{"id":20982,"date":"2024-03-29T08:00:00","date_gmt":"2024-03-29T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=20982"},"modified":"2024-04-01T12:22:51","modified_gmt":"2024-04-01T10:22:51","slug":"sergio-ruzzier-a-spasso-nel-bosco-con-maurice-sendak-intervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/03\/29\/sergio-ruzzier-a-spasso-nel-bosco-con-maurice-sendak-intervista\/","title":{"rendered":"Sergio Ruzzier a spasso nel bosco con Maurice Sendak: Intervista"},"content":{"rendered":"\n<p>Maurice Sendak \u00e8 tra i massimi autori che le storie che mescolano parole e immagini abbiano mai avuto. \u00c8 un autore che amiamo molto e che, in Italia, fin dagli anni Sessanta, \u00e8 stato pubblicato in edizioni splendide e molto curate ma con una significativa discontinuit\u00e0. La sua produzione \u00e8 stata ampia \u00a0e ha presentato un\u2019articolazione vastissima di stili, tecniche e formati.<br>Da qualche anno l\u2019editore Adelphi ha acquisito i diritti esclusivi dei suoi lavori e propone, in nuove traduzione, libri che, per quanto meravigliosi, erano gi\u00e0 stati pubblicati da altri editori.<br>L\u2019annuncio dell\u2019uscita di quattro libri finora inediti, quasi in contemporanea nel mese di aprile, ci ha fatto gridare al miracolo. Quando abbiamo scoperto che, l\u00e0 in mezzo, ci sarebbero stati <em>Outside Over There<\/em> e <em>Bumbl-Ardy<\/em>, abbiamo improvvisato una ridda selvaggia nelle stanze della redazione. Poi, riconquistata una parvenza di lucidit\u00e0, abbiamo chiesto a Sergio Ruzzier, che di Sendak \u00e8 stato allievo e amico, di chiacchierare di questo evento.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Quasi_Sendak_promo.mp4\"><\/video><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Quattro titoli di Sendak, pi\u00f9 di tutti gli altri, costituiscono un ciclo narrativo sublime. <br>Sono quattro picture book che raccontano con assoluta precisione, e molto meglio di una distesa sconfinata di trattati di pedagogia, il senso dell\u2019infanzia: <em>Where the Wild Things Are<\/em> (1963, noto in Italia come <em>Nel paese dei mostri selvaggi<\/em>), <em>In the Night Kitchen<\/em> (1970, uscito prima con il titolo <em>Luca, la luna e il latte<\/em> e pi\u00f9 di recente come <em>La cucina della notte<\/em>), <em>Outside Over There<\/em> (1981, in uscita con il titolo <em>Nel mondo l\u00e0 fuori<\/em>) e <em>Bumble-Ardy<\/em> (2011, in uscita come <em>Bombo-Lardo<\/em>).<br>Arabella e Paolo hanno tempestato di domande su Sendak Sergio che ha risposto con generosit\u00e0. Solo alla fine della chiacchierata, i due sciagurati si sono resi conto di essersi fatti travolgere dalla passione \u2013 decisamente vorace \u2013 per Sendak e di non aver fatto a Sergio Ruzzier alcuna domanda sui suoi fumetti per bambini. In fondo \u00e8 stato meglio cos\u00ec, ci riserviamo di chiacchierare di quelle storie con l\u2019autore alla prossima occasione.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"684\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Piccolo-Orsacchiotto-684x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20983\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Piccolo-Orsacchiotto-684x1024.jpg 684w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Piccolo-Orsacchiotto-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Piccolo-Orsacchiotto-768x1151.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Piccolo-Orsacchiotto-1025x1536.jpg 1025w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Piccolo-Orsacchiotto.jpg 1068w\" sizes=\"(max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Paolo Interdonato:<\/strong> Innanzi tutto, mi piacerebbe raccontassi il tuo rapporto con <strong>Maurice Sendak<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sergio Ruzzier:<\/strong> Il mio rapporto con Sendak comincia coi suoi libri. In particolare con i libri del Piccolo Orsacchiotto, quando ero bambino. Erano i miei libri del cuore, quelli che tenevo sempre con me. I libri su cui ho imparato a leggere. Adesso, nella nuova edizione Adelphi, quel personaggio si chiama Orsetto, ma quando li pubblicava Bompiani, gi\u00e0 dagli anni Sessanta, era il Piccolo Orsacchiotto. Adoravo quei libri, sia per i testi di <strong>Else Holmelund Minarik<\/strong> sia per i disegni di Sendak. In quei disegni c&#8217;era qualcosa di commovente, di malinconico e coinvolgente. Mi ci immedesimavo in quel personaggio, e le sue piccole avventure e disavventure, le sue piccole tristezze, erano le mie. Mi \u00e8 sempre piaciuto tantissimo.<br>Poi, quando da adolescente ho cominciato a provare a disegnare con il pennino, mi sono rivolto ai disegni di quei libri. Non tanto per copiarli, perch\u00e9 non sono mai stato uno a cui piaceva copiare le cose; mi \u00e8 sempre piaciuto fare le mie cose. Li guardavo, proprio come degli esempi, per vedere come si poteva usare il pennino. Sendak \u00e8 stato uno dei miei, diciamo cos\u00ec, maestri virtuali.<br>Non sono andato al liceo artistico, non ho fatto nessuna Accademia. Le cose che so fare le so fare perch\u00e9 le ho imparate per conto mio. E perch\u00e9 leggevo e guardavo tanti fumetti e tanti libri illustrati. E Sendak era uno degli artisti che guardavo con maggiore attenzione, anche se non \u00e8 che ci fosse moltissimo di pubblicato in Italia. I disegni del Piccolo Orsacchiotto erano perfetti, perch\u00e9 erano fatti con questo incrocio di tratti, tratteggi, tessiture\u2026<br>Presto per\u00f2 ho capito che quel tipo di tratteggio non faceva per me: il segno lo tenevo molto meno intricato, preferendo risolvere i volumi con l\u2019acquarello, successivamente. Insomma, questa \u00e8 la mia partenza con Sendak in Italia. Non \u00e8 che conoscessi molte altre cose sue.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"915\" data-id=\"20985\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/selvaggi-1024x915.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20985\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/selvaggi-1024x915.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/selvaggi-300x268.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/selvaggi-768x686.