{"id":25056,"date":"2025-01-14T08:00:00","date_gmt":"2025-01-14T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=25056"},"modified":"2025-01-13T10:07:07","modified_gmt":"2025-01-13T09:07:07","slug":"the-great-when-ultima-corsa-a-long-london","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2025\/01\/14\/the-great-when-ultima-corsa-a-long-london\/","title":{"rendered":"The Great When \u2013 Ultima corsa a Long London"},"content":{"rendered":"\n<p><em>In cui l&#8217;incauto scrivano giunge al termine del lungo viaggio e cerca di mettere insieme qualche considerazione finale, sebbene non sia sicuro di riuscire a esprimere tutte le impressioni che ha avuto durante la lettura di questo libro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u201c<em>A Startling New Calendar<\/em>\u201d \u2013 \u201c<em>The Old Man at the End<\/em>\u201d \/ \u201cUn nuovo, sorprendente Calendar\u201d \u2013 \u201cIl vecchio alla fine\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p>Siamo finalmente arrivati al gran finale. Prima di Natale avevamo lasciato Dennis mentre stava per incontrare, timoroso, il suo amico Clive. Infatti, era giunto alla conclusione che fosse un serial killer e di essere stato usato per andare nella Long London, per cui temeva che quell\u2019appuntamento fosse stato fissato solo per ucciderlo (potete leggere i dettagli che ci hanno portato a questo punto <a href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2024\/12\/17\/the-great-when-la-pittura-come-una-delle-belle-arti\/\">qui<\/a>). Nel bar dove Clive ha fissato l\u2019appuntamento ci sono solo altri tre avventori. Dennis \u00e8 piuttosto nervoso: non riesce a concentrarsi su quello che l\u2019amico gli sta dicendo, mentre osserva l\u2019ambiente in cui si trova. Clive dice che \u00e8 molto contento di vederlo e che gli mancavano le loro conversazioni, dato che trova l\u2019ambiente di lavoro piuttosto noioso. A un certo punto, per\u00f2, stupito dall\u2019atteggiamento del giovane gli chiede se c\u2019\u00e8 qualcosa che non va e Dennis si inventa il fatto che probabilmente aveva mangiato qualcosa che gli aveva fatto male. Al che, l\u2019amico avvocato gli propone di andare a fare una passeggiata lungo il fiume. Per Dennis \u00e8 il segnale che vuole ucciderlo in quel posto, per cui si alza per andare al bagno prima di uscire e, mentre si dirige l\u00ec, decide di scappare fuori. Nessuno sembra notare la scena e Clive lo insegue, chiedendogli che cosa stava facendo: ora il tono non \u00e8 pi\u00f9 gioviale come prima. Correndo senza meta, Dennis si trova a Fleet Street e, man mano che procede, nota che in realt\u00e0 si sta avvicinando sempre di pi\u00f9 alla zona dove Clive voleva portarlo. Inconsciamente, arriva nel punto dove aveva incontrato volta Grace, di ritorno dal primo viaggio a Long London, e passa attraverso un\u2019entrata nel Grande Quando.<br>Si ritrova in un ambiente vagamente familiare e sebbene non creda che Clive abbia avuto il tempo di vederlo oltrepassare il confine tra le due realt\u00e0, cerca di muoversi in fretta. Purtroppo non \u00e8 cos\u00ec e lo vede dirigersi verso di lui. L\u2019ex amico afferma che quella \u00e8 la seconda porta che gli ha mostrato e gli domanda perch\u00e9 voleva tenere quel luogo tutto per s\u00e9. Indietreggiando, Dennis gli rivela che sa che \u00e8 un assassino. Dopo aver cercato di negarlo, ammette di aver fatto quello di cui viene accusato e afferma che quel mondo \u00e8 il posto perfetto per lui. Con questo \u201ccolpo di scena\u201d, quindi, viene confermata la supposizione (non che <strong>Moore<\/strong> avesse fatto poi molto per nasconderlo o per sviare l\u2019attenzione) che l\u2019amico sia un criminale, anche se quello che mi colpisce \u00e8 che mi aspettavo che Clive fosse anche la creatura presentata nel prologo, e non uno dei nuovi assassini, cos\u00ec efficacemente descritti in precedenza, la progenie del nuovo mondo nato dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale. Estrae un coltello e quando il giovane scappa di nuovo, lo insegue. A un certo punto Dennis si blocca e non riesce pi\u00f9 a muoversi. Nota che la stessa cosa sta succedendo anche all\u2019altro, e poi vede un altro Arcano di cui gli aveva parlato Ironfoot Jack: l\u2019immagine stilizzata di una donna sopra un cavallo fatto di ossa, chiamato Slenderhose. Ha in mano una chiave e un fazzoletto nero. Quando \u201clei\u201d lascia cadere il pezzo di tessuto nero, i due riescono a muoversi nuovamente.