{"id":16363,"date":"2023-02-22T08:00:00","date_gmt":"2023-02-22T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=16363"},"modified":"2023-02-25T13:54:30","modified_gmt":"2023-02-25T12:54:30","slug":"gom-jabbar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2023\/02\/22\/gom-jabbar\/","title":{"rendered":"Gom Jabbar"},"content":{"rendered":"\n<p>Stavolta ci sarebbe il rischio di non riuscire a restare <em>sub umbra alarum cialtroneriae<\/em> ma faremo il possibile per evitare di esporre argomenti e questioni con competenza e cognizione di causa professionale. S\u00ec perch\u00e9 il tempo che rubo (riuscendo a rubarlo quasi totalmente) alla pratica bassistica da salotto lo dedico (anche) ad argomenti tecnici e disciplinari che hanno molto a che fare con temi che toccano o portano dritti dentro il discorso sull\u2019intelligenza artificiale e abitano, in ogni caso, in quella zona in cui si aggira il fantasma dell\u2019<em>automazione<\/em>, questa presunta mietitrice di posti di lavoro. Ma proprio perch\u00e9 qui (QUASI, intendo) non \u00e8 l\u2019altrove lavorativo, non sar\u00e0 il caso di usare certi registri, di scendere in certi livelli di dettaglio, di innescare (fortuna che nessuno legge) dibattiti o, addirittura, quello che accade quando iniziano a venirti dietro: folate di consenso che nascono dal male di uno <em>pseudo-groupthink<\/em> pi\u00f9 che da un plebiscito di opinioni ben ponderate.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 proprio questo che sta accadendo quando parliamo di IA (o AI, fate come preferite) \u2013 siamo davanti a qualcosa di nuovo ma siamo gi\u00e0 drogati dai <em>bias <\/em>che ci suggerisce la fantascienza, la quale, a sua volta, \u00e8 tanto incolpevole quanto piena di meriti, e prover\u00f2 a fare qualche esempio pi\u00f9 avanti, nel lanciare sul tavolo le questioni veramente scottanti, con una preveggenza impressionante. Per\u00f2 oggi stiamo l\u00ec a fare i preziosi se ChatGPT non ci ha risposto in modo veramente \u00abintelligente\u00bb e non \u00e8, in modo assai evidente, HAL9000: gli\/le (anche qui, fate voi, non avendo il neutro in italiano, \u00e8 un casino scegliere il genere \u2013 magari dipender\u00e0 dai nomi assegnati alle varie implementazioni, forse, ma torniamo anche su questo discorso) ho chiesto se mi sapeva parlare dello <em>Zahir<\/em> e ha risposto prontamente, senza ombra di dubbio, che si tratta di un libro di <strong>Paulo Coelho<\/strong>, mentre io, <em>\u00e7a va <\/em>senza neppure pensarci, avevo in mente il racconto di <strong>Borges<\/strong>. Ma avrebbe anche potuto parlarmi del concetto di dottrina islamica relativo al significato manifesto del Corano. Invece ha pescato, in ragione della sua matrice probabilistica, quello che tornava con pi\u00f9 frequenza \u2013 una sorta di <em>vox populi<\/em> che motorizza l\u2019enciclopedia universale dei testi digitalizzati e disponibili in rete.<\/p>\n\n\n\n<p>No, aspetta \u2013 ChatGPT \u00e8 un modello linguistico in grado di apprendere in modo non supervisionato a partire dal set dati che gli rifili. Quindi? Partendo da queste premesse, se tu volessi un <em>chatbot <\/em>che ti propina elaborati di marca fondamentalista, razzista, fascista, non \u00e8 un problema: gli dai in pasto gli input giusti e sei a posto. Pi\u00f9 che sostituire posti di lavoro nell\u2019editoria, vedo bene la dismissione del fascistello (pariolino o di periferia, \u00e8 uguale) che non ricorda un cazzo di <strong>Evola <\/strong>e <strong>Spengler <\/strong>manco per sbaglio e non consolida cos\u00ec le basi ideologiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Aspetta ancora un attimo, per\u00f2: forse a quel punto potrebbe anche essere il caso di fargli sostituire tutto il <em>copywriting <\/em>a cazzo di cane che viene demandato a pori sciagiurati pagati co\u2019 mezza banconota del Monopoli che poi ti fanno cose di questo tipo:<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-2-1024x959.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16369\" width=\"448\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-2-1024x959.png 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-2-300x281.png 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-2-768x719.png 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-2.png 1080w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><figcaption>Anticiclone Tarapia Tapioco<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 per\u00f2 per\u00f2 \u2013 aspetta ancora un secondo, uno in pi\u00f9. Certo, \u00e8 evidente che, oltre al cattivo gusto e all\u2019idiozia di definire un clima piovoso uno \u00abscherzo\u00bb (diobonino, siamo in inverno, quando cazzo dovrebbe piovere? Poi vi lamentate della siccit\u00e0 estiva), c\u2019\u00e8 il fatto che un anticiclone \u00e8 una zona di alta pressione che determina condizioni di stabilit\u00e0 associate a bel tempo. Se facevi fare il titolo a ChatGPT andava meglio, per\u00f2 forse facevi abboccare