{"id":19605,"date":"2023-12-17T08:00:00","date_gmt":"2023-12-17T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=19605"},"modified":"2023-12-18T12:05:06","modified_gmt":"2023-12-18T11:05:06","slug":"a-godere-a-capire-a-viverci-dentro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2023\/12\/17\/a-godere-a-capire-a-viverci-dentro\/","title":{"rendered":"A godere, a capire, a viverci dentro&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p>&#8211; Credo di aver capito tutto.<br>&#8211; Che fortunato!<br>&#8211; La critica come genere letterario, il non essere funzione del mercato, il non essere un servizio\u2026<br>&#8211; Ah\u2026 Stiamo ancora parlando di quella questione noiosa\u2026<br>&#8211; S\u00ec. E ho una domanda.<br>&#8211; Falla. Non so se ho una risposta. Per\u00f2 magari \u00e8 una bella domanda ed \u00e8 bello avercene una per le occasioni speciali.<br>&#8211; A che serve, allora, la critica?<br>&#8211; ???<br>&#8211; !!!<br>&#8211; A fare critica?<br>&#8211; \u2026<br>&#8211; Non sto prendendoti in giro.<br>&#8211; Sembra, eh.<br>&#8211; A cosa servono i fumetti, i romanzi, le canzoni, le poesie, i dipinti\u2026?<br>&#8211; A godere, a capire, a viverci dentro.<br>&#8211; Ecco\u2026 anche la critica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"406\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/LinusBurton-1024x406.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19606\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/LinusBurton-1024x406.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/LinusBurton-300x119.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/LinusBurton-768x305.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/LinusBurton-1536x609.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/LinusBurton.jpg 1555w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"486\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Linus1965-1024x486.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19607\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Linus1965-1024x486.jpeg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Linus1965-300x143.jpeg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Linus1965-768x365.jpeg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Linus1965.jpeg 1124w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><u>Domenica<\/u><\/strong>: Insieme alla coppia di quotidiani assortiti che torna a casa con me dopo le mie capatine in edicola, si infila nel mazzetto qualche rivista. Di solito mi pento dell\u2019acquisto prima che l\u2019eco del saluto all\u2019edicolante si sia spenta. Oggi mi \u00e8 capitato in sorte anche \u201cLinus\u201d. Copertina e sezione monografica dedicata a <strong>Tim Burton<\/strong>. Niente di nuovo, chiaramente. Del resto Burton non \u00e8 niente di nuovo da quasi vent\u2019anni. Per\u00f2 c\u2019erano il fumetto di <strong>Vincenzo Filosa<\/strong>, l\u2019intervista a <strong>Bruno Bozzetto<\/strong>, le strisce di <strong>Giacon<\/strong> e il calendario 2024: non mi sono sentito cos\u00ec in colpa per la spesa. Non mi sono sentito in colpa neanche guardando quella testata; per\u00f2, un po\u2019, mi sono incupito. Come tutte le volte da qualche anno.<br>Nel 1965, <strong>Salvatore Gregorietti<\/strong>, chiaramente influenzato dai lavori di <strong>Noorda<\/strong> e dall\u2019esperienza nello studio Unimark e gettando pi\u00f9 di un\u2019occhiata a \u201cDomus\u201d, ha deciso di comporre quel titolo breve usando caratteri bastoni. Il nome della rivista, alla nascita, era gi\u00e0 programmatico. L\u2019editoriale del primo numero spiegava bene perch\u00e9, tra tutti i bambini di <em>Peanuts<\/em>, si fosse scelto quello che abbracciava la coperta: \u00ab\u00e8 un personaggio pieno di fantasia (anche \u201cgrafica\u201d: disegna nell\u2019aria!), \u00e8 simpatico e ha un nome facile da ricordare\u00bb. Quella ricerca di semplicit\u00e0 aveva indotto Gregorietti a costruire una rivista semplicissima, lineare, e a usare la stessa font scelta da Noorda per la segnaletica delle metropolitane di New York e Milano: \u201cHelvetica\u201d. In realt\u00e0, Gregorietti aveva dovuto affrontare un problema tecnico: non esisteva il carattere a piombo \u201cHelvetica\u201d e il corpo del giornale veniva composto usando \u201cAksident grotesk\u201d che rappresentava un buon compromesso.