{"id":21330,"date":"2024-04-10T08:00:00","date_gmt":"2024-04-10T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=21330"},"modified":"2024-04-04T16:33:59","modified_gmt":"2024-04-04T14:33:59","slug":"arcano-e-senza-nome","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/04\/10\/arcano-e-senza-nome\/","title":{"rendered":"Arcano, e senza nome: Wolf Erlbruck, Kim Sena, Crockett Johnson, Maurice Sendak e Shaun Tan"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A Bologna \u00e8 ancora in corso la fiera annuale dedicata al libro per ragazzi (Bologna Children&#8217;s Book Fair, BCBF). Dobbiamo festeggiarla, per un paio di motivi. Innanzi tutto, perch\u00e9 Adelphi quest&#8217;anno approfitta di quella vetrina per presentare quattro libri di <strong>Maurice Sendak<\/strong>. Due di questi, <\/em>Bombo-lardo<em>  e <\/em>Nel mondo l\u00e0 fuori<em>, sono libri importantissimi (ne abbiamo <a href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/03\/29\/sergio-ruzzier-a-spasso-nel-bosco-con-maurice-sendak-intervista\/\">gi\u00e0 parlato a lungo<\/a> con <strong>Sergio Ruzzier<\/strong>). Il secondo motivo di grande gioia \u00e8 che \u00e8 stato proprio durante una BCBF, una dozzina di anni fa, che abbiamo stretto legami di amicizia fraterna con Arabella, che \u00e8 una delle colonne portanti di (Quasi).<br>Per festeggiare questi eventi (e perch\u00e9 ne vale veramente la pena), ti proponiamo un articolo uscito sul secondo numero cartaceo di (Quasi) che parla di morte, infanzia e libri meravigliosi e offre un&#8217;analisi che continua a piacerci di <\/em>Nel mondo l\u00e0 fuori<em>, che in quel momento potevamo chiamare solo con il suo titolo originale: <\/em>Outside Over There<em>,<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Eccoli qui, sparsi sul mio letto. Una costellazione di bellezza. Attrae il mio sguardo, spostandolo da una copertina all&#8217;altra. Non so da quale cominciare. Sono albi illustrati. Parlano tutti dell&#8217;indicibile. Ho una passione per le storie che parlano di mistero. Credo che niente sia pi\u00f9 misterioso della morte e dell&#8217;idea, vaga e intermittente, di un aldil\u00e0. Volevo parlare della morte negli albi illustrati, ma pi\u00f9 sfoglio e risfoglio i libri che ho disteso sulla trapunta viola, pi\u00f9 mi rendo conto che voglio parlare di qualcos&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>La morte \u00e8 passata in tanti modi nella mia vita: perdite attese, perdite spiazzanti e improvvise, paura di queste ultime, paura e, a volte,&nbsp; attrazione per un mondo senza di me. E, quando perdo completamente il controllo sul mio umore complicato, paura di dover vivere in un mondo che esiste solo nella mia testa, che a sua volta \u00e8 un altrove, perch\u00e9 riconosco le cose che penso, ma non capisco perch\u00e9 le penso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"873\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Nuremberg_chronicles_-_Dance_of_Death_CCLXIIIIv-1024x873.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21331\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Nuremberg_chronicles_-_Dance_of_Death_CCLXIIIIv-1024x873.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Nuremberg_chronicles_-_Dance_of_Death_CCLXIIIIv-300x256.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Nuremberg_chronicles_-_Dance_of_Death_CCLXIIIIv-768x655.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Nuremberg_chronicles_-_Dance_of_Death_CCLXIIIIv-1536x1310.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Nuremberg_chronicles_-_Dance_of_Death_CCLXIIIIv-2048x1747.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>A casa una sezione della mia biblioteca personale \u00e8 dedicata proprio a questo tema. \u00c8 una sezione ancora piccola, ma cresce ogni volta che mi imbatto in un libro che parla di questa cosa misteriosa che ha a che fare con la morte ma che non so definire se non in modo na\u00efve: il distacco, la perdita, un possibile aldil\u00e0\u2026 La mia storia con i libri \u00e8 piena di idiosincrasie fissazioni e letture proiettive, quasi ogni storia fosse un test di Rorschach. La parte di me che ha paura mi spinge a cercare libri che parlino alla paura, soprattutto quando si manifesta come un disagio leggero e indefinibile. Nei bambini la paura \u00e8 un sentimento abbastanza chiaro, che abbraccia l&#8217;ira dei grandi e i mostri sotto il letto. Negli adulti diventa stress, ira, frustrazione. Amo i libri illustrati perch\u00e9 parlano, in dialogo con le figure, a una lettrice bambina ancora ben viva dentro di me. Sono i libri a cui mi spalanco, che creano dentro il mio cervello dei piccoli sentieri, brillanti di sassolini come insegna Pollicino. Mi rendono pi\u00f9 