{"id":12976,"date":"2022-04-19T08:00:00","date_gmt":"2022-04-19T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=12976"},"modified":"2022-04-18T21:43:05","modified_gmt":"2022-04-18T19:43:05","slug":"tutta-la-rabbia-nei-pugni-la-vita-scatenata-di-jake-la-motta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2022\/04\/19\/tutta-la-rabbia-nei-pugni-la-vita-scatenata-di-jake-la-motta\/","title":{"rendered":"Tutta la rabbia nei pugni: La vita scatenata di Jake La Motta"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abAll I can remember ever since I was a little kid was fighting and yelling and working and stealing and more fighting.\u00bb<\/p><cite><strong>Jake La Motta<\/strong>, <em>Raging Bull: My Story<\/em>, Englewood Cliffs Press, 1970.<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Essere poveri fa schifo.<br>In America poi fa pi\u00f9 schifo che in qualsiasi altro posto.<br>Uno schifo che lo senti negli odori che hanno i palazzi popolari del Bronx, pieni di immigrati italiani. Negli anni Trenta del secolo scorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Essere poveri fa schifo.<br>Ma la cosa peggiore \u00e8 che allo schifo ci si abitua. Come ti abitui all&#8217;odore nauseante del tuo condominio pieno di immigrati italiani come te. Ogni condominio per\u00f2 ha un odore diverso. Dipender\u00e0 forse da come cucinano il cavolo. \u00c8 che tu ti abitui al tuo, quello dove vivi; ma, quando entri in un altro, quel nuovo odore, schifoso come il tuo ma a cui non sei abituato, ti sbatte in faccia (sotto al naso) lo schifo della tua condizione di povero, di italiano, di immigrato.<br>Quell&#8217;odore di cavolo e sudiciume \u00e8 una cosa che \u00e8 impossibile descrivergliela, a chi non ci \u00e8 mai vissuto l\u00e0 nell&#8217;East Side: tra Arthur Avenue e Mulbery Street.<br>Jake lo sa bene. Ci \u00e8 nato nel Bronx (il 10 luglio 1921) e ci \u00e8 cresciuto. Proprio in Mulbery Strret.<br>\u00c8 per le strade attorno a quel condominio che ha presto imparato che se volevi sopravviverci, nel Bronx, dovevi essere un duro. In realt\u00e0 Jake si chiama Giacobbe, sua madre \u00e8 di origini italiane ma \u00e8 nata in America, suo padre invece \u00e8 un immigrato arrivato da Messina. Non parla una parola d&#8217;inglese. Per questo lui si chiama Giacobbe. Che per\u00f2, sar\u00e0 pure il nome del nonno messinese, ma non \u00e8 un nome da duro, l\u00ec nel Bronx \u00e8 un nome ridicolo. Quello \u00e8 un posto che se hai un nome ridicolo sei finito, per questo Giacobbe si fa chiamare Jake.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i giorni, per andare a scuola, sua madre gli prepara un panino per il pranzo. Tutti i giorni un gruppetto di ragazzi pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 duri di lui glielo ruba. Fino al giorno che decide che ne ha abbastanza e si oppone al sopruso. Viene pestato pesantemente. Allora fugge. Tornato a casa lacero e sanguinante gli tocca pure sorbirsi la sfuriata di sua madre per come ha conciato i vestiti. Che cosa crede, che grattano i soldi dal muro? Non sono ricchi, mica possono permettersi vestiti nuovi! Adesso le tocca pure rammendarli, che ci avrebbe una voglia domani di mandarcelo a scuola conciato cos\u00ec, visto che lui non ha rispetto per la sua fatica&#8230;<br>Ma il peggio \u00e8 quando arriva a casa suo padre. Appena sa cosa \u00e8 successo gli rifila due schiaffi e gli grida, in messinese: \u00abNon provarci mai pi\u00f9, piccolo figlio di puttana! A scappare davanti a qualcuno! Non ti ho mai insegnato questo! Un La Motta non scappa. Un La Motta colpisce sempre per primo, e colpisce forte! Torna un&#8217;altra volta a casa che piangi e sanguini e ti pesto io che quelle di quei bastardi ti sembreranno carezze!