{"id":17632,"date":"2023-05-24T08:00:00","date_gmt":"2023-05-24T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=17632"},"modified":"2023-05-24T10:00:49","modified_gmt":"2023-05-24T08:00:49","slug":"il-protocollo-freyja","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2023\/05\/24\/il-protocollo-freyja\/","title":{"rendered":"Il protocollo Freyja"},"content":{"rendered":"\n<p>Per puro caso il pezzo numero quarantaquattro di questa rubrica si trova a dover trattare di gatti. Posto che la storica canzoncina dello Zecchino d\u2019Oro del \u201968 non ci dice niente di utile (o vero) sui gatti (col cavolo che marciano in quadrato) e che la predecessora (raro, ma si pu\u00f2 usare dice il dizionario Treccani) <em>Maramao Perch\u00e9 sei Morto? <\/em>usava i gatti solo come coro funebre e anche un po\u2019 indifferente, una cosa che non si pu\u00f2 non rilevare \u00e8 quanto ampio sia il divario tra il livello di incorporazione di queste bestiole nel vissuto quotidiano e la qualit\u00e0 della nostra conoscenza in materia di personalit\u00e0, abitudini e bisogni delle medesime. Un vero baratro di luoghi comuni, approssimazioni becere e occasioni perdute.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho avuto modo di rileggere, in preparazione a questo pezzo, il libro di <strong>John Bradshaw<\/strong> <em>Cat Sense<\/em>, uscito nel 2013, al quale vi rimando per una esposizione competente di una serie di argomenti. Per\u00f2 so\u2019 quasi trecento pagine e quindi qui ve la cavate in molto meno tempo, anche se la fonte \u00e8 assai meno autorevole \u2013 e ricevete anche una serie di spunti del tipo <em>date retta a zio,<\/em> che non viene dalla montagna <em>der sapone<\/em> (anche se il luogo storico che ispira la locuzione romanesca non \u00e8 lontano da qui \u2013 ma non ci viene, al limite ci \u00e8 arrivato, alla montagna der sapone, in uno dei suoi troppi e ormai classici percorsi <em>\u00e0 contre-courant<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>I gatti sembrano aver conquistato Internet e, come argomento, essersi posizionati secondi dietro il porno in termini di preferenze del pubblico. L\u2019accostamento tra i due temi \u00e8 sicuramente incidentale ma credo che possiamo accomunarli proprio per un aspetto: la mancanza acuta e cronica allo stesso tempo, di realismo e l\u2019allineamento estremamente rigido con stereotipi inflessibili. I \u00abgattini carini\u00bb del tema di questo mese sono, a volte, proprio questo, una generalizzazione banalizzante e una presa di distanza dalla realt\u00e0 effettiva e tangibile dell\u2019oggetto vivente (quindi un soggetto) del quale stiamo trattando. Hello Kitty ne \u00e8 un esempio, per intenderci e per usarne uno <em>ante litteram <\/em>rispetto all\u2019era del web.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora partiamo a sfalciare un po\u2019 di sciocchezze o vere e proprie falsit\u00e0 sui gatti, grazie anche a ormai quasi venticinque anni di esperienza di vita in comune, mettendo insieme, all\u2019impronta, una piccola guida alla convivenza felina da bassisti da salotto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Ho trovato un gatto\/gattino e gli ho dato del latte<\/em>\u00bb. La via dell\u2019inferno \u00e8 pavimentata coi sanpietrini delle buone intenzioni e tu sei un coglione benintenzionato. I gatti, anche se in misura variabile, non digeriscono bene il latte (adorano la panna e il burro e la componente grassa dei latticini in generale), al punto da poter avere reazioni avverse come la diarrea, evenienza che pu\u00f2 rivelarsi fatale per un gatto magari malnutrito e deidratato che state pensando di soccorrere. I cartoni animati Looney Tunes con le ciotole di latte servite al gatto sono solo una delle tante minchiate sparse in giro dagli ammeregani nell\u2019ultimo secolo. Non fate niente del genere. Anzi, in prima battuta non fate niente: a volte i cuccioli di gatti forastici o randagi vagano un po\u2019 mentre la madre \u00e8 a caccia. Prima di decidere di stare \u00absalvando\u00bb un gattino bisogna aspettare. Eccezioni: non so, lo dice il buon senso \u2013 mettiamo che siamo sulla scarpata di una tangenziale o in un posto dove qualche fava lascia il cane libero. A quel punto vi accollate il piccoletto