{"id":2390,"date":"2020-09-11T16:00:00","date_gmt":"2020-09-11T14:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=2390"},"modified":"2020-09-04T15:01:23","modified_gmt":"2020-09-04T13:01:23","slug":"seguendo-piccole-tracce-di-bianco-e-di-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2020\/09\/11\/seguendo-piccole-tracce-di-bianco-e-di-nero\/","title":{"rendered":"Seguendo piccole tracce di bianco e di nero"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Considerazioni su Edmond Baudoin accompagnate da una bottiglia di ottimo Bordeaux del 1995 (annata niente male per i vini). Pubblicate su &#8220;Schizzo&#8221;, da qualche parte nella seconda met\u00e0 degli anni Novanta dello scorso secolo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Edmond-Baudoin.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2391\" width=\"392\" height=\"523\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Edmond-Baudoin.jpg 540w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Edmond-Baudoin-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 392px) 100vw, 392px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il vino rosso macchia. \u00c8 un dato di fatto.<br>Non c\u2019\u00e8 tovaglia, tra le poche che possiedo, che non rechi i segni indelebili di una serata allungatasi un po\u2019&nbsp; troppo, con i pochi amici, a parlare di libri e di donne. A farli anche, a volte, i libri, e a conoscerle, a volte, le donne. Sia chiaro, poi, che i libri di cui si parla sono quasi sempre a fumetti.<br>Anche i fumetti macchiano. L\u2019intelligenza non le tovaglie, per\u00f2. Nella mia libreria una delle macchie indelebili si chiama Edmond Baudoin.<br>Divertente e generoso, Baudoin \u00e8 sicuramente l\u2019autore di fumetti pi\u00f9 prolifico e originale di Francia. Cos\u00ec si racconta lui stesso. \u00abNascita: 1942 a Nizza. Prima le scuole (svogliatamente) e un lavoro di merda. Poi il disegno, gli amori, i figli e i libri di fumetti. Tanti. Anche libri illustrati, dipinti, e la danza; di nuovo amori e figli. Ancora libri\u00bb (su \u201cLib\u00e9ration\u201d nel gennaio 1997, non ricordo n\u00e9 il giorno n\u00e9 il numero. Traduzione mia, quindi perdonami). Prima per Futuropolis poi per l\u2019Association. Fu proprio Futuropolis, piccola e raffinata casa editrice, a fare di Edmond Baudoin un autore di fumetti. Etienne Robial, mente e anima della casa editrice, pur trovando Baudoin \u00abun po\u2019 troppo poeta e troppo poco fumettaro\u00bb, ma sapendo, a differenza di tanti nostri editorucoli, leggere e capire la bellezza, gli pubblic\u00f2 ben quindici libri. Strappandolo a una gi\u00e0 lunga, ma naturalmente poco amata, carriera di ragioniere.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo.<br>Cos\u00ec: dopo, \u00e8 cominciata la vita a fumetti di Edmond Baudoin (anche perch\u00e9 gli episodi pi\u00f9 belli della sua bibliografia sono quelli autobiografici). Nel 1981, dopo pi\u00f9 di vent\u2019anni passati a fare il contabile, con qualche fuga nell\u2019illustrazione. Un libro brutto: <em>Sentiers ciment\u00e8s<\/em>. (Futuropolis). La raccolta cio\u00e8 di storielle varie tra la fantascienza e il fantastico pubblicate su \u201cLe Canard Sauvage\u201d, che troppo ricordavano nel testo e nel disegno Guido Crepax. Niente da questo libro poteva far presagire quello che ci aspettava esattamente dieci anni dopo.<br>Bisogna ammetterlo, deboli segnali gi\u00e0 li avremmo avuti negli anni successivi; non so, penso a&nbsp; libri come <em>Passe le temps, La peau du L\u00e9zard, Un flip Coca, Le Portrait <\/em>(sempre, tutti, per Futuropolis), nei quali gi\u00e0 si trovavano tutti i temi autobiografici cari a Baudoin.<br>Ma fu comunque una deflagrazione che ci devast\u00f2 l\u2019organo motore del sentimento. Una pirotecnia. Una rivelazione. Come stappare una bottiglia di barolo del 1990. Vino indimenticabile. Libro indimenticabile. Stessa annata. Perch\u00e9 \u00e8 vero che il libro usc\u00ec nel 1991, ma in bottiglia (mi si passi la metafora) Baudoin ce l\u2019avr\u00e0 messo almeno l\u2019anno prima.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Comme-aco-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2394\" width=\"391\" height=\"519\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Comme-aco-1.jpg 555w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Comme-aco-1-226x300.jpg 226w\" sizes=\"(max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un titolo oscuro, bellissimo: <em>Couma A\u00e7o<\/em>. Un fumetto di chiara bellezza. A cui gli organizzatori del festival di Angoul\u00eame, nonostante la stolidit\u00e0 che caratterizza gli animatori di festival (quelli nostrani in particolare) non poterono fare a meno di dare il loro premio pi\u00f9 prestigioso.