{"id":18818,"date":"2023-10-13T08:00:00","date_gmt":"2023-10-13T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=18818"},"modified":"2023-10-10T11:10:50","modified_gmt":"2023-10-10T09:10:50","slug":"grazie-mille-arabella-intervista-jonathan-coe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2023\/10\/13\/grazie-mille-arabella-intervista-jonathan-coe\/","title":{"rendered":"Grazie mille! Arabella intervista Jonathan Coe"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Incontrare gli scrittori che amo non \u00e8 mai stato un feticcio, per me. Per questo non vado quasi mai ai festival. Credo che siano divertenti se incontri la gente che conosci ma vedi una volta all\u2019anno, solo in quelle occasioni, con i finalisti dei premi Cos\u00ec e Cos\u00e0 che fanno da tappezzeria colorata alla stanza in cui vi ritrovate.<br>Certo, quando non mi hanno dato un permesso, al lavoro, e Sancho a Mantova ha incontrato <strong>Jonathan Stroud<\/strong> che mi ha disegnato il djinni Bartimeus su un libro, mi sono mangiata le mani fino al gomito, ma in altre situazioni ho detto <\/em><em>\u00ab<\/em><em>Peccato<\/em><em>\u00bb<\/em><em> e ho continuato a seguire l\u2019autore o l\u2019autrice sulle pagine dei loro libri, senza rimpianti. Anche perch\u00e9 <strong>Reina Telgemeier<\/strong> \u00e8 una persona che se la intervisti ti inonda di allegria e attenzione, <strong>Shaun Tan<\/strong> mi ha firmato il poster de L\u2019Approdo e mi ha disegnato una bestiolina con l\u2019entusiasmo di un geometra del Catasto. E io lo amo, lo amo cos\u00ec tanto che se avesse perso i pantaloni a Bologna e gli fossero serviti degli altri pantaloni gli avrei prestato i miei senza esitare e sarei tornata a Brescia in mutande. Ma incontrarlo non ha aggiunto niente al mio amore per la sua opera. Certo, era una firma e via camminare, che la coda alla Fiera di Bologna per il suo stand era lunghissima, ma qualche tempo dopo <strong>David Sedaris<\/strong> mi ha firmato un libro, disegnato un raviolo, e scritto <\/em><em>\u00ab<\/em><em>Sono felice di averti fatta piangere!<\/em><em>\u00bb<\/em><em>, perch\u00e9 Sedaris \u00e8 considerato un comico, lo \u00e8, scintillante di bravura, ma quando parla dei rapporti familiari devi essere disponibile a tagliarti con i piccoli oggetti affilati che mescola alla trama dei suoi racconti. Ecco, il raviolo di Sedaris era pi\u00f9 memorabile della bestiola di Shaun Tan, io ho tutto di Shaun Tan, tranne Il re degli uccelli, ma tutto il resto si, eppure.<br>MI sembra di ricordare che <strong>Proust<\/strong> abbia scritto copiosamente di quanto sia pericoloso incontrare un autore che ammiri. Se ti chiedono di intervistarlo, tu esulti e poi ti dai dei pugni in testa, perch\u00e9 se \u00e8 un pacco, \u00e8 un pacco che rischia di portarsi via un pezzo di vita. In questo caso, i miei vent\u2019anni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La compa a cui ero finalmente approdata a 23 anni era quella che aspettavo per diventare un essere umano intero. Un gruppo di persone che se si innamoravano o diventavano amici lo facevano in un groviglio di connessioni con quel che leggevano, ascoltavano, guardavano. L\u2019accumulo di libri, dischi, film che crepitava nella banca dati allora perfetta della mia mente aveva trovato uno sfogo. Non ho mai pi\u00f9 avuto conversazioni cos\u00ec appassionate con un gruppo di persone. Con singoli amici s\u00ec, ma con un intero gruppo, per poi alzarsi e andare a sentire un concerto al CTM o vedere un film al cinema Metropol, mai pi\u00f9.<br>\u00c8 giusto cos\u00ec. Fuck. Per\u00f2 in maggio, mentre ero in Radio, uno dei giornalisti mi ha detto: <\/em><em>\u00ab<\/em><em>All\u2019inizio di luglio viene <strong>Jonathan Coe<\/strong> alla Libreria Rinascita, ti va di intervistarlo tu?<\/em><em>\u00bb<\/em><em> E io bam sono tornata alle discussioni al tavolo della birreria, prima del cinema e del concerto, perch\u00e9 i suoi libri li avevamo letti, sezionati, prestati ad altri amici per poterne discutere, alla fine, con chiunque, chiunque frequentassimo, cio\u00e8, allora, il mondo.<br>Ho detto s\u00ec.<br>Mi sono pentita, passato lo stordimento, perch\u00e9 era troppo difficile.<br>Ho letto un paio di libri nuovi. Ho visto che stava presentando in giro Bournville, il suo ultimo lavoro, mi sono concentrata su quello anche se dal fondo della mia mente arrivavano degli aeroplanini di carta con scritto La casa del sonno, La famiglia Winshaw, La banda dei brocchi\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Jonathan Coe \u00e8 entrato in libreria verso le due. Era il 10 Luglio e la climatizzazione arrancava. Aveva una camicia blu a maniche lunghe, una faccia chiara e arrossata, inglese. Sapevo che la sera avrebbe fatto un concertone con la Artchipel Orchestra, suonando composizioni sue: \u00abRock strumentale, con una forte enfasi sulla melodia. Un po\u2019 come facevano le band britanniche della scena di Canterbury degli anni Settanta.