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"781\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/2.-NewPictorialLondon-geographia-1930.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25059\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/2.-NewPictorialLondon-geographia-1930.jpg 1000w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/2.-NewPictorialLondon-geographia-1930-300x234.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/2.-NewPictorialLondon-geographia-1930-768x600.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Dennis cerca di distaccare pi\u00f9 che pu\u00f2 Clive, ma senza successo: continua a sentire il rumore dei passi e la risata di gioia dietro di lui. Si rende conto che sta facendo il percorso inverso a quello che aveva fatto quando era venuto con Maurice Calendar e il pensiero che potrebbe morire l\u00ec, senza che nessuna delle poche persone che conosce lo sapr\u00e0 perch\u00e9 nessuno \u00e8 al corrente del suo collegamento con Clive, lo demoralizza. Continua a vedere cose bizzarre e sente Clive avvicinarsi sempre di pi\u00f9. A un certo punto riconosce dove si trova (\u00e8 in un vividistrict, dove ogni oggetto \u00e8 vivo) e gli viene un\u2019idea su come salvarsi. Riconosce uno dei \u201ccoccodrilli\u201d d\u2019asfalto, ci salta sopra e poi lo supera. Clive non \u00e8 cos\u00ec fortunato e viene azzannato, tranciandogli una gamba. Dennis si volta e vede che altri \u201canimali\u201d si stanno dirigendo verso il ragazzo ferito e dalle sue urla capisce che sta per morire. Non sopporta la vista di quello che sta per avvenire e scappa via, lontano da quello che ha fatto e sconvolto per aver appena ucciso una persona.<br>Arriva davanti a un edificio e, attraverso una finestra, vedo la carcassa appesa, quasi irriconoscibile, di Maurice. Si allontana domandandosi, se quello che avviene in quel luogo \u00e8 un\u2019anticipazione di quello che dovr\u00e0 accadere nella Short London. Continua a muoversi per cercare una via di uscita e lentamente ritorna in s\u00e9. Si dirige verso l\u2019altra entrata e prima di arrivare reincontra di nuovo Slenderhorse: riceve la chiave che aveva tenuto in mano in precedenza, poi attraversa il passaggio per tornare alla sua Londra.<br>\u00c8 ancora sconvolto dall\u2019esperienza che ha avuto e riesce a malapena a sedersi. Dopo un\u2019ora: si rende conto di avere sempre la chiave in mano. Quello che \u00e8 accaduto l\u2019ha cambiato profondamente e sa che non ne pu\u00f2 parlare con nessuno (si ritiene la causa della morte di Clive, anche se costretto dalle circostanze): nel suo mondo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la pena di morte per quello che ha fatto, e dall\u2019altra parte perch\u00e9 ha praticamente effettuato un tradimento nei confronti di quella citt\u00e0. Ora vede sotto una luce positiva il fatto che nessuno lo possa collegare con Clive.<br>Torna in libreria, non incontra Ada e dorme per trenta ore, senza essere disturbato. Quando si alza, il 2 novembre, la donna non gli pone nessuna domanda e lo lascia stare per un po\u2019. Una sera a cena, pone al ragazzo solo una domanda (se la situazione \u00e8 definitiva come quella del suo giardino, dove un tempo aveva fatto seppellire pi\u00f9 di un cadavere): capisce che lei ha intuito che cosa gli \u00e8 successo e, ripensandoci, dice di s\u00ec. Si instaura un momento di comunione tra i due, in cui lei gli racconta un po\u2019 del suo passato e il ragazzo la vede sotto una luce diversa: la ammira e afferma che con tutto quello che ha vissuto, vorrebbe riuscire a fare almeno la met\u00e0 di quello che ha fatto lei. Impassibile, lei gli dice che ha cinquantun anni, rendendo implicitamente ridicola l\u2019affermazione che Dennis ha appena fatto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"495\" height=\"395\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/3.