<br>A parte queste mondanit\u00e0 da niente, &nbsp;<em>Couma A\u00e7o <\/em>resta un libro fondamentale.<br>Non accade nulla, in questo libro, niente intrighi, quasi nemmeno una storia; solo la commossa memoria di un nonno meraviglioso, quello di Baudoin; evocata e ricordata dalla veridica poesia di un pennello vaporoso. Un libro che non serve ad altro che ha trovare la forza di continuare ad affrontare la vita (e dici niente!). \u00c8 il titolo in fondo, che suona pi\u00f9 o meno <em>Comme \u00e7a. <\/em>Cos\u00ec. Come la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi sa quando un libro comincia? Dove? Nella testa dell\u2019autore scassata da una forte allergia primaverile sotto il cielo di Beirut scassato dalle bombe, dove qualcuno che disegna seduto sul marciapiedi \u00e8 pi\u00f9 innaturale di un ragazzetto di tredici anni che imbraccia un mitra; oppure in un uno studio nell\u2019unica citt\u00e0 che probabilmente non si vergogna di stare in cartolina, Nizza, dove Baudoin \u00e8 solo nato, come altri nascono a Praga, Manila, Tananarive, Milano?<br>Volere sapere quando un libro comincia \u00e8 impresa titanica. Forse un libro comincia ogni volta che qualcuno cerca di disegnare un\u2018onda.<br>Impossibile.<br>\u00abImmobilizzare il tempo,&#8230; sono un idiota\u00bb (p.22, ed. l\u2019Association). Eppure \u00e8 proprio sfinendosi in questo tentativo che Baudoin realizza il suo capolavoro. <em>Eloge de la poussi\u00e8re<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"362\" height=\"500\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/poussiere.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2395\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/poussiere.jpg 362w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/poussiere-217x300.jpg 217w\" sizes=\"(max-width: 362px) 100vw, 362px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Era il 1995. Annata appunto gloriosa per il barolo, e per i vini in generale. E Baudoin tentava, giocando tutto se stesso, una sfida impossibile: immobilizzare il tempo, raccontando la sua vita con i fumetti. Una confessione sentimentale che non conosce eguali. Ne usciva sconfitto. Ma ci dava in mano un capolavoro assoluto, irraggiungibile. L\u2019elogio della polvere, ovvero del tempo che, passato, \u00e8 perduto; e che solo un altro grande narratore ha trovato nel ventesimo secolo, anche lui francese (un destino?). Il&nbsp; Proust ricercatore.<br>La memoria \u00e8 il perno di questo libro. La memoria sconfitta; che non sa e non pu\u00f2, con il pennello (o con altro mezzo), raccontare se stessa, se non attraverso la polvere che copre i vecchi oggetti appartenuti, in qualche modo, alla nostra vita. Raccontare la polvere, cio\u00e8 i nostri ricordi, \u00e8 in fondo fare la cronaca commossa dell\u2019impossibilit\u00e0 di imprigionare la vita nella memoria.<br>La madre (guarda le ultime struggenti pagine) ritratta dall\u2019autore non \u00e8 riconosciuta, nel disegno, dall\u2019infermiera della casa di cura dove \u00e8 ricoverata. Anzi. Meglio. L\u2019infermiera dice che quello \u00e8 un bel disegno, ma non \u00e8 Jeanne (la madre di Baudoin).<br>Jeanne \u00e8 Jeanne. Nessun disegno, nessun racconto potr\u00e0 mai sostituirsi a lei. Potr\u00e0 mai renderne l\u2019essenza, l\u2019intelligenza dello sguardo. Non si pu\u00f2 pareggiare la vita solo con la sua sterile cronaca.<br>E Baudoin accetta felice questa sconfitta. Finalmente lo sa.<br>Lo sa che non si pu\u00f2 disegnare un\u2019onda. Che non si pu\u00f2 fare prigioniera la vita. Che raccontarla \u00e8 sempre, e comunque, una debacle.<br>A questo punto smette di ricordare. Attraversa, con sguardo commosso, le aree dismesse (altro bellissimo libro che nessun editore italiano ti far\u00e0 leggere: <em>Terrains vagues<\/em> &#8211; L\u2019Association, 1996) dell\u2019autobiografia, e comincia a raccontare. Adesso sa come controllare i sentimenti e pu\u00f2 cominciare il VIAGGIO.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Voyage-1-690x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2397\" width=\"388\" height=\"575\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Voyage-1-690x1024.jpg 690w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Voyage-1-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Voyage-1-768x1139.