{"id":14262,"date":"2022-07-27T08:00:00","date_gmt":"2022-07-27T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=14262"},"modified":"2022-07-26T12:29:24","modified_gmt":"2022-07-26T10:29:24","slug":"facilis-descensus-averno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2022\/07\/27\/facilis-descensus-averno\/","title":{"rendered":"Facilis descensus averno"},"content":{"rendered":"\n<p>Non ho ricordi diretti della percezione delle implicazioni della vittoria ai mondiali dell\u201982, principalmente perch\u00e9 a sette anni non fai considerazioni di tipo sociologico, hai un\u2019altra scala di priorit\u00e0 e altre categorie interpretative per tentare di capire il mondo che ti circonda. La sera dell\u201911 luglio nostra madre ci port\u00f2 a fare una passeggiata in spiaggia, mentre mio padre si avventurava al bar del campeggio a vedere la partita, in compagnia di una quota rilevante (e, immagino, bella rumorosa) di clienti tedeschi e di loro affini (chiss\u00e0 perch\u00e9 non mi viene da pensare che i molti svizzeri tedeschi presenti tifassero Italia). Difatti, pi\u00f9 tardi nella serata il silenzio regnava tranquillo e sereno sulla pineta maremmana, con le aspirazioni lanzichenecche messe a tacere in modo definitivo e senza troppo appello. S\u00ec, perch\u00e9 non ci fu molta partita \u2013 il rigore sbagliato da <strong>Cabrini <\/strong>sullo zero a zero poteva essere un punto di flesso, invece la squadra se lo mise tranquillamente alle spalle, ci pens\u00f2 su nell\u2019intervallo e procedette nel secondo tempo a una demolizione inesorabile degli avversari, scaraventando la palla in rete in tre modi diversi (il secondo particolarmente memorabile), con una intenzione inarrestabile.\u00a0 Le immagini della serata le avrei viste in seguito, non saprei dire quando \u2013 non c\u2019entra molto ma mi viene in mente che avevo l\u2019album Panini di quei mondiali, anche se sono sicuro di non essere riuscito a finirlo (ricordo la pila di figurine doppie e triple, le spedizioni all\u2019edicola a comprare quelle maledette bustine via via pi\u00f9 deludenti) \u2013 ma \u00e8 stato un po\u2019 come se al Santiago Bernabeu ci fossi stato anche io. Insomma, il tribalismo della situazione mi aveva preso abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p>E non \u00e8 che non sia avvenuto nuovamente, in seguito. \u00c8 un fatto rilevante perch\u00e9, pur avendo giocato a calcio dai sei ai quattordici anni, non \u00e8 che fosse diventato un amore. Non ero male e mi piacevano in modo particolare le giocate corali ben fatte, e le punizioni tirare a modo. \u00c8 che non riuscivo a costruirmi una <em>forma mentis<\/em> adatta per affrontare gli aspetti <em>violenti<\/em> del gioco: se il portiere faceva una bella parata su un mio tiro insidioso era comunque qualcosa di apprezzabile. In retrospettiva, non mi interessavano per niente, mi piaceva il gioco pi\u00f9 della smania di vincere a tutti i costi, menando gli altri e fingendo di essere stato menato, ecco la spiegazione. Da spettatore non devi porti il problema, \u00e8 sempre stato cos\u00ec nelle societ\u00e0 occidentali, farsi a fettine era un problema dei gladiatori, cos\u00ec come far sfracellare le bighe e le quadrighe degli avversari era questione per gli aurighi. Il pubblico se ne restava relativamente al sicuro sugli spalti.