimentale<\/em>. Tra i francesi in giovent\u00f9 amai <strong>Stendhal<\/strong>, <em>Il Rosso e Il Nero<\/em> e <em>La Certosa di Parma<\/em>. Ma ero un romantico, leggevo pure <em>Il Capitan Fracassa<\/em> di <strong>Theophile Gauthier<\/strong>, per dire. <strong>Balzac <\/strong>niente. Alla nozione della commedia umana ho voluto arrivarci senza spoiler, a quanto pare. Ma non starei qui a fare l&#8217;excursus delle mie non letture \u2013 sappiate, ma era gi\u00e0 evidente, che chi scrive qui \u00e8 un raccoglitore, un ruzzolatore tritovagliatore di opere che se vai a rimetterle insieme a mo&#8217; di collana ci sono dei buchi grossi cos\u00ec\u00a0 e non ci componi una storia della letteratura o una lista di raccomandazioni <em>\u00e0 la<\/em> <strong>Harold Bloom<\/strong>. Pazienza, non ho usurpato nessuna cattedra n\u00e9 rivendico chiss\u00e0 quale autorit\u00e0, sto qui sulla mia scatola da <em>speaker&#8217;s corner<\/em> a scrivere cose che potete tranquillamente derubricare a farfugliamenti da ignorante. Se vi va.<\/p>\n\n\n\n<p>Se vi fosse andato, e alcuni di voi sono sicuramente anche andati ben oltre, potevate prestare attenzione all&#8217;antologia di letteratura delle scuole superiori. Se era di quelle buone, valeva la pena scorrersela e scoprire tante opere, pi\u00f9 o meno belle, per avere un quadro, antologico, \u00e8 chiaro, di un paio di millenni (di pi\u00f9 se facevate anche latino) di tribolazioni umane cadute pi\u00f9 o meno regolarmente tra il chiedersi che cazzo fare e il tentativo di essere pi\u00f9 ganzi degli altri. Tra l&#8217;essenza e la maniera. Questo teatro di operazioni non ha mai smesso di essere lo stesso. Anche ora, qui, adesso. Ma, come il guitto di <em>Rosencrantz e Guildenstern Sono Morti<\/em>, non posso fornirvi essenza senza maniera, non c&#8217;\u00e8 modo di scollarla da tutto questo eccipiente abbondante che vi tocca sorbirvi.<\/p>\n\n\n\n<p>Se togli la maniera diventa quasi impossibile raccontare una storia, serve comunque una modalit\u00e0, usare quella pi\u00f9 essenziale soggetto-predicato-complemento-punto e a capo non vuole dire togliere del tutto uno stile, una maniera, solo usarne una, e una piuttosto estrema:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il re \u00e8 morto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Amleto vede un fantasma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il fantasma \u00e8 del padre.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il padre era il re.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il re \u00e8 stato ucciso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ecc. ecc. <\/em>fino a:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Molti personaggi muoiono nel finale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVoi gl&#8217;aspettate invan, son tutti morti\u00bb, diceva il suggeritore, salito sul palco del finale di <em>Rutzvanscad il Giovine, Arcisopratragichissima tragedia <\/em>di <strong>Zaccaria Valaresso<\/strong>, per comunicare che i personaggi erano stati, in effetti, tutti eliminati da questo piano di esistenza. Che son cose che ti arrivano, se come antologia avevi il <strong>Guglielmino<\/strong>&#8211;<strong>Grosser <\/strong>e magari poi l&#8217;edizione Garzanti delle Operette Morali di <strong>Leopardi <\/strong>(non ricordo pi\u00f9 in quale dei due fosse spiegato il riferimento), una cosa tira l&#8217;altra e la brava gente che ha curato quelle edizioni ti porta sui ballatoi lignei delle biblioteche pi\u00f9 belle d&#8217;Italia e dentro volumi che non ti saresti mai sognato di andare a sfogliare.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/images.squarespace-cdn.com\/content\/v1\/5c748f03aadd346d92d68bd1\/1564427614373-RI1VY3ZBWBDLX6H2Q4CV\/valaresso.jpg?format=1000w\" alt=\"valaresso.jpg\"\/><figcaption>Il Valaresso era un patrizio, pi\u00f9 opportuno usare uno pseudonimo, facile da ricordare, tipo Cattuffio Panchianio, no?