-Denis-Nayland-Smith.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25060\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/3.-Denis-Nayland-Smith.jpg 495w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/3.-Denis-Nayland-Smith-300x239.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 495px) 100vw, 495px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Venerd\u00ec (la vigilia della notte di <strong>Guy Fawkes<\/strong>!) ha l\u2019appuntamento con John e fatica a concentrarsi sui discorsi che l\u2019amico giornalista fa, continuando a pensare in maniera incessante al fatto che esistono due Londra che occupano lo stesso posto e al finale del racconto \u201cN\u201d di <strong>Arthur Machen<\/strong>, dove uno dei personaggi si domanda chi sono le persone che che non vedono e che sono intorno a loro. Per cambiare la sua attuale situazione, John gli suggerisce di provare a scrivere per il suo giornale: all\u2019inizio non sarebbero state grandi cose, ma avrebbe potuto ottenere una piccola entrata per rendersi indipendente. Dopo un tentennamento iniziale, sebbene sia molto tentato e pensi al fatto di potersi fare una vita con Grace, rifiuta, ma alla fine si fa convincere con l\u2019offerta dell\u2019amico di regalargli la sua vecchia macchina da scrivere e della carta. Ambedue elettrizzati e con qualche birra in corpo, parlano senza sosta e John espone le sue teorie politiche sulla situazione della Gran Bretagna attuale (le cose migliorano, ma dovranno esserci ulteriori cambiamenti) e futura (deve decidere se vivere sulle glorie del passato oppure capire il suo posizionamento all\u2019interno dello scacchiere mondiale).<br>Due giorni dopo, andando a trovare Grace, passa attraverso i resti dei fuochi d\u2019artificio esplosi durante la serata di Guy Fawkes, e si chiede come fa la gente a non essere stanca di sentire esplosioni nel buio della notte. La ragazza \u00e8 felice della nuova opportunit\u00e0 lavorativa di Dennis, visto che era quello che recentemente le aveva detto che avrebbe voluto fare, e aggiunge che anche lei si sta avvicinando un poco al sogno di fare la ballerina, perch\u00e9 delle spogliarelliste che conosce le hanno detto che nel locale dove lavorano stanno cercando delle persone che sappiano ballare un po\u2019. Dennis pensa che sia il momento giusto e cerca di baciarla, ma viene respinto: possono solo essere amici. Lui si scusa, mortificato, e dice che capisce che in parte la cosa \u00e8 dovuta alla loro differenza di et\u00e0, al che lei rivela di avere quindici anni. Lui se ne va e sa che non si vedranno mai pi\u00f9 perch\u00e9 non sarebbe in grado di frequentarla esclusivamente come amico.<br>Mentre lui pensa periodicamente sia a Grace che a quello che ha fatto a Clive, c\u2019\u00e8 un sintetico elenco di quello che accade in quelle settimane, tra fatti personali e storici (viene citato il discorso di <strong>Winston Churchill<\/strong> dove anticipa la possibilit\u00e0 di un\u2019Europa unita), e alla fine si arriva al capodanno. Passa la serata in qualche pub da solo e poi, in strada, incontra <strong>Ironfoot Jack<\/strong> e Gog Blincoe. Continuano a bere e parlano di <strong>Austin Osmon Spare<\/strong>, a cui le cose stanno andando molto bene, e del <strong>principe Monolulu<\/strong> che, per paura di quello che gli aveva predetto il gatto, non \u00e8 pi\u00f9 ritornato a Long London. Vedono una folla che si dirige verso di loro: si apre e fanno passare uno trasformato Maurice Calendar che li abbraccia e dice frasi che gli altri non capiscono (sono riferimenti al rock\u2019n\u2019roll).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"271\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/4.-aos.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-25061\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Si separano e Dennis torna verso casa. \u00c8 completamente demoralizzato, pensa di aver sopravvalutato le proprie capacit\u00e0 e, conscio di quello che John pensava di Ada (gli stava prosciugando le energie), decide di abbandonarsi completamente a lei, annullandosi e cancellando ogni velleit\u00e0 che aveva, eseguendo qualunque ordine che gli avrebbe chiesto e decidendo di amarla completamente.