e iniziate a fare solo cose ragionevoli, tra le quali: cercare di capire l\u2019et\u00e0 (da questo dipende anche una stima sullo stato di svezzamento e sulla capacit\u00e0 di termoregolazione dell\u2019animale) e lo stato generale di salute. Occhietti appiccosi e crostosi, muco nasale, scarsa reattivit\u00e0 o addirittura letargia sono indicazioni non evitabili per passare direttamente dal veterinario prima di tornare a casa. Se non avete esperienza, studiate, e trovatevi fonti affidabili per farlo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Tom.jpg\" alt=\"The Milky Waif (Short 1946) - IMDb\" class=\"wp-image-17707\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Tom.jpg 640w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Tom-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption>No.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Non mi vuole bene<\/em>\u00bb. Potreste volere un cane, con incluso il rapporto affettivo che immaginate possa esserci (con un cane). Con un gatto non funziona allo stesso modo, prima ci fate pace e prima vi ricavate l\u2019opportunit\u00e0 di dare avvio a una esperienza diversa e un po\u2019 inattesa. Con i gatti non tutti i momenti sono buoni per effusioni e scambi di apprezzamenti. Se non \u00e8 il momento, non \u00e8 il momento, punto. Il gatto, per quanto la visione moderna, figlia di una temperie vittoriana col palo nel culo, lo associ alla dimensione femminile, materna, domestica e focolaresca, contrapponendolo al cane (ma non quelli da divano, tipo i Cavalier King Charles o i maltesi o i barboncini) compagno fedele del maschio, cacciatore in primo luogo ma anche guardiano e pastore, appunto non \u00e8 in alcun modo associato ad alcun criterio di utilit\u00e0, a parte quello storicamente noto e probabilmente fondamentale per la sua auto-domesticazione di cacciatore di topi e ratti. Ma queste corrispondenze di genere non sono state mai particolarmente specifiche, quanto, piuttosto, dettate dalla logistica del vivere familiare. A casa ci stava la donna, quindi \u00e8 logico che sia anche la referente del gatto. Se aggiungiamo che, almeno per quanto possiamo vedere da un punto di vista etologico, le societ\u00e0 feline si organizzano secondo modelli matriarcali, l\u2019associazione veniva ancora pi\u00f9 facile. E per\u00f2, cos\u00ec come la societ\u00e0 umana dava per scontata la donna, in questa scontatezza ci finiva, con tutte e quattro le zampe, anche il gatto. Per\u00f2 nel medioevo cristiano andava molto peggio, quindi vediamolo come un percorso di progresso, va\u2019. Comunque, tornando al tema dell\u2019affettivit\u00e0: a un gatto non dici \u00abvieni qui\u00bb per mettere alla prova quel mix di lealt\u00e0 un po\u2019 servile e amore incondizionato che ti aspetti da un cane. Cio\u00e8, glielo puoi anche dire, ma quello che ottieni non \u00e8 detto che sia la testimonianza perfettamente decifrabile di qualcosa. Insomma, se non sei pronto ad affrontare un certo livello di imponderabilit\u00e0 e, soprattutto, ad accettare una cosa molto semplice, cio\u00e8 di dover aspettare, il rapporto non fa per te. Hai bisogno di prevedibilit\u00e0, di garanzia totale. Prenditi un golden retriever che ti render\u00e0 felice ma non sarei sempre necessariamente sicuro di un tale automatismo con i canidi. Anche tra di loro ci sono caratteri e personalit\u00e0 pi\u00f9 \u00abfelini\u00bb e quindi non \u00e8 detto. Col gatto devi capire quando \u00e8 un buon momento e per cosa, soprattutto. Inoltre, l\u2019espressione dell\u2019affettivit\u00e0 cambia in modo rilevantissimo non solo da individuo a individuo ma anche con l\u2019et\u00e0 e l\u2019esperienza del gatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Facendo qualche ulteriore precisazione sull\u2019emotivit\u00e0 e sull\u2019espressione dei sentimenti: ci sono molti segnali apparentemente flebili che invece hanno una importanza capitale nello scambio di informazioni con il gatto. Esempio: lo <em>slow blink<\/em>, una strizzatina di occhi, completa ed eseguita lentamente, dovrebbe rappresentare la comunicazione di un compiacimento profondo e di un senso di sicurezza che gli stai infondendo. D\u2019altro canto un gatto \u00e8 un predatore s\u00ec, ma intermedio, lui stesso rischia di essere preda ed \u00e8, costitutivamente, un fascio di nervi, sempre sul chi vive. Lo <em>slow blink <\/em>\u00e8 quindi un momento di relax che si prende per dirti che \u00e8 contento e, chiss\u00e0, la cosa potrebbe anche avere a che fare con te.