{"id":21292,"date":"2024-04-24T16:00:00","date_gmt":"2024-04-24T14:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=21292"},"modified":"2024-04-07T10:47:10","modified_gmt":"2024-04-07T08:47:10","slug":"spunti-e-provocazioni-per-uno-studio-contemporaneo-di-max-capa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/04\/24\/spunti-e-provocazioni-per-uno-studio-contemporaneo-di-max-capa\/","title":{"rendered":"Spunti e provocazioni per uno studio contemporaneo di Max Capa"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di <a href=\"https:\/\/edizionidelfrisco.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Francesco Ciaponi<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><em>\u00abCi\u00f2 che viene chiamato \u201cnormale\u201d \u00e8 un prodotto di repressione, negazione, scissione, proiezione, introiezione e di altre forme di azioni distruttive operate contro l\u2019esperienza. Esso \u00e8 radicalmente estraneo alla struttura dell\u2019essere\u2026<\/em><em>\u00bb<\/em><\/p>\n<cite>R.D.Laing<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Il mio contributo non intende essere un\u2019agiografia o un ricordo spassionato di <strong>Max Capa<\/strong>; altri avranno senz\u2019altro molte pi\u00f9 competenze, ricordi e aneddoti di me in proposito. Neppure intendo ripercorrere storicamente una carriera tanto ricca quanto ancora in gran parte da riscoprire e far conoscere. Quella che mi interesserebbe proporre in queste righe \u00e8 una provocazione che pu\u00f2 essere vista anche come un a sorta di invito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il brano riportato in apertura, scritto da <strong>Ronald David Laing<\/strong>, lo troviamo citato in testa al numero 3 di \u201cPuzz\u201d del luglio1971, la creatura cartacea pi\u00f9 conosciuta di Max Capa, e mi piace prendere avvio da queste poche sferzanti parole per il mio breve contributo su questo autore tanto importante quanto (ahim\u00e8) sconosciuto, per lo meno in Italia, al di fuori degli studiosi e amanti del fumetto, specialmente underground.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Agosto-n.15-1974-copia-480x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-21294\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Agosto-n.15-1974-copia-480x1024.png 480w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Agosto-n.15-1974-copia-140x300.png 140w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Agosto-n.15-1974-copia.png 576w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">PUZZ, Agosto, n.15, 1974<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>La politica dell&#8217;esperienza<\/em> <em>e<\/em> <em>L&#8217;uccello del paradiso<\/em>&nbsp;\u00e8 il titolo completo di un libro pubblicato per la prima volta nel 1967 dallo&nbsp;psichiatra&nbsp;scozzese&nbsp;Ronald David Laing, composto da due saggi. In questo testo viene criticata radicalmente l&#8217;idea di \u201cnormalit\u00e0\u201d che veniva regolarmente proposta e diffusa dalla societ\u00e0 del tempo, anche se appare essere assai attuale ancora oggi. Laing, nei suoi due scritti, cerca di dimostrare che non sono le persone irregolari e non incasellate nei ruoli che la stessa societ\u00e0 ci propone a essere malate o deboli, quanto invece proprio la societ\u00e0 in cui ci troviamo a vivere.&nbsp;Da qui il passo successivo di Laing che ci propone di mutare radicalmente atteggiamento e definire la \u201cpsicosi\u201d non come un segno di malattia clinica, n\u00e9 come sintomo di fragilit\u00e0 esistenziale ma addirittura come \u00abun viaggio psichedelico di scoperta in cui i confini della percezione e la consapevolezza sono allargati\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa breve citazione, cos\u00ec come in tutta la produzione editoriale di Capa, risuona forte quello che a mio avviso \u00e8 un grido di dolore, una sirena di allarme che ancora oggi, sia pur da localit\u00e0 sempre pi\u00f9 isolate e mai in definitiva in grado di coagularsi reciprocamente, si alza al vento interessando ognuno di noi e che noto essere in perfetta coerenza da quanto espresso da Laing. Torna cos\u00ec alla mente quella che&nbsp; lo stesso Laing e poi <strong>Deleuze<\/strong>, sulle tracce di <strong>Burroughs<\/strong> e <strong>Foucault<\/strong>, definivano come \u201cla societ\u00e0 del controllo\u201d che oggi possiamo sostenere con una certa tranquillit\u00e0, sia giunta alla sua definitiva maturazione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"752\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Gennaio-Febbraio-Marzo-1974-n.11-copia-752x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-21295\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Gennaio-Febbraio-Marzo-1974-n.11-copia-752x1024.png 752w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Gennaio-Febbraio-Marzo-1974-n.11-copia-220x300.png 220w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Gennaio-Febbraio-Marzo-1974-n.11-copia-768x1046.png 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Gennaio-Febbraio-Marzo-1974-n.11-copia.png 918w\" sizes=\"(max-width: 752px) 100vw, 752px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">PUZZ, Gennaio &#8211; Febbraio &#8211; Marzo 1974 n.11 <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u00c8 proprio a partire da queste poche suggestioni che credo sia interessante pensare ad un\u2019analisi dettagliata del lavoro di Max Capa; un lavoro certosino, che sappia prendere avvio non solo dal personalissimo gesto grafico che lo caratterizza, ma che sappia districare il discorso a partire dal senso ultimo delle sue storie e dall\u2019utilizzo sofisticato, a volte quasi violento, sempre irrisorio, che lo stesso Capa fa del linguaggio. I suoi lavori li ritroviamo infatti spesso come integrazione grafica di testi come <em>Terrorismo o rivoluzione<\/em> di Raoul Vaneigem<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>, oppure introdotti da titoli apparentemente privi di senso o, al contrario, intrisi di doppi o triplici significati. Ma, se restiamo ancora sul misterioso codice linguistico utilizzato da Capa, \u00e8 del tutto normale sfogliare i suoi fumetti e imbatterci in titoli come, solo per citarne alcuni: <em>L\u2019ignoranza \u00e8 quello stato della colonizzazione che riduce i segni alla loro lettura ideologica<\/em>; <em>Alla mineralizzazione della natura corrisponde la reificazione dell\u2019uomo<\/em>;<em> La critica radicale come spettacolo e come merce; Il piacere della negazione; L\u2019evasione dal lavoro nel lavoro dell\u2019evasione; Autonomia, radicalizzazione, aggregazione informale; Soggettivit\u00e0 critica<\/em> e cos\u00ec via\u2026. Ci\u00f2 che a prima vista appare un gioco di parole, in Capa \u00e8 un tesoro tutto da scoprire, sbrogliare e poi ricostruire alla ricerca del senso reale e definitivo dei suoi pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono molti infine i rimandi e le citazioni che Capa rivolge verso artisti quali per esempio <strong>Ren\u00e9 Magritte<\/strong> o <strong>Max Ernst<\/strong> che ebbe a definire il Surrealismo con la celebre frase del poeta <strong>Isidore Ducasse<\/strong>: \u00abbello come l\u2019incontro fortuito su un tavolo di obitorio di una macchina da cucire e di un ombrello\u00bb che, fra le mani di Capa, diventa il titolo di un numero di \u201cPuzz\u201d: <em>Lampi d\u2019amore di una macchina da cucire per un ombrello rosso su un tavolo anatomico coperto di fiori<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\"><sup><strong><sup>[2]<\/sup><\/strong><\/sup><\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"453\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Gatti-Selvaggi-Marzo-n.-2-1975-copia-1024x453.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-21293\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Gatti-Selvaggi-Marzo-n.-2-1975-copia-1024x453.png 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Gatti-Selvaggi-Marzo-n.-2-1975-copia-300x133.png 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Gatti-Selvaggi-Marzo-n.-2-1975-copia-768x340.png 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Gatti-Selvaggi-Marzo-n.