<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sapresti una sega te (o io) di Zaccaria Valaresso, altrimenti. E potresti andare a pensare che quello stile tarantiniano l&#8217;ha inventato Tarantino. Eh no, ma manco l&#8217;ha inventato Valaresso, c&#8217;\u00e8 una linea genealogica che passa per la tragedia elisabettiana e, pi\u00f9 all&#8217;indietro, alla culla delle idee della Grecia classica. Solo che \u00e8 intrinsecamente bello seguire il filo di seta delle idee e solo pochi riescono a farlo su pi\u00f9 puntate perch\u00e9 tocca studiare per bene e per davvero. Per\u00f2, a quelli con qualche frammento, non manca la possibilit\u00e0 di puntellarsi nella contemplazione di questa inconsulta realt\u00e0. Come Ulisse ci si lega al palo maestro, ma il canto delle sirene \u00e8 una cacofonia. O, forse, i messaggi sono sempre gli stessi, cambiano gli arrangiamenti, le scenografie, le scelte di tono, ma gli ingredienti restano i medesimi, da che abbiamo memoria come specie.<\/p>\n\n\n\n<p>Non avendo fatto il classico non so se vi propinano l&#8217;<em>Edipo a Colono<\/em> di <strong>Sofocle <\/strong>e, se lo fanno, se attirano mai la vostra attenzione su quel passaggio dove il coro dice a chiare lettere che la miglior sorte per l&#8217;uomo \u00e8 non esser mai nato, con, al secondo posto (delle migliori sorti, intendo), il tornare pi\u00f9 rapidamente da dove \u00e8 venuto, perch\u00e9 quando \u00e8 passata la dolce ala della giovinezza quello che resta non \u00e8 che fatiche su fatiche, dolori a non finire, discordie, stragi, guerre e dissidi, con un epilogo segnato dalla vecchiaia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>A tale told by an idiot, full of sound and fury<\/em>, in pratica.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sguardo del dilettante che scrive si appunta su questo: duemilacinquecento anni a dirci sempre la stessa cosa \u2013 e, soprattutto, a ignorarla puntualmente, perch\u00e9 non sappiamo cosa farcene di questa consapevolezza. Gli autori sono le nostre avanguardie, o i nostri buffoni, quelli a cui \u00e8 concesso pronunciare certe parole e toccare certi argomenti perch\u00e9 tanto sono <em>diversi<\/em>. Non sono <em>noi<\/em>, la societ\u00e0 dei produttivi, dei lavoratori \u2013 sono dei perdigiorno drogati e narcisisti che fanno i <em>poseur<\/em> mentre noi portiamo avanti la vita sana, quella dove si dice \u00abnonostante tutto\u00bb, quella dove a ogni pi\u00e8 sospinto ci si ricorda e si ricorda agli altri che \u00abla vita vale la pena di essere vissuta\u00bb, stendendo, pi\u00f9 o meno inconsapevolmente, la rete antiscivolo sotto al tappeto perenne della conservazione e della reazione. Molti di noi sanno che sotto al tappeto c&#8217;\u00e8 una botola, non sappiamo dove porta (la direzione promette per\u00f2 di essere infera), ma ce ne guardiamo bene dall&#8217;andare a scoprirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi gi\u00f9 a scrivere per millenni sempre dello stesso dramma, a ripercorrere la stessa strada, con abiti diversi, usi diversi, ammennicoli diversi, ma sempre la stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questa luce che mi viene da parlare di <em>Annientare<\/em>, l&#8217;opera pi\u00f9 recente di <strong>Michel Houllebecq<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec come \u00e8 vero della storia della letteratura occidentale che non ne ho che una nozione parziale, allo stesso modo di Houellebecq ho sia letto che non letto. Esempi: ho letto <em>Le Particelle Elementari<\/em> ma non <em>Estensione del Dominio della Lotta<\/em>, <em>Sottomissione<\/em> ma non <em>Serotonina<\/em>, <em>La Possibilit\u00e0 di un&#8217;Isola<\/em> ma non <em>La Mappa e il Territorio<\/em>, <em>Piattaforma <\/em>ma non <em>Lanzarote<\/em>. Un po&#8217; s\u00ec, un po&#8217; no. Per\u00f2 non mi \u00e8 mai sfuggito che Houellebecq stesse parlando dello stesso materiale che preoccupava il coro tragico di Sofocle, esattamente allo stesso livello. Quello di noialtri occidentali che, come anti-falene, facciamo costantemente a capocciate contro l&#8217;emittente oscura degli interrogativi essenziali sulla vita, l&#8217;universo e tutto il resto. Non abbiamo apparati filosofici o testi guida (tipo il <em>Vij\u00f1\u0101na Bhairava Tantra<\/em> dello shivaismo) per consentirci di abbandonare l&#8217;interrogativo e al contempo cogliere livelli essenziali della realt\u00e0 naturale che non sono n\u00e9 buoni n\u00e9 cattivi ma antecedenti, apprezzandone la pervasivit\u00e0 universale, oltre questo <em>io <\/em>maledetto che crediamo di essere. Tanto per dire, un precetto del tipo \u00ab<em>feel your substance: bone, flesh and blood, saturated with cosmic essence, and know supreme bliss<\/em>\u00bb ci risulta completamente alieno, incomprensibile, fricchettonissimo. Quando diciamo che l&#8217;abbiamo capito stiamo probabilmente fingendo. Altro che <em>bliss<\/em>, sentiamo lo schiacciamento L5-S1.