\u00bb<br>Queste parole, oggi, Jake le ricorda come la cosa migliore che ricevette da suo padre. Gli sono rimaste scolpite in testa da allora. E non puoi sapere quanto gli sono servite.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche giorno dopo si ritrov\u00f2 davanti i bulli della scuola. Per fuggire gli sarebbe servito un coraggio che non aveva, perch\u00e9 poi avrebbe dovuto affrontare la furia di suo padre. Aveva solo i suoi pugni. E li us\u00f2, con tutta la rabbia che c&#8217;era dentro. Non sapeva minimamente come si combatte, cos\u00ec decise di colpire pi\u00f9 forte e pi\u00f9 velocemente che poteva. In fondo l&#8217;unica cosa da fare quando devi combattere \u00e8 combattere.<br>Vinse. E in poco tempo si sparse la voce nel quartiere che Jake era un vero duro che picchiava forte.<br>Ancora non lo sapeva, che aveva solo otto anni, ma era cominciata la sua carriera di pugile.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando suo padre lo viene a sapere ha un&#8217;idea geniale. Se suo figlio se la cava cos\u00ec bene con i pugni perch\u00e9 non sfruttare la cosa? Negli stessi posti dove si organizzano combattimenti clandestini tra cani o tra pugili cui non ha arriso il successo del professionismo, si fanno anche combattimenti tra bambini. Piacciono un sacco, che sono divertenti, e ci scommettono forte. Vengono anche i signori, dai quartieri ricchi per divertirsi a vedere questi incontri tra bambini e scommettere. Jake \u00e8 bravo. Diventa presto il piccolo campione di questi incontri e suo padre ci tira su i soldi per pagare l&#8217;affitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 a Jake non \u00e8 che piace questa cosa, che vede girare i soldi delle scommesse degli adulti, tutta roba che in fondo vince lui, e non gli tocca niente. Non gli sembra giusto. Va bene che suo padre ci paga l&#8217;affitto, ma qualcosa spetter\u00e0 pure a lui, no?, ecchecazzo!<br>Che se i soldi non te li danno, quando per di pi\u00f9 ti spettano, allora te li vai a prendere. Dove ci stanno. Nei negozi, nelle tasche della gente. La strada per diventare un delinquente di mezza tacca, come ne \u00e8 pieno il quartiere, \u00e8 l\u00ec davanti a lui e Jake sta cominciando a percorrerla. Solo che \u00e8 una strada che si interrompe presto e spesso. E quando ti va di lusso l&#8217;interruzione non si chiama obitorio ma riformatorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1935 Jake finisce a Coxsackie. Il riformatorio dello stato di New York che porta il nome della citt\u00e0 dove \u00e8 stato costruito. \u00c8 praticamente nuovo. Un gioiellino di modernit\u00e0 concentrazionaria.<br>L\u00e0 nell&#8217;East Side Jake aveva un amico, di quelli veri, che c&#8217;\u00e8 gente che in una vita non ne ha nemmeno uno di amico cos\u00ec. Si erano conosciuti sui ring clandestini dove li portavano a combattere, ancora bambini, i loro genitori. Si chiamava <strong>Rocco Barbella<\/strong>, aveva due anni pi\u00f9 di lui e menava durissimo. Lo chiamavano The Rock per questo. In fondo se non sapevi menare non ci duravi in Mulbery Street dove vivevano.<br>Uscivano insieme per strada e cercavano di rubare quello che trovavano. Non avevano niente, e non gli sembrava sbagliato prendersi quello che non avevano. Per\u00f2 il giudice che sbatt\u00e9 Rocco al riformatorio di Albuquerque quando aveva solo undici anni probabilmente la pensava in modo diverso. Da allora Jake lo aveva perso di vista. Cinque anni dopo lo rincontra l\u00ec, a Coxsackie. Cinque anni in cui Rocco aveva fatto fuori e dentro dai riformatori. Rincontrarsi, anche in posto come quello, \u00e8 pura felicit\u00e0, una vera festa. Ma soprattutto sar\u00e0 una di quelle cose che ti indirizzano la vita verso una nuova strada.