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/selvaggi-rotated.jpg 1119w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"791\" height=\"1024\" data-id=\"20984\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Cucina-791x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20984\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Cucina-791x1024.jpg 791w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Cucina-232x300.jpg 232w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Cucina-768x994.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Cucina.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 791px) 100vw, 791px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> Non avevi incontrato i libri che pubblicava <strong>Rosellina Archinto<\/strong> con Emme Edizioni? Perch\u00e9 in quegli anni erano sicuramente gi\u00e0 usciti <em>Nel paese dei mostri selvaggi<\/em> e <em>In the Night Kitchen<\/em> con il titolo <em>Luca, la luna e il latte<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> No, infatti. Io sono del 1966, per cui avrei benissimo potuto averli. Ma non avevo molti libri per bambini a casa, da piccolo. Mio padre aveva una libreria enorme, in cui c\u2019erano anche tanti libri d&#8217;arte. Per\u00f2 di libri per bambini ne avevo pochi, una decina in tutto, per cui no, quelli non li conoscevo.<br>Poi, quando avevo quindici o sedici anni, ho scoperto che in via Solferino, proprio davanti al \u201cCorriere della Sera\u201d, c&#8217;era una chiesa protestante presso cui ogni fine novembre, per il Thanksgiving, facevano una svendita di libri vecchi, usati, di seconda mano, inglesi e americani. Io cercavo sempre libri illustrati, e l\u00ec avevo trovato un po&#8217; di belle cose. Avevo imparato per esempio a riconoscere <strong>Edward Gorey<\/strong>. Poi avevo trovato un paio di libri di Sendak. Non conoscevo ancora bene il suo lavoro, ma l\u2019avevo riconosciuto come il disegnatore del Piccolo Orsacchiotto. In particolare mi ricordo di aver trovato <em>Pierre<\/em> (uno dei volumi della Nutshell Library, ma pubblicato in un formato pi\u00f9 grande) e <em>Mr. Rabbit and the Lovely Present<\/em>. Entrambi in uscita in Italia proprio adesso.<br>Ho per\u00f2 capito la grandezza di Sendak solo dal 1995, quando mi sono trasferito a New York.<br>L\u00ec ho visto tutti i libri che ha fatto, tutte le tecniche che ha affrontato e tutti gli stili, dall\u2019umoristico al pi\u00f9 realistico, se si pu\u00f2 definire cos\u00ec. Fino ad allora la mia relazione con Sendak era stata da lettore e da disegnatore in erba che cerca ispirazione. Da quel momento in poi \u00e8 diventata vera passione.<br>Un giorno, dopo che avevo pubblicato alcuni libri, mi arriva una lettera. Una di quelle di carta, che si toccano, proprio nella casella della posta vera, non una mail. E quella lettera mi invitava a partecipare alla \u201cSendak Fellowship\u201d nel settembre successivo, quello del 2011. Non sapevo neanche cosa fosse questa fellowship, per cui, quando ho aperto la lettera, mi sono detto: \u00abVa be\u2019\u2026 mi staranno chiedendo soldi per qualche opera caritatevole\u00bb. Poi l&#8217;ho letta bene: \u00abNo, qui mi invitano a stare un mese da lui in Connecticut\u00bb. Mi sono emozionato, prima di tutto perch\u00e9 scoprire che lui conosceva i miei lavori gi\u00e0 era una sorpresa. E poi che avesse deciso di invitarmi l\u00ec, insomma, \u00e8 stata una sorpresa ancora maggiore. All&#8217;inizio ho detto: \u00abCavolo! Ma non potr\u00f2 farlo!\u00bb Perch\u00e9 avevo una bambina di dieci anni ed ero separato da sua madre, per cui, insomma, era proprio difficile organizzare la cosa. In realt\u00e0 poi sono riuscito a sistemare tutto e sono andato l\u00ec nel settembre del 2011, per un mese, e l&#8217;ho conosciuto bene.<br>Era una persona molto divertente, molto generosa, molto colta. \u00c8 stato un bellissimo mese.<br>Eravamo in quattro a partecipare a quell\u2019esperienza: io e altri tre illustratori. Purtroppo, i primissimi giorni in cui eravamo l\u00ec, Sendak, dopo averci ricevuti e accolti, si \u00e8 rivelato un po\u2019\u2026 diciamo\u2026 depresso. Era triste, cosa che gli succedeva spesso, in quel periodo soprattutto, perch\u00e9 era morto, a Zurigo, <strong>Daniel Keel<\/strong>, un suo amico carissimo, il fondatore di Diogenes, la casa editrice che lo pubblicava in Svizzera. Ma come gi\u00e0 detto, era soprattutto un suo caro amico, poi era anche l\u2019editore che lo pubblicava in lingua tedesca, e pubblicava tutto Edward Gorey e tutto Tomi Ungerer.<br>Comunque, conoscerlo di persona \u00e8 stato bellissimo: ho avuto modo di passare un bel po&#8217; di tempo con lui, a chiacchierare, a guardare i suoi lavori, a guardare le sue collezioni. Aveva una bellissima collezione di disegni originali, di stampe, di libri ovviamente, di giocattoli\u2026<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1013\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MS-1013x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20986\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MS-1013x1024.jpg 1013w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MS-297x300.jpg 297w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MS-768x776.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MS-1520x1536.jpg 1520w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/MS.jpg 1583w\" sizes=\"(max-width: 1013px) 100vw, 1013px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> In cosa consisteva la fellowship?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Semplicemente ti metteva a disposizione, per un mese, una stanza e uno studio in una casa che aveva comprato vicino alla sua bellissima residenza, una tipica casa di campagna del New England del Settecento. Eravamo in Connecticut, non lontanissimi da New York. A un&#8217;ora e mezza da New York City, una casa immersa nel bosco, proprio isolata.