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiamo in causa i Romani perch\u00e9 tanti fenomeni emersi in quell\u2019era sono ancora qui con noi. A Roma le quattro fazioni delle corse dei carri (Bianchi, Rossi, Azzurri, Verdi \u2013 stessi colori del calcio storico fiorentino, per dire\u2026) avevano delle tifoserie agguerritissime e motivatissime e, col tempo, anche in virt\u00f9 delle eccessive attenzioni dedicate alle corse da parte di certi imperatori, girarono sempre pi\u00f9 soldi e con loro la possibilit\u00e0 di far diventare le <em>factiones <\/em>dei veri e propri centri di potere non manc\u00f2 di concretizzarsi. Gli aurighi di maggior successo erano idolatrati come figure mitologiche. Erano spesso dei liberti e, come nella nostra societ\u00e0, sussisteva l\u2019apparente contraddizione tra la presenza di masse schiavizzate e pochi \u00abuguali ma diversi\u00bb. Pi\u00f9 o meno, niente di nuovo sotto il sole. Anche oggi in questo paese i neri sono un problema, ma se buttano palloni in rete o difendono come tigri, allora no, vanno benissimo (ma restano sempre <em>n\u00e8gher<\/em>, sia chiaro). Ma l\u2019accostamento \u00e8 impietoso e ingiusto verso la societ\u00e0 romana antica. Aveva un livello di inclusivit\u00e0 ben superiore alla nostra \u2013 non che fossero particolarmente <em>buoni<\/em>, non \u00e8 quello il punto, ma venerare divinit\u00e0 sconosciute, essere stati schiavi o essere nati fuori citt\u00e0, magari parecchio fuori, non erano mai motivi di esclusione <em>a priori<\/em>. In servizio al vallo di Adriano potevano esserci soldati italici, ispanici, germanici, egiziani, siriaci, chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. Rispetto a questo argomento, come la vediamo noi occidentali \u00e8 ben esemplificato dall\u2019esteso rodimento di culo che ha generato un <em>cartoon <\/em>della BBC, commentato positivamente, qualche anno fa, da <strong>Mary Beard<\/strong>, accademica di Cambridge e autrice di una caterva di opere di storia romana: vi viene raffigurata una famiglia composta da un padre \u00abscuro\u00bb, una moglie abbastanza \u00abchiara\u00bb, con tratti dolicocefalici, da Africa orientale, e due bambini di \u00abtonalit\u00e0\u00bb intermedia. Non l\u2019avessero mai fatto, apriti cielo. Una canea di gente, dai prevedibili <em>alt-right<\/em> fino a persone altrimenti intelligentissime, come <strong>Nassim Nicholas Taleb<\/strong>, un libanese trapiantato in Occidente, uno di cui pensi che sia un cervellone quando leggi i suoi libri ma che, con l\u2019occasione giusta, non si tira indietro da dire stupidaggini e comportarsi in modo aggressivo e maleducato nei confronti di una molto urbana (e autorevole) professoressa inglese.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.theatlantic.com\/thumbor\/Gv2vEknsvwSClMBy0-DrCXUbN0I=\/73x32:1355x753\/960x540\/media\/img\/mt\/2017\/08\/Screen_Shot_2017_08_02_at_4.54.34_PM\/original.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Governatore nero? Famiglia con le sfumature? <em>No way<\/em>!<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Vi risparmio lo scambio su Twitter (con cos\u00ec poco spazio \u00e8 difficile dare luogo a un dialogo che non diventi \u2013 o <em>sembri<\/em> \u2013 una lite. Un <em>medium <\/em>ideale per attirare gli stupidi e convincerli che devono schierarsi di qua o di l\u00e0), per\u00f2 colpisce pesantemente la realizzazione dell&#8217;esistenza di queste falde razziste, totalmente trasversali rispetto alle dimensioni socio-economiche, inclini all\u2019ignoranza (non importa se docenti di <em>risk management <\/em>finanziario) e alla violenza verbale. No, perch\u00e9 il personaggio del cartone animato<em> <\/em>era ispirato a un militare romano, <strong>Quinto Lollio Urbico<\/strong>, nativo della Numidia, una zona attualmente ricompresa principalmente nel territorio algerino, figlio di un proprietario terriero berbero (quindi <strong>non<\/strong> di un italico trapiantato per qualche ragione in Nord Africa), comandante della <em>Legio X<\/em> <em>Gemina<\/em>, governatore della <em>Germania Inferior<\/em> e, infine, per volere di <strong>Antonino Pio<\/strong>, governatore della Britannia. Se disegni un personaggio che gli si ispira e usi una sfumatura un po\u2019 scura per la sua pelle, ci sta tutta. E invece no, <em>black