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"415\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SlowBlink.jpg\" alt=\"Study Confirms 'Slow Blinks' Really Do Work to Communicate With Your Cat :  ScienceAlert\" class=\"wp-image-17708\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SlowBlink.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SlowBlink-300x122.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SlowBlink-768x311.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Se gli fai lo <em>slow blink<\/em>, potrebbe rifartelo. <em>Life goals<\/em>!<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E ancora, scapocciamenti e strofinamenti, talvolta eseguiti in modalit\u00e0 rampante e quei morsi accennati ma neanche poco, sono tutte manifestazioni affettuose, anche se spesso sono legate al cibo e quindi viene facile formulare il prossimo luogo comune.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Mi vuole bene<\/em>\u00bb. Spesso \u00e8 l\u2019umano a deciderlo, non che non sia vero, ma l\u2019umano lo intende secondo il suo schema culturale e non \u00e8 detto che sia la chiave interpretativa pi\u00f9 fedele. Lasciare spazio al dubbio \u00e8 il modo migliore per cercare di avvicinarsi. Personalmente mi comporto come farei con una razza aliena senziente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Sono solo interessati al cibo<\/em>\u00bb. Qui intervengono tanti aspetti distorsivi, quasi razzisti. Tutti gli animali sono <em>food-motivated<\/em>, lo siamo anche noi, solo che non ce ne rendiamo conto e trasferiamo quel tipo di istanza su altri livelli di bisogno (facendo cos\u00ec anche dei casini inenarrabili). Il cane lo \u00e8 ma nessuno dice \u00absta con me solo per il cibo\u00bb. Sar\u00e0 che lo porti al guinzaglio, sar\u00e0 che quello ti ricorda in continuazione la sua dipendenza (anche se a volte non lo fa, ma non te ne rendi conto, e il capobranco diventa lui), ma ai cani non si ascrive mai questa fredda grettezza. L\u2019argomento quindi \u00e8 del tutto privo di sostanza e se la smettete di fare i fighi e gli date da mangiare, facendo attenzione alle dosi perch\u00e9, anche se spesso va cos\u00ec, non tutti i gatti sono bravi a limitarsi nelle quantit\u00e0 di cibo che assumono, a quel punto ci sar\u00e0 tempo e spazio per sperimentare il resto delle vostre relazioni. Se li frequentate solo per dare loro da mangiare sar\u00e0 evidente che il tema che vi lega parr\u00e0 essere solo il cibo. Non ci vuole Kant per farsi una teoria di base sull\u2019argomento. Il cibo \u00e8 una questione scottante ma i gatti sono parecchio meglio degli umani: se il cibo \u00e8 sufficiente e non si sentono minacciati da possibili penurie, non si fanno problemi ad accogliere nuovi arrivati. Come dice mia moglie: provate voi a vedervi mettere in casa uno che non conoscete, del quale vi dicono \u00abquesto \u00e8 tuo fratello, amatevi\u00bb, senza preoccuparvi che possa togliervi spazio e risorse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Sono indipendenti<\/em>\u00bb. E allora? Come se fosse un problema. Proviamo a falsificare l\u2019affermazione: sono dipendenti. Si ritorna al paradigma presunto del cane: se dipendi da me ti controllo e non ti vivo come un pericolo, se invece mi dimostri che non passi tutto il tempo a dipendere da me ti prendo in antipatia. Personalmente non uso cartine di tornasole troppe grezze per farmi un\u2019idea delle persone ma se dovessi usarne una, penso ricorrerei a questa: quando qualcuno mi dice che non apprezza l\u2019indipendenza dei gatti, metto la freccia e svolto su un\u2019altra strada perch\u00e9 sento puzza di ansia di controllo. Naturalmente il test non \u00e8 immediatamente valido in direzione opposta: se mi dici che apprezzi l\u2019indipendenza dei gatti non mi stai dicendo niente di significativo. Anzi, forse mi preoccupo anche in quel caso. L\u2019indipendenza felina \u00e8 un concetto abborracciato, semplicistico. Non \u00e8 semplice da dimostrare (non lo dico solo io) ma