facile accostarmi alla paura di scomparire, io o il mondo, con pi\u00f9 sicurezza, perch\u00e9 credo nelle figure. E nelle storie. E nelle storie che crea il nostro cervello quando leggiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando affronto il discorso delle figure, la prima cosa che mi viene in mente non \u00e8 nemmeno un libro, perch\u00e9 si scompone e ricompone in modo diverso ogni volta che lo prendo in mano. \u00c8 una raccolta di immagini antiche talmente iconiche da essere riuscite a passare dalla cultura popolare alla cultura pop attraverso libri, film, serie tv. \u00c8 il mazzo dei tarocchi marsigliesi. Sulle sue piccole pagine singole scorrono persone, animali, angeli e diavoli, e grandi astri sfolgoranti. Contiene anche, come ogni libro -mondo, una rappresentazione dell&#8217;indicibile. \u00c8 sul Tredicesimo (XIII) Arcano Maggiore, chiamato anche l&#8217;<em>Arcano senza nome<\/em> perch\u00e9 \u2013 a differenza dei suoi fratelli \u2013 non riporta alcuna parola nella parte inferiore dell\u2019immagine. Dove prima sono sfilati i nomi del <em>Bagatto, <\/em>della <em>Papessa, <\/em>dell&#8217;<em>Imperatrice <\/em>e dell<em>&#8216;Imperatore, <\/em>del<em> Papa,<\/em> in una collezione di figure archetipiche, nel XIII Arcano la lama della falce si staglia in campo nero. Nei tarocchi il numero in caratteri romani nella parte superiore e la figura centrale si intrecciano in combinazioni un tempo chiaramente comprensibili alle persone che li consultavano, o li usavano per giocare. Per capire il XIII occorre sapere che \u00e8 una variante del numero III, che si \u00e8 gi\u00e0 manifestato la prima volta nella forma dell&#8217;<em>Imperatrice. L&#8217;imperatrice <\/em>rappresenta un passo oltre l&#8217;accumulo del II della <em>Papessa<\/em> e non ha ancora raggiunto la stabilit\u00e0 del IV dell&#8217;<em>Imperatore<\/em>. \u00c8 una creatura supernova che pu\u00f2 creare, inventare, distruggere. Nel secondo giro di Arcani, quelli in cui compaiono le creature magiche, il III riappare in forma di XIII e sulla carta c&#8217;\u00e8 lei: la Morte. Perch\u00e9 non ha nome, e perch\u00e9 \u00e8 un iper-tre? Se il tre \u00e8 il rilascio improvviso di energia, cosa lega la donna bellissima e incoronata che tiene lo scettro e lo scudo e guarda di sbieco verso la destra del lettore, verso il futuro, con lo scheletro sorridente che con la falce ripulisce la terra, lasciandosi dietro teste coronate, mani, ossa, e un buio illuminato solo dal suo viso, che \u00e8 quello della luna?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-layout-1 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:100%\">\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"325\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/III.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21335\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/III.jpg 325w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/III-152x300.jpg 152w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"325\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/XIII.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21334\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/XIII.jpg 325w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/XIII-152x300.jpg 152w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>La morte non viene nominata. \u00c8 un simbolo immediatamente riconoscibile, certo, ma l&#8217;assenza del nome nella parte inferiore attesta anche qualcos&#8217;altro: l&#8217;impossibilit\u00e0 di parlarne, perch\u00e9 non la conosciamo. Anche se abbiamo perduto qualcuno, siamo ancora qui a parlarne. Sappiamo della sua falce: la sua figura passa e la carta rester\u00e0 nera. Eppure \u00e8 un tre: qual \u00e8 l&#8217;esplosione incontrollata di energia, qui in questo Arcano che fa rabbrividire con la sua comparsa? Niente \u00e8 casuale nei Tarocchi, tutto \u00e8 connessione, e se leggi le carte spieghi alla persona seduta dall&#8217;altro lato del tavolo che non si deve preoccupare, il XIII Arcano descrive in realt\u00e0 la fine di qualcosa perch\u00e9 qualcos&#8217;altro possa cominciare. Ti affanni. Parli di traslochi, divorzi, cambi di occupazione, conclusione di cicli. Ma la carta sorride, e tu sai che cela un mistero che \u00e8 la spinta fondamentale di una gran parte di ci\u00f2 che facciamo. La deflagrazione della realt\u00e0, che per noi coincide con la nostra vita. Poi, cosa? Finisce tutto, comincia qualcos&#8217;altro, comincia il nulla? Il nulla pu\u00f2 cominciare? E siamo attratti, e siamo respinti, e terrorizzati. Al termine del <em>Settimo sigillo<\/em> di <strong>Ingmar Bergman<\/strong> la famiglia dei commedianti, al riparo nel carro, intravede da lontano la danza macabra: tenendosi per mano le figure di dame e cavalieri, uomini e donne, si allontanano sul crinale di una collina, nella luce livida dell&#8217;aurora. E l&#8217;amore e l&#8217;incertezza del domani diventano un dono risplendente per i salvati: quelli che restano ancora, precari, da questa parte. Alla luce della morte tutto acquista un contorno luminoso per il solo fatto di esistere e poter essere amato, toccato. I sensi si acuiscono e riescono a vedere, come fosse la prima volta, qualunque cosa: un tavolo e una sedia, un letto, uno spigolo, una superficie. Qualunque cosa \u00e8 nuova per un attimo, perch\u00e9 non \u00e8 scontata. \u00c8.