{"id":19821,"date":"2024-01-17T08:00:00","date_gmt":"2024-01-17T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=19821"},"modified":"2024-01-11T10:40:59","modified_gmt":"2024-01-11T09:40:59","slug":"monnezza-e-angeli-bendati-intervista-a-federica-ferraro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/01\/17\/monnezza-e-angeli-bendati-intervista-a-federica-ferraro\/","title":{"rendered":"Monnezza e angeli bendati: intervista a Federica Ferraro"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Federica Ferraro<\/strong>, classe 1996, \u00e8 una disegnatrice e fumettista napoletana, rintracciabile anche sotto gli pseudonimi di <strong>Archivio di Ferro<\/strong> e <strong>Ferraglia<\/strong>. Con quest\u2019ultimo ha firmato una storia breve all\u2019interno della seconda raccolta di <em>Materia Degenere<\/em> (Diabolo Edizioni, 2021), mentre <em>E poi muori<\/em>, il suo primo graphic novel, candidato al Premio Micheluzzi Comicon \u201822 e all\u2019ARF come Miglior Promessa del fumetto italiano, \u00e8 pubblicato da Sputnik Press nel 2022, realt\u00e0 editoriale di stampo underground, di cui Federica fa parte attivamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Come mi scrive <strong>Titta D\u2019Onofrio<\/strong>, uno dei fondatori, \u00abSputnik Press \u00e8 il progetto editoriale nato dallo Sputnik Festival, evento annuale che si svolge a Pisticci, in Basilicata, e fondato nel 2014 dall\u2019associazione Lucana Mente Lab.&nbsp;Sputnik produce libri monografici ed antologici a fumetti, ha collaborato e pubblicato alcuni dei principali artisti del fumetto italiano. Con <strong>Akab<\/strong>, in particolare, Sputnik ha lavorato a stretto contatto, apprendendo e portando avanti una precisa visione artistica e politico-economica del mercato editoriale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho fatto due chiacchiere via mail con Federica, perch\u00e9 ammiro molto ci\u00f2 che fa, e perch\u00e9 a mio avviso di <em>E poi muori<\/em> e in generale del suo lavoro si \u00e8 parlato troppo poco.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"670\" height=\"919\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19833\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-1.jpg 670w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-1-219x300.jpg 219w\" sizes=\"(max-width: 670px) 100vw, 670px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Francesco&nbsp; Pelosi: <\/strong>Ciao Federica, vorrei cominciare questa chiacchierata riferendomi a una cosa che ti ho sentito dire durante un&#8217;intervista per Lo Spazio Bianco, nella Self-Area di Lucca 2023. Non ricordo le parole esatte, ma il concetto era che sei conscia di aver fatto con <em>E poi muori <\/em>un fumetto difficile da leggere. Mi spieghi in che senso?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Federica Ferraro:<\/strong> Ciao Francesco. Quando parlo di <em>E poi muori<\/em> come un fumetto difficile da leggere, se non illeggibile (ma forse non mi spingerei a tanto), intendo che non segue un tipo di narrazione canonica. Nel senso, si! C&#8217;\u00e8 una storia. Si! Ci sono dei personaggi. Si! C&#8217;\u00e8 un luogo. Si! Ci sono addirittura i dialoghi (pochi) ma la verit\u00e0 \u00e8 che tutto questo non serve a niente e allo stesso tempo \u00e8 tutto. Tutti gli elementi sono essenziali per reggere una narrazione che non segue le azioni o le parole dei personaggi, ma \u00e8 il loro concatenarsi, aggrovigliarsi, amalgamarsi \u2013 scontrandosi, pure \u2013 a fare l&#8217; &#8220;ammiscafrancesca&#8221; (termine dialettale per intendere PASTROCCHIO). Insomma, la lettura non \u00e8 cronologica, lineare&#8230; Non \u00e8 chiara. \u00c8 piuttosto un guazzabuglio, un pastrugno di angosce che spero, alla fine, emerga. Come origine e fondamento di ogni cosa all&#8217;interno del fumetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesco:<\/strong> Emerge, assolutamente! E a proposito di questo malessere, nella sua prefazione al tuo libro, <strong>Matteo Contin<\/strong> mette l&#8217;attenzione sul fatto che molti dei personaggi che lo animano guardano continuamente di lato, di traverso, si guardano alle spalle, in una dissimulazione del loro sguardo che rende il tutto un po&#8217; &#8220;inquietante&#8221;. Non sai mai cosa o chi stanno guardando, se tu che leggi, qualcuno oltre la vignetta che noi non vediamo o forse solo la citt\u00e0. Cosa mi puoi dire di questi &#8220;sguardi storti&#8221;? Ti sono usciti spontaneamente dalla matita o li hai ricercati? E ancora: c&#8217;entrano con Napoli e le sue ombre, con un bisogno costante di guardarsi le spalle o di non guardare le cose in faccia?