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/9\/9e\/Kaal_Bhairab%2C_Kathmandu%2C_Nepal.jpg\/1200px-Kaal_Bhairab%2C_Kathmandu%2C_Nepal.jpg\" alt=\"Bhairava - Wikipedia\"\/><figcaption>Quando hai un <em>pantheon <\/em>elaborato viene meglio la rappresentazione del tremendo. Ma \u00e8 fricchettona uguale, a noi non ci parla veramente&#8230;<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ecco, a Houellebecq mi pare che siano accadute cose che l&#8217;hanno portato, in modo coerente, a mettere in scena, costantemente, una propria tragedia percepita (i segni sono innumerevoli e smaccatamente espliciti, talvolta \u2013 per dire, la madre dei protagonisti de <em>Le Particelle Elementari<\/em> ha il cognome della madre di Houellebecq e la stessa storia di madre non pi\u00f9 interessata al figlio che lo spedisce a vivere con la nonna) inserita in un quadro sociale e collettivo in cui gli elementi del tragico vanno a incastonarsi, raccontando di qualcosa che \u00e8 sia molto personale ma anche no. La riduzione drastica della tangibilit\u00e0 delle relazioni nella societ\u00e0 digitale, l&#8217;eros e il desiderio come fattori saldamente inquadrati nel mercato e nel consumo, incerti sospetti su come la tecnologia possa modificare strutturalmente il concetto di umano, la china discendente delle religioni e della politica, deragliamenti nella follia e nel suicidio, atti di terrorismo, sette improbabili ispirate a vere sette improbabili, tensioni sociali che sfogano nella rivolta o gi\u00f9 di l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Annientare<\/em> tutto questo pi\u00f9 o meno continua a esserci, il materiale \u00e8 quello, ma molta esacerbazione si \u00e8 smussata, il bisogno lancinante di urlare o sbattere in faccia qualcosa si \u00e8 un po&#8217; acquietato \u2013 del resto l&#8217;<em>enfant terrible<\/em> ha ormai sessantasei anni \u2013 e gran parte dell&#8217;indecifrabilit\u00e0 ottusa da cui vengono investiti i protagonisti e il lettore incontrano una lettura pi\u00f9 intima, in parte rassegnata, quasi pietista, in parte pi\u00f9 stoica, meno lancinante, appunto. Da un certo momento in poi la narrazione si sposta, in modo pressoch\u00e9 esclusivo, sulla vicenda del protagonista, con il suo cancro terminale e il ritrovato amore per la moglie. Fino a un certo punto comparivano grandiosi attentati terroristici, le elezioni politiche del 2027, un padre colpito da ictus con un passato nei servizi segreti, una storia familiare con colpi di scena anche drammatici, uno si sarebbe aspettato chiss\u00e0 quali rivolgimenti. Invece l&#8217;attenzione si sposta sulla mortalit\u00e0 via via sempre pi\u00f9 certa, non ipotetica, di Paul, il protagonista, e il resto finisce in secondo piano. In qualche misura il quadro che compone Houellebecq \u00e8 quasi idilliaco: Paul e sua moglie Prudence hanno finito di pagare il mutuo del loro costoso appartamento, lui \u00e8 in aspettativa (forzata) lei lavora un po&#8217; di meno, gi\u00e0 non ricordo pi\u00f9 bene, per\u00f2 hanno il tempo e l&#8217;agio di trascorrere i mesi finali di lui insieme. Una preparazione che di solito non riesce cos\u00ec bene, perch\u00e9 le risorse materiali mordono il culo e manca sempre qualcosa. Paul ha cinquant&#8217;anni e non riesco a evitare di pensare a <em>La Condizione Umana<\/em> di <strong>Malraux<\/strong>. Se per fare un uomo ci vogliono cinquant&#8217;anni, di prove, esperienze, errori e altro ancora, e poi non \u00e8 buono che per morire, Paul non perde tempo, appunto e procede incontro alla propria morte \u2013 accompagnato dal lettore. I percorsi narrativi che si sono intessuti fino a circa met\u00e0 romanzo vengono via via depotenziati fino a venire silenziati. Il mondo va avanti da s\u00e9, sai che scoperta. E stai meglio quando riesci a non ascoltarlo, una possibilit\u00e0 che l&#8217;esperienza di una malattia mortale offre a chi sa coglierla.