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"669\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Settimo-Sigillo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21338\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Settimo-Sigillo.jpg 669w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Settimo-Sigillo-300x224.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 669px) 100vw, 669px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Cos\u00ec, dopo aver rimirato la faccia lunare della Morte sulla carta un po&#8217; sgualcita del mio mazzo, torno a guardare le copertine. E decido da quale libro cominciare. In onore del XIII, e quindi del III, scelgo di slancio un capolavoro di&nbsp; <strong>Wolf Erlbruck <\/strong>nel cui titolo l&#8217;occupante del XIII arcano \u00e8 citata esplicitamente<\/p>\n\n\n\n<p><em>L&#8217;anatra, la morte e il tulipano<\/em> (2007) \u2013 uno dei miei libri preferiti<a> \u2013 <\/a>ha un approccio esplicito. C&#8217;\u00e8 un&#8217;anatra che incontra la Morte, in forma di teschio con un allegro vestito di flanella a quadretti, e le chiede \u00abterrorizzata, e non le si poteva dare torto: \u201cSei venuta a prendermi?\u201d\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo inserito questo libro In uno degli elaborati finali del corso <em>Operatore Servizi Bibliotecari<\/em>, una bibliografia che avevo intitolato <em>Le Bambine e i Mostri.<\/em> Il mio professore l&#8217;aveva preso in mano, sfogliato, poi aveva sorriso e aveva detto: \u00ab\u00c8 vero, l&#8217;anatra \u00e8 disegnata un po&#8217; come una bambina\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 mostruoso della Morte che ti arriva alle spalle e si presenta? Eppure l&#8217;intero libro, che alterna pagine riempite dalle figure delle protagoniste a pagine bianche salvo alcune righe di testo, si sviluppa come un racconto di amicizia e di gioco. La Morte, al principio, ha un tulipano che tiene nascosto dietro la schiena. Un tulipano viola scuro. Sembra un po&#8217; una bacchetta magica. Ma il fiore sparisce quando l&#8217;Anatra invita la Morte ad andare allo stagno e poi la riscalda quando \u00e8 bagnata e ha freddo, stupendola.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-layout-2 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:100%\">\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"827\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/elf4-827x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21342\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/elf4-827x1024.jpg 827w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/elf4-242x300.jpg 242w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/elf4-768x951.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/elf4.jpg 1211w\" sizes=\"(max-width: 827px) 100vw, 827px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"827\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Elf1-827x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21341\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Elf1-827x1024.jpg 827w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Elf1-242x300.jpg 242w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Elf1-768x950.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Elf1.jpg 1212w\" sizes=\"(max-width: 827px) 100vw, 827px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>\u00ab\u201cHai freddo?\u201d, domand\u00f2 l&#8217;anatra. \u201cVuoi che ti scaldi?\u201d. Una proposta del genere non gliel&#8217;aveva fatta ancora nessuno. Il giorno dopo l&#8217;anatra si svegli\u00f2 per prima, di buon mattino, \u201cNon sono morta!\u201d, pens\u00f2.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Anatra e Morte sono alte uguali, c&#8217;\u00e8 una parit\u00e0 che non sfugge allo sguardo del lettore e le risposte della Morte alle domande dell&#8217;Anatra, mentre giocano, vivono e dormono insieme, sono sincere, gentili, accurate. \u00abQuando sarai morta anche lo stagno sparir\u00e0, almeno per te\u00bb. E, nella frequentazione reciproca, \u00e8 l&#8217;anatra a rallentare, ad andare allo stagno \u00absempre meno spesso\u00bb fino a chiedere, una sera, chiudendo il cerchio cominciato con il loro incontro: \u00abHo freddo. Ti va di scaldarmi un pochino?