<br>Vicino a casa sua c\u2019era quest\u2019altra casa che aveva comprato proprio per adibirla a ospitare quattro illustratori alla volta. Non avevamo nessun impegno, nessun obbligo. Ti metteva a disposizione questo spazio e questo tempo e tu facevi quello che volevi. Ti diceva chiaramente dall&#8217;inizio: \u00abNon voglio che pensiate che mi aspetto che facciate qualcosa\u2026 cio\u00e8, se state l\u00ec un mese a far niente, a me va bene, non importa. L&#8217;importante \u00e8 che siate a vostro agio. E se poi avete voglia di disegnare e di mostrarmi quello che fate, benissimo. Per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 nessun obbligo. Non richiedo niente. Vi do questo spazio, questo tempo!\u00bb<br>Ecco\u2026 ce l&#8217;aveva, molto giustamente, con il nuovo mercato editoriale americano dei libri per l&#8217;infanzia, che, come del resto un po\u2019 anche in Italia, \u00e8 molto pi\u00f9 interessato al commercio e alla vendita piuttosto che alla qualit\u00e0 dei libri pubblicati.<br>Diceva che quando aveva cominciato lui a pubblicare, c\u2019erano editor che coltivavano il tuo lavoro, avevano fiducia in te, ti scovavano e ti davano dei contratti per pi\u00f9 libri, in modo che ti sentissi tranquillo dal punto di vista economico. Potevi fare delle cose senza l&#8217;angoscia di dover fare quello che il mercato si aspettava da te, ed era una bella relazione. Lui aveva avuto la fortuna di lavorare con Ursula Nordstrom, ad Harper and Row (poi HarperCollins).<br>Secondo lui, quello \u00e8 il modo in cui un illustratore pu\u00f2 sentirsi libero di fare le cose pi\u00f9 belle e interessanti. Ma sapeva benissimo che ormai i giovani illustratori, come noi, dovevano fare i conti con le regole del mercato. E quelle regole erano cambiate. Quando aveva esordito lui, negli anni Cinquanta e Sessanta, l&#8217;ufficio marketing in una casa editrice per l\u2019infanzia non esisteva neanche.<br>Queste cose sono cominciate veramente negli anni Settanta e Ottanta. Poi dagli anni Novanta in avanti sempre di pi\u00f9.<br>E allora diceva: \u00abQui, cercate di dimenticarvi come funziona il mondo vero e sentitevi liberi di sperimentare, di fare quello che volete. Oppure, se avete bisogno solo di una pausa, non dovete far niente.\u00bb<br>Infatti, io ho camminato molto per i boschi, chiacchierato con lui, chiacchierato con i miei <em>fellow fellows<\/em>\u2026 Con uno in particolare siamo ancora molto amici, <strong>Ali Bahrampour<\/strong>. Non \u00e8 mai stato pubblicato in Italia, per\u00f2 prover\u00f2 a farlo vedere in giro perch\u00e9 \u00e8 molto bravo.<br>Insomma \u00e8 stata un&#8217;esperienza bellissima. Non potevo desiderare di pi\u00f9, ho conosciuto Sendak: era molto simpatico, era molto generoso, molto dolce. Aveva questa reputazione, negli Stati Uniti, di essere un vecchio isolato e brontolone. In realt\u00e0, secondo me, era l\u2019effetto del suo umorismo nero e del suo sarcasmo, che usava anche per difendersi, perch\u00e9 per la sua popolarit\u00e0 probabilmente riceveva richieste su richieste di interviste. E allora faceva finta di essere burbero, cos\u00ec lo lasciavano in pace.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"679\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/In-the-dumps-1024x679.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20989\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/In-the-dumps-1024x679.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/In-the-dumps-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/In-the-dumps-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/In-the-dumps.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> Sto guardando <em>In the Dumps<\/em> di <strong>Art Spiegelman<\/strong> e Sendak, pubblicato sul \u201cNew Yorker\u201d. Sendak si disegna nel bosco, che probabilmente \u00e8 quello dietro casa sua nel Connecticut, con Spiegelman e con un cane lupo. Mentre Spiegelman disegna s\u00e9 stesso come siamo abituati a vederlo quando si disegna con fattezze umane (e non topesche), Sendak si rappresenta come una persona arcigna che pu\u00f2 sfoderare espressioni malvagie che rasentano la follia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> S\u00ec, s\u00ec, un vecchio pazzo. Gli piaceva fingersi cos\u00ec. Tra l\u2019altro, usava quel personaggio anche per tenere alla larga i suoi vicini. Cio\u00e8\u2026 la casa era isolata, per\u00f2 viveva altra gente in quella zona rurale. Era gente con i soldi e con le case gigantesche, di cattivo gusto. Va be\u2019\u2026 di soldi ne aveva anche Sendak, ovviamente, ma quelli erano repubblicani e conservatori e le volte che ci aveva a che fare, magari li incontrava per strada, li trattava sempre con molto sarcasmo, divertendosi a prenderli in giro e farli arrabbiare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"792\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/oot.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20991\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/oot.jpg 792w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/oot-232x300.jpg 232w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/oot-768x993.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 792px) 100vw, 792px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Arabella Urania Strange:<\/strong> Hai detto una cosa che non so se ho capito bene. Hai detto che era un po&#8217; depresso perch\u00e9 aveva perso un amico, ma che era comunque soggetto alla depressione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> S\u00ec, be\u2019\u2026 aveva, da quando era ragazzo, una tendenza alla depressione. Secondo me, dai racconti che ha fatto, dalle cose che ho letto, dalle testimonianze di chi lo conosceva meglio di me, aveva un po&#8217; questa tendenza. Aveva sempre paura di essere malato e poi si lasciava spesso prendere da malinconie. Secondo me, si vede anche nel suo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A:<\/strong> Infatti, l\u2019ho sempre considerato uno che sfida l&#8217;oscurit\u00e0 e me lo stai confermando.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> S\u00ec, s\u00ec. Quando era piccolo, aveva quest&#8217;idea che la morte incombe anche e comunque sui bambini. Diceva di aver sempre avuto questa consapevolezza della pesantezza del vivere. Per\u00f2, magari, \u00e8 proprio quello che l&#8217;ha spinto a reagire e a realizzare i suoi libri. Quindi potremmo considerare una fortuna che fosse cos\u00ec. Poi, di certo, ci ricamava su, eh! Perch\u00e9 era anche bravo a raccontare le cose, ad abbellirle, a renderle pi\u00f9 interessanti, pi\u00f9 divertenti, pi\u00f9 aneddotiche.