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi, un Houellebecq che \u00e8 sempre lui, ma pi\u00f9 misurato, sempre con quella capacit\u00e0 di scrittura che, almeno nella lettura in traduzione, ti fa leggere tutto con attenzione e trasporto. Anche tutti quei rimandi, non si sa quanto provocatori o effettivamente sentiti, a nostalgie reazionarie, la scoperta della predilezione del padre del protagonista per un <strong>De Maistre<\/strong>, uno <strong>Spengler <\/strong>che salta fuori di qua e di l\u00e0, con quella insistenza quasi ragazzesca (ma condivisa anche nel mondo <em>reale<\/em> da tante voci di orientamento destrorso), quel bisogno di andare a trovare padri nobili per quella voglia sempiterna di prendere a calci in faccia lo straniero, il diverso, il sapiente, affidandosi, ma tu pensa, a magisteri feudali e ecclesiastici \u2013 e alle loro superfetazioni moderne. L&#8217;autore comunica in banda larga il suo disprezzo per l&#8217;Islam, sia nelle sue opere che fuori, senza farne troppo mistero (tra l&#8217;altro con coincidenze singolari come l&#8217;uscita di <em>Sottomissione<\/em>, avvenuta il 7 gennaio 2015, giorno dell&#8217;assalto alla sede di <em>Charlie Hebdo<\/em>) e, in pari misura, anche se in modo meno virulento, fa professare qua e l\u00e0 ai suoi personaggi forti nostalgie per un passato senza immigrati, senza \u00abalternativi\u00bb, con la religione a svolgere un ruolo primario da amuleto contro l&#8217;angoscia esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/publishingperspectives.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Charlie-Hebdo.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Tra l&#8217;altro Houellebecq \u00e8 anche sulla copertina del numero del 7 gennaio 2015, con una profezia per il 2022<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma conviene fermarsi, anche perch\u00e9 uno ha a che fare con un tizio che dice un po&#8217; tutto e il contrario di tutto. Sulla religione? Che \u00e8 sempre radicata nell&#8217;odio, anche se poi viene ricordata con nostalgia. <strong>Trump<\/strong>? Uno dei migliori presidenti americani di sempre. I promotori della Brexit? Dei coraggiosi. Cosa vota? <strong>Macron<\/strong>, perch\u00e9 \u00e8 troppo ricco per votare <strong>Le Pen<\/strong> o <strong>Mel\u00e9nchon<\/strong>. E via e via. E la critica si applica, si d\u00e0 un gran da fare a tracciare l&#8217;identikit del reazionario. Di sicuro l&#8217;uomo ci flirta parecchio con certe idee, e lo fa anche attivamente. Non so se sta cercando di <em>c\u00e9linizzarsi<\/em>, il sospetto viene. Non ne avrebbe bisogno \u2013 dal mio punto di vista potrebbe seguire la strada che traccia <strong>Cormac McCarthy<\/strong> rispetto al suo rapporto con i giornalisti: non serve rilasciare interviste, \u00e8 gi\u00e0 tutto nei libri. Houellebecq invece ha sempre fatto di tutto per essere sulla scena, anche quando l&#8217;intenzione esplicita era di non esserci o quando, forse, era meglio stare zitto. Come scrive un critico, ci sono poesie di suo pugno che ti fanno passare la voglia di considerarlo una penna infallibile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 possibile pure che tutto quell&#8217;astio dal sapore conservatore, quel vagheggiare una Francia antica, ideale, praticamente \u00abariana\u00bb, non globalizzata, non corrotta da un capitalismo che non conosce frontiere, una posizione abbastanza puerile, ancorch\u00e9 diffusa, come sappiamo, provenga da un inveterato e giustificato odio verso quei genitori, la madre hippie e il padre istruttore di sci, evaporati verso esperienze pi\u00f9 interessanti quando il figlio ha appena sei anni, mollato alla nonna comunista, della quale prender\u00e0 il cognome (un altro che prende il nome dalla nonna\u2026). Non ho elementi per dirne di pi\u00f9 e meglio ma forse Houellebecq confonde patria e famiglia, la seconda \u00e8 ormai sbriciolata, viene semplice rivolgersi a un&#8217;idea conservatrice della prima \u2013 visto che i sessantottini, essi stessi in parte <em>hippie<\/em>, l&#8217;hanno fottuta. Per taluni \u00e8, letteralmente, un profeta della destra. Io non credo che sia cos\u00ec, o meglio, non lo trovo interessante o rilevante, almeno finch\u00e9 non ci si mette d&#8217;intento, a scrivere qualcosa di assolutamente fascista e reazionario. Si atteggia, corteggia delle idee, ammicca, ma