<\/p>\n\n\n\n<p>La strada della palestra.<br>Neanche fosse sempre lo stesso maledetto B movie in tutte queste storie di uomini e pugni c&#8217;\u00e8 spesso il carcere. Nel carcere una palestra. A gestire la palestra un prete. A Coxasakie c&#8217;\u00e8 Padre Joseph, che sa riconoscere il talento, e li vuole entrambi ad allenarsi, Jake e Rock, tutti i giorni sul ring della sua palestra. Non ha dubbi sulla stoffa di cui sono fatti.<br>Mesi di duro allenamento. Una serie di incontri organizzati tra vari riformatori dello stato di New York dalla Catholic Youth Organization. Jake mostra tutto il suo talento. Quando finalmente viene rimesso in libert\u00e0, Padre Joseph gli dice: \u00abNon posso seguirti gi\u00f9 nel Bronx per controllarti, ma sono sereno. So che non tornerai a sbronzarti tutte le sere e a rapinare gioiellerie. Sono certo che combinerai qualcosa di buono\u00bb.<br>\u00abCerto Padre\u00bb risponde Jake \u00absono un combattente ora\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Rocco rester\u00e0 sempre molto legato. Resteranno molto amici e diventeranno famosi entrambi. Rocco si cambier\u00e0 il nome in <strong>Rocky Graziano<\/strong> e diventer\u00e0 come Jake un campione. Ma non si incontreranno mai sul ring.&nbsp; Nemmeno il 14 giugno 1950, quando tutto era gi\u00e0 fissato. Nessuno sa per quale motivo rinunciarono a quell&#8217;incontro. Pazienza.<br>Come dilettante Jake vince tutto. Si sente molto gratificato. Nel quartiere lo riconoscono tutti, per strada, al supermercato. Dovunque vada c&#8217;\u00e8 qualcuno che gli dice \u00abEhi, La Motta, ti ho visto ieri sera, splendido incontro, bella vittoria\u00bb. Certo, la vittoria. S\u00ec, ma neanche un soldo.<br>Sempre la stessa storia che lo perseguita, sempre lo stesso problema: i soldi. Una sola alternativa, per evitare di tornare a procurarseli come prima del Coxasakie, il professionismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1941, a diciannove anni, Jake La Motta entra nel professionismo. Ha uno stile di combattimento molto aggressivo, quello imparato nelle strade del Bronx, cerca di avanzare, sempre e comunque, per ridurre al minimo la distanza tra lui e l&#8217;avversario. Poi scarica le sue serie rabbiose di pugni. Un bulldozer di 72 kili che riesce a portare tutto il suo peso nei pugni, In entrambi.<br>Da marzo a settembre del 1941 infila una serie di indiscutibili vittorie. Il ragazzo si monta un po&#8217; la testa. Ci pensa <strong>Jimmy Reeves<\/strong> (ex campione dei pesi medi) a fermarlo.<br>Mentre Reeves lo colpisce, lo colpisce e lo colpisce Jake ha una rivelazione. Sa che per quanto Reeves lo colpir\u00e0 non riuscir\u00e0 a buttarlo gi\u00f9. Anche se lo massacra, lui rester\u00e0 sempre dritto sulle sue gambe. Il suo corpo pu\u00f2 incassare di tutto. Pu\u00f2 anche avere il naso rotto, l&#8217;arcata sopraciliare sanguinante, le mani fracassate. Ma non ci va al tappeto. Consapevole di questo parte al contrattacco. E si aggiudica un buon numero di round. Ma il verdetto non unanime attribuisce la vittoria a Reeves.<br>Con Reeves la partita si chiuder\u00e0 dopo altri due incontri, uno subito il mese dopo che finir\u00e0 con entrambi i pugili ancora in piedi e un discutibilissimo verdetto in sfavore di La Motta, e il terzo a Detroit, il 19 marzo 1943, che Jake sigler\u00e0 con un incredibile sinistro che mander\u00e0 Reeves faccia in gi\u00f9 alla sesta ripresa.