<br>Su questo finale amaro si passa all\u2019epilogo che, nel titolo, come fosse una cornice, si collega al prologo (l\u00ec si parlava di inizio, qui di fine). \u00c8 il 1999 e c\u2019\u00e8 un uomo anziano di cui non si conosce o comprende l\u2019identit\u00e0 che ha interrotto la lettura di <em>The Legendary Joe Meek \u2013 The Telstar Man<\/em>, la biografia del produttore musicale e compositore <strong>Joe Meek<\/strong> scritta da <strong>John Repsch<\/strong> alla fine degli anni Ottanta. I pensieri vagano sul fatto che adesso \u00e8 vecchio e non riesce a fare e a pensare quello che poteva fare e pensare un tempo, su come la Gran Bretagna sia cambiata (c\u2019\u00e8 una valutazione politica di quello che \u00e8 accaduto dal decennio di <strong>Margaret Tatcher<\/strong> al periodo di <strong>Tony Blair<\/strong>, che sembra il contraltare del discorso positivo fatto da John nel capitolo precedente) e su qualcosa che ha fatto vent\u2019anni prima, di cui prova ancora il rimorso. \u00c8 irrequieto, non sa se ascoltare della musica (i <strong>Prefab Sprout<\/strong> o <strong>John Cage<\/strong>), vede sullo schermo il saggio incompiuto che sta scrivendo sul poeta surrealista <strong>David Gascoyne<\/strong> (gi\u00e0 incontrato in una delle scene del prologo) e sente un rumore improvviso. Si spaventa, ma poi si calma&#8230; dato che si tratta solo di un gatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">FINE.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>E ora? Ora dovremo aspettare l\u2019uscita del secondo volume per continuare a leggere le avventure di Dennis Knuckleyard e vedere come continueranno le vicende appena aperte. Al momento non sembra esserci una data ufficiale di uscita e le uniche informazioni che sono state diffuse (gi\u00e0 indicate dal sito Bleeding Cool il giorno di pubblicazione del primo tomo) \u00e8 che i libri saranno ambientati in periodi diversi (cio\u00e8 nel 1959, 1969, 1979 e infine nel 1989), e che il secondo volume si intitoler\u00e0 <em>I Hear a New World<\/em>. Il titolo fa riferimento a un album parzialmente uscito nel 1960, e nella sua interezza solo nel 1991, realizzato proprio da quel Joe Meek citato nell\u2019epilogo, che dovrebbe comparire anche lui assieme a Dennis. \u00c8 plausibile ipotizzare che l\u2019epilogo alzi le ambizioni e le aspettative dell\u2019opera poich\u00e9 stabilisce un collegamento con quello che uscir\u00e0 in fuguro: la biografia del produttore (e forse anche il riferimento alla musica nel titolo del prologo) sembra introdurre il secondo volume. L\u2019epilogo ambientato nel 1999 fa un oscuro collegamento a un\u2019azione avvenuta vent\u2019anni, cio\u00e8 nel 1979, per cui \u00e8 plausibile che quell\u2019azione avverr\u00e0 nel quarto libro, ambientato come appena detto al 1979, mentre \u00e8 sempre ipotizzabile che l\u2019epilogo sia in realt\u00e0 il prologo dell\u2019ultimo volume che ha luogo nel 1999 (o comunque uno degli elementi che lo compongono), dove probabilmente scoprireremo se il rumore che si era sentito era stato emesso da un gatto normale oppure da quel Charming Peter della Long London che tanta paura aveva instillato nel principe Monolulu.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"338\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/5.-I-hear-a-new-world.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25062\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/5.-I-hear-a-new-world.jpg 600w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/5.