<br>Ora, lo sai, con le font digitali, tutti quei limiti tecnici sono stati superati. Oh! Sono passati quasi sessant\u2019anni. In ogni caso la testata di \u201cLinus\u201d \u00e8 stata sempre la stessa, chiunque fosse il proprietario: Giovanni Gandini, Rizzoli o Baldini &amp; Castoldi. Mica lo so perch\u00e9 sia successo, ma quando la rivista \u00e8 stata rilevata dalla Nave di Teseo, per prima cosa, \u00e8 stato cambiato il carattere del titolo, sostituendolo con un generico bastone (che avr\u00e0 sicuramente un nome noioso, una cosa tipo \u201cSequel Sans\u201d). Giuro che tutte le volte che vedo quella \u201cs\u201d cos\u00ec distante dalla \u201cu\u201d con le estremit\u00e0 che si &nbsp;interrompono con quei due tagli perpendicolari alla base del testo, impreco forte.<br>Impreco un altro po\u2019 guardando quella grafica tutta piena di righine, disegnini e ghirigori. Forse \u00e8 un\u2019interpretazione poco comprensibile della fantasia (anche \u201cgrafica\u201d) e del disegno nell\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Tota-1-758x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19609\" width=\"395\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Tota-1-758x1024.jpg 758w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Tota-1-222x300.jpg 222w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Tota-1-768x1037.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Tota-1.jpg 1111w\" sizes=\"(max-width: 395px) 100vw, 395px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><u>Luned\u00ec<\/u><\/strong>: Un italiano che racconta ai francesi la grande epopea del fumetto statunitense. Non sembra anche a te l\u2019attacco di una di quelle barzellette xenofobe che stanno l\u00ec per mostrare la superiorit\u00e0 della furbizia italica? Invece \u00e8 proprio quello che \u00e8 successo qualche settimana fa. L\u2019editore Gallimard ha pubblicato <em>L\u2019illusion magnifique: Livre 1 \u2013 New York, 1936<\/em> di <strong>Alessandro Tota<\/strong>. Duecentoquaranta pagine a colori che raccontano la storia di Roberta Miller che fugge la fame, la Grande Depressione e il Kansas e si rifugia in una New York sognante e avventurosa come l\u2019America di Paperino cantata da <strong>Francesco Guccini<\/strong>. Qui abbraccia le lotte comuniste, piglia manganellate, lavoricchia in un giornale di sinistra, subisce abusi di maschi schifosetti e conosce i fumetti (e il mondo della loro produzione) nel momento in cui il comic book diventa una realt\u00e0 evidente e redditizia. \u00c8 una storia che scorre via veloce, raccontata bene. Niente che trovi realmente appassionante, ma mi divertono molto le notti newyorchesi e le serate al cabaret che guardo con in testa una canzonetta di <strong>Capossela<\/strong> (\u00abNotte newyorkese mi preparo e faccio bello \/ Esco fuori dall&#8217;hotello \/ Tasche vuote e gran pretese \/\/ La strada \u00e8 tutta luce \/ Sottoterra stan le fogne \/ Esce fumo dal tombino \/ E hanno tutti un&#8217;aria truce \/\/ Le strade sono tante \/ Sono street, eppure larghe\u00bb).<br>Poi, alla fine esplode un cliffhanger (forse un po\u2019 troppo furbetto) che fa sospettare che la seconda parte sar\u00e0 pi\u00f9 emozionante.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Akane-1-703x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19611\" width=\"383\" height=\"557\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Akane-1-703x1024.jpg 703w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Akane-1-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Akane-1-768x1118.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Akane-1.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 383px) 100vw, 383px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><u>Marted\u00ec<\/u><\/strong>: Volevo leggere un manga su cui mi ero costruito, per ragioni che non sono troppo chiare neppure a me, una montagna di aspettative: <em>Akane Banashi<\/em> di <strong>Y\u016bki Suenaga<\/strong> e <strong>Takamasa Moue<\/strong>. Mi incuriosiva il racconto del Rakugo, genere teatrale che prevede la presenza di un attore seduto che recita monologhi con pochissimi strumenti.