concetti di attaccamento e di ansia da separazione sembrano essere ben presenti anche nei gatti. Nella mia esperienza posso solo notare come, quando siamo fuori, \u00e8 facile che troviamo almeno uno dei gatti ad attenderci in salotto. Dopo un po\u2019 compaiono anche gli altri e, non necessariamente dopo un pasto, subito dopo ripartono verso altre occupazioni. Come se fossero un po\u2019 preoccupati quando non ci siamo e si tranquillizzassero nel rivederci, solo senza sottolinearlo troppo. In ogni caso, gli piace passare buona parte del tempo per conto loro a fare quello che gli piace (spesso: dormire sodo in un dato posto, variabile a seconda dei mesi o anni o stagioni o chiss\u00e0 cos\u2019altro). Esattamente quello che fareste anche voi, se solo aveste il coraggio di vivere meno impastoiati nelle maglie della rete di responsabilit\u00e0 che forse, almeno in parte, non volevate prendervi. E vi tenete in casa questi piccoletti denigrandone lo schietto esercizio di libert\u00e0 quotidiana, dipingendoli come approfittatori. Certo, le capacit\u00e0 manipolatorie non gli mancano ma si tratta anche di saper tenere una posizione (tipo: ti ho gi\u00e0 dato da mangiare, se ne riparla pi\u00f9 tardi) o, in ultima analisi, di accettare un male minore (il gatto ti fa a fette il divano e non c\u2019\u00e8 modo di farlo smettere). Ah, dimenticavo: indipendenza, qualsiasi sia l\u2019accezione che volete dare al termine, non corrisponde a solitudine, i gatti stanno quasi sempre meglio in coppia, specie se possono crescere tra fratelli o pi\u00f9 o meno coetanei. Gatti anziani, soprattutto femmine, sono meno inclini ad apprezzare convivenze feline ma non \u00e8 una regola e dipende anche e soprattutto dal livello di socializzazione (con umani e cospefici) e dalla relativa educazione sentimentale che hanno maturato.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20221230_215216-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17716\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20221230_215216-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20221230_215216-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20221230_215216-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20221230_215216-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG_20221230_215216-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption>A volte, magari dopo anni, li trovi cos\u00ec.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con i gatti, con il rapporto che abbiamo maturato nella societ\u00e0 occidentale contemporanea, realizziamo uno scenario che somiglia a quello che invece evitiamo accuratamente di concretizzare nel consesso della societ\u00e0 umana: concentrarci sul valore della vita qui e adesso, via dalla specie, via dalla progenie, via dal futuro, riconoscendo in modo aperto chi e cosa vogliamo e chi e cosa non vogliamo. Certo, noi forziamo sui nostri amici felini questo modello, anche per buone ragioni pratiche (la prolificit\u00e0 delle gatte \u00e8 portentosa, perfetta per difendere la specie, per\u00f2 a prezzo di tanti morti infanti e giovani), ma, alla fine dei conti, con la sterilizzazione, la liberazione dall\u2019obbligo del lavoro (la caccia) e della sofferenza (eutanasia), il quadro d\u2019insieme che abilitiamo pu\u00f2 essere ragionevolmente (o anche no, chissenefrega) a confronto con i dettami che sembrano guidare il nostro esistere. E hai voglia a provare ad argomentare, ma non \u00e8 che il caso per la difesa della specie (o della \u00abvita\u00bb) appaia cos\u00ec robusto rispetto al valore prospettico di una buona vita per l\u2019individuo che sei e per gli individui che frequenti o che, ancora pi\u00f9 eclatante, l\u2019idea di una vita ulteriore, oltremondana a venire, possa apparire come una guida pi\u00f9 sensata, rispetto al fare con la seria dignit\u00e0 della naturalezza quello che scopriamo di poter fare. Dico scopriamo perch\u00e9, sempre pensando al gatto, questo non \u00e8 che va in crisi nel momento in cui \u00abscopre\u00bb che non ha bisogno di fare quello per cui pareva progettato, per sopravvivere. Il gatto rimane gatto, sarebbe stupido alludere a un percorso etologico paragonabile a quello umano, passato attraverso livelli di complessit\u00e0 sociale e tecnologica