<\/em><em>\u00bb<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ho gi\u00e0 incontrato la traduttrice, \u00e8 bravissima, traduce in diretta le domande all\u2019autore, parlandogli a voce bassa, poi al termine della sua risposta la traduce per intero. Io sono emozionatissima. L\u2019ansia passer\u00e0 a mano a mano che mi rendo conto che Jonathan Coe \u00e8 un gentleman, \u00e8 attento, rispettoso, interessato, gentile, non si risparmia, nemmeno in una piccola libreria che adesso \u00e8 piena di gente seduta e in piedi, e la climatizzazione non ce la fa pi\u00f9, dopo pochi minuti siamo tutti sudati e si soffoca, ma nessuno accenna ad andarsene.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"794\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Jonathan-Arabella-e-Anita-1-1024x794.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18820\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Jonathan-Arabella-e-Anita-1-1024x794.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Jonathan-Arabella-e-Anita-1-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Jonathan-Arabella-e-Anita-1-768x596.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Jonathan-Arabella-e-Anita-1.jpg 1065w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Arabella:<\/strong> <em>Sono molto emozionata di incontrarti, Jonathan. I tuoi libri, specie i primi, hanno un posto speciale nella mia vita. C\u2019\u00e8 stato un momento in cui io e tutti i miei amici li leggevamo e li rileggevamo e addirittura tra di noi ci chiamavamo \u201cla banda dei Brocchi\u201d, The Rotter&#8217;s Club.<br>Ora, per\u00f2, mi vorrei concentrare sull&#8217;ultimo tuo libro, Bournville. Come gi\u00e0 hai fatto in passato racconti una vicenda corale, con tanti personaggi. Per\u00f2 ce n&#8217;\u00e8 uno che spicca in particolare: Mary. Ho ascoltato alcune tue interviste, e mi sembra di capire che il personaggio \u00e8 ispirato a tua madre, che ti ha lasciato da qualche anno. \u00c8 lei che nel libro finisce per rappresentare l&#8217;inglese che si muove nella storia, sullo sfondo di avvenimenti particolarmente importanti della storia del suo paese.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Jonathan Coe:<\/strong> Ok, allora innanzitutto la tecnologia, ve lo dico, non \u00e8 mai stata il mio forte <em>[dice cercando di accendere il microfono, che \u00e8 gi\u00e0 acceso, e si spegne]<\/em>. Vi ringrazio per essere qui, per essere venuti numerosi in questo pomeriggio evidentemente un po&#8217; caldo. Decisamente a Londra \u00e8 un altro tipo di estate, al momento piove e c&#8217;\u00e8 molto vento, quindi \u00e8 stato un po&#8217; uno shock, per\u00f2 ecco, ora prendo questo libro, <em>[<\/em><em>prende una copia di Bournville]<\/em> finalmente ho trovato un buon utilizzo, lo utilizzer\u00f2 come ventaglio.<br>Sono qui in parte per il concerto di questa sera, spero verrete numerosi. Si tratta un po&#8217; della mia seconda vita da compositore e musicista, che per molto tempo \u00e8 rimasta segreta, ma ora, grazie anche all&#8217;Artchipel Orchestra, \u00e8 venuta allo scoperto. L&#8217;altro motivo per cui sono qui \u00e8 per presentare il mio libro pi\u00f9 recente, <em>Bournville<\/em>. Hai ragione quando dici che il personaggio principale, Mary, \u00e8 basato per buona parte sulla figura di mia madre, Janet, che \u00e8 venuta a mancare ormai circa tre anni fa, nell&#8217;estate del 2020. Non \u00e8 morta di Covid, ma a causa di circostanze complicate dal Covid e noi, come molte altre famiglie nel Regno Unito e anche in altri paesi, abbiamo sofferto un po&#8217; questo trauma dei nostri cari che sono morti da soli, in solitudine.<br>Durante l&#8217;anno del&nbsp;lockdown, il primo lockdown del 2020, nella prima met\u00e0 di quell&#8217;anno stavo lavorando su due progetti. Stavo terminando il mio romanzo <em>Io e Mr. Wilder<\/em> e stavo gi\u00e0 pensando al romanzo successivo, quello che sarebbe diventato <em>Bournville<\/em>. Quindi il progetto era un parzialmente simile a un altro dei miei libri, <em>Middle England<\/em>: ma questa volta non avrei parlato della Brexit, un tema che ho gi\u00e0 esplorato in <em>Middle England<\/em>, avrei invece scavato un pochino pi\u00f9 a fondo nella storia britannica recente per cercare di capire le forze o le ragioni che hanno portato a quell\u2019evento, la Brexit.