<br>Quello che adesso conta per\u00f2 \u00e8 quello che Jake adesso sa: anche se ha ancora tanto da imparare in fatto di tecnica, arriver\u00e0 comunque in cima. Nessuno potr\u00e0 fermarlo. Nemmeno la guerra.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"975\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/JakeQ-1024x975.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13111\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/JakeQ-1024x975.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/JakeQ-300x286.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/JakeQ-768x731.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/JakeQ.jpg 1248w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Disegno di Lucia Lamacchia<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;8 dicembre 1941, dopo l&#8217;attacco di Pearl Harbour, gli Stati Uniti dichiarano guerra al Giappone e pochi giorni dopo alla Germania e all&#8217;Italia. Jake non viene arruolato a causa di una recente mastoidectomia che l&#8217;ha lasciato mezzo sordo. A morire nel Pacifico o nelle Ardenne lo Zio Sam i suoi ragazzi ce li manda tutti interi.<br>Cos\u00ec a un anno circa di distanza, dopo un&#8217;altra bella serie di vittorie, Jake incontra per la prima volta quello che al momento \u00e8 il pi\u00f9 grande di tutti: <strong>Sugar Ray Robinson<\/strong>.<br>Quella del 2 ottobre 1942 al Madison Square Garden di New York sar\u00e0 la prima di sei leggendarie volte. Il Madison scoppia per la gente che \u00e8 venuta ad assistere all&#8217;incontro.<br>In questo giorno La Motta prende la sua seconda lezione, dopo quella impartitagli da Reeves.<br>Scagliatosi subito, all&#8217;inizio del primo round, con irresponsabile sicurezza contro l&#8217;avversario lo colpisce al volto. Robinson barcolla, ma l&#8217;esaltazione di Jake dura un attimo. Robinson si riprende in un lampo e prende il controllo del match. La Motta incassa da par suo, ma perde sette round su dieci. Un necessario bagno d&#8217;umilt\u00e0.<br>Per avere la rivincita Jake dovr\u00e0 pazientare otto mesi e portarsi a casa quattro vittorie in altrettanti incontri. Finalmente il 2 maggio 1943 sale gli scalini del ring dell&#8217;Olympia Stadium di Detroit, davanti a quasi tredicimila spettatori, pronto a far vedere a Robinson cosa ha imparato in questi otto mesi. Indossa il suo accappatoio di seta con la pantera sulle spalle. Si sente feroce come quella pantera. Freme di rabbia.<br>Robinson invece \u00e8 sereno, tranquillo. A differenza di quelli di Jake nei suoi pugni non c&#8217;\u00e8 alcuna rabbia. Lo chiamano Zucchero proprio per la gentilezza dei suoi colpi. Che fanno male lo stesso, per\u00f2.<br>Al suono della campana Jake si scaglia contro Sugar Ray, come un toro ferito. Cerca subito di penetrargli la guardia. Con una furia scatenata non lascia respiro a Robinson al quale servono tutto il suo talento e tutta la sua esperienza per contenerlo. Robinson non riesce ad attaccare; non fa che difendersi. Alla ottava ripresa Jake trova finalmente lo spiraglio che ha cercato senza sosta nella guardia di Robinson. La penetra con un destro al fegato seguito da un gancio sinistro al mento. Robinson barcolla, si appoggia alle corde e scivola al tappetto. Si rialza. Ma l&#8217;incontro \u00e8 ormai segnato. La vittoria \u00e8 di Jake. Per la prima volta dopo quaranta incontri Robinson \u00e8 stato sconfitto.