washing<\/em>, \u00ab<em>bullshit<\/em>\u00bb, dubbi sulla competenza accademica, con il successivo codazzo dei commenti dei sub-troll, grassona, vecchia pazza, e via dicendo. Ma che aveva detto di cos\u00ec terribile Mary Beard? Aveva registrato con favore il fatto che gli autori del cartone animato avessero evocato quel livello di variet\u00e0 etnica e culturale che le fonti storiche suggeriscono come <em>normale<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono una serie di fenomeni in gioco qui, tutti rappresentativi della brutta situazione in cui ci siamo cacciati (questa non \u00e8 del tutto una divagazione, tra poco torno alla questione dei mondiali, promesso):<\/p>\n\n\n\n<ol type=\"1\"><li>Spostare la discussione dal suo baricentro procedendo con argomenti <em>ad hominem <\/em>(<em>ad feminam<\/em>, in questo caso). Mi spiego meglio: una autrice autorevole esprime un parere sulla verosimiglianza di una scelta narrativa (un legionario dalla pelle scura e la sua famiglia). Non abbiamo motivo di non ritenere il parere autorevole \u2013 o meglio, tu, io, quel malmostoso di Taleb, non abbiamo una competenza comprabile. Per\u00f2 se il parere non ci piace non \u00e8 un problema dire in pubblico che la Beard sta dicendo una cazzata. In un dibattito televisivo anni \u201970 forse tutti si sarebbero slanciati a fermare chi avesse fatto questa affermazione. Sarebbe stata <em>pruderie <\/em>borghese, un \u00abnon si fa\u00bb, quindi non gli diremo bravi ma registriamo la cosa, perch\u00e9 il male di oggi allora era gi\u00e0 in incubazione. Non mi piace immaginare delle isole britanniche di millenovecento anni fa con dei negri, che fanno pure famiglia. E quindi? invece di vergognarmi, attacco, non gli autori del cartone animato, ma la figura autorevole che dice a tutti che quella raccontata \u00e8 una cosa plausibile. Lo faccio, tra l\u2019altro, sparacchiando una quantit\u00e0 di dati genetici senza avere competenza in materia, per dire che le tracce del DNA di quegli antichi abitanti negri del bianco Regno Unito (ripeto \u00abnegri\u00bb anche e soprattutto nello spirito insegnatoci da <strong>Lenny Bruce<\/strong>) dovrebbero ancora esserci da qualche parte. E invece no, non \u00e8 detto, c\u2019\u00e8 il concetto di deriva genetica a spiegare che ci vogliono molte generazioni per vedere cambiamenti nel patrimonio genetico. Noi di oggi, qui in questa infelice penisola, non abbiamo certo lo stesso DNA degli abitanti di duemila anni fa.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>[Uno potrebbe dirmi che sto facendo la stessa cosa di Taleb ma non \u00e8 vero. Ho seguito il filo delle citazioni dei commentatori che ho scelto (qui, \u00e8 vero, potrebbe esserci un <em>bias<\/em>, ma \u00e8 anche salutare, non \u00e8 che vado su <em>Infowars<\/em> per trovare informazioni) e mi sono trovato davanti argomenti e nozioni che mi sono sembrati chiari, utili, per poter dire che, quale che sia la fregola che ti impone di sbugiardare la storica inglese, non ci sono elementi fattuali a supporto di una tale posizione. E non va dimenticato che non ho scritto cazzodicistronzo a Taleb in pubblico su Twitter&#8230;]<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Dimenticare artatamente i fattori di contesto, anche quelli sulla propria pelle, letteralmente. Questa \u00e8 facile da spiegare. Immaginate che tra duemila anni il grosso delle fonti registrate su supporti digitali sia andato alla malora, perch\u00e9 non c\u2019erano pi\u00f9 i soldi per mantenere i mega <em>data center<\/em> che raccattano tutte le boiate che produciamo, perch\u00e9 qualcosa ha interrotto la disponibilit\u00e0 di energia, quello che vi pare ma, alla fine, \u00e8 il 4022 e i dati su duemila anni prima non abbondano. Non importa se non vi pare plausibile, provate a seguirmi. Mettiamo, inoltre, che