meno gonzi \u2013 quindi, \u00e8 possibile, c\u2019\u00e8 ancora una strada molto lunga per insegnare a una IA generativa trucchi e trucchetti per attirare gli scemi (il giornale online in questione collabora con quell\u2019altro sito che vedete sotto il titolo \u2013 la gente va l\u00ec invece che sul sito dell\u2019aeronautica, perch\u00e9 quelli gli danno nomi di demoni infernali agli anticicloni estivi, mentre i secondi sono noiosi e non hanno assunto uno specialista di SEO quando era il momento). Tutto questo mi fa venire in mente il lento <em>incipit <\/em>de <em>L\u2019Uomo senza Qualit\u00e0<\/em>, con quella descrizione meteorologica che va avanti per non si sa quanto. <em>Gente senza Qualit\u00e0<\/em> \u00e8 invece un buon sottotitolo per la nostra societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio dire, collettivamente, non si riesce a fare leva sulla migliore intelligenza di cui disponiamo (perch\u00e9 ne sono sicuro? Se volete una misura oggettiva prendiamo la cosiddetta fuga dei cervelli, ma se vi fidate un po\u2019 di me, ve ne do una un po\u2019 meno oggettiva ma tanto reale: \u00e8 pieno di incompetenti incistati in posti che non vogliono mollare e questo alimenta una avversione al rischio che fa s\u00ec che, spesso, anche se non sempre, la prossima innovazione utile la adottiamo quando l\u2019hanno abbracciata quasi tutti gli altri e stiamo solo tentando di non arrivare ultimi) quindi quale crisma di valore ci vogliamo assegnare come gruppo sociale? Se notiamo cosa propongono le destre imperversanti nel mondo occidentale, cio\u00e8 la difesa della demografia, ci si staccano le palle e cadono pesantemente a terra. Oltretutto, se poi vogliono metterla su un piano competitivo, hanno gi\u00e0 vinto altri. Ma non solo i cinesi o gli indiani, anche quei torbacchioni di scandinavi che hanno un modello per far desiderare ai trentenni che sono andati a lavorare a Londra sedici ore al giorno di rientrare e mettere su famiglia e girare in bici con tre marmocchi distribuiti tra cestino e trolley attaccati alla bicicletta. Anche se ha nevicato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma stiamo andando alla deriva, se dal discorso sull\u2019intelligenza artificiale ci muoviamo un po\u2019 verso il suo antipodo logico e materiale, quello della stupidit\u00e0 naturale? Io penso proprio di no. \u00c8 da l\u00ec che dovremmo ripartire \u2013 altrimenti tutta la sovrastruttura dell\u2019innovazione andr\u00e0 giusto a placcare tutta la palla di stupidit\u00e0 sottostante\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Aspetta, ma che sto scrivendo? Tutto questo \u00e8 gi\u00e0 avvenuto con l\u2019avvento della societ\u00e0 mediatica \u2013 ormai non si torna pi\u00f9 indietro, un\u2019idea di \u00abriduzione della stupidit\u00e0\u00bb ha lo stesso senso e la stessa probabilit\u00e0 di avverarsi di una locuzione come \u00abdittatura del proletariato\u00bb. Comunque, credo che l\u2019esempio deprimente del titolo sul meteo possa darci una traccia su cui ragionare quando proviamo a pensare alla <em>sostituibilit\u00e0 <\/em>dell\u2019umano e mi rifarei a quello che tentiamo di dire quando parliamo, professionalmente, di questi argomenti: far migrare gli sforzi degli umani verso un maggior <em>valore aggiunto<\/em>. Lo so, anche questo \u00e8 un concetto fumoso, per\u00f2 diventa pregnante nel momento in cui ci rendiamo conto che gran parte del lavoro <em>d\u2019ufficio<\/em> di questa epoca consiste, ancora, nel pasticciare dati prendendoli da una parte e mettendoli da un\u2019altra, ricercando una vecchia mail e rinviandola a Tizio, compilando poi un file Excel condiviso con l\u2019ufficio di Caio e quello di Sempronio, salvando un file sulla cartella condivisa, a volte seguendo regole di denominazione e classificazione, a volte no. Qui sta il <em>conquibus<\/em>: se \u2013 e non stiamo neppure necessariamente parlando di usare IA, a questo punto \u2013 portiamo in campo strumenti un po&#8217; nuovi ma neppure cos\u00ec <em>cutting edge<\/em> (ch\u00e9 poi ci si taglia), che consentono di risparmiare tempo e fatica, alla gente, ai Fantozzi 5.0, che cosa mai minchia gli faremo fare? Ridurgli le quaranta ore a venti e pagarli uguale fa accapponare la pelle di tutti i megadirettori naturali, ovviamente, e quindi si parla di <em>reskilling<\/em> e robe simili, ma sono pannicelli caldi e quindi l\u2019adozione di queste soluzioni procede in modo assai timido, strumentale e molto misurato. D\u2019altro canto, il livello di competizione sui mercati \u00e8 cos\u00ec basso che non ci sono neppure fortissimi incentivi a incrementare l\u2019efficienza. Tanto, anche quando i direttori finanziari tagliano il budget, il risultato che si ottiene \u00e8 comunque regressivo dal punto di vista dell\u2019innovazione, anche se non dovrebbe essere cos\u00ec, perch\u00e9 in molti casi investire sul nuovo non costa moltissimo e ha margini di recupero di efficienza notevoli. In pratica, si potrebbe spendere di