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Federica:<\/strong> Io non c&#8217;avevo minimamente pensato. La cosa interessante secondo me \u00e8 proprio questa. Fin quando&nbsp;Matteo non ha scritto la prefazione \u00e8 una cosa che non avevo minimamente notato. Ci sono due scene nel fumetto in cui so di averlo fatto apposta, di averlo ricercato. Sono quella all&#8217;inizio in cui lo sguardo di un personaggio serve per <em>switchare<\/em> la scena. Agganciandomi agli occhi cambio protagonista e ambientazione, guardano cose diverse, ma il sentimento di paura e attesa \u00e8 lo stesso. La seconda \u00e8 la scena di Nunzia e Kekko, che non si conoscono, in metro. Si guardano con sospetto, non si sa bene il perch\u00e9. Io ho immaginato che sentissero un contatto, come quella cosa che succede, &#8220;ma io a questo lo conosco&#8221;, ma non sai in quale rovo del ricordo andare a frugare per trovare quel volto. Stessa cosa. Per il resto, non c&#8217;ho fatto minimamente caso. Penso sia una chiara, e ingovernabile, concretizzazione visiva della paranoia che provo nella mia citt\u00e0. E che non provo solo io. Proprio l&#8217;altro ieri ero ad un piccolo festival di editoria a Bologna, ho incontrato un ragazzo che mi ha detto di aver letto il fumetto e che lui studia a Napoli. Si \u00e8 soffermato proprio su questa cosa degli sguardi, che da quando \u00e8 a Napoli \u00e8 una cosa che lo affligge, lo annichilisce. La gente ti guarda, tu guardi la gente. Aspettando il momento in cui qualcosa succeda, ma poi non succede mai. A Napoli le cose succedono solo quando smetti di guardare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery aligncenter columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"737\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-2-1-737x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"19830\" data-full-url=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-2-1-scaled.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?attachment_id=19830\" class=\"wp-image-19830\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-2-1-737x1024.jpg 737w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-2-1-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-2-1-768x1067.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-2-1-1106x1536.jpg 1106w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-2-1-1474x2048.jpg 1474w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-2-1-scaled.jpg 1843w\" sizes=\"(max-width: 737px) 100vw, 737px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"737\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-3-1-737x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"19832\" data-full-url=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-3-1-scaled.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?attachment_id=19832\" class=\"wp-image-19832\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-3-1-737x1024.jpg 737w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-3-1-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-3-1-768x1067.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-3-1-1106x1536.jpg 1106w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-3-1-1474x2048.jpg 1474w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-3-1-scaled.jpg 1843w\" sizes=\"(max-width: 737px) 100vw, 737px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Francesco :<\/strong> A questo punto mi viene da chiederti se \u00e8 per questo che te ne sei andata da Napoli, per &#8220;smettere di guardare&#8221; e di &#8220;essere guardata&#8221; dalla citt\u00e0. Ammetto che, fino a quando non ho posato gli occhi sul sottotitolo del tuo fumetto, <em>Una storia horror neomelodica<\/em>, non avevo mai collegato Napoli all&#8217;horror, ma subito dopo averlo letto mi \u00e8 sembrata una cosa lampante. E a pensarci, il ricordo che ho dell&#8217;unica volta in cui sono stato a Napoli, le atmosfere della citt\u00e0 che mi son rimaste, sono innegabilmente da film dell&#8217;orrore. Va detto poi che la tua storia non \u00e8 per nulla un horror inteso come genere, ma lo \u00e8 pienamente in maniera metaforica. C&#8217;\u00e8 anche una certa ironia nel definirla cos\u00ec secondo me. Come quando sali sull&#8217;autobus o sulla metro all&#8217;ora di punta e la massa di facce, odori e frasi colte qua e l\u00e0 ti d\u00e0 la sensazione innegabile di essere dentro un film horror.