-I-hear-a-new-world-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L\u2019altra domanda \u00e8 capire chi sia quel vecchio. La prima supposizione si focalizzerebbe in maniera scontata su Dennis: magari il grosso rimorso che prova \u00e8 collegato a qualche atto commesso nel Grande Quando, magari si tratta della \u201cvera\u201d uccisione di Clive Amery. Dopotutto, nell\u2019ottavo capitolo il giovane avvocato \u00e8 alla merc\u00e8 delle creature della Londra alternativa, ma non lo vediamo realmente morire: essendo questo libro composto da elementi fantastici, la morte, come nella migliore tradizione supereroistica, potrebbe non essere un evento cos\u00ec definitivo. Non possiamo dare per scontato nulla, dato che quello che ci attende \u00e8 ancora un lunghissimo viaggio, sia come pagine (se i prossimi libri avranno una lunghezza analoga a questo, stiamo parlando ancora di almeno 1.200-1.300 pagine) che come anni di attesa (come minimo 6-8 anni), e molto potr\u00e0 quindi ancora accadere. Possiamo anche supporre che Dennis potrebbe essere sempre presente come protagonista, per cui potenzialmente questi volumi illustreranno la sua vita, sempre intrecciata a doppio filo sia con l\u2019esistenza di Long London che con i cambiamenti che avverranno nella vera Londra. Si potrebbe anche pensare che, dopo Machen, in ogni romanzo ci potrebbe essere l\u2019analisi dell\u2019opera di un autore diverso. Questo \u00e8 ipotizzabile anche guardando allla natura stessa dell\u2019opera di Moore: in ognuna delle sue storie tende ad avere una visione compatta della Storia (che sia il fumetto, in ogni sua forma, la narrativa per ragazzi o quella erotica, il cinema, ecc.), e il titolo del prossimo libro fa intuire che potrebbe parlare della realizzazione del disco di Meek, affrontando quindi anche generi artistici diversi, e non continuando esclusivamente con un excursus sulla narrativa fantastica. \u00c8 anche probabile che utilizzer\u00e0 altri stili narrativi, che si adatteranno sia alle situazioni che al tipo di approccio meta-narrativo che vorr\u00e0 utilizzare.<br>Infine, a chiudere il volume c\u2019\u00e8 qualcos\u2019altro: oltre agli usuali ringraziamenti (ci sono gli affettuosi saluti alle persone che non ci sono pi\u00f9 e a cui era molto legato come <strong>Steve Moore<\/strong>, <strong>Brian Catling<\/strong> e <strong>Kevin O\u2019Neill<\/strong>), \u00e8 presente un breve testo di cinque pagine (\u201cLondon Peculiar\u201d), realizzato in esclusiva per questa edizione, che parla del rapporto di Alan Moore con Londra: di come le sue frequenti visite avessero come obiettivo principale quello di andare a trovare l\u2019amico Steve Moore e di come abbia conosciuto la citt\u00e0 anche (o soprattutto?) grazie ai libri, in special modo quelli di <strong>Iain Banks<\/strong>, di cui in seguito sarebbe diventato grande amico, e al <em>Mother London<\/em> di <strong>Michael Moorcock<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/6.-Vorrh.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25063\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/6.-Vorrh.jpg 1000w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/6.-Vorrh-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/6.-Vorrh-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/6.-Vorrh-768x768.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio per il riferimento a Brian Catling e alla sua trilogia del Vorrh che, giunto all\u2019ultima pagina del libro, mi pongo una domanda. Moore afferma che la lettura di quel ciclo (di cui ha scritto la prefazione al primo romanzo) l\u2019avevo colpito perch\u00e9 ritiene sia un nuovo modo di trattare il fantastico e l\u2019avevao indotto a provare a dare il suo contributo creando qualcosa di diverso.<br>Non \u00e8 facile riuscire a fare qualcosa di nuovo in questo ambito, per la quantit\u00e0 di libri che sono usciti in questi anni, ma anche perch\u00e9 \u00e8 un genere che, grazie alla forte attenzione da parte di un pubblico giovane, forse ha un po\u2019 abbassato il livello delle proprie aspirazioni e di quello che pu\u00f2 e\/o vuole raccontare. Il rischio di cadere in un facile escapismo \u00e8 molto forte, e quello di narrare delle vicende un po\u2019 trite lo \u00e8 ancora di pi\u00f9.