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Pagina bianca. L&#8217;Anatra e la Morte si guardano tenendosi per mano. Certo, l&#8217;Anatra non ha mani ma ali e la Morte ha dei guantini che nascondono, probabilmente, altre ossa oltre a quelle del teschio che ci lascia scorgere. Posso guardare questa tavola per molto tempo e non smettere di stupirmi, perch\u00e9 ora la Morte conosce L&#8217;Anatra. Si guardano negli occhi. La Morte ha due orbite immense e vuote, ma non importa. C&#8217;\u00e8 un&#8217;umanit\u00e0 condivisa in quell&#8217;illustrazione sospesa nel candore \u2013 non lo sappiamo ancora, ma annuncia la neve che arriver\u00e0 nella pagina successiva \u2013 che mi fa piangere. La Morte \u00e8 leggermente protesa verso l&#8217;Anatra, in una postura premurosa che la rende umana e l&#8217;Anatra ti sei dimenticata che \u00e8 un&#8217;anatra: sei tu. \u00c8 possibile incontrare la morte come una presenza gentile e delicata? Giri pagina e il testo, \u00abuna neve leggera scendeva piano nell&#8217;aria\u00bb, \u00e8 un haiku che puoi completare con un respiro. Aria, dentro, fuori. Spicca sulla grande pagina bianca a sinistra, mentre a destra \u00e8 calata l&#8217;oscurit\u00e0: l&#8217;Anatra \u00e8 distesa, la Morte \u00e8 china su di lei ma seduta, come durante un picnic, con una postura che suggerisce curiosit\u00e0 e premura, forse persino rammarico. Il tulipano \u00e8 ricomparso, disteso come il corpo allungato dell&#8217;anatra, e di colpo capiamo che sono la stessa cosa. Il fiore era gi\u00e0 reciso, ma \u00e8 intatto, coi suoi petali viola, l&#8217;Anatra \u00e8 priva di vita ora, dopo tante domande, e un po&#8217; di paura ma sempre meno. Il buio della pagina si ritrover\u00e0 nel grande fiume su cui la Morte adager\u00e0 \u00abdelicatamente\u00bb il corpo della sua amica, insieme al tulipano, prima di dar loro una \u00abspinta lieve\u00bb. Quasi si rattrista, la Morte, ma \u00abCos\u00ec \u00e8 la vita\u00bb. La Morte \u00e8 piccolissima, il fiume nero \u00e8 immenso, scorre su entrambe le pagine perdendosi da qualche parte, oltre il margine. E quando pensi che la storia sia terminata e giri l&#8217;ultima pagina, che sembra solo il retro della precedente perch\u00e9 poi c&#8217;\u00e8 il risvolto di copertina, ecco il regalo di Erlbruch: la Morte cammina, col suo nonsorriso, e una lepre e una volpe le danzano intorno; \u00e8 la catena alimentare ma anche il lato luminoso della Morte, che \u00e8 parte della natura, \u00e8 parte della vita. Non \u00e8 certo un albo illustrato per bambini, almeno non in modo convenzionale. I disegni sono sorprendenti, il teschio \u00e8 realistico, ma l&#8217;atmosfera che aleggia in ogni singola pagina \u00e8 fatata, lieve, delicata, come le parole che l&#8217;autore ha scelto, accuratamente, per raccontarci la storia. I gesti sono dolci e naturali. Le sagome dei personaggi, indimenticabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Puoi piangere anche se sei grande. Se lo leggi a un piccolo, aspettati tante domande. Non saprai neanche una risposta. C&#8217;\u00e8 solo la tenerezza. Forse puoi rispondere con un abbraccio.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"558\" height=\"307\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Anatra-e-morte.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21345\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Anatra-e-morte.jpg 558w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Anatra-e-morte-300x165.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 558px) 100vw, 558px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Diversissimo e coperto di immagini e sfondi \u00e8 un altro libro che ho aggiunto da poco alla mia libreria dell&#8217;indicibile: <em>\u00c8 tempo di andare<\/em> di <strong>Kim Sena<\/strong> (2019). Pieno di evidenti riferimenti all&#8217;immaginario gotico, gi\u00e0 dal frontespizio che mostra una pantera, ferma davanti a un piedistallo, e inserisce i dati editoriali a sinistra, tra dettagliatissimi rami di quercia e piccoli ritratti di una bambina con una civetta, tutto nero o seppia. Potrebbe sbagliare strada e diventare un libro inutilmente bello, troppo aderente agli stilemi goth, scontato nei dialoghi tra la bambina, Mia, e la civetta, Lucy, che comunica alla sua amica che per lei \u00e8 tempo di andare. \u00abLucy, all&#8217;improvviso devi tornare da dove sei venuta?