<br>La Motta ha buttato gi\u00f9 quello che al momento \u00e8 il campione pi\u00f9 grande di tutti. Non succeder\u00e0 pi\u00f9. Gli altri incontri contro Robinson li perder\u00e0 tutti. Il terzo, il quarto, il quinto e, pi\u00f9 indimenticabile di tutti, il sesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo incontro, quello del febbraio 1943 in realt\u00e0 Jake \u00e8 convinto di non averlo perso. \u00c8 che ha deciso di perderlo. Robinson il giorno dopo partiva sotto le armi. Jake aveva deciso di non colpirlo con tutta la potenza della sua rabbia. Certo che Robinson avrebbe fatto lo stesso. Sono cose che i pugili, quelli grandi, sentono e sanno senza bisogno di parlarsi.<br>Magari questa \u00e8 solo una fantasia di Jake, vai a saperlo! Quello che \u00e8 certo \u00e8 che adesso \u00e8 pronto per pretendere il titolo. Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 un problema. Il titolo NBA dei medi lo detiene <strong>Tony Zale<\/strong>, il Figlio della Nazione, l&#8217;Uomo d&#8217;Acciaio. Non si pu\u00f2 correre il rischio che lo perda contro uno straccione d&#8217;immigrato, per lo pi\u00f9 italiano. Gli italiani sono i nemici, laggi\u00f9 in Europa. Quindi l&#8217;incontro non si organizza.<br>Finch\u00e9 la guerra finisce. Solo che finita la guerra \u00e8 un altro l&#8217;italiano che porta via il titolo a Zale: Rocky Graziano. Poi, l&#8217;anno dopo, Zale se lo riprende. E lo perde nel settembre del 1948 contro <strong>Marcel Cerdan<\/strong>. Adesso che il titolo ce l&#8217;ha un francese, tocca a Jake riprenderlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Notte tra il 15 e il 16 giugno 1949. Piove a dirotto a Detroit. L&#8217;incontro \u00e8 stato rimandato proprio a causa di questa pioggia torrenziale. Nella suite dove Jake alloggia nella logorante attesa dell&#8217;incontro, si sta scatenando l&#8217;inferno. Per arrivare a pretendere il titolo ha dovuto fare un favore a Frankie Carbo, una di quelle cose che Jake non sa fare: andare gi\u00f9 in un incontro contro un pugile mediocre come <strong>Billy Fox<\/strong>. Questione di quote e di scommesse e la convinzione, errata, di Carbo che Fox fosse un pugile da portare al titolo. Solo che Jake \u00e8 proprio imbranato, \u00e8 andato gi\u00f9 cos\u00ec male, cos\u00ec evidentemente per finta, alla quarta ripresa che tutti se ne sono accorti che era una <em>combine<\/em>, e adesso \u00e8 indagato dall&#8217;FBI. Per questo \u00e8 incazzato. Ma \u00e8 ancora pi\u00f9 furioso perch\u00e9 ha scoperto che la sua bellissima seconda moglie Vickie se l&#8217;\u00e8 fatta con suo fratello e adesso se la fa con Carbo. Ha distrutto tutto nella suite e ora sta per rivolgere la sua furia su Vickie, ma <strong>Joey<\/strong>, suo fratello gli sbarra la strada brandendo un coltello. Se Jake fa ancora un passo non esiter\u00e0 a piantarglielo nel petto. Jake non vuole colpire il fratello, anche se non lo perdoner\u00e0 mai. Terr\u00e0 la rabbia che ha nei pugni tutta per Cerdan.<br>Ha pure smesso di piovere. Tra qualche ora combatteranno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tappeto del ring \u00e8 talmente zuppo che ci vuole niente a volare. Al primo round Cerdan, sotto l&#8217;attacco forsennato di La Motta, scivola e si lussa la spalla sinistra. Il sinistro \u00e8 il suo pugno migliore. Comunque Cerdan tiene testa a Jake dominando fino al quarto round. Poi lentamente comincia a cedere. \u00c8 sfinito. Mentre nulla sembra scalfire la furia di Jake. Il volto tumefatto, la spalla forse rotta Cerdan non pu\u00f2 resistere di pi\u00f9 e dal suo angolo, al suono della decima ripresa, gettano la spugna.