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Voyage-1.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 388px) 100vw, 388px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Controllare, poi, un bel niente. Perch\u00e9 <em>Le voyage<\/em> comincia con un esplosione. Dei sentimenti. L\u2019oscena e insopportabile disvelazione della mostruosit\u00e0 del quotidiano, con relativa epifania salvifica: rito apotropaico che immobilizza il mostro e indica la strada. Simon ha la testa aperta (scassata?) sul mondo. Ed \u00e8 un vecchio ubriacone a soffiargli, insieme agli aliti di un vino scadente, la formula segreta per cominciare il viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Pianter\u00e0 tutto Simon, moglie, lavoro e figlio, e solo il figlio ritrover\u00e0 alla fine del viaggio (e alla fine del libro, va da s\u00e9), rinnovato e finalmente degno di lui. Come solo un padre che finalmente conosce il valore e il senso della libert\u00e0 pu\u00f2 essere degno di un figlio. Ritornato, dopo aver conosciuto il lavoro per passione del marionettista Oliver e l\u2019amore senza catene (sentimentali) della bella L\u00e9a, Simon \u00e8 finalmente re, della sua vita, e il piccolo Pierre, suo figlio ne sar\u00e0 il degno erede, tanto che il vecchio ubriacone (quello degli inizi, s\u00ec) lo chiamer\u00e0 \u201cpiccolo principe\u201d (e che questo libro di Baudoin sia in fondo anche e soprattutto uno splendido omaggio a quello di Saint-Exupery mi sembra cos\u00ec evidente&#8230;).<\/p>\n\n\n\n<p>In tutta la sua opera Baudoin non vuole convincerci di niente. Solo ci conduce lungo le piccole tracce di bianco e di nero che il suo pennello traccia, con la leggerezza e l\u2019ampiezza di un volo di gabbiano, lungo la strada che porta alla bellezza. La bellezza del corpo. Quello femminile in particolare.<br>C\u2019\u00e8 nel <em>Voyage<\/em> una delle scene d\u2019amore pi\u00f9 belle di tutta la storia dei fumetti. Tra L\u00e9a e Simon, in cui Baudoin raggiunge (a mio avviso) la sua vetta pi\u00f9 alta; in cui porta a sintesi la lezione dei suoi due pi\u00f9 grandi mastri: Picasso e (soprattutto) Matisse.<br>Vediamo se riesco a spiegarti cosa intendo. I secoli di retaggio culturale che ci portiamo alle spalle, e cio\u00e8 certo classicismo d\u2019accatto che ingabbia la sensualit\u00e0 nel rigore geometrico e il cieco cattolicesimo che spegne il corpo nella supposta superiorit\u00e0 dello spirito, non ci permettono (alle volte nonostante noi stessi) di guardare al corpo rappresentato come a una forma vivente, ma come a una forma plastica (leggi a questo proposito un assoluto \u2013 non sempre condivisibile \u2013 capolavoro di teoria interpretativa come <em>Il nudo<\/em> di Kenneth Clark, Neri Pozza, 1995).<br>Il classicismo mitigava fin quasi a spegnere la sensualit\u00e0 del corpo nel rigore e nella perfezione geometrica. Matisse e Picasso (un po\u2019 anche C\u00e9zanne prima e Brancusi dopo) portarono l\u2019astrazione dell\u2019elemento geometrico al parossismo, sottolineando alle volte anche ferocemente l\u2019animalit\u00e0 dei corpi. Liberandone tutta la sensualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La mancanza di pudore diviene totale. La contemplazione del corpo rappresentato non provoca pi\u00f9 solo un aristotelico piacere, ma vero e proprio eccitamento.<br>Baudoin fa sua questa mancanza di pudore, quest\u2019ardore nella rappresentazione dei corpi (lo ribadisco: di quello femminile in particolare. Per capire cosa intendo per assenza di pudore guarda i disegni realizzati da Baudoin per i libri di Carol Vanni <em>Embruns<\/em> e <em>Chagrin D\u2019encre<\/em>). Portandola a compimento in quella scena d\u2019amore tra L\u00e9a e Simon vi aggiunge per\u00f2 qualcosa. Ricostruisce ci\u00f2 che Picasso aveva smontato.<br>I corpi disegnati mantengono tutta la loro esasperata eccitante astrazione, stagliandosi a contrasto contro l\u2019esasperato formalismo geometrico delle tavole e della sequenza. Il fumetto di Baudoin diviene cos\u00ec, per usare parole di Mario Luzi a proposito di Matisse, \u201cpuro e totale esprimersi della vita\u201d . Niente di meno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Considerazioni su Edmond Baudoin accompagnate da una bottiglia di ottimo Bordeaux del 1995 (annata niente male per i vini). 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