incommensurabili nel confronto, per\u00f2 l\u2019aspetto rilevante \u00e8 che pu\u00f2 riorientare la sua identit\u00e0, sia istintuale che caratteriale, verso nuovi obiettivi con facilit\u00e0. L\u2019adattabilit\u00e0 dei gatti pu\u00f2 talvolta apparire impressionante. Vi faccio un esempio: da meno di un anno il nostro giardino ha una recinzione modificata per impedire ai gatti di uscire (tutti tranne uno, che non ne vuole sapere di essere contenuto e ha trovato un modo tutto suo di uscire e rientrare, non replicato dagli altri \u2013 sperando che non lo facciano in futuro) e, prima di dare avvio ai lavori, ci chiedevamo se i nostri gatti avrebbero sofferto per la riduzione di territorio che ne sarebbe derivata. La decisione nasceva da troppi problemi, di salute in primo luogo, derivati dal loro grado di libert\u00e0 e dalle spesso estremamente onerose conseguenze, pratiche ed emotive. Abbiamo quindi proceduto e, con nostra grande sorpresa, pur restando interessati a quel che pu\u00f2 avvenire oltre il giardino, i nostri tre residenti, una gatta anziana di et\u00e0 imprecisata e due giovani di tre e un anno, sembrato aver apprezzato la novit\u00e0. L\u2019ipotesi \u00e8 che abbiano interiorizzato che non devono pi\u00f9 andare di pattuglia a sorvegliare i confini del territorio, cosa che immagino si sentissero in dovere di fare (era lavoro anche questo, forse), essendo animaletti abbastanza ansiosi e preoccupati da potenziali invasioni nel loro territorio. I gatti tendono a incontrarsi con i loro vicini in zone di confine dove fanno <em>a capisse<\/em>, senza scadere mai in lotte troppo sanguinose (cosa che invece non \u00e8 vera per i maschi non sterilizzati durante il periodo degli amori). I nostri gatti si sono \u00abimborghesiti\u00bb senza troppe contestazioni, giusto qualche evasione riuscita per dimostrare che avrei dovuto impegnarmi di pi\u00f9 per rendere la recinzione credibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che \u00e8 certo, per\u00f2, \u00e8 che tutta questa avventura insieme non metter\u00e0 capo a nessun progresso, nessuna evoluzione, se non quella personale. Non ci saranno nuove generazioni alle quali trasmettere le lezioni di una vita, al pi\u00f9, al massimo nuovi randagi adottati che potrebbero imparare qualcosa dai decani di famiglia. Alla fine saremo tutti finiti e le nostre esperienze non conteranno pi\u00f9 nulla. Si tratta di abbracciare in modo <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Hanno nove vite<\/em>\u00bb. Ora, \u00e8 un\u2019iperbole ma non \u00e8 proprio ingiustificata. I gatti hanno capacit\u00e0 di recupero notevoli ma anche, allo stesso tempo, soglie del dolore e di sopportazione che rendono non semplice capire quando stanno male. Sicuramente sono stoici in sommo grado ma anche incredibilmente adattabili: un randagio che abbiamo conosciuto per undici anni, e accolto negli ultimi mesi della sua vita (fino a marzo scorso), ha sopportato ferite e menomazioni incredibili, perdendo, tra l\u2019altro, tutti e due gli occhi, riuscendo per\u00f2 nel frattempo ad accettare di farsi toccare e accarezzare, quando in precedenza non si riusciva ad avvicinarsi a meno di tre metri. Sempre come dice mia moglie: \u00abimmagina di essere avvicinato da un gigante alto sette volte te che ti solleva e ti tiene tra le braccia\u00bb. Gi\u00e0 questo richiede molta fiducia, anche se va ricordato che pochi gatti amano essere presi in braccio \u2013 a qualcuno piace, ad altri no. Essendo tendenzialmente beneducati e non aggressivi con i componenti del gruppo familiare, te lo fanno capire chiaramente ma in modo non violento. Potresti rimanerci male, per\u00f2. Tornando alle nove vite, sono generalmente longevi e da quindici a vent\u2019anni di vita insieme \u00e8 un orizzonte mediamente credibile, ma non \u00e8 che siano immuni da problemi, soprattutto se esposti a rischi all\u2019esterno (o anche solo a cadute dal balcone) o all\u2019imponderabile (come tutti), nella forma di malattie croniche o acute. Per\u00f2 reagiscono in modi impressionanti, disumani, appunto. La nostra gatta giovane l\u2019anno scorso, di questi tempi pi\u00f9 o meno, aveva l\u2019aria un po\u2019 malmostosa, niente di pi\u00f9, per\u00f2, un giorno che ha vomitato in diverse