<br>Come dicevo, mia mamma \u00e8 mancata e quindi io mi trovavo chiuso per via del lockdown, lontano come d\u2019altronde tutti gli altri familiari. Come sapete, quando manca uno dei nostri familiari c&#8217;\u00e8 molto lavoro da fare, mio padre ci aveva gi\u00e0 lasciati, quindi mi sono ritrovato a dover liberare, svuotare la casa in cui mia madre aveva vissuto per molti anni. E quindi mi sono ritrovato, con un po\u2019 di sorpresa, a scoprire la vita di mia madre da giovane: non sapevo molto di quella parte della sua vita quando mi sono ritrovato in una soffitta con piena di scatoloni colmi di lettere e fotografie che risalivano fino agli anni Quaranta. A quel punto il progetto che avevo \u00e8 un po&#8217; cambiato, ho deciso di scrivere qualcosa su mia madre, in particolare sulla sua giovinezza, e l\u00ec ho capito che forse avrei potuto&nbsp;combinarlo con il mio nuovo romanzo: ovvero scrivere della vita di mia madre dalla sua giovinezza ad oggi e allo stesso tempo scrivere della storia britannica negli stessi anni, secondo la stessa linea temporale, pi\u00f9 o meno dalla seconda guerra mondiale a oggi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"666\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/famiglia-1-666x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18823\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/famiglia-1-666x1024.jpg 666w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/famiglia-1-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/famiglia-1-768x1182.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/famiglia-1.jpg 975w\" sizes=\"(max-width: 666px) 100vw, 666px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>A:<\/strong> <em>In una intervista hai detto che il tuo primo romanzo era stato rifiutato dagli editori in quanto <\/em>too british<em>, troppo inglese, poi invece \u00e8 uscito quello che in Italia&nbsp;conosciamo come La famiglia Winshaw, \u00e8 piaciuto tantissimo in tutta Europa&nbsp;e il motivo era che era so british, cos\u00ec inglese.<br>Si pu\u00f2 tracciare una linea di confine tra quello che \u00e8 too british e quello che \u00e8 so british, secondo te?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>JC:<\/strong> Un&#8217;ottima domanda, grazie. Non ho mai veramente capito perch\u00e9 ma di<br>solito quando mi vengono poste domande che iniziano con \u201cquanto hai detto in&nbsp; un&#8217;intervista\u201d il mio cuore fa un sussulto, perch\u00e9 il pi\u00f9 delle volte non&nbsp;l&#8217;ho mai detto! Per\u00f2 questa volta \u00e8 vero, il mio primo libro, <em>Donna per caso<\/em>, \u00e8 stato effettivamente giudicato troppo inglese. Tutti e tre i miei primi romanzi non sono stati tradotti, all\u2019inizio, e non ho mai&nbsp;capito veramente perch\u00e9. Scrivevo in un certo modo quasi per&nbsp;scusarmi di essere inglese. Mi ero fatto l\u2019idea che per riuscire a raggiungere un pubblico internazionale fosse necessario scrivere slegandosi dalla propria cultura, nella maniera pi\u00f9 generale&nbsp;possibile, per esempio evitando di scrivere storie troppo legate alla storia del proprio paese. Di&nbsp; fatto per\u00f2 \u00e8 vero il contrario, e l&#8217;ho capito quando ho scritto <em>La&nbsp;famiglia Winshaw<\/em>, per me \u00e8 stata una specie di reazione a questa idea, mi sono detto ok, questo sar\u00e0 il mio libro&nbsp;assolutamente pi\u00f9 britannico, il pi\u00f9 britannico in assoluto, scriver\u00f2 della&nbsp;storia, della politica, della cultura, della musica, dei film britannici.&nbsp;<br>Effettivamente sono riuscito ad entrare in&nbsp;contatto con un livello della mia scrittura molto pi\u00f9 profondo, ho scritto&nbsp; in maniera pi\u00f9 autentica, pi\u00f9 sincera e credo che sia stato questo che mi ha permesso di entrare in connessione anche con un pubblico internazionale.&nbsp;<br>Perci\u00f2 il mio consiglio, diciamo, \u00e8 di non vergognarvi del vostro background,&nbsp;della vostra provenienza, di quello che siete, dei luoghi da dove venite, anzi&nbsp;usateli, \u00e8 importante usarli perch\u00e9 vi dar\u00e0 un tono di voce pi\u00f9 sincero,&nbsp;pi\u00f9 autentico.<br>Un esempio lampante in questo senso \u00e8 Elena Ferrante,&nbsp;non \u00e8 che \u00e8 letta in tutto il mondo solo perch\u00e9 scrive di se stessa, ma&nbsp; soprattutto perch\u00e9 usa una voce sincera ed entra cos\u00ec in connessione con il&nbsp; pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A:<\/strong><em> Hai citato La famiglia Winshaw: ci sono molti&nbsp;momenti, nei tuoi romanzi, in cui si avverte una forte critica dello stato delle cose, una forte critica sociale: in particolare nella storia della ricchissima famiglia Winshaw il concetto di lotta di classe esplode. E anche quando&nbsp; hai parlato di momenti importanti nella vita della Gran Bretagna, come in&nbsp; Bournville, si avverte una forma di critica Anche quando tutti si radunano&nbsp; davanti al televisore, o alla radio o nel caso del discorso del re, per ascoltare le stesse cose, la tua voce \u00e8 sempre molto critica, sbaglio?