le dinamiche demografiche abbiamo cambiato la popolazione americana portando a una prevalenza delle componenti di origine africana e latino-americana. Insomma, gli Stati Uniti (immaginando che ancora esistano\u2026) sono scuretti. Qualcuno racconta la storia di uno studente libanese di matematica che lascia il suo paese e fa fortuna come <em>quantitative trader<\/em> e qualcun altro fa un robo olografico che \u00e8 l\u2019equivalente del cartone animato per bambini della BBC e lo rappresenta abbastanza bianchino (non troppo, per\u00f2, tipo un italiano del sud). Coro di dissenso per la \u00abcazzata\u00bb perch\u00e9 sappiamo tutti che il Libano \u00e8 in Asia e non \u00e8 plausibile quel livello di bianchezza, ma come si pu\u00f2?<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul><li>L\u2019inveterata passione, espressa anche da quelli che hanno storie di migranti, e quindi materialmente avulsi da una mitologia di questo tipo, per il <em>Blut und Boden<\/em>. Sangue e terra, uno dei <em>dogmi<\/em> cari al nazismo ma non inventato dal nazismo. L\u2019idea dell\u2019appartenenza per diritto di sangue e per vincolo con un luogo, non si sa bene se la citt\u00e0, la fattoria, l\u2019intera madrepatria, fatto sta che dietro a tutto c\u2019\u00e8 l\u2019idea che il gruppo omogeneo, appartenente al luogo, unito da una consanguineit\u00e0 incerta (alla fine, nelle applicazioni pratiche, ricade sul concetto di <em>razza<\/em>), <em>minacciato<\/em> da non si sa bene quanti, ma sempre molti, nemici che lo vogliono minare, inquinare, disgregare e tutte le peggio cose che si possono immaginare. Su questo versante abita un motore di proto-idee, di istanze malformate ma sempre potenti, che ancora guida le scelte di troppi individui quando devono scegliere i loro rappresentanti nei sistemi democratici. Quando non si esagera troppo i giochini tribali ci possono anche stare, riescono a non dirottare l\u2019intera societ\u00e0 verso un assetto compiutamente fascista. Voglio dire, a Siena gli abitanti riescono a vivere il senso di appartenenza e le relative inimicizie stando dentro a un sistema con diciassette contrade ma anche con un forte senso di identit\u00e0 cittadina. Alcuni degli abitanti non si riconoscono n\u00e9 nel primo n\u00e9 nel secondo livello, e posso capire perch\u00e9 (pu\u00f2 essere un mondo un po&#8217; <em>piccolo<\/em>), ma, in generale, non abbiamo avuto camicie brune senesi che catturano i forestieri e li sottopongono a test di adeguatezza razziale o politica o di altra natura.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/4\/48\/Zoff%2C_Causio%2C_Pertini%2C_Bearzot_-_Mondiale_1982.jpg\" alt=\"Zoff, Causio, Pertini, Bearzot - Mondiale 1982.jpg\"\/><figcaption>Scopone con asso di Coppa in bella vista<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>OK, ho ufficialmente rotto il cazzo, avete ragione. Torniamo indietro di quarant\u2019anni e qualche giorno. Sull\u2019aereo di ritorno dalla Spagna giocano a scopone: il presidente <strong>Sandro Pertini<\/strong>, il CT della nazionale <strong>Enzo Bearzot<\/strong>, i calciatori <strong>Dino Zoff<\/strong> e <strong>Franco Causio<\/strong>. Sul tavolino, in bella mostra, la coppa del mondo. Due friulani, un leccese stabilitosi in seguito a Udine a fine carriera e un ligure con un passato da soldato nella prima guerra mondiale, da esule e prigioniero politico sotto il fascismo e da partigiano negli anni successivi al \u201943, due medaglie al valore militare. Come si intuisce, la mia attenzione si fissa sul <em>resum\u00e9 <\/em>di Pertini e sul fatto che quel momento \u00e8 pi\u00f9 vicino alla fine della seconda guerra mondiale di quanto lo sia all\u2019oggi. Non \u00e8 un fatto banale. Non so di quanto mi sbaglio se dico che circa la met\u00e0 della popolazione italiana, nell\u20191982, ha