\u00bb, chiede Mia, e per tutto il resto del racconto l&#8217;ambiguit\u00e0 tra ritorno alla foresta e morte viene mantenuta con grazia ed equilibrio. I colori scuri, mentre le due amiche si accomiatano e ricordano i momenti felici, si schiariscono qua e l\u00e0 di improvvise nuvole rosate, di fiori giapponesi giallo arancio, e la sovrapposizione tra Mia e Lucy culmina in una pagina in cui i loro profili, per un gioco di prospettiva, sono perfettamente allineati. Difficile non pensare alla civetta come a una maschera e, contemporaneamente, a una parte dell&#8217;anima di Mia. A chi sta dicendo addio la ragazzina? E che tipo di addio sar\u00e0? In un continuo gioco di scambi, in cui non sai pi\u00f9 chi lascia chi \u2013 ma non \u00e8 sempre cos\u00ec? \u2013 ci innamoriamo di questo legame, delle piume della civetta, dei lunghi capelli neri della ragazza, in un lungo addio che termina con una pantera, la notte, la luna luminosissima. L&#8217;ultima immagine vorrebbe suggerire un ritorno allo stato selvatico,&nbsp; la bambina e l\u2019animale non possono pi\u00f9 stare insieme. Ma la grafica tradisce il profondissimo, dolorosissimo senso di morte che si accompagna al distacco. Non \u00e8 importante la storia, il testo \u00e8 trascurabile, sono le immagini che, dolci e amare, ci riportano a qualcosa che noi adulti conosciamo. La perdita. Lo struggimento. L&#8217;inesorabilit\u00e0 dei cicli. Tutta l&#8217;architettura, marmorea, \u00e8 cimiteriale. Gli alberi sono immensi e oscuri, i capelli neri di Mia fluttuano senza vento. La falce dell&#8217;arcano senza nome, in qualche modo, ha fatto il suo lavoro.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"702\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Kim-Sena-702x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21350\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Kim-Sena-702x1024.jpg 702w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Kim-Sena-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Kim-Sena-768x1121.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Kim-Sena.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 702px) 100vw, 702px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>E siccome sono proiettiva, vorrei inserire una ghost track, un libro che \u00e8 parte di un ciclo meraviglioso sulla vita, la creativit\u00e0 e la capacit\u00e0 delle bambine e dei bambini di costruire il mondo: mentre met\u00e0 del mio cervello progettava la lettura ad alta voce ai bambini, e potevo immaginare la mia voce risuonare di meraviglia ed entusiasmo, l&#8217;altra met\u00e0 radunava i fantasmi della morte, del distacco, dell&#8217;inconoscibile. \u00c8 una lettura mia, interiore. La mia \u00e8 una breve esplorazione da lettrice tra bellezza e terrore, tra essere e nulla, ma anche tra questo piano di esistenza e un altrove, e non sarebbe completa se non confessassi che l&#8217;altrove, per me, invece che nero pu\u00f2 essere candido come la pagina bianca in cui si muove Harold con la sua matita viola. <em>Harold e la matita viola<\/em> di <strong>Crockett Johnson<\/strong> (1955) \u00e8 il primo dei libri di Haroldche ho letto ed \u00e8 anche il primo che ho preso in mano quando ho cominciato a scrivere questo articolo. Il ciclo di Harold \u00e8 traboccante di vita: c&#8217;\u00e8 un bambino che, disegnando, crea un mondo. Oh, che bello, bambini, guardate! Ma&nbsp; mentre giro le pagine e indico le figure, non posso ignorare la sensazione che tutto quel bianco sia il nulla. C&#8217;\u00e8 Harold, che \u00e8 piccolo piccolo ma fiducioso e inesorabile nella sua volont\u00e0 di ricostruire un mondo dove non c&#8217;\u00e8 che una distesa bianca. Dopo aver disegnato strade, alberi, la luna, un pallone gigante a cui attaccare una mongolfiera, animali e un&#8217;intera citt\u00e0 di palazzi tutti fatti solo di contorni viola vuole tornare a casa. Guardando la luna, ricordando dov&#8217;era la sua finestra quando la guardava, capir\u00e0 che basta ridisegnare intorno alla luna la finestra, poi una riga per il pavimento e infine il suo lettino. Solo allora potr\u00e0 lasciar cadere la matita e scivolare in un sonno tranquillo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"652\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Harold-e-la-luna-1024x652.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21355\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Harold-e-la-luna-1024x652.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Harold-e-la-luna-300x191.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Harold-e-la-luna-768x489.