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>JC:<\/strong> Penso che il tono de <em>La famiglia Winshaw<\/em> sia diverso da quello che ho&nbsp;utilizzato in <em>Bournville<\/em> e forse \u00e8, in generale, una tendenza che si \u00e8 sviluppata nei miei romanzi negli ultimi 30-40 anni. Forse \u00e8 dovuto al fatto che sto cambiando come persona, forse sto anche invecchiando e direi&nbsp;che il tono attuale \u00e8 decisamente pi\u00f9 gentile, meno critico e meno satirico rispetto a quello che ho utilizzato ne <em>La famiglia Winshaw<\/em>. Tuttavia i miei sentimenti nei confronti&nbsp;della societ\u00e0 britannica sono pi\u00f9 o meno gli stesso, anzi forse sono ancora&nbsp;pi\u00f9 arrabbiato, pi\u00f9 innervosito. Ho scritto <em>La famiglia Winshaw <\/em>negli anni \u201990 e allora non avrei mai potuto anticipare che le cose sarebbero andate in&nbsp; questa direzione, Scrivendo <em>La famiglia Winshaw credevo davvero <\/em>che&nbsp;un romanzo potesse essere una forza che cambia la societ\u00e0, cio\u00e8 che se un autore fosse riuscito a scrivere un&nbsp; romanzo sufficientemente critico, sufficientemente&nbsp;polemico, allora molte persone sarebbero state d\u2019accordo. Quindi io scrivevo pensando che avrei davvero potuto cambiare il pensiero delle persone, avrei potuto cambiare i loro cuori&nbsp;attraverso un romanzo. E invece il risultato \u00e8 stato che quei cuori, quei&nbsp;pensieri che avrei voluto cambiare non sono stato in grado di cambiarli perch\u00e9 moltissime delle persone a cui io pensavo non hanno letto il libro. Quindi di&nbsp;recente sto cercando di scrivere i miei romanzi in un modo nuovo, con&nbsp;l&#8217;obiettivo, magari non in Italia, ma sicuramente nel Regno Unito, di raggiungere un pubblico pi\u00f9 ampio, di essere in qualche modo pi\u00f9 inclusivo, perch\u00e9 le persone che leggono il mio libro e che hanno opinioni e idee diverse possano essere raggiunte. Quindi non cerco di litigare con quelli che non la pensano come me, cerco invece di arrivare anche a loro, in modo&nbsp;che possano anche loro trovare qualcosa nei miei libri. &nbsp;Credo che&nbsp;una delle cose che abbiamo imparato negli ultimi anni sia che non si fanno passi avanti, non si promuovono le proprie idee gridando in faccia a chi non \u00e8 d&#8217;accordo con noi, insultando, bens\u00ec cercando un dialogo, cercando un modo per parlare: questo \u00e8 quello che sto cercando di fare.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-03-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18835\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-03-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-03-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-03-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-03-1.jpg 1122w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>A:<\/strong> Bournville <em>ci fa scoprire una cittadina costruita da capitalisti illuminati che vogliono far vivere gli operai in condizioni dignitose, dentro case belle, con il giardino, l&#8217;orto. C&#8217;\u00e8 un senso di declino che attraversa, col passare del tempo, tutto il libro: un certo punto fai dire a qualcuno che Bournville \u00e8 una citt\u00e0 modello&nbsp;che cerca di fermare il tempo ma non ci riesce.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>JC:<\/strong> Nei miei romanzi ho scritto&nbsp;sempre del posto in cui sono cresciuto, che \u00e8 Birmingham, e in particolare dei&nbsp;quartieri pi\u00f9 assurdi Birmingham, ed \u00e8 questo il paesaggio della mia&nbsp;infanzia, che \u00e8 cambiato negli ultimi decenni, a partire dal&nbsp;1980, con l&#8217;industrializzazione. Birmingham era una grande citt\u00e0&nbsp;industriale, in particolare c&#8217;era a Longridge un&#8217;importante industria&nbsp;automobilistica, centinaia di chilometri coperti da questi massicci&nbsp;edifici che davano impiego a migliaia di persone. Nella fine degli anni \u201880 \u00e8 iniziato una sorta di declino e ad oggi non \u00e8 rimasto&nbsp;nulla di tutto ci\u00f2, solo alcuni degli edifici che sono stati convertiti in&nbsp;centri commerciali, oppure alloggi\u2026 e questo processo ho iniziato a descriverlo nella mia trilogia, <em>La Banda dei Brocchi<\/em>, <em>Il Circolo Chiuso<\/em> e <em>Middle England<\/em>. Io vivevo vicino alla fabbrica di cioccolato&nbsp;Cadbury, che era anche vicina al Village Bournville, dove lavoravano mio nonno e moltissimi altri miei parenti, miei zii e alcuni cugini. Questa&nbsp;marca di cioccolato, per intenderci, se prima ho detto che l&#8217;industria automobilistica era un po&#8217; il paesaggio della mia infanzia, beh questa&nbsp;marca di cioccolato \u00e8 decisamente il gusto della mia infanzia. Sono rimasto molto affascinato quando di recente quando ho appreso qualcosa che molti dei britannici stessi non conoscono, perch\u00e9 non viene raccontato. Il cioccolato&nbsp;della fabbrica Cadbury \u00e8 stato per tanto tempo vietato in Unione Europea e&nbsp;in Europa perch\u00e9 alcuni paesi che producevano cioccolata dicevano che il nostro non&nbsp; era vero cioccolato e quindi come tale non poteva essere commercializzato. Tra questi paesi che si auguravano e quindi promuovevano&nbsp;una guerra economica contro il cioccolato inglese \u2013 che \u00e8 poi stata chiamata proprio <em>The Chocolate War <\/em>&#8211; c&#8217;erano la Francia, il Belgio, la Germania, la Spagna e s\u00ec purtroppo anche l&#8217;Italia. Dal 2016, &nbsp;quando in Gran Bretagna abbiamo votato per la Brexit, sono ossessionato dalle relazioni tra Regno Unito e l&#8217;Unione Europea e il resto dell&#8217;Europa.