vissuto anche solo un minimo di periodo bellico. Insomma, dopo i due mondiali vinti dalla squadra di <strong>Vittorio Pozzo<\/strong> nel \u201934 e nel \u201938, quindi con il giogo fascista sul groppone, quella vittoria della squadra della giovane Repubblica ha un sapore particolare. Se il trentennio 1945-1975 \u00e8 quello del <em>boom <\/em>americano, da noi \u00e8 quello del <em>boom <\/em>italiano, il che si traduce in un miglioramento delle condizioni di vita ma partendo da un livello mediamente assai basso, percorrendo un trentennio che avrebbe portato la quasi totalit\u00e0 della popolazione ad avere almeno un componente del nucleo familiare con un reddito da lavoro \u00abufficiale\u00bb e l\u2019accesso a opzioni di consumo mai viste prima: elettrodomestici, auto e moto, villeggiature estive, chi pi\u00f9, chi meno. Certo, il nostro livello di disoccupazione era basso, ma non cos\u00ec basso come quello delle principali economie europee. Per\u00f2 si andava verso il meglio, non era il caso di sottilizzare. Senza indulgere in nostalgie che non ho, era anche un periodo in cui il sistema produttivo italiano aveva spunti di rilievo \u2013 che ne so, nell\u2019industria della plastica (sai che benedizione, ci abbiamo smerdato il mondo, ma vabbe\u2019\u2026) \u2013 e si potrebbe fare tanti ricamini sugli anni \u201960 e l\u2019Autostrada del Sole e questo e quello, ma resteremmo ancorati a delle cartoline mentali. Quello che voglio dire \u00e8 che quando viene vinto quel terzo titolo mondiale, le crepe del sistema non avevano ancora dato luogo al livello di deterioramento che avremmo conosciuto in seguito. Riuscivamo ancora a far sparire la monnezza da qualche parte, mentre oggi non ci si riesce pi\u00f9, e non si riesce nemmeno a decidere che farci, e si decide di non decidere. Il ponte Morandi viene tirato su tra il \u201963 e il \u201967, nel decennio d\u2019oro \u2013 la malora, con le sue conseguenze  mortali, avrebbe atteso ancora quasi per un quarantennio.<\/p>\n\n\n\n<p>Che poi, a ben guardare, se, come diceva la mia relatrice della tesi di laurea, gli anni Cinquanta furono un decennio deprimente (per questo si sentiva di poterci accostare anche gli Ottanta), e se guardiamo agli annali e vediamo che il \u201973 \u00e8 l\u2019anno in cui inizia la crisi petrolifera e la conseguente <em>austerity<\/em>, il <em>boom <\/em>per tutti, all\u2019ingrosso, non copre neanche un quindicennio. Facendolo iniziare, non so bene perch\u00e9, nel 1960, ma forse dovrei guardare al \u201954 perch\u00e9 fu allora che ci consegnarono la televisione, altro ingrediente fondamentale \u2013 non solo per vedere le partite. All\u2019inizio, si racconta, pare che la si andasse a vedere da chi ce l\u2019aveva, tipo il parroco.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non siamo qui a fare la storia repubblicana da sacchetto di patatine, il mio punto \u00e8 che quella vittoria dell\u201982 sia stata un po\u2019 un sigillo mentale e emotivo su una certa idea di nazione che faceva bene poter riconoscere ma che non poteva in nessun modo essere fermata, fissata e assunta a panacea di tutti i mali di una situazione che era gi\u00e0 strutturalmente compromessa.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Fantozzi <\/em>il romanzo \u00e8 del 1971, <em>Fantozzi <\/em>il film \u00e8 del 1975 e non capitano in un momento storico a caso. La marea ha gi\u00e0 iniziato a cambiare verso.