non sai mai se sta facendo sul serio, se ci crede veramente o se la fascinazione la sta provando solo il personaggio. <\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Annientare <\/em>sono rari i personaggi terribilmente, univocamente negativi, senza appello. Il <em>leit motiv <\/em>sembra essere quello di una impotenza complessiva, di una storia collettiva che scorre senza potervisi effettivamente connettere, di una storia familiare nella quale raggiungersi \u00e8 esigenza risvegliata dal dolore pi\u00f9 che da altro (anche se non vana o insensata), dove la cosa migliore che si pu\u00f2 fare \u00e8 stare all&#8217;interno di questa societ\u00e0 capitalista e consumista e estrarne le risorse necessarie per pagarsi conti e sfizi borghesi, ancorch\u00e9 ancora si riesca a desiderarli, e un po&#8217; di sicurezza materiale, prima della dipartita. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono combattuto. Il libro mi ha assorbito, la lettura \u00e8 stata all&#8217;insegna di voler proseguire ancora venti minuti, rubando tempo alle ore di sonno notturno, per\u00f2 ho come la sensazione di essermi trovato di fronte sia a vera maestria narrativa che predilezione per le scorciatoie. La storia del ritrovato amore tra Paul e Prudence evoca un sentire positivo, caldo, accogliente \u2013 ma quanto \u00e8 veramente <em>plausibile<\/em>? Non ho una risposta. Mi viene il sospetto che quella storia porti con s\u00e9 il rimpianto di qualcosa che forse non \u00e8 avvenuto nel mondo fuori dalla pagina stampata e che forse viene portato a esistere in quel contesto, probabilmente aggiungendovi, per soprammercato, il sacrificio prospettico del protagonista. La tragedia esige il suo tributo di sangue &#8211; la vita ordinaria procede pi\u00f9 per logoramento,  corrosione e sommessi piagnistei. <\/p>\n\n\n\n<p>Menandro, come sappiamo, avrebbe detto che muore giovane colui che al cielo \u00e8 caro. Possiamo dirgli che oggi come oggi, a cinquanta sei ancora giovane, quindi, missione compiuta. In pi\u00f9 non trascuriamo la rilevanza del fatto che Paul e Prudence avessero finito di pagare quel costosissimo appartamento&#8230; <\/p>\n\n\n\n<p>Non so, devo ancora rifletterci su &#8211; o magari era troppo tempo che non leggevo un romanzo. Sia come sia, mi \u00e8 piaciuto, almeno un po&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimamente la musica ascoltata \u00e8 rimasta al palo &#8211; quella suonata \u00e8 fatta di esercizi di tecnica e di una sequela di brani scelti solo in base a esigenze didattiche. Metter\u00f2 su il Requiem di <strong>Mozart <\/strong>nell&#8217;esecuzione diretta da <strong>Solti <\/strong>a Vienna nel &#8217;91, per il bicentenario della morte di Wolfgang Amadeus.<\/p>\n\n\n\n<p>**********************************************************************<\/p>\n\n\n\n<p>Michel Houellebecq, <em>An\u00e9antir<\/em>, edizione italiana <em>Annientare<\/em>, La Nave di Teseo, 2022, 752 pagine (a occhio in corpo sedici, con pagine a densit\u00e0 di testo a livello <strong>Isabella Santacroce<\/strong>, non so se per venire incontro ai problemi di presbiopia del <em>cluster <\/em>di mercato a cui si rivolge il libro o per esaltare le ansie da mattoncino di certi lettori &#8211; l&#8217;editore non si \u00e8 risparmiato, quanto a carta)<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/image-5-712x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12232\" width=\"564\" height=\"811\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/image-5-712x1024.png 712w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/image-5-209x300.png 209w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/image-5-768x1104.png 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/image-5.png 1000w\" sizes=\"(max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>W.A. Mozart, Requiem, K626, Sir Georg Solti, Wiener Philarmoniker, Decca (non ne ho ascoltati altri, questo avevo e a questo mi sono affezionato&#8230;)<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/m.media-amazon.com\/images\/I\/61Y8gR62YwL._AC_.jpg\" alt=\"\" width=\"566\" height=\"561\"\/><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho finalmente riletto un romanzo per intero. L&#8217;ho scritto male. 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