occasioni a breve distanza l\u2019una dall\u2019altra, abbiamo capito che era il caso di andare di corsa alla clinica veterinaria. Morale della favola: peritonite e enorme ascesso addominale causati da un forasacco libero nell\u2019addome. Un essere umano con la peritonite assume la classica posizione fetale e piange dal dolore ventiquattro ore su ventiquattro. La morale della storia \u00e8: se conoscete il vostro gatto e iniziate a vedere comportamenti diversi dal solito, fatevi venire dei dubbi e, se i dubbi non si fugano, scivolatelo nel trasportino e via dal veterinario. Ovviamente, non esistendo un servizio sanitario nazionale degli animali, le fatture sono spesso esose, se non astronomiche. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono anche luoghi comuni da confermare, tipo \u00ab<em>sono puliti<\/em>\u00bb. Non essendo predatori apicali, hanno interesse a non essere facilmente rilevabili, quindi puzzare \u00e8 fuori discussione. Avere cattivo odore \u00e8 fonte di stress per i gatti \u2013 e lo stress, pi\u00f9 che la curiosit\u00e0, \u00e8 un killer per loro, come per noi del resto. Passano molto tempo a pulirsi, con ottimi risultati. L\u2019odore del mantello del gatto \u00e8 qualcosa di caldo e pelliccioso ma neutro. Una socialit\u00e0 ravvicinata e affettuosa con i gatti \u00e8 anche sicura, specie con delle prassi antiparassitarie non troppo lassiste. Va anche detto che non \u00e8 un cavolo facile prendersi una zoonosi e che la storia della toxoplasmosi \u00e8 un triste spauracchio che fa abbandonare migliaia di gatti quando in casa improvvisamente c\u2019\u00e8 una donna incinta. Almeno nella nostra esperienza, fare comunella con loro non ci ha mai procurato problemi. Se ci scappa un graffio va bene disinfettarsi tempestivamente, ma senza paranoie. Certo, perdono peli a profusione, specie in certi periodi dell\u2019anno, e sono peli che sembrano incollarsi ai tessuti ai quali aderiscono. Ma il problema ce l\u2019avete anche col cane, specie se avete un husky o un cane con mantello doppio o triplo. Ogni tanto rivomitano un bezoario (a.k.a. palla di pelo) e ci sta, visto la lingua velcrata con cui si puliscono. Se la cosa vi impressiona, lasciate stare, per\u00f2 non potete non riconoscere la seriet\u00e0 che ci mettono nel tenersi puliti.<\/p>\n\n\n\n<p>In ultima analisi, \u00e8 verissimo anche il luogo comune che li vuole carini, lo sono quasi sempre in modo smodato e il gatto di ognuno \u00e8 il pi\u00f9 bello del mondo. Anche quando sono un po\u2019 stenterelli o stortignaccoli o un po\u2019 sdruciti, con qualche pezzo mancante, riescono a essere sempre estremamente dignitosi ed esteticamente impeccabili. Un gatto, anche in punto di morte, anche portando i segni evidenti di sofferenza e stress, conserva sempre un aspetto profondamente diverso da quello dell\u2019umano nelle stesse condizioni. Un gatto in salute, guardandolo, pu\u00f2 avere due anni come sei o quindici. Solo quando iniziano a essere veramente anziani, e non si sa mai quando accade, iniziano a mostrare qualche segno, appaiono pi\u00f9 leggeri, il pelo magari un po\u2019 meno setoso, ma anche questa fase pu\u00f2 protrarsi per anni. Oltre all\u2019indubbio vantaggio estetico, c\u2019\u00e8 anche e soprattutto che riescono a risultare oltremodo carini nel comportamento \u2013 noi, che siamo storditi, rimaniamo deliziati quando riscontriamo i segni che loro sono vivi e che, essendo vivi, esercitano scelte, manifestano preferenze e idiosincrasie, coinvolgendoci nel processo. In questo coinvolgimento accadono cose molto semplici, come contatto fisico, gioco, dormire insieme, \u00abparlare\u00bb (alcuni gatti sono molto loquaci, anche se ognuno di loro sembra usare vocalizzi personali, come se si trattasse di un dialetto costruito <em>in situ<\/em>, all\u2019interno della relazione), all\u2019interno di una cornice di incertezza che credo derivi direttamente da una storia di condivisione di interessi pi\u00f9 che di domesticazione vera propria.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG-20221212-WA0009-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17714\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG-20221212-WA0009-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG-20221212-WA0009-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG-20221212-WA0009-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG-20221212-WA0009-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/IMG-20221212-WA0009.