-2-1975-copia.png 1226w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Gatti Selvaggi, Marzo n. 2, 1975 <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Attraverso questa ricerca linguistica che trae origini dalle avanguardie artistiche di inizio Novecento, che trov\u00f2 il proprio terreno naturale nel cosiddetto Movimento del Settantasette, Capa intendeva porre l\u2019attenzione del lettore sui mali che a suo avviso torturavano le vite dei giovani del tempo rendendole pi\u00f9 simili ad una nuova forma di schiavit\u00f9 che alla tanto sbandierata societ\u00e0 dei consumi che l\u2019Italia aveva abbracciato fin dagli anni Sessanta.<\/p>\n\n\n\n<p>Lanciando in queste poche righe un invito a tutti gli ammiratori di Capa, ma soprattutto a coloro che studiano il mondo della comunicazione e della storia dell\u2019arte, ritengo possa essere utile mettere in evidenza alcune analogie fra il mondo disegnato da Capa e quello descritto nei testi di un pensatore contemporaneo come <strong>Mark Fisher<\/strong>. Proprio Fisher infatti, capisce come nonostante molti individui e gruppi sociali abbiano disdegnato o schernito il linguaggio competitivo, imprenditoriale e consumistico installatosi nelle istituzioni a partire dagli anni Ottanta, la generale adesione ritualistica a tale terminologia \u00e8 servita a neutralizzare ogni opposizione a esso e, cos\u00ec facendo, ha contribuito a estremizzare il disagio tipico delle nostre societ\u00e0 occidentali. Un disagio tutto individuale, solitario, spesso tenuto nascosto e spesso in attesa di esplodere in turbolenze sociali senza un&#8217;apparente direzione piuttosto che in ben pi\u00f9 silenziosi drammi personali.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"732\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Puzzclubdellemammedifamiglia-25-Gennaio-1973-copia-732x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-21296\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Puzzclubdellemammedifamiglia-25-Gennaio-1973-copia-732x1024.png 732w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Puzzclubdellemammedifamiglia-25-Gennaio-1973-copia-214x300.png 214w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Puzzclubdellemammedifamiglia-25-Gennaio-1973-copia-768x1074.png 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Puzzclubdellemammedifamiglia-25-Gennaio-1973-copia.png 802w\" sizes=\"(max-width: 732px) 100vw, 732px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Puzzclubdellemammedifamiglia, 25 Gennaio 1973 <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Uno dei punti che a mio avviso uniscono le due figure di Capa e Fisher, in verit\u00e0 assai distanti in ordine sia di tempo che di spazio, \u00e8 infatti proprio il tema del dolore e del disagio diffuso. Si tratta di un dolore che \u2013 questo Capa non poteva o forse non voleva prevederlo \u2013 non \u00e8 stato sperimentato a livello collettivo, ma che al contrario, ha assunto la forma di una decomposizione delle collettivit\u00e0 attraverso nuove forme di atomizzazione. Stiamo male perch\u00e9 ci sentiamo soli e ci sentiamo soli perch\u00e9 stiamo male. A questo proposito sono infiniti i lavori di Capa in cui emerge un desiderio \u2013 oserei dire una necessit\u00e0 impellente \u2013 di condividere le nostre esperienze con gli altri proprio al fine di superare questo destino apparentemente gi\u00e0 scritto. Molti sono infatti i lavori che l\u2019artista Capa \u2013 al secolo Nino Armando Ceretti \u2013 propone ai suoi lettori invitandoli a stare uniti, a dismettere le differenze in favore di varie forme di lotta unificanti e collettive. Lotte che, se al tempo venivano avvertite come in fase di costruzione, oggi appaiono come fiori appassiti a cui nessuno presta pi\u00f9 attenzione. Le lotte operaie dell\u2019autonomia, le lotte studentesche, le lotte per i diritti civili e tanto, tanto altro. Quello che Capa cap\u00ec e che Fisher svariati decenni dopo torna a sottolineare con straziante lucidit\u00e0, \u00e8 che nonostante fosse gi\u00e0 ai suoi giorni riconosciuta l\u2019esistenza di vincoli indissolubili fra la felicit\u00e0 individuale, la partecipazione politica e i legami sociali (oltre che ovviamente una distribuzione equa del reddito), \u00e8 \u00abraro che si consideri la risposta pubblica alla sofferenza privata come prima soluzione\u00bb<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>. Ed