{"id":14816,"date":"2022-10-24T08:00:00","date_gmt":"2022-10-24T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=14816"},"modified":"2022-10-24T10:53:03","modified_gmt":"2022-10-24T08:53:03","slug":"quel-minimo-di-amore-e-di-cura-quattro-chiacchiere-con-tillie-walden","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2022\/10\/24\/quel-minimo-di-amore-e-di-cura-quattro-chiacchiere-con-tillie-walden\/","title":{"rendered":"Quel minimo di amore e di cura: Quattro chiacchiere con Tillie Walden"},"content":{"rendered":"\n<p><em>In occasione dell\u2019uscita italiana del primo volume della trilogia di\u00a0 Clementine, la ragazzina del videogioco omonimo, spinoff di <\/em>The Walking Dead<em>, Saldapress, l\u2019editore italiano, organizza una tavola rotonda con l\u2019autrice, <strong>Tillie Walden<\/strong>, con un po\u2019 di rappresentanti delle pubblicazioni di critica e informazione del fumetto in italia.<br>Prima del panel, in qualit\u00e0 di cronista d\u2019assalto di QUASI, leggo tutto quello che trovo di Walden in biblioteca: <\/em>Su un raggio di sole<em>; <\/em>Mi stai ascoltando?<em>; <\/em>La solitudine dello spazio<em>; e <\/em>Trottole<em>. Quest\u2019ultimo, soprattutto, mi incanta. Le ha fatto vincere il suo primo premio Eisner nel 2017, quando aveva 21 anni. La faccia nel riquadro dello schermo \u00e8 identica a quella disegnata nel fumetto. Dolce, ancora delicatamente infantile, luminosa, con i capelli biondi che sfiorano le spalle. Se mi \u00e8 difficile immaginarla in uno di quei <\/em>leotard<em> assurdi da competizione di pattinaggio artistico, non fatico a credere che abbia gareggiato per anni , \u00e8 concentrata, \u00e8 padrona della tecnica, ha fatto sua la storia e ne sta proseguendo la narrazione in modo originale: da Austin, Texas, Tillie Walden, classe 1996.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"670\" height=\"963\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/clementine-walking-dead-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14820\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/clementine-walking-dead-1.jpeg 670w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/clementine-walking-dead-1-209x300.jpeg 209w\" sizes=\"(max-width: 670px) 100vw, 670px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Domanda: Leggendo <em>Clementine <\/em>sembra che tu abbia voluto riprendere uno dei tuoi temi preferiti, quello del viaggio. \u00c8 stato un modo per rendere personale il materiale di partenza, che veniva dal lavoro di altri?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tillie Walden: <\/strong>Credo che non sarei capace di fare un libro in cui non ci sia qualcuno che viaggia, esplora, ricostruisce qualcosa. Ho scritto di gente che esplora lo spazio. Qui si parla di esplorare una societ\u00e0 che cerca faticosamente di ricostruirsi dalle proprie rovine. E come potrebbe muoversi su questo scenario un&#8217;adolescente queer e disabile? Conoscere il gioco era imprescindibile, tre graphic novel sono un impegno grosso e anche se conoscevo gi\u00e0 la saga di<em> The Walking Dead,<\/em> attraverso i fumetti e la serie tv, ho deciso comunque di partire dal gioco, che per me \u00e8 un po&#8217; la \u201cstoria delle origini\u201d di Clementine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D: Un aspetto difficile da gestire sar\u00e0 stato quello della libert\u00e0 di scelta del giocatore, che crea molte trame possibili, a fronte della inevitabile linearit\u00e0 della trama che hai scelto tu.