<\/p>\n\n\n\n<p>Salto, volontariamente, fino a cinque anni pi\u00f9 tardi (taglio fuori, senza troppi complimenti, temi come il \u201977 e il caso <strong>Moro<\/strong>): arriva l\u2019inizio di una nuova decade, con una concentrazione di fenomeni terribili, pi\u00f9 o meno visibili, pi\u00f9 o meno acuti. Ustica e Bologna, nel giro di cinque settimane, con lo stillicidio dei depistaggi per i decenni successivi (ne prendo uno a caso su Ustica: il giorno successivo all\u2019abbattimento qualcuno che si spaccia per un membro dei neofascisti NAR chiama la redazione romana del <em>Corriere della Sera <\/em>per dire che un loro affiliato \u2013 camerata, come dicono loro \u2013 stava trasportando una bomba e gli \u00e8 esplosa per sbaglio). A giugno viene condannato <strong>Michele Sindona<\/strong> per il fallimento della Franklin National Bank, qualche settimana dopo a qualcuno viene in mente che potrebbe aver avuto un ruolo nell\u2019omicidio <strong>Ambrosoli<\/strong>. Nel frattempo non riesco a non pensare che, nelle retrovie della politica, sta prendendo forma il pentapartito o, meglio ancora, il patto del CAF, presentato sulla ribalta dell&#8217;agone politico l&#8217;anno successivo (anno anche dell&#8217;inflazione record al 21,2%). Lo sciopero FIAT dell\u2019autunno e la sua implosione con la cosiddetta marcia dei quarantamila segna una linea di faglia irrimediabile, sia nelle relazioni sindacali che nel modo in cui la societ\u00e0 del lavoro italiana guarda a s\u00e9 stessa. A novembre, il terremoto dell\u2019Irpinia, con tremila morti, e il rebranding di Telemilano 58 in Canale 5, con le conseguenze che tutti conosciamo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"916\" height=\"615\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-14271\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-2.png 916w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-2-300x201.png 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-2-768x516.png 768w\" sizes=\"(max-width: 916px) 100vw, 916px\" \/><figcaption>Rapporto debito\/PIL + Coppe <em>repubblicane<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel biennio che a questo punto ci separa dalla scintillante coppa, vanno in scena tutta una serie di robe innescate o perpetuate da quello che vi ho raccontato nel paragrafo precedente. Questo \u00e8 anche il confine temporale oltre il quale il rapporto tra debito e PIL, da un relativamente basso sessanta percento si inerpica deciso su un trend che lo vedr\u00e0 raggiungere il centoventi percento nel 1994 (oggi non ne parliamo, siamo oltre il centosessanta \u2013 di per s\u00e9 potrebbe non essere un problema assoluto, il mix debito-capitale ci vuole, il problema per\u00f2 \u00e8 a quali condizioni ci si riesce a finanziare. Un singolo consumatore con una linea di credito importante non riesce ad aprirne una seconda. Un finanziere spericolato amico dei banchieri, invece, riesce a farsi prestare un paio di miliardi per bruciarli in operazioni di borsa poco furbe. Uno Stato, invece, non arriva a essere come un consumatore ma \u00e8 soggetto a un forte scrutinio da parte dei mercati \u2013 emette titoli di debito e ci paga sopra gli interessi, solo che, se il suo <em>rating<\/em> peggiora, deve sobbarcarsi tassi peggiori e i capitali che si procura a credito gli costeranno di pi\u00f9 di quanto li pagano paesi omologhi ma con conti migliori). In qualche modo, con questa modalit\u00e0 da baretto di fronte al Dipartimento di Storia Contemporanea quando sei fuori corso da vari anni, mi viene fatto di pensare che i binari scellerati su cui tutta la baracca \u00e8 stata posta, abbiano raggiunto una piena capacit\u00e0 operativa proprio in quel periodo. Zoff alza la coppa e il sistema vibra di segreta energia maligna.