<br>In questo caso, il libro sembra essere posseduto da due anime (o due elementi, forse). Da un lato, c\u2019\u00e8 l\u2019aspetto fantastico e metanarrativo di una dimensione altra, dove esistono cose (libri, nel nostro caso) che non esistono. Elementi gi\u00e0 presenti in altri romanzi (le biblioteche fantastiche di <strong>Jorge Luis Borges<\/strong>, per citare solo uno degli autori pi\u00f9 celebri ad aver toccato questo tema) o fumetti (il faro con le opere mai pubblicate in <em>Hicksville<\/em> di <strong>Dylan Horrocks<\/strong>), discorsi su libri e citazioni di autori che amplificano una bibliofilia estrema e che aprono il discorso, per chi le voglia esplorare, a nuove direzioni, per capire in modo pi\u00f9 approfondito perch\u00e9 quell\u2019autore e quell\u2019opera vengono citati. Dall\u2019altro, \u00e8 presente un\u2019ambientazione storica rappresentata in modo realistico, per quanto con punte di lirismo e ironia. Questo accostamento d\u00e0 origine a uno degli aspetti un po\u2019 diversi, rispetto al solito: il protagonista si muove tra due mondi diversi, nessuno dei quali \u00e8 un paradiso o un luogo in cui rifugiarsi e decidere di rimanere: la Londra \u201cnormale\u201d \u00e8 una citt\u00e0 ancora devastata dalla guerra conclusa da poco, che ha segnato profondamente, da un punto di vista psicologico, la sua popolazione (il fenomeno del crimine in crescita sottolineato diverse volte); la Londra parallela non \u00e8 un mondo rassicurante bens\u00ec oscuro, che governa e dirige il nostro in tutte le sue diramazioni, legando a s\u00e9 tutte le persone che, volontariamente o incautamente, oltrepassano il confine che separa le due realt\u00e0. \u00c8 una dimensione che, oltre a mettere in pratica la pericoresi illustrata in due opere di Machen, incarna l\u2019anamorfismo espresso, tra gli altri, da Hans Holbein il Giovane, come viene citato durante l\u2019esposizione di Spare, per il tipo di rapporto e confronto che esiste tra le nostre due realt\u00e0. Per\u00f2 non \u00e8 ancora chiaro a che cosa serve tutto questo. Forse \u00e8 un dubbio futile, ma non \u00e8 esplicito se lo scopo \u00e8 \u201csolo\u201d quello di raccontare l\u2019evoluzione della societ\u00e0 e di un certo tipo di cultura che si \u00e8 sviluppata nella seconda met\u00e0 del secolo scorso, oppure se in realt\u00e0 l\u2019obiettivo \u00e8 diverso. In questa mancanza di chiarezza trovo che sia presente uno dei due problemi del romanzo, se cio\u00e8 quello che abbiamo affrontato \u00e8 un\u2019opera molto interessante, affascinante per molti aspetti, ma che, per il momento, rimane solo un\u2019operazione puramente estetica. Ho apprezzato molto la prosa che si adatta in modo quasi perfetto alla materia narrata, il respiro che ha dato all\u2019opera e il recupero della figura di Arthur Machen, mi ha fatto imparare alcuni aspetti della societ\u00e0 britannica che non conoscevo e mi ha introdotto ad alcuni personaggi di cui vorrei approfondire la conoscenza (uno su tutti il pittore-occultista Spare), ritengo che i punti pi\u00f9 alti del romanzo siano il prologo e il secondo viaggio a Long London, fino a quando Dennis e Austin Osman Spare sono ricevuti dalle \u201cTeste della Citt\u00e0\u201d, ma alla fine il risultato complessivo, anche per una linearit\u00e0, ritengo eccessiva, degli avvenimenti e della materia esposta, sembra basarsi esclusivamente su una forma senza molta sostanza. A tutto questo non aiuta il protagonista Dennis Knuckleyard, troppo bidimensionale e \u201cclassico\u201d nel suo essere un ragazzo normale. Le sue insicurezze e aspirazioni sono descritte e gestite in modo forse troppo superficiale, per cui non provo interesse nel seguire lo sviluppo, al momento eccessivamente meccanico, di un personaggio che appare infantile, considerata la sua et\u00e0, le esperienze che ha avuto e il mondo in cui vive.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"477\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/7.-anamorfismo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25064\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/7.-anamorfismo.jpg 960w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/7.-anamorfismo-300x149.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/7.-anamorfismo-768x382.