<br>Per esempio, ma questa dovrebbe essere autentica, si ricordava quando era piccolissimo e aveva visto\u2026 non so se vi ricordate il Lindbergh baby\u2026 sapete, il bambino di <strong>Charles Lindbergh<\/strong>, il trasvolatore atlantico?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A:<\/strong> \u00c8 stato un caso sensazionale che ha coinvolto l&#8217;opinione pubblica mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Esatto. \u00c8 stato rapito il bambino di Lindbergh, infante. E questo bambino non \u00e8 stato trovato per oltre due mesi. A un certo punto, lo hanno trovato morto. Sendak diceva di ricordarsi di aver visto su un&#8217;edizione di non so che giornale newyorkese la foto del bambino morto. Poi quella foto \u00e8 stata ritirata per volere della famiglia, per\u00f2 Sendak si ricordava di averla vista. Abitava a Brooklyn e, magari, aveva visto il giornale tra le mani di uno strillone o nell\u2019espositore di un negozio. Aveva visto la foto del bambino morto, e aveva maturato questo pensiero: \u00abSe un bambino ricco, bello, biondo\u2026 ariano\u2026 pu\u00f2 essere rapito e ucciso, a me, che sono un bambino povero \u2013 che, poi, non era cos\u00ec povero&#8230; cio\u00e8, apparteneva alla classe media \u2013 un bambino non ricco, un bambino ebreo, un bambino piccolotto e malaticcio\u2026 chiss\u00e0 cosa mi pu\u00f2 succedere?\u00bb<br>Diceva di essere cresciuto con quella paura, con quell&#8217;idea, con quella sensazione di precariet\u00e0 costante della vita.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"851\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/signorconiglio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20993\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/signorconiglio.jpg 1000w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/signorconiglio-300x255.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/signorconiglio-768x654.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> Facciamo un salto a oggi e al fatto che, in queste settimane, Adelphi pubblicher\u00e0 contemporaneamente quattro titoli straordinari di Maurice Sendak, finora inediti in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Adelphi ha acquisito i diritti di tutti i libri di Maurice Sendak e, tra marzo e aprile, ne escono proprio quattro. Il primo, in ordine cronologico, in originale si chiama <em>The Nutshell Library.<\/em> In realt\u00e0 sono quattro libricini in cofanetto pubblicati nel 1962 negli Stati Uniti e, adesso, per la prima volta in italiano con il titolo <em>Gusci di noce<\/em>.<br>Poi c&#8217;\u00e8, credo anche questo del 1962, un libro solo illustrato da Sendak che ho qua perch\u00e9 mi \u00e8 arrivato oggi. Si chiama <em>Il Signor Coniglio e il regalo perfetto<\/em> ed \u00e8 scritto da <strong>Charlotte Zolotow<\/strong>. \u00c8 illustrato in modo molto diverso dalle tante altre cose che ha fatto. Era un periodo in cui lui guardava molto <strong>Winslow Homer<\/strong>. Aveva questi amori platonici per certi artisti, ma forse anche un po&#8217; pi\u00f9 che platonici. Vere e proprie passioni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"623\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Caldecott-623x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20994\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Caldecott-623x1024.jpg 623w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Caldecott-182x300.jpg 182w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Caldecott-768x1263.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Caldecott.jpg 912w\" sizes=\"(max-width: 623px) 100vw, 623px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P: <\/strong>Parla molto dei suoi grandi amori in<em>Caldecott &amp; Co: Note su libri e immagini<\/em>, pubblicato tre anni fa da Edizioni Junior.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S: <\/strong>Quel libro \u00e8 fantastico!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> Quel libro \u00e8 bellissimo, meraviglioso. \u00c8 meravigliosa anche la tua prefazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S<\/strong>: Ma\u2026 va be\u2019\u2026 non dovevi dirlo. Grazie, ehm\u2026 E\u2026 niente\u2026 oltre quei due libri, c\u2019\u00e8 <em>Outside Over There<\/em> che in italiano s\u2019intitola <em>Nel mondo l\u00e0 fuori<\/em>. E infine <em>Bumble-Ardy<\/em> che ho tradotto io come <em>Bombo-<\/em><em>Lardo<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"819\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Bumble-ardy-1024x819.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20995\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Bumble-ardy-1024x819.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Bumble-ardy-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Bumble-ardy-768x615.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Bumble-ardy.jpg 1446w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> Partiamo da quello che \u00e8 l\u2019ultimo libro di Sendak, pubblicato mentre lui era ancora in vita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> <em>Bumble-Ardy<\/em> ha un titolo difficilissimo da tradurre. Trasporlo in <em>Bombo-Lardo<\/em> \u00e8 stata un\u2019illuminazione fortunata. Mi sono trovato a tradurre un libro di Sendak e non sono un vero traduttore. In passato ho tradotto delle cose, ma non mi considero un traduttore vero e proprio. Conosco <strong>Virginia Portioli<\/strong> della casa editrice LupoGuido che sta facendo un lavoro meraviglioso di proposta e riproposta di classici della letteratura per l&#8217;infanzia pi\u00f9 o meno conosciuti. Libri pi\u00f9 o meno noti, magari mai pubblicati in Italia o pubblicati in passato in modo non soddisfacente. Lei li scova e li pubblica benissimo: sta facendo un lavoro eccezionale. Un paio di anni fa, chiacchierando con lei alla Fiera di Bologna, le ho chiesto se conoscesse <strong>James Marshall<\/strong>, perch\u00e9 questo autore straordinario, in Italia, non lo conosce nessuno. Non ne aveva mai sentito parlare. Tornato a casa, ho fatto un po&#8217; di foto dei suoi libri, soprattutto di <em>George e Martha<\/em>, che \u00e8 forse la sua cosa migliore. Marshall le \u00e8 piaciuto moltissimo e ha preso i suoi diritti per l\u2019Italia di alcuni libri. Poi mi ha chiesto di tradurli. E, boh, sinceramente non me l&#8217;aspettavo, perch\u00e9 non sono un traduttore, come dicevo. Per\u00f2 mi sono detto, se dovessi tradurre mai qualcosa, quei libri sarebbero perfetti perch\u00e9 li so a memoria e li amo. Allora ho provato e mi sono divertito molto. A Virginia, bont\u00e0 sua, sembrava un buon lavoro. Per cui quelle sono state le mie prime traduzioni. Poi un giorno, l\u2019autunno scorso, mi ha contattato <strong>Lisa Topi<\/strong>.