&nbsp;<br>Mi chiedo perch\u00e9 queste relazioni sono cos\u00ec complicate, cos\u00ec ambivalenti e quindi era&nbsp;chiaro per me che <em>Bournville<\/em> avrebbe avuto come tra i suoi temi principali&nbsp; queste relazioni. Ed \u00e8 stato inevitabile parlare di&nbsp;questa storia, una storia di guerra, la guerra del cioccolato che non si \u00e8&nbsp;combattuta sui campi di battaglia con le armi ma nei dibattiti, nelle discussioni tra gente ben vestita.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"653\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Bournville-1-653x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18825\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Bournville-1-653x1024.jpg 653w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Bournville-1-191x300.jpg 191w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Bournville-1-768x1204.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Bournville-1.jpg 957w\" sizes=\"(max-width: 653px) 100vw, 653px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>A:<\/strong><em> Un\u2019altra delle relazioni difficili di cui si&nbsp;parla in <\/em>Bournville<em> \u00e8 quella dei due vecchi nemici Inghilterra-Germania, rappresentata anche dal momento in cui i cugini&nbsp;inglesi e tedeschi si riuniscono e scoppia una rissa a partire proprio da una tavoletta di cioccolato. Il cioccolato tedesco che portato in dono dal cugino viene&nbsp;bollato come velenoso da uno dei fratelli, scatenando addirittura una rissa, con grande tristezza del fratellino minore che trova questo cioccolato tedesco meraviglioso e avrebbe voluto solo mangiarselo in pace.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>JC: <\/strong>Ho deciso di parlare della vita di mia madre ma non&nbsp;dell&#8217;intera storia della mia famiglia. Gli elementi di storia familiare che ho utilizzati sono stati, ovviamente, sviluppati, esagerati, rielaborati. E&#8217; vero che il mio bisnonno era&nbsp;tedesco e c&#8217;\u00e8 un\u2019eco dell&#8217;influenza tedesca sulla mia famiglia che con le generazioni \u00e8 andata sempre pi\u00f9 scomparendo, tuttavia spesso capitava che mio padre e mia madre cucinassero piatti tipici della cucina tedesca che io trovavo strano. Quindi sicuramente&nbsp;ho dei cugini tedeschi ma non li ho mai incontrati e, quindi, la scena a Banfield dove i tre fratelli inglesi ricevono in visita i cugini tedeschi&nbsp;nel 1966, anno dei Mondiali di Calcio \u00e8 inventata, \u00e8 fittizia. Volevo tuttavia narrare quel momento per diverse ragioni, e una di queste \u00e8 che ricordo molto bene quel momento, quell&#8217;anno. Avevo cinque anni quando si \u00e8 giocata la&nbsp;finale dei Mondiali del 1966, non ricordo bene la partita in s\u00e9 ma ricordo molto bene le emozioni che giravano intorno a quella&nbsp;partita. Un&#8217;altra \u00e8 una conversazione durante un festival con uno scrittore francese. Eravamo a cena insieme, lui aveva appena&nbsp;letto <em>Middle England<\/em> e mi ha detto: <em>\u201cSai, mi colpisce un po&#8217; il&nbsp;tuo romanzo perch\u00e9 tu parli molto della tua nazione, addirittura parli&nbsp;dello stato della tua nazione, sei uno scrittore che parla dello stato&nbsp;della nazione ma non parla mai di calcio, di football<\/em>.<br>A me il calcio non piace, vivo a pochi chilometri di distanza dallo stadio di Chelsea e non&nbsp;sono mai stata a una partita, tuttavia sono molto affascinato dal ricordo&nbsp;di quella partita, di come sia vivo questo ricordo nei fan, negli sportivi&nbsp;britannici ma anche nelle persone in generale, anche se non sono tifose. E&#8217; una partita che si \u00e8 giocata ormai 50 anni fa. Spesso si \u00e8 detto che \u00e8&nbsp;stata la nostra ora migliore, questa retorica dell&#8217;ora migliore, tutta la retorica attorno a questa partita mi fa&nbsp;molto pensare: \u00e8 stata una partita giocata&nbsp;solo 20 anni dopo la fine della guerra mondiale, una partita tra Germania&nbsp;Ovest e Gran Bretagna che ha portato con s\u00e9 una retorica veramente&nbsp;importante. Inoltre rivela anche molto del modo in cui i&nbsp;britannici sono soliti dividere le persone in due categorie, vincitori&nbsp;e perdenti, ma vincitori assoluti e perdenti assoluti senza alcuna via di mezzo, senza alcuna sfumatura!<br>Lo si pu\u00f2 riscontrare anche nel sistema&nbsp;politico della Gran Bretagna, dove il partito pi\u00f9 votato \u00e8 il partito vincitore, non c&#8217;\u00e8 un conteggio dei voti, il partito che vince \u00e8&nbsp;quello che rimarr\u00e0 in carica per i futuri 5 anni. E lo vediamo anche nel modo in cui \u00e8 stata descritta la Brexit nel momento subito successivo al voto: di fatto \u00e8 stata una vittoria molto sottile, per pochi punti&nbsp;percentuali, il 52% dei britannici hanno votato per lasciare l&#8217;Unione&nbsp;Europea e il 48% per restare, e invece nella retorica \u00e8 stata presentata&nbsp;come una vittoria decisiva, schiacciante. E poi lo vediamo nel modo in cui si parla di questa finale dei mondiali, gli inglesi dicono \u201c<em>Abbiamo&nbsp; distrutto i tedeschi, \u00e8 stata una vittoria decisiva 4 a 2\u201d,<\/em> ma in realt\u00e0, se&nbsp;andiamo a vedere i fatti. se potessimo rivedere oggi uno dei gol al replay del V.A.R. (Video Assistent Referee ndt) non sarebbe gol, perch\u00e9 la palla non aveva passato la linea. E un altro dei gol \u00e8 stato segnato dopo il fischio di fine partita e quindi, di fatto, sarebbe un pareggio 2 a 2.