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Harold-e-la-luna.jpg 1247w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Scivolare in un sonno tranquillo. Nel suo lettino\u2026 C&#8217;\u00e8 una dolcezza infinita in questa descrizione. La copertina che racchiude questo libro come la custodia di un segreto non \u00e8 bianca, ma nera. Nera come la notte perch\u00e9 forse \u00e8 un sogno. Nera come lo sfondo del Tredicesimo Arcano. E allora mi chiedo: Harold sta venendo a patti con la morte? Ridisegna il suo mondo bambino, fatto di elementi essenziali e non consequenziali, in cui basta un contorno per giocare alla realt\u00e0? Affrontare il nulla con una matita magica che ti permette di disegnare un percorso e scegliere la tua destinazione, il luogo del tuo sonno tranquillo, non sarebbe bellissimo? I tratti viola che riempiono il candore spiazzante delle pagine, insieme alla figurina di Harold nel suo pigiamino, costruiscono un altrove che potrebbe essere qualunque cosa, o nessuna. Non c&#8217;\u00e8 nulla, tranne Harold, che non nasca da quella matita viola che alla fine, scivolando nel suo sonno tranquillo, il bambino lascer\u00e0 cadere. E il libro finisce.<br>Finisce anche la storia?<br>Finisce anche la nostra storia?<br>\u00c8 confortante immaginare di poter affrontare tutto quell&#8217;ignoto armati, almeno, di una matita viola.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"804\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Harold-804x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21353\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Harold-804x1024.jpg 804w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Harold-235x300.jpg 235w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Harold-768x978.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Harold.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 804px) 100vw, 804px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ma \u00abDo not go gently into that good night\u00bb, dice <strong>Dylan Thomas<\/strong> (e canta <strong>John Cale<\/strong>), \u00abRage, rage against the dying of the light\u00bb. Pu\u00f2 essere di questo che parla un libro che non \u00e8 stato tradotto, maledizione!, in italiano [<em>Ma adesso s\u00ec, evviva!<\/em>]. Si tratta di un capolavoro di <strong>Maurice Sendak<\/strong>, l\u2019autore di <em>Nel paese dei mostri selvaggi<\/em>. Si intitola <em>Outside Over There<\/em>, e gi\u00e0 la vaghezza del titolo ci suggerisce che parliamo di un altrove. Ma Sendak l&#8217;altrove lo popola di creature, cos\u00ec come riempie le pagine di immagini, che spesso si stendono dal bordo sinistro a quello destro del libro aperto, lasciando solo una striscia sottile, bianca, per il testo. Se <em>Nel paese dei mostri selvaggi<\/em> Sendak giocava magnificamente con il rapporto tra le dimensioni dell&#8217;immagine e il bordo bianco, facendoci fisicamente percepire l&#8217;allargarsi del mondo onirico di Max, il bambino arrabbiato, in <em>Outside<\/em> le immagini divorano le pagine, perch\u00e9 \u00e8 di un salvataggio che leggiamo, disperato e difficile, ma vittorioso. Hilda, mentre il pap\u00e0 \u00e8 per mare e la mamma al porto, suona il corno per far addormentare la sorellina. Ma non la guarda \u2013 elemento magico da tenere in buona considerazione: quando non guardi, come in <em>Blink<\/em>, puntata meravigliosa del <em>Doctor Who<\/em>, il pericolo pu\u00f2 avvicinarsi in un lampo \u2013 e i goblin la rapiscono, lasciando al suo posto un changeling. Quando Hilda si rende conto che la <em>cosa<\/em> che stringe tra le braccia \u00e8 un bambino di ghiaccio, che rapidamente si scioglie, si infuria: maledetti goblin, avete preso la mia sorellina per farne una schifosa sposa goblin! Si infila il grande impermeabile giallo della mamma, mette il suo corno al sicuro in una tasca e, dice Sendak, curiosamente, \u00abmade a serious mistake. She climbed backwards out her window into outside over there\u00bb. Commise un grave errore, si arrampic\u00f2 sul davanzale e si butt\u00f2, di schiena, fuori laggi\u00f9.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"911\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Nel-mondo-la-fuori.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21358\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Nel-mondo-la-fuori.jpg 1000w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Nel-mondo-la-fuori-300x273.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Nel-mondo-la-fuori-768x700.