<br>Lisa \u00e8 una bravissima traduttrice che aveva gi\u00e0 tradotto <em>Where the Wild Things Are<\/em> e <em>In the Night Kitchen<\/em> di Sendak per Adelphi. \u00c8 anche una traduttrice di altri libri, libri per adulti, cose che noi non leggiamo\u2026<br><br><strong>P: <\/strong>Ah\u2026 se non hanno le figure, io no, di sicuro. Me ne guardo bene.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S: <\/strong>E anche io\u2026 Lisa Topi, dicevo, che \u00e8 bravissima, stava per tradurre alcuni libri di Sendak, tra cui <em>Bumble-Ardy<\/em>. Ma con quel libro per qualche motivo non ci si ritrovava e aveva pensato che, forse, ci voleva un autore che lo conoscesse bene e che, pi\u00f9 che tradurlo, lo riscrivesse, in un certo senso. Un po\u2019 come si fa con la poesia. Insomma, ho deciso di provarci, Adelphi era d\u2019accordo e cos\u00ec mi son messo al lavoro. Adoro quel libro e ho con lui anche una storia personale che adesso provo a riassumere. Comunque, immediatamente mi sono reso conto che sarebbe stato un lavoro difficilissimo. Per\u00f2 ho la fortuna di conoscere alcune persone che hanno lavorato a questo libro, soprattutto <strong>Michael di Capua<\/strong>, l\u2019editor originale. Sendak ha avuto due editor: Ursula Nordstrom e di Capua.<br>Conoscendolo, ho potuto chiamarlo per chiedergli chiarimenti su alcune cose che ci sono nel libro, nel testo, ma anche nei disegni. Ci sono cose un po\u2019 complesse in quel libro e, per tradurlo, dovevo capire cosa significassero, capire le intenzioni di Maurice.<br>Per esempio, non capivo perch\u00e9 avesse scelto quel nome, cosa significasse. Poteva anche essere che lo aveva scelto perch\u00e9 funzionava semplicemente come suono, chiss\u00e0. Ho scoperto che neanche di Capua sapeva esattamente da dove venisse, quel nome. In realt\u00e0 c&#8217;\u00e8 stato un breve cartone animato, una piccola animazione ideata da Sendak per Sesame Street, all\u2019inizio degli anni Settanta, che si chiamava proprio <em>Bumble-Ardy<\/em> e parlava di un bambino che fa una festa di compleanno e arrivano dei maiali e gli distruggono la casa. Per cui, probabilmente, quell\u2019animazione \u00e8 il seme di questo libro di Sendak, anche se poi finisce l\u00ec e non ci sono altre somiglianze. Mi sto perdendo\u2026<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/BA.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20996\" style=\"width:505px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/BA.jpg 500w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/BA-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P: <\/strong>Torniamo al nome, che poi ci devi raccontare la storia personale con quel libro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Ah, s\u00ec! \u201cBumble bee\u201d, in inglese, \u00e8 il calabrone, il bombo. \u201cArdy\u201d, invece, non l\u2019abbiamo mai capito. Per\u00f2 il libro \u00e8 tutto pieno di riferimenti al cibo, come del resto tutta l\u2019opera di Sendak \u00e8 colma di parallelismi tra il cibo, il mangiare, il divorare e l\u2019amore; Bumble-Ardy \u00e8 un maiale i cui genitori vengono mangiati, e ci sono altri riferimenti al maiale come cibo. Da l\u00ec l\u2019idea di usare Lardo per Ardy, da cui Bombo-Lardo, che ricalca bene il suono dell\u2019originale. Poi sono molte le cose all\u2019interno del libro che ho capito come tradurre chiacchierando con di Capua.<br>Poi Bumble-Ardy \u00e8 uscito proprio nei giorni della mia Fellowship, mentre io ero l\u00ec con lui. \u00c8 l&#8217;ultimo libro pubblicato in vita da Maurice. Poi ne sono usciti altri ma postumi. Ero con lui quando il libro gli \u00e8 arrivato. Gli sono arrivati gli scatoloni con le copie da autografare.<br>Confesso che quel libro \u00e8 stato un po\u2019 difficile per me da capire. Ma \u00e8 un libro bellissimo, i disegni sono meravigliosi. Mi hanno fatto subito pensare a <strong>James Ensor<\/strong> per quelle scene con queste parate di personaggi mascherati. Con Sendak non ne ho mai parlato, ma altri che lo conoscevano mi hanno detto che Ensor gli piaceva molto e che \u00e8 possibilissimo che pensasse a lui mentre lavorava al libro.<br>Ero l\u00ec anche quando ci sono stati i primi commenti, le prime critiche. E questo \u00e8 un libro che non \u00e8 stato amato quanto gli altri.<br>Era una cosa che capitava spesso con i libri di Sendak. All&#8217;inizio venivano guardati con sospetto e poi sono diventati dei classici che rimangono, per decenni e decenni, nelle biblioteche e nelle librerie. Anche <em>Where the Wild Things Are <\/em>ha avuto un destino simile. All&#8217;inizio era stato molto criticato, poi per\u00f2 \u00e8 rimasto ed \u00e8 diventato quello che sappiamo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> Anche <em>In the Night Kitchen<\/em>, che, in pi\u00f9, aveva il bambino nudo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S: <\/strong><em>Outside Over There, <\/em>consideratotroppo complicato e troppo raffinato\u2026<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"954\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Outside-1024x954.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20997\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Outside-1024x954.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Outside-300x280.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Outside-768x716.