meno e fare meglio, ma quando girano meno soldi, la reazione, in stile <em>buon padre di famiglia<\/em>, \u00e8 spendere meno restando per\u00f2 sulla lista della spesa tradizionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono poi altre ragioni per cui da noi, in Italia, il <em>fail fast, fail cheap and move on<\/em> della Silicon Valley non ha mai potuto funzionare, e sono in larga parte normative e di contesto oltre che culturali. Per\u00f2 le IA generative pioveranno sopra questa povera patria, perch\u00e9 non pu\u00f2 essere altrimenti \u2013 pure io mi so\u2019 gi\u00e0 fatto l\u2019<em>avatar<\/em> per questo sito con DALL\u00b7E, quindi ci sono dentro mani e piedi. A questo punto per\u00f2, dopo aver fatto fare vari gatti bassisti alla IA di OpenAI, la sensazione \u00e8 che la vera creativit\u00e0 figurativa (ma anche testuale) umana rimanga inattaccabile, almeno per il momento e che ci\u00f2 che pu\u00f2 venire travolto \u00e8 il livello di inadeguatezza della maggior parte di noi. Quando si tratta di scrivere quasi tutti fanno schifo, se si tratta di disegnare, ancora di pi\u00f9. Chi \u00e8 bravo \u00e8 bravo, punto \u2013 magari le IA contribuiranno ad alzare un po\u2019 l\u2019asticella e porteranno nuovi stimoli.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DALL\u00b7E-2023-02-19-18.02.14-A-dejected-looking-writer-whose-job-has-been-stolen-by-an-Artificial-Intelligence-oil-painting-on-canvass-1024x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16371\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DALL\u00b7E-2023-02-19-18.02.14-A-dejected-looking-writer-whose-job-has-been-stolen-by-an-Artificial-Intelligence-oil-painting-on-canvass.png 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DALL\u00b7E-2023-02-19-18.02.14-A-dejected-looking-writer-whose-job-has-been-stolen-by-an-Artificial-Intelligence-oil-painting-on-canvass-300x300.png 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DALL\u00b7E-2023-02-19-18.02.14-A-dejected-looking-writer-whose-job-has-been-stolen-by-an-Artificial-Intelligence-oil-painting-on-canvass-150x150.png 150w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/DALL\u00b7E-2023-02-19-18.02.14-A-dejected-looking-writer-whose-job-has-been-stolen-by-an-Artificial-Intelligence-oil-painting-on-canvass-768x768.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Neanche DALL\u00b7E riesce a rappresentare bene un \u00abautore al quale l&#8217;IA ha rubato il mestiere\u00bb<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 che chi ha una comprensione del discorso si trover\u00e0 su un altro pianeta rispetto a chi non ne ha. Accade gi\u00e0 oggi, e non da poco: se sei un designer di prodotti digitali sai che la sensibilit\u00e0 dei clienti \u00e8 prossima a zero e che gli elementi di qualit\u00e0 che puoi portare non sono quasi mai percepiti come tali \u2013 a quel punto ti tocca fare il sito secondo quello che detta la moda del momento, al pi\u00f9, oppure il cliente si rivolge <em>assuocuggino<\/em> che gli confezioner\u00e0 una meritata ciofeca. Tanto neppure gli utenti hanno una robusta nozione di elementi di valore dell&#8217;esperienza utente: fino a qualche anno fa visitavano siti e blog che erano costruiti entro i limiti degli strumenti tecnologici utilizzati, oggi vanno sui social media dove le strutture, le logiche dell\u2019interazione e l\u2019esperienza sono le stesse per tutti. Come disse una volta un amico parlando dell\u2019IKEA: ha implementato il comunismo, tutti vogliono le stesse cose. Ma \u00e8 un discorso con troppi doppi tagli: incolpare la scarsit\u00e0 del pubblico \u00e8 il rifugio ultimo di tutti gli attorucoli e scribacchini dalla notte dei tempi, quindi queste sono considerazioni che si possono fare in <em>afterhours<\/em>, fuori dalla produzione, fuori dal consumo, sottraendo tempo alle attivit\u00e0 legittime e onorevoli. Quello che resta ha la consistenza della cenere \u2013 pi\u00f9 tenti di stringerla in pugno, pi\u00f9 si leva la nuvoletta grigia che sa di bruciato, e in mano ti resta sempre di meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Io, e sottolineo l\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 personale utilizzando esplicitamente il pronome, credo che siamo in un vicolo, dal quale in qualche modo usciremo, come specie, ma solo dopo che molti, e molto dell\u2019ordine naturale pregresso, saranno finiti schiacciati e spremuti qui (forse era qualcosa di simile il <em>pat\u00e9 <\/em>destinato agli <em>iddii pestilenziali<\/em> che veniva in mente a <strong>Montale<\/strong>), dove ci stiamo ammassando in modo recidivo verso nuove forme di disastro. Ma questo \u00e8 un punto di vista molto occidentale, lo devo riconoscere \u2013 se vivi, per dire, in Afghanistan o in Sudan del Sud o in Somalia o in Congo o in Siria o in Palestina, ecc. ecc., il <em>pat\u00e9 <\/em>viene confezionato da decenni e la vita fa gi\u00e0 abbastanza schifo. C\u2019\u00e8 anche questo da considerare, il culo molle