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel \u201990 viene fuori un mondiale giocato bene dall\u2019Italia, con un pareggio subito dall\u2019Argentina in semifinale che ci si poteva risparmiare e una sconfitta ai rigori decisamente bruciante. Idem quattro anni dopo, mondiale giocato bene, <strong>Baggio<\/strong> stella invece di <strong>Schillaci<\/strong>, finale ancora pi\u00f9 desolante, in finale, ai rigori contro il Brasile. Ma \u00e8 inutile che continui, il novantanove percento degli italiani le sa queste cose. Altro che la storia del Risorgimento \u2013 ecco il legante culturale, ecco i miti fondativi della nazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Saltiamo cos\u00ec alla vittoria successiva, con un gustoso rivolgimento (dopo vari altri <em>heartbreak <\/em>alla crudele lotteria dei rigori\u2026) e arriviamo al 2006. Un mondiale giocato cos\u00ec cos\u00ec fino agli ottavi \u2013 l\u2019Australia superata al 95\u2019 non \u00e8 \u2018sto granch\u00e9 \u2013 ma poi ingranarono e arrivarono a destinazione con tanta tigna e determinazione. Un momento di respiro giusto all\u2019inizio dell\u2019ennesima crisi globale. Di l\u00ec in poi il rapporto debito\/PIL, che dai mondiali americani aveva preso un trend diverso, riprender\u00e0 la sua irresistibile ascesa. E il resto \u00e8 storia, come dicono gli anglosassoni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una cialtronata, \u00e8 evidente, rimettere insieme la storia d\u2019Italia cos\u00ec ma per fortuna non ho un prestigio da difendere. L\u2019ultima fermata di questa peregrinazione di oggi ha a che fare con il fatto che tutta una serie di categorie umane \u2013 intellettualoidi, pseudo-eruditi, snob, <em>nerd<\/em>, alternativi vari \u2013 vengono, spesso meritatamente, tacciate di disfattismo e pi\u00f9 o meno aperta <em>Schadenfreude <\/em>rispetto a una sconfitta della nazionale di calcio nelle competizioni internazionali. Perch\u00e9 questo \u00e8 un paese corrotto, bacato, smerdato, e come tale non meritevole di vittorie. Perch\u00e9 non ti piacciono i compatrioti, questi <em>terroni <\/em>(del nord, del sud, del centro, di dove vi pare) che non ami, e quindi ti astieni, tifi contro o comunque mugugni il tuo malcontento. Perch\u00e9 il calcio \u00e8 sporto troppo popolare, o forse troppo marcio, con troppi soldi, troppa avidit\u00e0 che ci gravita intorno. Per\u00f2, forse, quando si fa cos\u00ec, si fa come uno che per non andare al corso di ballo latino-americano che non vuole frequentare si spara in un piede.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 il caso, insomma, di privarsi della possibilit\u00e0 di apprezzare il calcio delle nazionali, pur con tutti i suoi aspetti paradossali. S\u00ec, perch\u00e9 gente che durante i campionati per club si ammazzerebbe a sprangate, quando va a vedere la partita dell&#8217;Italia canta \u00ab<em>stringiamci<\/em> [cos\u00ec, senza <em>o<\/em>] a coorte\u00bb senza avere un&#8217;idea precisa di cosa sia &#8216;sta benedetta coorte e mettendo via, se non del tutto, almeno in parte, l&#8217;odio per le tifoserie nemiche. Il clima \u00e8 pi\u00f9 da famiglie, non ci sono le <em>curve <\/em>da campionato per club e, con l&#8217;eccezione di certe delegazioni in trasferta, non si vedono scontri dentro e fuori dagli stadi. C&#8217;\u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 ecumenismo, un sostrato non dico di fratellanza ma almeno qualcosa di pi\u00f9 tranquillo rispetto alle questioni di sangue (meno di territorio) che sembrano guidare il vissuto dell&#8217;affiliazione alle squadre di club.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, \u00e8 un problema di ribaltamento delle prospettive: lo spettacolo del calcio pu\u00f2 essere catartico, di una catarsi neanche troppo costosa, i sacrificati non muoiono, al pi\u00f9 si prendono a calci negli stinchi, e se lo \u00e8 non \u00e8 il caso di fargliene una colpa, il guaio risiede all&#8217;altro capo della polarit\u00e0, nell&#8217;esperienza che richiede il passaggio purificatorio. Ecco, in quella non stiamo andando bene, specialmente noi italiani. Ci sono tanti indicatori, ma poi ognuno pensa ai fatti suoi e cerca di dirsi che in fondo, anche se va peggio, non va cos\u00ec male, in questa propaggine ormai ischemica del non ben riuscito edificio europeo (anche su questo tema: se imposti male una cosa e non la curi \u00e8 abbastanza facile, in seguito, dire che \u00e8 una ciofeca e che l&#8217;idea non funziona).