<br>Da qualche parte ho sentito che gli editor nipponici spesso spronano i fumettisti a ispirarsi al teatro e non al cinema. Questo manga era, nella mia mente, un corto circuito meraviglioso: un fumetto ispirato al teatro che mette in pagina un genere teatrale basato su un corpo solo in scena che pu\u00f2 esprimersi con la voce, la gestualit\u00e0 delle braccia e le espressioni. Dopo venti pagine stavo gi\u00e0 facendo le bolle con il naso.<br>Ho preso il cellulare e mi sono messo a giocare con i social. Ho beccato la classifica dei fumetti pi\u00f9 venduti in Francia nel corso della settimana dal 4 al 10 dicembre. Un\u2019illuminazione! Mentre siamo tutti presi a dirci quanto \u00e8 fico il mercato del fumetto francobelga, di solito ci dimentichiamo quali sono le cose che vendono realmente.<br>Una classifica a caso (quella della settimana appena trascorsa) ci dice che al primo posto c\u2019\u00e8 <em>Le retour de Gaston Lagaffe<\/em> di Delaf (il volume di cui parliamo tutti malissimo da quando \u00e8 uscito), seguito da volumi sparsi di serie ormai mediocri (\u201cLes 5 terres\u201d 12, \u201cLargo Winch\u201d 24, \u201cBlacksad\u201d 7, \u201cUndertaker\u201d 7, \u201cAsterix\u201d 40\u2026). Finalmente troviamo i primi segni di vita senziente: un Lucky Luke realizzato da Blutch e \u201cOne Piece\u201d 106. E poi robaccia fino alla ventesima posizione occupata dalla seconda parte di <em>La b\u00eate <\/em>di <strong>Frank P\u00e9<\/strong> e <strong>Zidrou<\/strong>.<br>Nell\u2019ultima classifica pubblicata da \u201cRobinson\u201d di \u201cRepubblica\u201d, al primo posto c\u2019\u00e8&nbsp; \u201cOne Piece\u201d 106. Poi \u2013 s\u00ec, certo \u2013 c\u2019\u00e8 una sfilza di Pera Toons e Lyon, ma qua e l\u00e0 compare qualche altro manga. Alla fine \u00e8 un bel confronto di mediocrit\u00e0 mercantili.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"525\" height=\"325\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Conan.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19612\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Conan.jpg 525w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Conan-300x186.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 525px) 100vw, 525px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><u>Mercoled\u00ec<\/u><\/strong>: In edicola, stamattina, la spalla dedicata ai fumetti ha un intera fila tassellata dal faccione di un ragazzino che mi scruta con la lente d\u2019ingrandimento. Sono solo quattro copie, ma, nello spazio sempre pi\u00f9 esiguo riservato al fumetto, fanno un bell\u2019effetto. \u00c8 il primo numero del collaterale che \u201cSorrisi e Canzoni TV\u201d dedica a \u201cDetective Conan\u201d di <strong>Gosho Aoyama<\/strong>. Non l\u2019ho mai letto, forse neanche sfogliato. Quei volumetti sono incellophanati con un foglio di cartone grande almeno il quadruplo per proteggere il poster allegato. In questo modo occupano pi\u00f9 spazio e acquistano visibilit\u00e0. Il trucco funziona: compro l\u2019albo.<br>Per qualche semestre, un po\u2019 di anni fa, ho tenuto un corso di storia del fumetto in un\u2019accademia di Belle Arti. Poi ci sono piombati addosso pandemia e confinamento domestico: tanto io quanto l\u2019istituto abbiamo dimostrato la nostra impreparazione a gestire un evento catastrofico e l\u2019esperienza si \u00e8 interrotta bruscamente.<br>Il primo anno di quel corso \u00e8 partito in fretta, senza che potessi prepararmi dignitosamente. Trafelato, ho improvvisato un trucco di cui, mentre passavano le settimane, mi sono pentito: ho intitolato il mio corso \u201cLe et\u00e0 del fumetto\u201d e ho deciso di costruire un parallelo tra le et\u00e0 dello sviluppo umano e gli archi storici del fumetto. Dire che siamo arrivati alla vecchiaia di questo modo di raccontare le storie, sottintendendo l\u2019inevitabile conseguenza, mi ha fatto sentire un idiota. Giuro, ho cercato di rimediare, ma mica lo so se ci sono riuscito.