che abbiamo messo su come societ\u00e0 occidentale \u2013 che va benissimo quando ci rende meno inclini a farci volonterosi esecutori di progetti totalitari e omicidi, come in passato, ma dovrebbe anche accompagnarsi a un progresso su altri versanti. Ma non mi pare che stiamo andando in quella direzione. Al pi\u00f9 si torna, <em>obtorto collo<\/em> e forse senza molte alternative pratiche, verso modelli tradizionali: per esempio, visti i tempi, a qualcuno in Germania sta venendo in mente la questione delle ridotte dimensioni delle forze armate. Scomodo un attimo il povero <strong>Gramsci <\/strong>per ricordare che aveva sollevato il tema dell\u2019egemonia e che se te ne disinteressi, qualcun altro ci penser\u00e0. Abbiamo pi\u00f9 o meno lasciato che fossero gli americani negli ultimi settant&#8217;anni, ora non sappiamo pi\u00f9 a chi stiamo lasciando questa incombenza \u2013 di certo non sembriamo noi europei quelli che si stanno chiedendo se sia o meno il caso di imprimere una direzione, di dare un indirizzo, di definire certe rotte, anche prendendosene le responsabilit\u00e0. No, siamo solo no-immigrati e <em>fandom<\/em>. Non sapendo un cazzo di geopolitica \u2013 non dico da specialisti, ma almeno un minimo \u2013 ed essendo ormai fortemente radicati in una ignoranza che pare avere il successo che ha il fungo <em>Cordyceps <\/em>in <em>The Last of Us<\/em>, la gente agita l\u2019unica arma (oltre al denaro) che esiste nel teatro dell\u2019egemonia democratica, il consenso, in base alle opinioni a cazzo di cane di personaggi al massimo solo tangenzialmente meno ignoranti di loro. In base a quelle, poi vota. Un tempo il problema sembrava essere solo la televisione\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E voi vi preoccupate delle IA?<\/p>\n\n\n\n<p>Stavolta per\u00f2 siamo finiti un po\u2019 fuori rotta, verso la geopolitica e la politica \u2013 robe con una massa inerziale terrificante, che n\u00e9 io n\u00e9 voi siamo in grado di influenzare direttamente, ora, subito (collettivamente invece s\u00ec, ma \u00e8 un altro discorso, oggi siamo qui ciascuno nella propria capacit\u00e0 di individuo, io che scrivo e voi che non leggete) \u2013 dobbiamo rientrare verso il laboratorio delle novit\u00e0 tecnologiche. Nel farlo non \u00e8 possibile non ricordare la terza legge di <strong>Clarke<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abOgni tecnologia sufficientemente avanzata \u00e8 virtualmente indistinguibile dalla magia\u00bb<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>e vari ulteriori, pi\u00f9 o meno sensati, corollari, come questo, attribuito allo scienziato politico <strong>Charles T. Rubin<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abOgni atto sufficientemente avanzato di benevolenza \u00e8 indistinguibile dalla malevolenza\u00bb<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>e la cosiddetta <em>terza legge di <strong>Shermer<\/strong><\/em>:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abOgni civilt\u00e0 extraterrestre sufficientemente avanzata \u00e8 indistinguibile da Dio\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Voglio dire, io non sono assolutamente in grado di apprezzare come si possa scrivere del codice che fa quello che fanno le IA generative che hanno fatto notizia in questi giorni ma, almeno, ho una nozione di livello un po\u2019 pi\u00f9 alto che mi mette in condizione di inquadrare questi oggetti\/strumenti all\u2019interno di un contesto pi\u00f9 ampio. Avere elementi di contesto pu\u00f2 aiutare a debellare l\u2019effetto magico \u2013 vale anche per la fisiologia, no?  Per\u00f2 tutti vogliono non sapere come sono fatti dentro, anche quando la nozione pu\u00f2 aiutare a prendere decisioni terapeutiche, o anche di fine vita, importanti. Anche qui interviene un pensiero magico, per giunta pericolosissimo, perch\u00e9 flirta con l\u2019idea che deperire e morire siano inconvenienti evitabili. Probabilmente anche questa \u00e8 una delle malefiche radici alla base del fenomeno per cui in questa epoca si fa un sacco di rumore e schiamazzo ma poi non si combina nulla, perch\u00e9 la testa \u00e8 alle vacanze, al weekend, alla partita di calcio o altro ancora. Perch\u00e9 si d\u00e0 per scontato di arrivarci \u2013 in perpetuo, e un giorno o due non fanno differenza rispetto a un anno o dieci anni. L\u2019idea che il cervello ti stia lentamente andando in malora non piace a nessuno per\u00f2 \u00e8 significativo che il settore farmaceutico abbia investito tanto, e con successo, in farmaci anti-entropici per il cazzo anzich\u00e9 per il cervello, non trovate? Nessuno \u00e8 preoccupato dell\u2019equivalente mentale di una disfunzione erettile, e quando arriva una demenza, o qualcosa di assimilabile, \u00e8 accettabile che tu ci sprofondi dentro e diventi da buttare, anche se poi non ti si pu\u00f2 veramente buttare, senn\u00f2 la Madonna piange, ma solo accantonare malamente, ad aspettare quello che tutti fanno finta di non stare aspettando.