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"582\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-1024x582.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-14268\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-1024x582.png 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-300x171.png 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image-768x437.png 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image.png 1284w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Variazione percentuale dei redditi  da lavoro in Europa, 1990-2020, a prezzi costanti<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p> Non sono mancate le occasioni di soddisfazioni nel tempo a seguire &#8211; c&#8217;\u00e8 stato il 2006 con il mondiale di Germania e il 2021 con gli europei posticipati per la pandemia, ma c&#8217;\u00e8 anche un diffuso clima di inadeguatezza e di stanca, alimentato in particolare dalle due mancate qualificazioni ai mondiali di Russia e Qatar. Quello di Spagna \u00e8 stato un capolavoro, sorprendente anche, perch\u00e9, se ci ricordiamo bene, il girone eliminatorio lo superammo per il rotto della cuffia, con tre pareggi. Fu dagli ottavi in poi che il gruppo prese fiducia e si risolse a farcela, a vincere, perch\u00e9 era possibile, fattibile e, sembrerebbe, quasi doveroso. I gol di Rossi al Brasile paiono sanciti dal fato, non ci si poteva fare niente. E cos\u00ec quelli della finale, con il secondo di <strong>Tardelli <\/strong>che ha fatto un po&#8217; pi\u00f9 storia degli altri, per una intrinseca eleganza e potenza, sia nell&#8217;esecuzione (una bordata fantastica) che nell&#8217;esultanza. Altro che pizza, mamma, mandolini.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza, sarebbe bello non chiedere al calcio di esser quel che non pu\u00f2 essere, apprezzandolo quasi come fosse una forma d&#8217;arte \u2013 il giornalismo sportivo di livello riusciva a fare esattamente questo \u2013 ma \u00e8 inestricabilmente inserito nel fatale ciclo risveglio-lavoro-intrattenimento&amp;cibo-sonno in cui abitiamo, con la pseudo-sosta del fine settimana (ma solo per alcuni). Il ruolo catartico \u00e8 agognato come una droga, complicato da una componente identitaria che lavora alla stregua dei Borg di <em>Star Trek<\/em>, per assimilazione inevitabile. Uno direbbe: tanta gente \u00e8 emigrata a Torino dal Meridione, non \u00e8 stata proprio questa esperienza fantastica, il <em>razzismo <\/em>infra-nazionale \u00e8 stata una piaga, non si \u00e8 mai veramente dileguato, quindi non ci aspetteremmo che gli italiani siano per lo pi\u00f9 juventini. E invece. Almeno con la nazionale non c&#8217;\u00e8 questa selezione interessata dell&#8217;affiliazione\/appartenenza.  Ti tocca e basta, e anche se non ti riconosci molto, a volte per niente, nella folla, reale o metaforica, che ti trovi intorno, se almeno i tizi in campo rimettono insieme uno spettacolo bello o quantomeno degno di nota, ecco che questo \u00e8 qualcosa da non disprezzare e da cui trarre un po&#8217; di gratificazione, almeno per quei minuti in cui si concretizza. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ho ricordi diretti della percezione delle implicazioni della vittoria ai mondiali dell\u201982, principalmente perch\u00e9 a sette anni non fai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":14274,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[244],"tags":[4481,1680,1682,1276,1905,4484,1133,1539,4478,4483,4479,4480,1224,4485,1612,4482],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Facilis descensus averno - 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