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"666\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/casa-666x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18832\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/casa-666x1024.jpg 666w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/casa-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/casa-768x1182.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/casa.jpg 975w\" sizes=\"(max-width: 666px) 100vw, 666px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>A:<\/em><\/strong><em> Una delle cose che ho trovato pi\u00f9&nbsp; interessanti in Bournville \u00e8 l&#8217;inizio. \u00c8 &nbsp;forse il primo romanzo che leggo&nbsp;che racconta il Covid; come forse sai questa citt\u00e0, Brescia, insieme a Bergamo ha pagato il tributo pi\u00f9 alto di morti durante il&nbsp; Covid e leggere il racconto dell&#8217;inizio della pandemia e dei due i musicisti che riescono a fare le prime date e poi perdono l&#8217;ultima perch\u00e9&nbsp;vengono raggiunti dal lockdown che chiude i locali, che sentono le notizie&nbsp;dall&#8217;Italia e dalla Cina, mi ha fatto riflettere sul fatto che io non ho&nbsp; letto nient&#8217;altro, ancora, che narrasse il Covid. Allora volevo chiederti, secondo&nbsp;te, nella tua opinione personale, \u00e8 che \u00e8 stata una cosa cos\u00ec surreale che non riusciamo ancora a metabolizzarla, a capirla e non siamo ancora in&nbsp; grado di scriverne oppure semplicemente \u00e8 ancora troppo presto e&nbsp; arriveranno dei romanzi sul Covid?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>JC:<\/strong> Penso che sia effettivamente troppo&nbsp;presto, penso che ci saranno dei romanzi che parlano magari non del Covid come tematica principale, ma che saranno ambientate durante gli anni del&nbsp;Covid 2020-2021. In Regno Unito \u00e8 gi\u00e0 stato pubblicato qualche libro&nbsp;ambientato nel lockdown oppure che si focalizza in maniera pi\u00f9 intensa su&nbsp;questa tematica. In <em>Bourneville<\/em> \u00e8 un po&#8217; una cornice, all&#8217;inizio e alla fine. Tuttavia io penso che tu abbia ragione, \u00e8 stato un momento difficile&nbsp;da elaborare per gli scrittori e per le persone in generale. Non so com&#8217;\u00e8&nbsp;in Italia, in particolare in questa parte d&#8217;Italia, so che avete avuto&nbsp;un&#8217;esperienza con il Covid molto intensa, siete stati colpiti tra i primi&nbsp;in maniera molto forte. Sicuramente nel Regno Unito trovo sorprendente come&nbsp;ancora non ci sia una narrazione unitaria condivisa su cosa era e che cosa \u00e8 il Covid, su quali sono state le responsabilit\u00e0: e questo perch\u00e9 \u00e8 un tema&nbsp;molto complicato e anche molto politicizzato. Una cosa mi ha colpito: ho scritto delle&nbsp;sequenze forse troppo lunghe di eventi che ricordo molto bene, il matrimonio del Principe Carlo e Lady Diana nell&#8217;81 e poi la morte e i funerali di Diana nel 97. Mi sono reso conto che ricordavo questi momenti&nbsp; storici cos\u00ec bene, cos\u00ec chiaramente che non era necessaria alcuna ricerca; invece quando mi sono trovato a scrivere del lockdown della prima met\u00e0&nbsp;del 2020, ed erano passati solo due anni, mi sono reso conto che non&nbsp; riuscivo a ricordare molto di quel tempo, delle restrizioni, di come&nbsp;venivano gestite, di come vivevamo, l&#8217;avevo quasi cancellato dalla memoria.&nbsp;<br>Quindi ho cercato di descrivere la realt\u00e0 in maniera semplice, in maniera&nbsp; fattuale, molto veritiera, non ho una teoria su quale fosse la cosa giusta&nbsp; o sbagliata da fare, non ho una teoria su come \u00e8 stato il lockdown deciso&nbsp; da Boris Johnson, se troppo leggero o troppo pesante, sicuramente \u00e8 stato&nbsp; diverso da quello in Italia, ho solo voluto descrivere ci\u00f2 che il Governo&nbsp; ci ha detto di fare e come ci siamo sentiti a riguardo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18827\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-1.jpg 1197w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>A:<\/strong> In questo libro&nbsp;spesso si parla di televisione: il discorso del re alla fine della guerra&nbsp;ovviamente viene trasmesso per radio, per\u00f2 tutto il resto che ci racconti&nbsp;viene visto sul televisore. Hai descritto in un modo che mi \u00e8&nbsp;piaciuto molto l&#8217;arrivo del primo televisore in casa, questa specie di&nbsp;mobile altare che troneggia in salotto. In un altro dei tuoi libri, credo <em>Middle England<\/em> racconti di&nbsp;quando \u00e8 stata trasmessa la cerimonia d&#8217;inizio delle Olimpiadi in&nbsp;Inghilterra. In un altro libro ancora, che se non sbaglio \u00e8 <em>La banda dei brocchi<\/em>, ricordi uno sketch televisivo natalizio di due comici e forse Benjamin pensa che in quel momento tutta la nazione sta guardando le stesse immagini, sta ridendo delle stesse cose e prova qualcosa che, dopo aver avuto in precedenza un&#8217;esperienza religiosa, \u00e8 la cosa che ci si avvicina di&nbsp;pi\u00f9, un senso di unione. Tu pensi che questa cosa sia cambiata ora che&nbsp;forse internet \u00e8 predominante rispetto a quella che un tempo era la&nbsp;televisione?