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Federica:<\/strong> Non me ne sono andata da Napoli per questo. Quando sei nell&#8217;orrore e vieni da quella cosa l\u00ec ne fai parte, e non ti rendi neanche conto del film che si sta girando alle tue spalle. Sei una comparsa ignara, a cui non \u00e8 stato detto niente. Perch\u00e9 niente \u00e8 quello che c&#8217;\u00e8 fuori. Non ho visto quello che c&#8217;era fuori da Napoli per anni. E&#8217; la tua piccola enorme dose di realt\u00e0, inizia e finisce nello stesso punto accartocciandosi\u00a0su se stessa. Io ho sentito solo dirmi ad un certo punto della vita:<em>\u00a0te ne devi andare da qua<\/em>. E non capivo neanche perch\u00e9,\u00a0c&#8217;era chi mi aveva consigliato di andare a fare &#8220;i fumetti&#8221;\u00a0a Bologna. E io sono passata da vendere disegnetti per strada, da fare i muri di notte nei vicoli, a seguire un corso di fumetto a Bologna, senza nemmeno sapere cosa fossero i fumetti. Ho seguito quella voce che mi diceva \u00abda qui o te ne vai o ci muori\u00bb, mi frullava in testa ma non ne capivo l&#8217;origine. Non ricordo chi me l&#8217;abbia detta, o dove l&#8217;avessi sentita. Fatto sta che da quando me ne sono andata ho cominciato a vedere da lontano il set di cui facevo parte e da cui ero scappata. Rimango molto legata a Napoli, rimango legata anche a quello che c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 truce e spaventoso. Perch\u00e9 in fondo \u00e8 parte di me. E&#8217; come quando ti rendi conto di essere una persona di merda per certi pensieri che fai, hai dei flash di immagini atroci e invece di ripudiarle\u00a0e rimuoverle le segui, ci stai, le registri. E quando la tua mente ha finito sai che un altro pezzo di te si \u00e8 fatto vivo e puoi scegliere cosa farne. Io di Napoli ho scelto di tenere anche gli aspetti peggiori ma non lasciare pi\u00f9 che questa citt\u00e0 decida la mia vita, ma soprattutto la mia morte. L&#8217;ho fatta un po&#8217; pesa, forse non si \u00e8 capito niente, forse \u00e8 solo una questione di suggestioni, di quella cosa inspiegabile che alla fine provi a raccontare con il disegno, il fumetto e quello che \u00e8. Non \u00e8 per questo che lo facciamo? Non \u00e8 questo che cerchiamo di raccontare? Almeno, io vedo, provo sempre a raccontare l&#8217;irraccontabile.<br>Piccolo flashback: sopra al tetto dello Scugnizzo Liberato, ex carcere minorile occupato, dove si svolge ogni anno il UE fest, c&#8217;era il poster di un Angelo. Quando lo vidi la prima volta era il primo periodo dell&#8217;occupazione. Il poster era consumato e strappato, il tetto era una rovina fragile sotto i nostri piedi. Dietro al muro a cui era affisso il poster c&#8217;era la cartolina di Napoli. Il mare, il Vesuvio, il puzzle di palazzi, tutto. Scoprii poi che il poster era di <strong>Zilda <\/strong>e si chiamava: <em>Tu eri l&#8217;ineffabile<\/em>. Ecco qua.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Tu-eri-lineffabile.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19828\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Tu-eri-lineffabile.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Tu-eri-lineffabile-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Tu-eri-lineffabile-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Francesco:<\/strong> Incredibile. A leggere le tue parole mi \u00e8 sembrato per un attimo di essere catapultato all&#8217;interno del tuo fumetto, e poi il poster di Zilda ha concretizzato definitivamente la visione. Ero l\u00ec, fra quei borghi marci, oscuri e graffiati che hai disegnato in <em>E poi muori<\/em>. E visto che ci siamo arrivati, parliamone un po&#8217; pi\u00f9 a fondo: mi sembra di sentire l&#8217;eco di quel titolo nella frase che ti sei sentita dire pi\u00f9 volte, \u00abo te ne vai o ci muori\u00bb. \u00c8 cos\u00ec? E poi, se dovessi dire a uno sconosciuto che non sa nulla di te, cosa racconta il tuo fumetto, cosa diresti? Anche l\u00ec mi sembra ci sia tanto di Napoli che decide per i personaggi che racconti, mentre loro sono del tutto ignari.