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>TW: <\/strong>Ovviamente non c&#8217;era modo di replicare la possibilit\u00e0 di scelta del gioco in un libro. Immagino che non tutti i fan siano d&#8217;accordo con il modo in cui ho sviluppato il graphic novel perch\u00e9, come ha detto bene uno di loro, io sono l&#8217;unica che gioca il gioco, Credo per\u00f2 che il fumetto sia una opportunit\u00e0 magnifica di sviluppare qualcosa che all&#8217;interno del gioco \u00e8 nato. Intendo dire che il videogame \u00e8 brutale. Anche il mio libro \u00e8 brutale, ma il gioco \u00e8 veramente terrificante: \u00e8 un ripetersi incessante di perdita, violenza e trauma per Clementine. Nei videogiochi, ma anche nei libri, \u00e8 molto facile creare un personaggio femminile <em>badass<\/em>, fighissimo, che riesce a gestire qualunque cosa le capiti. Mentre la mia sensazione, alla fine del gioco, era che Clementine, che sicuramente ha un carattere forte, fosse sull&#8217;orlo di un crollo nervoso. Perch\u00e9 chiunque abbia passato tutto quello che ha passato lei deve soffrire di una sindrome da stress post traumatico spaventosa. Una crisi che nessun terapeuta sarebbe in grado di gestire! Io volevo davvero prendere atto di quella brutalit\u00e0, di quell&#8217;orrore per cui l&#8217;unica cosa sensata per Clementine era sempre stata scappare. Rispetto al gioco quel che cambia \u00e8 che Clementine diventa pi\u00f9 grande e, crescendo, tutto diventa un po&#8217; pi\u00f9 facile da una parte e pi\u00f9 complicato dall&#8217;altra. Affrontare i ricordi diventa un processo pi\u00f9 complesso e pi\u00f9 sfumato: \u00e8 arrivato per lei il momento di rendersi contro che se \u00e8 sopravvissuta fin l\u00ec probabilmente andr\u00e0 avanti a vivere per un po&#8217;. Ma come vuole andare avanti a vivere? Quindi una delle tematiche del libro \u00e8 questa novit\u00e0, che Clementine deve affrontare la possibilit\u00e0 di avere davanti a s\u00e9 una vita lunga, e questa prospettiva per lei \u00e8 terrificante, perch\u00e9 se la vita \u00e8 quella che ha affrontato fino a adesso che ha 16 anni che cosa l&#8217;aspetter\u00e0 ancora? E s\u00ec, nella serie voglio affrontare proprio questa grandissima domanda: che differenza c&#8217;\u00e8 tra sopravvivere e vivere? E specificamente per Clementine, che cosa vuol dire essere una adulta quando il tuo passato \u00e8 una infanzia terrificante? Ed ecco che mi rendo conto che forse sto sollevando pi\u00f9 domande di quelle a cui sto rispondendo!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"646\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clementine-walking-dead-2-1-646x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14822\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clementine-walking-dead-2-1-646x1024.jpg 646w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clementine-walking-dead-2-1-189x300.jpg 189w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clementine-walking-dead-2-1.jpg 670w\" sizes=\"(max-width: 646px) 100vw, 646px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>D: La grafica di questa tua Clementine mescola, come \u00e8 una tua caratteristica, aspetti reali ad aspetti onirici. La griglia delle vignette sembra un po&#8217; cambiata, meno classica. Sembra che tu ti sia divertita di pi\u00f9 anche con la composizione. Ci sono vignette con forme affilate di triangoli, altre sembrano morse dagli zombie&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>TW: <\/strong>Sono andata a una scuola di Comics nel Vermont e per molto tempo \u2013 direi almeno per i primi sei libri \u2013 ho disegnato seguendo le regole dell&#8217;arte che avevo guardato e studiato. Poi mi sono stufata e ho deciso di cercare di migliorare: non \u00e8 che il mio lavoro non fosse buono, ma vorrei diventare veramente brava. Cos\u00ec quando \u00e8 arrivata <em>Clementine<\/em>, grazie al concept cos\u00ec diverso, zombie e bianco e nero, ho messo in discussione tutto quello che sapevo. All&#8217;inizio di ogni pagina, mi domandavo \u00abE adesso? Cosa faccio? Cosa posso fare per sentirmi un po&#8217; a disagio, fuori dalla mia comfort zone?\u00bb Mi sono divertita tantissimo, e siccome voglio continuare a crescere adesso che sto lavorando alvolume 2 mi dedico a questo esercizio in modo ancora pi\u00f9 determinato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D: E per quanto riguarda la sceneggiatura?