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Outside.jpg 1479w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P: <\/strong>Ero convinto che questi tre libri di Sendak: <em>Where the Wild Things Are, In the Night Kitchen <\/em>e <em>Outside Over<\/em> <em>There, <\/em>costituissero la sua trilogia fondante. Parlando con te e guardando questo libro ho capito che <em>Bumble-Ardy<\/em> \u00e8 il quarto libro da aggiungere a quei tre per dare un senso compiuto al suo lavoro. Per vari motivi: per la densit\u00e0 di riferimenti, per la quantit\u00e0 di elementi che Sendak ci ha messo dentro, per l&#8217;assenza dei genitori e la morte in agguato, per il rapporto tra cibo e amore e, alla fine, anche per quell&#8217;esplosione di pagine senza parole. Una sequenza di doppie pagine prive di testo, come aveva fatto, all\u2019inizio degli anni Sessanta, in <em>Wild Things<\/em>, cambiando il senso del picture book. Aveva trasformato quest&#8217;idea di immagine al servizio della parola mostrandoci disegni che potevano gridare: <a>\u00ab<\/a>the wild rumpus<a>\u00bb<\/a>, \u00abla ridda selvaggia\u00bb, \u00abil finimondo\u00bb.<br>Leggendo la tua prefazione a <em>Caldecott &amp; Co: Note su libri e immagini<\/em> ho capito che quel libro \u00e8 importantissimo. Vorrei che me lo raccontassi e mi raccontassi anche quel finale di cibo, di morte e di amore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Questo libro, secondo me, \u00e8 di una forza notevole e capisco benissimo che possa disturbare. Anche se visualmente \u00e8 un libro piacevole, divertente, pieno di cose da vedere. C&#8217;\u00e8 questa alternanza di figure scontornate e immagini a tutta pagina, senza bordo, full bleed, proprio come in <em>Wild Things<\/em>. Sendak usava molto queste immagini a tutta pagina.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"466\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Ridda.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21005\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Ridda.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Ridda-300x137.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Ridda-768x350.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> Aveva proprio definito il modo in cui guardiamo quelle pagine. In <em>Where The Wild Things Are<\/em> aveva preso un\u2019immagine piccola e l&#8217;aveva fatta crescere, crescere, crescere fino a farle riempire le due pagine, il libro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Comunque a parte il disegno, la forza di <em>Bumble-Ardy, s<\/em>econdo me, \u00e8 proprio questo personaggino, questo piccolino che, per fortuna, sopravvive alla sua famiglia d&#8217;origine. Perch\u00e9 il padre e la madre non erano bravi genitori. Quando lui ha otto anni, i genitori spariscono, muoiono, vengono mangiati, e lui rimane orfano. Per fortuna c&#8217;\u00e8 zia Adelina che lo adotta e, finalmente, per i suoi nove anni potr\u00e0 festeggiare per la prima volta un suo compleanno. La festa che organizza diventa un disastro, perch\u00e9 tutti questi maiali che ha invitato trovandoli per strada, non avendo amici, arrivano e gli sfasciano la casa, trangugiando bign\u00e8 e tracannando salamoia\u2026 Ho avuto la fortuna di vedere un prototipo del libro che Sendak aveva fatto forse negli anni Novanta. Me l\u2019ha gentilmente mandato in visione <strong>Lynn Caponera<\/strong>, che di Sendak \u00e8 stata amica e assistente, fin dagli anni \u201970. In quella prima versione i personaggi bevevano proprio vino, <em>wine<\/em>. Poi ha cambiato idea, lui o gliel\u2019ha fatta cambiare l\u2019editore, ed \u00e8 diventata salamoia, <em>brine<\/em>. Tanto che, a un certo punto, bench\u00e9 non lo avessi mai sentito usato in quel modo, ho pensato che potesse essere slang per indicare l\u2019alcol. Ma non \u00e8 cos\u00ec: \u00e8 solo salamoia. Il testo originale \u00e8 pieno di rime in \u00c0IN: swine, brine, nine\u2026 che in italiano non ho potuto mantenere. All&#8217;inizio ero terrorizzato da quelle rime: sono orribili in italiano, suonano malissimo, maiale ale ale ale\u2026<br>Ho visto l&#8217;edizione spagnola e l\u00ec hanno deciso di far cos\u00ec, di tenere la stessa rima per tutto il testo. \u00d3N \u00d3N \u00d3N\u2026 Dopo un po&#8217;, d\u00e0 proprio fastidio.<br>Allora ho cercato di mantenere il pi\u00f9 possibile la struttura metrica originale, mentre le rime le ho fatte funzionare in un altro modo, adattandole e variandole e preferendo essere pi\u00f9 fedele ai soggetti, a quello che dicevano, piuttosto che a una rima ricorrente.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Sergio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20998\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Sergio.jpg 800w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Sergio-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Sergio-768x518.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> Raccontaci quella cosa terribile nel finale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Il finale \u00e8 fantastico. Dunque, Bumble-Ardy fa questa festa con i maiali che combinano un disastro. Finalmente zia Adelina torna a casa pensando di farsi la festicciola in casa da sola col suo nipotino e vede tutto questo finimondo. Si infuria e caccia via tutti quei maiali, minacciandoli di farli diventare rag\u00f9. \u00c8 proprio infuriata anche con il nipotino e lui, spaventatissimo, con questo stupido vestito da cowboy che ha indosso, dice: \u00abI promise, I swear, I will never turn ten\u00bb, \u00abprometto, giuro che non compir\u00f2 mai dieci anni\u00bb, non ti dar\u00f2 pi\u00f9 noia, morir\u00f2 prima del prossimo compleanno. (La traduzione finale \u00e8 \u201cPrometto che gli anni mai pi\u00f9 compir\u00f2.\u201d) E lo dice in un modo cos\u00ec sincero che capisci che lo sta davvero promettendo. Come a dire: \u00abHo capito, ho sbagliato, non me lo merito un altro compleanno e pagher\u00f2 con la vita\u00bb.