ecco quindi che torna da un lato il tema del disagio individualizzato che la societ\u00e0 scarica sul singolo individuo come se il male appartenesse in toto alle sue fragilit\u00e0, dall\u2019altra il tema della sfera pubblica, di ci\u00f2 che, volenti o nolenti, ci riguarda tutti, nessuno escluso, e per cui, da Capa a Fisher, risulta necessario, impellente, doveroso, unire le forze per ricercare una qualche forma di via di uscita condivisa, pena quella perdita di fiducia nelle nostre stesse esistenze e soprattutto nel prossimo futuro che negli ultimi assurdi anni stiamo imparando a conoscere bene e che <strong>Mattia Salvia<\/strong> ha definito la <em>Timeline sbagliata<\/em><a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui emerge l\u2019irruenza verbale e estetica dei fumetti di Capa, i suoi perentori inviti a mollare i freni inibitori e inseguire il <em>desiderio<\/em>, la ricerca della costruzione di comunit\u00e0, lo sberleffo contro ogni forma di potere istituzionale e non. \u00c8 proprio questa urgenza ad alzare il tono dei suoi fumetti, a renderli spesso di difficile comprensione, a farceli sembrare una chiamata alle armi corrosiva ma sempre ben calibrata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto di contatto fra i due lo troviamo ancora nelle parole di Mark Fisher quando sostiene che: \u00abLa privatizzazione dello stress fa parte di un progetto che mira alla quasi totale distruzione del concetto di pubblico, esattamente ci\u00f2 da cui dipende in modo sostanziale il benessere psicologico\u00bb<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>. Uno stress individuale e colpevolizzante che discende irrimediabilmente dal tipo di societ\u00e0 che, primo fra tutti, svuota di senso e dignit\u00e0 il lavoro come proprio Capa aveva capito e pi\u00f9 volte sottolineato nei suoi fumetti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"376\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Numero-Unico-Il-piacere-della-negazione-1975-copia-376x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-21297\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Numero-Unico-Il-piacere-della-negazione-1975-copia-376x1024.png 376w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Numero-Unico-Il-piacere-della-negazione-1975-copia-110x300.png 110w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/PUZZ-Numero-Unico-Il-piacere-della-negazione-1975-copia.png 470w\" sizes=\"(max-width: 376px) 100vw, 376px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">PUZZ, Numero Unico, Il piacere della negazione, 1975 <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La ricerca costante e se volete romantica di una via d\u2019uscita \u00e8 un qualcosa che per Capa \u00e8 ancora possibile, un ultimo barlume di speranza da cogliere con divertimento ma mai con banalit\u00e0, che proviene per\u00f2 da un mondo oramai lontano e da anni rimessi colpevolmente in discussione, un mondo a cui ha fatto seguito ci\u00f2 che sempre Fisher ha definito, senza pi\u00f9 alcun barlume di speranza, come <em>Realismo capitalista<\/em>, esattamente quel sentire comune che annienta ogni speranza e che ci piega sotto il giogo dell\u2019attuale sistema iper capitalistico anch\u2019esso gi\u00e0 intravisto da Capa in molti dei suoi lavori.<\/p>\n\n\n\n<p>Se per il compianto autore inglese siamo dunque costretti a fare i conti con una strada segnata, con un indirizzo contro cui nulla appare oggi utile contrapporre, \u00e8 forse necessario tornare a leggerci qualche striscia di Max Capa in cui \u00e8 proprio nella ricerca ostinata di tale percorso, e non nel suo raggiungimento, che viviamo e ci alimentiamo tutti di felicit\u00e0 e di bellezza. A questo proposito mi risuonano nella mente alcune parole scritte da un altro grande pensatore scomparso recentemente a cui spesso \u00e8 toccata la medesima sorte oscurantista, ovvero <strong>Toni Negri<\/strong>, che nel suo <em>Arte e moltitudo<\/em> ebbe a scrivere: \u00abL\u2019arte \u00e8 una dimostrazione perenne dell\u2019irriducibilit\u00e0 della libert\u00e0, dell\u2019azione sovversiva, dell\u2019amore per la trasformazione radicale\u00bb<a id=\"_ftnref6\" href=\"#_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>. Un insegnamento che sa di invito, una granitica certezza che continua a risuonare ancora oggi come attuale, necessaria e che ci costringe a non abbandonare la strada che Max Capa ha indicato con i suoi fumetti senza tempo spingendoci a capirlo come forse ancora non abbiamo saputo fare.