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>TW:<\/strong> Tutti i libri che ho fatto prima di <em>Clementine<\/em>, li ho fatti in modo molto simile. Cio\u00e8 mi sedevo e cominciavo a disegnare. Quando avevo finito passavo tutto all&#8217;editor che naturalmente faceva un sacco di modifiche, perch\u00e9 il libro non era stato pianificato. Con <em>Clementine<\/em> \u00e8 stato diverso, questo libro ha messo in evidenza una debolezza fondamentale del mio lavoro: i sentimenti, le emozioni che mi guidavano erano spesso una toppa che nascondeva un&#8217;assenza di trama. Lavorando a <em>Clementine<\/em> forse per il tono e lo stile della narrazione di <em>The Walking Dead,<\/em> fatti di azione continua ed escalation drammatiche, ho dovuto cambiare approccio. Non mi sono spinta fino a fare una sceneggiatura, ma ho preso degli appunti. Ho capito cosa vuol dire rendere lo scopo di una scena e le motivazioni dei personaggi molto pi\u00f9 evidenti. Sono diventata una scrittrice molto pi\u00f9 forte. E questo&nbsp; approccio nel secondo volume \u00e8 ancora pi\u00f9 istintivo. Credo che tutto il lavoro che far\u00f2 dopo <em>Clementine<\/em> sar\u00e0 plasmato dal modo in cui sto lavorando a questa serie: non mi interessa tornare a essere la fumettista che ero, mi interessa evolvere.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"811\" height=\"745\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clem-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14818\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clem-1.jpg 811w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clem-1-300x276.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clem-1-768x705.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 811px) 100vw, 811px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>D: Tornando a The Walking Dead: \u00e8 un universo davvero ampio, composto da moltissimi fumetti, una lunga serie tv, dei videogiochi&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>TW: <\/strong>Quando \u00e8 uscito il fumetto io avevo sette anni. E ho guardato la serie tv mentre facevo prima le medie e poi le superiori. Insomma, non ricordo quasi un tempo in cui non ci fosse <em>The Walking Dead<\/em>. A mio padre piaceva, teneva i fumetti nascosti nel suo ufficio perch\u00e9 io non avrei dovuto leggerli, in teoria. Ma io li leggevo lo stesso anche se gli zombie mi facevano parecchio schifo. Adesso gli zombie cominciano a piacermi, li considero parte della natura, come gli animali. Per cominciare questo lavoro ho dovuto cancellare tutto quello che sapevo dei <em>Walking Dead<\/em>, ho anche smesso di leggere tutta la letteratura post apocalittica che consumo di solito. Mi sono dedicata a cose noiose che non c&#8217;entrassero niente con il tema dell&#8217;apocalisse zombie, per non avere influenze, perch\u00e9 se mi fai vedere l&#8217;immagine di un castello io di colpo voglio fare un libro sui castelli! Quindi ho cercato di chiedermi: come sarei se avessi 16 anni, se avessi perso una gamba in modo orribile, vivessi in un mondo devastato, non mi fossi mai innamorata, non avessi i genitori? Mi sono concentrata sui dettagli, per un po&#8217; ho ignorato anche l&#8217;idea degli zombie. Mi ero appena trasferita, avevo attraversato gli States per andare a vivere con la mia ragazza che adesso \u00e8 mia moglie, quindi credo che un sacco di emozioni legate al fatto di essermi innamorata di mia moglie e di essermi sistemata con lei in un altro posto abbiano influenzato la serie.<br>Quando mi hanno chiesto di occuparmi della serie di <em>Clementine<\/em> ho pensato che avessero sbagliato persona! Cosa c&#8217;entravo io con una storia di zombie? Ma quando mi hanno proposto di rendere la serie <em>The Walking Dead <\/em>interessante per un teenager queer ho pensato: questo posso farlo! E ora sono la prima donna in assoluto che scrive <em>The Walking Dead, <\/em>sono felice di aver potuto far entrare una voce femminile in questo <em>franchise<\/em> e penso che anche i teenager queer abbiano diritto di dire la loro su come reagire a una apocalisse zombie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D: C&#8217;\u00e8 un dialogo a un certo punto in cui i teenager si dicono: <\/strong><strong>\u00abSe solo ci fosse un adulto ad aiutarci!