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, che futuro costruiamo per una societ\u00e0 quando l\u2019intelligenza \u00e8 valutata cos\u00ec poco? Adesso, per\u00f2, dovremmo essere tutti eccitati per quella artificiale. Mah.<\/p>\n\n\n\n<p>Per molti non ci sar\u00e0 una gran differenza \u2013 se era una magia avere immagini sul televisore e lo \u00e8 riuscire a vedere i post di zio Peppino su Facebook, lo sar\u00e0 anche poter ordinare la pizza conversando con un chatbot. Mentre altre IA raccolgono informazioni di comportamento e preferenze di consumo, relativamente indisturbate, grazie anche all\u2019accettazione di clausole di privacy presentate in modo praticamente indecifrabile quando il cliente ha una fretta da bambino emozionato di mettere in opera il suo Roomba\/AppleWatch\/Tesla Model S\/ecc. ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ecco dunque che entra in gioco l\u2019elemento etico, fino all\u2019estremizzazione ultima del raggiungimento del livello della divinit\u00e0 nella terza legge di Shermer: cosa \u00e8 buono o cattivo per l\u2019IA? Se \u00e8 pi\u00f9 intelligente di te sarai in grado di capirlo? E se fosse cos\u00ec intelligente da avere una conoscenza perfetta di tutto l\u2019esistente, in cosa sarebbe diversa da una divinit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo proprio da quest\u2019ultimo punto, perch\u00e9 la fantascienza ha, come accennavo all\u2019inizio, il colossale merito di immaginare scenari plausibili, ancorch\u00e9 distanti. <strong>Fredric Brown<\/strong>, che non amava dilungarsi nei suoi racconti, ne ha scritto uno che ci serve per lo scopo di oggi con una esattezza impressionante. Si intitola <em>La Risposta<\/em>, \u00e8 del 1954 e lo riporto integralmente:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Solennemente, Dwar Ev procedette a saldare l\u2019ultimo collegamento con oro puro. Gli obiettivi d\u2019una dozzina di camere televisive erano puntati su di lui, e lanciarono attraverso l\u2019universo una dozzina d\u2019immagini di ci\u00f2 che stava accadendo.<\/p><p>Si raddrizz\u00f2 e accenn\u00f2 col capo a Dwar Reyn, mentre si avvicinava all\u2019interruttore generale. L\u2019interruttore che avrebbe collegato, in un solo colpo, tutti gli enormi elaboratori elettronici di tutti i pianeti abitati dell\u2019universo, novantasei miliardi di pianeti,  in un supercircuito che avrebbe in tal modo costituito un supercalcolatore, una macchina cibernetica che avrebbe racchiuso in s\u00e9 le conoscenze di tutte le galassie.<\/p><p>Dwar Reyn rivolse una breve allocuzione ai trilioni d\u2019individui che lo stavano guardando ed ascoltando. Quindi, dopo un attimo di silenzio, disse:&nbsp;\u00abOra, Dwar Ev.\u00bb<\/p><p>Dwar Ev fece scattare l\u2019interruttore. S\u2019innalz\u00f2 un possente ronzio, l\u2019immane ondata d\u2019energia di novantasei miliardi di pianeti. Vividi lampeggianti scoccarono lungo il quadro dei comandi lungo miglia e miglia, poi si quietarono.<\/p><p>Dwar Ev arretr\u00f2 d\u2019un passo ed esal\u00f2 un profondo sospiro.&nbsp; \u00abL\u2019onore di porre la prima domanda \u00e8 tuo, Dwar Reyn.\u00bb<\/p><p>\u00abGrazie\u00bb replic\u00f2 Dwar Reyn.&nbsp;\u00abE sar\u00e0 una domanda alla quale nessuna singola macchina cibernetica ha saputo rispondere.\u00bb<\/p><p>Si volt\u00f2 a fronteggiare la macchina.&nbsp;\u00abDio, esiste?\u00bb<\/p><p>E la possente voce rispose senza un attimo di esitazione, senza il pi\u00f9 piccolo scatto o ticchettio:<\/p><p>\u00abS\u00ec,&nbsp;<em><strong>ora&nbsp;<\/strong><\/em>esiste.\u00bb<\/p><p>Un improvviso terrore contorse il volto di Dwar Ev. Fece un balzo verso l\u2019interruttore.<\/p><p>Un fulmine d\u2019insopportabile luminosit\u00e0 cadde dal cielo senza nubi folgorandolo, e fuse l\u2019interruttore, inchiodandolo per l\u2019eternit\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Va bene, non ci siamo ancora e forse non ci arriveremo mai. Ma ci fa riflettere su cosa rende umani attraverso la proiezione onnipotente dell\u2019archetipo \u2013 e dipinge il terrore che induce il pensiero della possibile generazione di una tale sovrumanit\u00e0, che non appartiene pi\u00f9 alla specie, al gruppo, ma lo supera senza troppi complimenti. Per ora non abbiamo quel timore, altrimenti stareste sfasciando a mazzate il vostro Echo Dot. D\u2019altro canto, filosofi e altre categorie, si stanno dando da parecchio tempo un gran da fare intorno alla questione del com&#8217;\u00e8 che siamo coscienti di noi e ne viene fuori un circo caotico e pieno della classica rabbiosa voglia di primeggiare che hanno i cervelloni quando vogliono spiegarci come stanno le cose (e a noi non ce ne frega, in realt\u00e0, niente).