<br>Comunque, da quella esperienza ho imparato che insegnare \u00e8 difficile davvero (e questo spiega perch\u00e9 la gran parte dei docenti che abbiamo incontrato nella nostra vita non ne \u00e8 capace) e che i discenti bisogna ascoltarli bene.<br>Una ragazza, sempre seduta in prima fila e attentissima, aveva una vera monomania per <em>Detective Conan<\/em>. Aveva deciso che sarebbe diventata fumettista perch\u00e9 amava quel personaggio, che io non conosco. Era incredibile come riuscisse a spostare il discoro su Gosho Oyama qualunque fosse l\u2019argomento, il periodo storico e il luogo di cui stavamo parlando. E, sebbene cercassi di rintuzzarla con la mia consueta esplosiva simpatia, non si scoraggiava mai.<br>Il corso prevedeva tutte quelle cose che sappiamo essere necessarie: ore di lezione, una manciata di crediti, libri di testo, prove in itinere ed esame (orale) finale.<br>La sua prova \u00e8 quella che ha reso sopportabile la giornata degli esami. Una chiacchierata, lunga e distesa, mentre gli altri (pochi) studenti aspettavano e il docente obbligato a starmi accanto sbuffava sempre pi\u00f9 forte. Mi ha raccontato del suo amore per quel manga e ha costruito paralleli tra la vita dell\u2019autore e quella del personaggio. Una biografia mitica di un autore che mi ha commosso.<br>All\u2019inizio dell\u2019anno successivo, sono tornato nell\u2019istituto per iniziare le lezioni. La segretaria mi ha fermato all\u2019ingresso e mi ha raccontato che quella studentessa, proprio lei, nel corso dell\u2019estate, era morta, travolta da un\u2019auto mentre camminava in montagna.<br>Ecco. Stasera berr\u00f2 un gin tonic, leggendo \u201cDetective Conan\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"355\" height=\"522\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Indietro-Tutta.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19613\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Indietro-Tutta.jpg 355w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Indietro-Tutta-204x300.jpg 204w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><u>Gioved\u00ec<\/u><\/strong>: Sempre pi\u00f9 spesso Boris mi prende per il culo, dicendo chele mie recensioni sono in realt\u00e0 i tasselli della mia autobiografia mitica. Lo sfott\u00f2 non mi stupisce pi\u00f9 di tanto. Ho capito che le mensole della mia libreria sono, in realt\u00e0, lo spazio su cui dispongo le mie memorie. Ogni libro si porta addosso, oltre al peso documentale e testuale di ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 stampato sopra, un carico di ricordi. Lo prendo e so dove l\u2019ho comprato, con chi ero, cosa facevo in quei giorni, addirittura chi ero mentre lo leggevo. Niente di mitico: cose effimere e bagatelle. E magari uno dei momenti pi\u00f9 belli e intensi della mia vita \u00e8 legato a un\u2019opera da tre soldi che, nonostante le proprie minuscole qualit\u00e0, amo da morire.<br>Mi posso commuovere di fronte alle rare volte in cui mi capita la difficile combinazione tra un momento gioioso e un bel libro.<br>Non conoscevo<strong> Henning Wagenbreth<\/strong>. Eppure avrei dovuto: ha fatto libri con Orecchio Acerbo e L\u2019Association. Va bene la distrazione, ma a volte esagero. Passeggiavo in una libreria molto bella con una persona molto cara. Come un predatore ha scorto un albo cartonato e lo ha afferrato senza indugi. Poi, tutta orgogliosa, me lo ha mostrato. Come sempre faccio quando mi si vuole stupire con pagine disegnate, ho messo su la mia migliore faccia da poker, completamente inespressiva, e le ho detto, cercando di inarcare un sopracciglio con poco successo: \u00abUn altro di questi disegnatori troppo underground che ti piacciono tanto\u00bb. Ha sbuffato, si \u00e8 girata il libro tra le mani un altro po\u2019 e poi lo ha rimesso a posto, ch\u00e9 non le piaceva poi cos\u00ec tanto. Non appena si \u00e8 allontanata abbastanza, ho afferrato il libro a mia volta e l\u2019ho nascosto nella pigna dei miei acquisti, sperando di non essere scoperto. Non avevo alcuna voglia di sentirmi canzonare con accento salentino: \u00abMena me\u2019\u2026 ho scoperto un\u2019altra cosa che il grande critico manco sapeva esistesse!