<\/strong><strong>\u00bb Quanto questo scenario di persone giovani, sopravvissuti di seconda generazione, in un mondo distrutto dagli adulti che li hanno preceduti, rispecchia la realt\u00e0 dei ragazzi di oggi, naufraghi in un mondo distrutto da qualcun altro, che vorrebbero tanto essere aiutati da una persona grande?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>TW: <\/strong>Non solo prendo molto sul serio il fatto di scrivere per lettori giovani, ma adoro scrivere per loro. Quando penso ai ragazzini di <em>Clementine<\/em> in un mondo senza adulti, senza nessuna guida, la prima cosa che mi viene in mente \u00e8 quanto gli adulti strutturino il loro tempo. Senza adulti, senza struttura sociale, credo che i teenager si annoierebbero tantissimo! Non saprebbero come passare il tempo. Li ho disegnati mentre leggono un libro, volevo che fosse <em>Twilight<\/em> ma tecnicamente nel 2003 non era ancora uscito quindi ho scelto <em>Le parole che non ti ho detto.<\/em> Questi ragazzi non vanno a scuola, devono educarsi con i brandelli che restano loro del mondo. Si pu\u00f2 davvero fare un parallelo con questa generazione di ragazzi nati dopo il 2000: per loro \u00e8 ovvio che gli adulti hanno incasinato le cose. Cambiamento climatico, insicurezza abitativa. insicurezza finanziaria&#8230; Quel che \u00e8 diverso nel mondo di <em>The Walking Dead<\/em> \u00e8 che, per quanto questi ragazzi possano desiderarlo, non ci sar\u00e0 mai un adulto che prepari loro la cena. Quel minimo di amore e di cura i ragazzi e le ragazze dell&#8217;universo di <em>The Walking Dead<\/em> devono darselo a vicenda, devono essere genitori gli uni per gli altri. Questa \u00e8 la loro tragedia\u2026<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clem2-1-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14824\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clem2-1-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clem2-1-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clem2-1-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clem2-1-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/Clem2-1.jpg 1331w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>D: Nonostante i tuoi fumetti affrontino argomenti importanti, \u00e8 ancora molto difficile farli entrare nelle scuole.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>TW: <\/strong>S\u00ec, \u00e8 ancora difficile convincere gli insegnanti. Figuriamoci, qui negli States, in Florida, uno dei miei libri \u00e8 stato addirittura bandito. Non so nemmeno bene perch\u00e9, forse perch\u00e9 ci sono dei contenuti queer. C&#8217;\u00e8 ancora un sacco di gente che pensa che i fumetti siano per i bambini, che non siano letteratura. Addirittura, qui da me, ci sono persone che pensano che siano opera del diavolo. Soprattutto se hanno contenuti queer. La questione quindi non \u00e8 di poco conto. Io faccio questo esempio, agli insegnanti: portiamo i ragazzi in gita al museo a guardare quadri, poi gli facciamo leggere poesia e poi gli facciamo leggere opere di narrativa. Be&#8217; i fumetti sono letteralmente la fusione di tutte e tre queste cose, sono prosa, poesia e arti figurative. Cerco anche di spiegare che magari, per molto tempo, i fumetti sono stati davvero pensati per i ragazzini, ma adesso le cose sono cambiate. Chiedo loro di farmi qualche esempio di fumetto e loro mi dicono <em>Garfield<\/em> o <em>Superman<\/em>, insomma i comics che si compravano al Drugstore per pochi centesimi e allora io dico loro che negli anni Novanta \u00e8 uscito <em>Maus, <\/em>un graphic novel che parla dell&#8217;Olocausto, che non \u00e8 proprio un soggetto leggero. Dico che adesso ci sono graphic memoir che parlano di genocidio, malattia mentale, suicidio, sessualit\u00e0, identit\u00e0, ansia\u2026 Non c&#8217;\u00e8 un solo argomento importante che non sia stato in qualche modo affrontato dal fumetto. E c&#8217;\u00e8 il vantaggio ulteriore che, se ti trovi di fronte a un lettore riluttante, i fumetti sono il modo perfetto per fargli sentire che la lettura \u00e8 accessibile. Comunque credo che il modo migliore per convincere un insegnante, o chiunque, sia dargli in mano un fumetto. Ho