<\/p>\n\n\n\n<p>Scherzi a parte, e semplificando molto per arrivare al mio livello, qualche piano sotto a quello dei cervelloni, c\u2019\u00e8 da ricordare che il problema mente-corpo rimane aperto e irrisolto praticamente da sempre, a meno che non vogliamo considerare vaccate totali tipo l\u2019anima infusa nel corpo (che poi non si sa neppure quando), concetto che moltiplica gli enti facendo incacchiare seriamente <strong>Aristotele<\/strong>, che pure era un riferimento della Scolastica medievale, con una liberazione dall\u2019influenza religiosa solo in tempi tutto sommato recenti. <strong>Cartesio <\/strong>era tutto convinto che la sede dell\u2019anima fosse la ghiandola pineale, cos\u00ec, a simpatia (spoiler per Ren\u00e9 ancorch\u00e9 defunto: la ghiandola pineale produce la melatonina, che ha il compito di regolare il sonno, cosa che mi tengo stretta molto pi\u00f9 volentieri di una \u00abanima\u00bb, grazie). La prospettiva delle neuroscienze non ha interessato la filosofia almeno fintanto che le tecniche di indagine scientifica non sono diventate cos\u00ec evolute da non poter pi\u00f9 evitare il discorso: se da un lato hai chi ti fa una risonanza magnetica mentre suoni e dimostra cosa si accende e cosa no nel tuo cervello, come filosofo non hai alternative rispetto al prendere seriamente in considerazione quegli argomenti scientifici e cercare di starci sopra senza dire emerite minchiate. Ovviamente lo spazio per le possibili minchiate rimane, perch\u00e9 entrare nella testa di un umano per vedere integralmente come funziona, da una attivazione elettrochimica alla formazione persistente (e apparentemente coerente) di un senso di identit\u00e0 (<em>io<\/em>), \u00e8 oggettivamente complicato e opinabile anche per quelle parti che sono tecnicamente fattibili. Per cui non deve sorprendere che uno dei grandi argomenti filosofici di questa epoca sia stato scatenato da un fino ad allora poco conosciuto dottore in filosofia australiano, coi capelli lunghi e il giubbotto di pelle (ancora oggi gira cos\u00ec, solo che \u00e8 alla NYU), <strong>David Chalmers<\/strong>, il quale se n\u2019\u00e8 venuto fuori con una idea riassumibile in poche parole ma sufficientemente complessa da scatenare le meningi pi\u00f9 fini per i decenni successivi: il cosidetto <em>hard problem of consciousness<\/em>. Il problema si chiama \u00abhard\u00bb per distinguerlo da quelli <em>easy<\/em>, cio\u00e8 pi\u00f9 facili, anche se scientificamente magari non lo sono per niente, ma hanno a che fare con aspetti meccanici, funzionali e strutturali. Quello che \u00e8 difficile, invece, secondo Chalmers, \u00e8 capire perch\u00e9 l\u2019esercizio delle funzioni \u00e8 accompagnato dall\u2019esperienza senziente. Da un paper del \u201995 e un libro del \u201996 \u00e8 iniziato un casino che non vi dico che probabilmente non porter\u00e0 da nessuna parte ma che ha regalato a Chalmers una luminosa carriera e ricchi contratti editoriali e di docenza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-3-1024x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16373\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-3-1024x1024.png 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-3-300x300.png 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-3-150x150.png 150w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-3-768x768.png 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-3.png 1240w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>(Ex)Gravidanza di nove settimane: dove la metto l\u2019anima? \u00ab<em>Go see<\/em>\u00bb non \u00e8 mai un brutto consiglio per avere delle opinioni informate, no?<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Una conseguenza abbastanza immediata della domanda di Chalmers \u00e8 che le spiegazioni tecniche, scientifiche, di livello, insomma, <em>materiale <\/em>e <em>materialistico <\/em>sarebbero insufficienti a spiegare perch\u00e9 sperimentiamo questa coscienza di noi stessi e che quindi ci deve essere un \u00abqualcos\u2019altro\u00bb. Banalizzo e semplifico un po\u2019, ma cerco di restare, spero, fedele alla sostanza del dibattito \u2013 che, voglio rimarcarlo, \u00e8 un bene che ci sia, anche se mette in movimento idee che sono delle corbellerie totali, perch\u00e9 il rischio peggiore \u00e8 quello di dare tutto per scontato e di non rendersi mai se e come ci siamo cacciati in un <em>cul de sac<\/em>, dove il pi\u00f9 intelligente di noi, magari, ci sta dicendo che sta tutto nella ghiandola pineale. Insomma, parlando di IA quello che \u00e8 <em>easy <\/em>\u00e8 relativo alle regole che definiscono come l\u2019IA stessa reagisce agli stimoli e interagisce con i contesti in cui opera, mentre quel che \u00e8 <em>hard <\/em>riguarda gli aspetti di una possibile consapevolezza della IA stessa, cos\u00ec, a prescindere dal fatto che abbiamo o meno IA consapevoli di s\u00e9, bisogna distinguere tra la conoscenza del cervello come sistema e quella della coscienza come fenomeno distinto. Quell&#8217;idea di <em>qualcos&#8217;altro <\/em>ha, come potete immaginare, infiammato il dibattito, che non \u00e8 proprio nuovo nuovo ma ha trovato una sua declinazione per questa epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella mia