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L\u2019altro difetto che rilevo, forse quello pi\u00f9 grosso e che in parte influenza anche quello appena descritto, \u00e8 che il libro non ha una propria compiutezza ma sembra l\u2019episodio pilota di una miniserie, o la prima parte della struttura in cinque atti, dove viene introdotta solo l\u2019ambientazione e i personaggi principali. La linearit\u00e0 e la semplicit\u00e0 narrativa disarmante che di solito caratterizza il primo episodio di una nuova storia raggiunge, per assurdo, il culmine nel fatto che, a due terzi del romanzo, si potrebbe anche interrompere la storia perch\u00e9 la vicenda principale, quella da cui \u00e8 partito tutto, si \u00e8 conclusa e quello che segue sembra un aspetto un po\u2019 esterno a quello che sembrava il fine del racconto. \u00c8 sicuramente una scelta voluta quella dello scrittore di optare per questo tipo di meccanismo ma, abituati sia alle complessit\u00e0 delle sue architetture strutturali sia alla costruzione dei tipi di narrazioni che fruiamo quotidianamente (libri, fumetti, cinema, tv e videogiochi), quello che Alan Moore mette in atto mi rende perplesso. Recentemente avevo scritto che, per come sembrava dipanarsi <em>The Great When<\/em>, forse Moore non stava scrivendo cinque romanzi, bens\u00ec un\u2019unica storia suddivisa, per ragioni di lunghezza, in cinque parti. Dopo aver letto l\u2019epilogo, sono piuttosto certo che sia proprio questa l\u2019operazione che sta portando avanti. A questo si aggiunge la questione che non pu\u00f2 lasciare fin dall\u2019inizio il lettore in attesa che avverr\u00e0 molte pagine (e anni) dopo perch\u00e9, se il gioco fosse cos\u00ec scoperto, probabilmente rischierebbe di perdere subito lettori. Per questa ragione, penso che abbia impostato il racconto come una storia a puntate, da un lato distribuendo qualche indizio sui futuri avvenimenti (gli accenni al possibile futuro negativo di Dennis nei confronti di Long London, confermato anche da come si sente lui stesso, dopo la morte di Clive; la chiave che ha ricevuto dall\u2019Arcana\u2026 ma anche la creatura [probabilmente un papa delle lame] che ha visto nel suo sogno (che possa essere quello ci\u00f2 che diventer\u00e0 Clive perch\u00e9, in realt\u00e0, \u00e8 sopravvissuto?)], dall\u2019altro scrivendo un epilogo che, con quel flash-forward, anticipa i libri futuri e li collega tra di loro. Per\u00f2, a differenza delle miniserie, a fumetti oppure televisive, quello che non sembra essere presente, oppure non risulta eccessivamente accattivante, \u00e8 il motivo per continuare la futura lettura delle prossime uscite, lo scopo che dovrebbe portare avanti l\u2019intera vicenda. \u00c8 una scelta un po\u2019 pericolosa perch\u00e9 utilizza l\u2019approccio tipico del prodotto di intrattenimento popolare, unendolo per\u00f2 a un\u2019apparente conclusione della vicenda (il protagonista, da quel post-adolescente che \u00e8, prende la decisione \u201cfinale\u201d e melodrammatica di rinunciare a vivere) che risulta insoddisfacente perch\u00e9 si percepisce che non \u00e8 definitiva. \u00c8 mancato, quindi, il \u201ccoraggio\u201d di esplicitare la natura episodica della vicenda, realizzando forse uno strano ibrido, che non so quanto soddisfer\u00e0 realmente i suoi lettori. Sono state spese parole molto altisonanti per recensire questo libro e in parte sono vere, per\u00f2 ho anche l\u2019impressione che forse Moore si \u00e8 fatto prendere un po\u2019 troppo la mano dal grande progetto che sta mettendo in campo e, personalmente, per quanto ho letto finora, non mi ha convinto completamente. Quando in futuro uscir\u00e0 questo <em>I Hear a New World<\/em>, lo legger\u00f2 senz\u2019altro perch\u00e9 \u00e8 realizzato da un autore che amo, ma non certo per la curiosit\u00e0 che mi ha provocato questo inizio. Diamoci quindi appuntamento con il prossimo libro, quando, in un futuro (vicino? lontano?), verr\u00e0 pubblicato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In cui l&#8217;incauto scrivano giunge al termine del lungo viaggio e cerca di mettere insieme qualche considerazione finale, sebbene non&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":25057,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6058],"tags":[269,4776,6309,6313,6110,1316,6306,6314,6230,6307,3258,6308,139,5585,6312,3342,6310,6173,5294,6311,4988],"coauthors":[5978],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>The Great When \u2013 Ultima corsa a Long London - (Quasi)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" 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