\u00bb<br>Ora quella persona \u00e8 lontana. Riprendo <em>Indietro tutta<\/em> di Wagenbreth e lo sfoglio.<br>\u00c8 un gran bel libro per bambini, disegnato come se volesse dire qualcosa di importante agli adulti. Suggerisce che non \u00e8 vero che il secondo principio della termodinamica ci ha fottuto. Entropia e trasformazioni irreversibili sono un fardello troppo pesante, una pena inaccettabile. E allora tutto si deve poter invertire, \u201canaiditouq ativ\u201d, \u201catsepmet\u201d, \u201cetnedicni\u201d, \u201carreug\u201d\u2026<br>\u00abOgni evento del passato \/ ti perseguita e ti squarcia\u2026 \/ Se soltanto si potesse \/ rifar tutto in retromarcia! \/\/ Ogni gesto inopportuno \/ ogni trauma non risolto \/ si potrebbe rimediare \/ in un mondo capovolto. \/\/ Se anche tu vuoi cancellare \/ ogni cosa triste e brutta, \/ vieni prendimi la mano \/ e facciamo indietro tutta!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/AL-1-742x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19615\" width=\"394\" height=\"543\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/AL-1-742x1024.jpg 742w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/AL-1-217x300.jpg 217w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/AL-1-768x1060.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/AL-1.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 394px) 100vw, 394px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><u>Venerd\u00ec<\/u><\/strong>: Ho iniziato la settimana menandola con la forma della \u201cs\u201d di \u201cLinus\u201d. Che poi quella lettera, nella testata di \u201cAlterlinus\u201d, non mi infastidisce per nulla.<br>Nel 1972 Giovanni Gandini si scoccia di \u201cLinus\u201d, il suo giocattolo editoriale. Ha inventato una cosa nuova, ma dopo sette anni non ne pu\u00f2 gi\u00e0 pi\u00f9. Pare che l\u2019amore finisca cos\u00ec: gli esseri umani sono progettati per viverlo intensamente per tre o quattro anni, poi, un po\u2019 alla volta, subentra l\u2019abitudine.<br>Quel periodico meraviglioso, che vanta innumerevoli tentativi si imitazione (non solo in Italia), sta subendo una flessione di vendite. In pi\u00f9 gli editori pi\u00f9 grandi iniziano a bussare alla porta per rilevarlo da quella casa editrice piccola e assurda. Gandini scarta l\u2019offerta di Mondadori (che allora produrr\u00e0 autonomamente \u201cil Mago\u201d) e cede alla tentazione di Rizzoli che, all\u2019inizio del 1973, rileva l\u2019intero pacchetto Milano Libri, il marchio editoriale che pubblicava \u201cLinus\u201d e un sacco di librini meravigliosi.<br>Pare che <strong>Oreste del Buono<\/strong>, in quel momento, si sia rifiutato di cedere a Rizzoli le sue quote. Corrispondevano a un risicato 2% dell\u2019intero assetto di Milano Libri, ma, valendosi di quella minuscola entratura, OdB acquisisce tra dicembre 1972 e gennaio 1973 il ruolo di direttore di \u201cLinus\u201d.<br>Fin dal 1965 Gandini aveva affiancato alla rivista una serie di speciali che, col tempo, erano diventati sempre pi\u00f9 frequenti, quasi un secondo periodico dal titolo cangiante: \u201cLinus estate\u201d, \u201cProvolinus\u201d, \u201cAsterlinus\u201d, \u201cSkylinus\u201d, \u201cPasqualinus\u201d, \u201cPlaylinus\u201d, eccetera. OdB, nel suo primo anno di direzione, prosegue la tradizione. Poi, forse anche perch\u00e9 sta virando la rotta di Linus sulla striscia umoristica, la satira e l\u2019analisi dell\u2019attualit\u00e0, decide di consolidare l\u2019anima avventurosa in un periodico che assume il nome sintetico di \u201cAlterlinus\u201d. Milano \u00e8 cambiata, nell\u2019aria non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 neanche il sentore del Miracolo e le piazze sono piene di protesta. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di un posizionamento estetico cos\u00ec radicale da scegliere una font che dichiari l\u2019assoluta contemporaneit\u00e0 dei contenuti. Nelle pagine della rivista, in poco tempo, esploder\u00e0 il futuro, tradotto in fumetti da <strong>Moebius<\/strong>, <strong>Druillet<\/strong> e dagli altri Humano\u00efdes Associ\u00e9s. Per quella testata basta un generico carattere bastone. Forse un \u201cNeue Haas Grotesk\u201d, che assomiglia moltissimo a quello usato per la nuova edizione diretta da <strong>Igort<\/strong>.