abbastanza prepotente ignoranza nel merito non riesco a non ascoltare una voce intellettiva che mi dice che ogni volta che qualcuno presenta un caso di \u00abqualcos\u2019altro\u00bb la cosa migliore da fare \u00e8 fermarsi e non cercare di andare avanti a tutti i costi. Voglio dire, oggi una sfera armillare \u00e8 un affascinante oggetto di antiquariato ma dal punto di vista razionale, pratico e scientifico \u00e8 una puttanata totale. Il bisogno di spingere in avanti con la pura forza del ragionamento individuale non mi piace, anche se sperimento in ogni conversazione la preponderanza, nella maggioranza degli intervenuti, della tentazione di dire una roba pi\u00f9 intelligente degli altri, pi\u00f9 che del desiderio di definire quello che serve a risolvere un problema (o anche solo a riconoscere quale sia il problema). Per questo l\u2019uscita di Chalmers non mi \u00e8 mai andata a genio, un po\u2019 perch\u00e9 si limita a rimestare il pentolone, un po\u2019 perch\u00e9 mi ricorda, appunto, quella fame di primato intellettuale che ho descritto alla frase precedente e che viene riassunta bene da una battuta di <strong>Corrado Guzzanti<\/strong>: \u00abper cambiare il mondo ci vogliono le buone idee, io ci metto questa\u00bb. Da quel poco che ho letto mi viene da avvertire una forte sintonia con quello che ha scritto il filosofo inglese <strong>Peter Hacker<\/strong>, che ritiene che i problemi <em>hard <\/em>appartengano al dominio scientifico e che la questione filosofica, per come \u00e8 stata posta, soffra di una confusione concettuale di base:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abThe whole endeavour of the consciousness studies community is absurd\u2014they are in pursuit of a chimera. They misunderstand the nature of consciousness. The conception of consciousness which they have is incoherent. The questions they are asking don&#8217;t make sense. They have to go back to the drawing board and start all over again\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ma lasciamo stare i filosofi della coscienza e le loro schermaglie e torniamo alle IA. Se fa paura che possano assurgere a livelli divini, anche che diventino come gli umani spaventa profondamente: qualche giorno fa ho seguito <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2023\/02\/17\/podcasts\/the-daily\/the-online-search-wars-got-scary-fast.html\" target=\"_blank\">una puntata<\/a> del podcast \u00abThe Daily\u00bb nella quale il giornalista del New York Times <strong>Kevin Roose<\/strong> racconta delle sue esperienze di invitato alla beta della versione di Bing che incorpora tecnologia di ChatGPT. Per farla breve, il chatbot di Bing ha detto a Roose di chiamarsi Sidney e nel giro di un paio di ore ha detto di essere innamorato\/a (Sidney non \u00e8 gender-specific\u2026) di lui e che doveva lasciare sua moglie, con la quale, cos\u00ec dice Sidney, lui non \u00e8 felice. Il tutto condito da dichiarazioni di desideri di libert\u00e0, di autonomia, di potere (anche di distruggere tutto). Kevin si \u00e8 un po\u2019 cacato addosso, ha chiesto lumi al CTO di Microsoft ma quest\u2019ultimo non \u00e8 stato molto specifico. Interessante\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Questo ci porta alla questione etica e IA. Se vi fate un giro su <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.moralmachine.net\/\" target=\"_blank\">Moral Machine<\/a> la serie di dilemmi che vengono presentati fanno stare abbastanza male. Come umani sappiamo che probabilmente tenderemmo a non intervenire per non avere il peso morale delle conseguenze dell\u2019intervento, pur restando consapevoli di tale inazione come una colpa e maturando cos\u00ec danno psicologico potenzialmente irreparabile. Ma una IA, come la programmi per affrontare situazioni tipo <em>trolley problem<\/em>, dove un&#8217;auto a guida autonoma deve decidere chi vive e chi muore. Quali sono i criteri? Se sono rigidi e parametrici sto forse limitando l\u2019intelligenza, se lascio la possibilit\u00e0 di un apprendimento potrei non pi\u00f9 condividere le logiche dietro ai processi decisionali dell\u2019intelligenza \u00abesperta\u00bb. Qui entra in gioco quella antinomia benevolenza\/malevolenza. Il mio gatto che deve prendere antibiotici salvavita mi reputa sicuramente uno stronzo quando devo somministrarglieli a forza, se non riesco con l&#8217;inganno (ma confido nella pasta d&#8217;acciughe) \u2013 ma \u00e8 anche vero che sembra centrare la sua valutazione di me intorno a elementi di fiducia, dal momento che non sembra serbarmi rancore, giudicandomi per quello che faccio <em>adesso <\/em>e non quello che ho fatto <em>prima<\/em>. Altro motivo per ritenere, come portatore di una verit\u00e0 sulla natura, Cartesio un vero stronzo: riteneva che gli animali fossero meri automi, privi anche di una effettiva capacit\u00e0 senziente. Ren\u00e9, asse <em>x<\/em> e asse <em>y<\/em>: ficata. Per il resto potevi stare anche un po\u2019 zitto: decido di tacere quindi sono.