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> <em>Terrorismo o rivoluzione<\/em>, Roul Vaneigem, condizione Edizioni Puzz, Milano e Il Buco, Bari, Luglio 1972.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> Max Capa, <em>Lampi d\u2019amore di una macchina da cucire per un ombrello rosso su un tavolo anatomico coperto di fiori<\/em>, Edizioni Puzz club delle mamme di famiglia, Milano, gennaio 1973.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> Mark Fisher, Il nostro desiderio \u00e8 senza nome, minimum fax, Roma, 2020, p.88.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> Mattia Salvia, Interregno. Iconografie del XXI secolo, NERO, Roma, 2022.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> Mark Fisher, Il nostro desiderio \u00e8 senza nome, minimum fax, Roma, 2020, p.89.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> Toni Negri, Arte e moltitudo, DeriveApprodi, Roma, 2014, p.18.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Ciaponi \u00abCi\u00f2 che viene chiamato \u201cnormale\u201d \u00e8 un prodotto di repressione, negazione, scissione, proiezione, introiezione e di altre&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":53,"featured_media":21298,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5596],"tags":[5600,225,5669,625,5668,5595,5667,165,194,5666,4546,3591],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Spunti e provocazioni per uno studio contemporaneo di Max Capa - (Quasi)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/04\/24\/spunti-e-provocazioni-per-uno-studio-contemporaneo-di-max-capa\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Spunti e provocazioni per uno studio contemporaneo di Max Capa - (Quasi)\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"di Francesco Ciaponi \u00abCi\u00f2 che viene chiamato \u201cnormale\u201d \u00e8 un prodotto di repressione, negazione, scissione, proiezione, introiezione e di altre...\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/04\/24\/spunti-e-provocazioni-per-uno-studio-contemporaneo-di-max-capa\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"(Quasi)\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/quasifumetti\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2024-04-24T14:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-04-07T08:47:10+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MC.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1202\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"393\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Viva Max Capa\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Viva Max Capa\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/04\/24\/spunti-e-provocazioni-per-uno-studio-contemporaneo-di-max-capa\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/04\/24\/spunti-e-provocazioni-per-uno-studio-contemporaneo-di-max-capa\/\"},\"author\":{\"name\":\"Viva Max Capa\",\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/#\/schema\/person\/424685cfecee2db87321f6627a32f4dc\"},\"headline\":\"Spunti e provocazioni per uno studio contemporaneo di Max Capa\",\"datePublished\":\"2024-04-24T14:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2024-04-07T08:47:10+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/04\/24\/spunti-e-provocazioni-per-uno-studio-contemporaneo-di-max-capa\/\"},\"wordCount\":1843,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/04\/24\/spunti-e-provocazioni-per-uno-studio-contemporaneo-di-max-capa\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/MC.png\",\"keywords\":[\"Francesco Ciaponi\",\"Gilles Deleuze\",\"Isidore Ducasse\",\"Mark Fisher\",\"Mattia Salvia\",\"Max Capa\",\"Max Ernst\",\"Michel Foucault\",\"Ren\u00e9 Magritte\",\"Ronald David Laing\",\"Toni Negri\",\"William S. 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