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Le immagini sono gremite di dettagli, le pose di Hilda sono plastiche, in particolare quando capisce lo scambio e si infuria con i goblin, piccole sagome coperte da un saio troppo grande che le nasconde completamente. Strano: piedi piantati per terra, pugni alzati al cielo, Hilda emana rabbia ma il suo viso, come in tutte le altre illustrazioni, \u00e8 stranamente privo di espressione. Le espressioni le vedremo sui visi dei goblin, rappresentati come neonati di pochi mesi, in modo iperrealistico, una versione vittoriana \u2013 dal punto di vista visuale \u2013 dei mostruosi neonati di <strong>Hans Ruedi Giger<\/strong>. Hilda voler\u00e0 capovolta e arriver\u00e0 nel mezzo dell&#8217;orrendo matrimonio orchestrato dai goblin. Li sconfigger\u00e0 suonando canzoni sempre pi\u00f9 incalzanti con il suo corno, canzoni di mare \u00abche fanno impazzire i marinai\u00bb, fino a che i\u00a0 bambini-goblin, che danzano contro la propria volont\u00e0 cercando di fermarsi, non saranno cos\u00ec stanchi da dover andare a letto e si trasformeranno in un \u00abdancing stream\u00bb, un torrente danzante, dissolvendosi. \u00c8 l&#8217;unica immagine in cui vedo Hilda accennare un lieve, tenero sorriso. La sorellina comparir\u00e0 solo nella pagina successiva, sana e salva, in un confortevole mezzo guscio d&#8217;uovo, una specie di culla selvaggia, e lei, s\u00ec, sorrider\u00e0, ma, a quel punto, il viso di Hilda torner\u00e0 impassibile. Perch\u00e9? La sensazione \u00e8 quella di un rituale che cela qualcos&#8217;altro. Qual \u00e8 il grave errore di Hilda, visto che riporter\u00e0 a casa la sorellina, stretta tra le braccia? Anche il bosco fitto la lascia passare, un bosco in cui ogni singola minuscola foglia \u00e8 disegnata con minuzia, e anche io che leggo sono frastornata, troppi dettagli, troppe cose. Le immagini sono cos\u00ec sontuose da costringermi ad andare avanti e indietro per scoprire particolari che nel colmo della storia mi sono sfuggiti. La bambina \u00e8 salva.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"736\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Syono-1024x736.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21000\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Syono-1024x736.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Syono-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Syono-768x552.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Syono.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Forse l&#8217;errore di Hilda \u00e8 stato buttarsi alla cieca nell&#8217;altrove. Nessun adulto lo farebbe. Nessun adulto, credo, avrebbe osato pensare che nell&#8217;ignoto ci si deve lanciare \u00aball&#8217;indietro\u00bb. Questa versione a lieto fine del mito di Orfeo e Euridice \u00e8 misteriosa e entusiasmante. Solo dei bambini potevano esserne protagonisti, perch\u00e9 i bambini non credono alla morte. \u00c8 un Altrove, un misterioso altrove, ma \u00e8 qualcosa. Un luogo straniante, fitto, tumultuoso, da dove, se sai cercare e hai coraggio, si pu\u00f2 fare ritorno. Anche in questo altrove la luna \u00e8 una presenza intermittente ma che attrae come punto di fuga dell&#8217;intera scena: tutto questo pu\u00f2 accadere solo di notte, mentre tra stracci di nuvole compare il volto del XIII Arcano. Le mani, i piedi dei personaggi sono disegnati con un&#8217;intenzionalit\u00e0 interessante: sono leggermente sproporzionati, e posso solo pensare che i piedi siano il legame con il suolo, la realt\u00e0, ma anche l&#8217;andare, lo spingersi oltre il limite \u2013 la finestra di casa \u2013 e le mani siano l&#8217;agire. Questo libro ipnotizza per la ricchezza di elementi presenti in ogni pagina, un cuscino ricamatissimo su cui si poggiano la plasticit\u00e0 del corpo di Hilda, il drappeggio del suo impermeabile-manto, i corpicini grassocci dei goblin-bambini. \u00c8 l&#8217;effetto \u00abmi ritrovai in una selva oscura\u00bb, ma Hilda \u00e8 impavida e ti guida dentro, e poi fuori, dall&#8217;incubo. Torni con una neonata tra le braccia e la suggestione che all&#8217;Altrove si possa, a volte, strappare qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>E infine, un po&#8217; a tradimento perch\u00e9 l&#8217;ho appoggiato tra gli altri albi, qui sul letto, ma viene da un altro scaffale della mia caotica libreria, il libro sulla morte e la trasformazione pi\u00f9 bello che io conosca. Mi concedo questo <em>detour<\/em> perch\u00e9 <strong>Shaun Tan<\/strong>, quando compone una storia che pu\u00f2 essere letta dai bambini, si rivolge sempre anche agli adulti e alla loro immaginazione. <em>Cicala<\/em> (2018) \u00e8 una storia di metamorfosi. Vediamo Cicala, una vera cicala, lavorare ogni giorno della sua vita col cartellino appuntato alla giacca, in un ufficio che \u00e8 l&#8217;archetipo degli uffici, un inferno di cubicoli grigi tutti uguali. Tutto \u00e8 incolore, nauseante, inaccessibile per le corte zampe di cicala. Gli umani si vedono solo di schiena, o se ne vedono le gambe, in una pagina, in particolare, qualcuno in calzoni con la piega e scarpe lucide schiaccia Cicala a terra, fogli sparsi dappertutto, un altro paio di gambe, ugualmente ben vestite, osservano lo spettacolo, immobili. L&#8217;unica traccia di colore \u00e8 la testa verde di Cicala che ci parla, nelle pagine a sinistra, in modo sintetico e con una sintassi disarticolata: \u00abColleghi umani Cicala non amano. Dicono cose. Fanno cose. Idiota credono Cicala.