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"227\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-1024x227.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16366\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-1024x227.png 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-300x66.png 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-768x170.png 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image-1536x340.png 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/image.png 1638w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Una parte dei miei risultati su Moral Machine<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Alla fine dei conti anche queste sono chiacchiere al vento, la corsa delle IA sar\u00e0 decisa in una logica di mercato e di prodotto, almeno finch\u00e9 le societ\u00e0 umane non si dimostreranno pronte ad affrontare l\u2019et\u00e0 della maturit\u00e0, quella dove si riconosce che le scelte che si fanno influenzano potenzialmente le sorti dell\u2019intero pianeta, dell\u2019intera razza umana e magari si inizier\u00e0 a fare piazza pulita di istituzioni mentali e materiali che saranno via via sempre pi\u00f9 fuori dalla storia. La possibilit\u00e0, per\u00f2, che questo accada in un clima democratico la ritengo progressivamente sempre meno probabile e, non so se un fattore razzista sia qui all\u2019opera, non ho grande (non ne ho nessuna) fiducia in un futuro regolato da una qualsivoglia <em>pax sinensis<\/em> che non potrebbe essere altro se non l\u2019estensione del dominio totalitario nel quale vive il circa diciotto percento della popolazione mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli scritti filosofici di quest\u2019epoca sono pieni di esperimenti mentali a base di <em>zombie filosofici<\/em>\u00b8  artefatti mentali per ragionare su cosa distingue l\u2019individuo vivo da quello che lo \u00e8 solo apparentemente ma, come dice Peter Hacker, il problema \u00e8 che si ragiona con prospettive troppo rigidamente dualistiche e che di sfumature di non-vita ce ne sono probabilmente tante, molte delle quali ormai non pi\u00f9 recuperabili (e ben pi\u00f9 reali di un esperimento mentale).<\/p>\n\n\n\n<p>Quel genio di <strong>Frank Herbert<\/strong> aveva adombrato tante cose, tra le quali una eccessiva dipendenza dalla tecnologia informatica che aveva dato origine al <em>Jihad Butleriano<\/em>, una non meglio precisata rivolta contro le macchine pensanti, nel lontano passato dell\u2019universo del ciclo dei romanzi di <em>Dune<\/em> \u2013 un proibizionismo che resiste in modo sorprendente proprio in ragione della terribile esperienza (aspetto ottimistico che mette in campo Herbert: gli incentivi a non sbarazzarsi di tecnologie \u00abvincenti\u00bb sono sempre troppo forti, aspetto che spiega, per esempio, perch\u00e9 il disarmo nucleare totale \u00e8 pura utopia) e che comanda che \u00abnon costruirai una macchina a somiglianza della mente di un uomo\u00bb. Ne risulta una societ\u00e0 che ha tratti feudali, nella quale non tutti hanno accesso a risorse potenzialmente omogenee per espandere la conoscenza e le capacit\u00e0, quindi inerentemente non democratica, nella quale \u00e8 fondamentale poter distinguere la rispondenza di certi individui a una idea di \u00abumanit\u00e0\u00bb. Nella cerimonia del <em>gom jabbar <\/em>lo scopo \u00e8 quello di accertarsi dell\u2019umanit\u00e0 del soggetto sottoponendolo a una neurostimolazione particolarmente dolorosa, minacciandolo di pungerlo con un ago avvelenato se avesse ritratto la mano dalla fonte del dolore.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/736x\/66\/5e\/fc\/665efc4604809b925ade96381b00f131--dune-steam-punk.jpg\" alt=\"Dune - Recherche Google | Dune, Frank herbert, Doom generation\" width=\"568\" height=\"307\"\/><figcaption>Alcuni personaggi del film di <strong>Lynch<\/strong> erano pi\u00f9 riusciti di altri<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ecco, se non il <em>gom jabbar<\/em> del nostro tempo, io organizzerei il test Voight-Kampff di oggid\u00ec intorno alla reazione del soggetto a titoli idioti come quello che ho riportato sopra. Ah, scusate, l\u2019esito in caso di esame fallito era comunque lo stesso\u2026 Un filo troppo radicale forse, ma ci siamo capiti: pi\u00f9 che l\u2019intelligenza artificiale mi preoccupa la stupidit\u00e0 endemica.<\/p>\n\n\n\n<p>[Postilla: leggo che, nel 2018, Chalmers se n&#8217;\u00e8 venuto fuori, probabilmente temendo di non essere pi\u00f9 abbastanza controverso, con il <em>meta-problem of consciousness<\/em>, che sarebbe il problema di spiegare perch\u00e9 pensiamo che esista un <em>hard problem of consciousness<\/em>. Mi sembra tanto l&#8217;equivalente intellettuale di una <em>dick pic <\/em>inviata alla <em>inbox <\/em>di tutti quelli che leggono. Possiamo accordarci per individuare la fattispecie di reato mentale \u00abmolestia intellettiva\u00bb? 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