sperimentato che questo cambia la prospettiva delle persone: cominciano a vedere che non \u00e8 che il disegno renda facile la lettura quanto piuttosto che il disegno aggiunge una sfumatura, un livello alla lettura, che diventa un&#8217;esperienza completamente diversa. Fumetti e graphic novel hanno un modo speciale di connettersi al lettore e credo che una delle ragioni sia che ti puoi soffermare sul singolo momento. Ricordo che quando ero piccola e vedevo un film e, per esempio, due ragazze si baciavano, io restavo l\u00ec a bocca aperta ma il momento passava immediatamente e il film proseguiva. Quello che \u00e8 straordinario dei fumetti \u00e8 che invece puoi andare avanti e tornare indietro tutte le volte che vuoi. In ultimo, i ragazzi oggi si nutrono di moltissime immagini \u2013 basta pensare, che so, a Instagram \u2013 quindi tutto quello che possiamo fare per facilitare un approccio all&#8217;immagine con una maggior capacit\u00e0 di analisi \u00e8 importante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D: Quanto c&#8217;\u00e8 di Tillie in <em>Clementine<\/em>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>TW: <\/strong>Ah be&#8217;\u2026 Per cominciare ho collocato geograficamente il libro a dieci minuti circa da dove vivo! A volte rifletto sul fatto che il modo in cui Clementine pensa \u00e8 molto simile a quello in cui io penso. \u00c8 molto ostinata e io sono molto ostinata, tende a risolvere i problemi arrangiandosi e io pure, ma i due elementi della storia in cui veramente mi rispecchio sono che Clementine \u00e8 ebrea e io sono ebrea, siamo entrambe ebree sefardite, e che sono una gemella Olivia e Giorgia. Poi ci sono i nomi, mi sono sposata durante la pandemia mentre lavoravo al volume 1 e ho usato i nomi delle sorelle di mia moglie per le gemelle, Tim \u00e8 il nome di suo fratello, Rica invece \u00e8 un nome ricorrente nella mia famiglia. Insomma ho usato molti nomi di persone realmente esistenti. L\u2019unico nome che non penso user\u00f2 mai \u00e8 il nome di mia moglie, Emma, perch\u00e9 nessuno \u00e8 come lei!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"720\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/480px-Tillie_Walden._Sal\u00f3_del_C\u00f2mic_de_Barcelona_2018.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14825\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/480px-Tillie_Walden._Sal\u00f3_del_C\u00f2mic_de_Barcelona_2018.jpg 480w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/480px-Tillie_Walden._Sal\u00f3_del_C\u00f2mic_de_Barcelona_2018-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>D: Un&#8217;ultima domanda: se dovessi scrivere un&#8217;altra storia spin off da <em>The Walking Dead<\/em>, quale personaggio sceglieresti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>TW: <\/strong>Carl, o Daryl. Daryl ha una motocicletta e io non so disegnare le motociclette. Quando scelgo un progetto nuovo cerco sempre di disegnare qualcosa che non sono capace di disegnare quindi, visto che non sapevo disegnare gli zombie ma adesso che ho fatto Clementine ho imparato, se dovessi fare un libro nuovo su <em>TWD<\/em> vorrei imparare a disegnare una motocicletta! Ma onestamente credo che dopo il terzo volume di <em>Clementine <\/em>sar\u00f2 molto contenta di scrivere una storia che non contenga zombie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione dell\u2019uscita italiana del primo volume della trilogia di\u00a0 Clementine, la ragazzina del videogioco omonimo, spinoff di The Walking&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":14826,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[280],"tags":[4505],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Quel minimo di amore e di cura: Quattro chiacchiere con Tillie Walden - (Quasi)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2022\/10\/24\/quel-minimo-di-amore-e-di-cura-quattro-chiacchiere-con-tillie-walden\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Quel minimo di amore e di cura: Quattro chiacchiere con Tillie Walden - 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