<br>E c\u2019\u00e8 questo presentimento di morte che, va be\u2019, la zia poi si intenerisce e lo consola, per\u00f2&#8230; insomma&#8230; questo pensiero di morte rimane: Bumble-Ardy \u00e8 consapevolissimo che, al prossimo errore, finir\u00e0 in salm\u00ec come i genitori o cotto nel rag\u00f9 come stava per capitare agli invitati alla festa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A:<\/strong> Mentre parlavi, facevo una considerazione. Sono una bibliotecaria e uso questi libri con i bambini. E per i bambini la morte non \u00e8 spaventosa, tranne che per Sendak che ha visto la foto di Baby Lindbergh. Per i bambini, che qualcuno muoia \u00e8 assolutamente una cosa sopportabile. Per\u00f2 poi c\u2019\u00e8 il cibo che in Sendak ritorna cos\u00ec spesso. In <em>Where the Wild Things Are <\/em>c&#8217;\u00e8 questa doppiezza incredibile dei mostri selvaggi che amano cos\u00ec tanto Max che lo mangerebbero (e uno non pu\u00f2 non pensare all&#8217;amore divorante dei genitori) e contemporaneamente per\u00f2 l&#8217;amore dei genitori ritorna come la cena, che era ancora calda, che aspetta Max che torna.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Certo, mangiare pu\u00f2 essere consolatorio e pu\u00f2 anche essere una minaccia mortale. Poi mi ricordo che lui aveva fatto una serie di disegni, di sequenze, penso le avesse fatte per se stesso; si chiamano <em>Fantasy Sketches,<\/em> e ce n&#8217;\u00e8 una in cui c&#8217;\u00e8 una mamma che sta allattando il bambino e il bambino, un infante, mangia, mangia, mangia, e diventa sempre pi\u00f9 grande, pur rimanendo bambino. E, alla fine, divora la madre.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"598\" height=\"449\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Rapimento.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-20999\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Rapimento.jpg 598w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Rapimento-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 598px) 100vw, 598px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P<\/strong>: Ti va di parlare di <em>Outside Over There<\/em>? Sendak ha fatto <em>Wild Things<\/em> negli anni Sessanta, <em>In the Night Kitchen<\/em> nei Settanta e <em>Outside<\/em> negli Ottanta: un grande libro per decennio. Mi pare che <em>Outside Over There<\/em> sia il modo in cui l\u2019autore scardina l&#8217;idea che avevamo di lui. Passa da due bambini come Max e Mickey che hanno genitori invisibili, che si sentono solo in forma di grida o di rumori in cucina, a un mondo in cui c\u2019\u00e8 una bambina quasi adolescente che diventa madre di sua madre e di un padre assente, e da un mondo di mostri veri che stanno sull&#8217;isola e ti vogliono mangiare o di pasticceri dalle fattezze di <strong>Oliver Hardy<\/strong> che fanno rumori in cucina a delle creaturine che rapiscono un infante e lo trascinano in un altro mondo. <em>Nel mondo l\u00e0 fuori<\/em>, appunto, come recita il nuovo titolo italiano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Sendak diceva che <em>Outside Over There<\/em> era il libro a cui era pi\u00f9 affezionato, il libro di cui era pi\u00f9 soddisfatto. Lo stile, il modo di disegnare, che ha usato per quel libro era inedito. Fino ad allora non aveva mai fatto cose cos\u00ec, poi ha usato quel modo per fare le scenografie per <em>Il Flauto Magico<\/em> di <strong>Mozart<\/strong> e l\u00ec si capiscono i riferimenti al Romanticismo tedesco, cui lui era interessato, o a certi pittori dell\u2019Ottocento.<br>Ecco\u2026 quando si dice un libro per bambini, un picture book, un libro a figure e ci si chiede se \u00e8 per bambini o per adulti\u2026 quello per chi \u00e8? Per chi lo vuole leggere, per chiunque. Pu\u00f2 leggerlo benissimo un bambino di tre anni. Pu\u00f2 prenderlo in mano e guardare le figure, guardare cosa succede: \u00e8 pieno di cose bellissime; \u00e8 pieno di cose spaventose. Ma un bambino di due o tre anni non si accorge che sono spaventose. \u00c8 ridicolo, no?, quando si dice \u00abQuesto libro far\u00e0 spaventare un bambino!\u00bb Un bambino si pu\u00f2 spaventare per la forma di una pagnotta che ha una faccia e magari non accorgersi che c&#8217;\u00e8 un mostro potenzialmente terrificante: magari invece quello lo fa ridere. Dire che un libro non \u00e8 adatto ai bambini \u00e8 ridicolo. A quali bambini? Di quali bambini stanno parlando? Ce ne sono tanti. Nessuno direbbe mai che un libro non \u00e8 adatto agli adulti dai quaranta ai sessant\u2019anni. Sarebbe ridicolo. Sembra invece normale dirlo di un libro per bambini. \u00abQuesto libro non \u00e8 per i bambini al di sotto dei sei anni\u00bb. Sei: un numero magico.<br>Va be\u2019\u2026 scusa, mi \u00e8 scappata la tirata polemica.<br><em>Outside Over There<\/em> \u00e8 un libro a figure, un picture book, per chiunque voglia leggerlo. E funziona in tutti i modi che vuoi. \u00c8 molto bello. \u00c8 molto succinto. \u00c8 profondissimo. \u00c8 misterioso. Se vuoi leggerci solo la storia, <em>the plain story<\/em>, quella che emerge in superficie, lo puoi fare. Ma ci sono un sacco di cose che le parole nascondono. Il testo di quel libro \u00e8 veramente\u2026 leggero e profondo allo stesso tempo. Cos\u00ec leggero che lo puoi leggere come una canzone. Per\u00f2 quando ci pensi un momento, quando lo leggi guardando le figure, quando lo analizzi, fai tuo quel libro. C&#8217;\u00e8 di tutto: con quel libro puoi starci per ore. Ed \u00e8 un picture book di quaranta pagine. \u00c8 densissimo: dentro c\u2019\u00e8 tutto. In ogni disegno c\u2019\u00e8 un mondo. Anzi, di mondi ce ne sono due: Il mondo cosiddetto vero, quello realistico, e il mondo misterioso\u2026<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"736\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Syono-1024x736.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21000\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Syono-1024x736.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Syono-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Syono-768x552.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Syono.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> Quello in cui si entra tuffandosi all&#8217;indietro, di schiena.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S<\/strong>: Esatto. Un mondo misterioso e simbolico che, per\u00f2, quando lo vedi fatto da lui funziona, sembra vero. Ci credi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> Il cane lupo presente nel libro era il suo?