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>L&#8217;anno scorso a dicembre. La gatta nella cuccia non stava bene e i due giovani (a volte anche la decana) le sono stati vicini finch\u00e9 non \u00e8 stata meglio. Senza farne un caso.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultimo aspetto penso che alimenti, ogni volta, il fascino della convivenza con un felino domestico, perch\u00e9, come scrive Bradshaw, ogni gatto deve imparare a essere domestico, che sia nato in casa o da qualche parte l\u00e0 fuori. Difatti, guardando ai nostri gatti vedo passati pi\u00f9 o meno ignoti (randagi adulti che abbiamo accolto nel tempo <em>versus<\/em> cuccioli di sei settimane mollati per strada), con storie di socializzazione felina e umana molto diverse, e assetti caratteriali altrettanto diversi, e per niente immutabili. Tutti abbastanza plasmabili verso un rapporto con noi umani, anche se con percorsi e risultati anche molto diversi. Ogni volta ne \u00e8 venuta fuori una storia diversa, cos\u00ec che ogni volta che ognuno di loro viene meno, il senso di perdita \u00e8 sempre acuminato e reso affilato dalla peculiarit\u00e0 di ciascuno di loro e del rapporto che avevamo. Cibo e sicurezza sono argomenti robusti e pratici, ma c\u2019\u00e8 anche molto di pi\u00f9, non posso dimostrarvelo matematicamente ma ne sono certo.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza nulla togliere alla \u00abfazione canina\u00bb (ch\u00e9 \u00e8 pure questa una contrapposizione stupida, perch\u00e9 se pensassi di avere le energie e le risorse necessarie per il loro benessere, un paio di cani gi\u00e0 farebbero parte della famiglia) mi vengono in mente un paio di spunti: uno \u00e8 un meme che non trovo pi\u00f9 ma che diceva che, mentre la <em>cat people<\/em> \u00e8 cordiale verso la <em>dog people<\/em>, quest\u2019ultima tende, non si sa perch\u00e9, a denigrare la prima e il secondo \u00e8 un confronto tra due odi di Neruda, quella al gatto e quella al cane, con la prima assai pi\u00f9 riuscita della seconda. Penso che sia il senso di mistero figlio di quella incertezza e indecifrabilit\u00e0 che orienta in modo pi\u00f9 proficuo l\u2019inventiva e l\u2019estro del poeta e quel velato antagonismo della <em>dog people<\/em>, nel riconoscere l\u2019immanenza di qualcosa di pi\u00f9 potente e esteso e profondo e primigenio, infuso nella piccola presenza tangibile della \u00abtigre minima da salotto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fermo qui, ci sono molti argomenti ancora che meriterebbero di essere trattati, oltre a una tonnellata di aneddoti, su felini di casa e di strada, e terabyte di foto, ma si \u00e8 fatto tardi. Magari ci sar\u00e0 modo in futuro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"836\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1254px-Freyja_riding_with_her_cats_1874-1-1024x836.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17712\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1254px-Freyja_riding_with_her_cats_1874-1-1024x836.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1254px-Freyja_riding_with_her_cats_1874-1-300x245.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1254px-Freyja_riding_with_her_cats_1874-1-768x627.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1254px-Freyja_riding_with_her_cats_1874-1.jpg 1254w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Non \u00e8 vero che non si possono addestrare i gatti&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Postilla: in mezzo a tutto il caos e al rumore e alla schiuma tossica dei social media, una cosa utile che abbiamo potuto sperimentare grazie a internet \u00e8 uno sguardo sull\u2019esperienza degli altri con i loro gatti, in una sorta di enorme esperimento globale e corale di etologia amatoriale. Non avremo risposte ma intercettiamo consonanze.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per puro caso il pezzo numero quarantaquattro di questa rubrica si trova a dover trattare di gatti. 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