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Federica:<\/strong> La verit\u00e0 \u00e8 che io sono uno di quei personaggi, anche io mentre la scrivevo e la disegnavo ero del tutto ignara di farne parte. Pensavo di star creando una narrazione, una storia, pensavo di star incastrando a mio piacimento gli eventi. E invece no, quei personaggi esistono o sono esistiti, l&#8217;evento \u00e8 avvenuto, e io non ne sono mai uscita.\u00a0Si, il titolo <em>E poi muori<\/em> \u00e8 sicuramente uno strascico di quelle parole che mi si erano insinuate nella testa da piccolina, ma, al contrario di quella frase in cui sembra esserci una scelta, in <em>E poi muori<\/em> questa scelta non c&#8217;\u00e8. E poi muori, e basta.\u00a0 Era anche un po&#8217; per prendere in giro la famosa frase di Goethe quando venne a Napoli, e un po&#8217; secondo me ho voluto mettere l&#8217;unica cosa &#8220;concreta&#8221;, l&#8217;unica verit\u00e0 che si cerca per tutta la storia, spiattellata l\u00ec in prima pagina. Cos\u00ec che tu abbia l&#8217;impressione di non dover cercare pi\u00f9 niente, solo cadere in quel vuoto caotico.<br>Riguardo la storia, invece, posso dire che racconta sicuramente una sparizione, delle angosce di un popolo che si intersecano attorno a una vicenda, di un&#8217;attesa infinita e di un purgatorio in terra da cui nessuno pu\u00f2 scappare.\u00a0La cosa divertente, comunque, \u00e8 che in molti poi mi hanno chiesto che fine abbia fatto il protagonista della storia. Se fosse morto o solo scappato, se esiste, se \u00e8 il sogno di qualcuno&#8230; Magari del fratello. Io ho sempre sorriso pensando che basterebbe soffermarsi sul titolo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesco:<\/strong> Mi sento molto scemo, perch\u00e9 non ho mai pensato che il titolo si riferisse a &#8220;vedi Napoli e poi muori&#8221;. Proprio non avevo collegato la cosa, ma ora che me l&#8217;hai detto, tutto si riallaccia e aumenta di significato. A parte questo, come forse ti ho gi\u00e0 detto varie volte dal vivo, trovo il tuo fumetto davvero bellissimo, sicuramente fra i pi\u00f9 belli che ho letto quest&#8217;anno e senza dubbio fa parte di quelle opere importanti che i radar dell&#8217;informazione, fumettistica e non, non hanno trattato adeguatamente. \u00c8 molto emozionante e crudo, e ti coinvolge senza lasciar scampo. Se poi lo guardo con il mio occhio da ossessivo dei fumetti, ci vedo come un&#8217;ibridazione tra certe opere gekiga (penso a <strong>Tatsumi<\/strong> e agli <strong>Tsuge<\/strong>) e il nostro fumetto popolare. La gabbia &#8220;bonelliana&#8221; a base sei vignette quadrate fa fare un balzo al mio cuore da strutturalista, soprattutto perch\u00e9 l&#8217;hai riempita con il tuo segno storto, malato, tremolare e pungente come filo spinato (mi rendo conto che ti sto facendo un sacco di complimenti ma, ripeto, sono un grande di fan di questo tuo libro e del tuo segno). Poi, ogni tanto, ci sono queste doppie splash page in negativo che congelano il tempo, come per imprimere nella retina di chi guarda quel particolare istante, e alcune scene con le onde del mare che realizzano la magia impossibile di fare sentire il suono senza che il suono ci sia. Ti chiedo allora: hai pensato al gekiga o ai bonellidi mentre disegnavi, o questo \u00e8 semplicemente il &#8220;tuo&#8221; modo? E ancora: di cosa parlano quei momenti congelati al negativo?