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> S\u00ec. Ha avuto molti cani lupo. Quello era uno dei suoi. Di quello non so il nome. Quando l&#8217;ho conosciuto, il suo ultimo cane era Herman, e si chiamava cos\u00ec in onore di <strong>Herman Melville<\/strong>, uno dei suoi autori preferiti. Herman era un cane lupo come quello, enorme ma dolcissimo. Per\u00f2 mi ricordo che, quando passeggiavamo per il bosco, lo teneva al guinzaglio. Un po\u2019 lo faceva tenere a me, perch\u00e9 lui camminava col bastone ed era un po&#8217; debole. Mi diceva che Herman era bravissimo, un cane dolcissimo, che rispondeva sempre ai comandi, affidabilissimo\u2026 L&#8217;unica cosa era che, se vedeva uno scoiattolo, partiva per mangiarselo. Per cui aveva un po&#8217; paura che prima o poi Herman l\u2019avrebbe trascinato nel bosco facendolo schiantare contro gli alberi.<br>Aveva sempre un cane, aveva un amore sconfinato per i cani, e spesso i suoi cani compaiono nei suoi libri.<br>Mi aveva detto che, quando aveva comprato quel cane lupo, gli avevano dato un foglio coi comandi, in tedesco. A lui non piaceva tanto l&#8217;idea: c&#8217;erano dei comandi tipo \u00abAttacca!\u00bb e \u00abMordi!\u00bb. Allora ha buttato quel foglio perch\u00e9 aveva paura di dire per sbaglio una di quelle parole. Herman era dolcissimo: c&#8217;\u00e8 una foto in cui lo abbraccio e giochiamo per terra.<br>Era un cane fantastico!<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"590\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Comics.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21001\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Comics.jpg 1000w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Comics-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Comics-768x453.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P: <\/strong>Prima di chiudere, mi dici se hai avuto modo di parlare con Sendak del suo amore per i fumetti?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Be\u2018\u2026 Adorava i fumetti. Come molti bambini americani, da piccolo leggeva i fumetti tutti i giorni sui quotidiani. E poi lui era della generazione che aveva gi\u00e0 i comic book, gli albi a fumetti. Negli Stati Uniti non c\u2019erano le edicole come da noi. C\u2019erano negozi un po\u2019 generici che vendevano sia i quotidiani sia i fumetti, oltre a cibo, caramelle, bevande, detersivi, eccetera. Adesso la stampa periodica \u00e8 un po\u2019 sparita. La settimana scorsa ero a New York e, a Brooklyn, per trovare una copia del \u201cNew York Times\u201d mi sono dovuto fare dieci isolati. Una cosa impensabile una volta. Comunque, adorava i fumetti. Aveva ovviamente i suoi amori: <strong>Winsor McCay <\/strong>su tutti<strong>,<\/strong> come si vede nel suo lavoro e di cui parlava spesso.<br>Aveva anche una collezione di originali: aveva una bellissima, enorme tavola di <em>Little Nemo.<\/em> Non vorrei sbagliarmi, ma mi sembra che uno dei primi lavori che avesse fatto sia stato l\u2019assistente di <strong>Milt Gross<\/strong>, che era una vignettista piuttosto famoso negli anni Trenta e Quaranta. Era davvero un appassionato di fumetti e aveva un grande amore per Mickey Mouse. Gli piaceva il Topolino delle strisce di <strong>Floyd Gottfredson<\/strong>, ma amava soprattutto quello dei cartoni animati, dall\u2019inizio a met\u00e0 anni Trenta. Mickey Mouse e Maurice sono nati entrambi nel 1928.<br>Il suo amore per i fumetti \u00e8 evidente in <em>In the Night Kitchen<\/em>, che secondo me \u00e8 un comic book vero e proprio. \u00c8 proprio un fumetto travestito da picture book. Oltre a quello, di fumetti ne ha fatti altri.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"833\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Some-Swell-Pup-Or-Are-You-Sure-You-Want-A-Dog-833x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21002\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Some-Swell-Pup-Or-Are-You-Sure-You-Want-A-Dog-833x1024.jpg 833w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Some-Swell-Pup-Or-Are-You-Sure-You-Want-A-Dog-244x300.jpg 244w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Some-Swell-Pup-Or-Are-You-Sure-You-Want-A-Dog-768x944.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Some-Swell-Pup-Or-Are-You-Sure-You-Want-A-Dog.jpg 1220w\" sizes=\"(max-width: 833px) 100vw, 833px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>P: <\/strong>Io conosco <em>Some Swell Pup Or Are You Sure You Want A Dog?<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Quello, se non sbaglio, lo aveva fatto come omaggio a un convento in cui dei monaci, forse dei francescani, di New York, addestrano i cani. Per altro \u00e8 un libro pieno di elementi che ci sono anche in <em>Outside Over There<\/em>. Mi pare che ci siano pochi anni di distanza tra i due. E nei due libri c\u2019\u00e8 un cane lupo che potrebbe essere lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> Ho ancora un sacco di cose che vorrei chiederti, ma dobbiamo proprio concludere. E non lo so come finiamo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S: <\/strong>Paolo, finiamo male.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> In pieno spirito Sendak. Invece contraddiciamolo e finiamola bene. Con un abbraccio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maurice Sendak \u00e8 tra i massimi autori che le storie che mescolano parole e immagini abbiano mai avuto. \u00c8 un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":21007,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[560],"tags":[5571,1756,828,5556,5579,5574,1808,5570,85,3983,5576,5572,5578,5575,105,5581,5582,5577,823,2582,5476,5573,5580,205],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Sergio Ruzzier a spasso nel bosco con Maurice Sendak: Intervista - (Quasi)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/03\/29\/sergio-ruzzier-a-spasso-nel-bosco-con-maurice-sendak-intervista\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Sergio Ruzzier a spasso nel bosco con Maurice Sendak: Intervista - 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