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>JC:<\/strong> S\u00ec, decisamente questo \u00e8 cambiato, penso che sia un tema&nbsp;ricorrente in tutti i miei romanzi, in particolare collega <em>Burnville<\/em> alla <em>Banda dei Brocchi<\/em> a <em>Middle England<\/em>. In tutti questi libri mi chiedo se&nbsp; la Gran Bretagna \u00e8 effettivamente una societ\u00e0 o solo un&#8217;assemblea di&nbsp; individui e richiama una delle frasi di Thatcher negli anni \u201880 che diceva che non ci sono cose come la Societ\u00e0. Io penso che lei&nbsp;lo pensasse davvero ed \u00e8 anche questa una delle ragioni per cui ha iniziato a proporre a molte imprese di andare a una gestione dal pubblico a privato.&nbsp;<br>Il tentativo suo era quello di trasformare la societ\u00e0 in una nazione di&nbsp; individui e questo penso sia effettivamente la storia del mio paese. Per capirla bisogna anche guardare alla storia della tecnologia e alla storia&nbsp;della tecnologia legata alle trasmissioni, quindi come le persone ricevono&nbsp;le notizie e come si connettono tra di loro. E quindi ho deciso di scrivere&nbsp;dell&#8217;incoronazione della regina Elisabetta II nel 1953 perch\u00e9 sono veramente affascinato dall&#8217;aumento enorme nell&#8217;importanza della televisione e anche nell&#8217;aumento nei dati di quante persone possedevano la tv. Moltissime l&#8217;avevano comprata o noleggiata per seguire l&#8217;evento. E quindi la situazione, come cerco di descrivere anche in questo romanzo, \u00e8 quella della giornata dell&#8217;incoronazione: pensate che pi\u00f9 o meno solo una casa, una famiglia su 4 o 5 possedeva una tv, e il giorno dell\u2019Incoronazione i vicini, le famiglie, si sono schiacciate nei soggiorni,&nbsp;pensate anche a dei vicini che non si parlavano normalmente, ,a ecco, \u00e8 l\u2019Incoronazoine, la danno in TV e tutti si schiacciano nei soggiorni per riunirsi, per seguire la storia che si stava&nbsp;facendo. \u00c8 la stessa ragione per cui ho voluto scrivere anche del&nbsp;matrimonio di Principe Carlo e Diana, molte persone hanno fatto la stessa cosa, cio\u00e8, oramai le tv erano pi\u00f9 diffuse, per\u00f2 molte persone si sono&nbsp;riunite per guardare il matrimonio e in qualche modo questo evento ha&nbsp;riunito la Gran Bretagna stessa. Tuttavia era il 1981 e c&#8217;erano gi\u00e0 delle&nbsp;nuove tecnologie che stavano nascendo, penso ad esempio al Walkman della&nbsp;Sony che ha fatto s\u00ec che la musica da un evento pubblico condiviso si sia potuta trasformare in un evento privato, per una persona da sola, che l&#8217;ascolta in&nbsp;cuffia. \u00c8 lo stesso periodo in cui si diffondevano i primi&nbsp;videoregistratori, quindi apparecchi che permettono di registrare il&nbsp;programma e di rivederlo quando vuoi tu, non nello stesso tempo di&nbsp;altre persone, un altro fenomeno che ha frammentato. un po&#8217; la percezione e l\u2019esperienza di molti eventi.&nbsp;<br>La tecnologia pi\u00f9 importante \u00e8 quella del computer che allora stava entrando in uso e ormai \u00e8 normalit\u00e0 e ha portato anche alla situazione attuale dove tutti noi abbiamo un piccolo apparecchio, il nostro smartphone,&nbsp;con il quale crediamo che dovrebbe quantomeno connetterci ad altre persone, tenere contatti con gli amici e invece ci sta trasformando in individui&nbsp;isolati che non riescono nemmeno ad avere presente quello che accade nel mondo fisico reale. Quindi ho trovato estremamente interessante come queste&nbsp;tre tecnologie ci hanno trasformati in individui molto pi\u00f9 isolati, molto&nbsp;pi\u00f9 ego-centrati e pi\u00f9 lontani dalla societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-02-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18829\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-02-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-02-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-02-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/JC-a-BS-02-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>A questo punto ci sono cinquanta gradi, la gente resiste coraggiosamente ma chi pu\u00f2 si sventola con qualcosa, ho la sensazione che perfino le copertine dei libri della librerie siano calde come toast. Vedo che la faccia gentile di Coe gronda sudore, gli porgo un fazzolettino