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Federica:<\/strong> Consapevolmente non penso mai a niente, dopo magari ci vedo qualcosa, scavo e connetto i punti risalendo alle connessioni sinaptiche che hanno fatto le mie cervella per arrivare a quel risultato l\u00ec. Sicuramente ho voluto ingabbiare quel segno che \u00e8 difficilissimo da tenere a bada, un gruppo di cani randagi e rabbiosi chiusi in un recinto \u2013 in un minuscolo spazio vitale \u2013 ammassati l&#8217;uno sull&#8217;altro che si azzannano a vicenda, e tu senti tutti i loro ululati. E secondo me se mi lasciavo libera con le gabbie\u00a0 (che controsenso) sarebbe stata ancora pi\u00f9 difficile la lettura. Invece mi piaceva dare un senso di costrizione, claustrofobia, come qualcosa che \u00e8 l\u00ec l\u00ec per esplodere ma non esplode mai. Ovviamente a \u2018ste cose ci si arriva sempre dopo. Niente Bonelli, onesto mai letto niente. Ma una gabbia standard, si. Ma non ho pensato neanche ai gekiga, anche se conosco.\u00a0Probabilmente stavano infilati sotto qualche mobiletto della mente, ma non ti so dire. C&#8217;\u00e8 poi la questione che io di fumetti ne ho letti pochi nella vita, diciamo che li ho cominciati a leggere quando ho cominciato a farli, qualche anno fa. Ho sempre letto narrativa, romanzi, saggistica, poesia, teatro&#8230; Il fumetto \u00e8 entrato dentro di me da non troppo. Forse per\u00f2 \u00e8 per questo che continuo a stupirmi di un sacco di roba che esce. Invece, quello che pensavo mentre lo facevo, le suggestioni che mi arrivavano erano tutte derivate dal\u00a0cinema. Nella mia testa mentre disegnavo andava avanti una proiezione in bianco e nero, con inquadrature, piani sequenza e pause che erano in tutto e per tutto un film e che cercavo di inseguire con un segno frenetico, che andava veloce per non perdersi niente. Come il dettato alle elementari. Ero la migliore, quella che finiva prima, quella che scriveva velocissimo&#8230; Peccato poi che non si capiva niente di quello che avevo scritto. Direi di non essere migliorata molto.\u00a0<br>Gli istanti in negativo sono il silenzio. Sai cosa? tipo il Noise Canceling delle cuffie, l&#8217;assenza di rumore che \u00e8 in realt\u00e0 un rumore abominevole, che ti trapana le tempie, un piccolo spillo acuminatissimo che ti perfora da una parte all&#8217;altra della testa. Il fischio! L&#8217;assenza di rumore che \u00e8 in realt\u00e0 un suono costante. La vedo cos\u00ec, anzi, la sento cos\u00ec. Niente di razionale in realt\u00e0, solo percettivo. La parte finale del libro, realizzata in scratchboard, \u00e8 questo. Il boato, il boato che \u00e8 l&#8217;inizio della storia (cronologicamente siamo 10 anni prima) ma anche la fine. In \u00a0\u00a0fondo, quella roba l\u00ec \u00e8 la sensazione che sta alla base di tutto il fumetto. La cosa che ho inseguito per anni, che ho cercato di raccontare pi\u00f9 volte e che ancora mi buca il petto. Non so se ci sono riuscita.\u00a0<br>La mia psicologa lo chiama il vuoto, ma a me sembra tutto fuorch\u00e9\u00a0vuoto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery aligncenter columns-2 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"737\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-4-1-737x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"19825\" data-full-url=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-4-1-scaled.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?attachment_id=19825\" class=\"wp-image-19825\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-4-1-737x1024.jpg 737w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-4-1-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-4-1-768x1067.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-4-1-1106x1536.jpg 1106w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-4-1-1474x2048.jpg 1474w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-4-1-scaled.jpg 1843w\" sizes=\"(max-width: 737px) 100vw, 737px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"737\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-5-1-737x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"19827\" data-full-url=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-5-1-scaled.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?attachment_id=19827\" class=\"wp-image-19827\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-5-1-737x1024.jpg 737w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-5-1-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-5-1-768x1067.