<br>Jake La Motta \u00e8 campione del mondo dei pesi medi. Nemmeno lui sa dire bene come si sente: come se Dio in persona gli avesse messo il mondo tra le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma insieme alla gloria arriva il periodo pi\u00f9 nero della sua vita. Il divorzio con Vickie che, avvolta nella sua pelliccia di ermellino, se ne \u00e8 andata il giorno stesso della sua incoronazione a campione. La droga e l&#8217;alcool. Il terzo matrimonio e la gelosia folle che lo devasta. Massacra di botte il suo migliore amico perch\u00e9 sospetta sia andato a letto con sua moglie. Non riesce a scrollarsi di dosso il luogo da cui viene. Quel cazzo di stramaledetto Bronx \u00e8 il suo destino. La causa della sua rabbia. Il motivo delle sue vittorie.<br>Nel momento esatto in cui ha raggiunto il punto pi\u00f9 alto della sua vita, il titolo di campione del mondo, Jake \u00e8 gi\u00e0 sulla strada per raggiungere il suo punto pi\u00f9 basso. Se nonostante l&#8217;alcool e la droga mantiene il titolo per ben due volte nel 1950, contro <strong>Tiberio Mitri<\/strong> e poi <strong>Laurent Dauthuille<\/strong>. dovr\u00e0 consegnarlo nelle mani di Sugar Ray Robinson l&#8217;anno dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>I due pugili che salgono sul ring del Chicago Stadium il 14 febbraio 1951 si conoscono come nessun altro. \u00c8 la sesta volta che si incontrano. Conoscersi cos\u00ec bene servir\u00e0 molto di pi\u00f9 alla tecnica di Robinson che alla furia di Jake. Per tutto l&#8217;incontro Robinson con movimenti precisi e oculati tiene La Motta a distanza, sapendo bene che diventa pericoloso solo quando ti penetra la guardia e ti piazza il suo gancio sinistro. Jake per tutto l&#8217;incontro si sfianca nel tentativo di accorciare la distanza. Inutilmente. Gli spostamenti di Robinson impediscono a Jake di tenersi in asse con lui e di raggiungerlo con i suoi colpi. Per raggiungere l&#8217;avversario che continuava a spostarsi alla sua destra, Jake avrebbe dovuto tagliargli la strada spostando il piede che teneva arretrato, il destro, prima di quello che teneva in avanti, il sinistro. Cos\u00ec si sarebbe ritrovato in asse con Robinson e a distanza ravvicinata tanto da colpirlo. Ma La Motta non ha la raffinatezza tecnica per eseguire un movimento cos\u00ec apparentemente semplice. Lo sa e la rabbia monta per questo. Ma questa volta la rabbia non lo porta a niente, se non a esporsi sempre pi\u00f9 ai colpi di Robinson, il quale, dal 10 round aumenta la violenza e la frequenza dei colpi, cercando di chiudere l&#8217;incontro con un KO.<br>Ma Jake non ci va gi\u00f9. Piuttosto si fa ammazzare. Alla tredicesima ripresa Robinson lo chiude alle corde e lo tempesta di colpi. Jake resta l\u00ec, appeso ciondoloni alla corda pi\u00f9 alta a prendere pugni su pugni ma, come sorretto da una forza invisibile, non scivola al tappeto. Finch\u00e9 l&#8217;arbitro interrompe l&#8217;incontro decretando la vittoria di Sugar Ray.<br>Riportato al suo angolo Jake si alza e raggiunto l&#8217;avversario gli biascica con dispetto: \u00abNon mi ci hai mica buttato gi\u00f9\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, per dirla tutta, questa sembra proprio sia una leggenda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAll I can remember ever since I was a little kid was fighting and yelling and working and stealing and&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":13110,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3302],"tags":[4183,4179,4181,4185,315,3398,4180,3315,4184,4182],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Tutta la rabbia nei pugni: La vita scatenata di Jake La Motta - (Quasi)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2022\/04\/19\/tutta-la-rabbia-nei-pugni-la-vita-scatenata-di-jake-la-motta\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Tutta la rabbia nei pugni: La vita scatenata di Jake La Motta - 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