di carta e lui si tampona la fronte ma non smette di sorridere, si arrotola anche un po\u2019 le maniche della camicia celeste beve un po\u2019 d\u2019acqua che ora \u00e8 tiepida, mi rendo conto. Decido di chiudere chiedendogli della sua carriera di musicista, che va alla grande, Non solo compone, ma suona, tastiera e chitarra, e adesso lo accompagna suona con una formazione jazz tra le pi\u00f9 quotate del panorama italiano: la Artchipel Orchestra, diretta da Ferdinando Fara\u00f2, accoglie la sfida di \u201ctrasformare una musica dall\u2019impianto British e reminiscenze progressive, con cicli melodici ed elementi jazz, in una veste orchestrale di ampio respiro con strutture e sviluppi decisamente sorprendenti\u201d, mi spiega il flayer di Jazz On The Road.<br><br><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A:<\/strong> <em>Te l&#8217;avranno gi\u00e0 detto tutti quanti, per\u00f2 Benjamin Trotter (personaggio, scrittore e musicista, della trilogia che comincia con La banda dei brocchi. N.d.t.) \u00e8 un po&#8217; un te che non ce l&#8217;ha fatta fino in fondo\u2026<br>Sei anche, ho scoperto recentemente, un musicista! Lo sei stato da sempre, anzi hai cominciato forse a suonare prima di diventare uno scrittore e questo si capisce anche da quanto la musica \u00e8 importante nei tuoi romanzi. Ed \u00e8 stato uno dei motivi per cui io ho amato cos\u00ec tanto i tuoi romanzi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>JC:<\/strong> S\u00ec, posso dire che quello che sta accadendo alla mia musica negli ultimi due o&nbsp;tre anni \u00e8 davvero un miracolo, e soprattutto in Italia, che \u00e8 l&#8217;unico paese dove ho gi\u00e0 fatto dei live, questo \u00e8 il mio quinto concerto insieme all&#8217;Artchipel&nbsp;Orchestra. In qualche modo \u00e8 un po&#8217; al contrario di quello che ho appena&nbsp;descritto, cio\u00e8 del passaggio dal pubblico al privato, dal comune&nbsp;all&#8217;individuo E\u2019 un po&#8217; il contrario quello che sta accadendo con la mia musica.&nbsp;<br>Io faccio musica ormai da 40 anni, anche se non ha mai avuto molta risonanza, lo sapevano in pochi. Poi tutto \u00e8 cambiato quando ho&nbsp;mandato una registrazione a Fernando dell&#8217;Artchipel Orchestra, semplicemente&nbsp;per chiedergli cosa ne pensasse, perch\u00e9 siamo amici e abbiamo anche dei&nbsp;gusti musicali molto simili: e lui invece mi ha proposto di suonare live, di&nbsp;fare dei concerti, quindi gli sono anche molto grato perch\u00e9 tutto \u00e8&nbsp;iniziato cos\u00ec.<br>Quindi se questa&nbsp;sera verrete a sentirmi, le melodie che sentirete sono scritte da me, anche&nbsp;se effettivamente sono diverse dalle registrazioni iniziali. Ora suono con&nbsp;un&#8217;orchestra di circa 20 elementi. Io suono piano, l&#8217;orchestra suona forte, quindi dovrebbe andare&nbsp;tutto bene. Grazie mille.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"665\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/brocchi-665x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18831\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/brocchi-665x1024.jpg 665w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/brocchi-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/brocchi-768x1182.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/brocchi.jpg 798w\" sizes=\"(max-width: 665px) 100vw, 665px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>E va nel bagnetto a sciacquarsi faccia e mani, la gente barcollante lo aspetta per salutarlo, fare una foto, farsi fare un autografo. Io non ho neanche un libro: quelli che ho letto da giovane me li hanno prestati, li ho prestati, li ho persi, quelli che ho letto ora li ho presi in biblioteca. E\u2019 un autore prolifico, ha scritto tante cose diverse, ce n\u2019\u00e8 per tutti i lettori.<br>Pi\u00f9 vero di tutti gli autografi che sta facendo lui c\u2019\u00e8 quello apocrifo che abbiamo fatto noi, sulla bara di Sancho, al centro sociale, il nastro giallo della corona diceva La tua banda dei brocchi.<br>Stasera quest\u2019uomo, che ha qualche anno pi\u00f9 di me, suoner\u00e0 per ore, e poi magari andr\u00e0 a sfasciarsi di birra o di vini pregiati. Io andr\u00f2 a casa e guarder\u00f2 una serie tv con il climatizzatore acceso e le tende nere alle finestre per tenere fuori questo ultimo solo bastardo e feroce. Potevo non conoscerlo mai di persona, Jonathan Coe. E invece l\u2019ho conosciuto e non si \u00e8 rotto niente, lui \u00e8 intelligente, cortese, charmant in modo assolutamente british. Gli sono molto grata. E lo dico anch\u2019io: grazie mille.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontrare gli scrittori che amo non \u00e8 mai stato un feticcio, per me. Per questo non vado quasi mai ai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":18836,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[280],"tags":[5224],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Grazie mille! 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