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-5-1-1106x1536.jpg 1106w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-5-1-1474x2048.jpg 1474w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/E-poi-muori-5-1-scaled.jpg 1843w\" sizes=\"(max-width: 737px) 100vw, 737px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Francesco:<\/strong> Questa cosa del vuoto e di te che insegui una proiezione cinematografica nella tua testa, cercando di starle dietro e fissarla su carta, mi piace molto. E mi sembra anche che le due cose, anche in maniera involontaria, si bilancino perfettamente. In pi\u00f9, mi fa venire in mente tutte le volte in cui ti ho vista alle fiere, dietro al banchetto di Sputnik, china su uno dei tuoi quaderni a disegnare costantemente, a met\u00e0 fra una ricerca continua e un dovere. Fai cos\u00ec quando cerchi nuove idee, o semplicemente lasci andare la mano e poi magari &#8220;raccogli&#8221; qualcosa che potrebbe essere approfondito e espanso? E ne approfitto cos\u00ec anche per chiederti un&#8217;ultima cosa: stai preparando qualcosa di nuovo?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Federica:<\/strong> La verit\u00e0 \u00e8 che ho una fottutissima paura del vuoto. Faccio di tutto per evitarlo, per non affrontarlo. Sui fogli, nei miei quaderni, in qualsiasi tavola tendo a riempire tutto lo spazio in questo inseguimento spasmodico verso la completa pienezza, il caos espanso all&#8217;inverosimile.\u00a0 Lo riempio con segno, code di baloon cshe si attorcigliano,\u00a0parole che si rincorrono a perdifiato. Questo avviene quando sono completamente libera, quando non inseguo una struttura, un progetto con una finalit\u00e0. Ovviamente quando lavoro a qualcosa di pi\u00f9 completo ,che dovrebbe verosimilmente essere letto e capito, allora tendo a darmi una regolata&#8230; Ma quella roba l\u00ec sfocia spesso nell&#8217;insoddisfazione.\u00a0<br>A cosa sto lavorando? Sto lavorando ad una serie di cose insieme. Diciamo che ho un piano BASE che \u00e8 il mio quaderno, \u00e8 un flusso di coscienza a fumetti che porto avanti ormai da pi\u00f9 di un anno, che non ha veramente una direzione. Vive perch\u00e9 si&#8230; E perch\u00e9 non potrebbe non essere. E quello \u00e8 il mio spazio di assoluta libert\u00e0. Da dopo la pubblicazione di <em>E poi muori<\/em> ho cominciato a scrivere un&#8217;altra storia, me la immagino bella cicciona, \u00e8 un po&#8217; complessa, un po&#8217; biblica&#8230; Di un biblico per\u00f2 immerso in un contesto degradante e contemporaneo. Monnezza e angeli bendati, cose del genere. Ho una serie di suggestioni che so prenderanno la loro strada per coordinarsi insieme in una coscienza collettiva che io non dovr\u00f2 manovrare, perch\u00e9 tanto mi sfuggirebbe di mano, e va bene cos\u00ec. Per il resto cerco di non dare limiti alle idee, al massimo una direzione, incanalare tutta quella paura per il vuoto, tutto quel caos di segno, quel marasma di simboli e metafore verso un solo punto dell&#8217;orizzonte. Affinch\u00e9 esploda e magari a qualcuno possa arrivare il boato dopo lo scoppio. BOOM.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"745\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Quaderno-Federica-1-745x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-19823\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Quaderno-Federica-1-745x1024.jpg 745w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Quaderno-Federica-1-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Quaderno-Federica-1-768x1056.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Quaderno-Federica-1-1117x1536.jpg 1117w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Quaderno-Federica-1-1489x2048.jpg 1489w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Quaderno-Federica-1-scaled.jpg 1861w\" sizes=\"(max-width: 745px) 100vw, 745px\" \/><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Federica Ferraro, classe 1996, \u00e8 una disegnatrice e fumettista napoletana, rintracciabile anche sotto gli pseudonimi di Archivio di Ferro e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":19834,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[815],"tags":[3834],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - 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