<br>\u00c8 uscito il secondo numero. Sono in ritardo sullo sfoglio del primo e mi dedico, di buzzo buono, a una sessione di recupero. Lo prendo dalla mensola e mi ricordo perch\u00e9 non sono ancora riuscito a sfogliarlo. In copertina c\u2019\u00e8 un illustrazione di <strong>Beb-Deum<\/strong>, un disegnatore che trovo algido e interessante. Non so se sia una scelta, ma il faccione che mi guarda sardonico in copertina, con baffetti sottili a sottolineare l\u2019arco delle labbra, mi ricorda incredibilmente quello del direttore della rivista da giovane. Sicuramente \u00e8 un caso, ma la scelta mi respinge. Un direttore vorrei amarlo per le scelte di composizione del catalogo, di progetto culturale, di costruzione dell\u2019identit\u00e0 intellettuale, per la volont\u00e0 di dialogo, non per la presenza ostentata e per i grandi uomini che lo hanno conosciuto.<br>Comunque, dentro il primo \u201cAlterlinus\u201d c\u2019\u00e8 un sacco di roba che vale la pena, anche se ricorda pi\u00f9 \u201cBlack\u201d, la rivista Coconino, dell\u2019\u201cAlterlinus\u201d originale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Uk.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19616\" width=\"392\" height=\"570\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Uk.jpg 486w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Uk-206x300.jpg 206w\" sizes=\"(max-width: 392px) 100vw, 392px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><u>Sabato<\/u><\/strong>: Sono stato troppo sintetico. Mi \u00e8 partita una stilettata ingiusta. Questo primo numero di \u201cAlterlinus\u201d, \u00e8 pieno di cose interessanti: un fumetto che non mi aspettavo dell\u2019inglese <strong>James Harvey<\/strong>, che sembra un oggetto fuori dal tempo, recuperato dalle pagine di un numero perduto della rivista \u201cCrisis\u201d; <em>Il portiere della Giungla<\/em>, una storia breve di <strong>Giorgio Carpintieri<\/strong>; la prima parte di <em>Un certo dottor Wong<\/em> con cui <strong>Igort<\/strong> torna al racconto d\u2019avventura dopo quindici anni di reportage; uno stralcio di <em>20 KM\/H<\/em> del cinese <strong>Woshibai<\/strong>; <em>Serendipity <\/em>di <strong>Leila Marzocchi<\/strong>; un fumetto di <strong>Miguel Vila<\/strong> che mi dimostra che non \u00e8 un problema di grandezza della pagina, lui odia proprio gli ipovedenti (che, cordialmente, ricambiano); l\u2019inizio de <em>La sola cura <\/em>di <strong>Giuseppe Palumbo<\/strong>; e poi estratti da libri a fumetti in uscita, come <em>Blood Of The Virgin <\/em>di <strong>Sam Harkham<\/strong>,<em> Il figlio di Pan<\/em> di <strong>Fabrizio Dori<\/strong>, <em>Diario di una cagna<\/em> di <strong>Grazia La Padula<\/strong> e <strong>C\u00e9line Tran<\/strong> e <em>Monica <\/em>di <strong>Daniel Clowes<\/strong>.&nbsp; Tutto interessantissimo, eh. Ma ho la sensazione di essere di fronte a un costoso inserto di promozione editoriale. Vorrei che una rivista fosse un oggetto autoconsistente con storie a puntate che si risolvono in un certo numero di uscite e un sacco di fumetti brevi ai quali il graphic novel, impostosi come formato unico, ha tolto la possibilit\u00e0 di esistere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Credo di aver capito tutto.&#8211; Che fortunato!&#8211; La critica come genere letterario, il non essere funzione del mercato, il&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":19617,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3971],"tags":[4562,5354,5348,5352,5353,213,5355,111,465,5349,5351,2455,38,5350],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>A godere, a capire, a viverci dentro... - (Quasi)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2023\/12\/17\/a-godere-a-capire-a-viverci-dentro\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"A godere, a capire, a viverci dentro... - 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