\u00bb<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"782\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Cicala-782x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21364\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Cicala-782x1024.jpg 782w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Cicala-229x300.jpg 229w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Cicala-768x1005.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Cicala.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Cicala dorme in uno sgabuzzino, lavora con le quattro zampe superiori, in una giacchetta kafkiana, con fogli, timbri, in una rappresentazione lancinante dell&#8217;inutilit\u00e0 del lavoro. Sono passati diciassette anni. Cicala va in pensione. \u00abFesta: no. Stretta di mano: no. Libera scrivania Capo dice.\u00bb E di nuovo, accanto a Cicala che lucida la scrivania, c&#8217;\u00e8 un corpo umano, un uomo in un completo elegante direttamente uscito da <em>Madmen,<\/em> a braccia conserte, la testa che scompare oltre il bordo della pagina. Mentre leggi, a questo punto, odi gli esseri umani. E in un crescendo di immagini tutte a piena pagina, grigie, cupe, insopportabili, \u00abLavoro: niente. Casa: niente. Soldi: niente. Sul tetto di alto edificio Cicala sale. Tempo di addio.\u00bb, ci inoltriamo con questa piccola creatura verde dagli occhi enormi e il completo assurdo su rampe escheriane, fino al tetto. \u00c8 un mondo di nebbia. Ed \u00e8 anche un mondo di merda, senza piet\u00e0, e tu provi odio per il capitalismo, <em>produci-consuma-crepa<\/em>, lo hanno sintetizzato cos\u00ec bene i <strong>CCCP<\/strong>. A chi non resta niente, non resta forse la morte?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"862\" height=\"485\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Cicada.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21368\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Cicada.jpg 862w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Cicada-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Cicada-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 862px) 100vw, 862px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ma attenzione! Gioia! Pagina dopo pagina, nel grigio che tutto avvolge, una sottile fessura rossa si apre sulla schiena di Cicala, fermo in piedi sul davanzale. Una fessura che potrebbe essere stata procurata da un colpo, lento e preciso, della falce dell&#8217;Arcano senza nome. Ci mette tre pagine, ma ecco che la cicala, quella vera, quella che sta diciassette anni sottoterra per fregare i predatori utilizzando lunghissimi sonni di crisalide declinati in numeri primi, spacca il suo guscio di impiegato bullizzato e finito! E senza rimpianti lo lascia l\u00ec, immobile e rotto, e si libera, spiegando ali rosse e trasparenti, unendosi nelle due pagine successive a uno sciame di bellissime, cristalline, cicale in volo, rosse sui mille grigi di Shaun Tan. Le ultime due pagine sono bianche, con un piccolo riquadro di testo centrale: \u00abCicale tutte a foresta tornano. A volte pensano a Umani. A smettere di ridere non riescono\u00bb. E, regalo ulteriore, mentre il libro comincia con l&#8217;interno della copertina e il frontespizio invasi da una citt\u00e0 di cubi e rettangoli nerogrigi, solida e morta, l&#8217;ultimissima pagina del libro, insieme all&#8217;interno della copertina, \u00e8 un&#8217;estasi di verdi, gialli, arancio: la Foresta rifulge come in <em>Regole dell&#8217;estate<\/em>, quando intuisci che Shaun Tan, se volesse dipingere come Cezanne, lo farebbe in un minuto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"527\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Crisalide.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21371\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Crisalide.jpg 800w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Crisalide-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Crisalide-768x506.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>E tu ridi degli umani, anche se sei umana, e diventi per un momento una cicala che potrebbe, chiss\u00e0, mutarsi in qualcos&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa di arcano, e ancora senza nome.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Bologna \u00e8 ancora in corso la fiera annuale dedicata al libro per ragazzi (Bologna Children&#8217;s Book Fair, BCBF). 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