{"id":25427,"date":"2025-02-16T08:00:00","date_gmt":"2025-02-16T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=25427"},"modified":"2025-02-08T22:05:46","modified_gmt":"2025-02-08T21:05:46","slug":"millenovecentocinquantaquattro-lanno-del-miracolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2025\/02\/16\/millenovecentocinquantaquattro-lanno-del-miracolo\/","title":{"rendered":"Millenovecentocinquantaquattro: L\u2019anno del Miracolo"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La parafrasi del tempo<\/h2>\n\n\n\n<p>Il 24 settembre 1977, <strong>Philip K. Dick<\/strong> tiene un incauto e confuso discorso pubblico in una sala del municipio di Metz. In generale, non gli piace parlare davanti alla gente, ma quella volta va anche peggio del solito. Quasi sicuramente \u00e8 sotto l\u2019effetto di stupefacenti, forse \u00e8 davvero impazzito mentre scriveva <em>Valis<\/em>, fatto sta che il pubblico che si \u00e8 radunato nella citt\u00e0 francese per assistere alla seconda edizione del \u201cFestival International de la Science-Fiction de Metz\u201d resta turbato. Lo scrittore parla con un tono cos\u00ec monotono da sembrare il tipo che legge il verbale dell\u2019ultima assemblea condominiale. Ha poi cambiato il testo del suo intervento fino all\u2019ultimo momento e si \u00e8 dimenticato di fornirlo all\u2019interprete e quello, che traduce una frase alla volta in un siparietto di botta e risposta, qua e l\u00e0 si incasina. Insomma, un brutto momento che lascia nei presenti una sensazione di noia, follia, luoghi comuni e il sospetto che ci sia la volont\u00e0 da parte dello scrittore di fondare una nuova religione. Col passare del tempo, perfino Dick inizia a dire sprezzante che quel discorso non si capiva perch\u00e9 non significava nulla.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Philip K. Dick speech in Metz, France, 1977\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RkaQUZFbJjE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Sette o otto anni dopo, quel testo viene pubblicato su \u201cLinea d\u2019ombra\u201d, rivista di cultura e critica voluta e diretta da <strong>Goffredo Fofi<\/strong>. Il nome di Dick \u00e8 riportato in copertina e io, che ho scoperto chi fosse solo dopo la sua morte, sono impazzito per <em>Blade Runner<\/em> e sto leggendo tutto quello che trovo in biblioteca, decido che quel mucchietto di fogli spillati vale le cinquemila lire che l\u2019edicolante esige. Come arrivare alla fine della settimana \u00e8 un problema che mi porr\u00f2 pi\u00f9 avanti.<br>L\u2019articolo viene pubblicato con il titolo \u201cSe questo mondo vi sembra spietato, dovreste vedere cosa sono gli altri\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Se questo mondo vi sembra spietato, dovreste vedere cosa sono gli altri The Metz Speech PhilipK.Dick\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/UbgfQsjnl-A?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Sono andato a rileggerlo ed \u00e8 molto pi\u00f9 confuso di quanto ricordassi. Nella mia memoria, invece, ha una forma nitida e lineare. Credo che abbia addirittura un valore centrale nella mia formazione. A quel tentativo di fondare una religione, ci ho creduto. Ho aderito a un credo che ti riassumo per come lo ricordo, indifferente a quello che realmente dice Dick.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 l\u2019abito di dio. E dio non ha vincoli di coerenza e continuit\u00e0. Quando vuole si cambia d\u2019abito. E la realt\u00e0 e la nostra percezione del reale cambiano e s\u2019intonano all\u2019abito di dio.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Per capire il mondo, allora, bisogna diventare uno storico della moda e del costume e analizzare nel dettaglio che taglio avesse l\u2019abito di dio in quella stagione.<br>\u201cLa parafrasi del tempo\u201d \u00e8 la serie di articoli con cui cerco di capire il mondo, guardando la successione incoerente e scombinata degli outfit indossati dalle divinit\u00e0 folli che ci hanno precipitato nel casino in cui viviamo.<br>Inizio dal 1954. E \u2013 te lo dico fin d\u2019ora \u2013 non ho intenzione di assecondare la freccia del tempo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I poveri disturbano<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"580\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Miracolo-a-Milano-1024x580.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25429\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Miracolo-a-Milano-1024x580.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Miracolo-a-Milano-300x170.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Miracolo-a-Milano-768x435.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Miracolo-a-Milano-1536x870.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Miracolo-a-Milano.jpg 1800w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il 1954 inizia con una buona e una cattiva notizia. La cattiva \u00e8 che il governo Pella, l\u2019ottavo esecutivo della Repubblica italiana, nato esplicitamente come \u201cgoverno amministrativo\u201d per approvare la legge di bilancio, non arriva all\u2019epifania. Il 5 gennaio, il democristiano <strong>Giuseppe Pella<\/strong> (sostenuto da DC, monarchici, liberali, repubblicani e sudtirolesi) \u00e8 costretto a dare le dimissioni.<br>La buona notizia \u00e8 che a comunicare l\u2019informazione agli italiani c\u2019\u00e8 il telegiornale. Alle ore 11:00 del 3 gennaio, <strong>Fulvia Colombo<\/strong>, con capelli cos\u00ec cotonati da fare invidia alla moglie di Frankenstein, si affaccia per prima sull\u2019Italia dalla tetta di vetro dello schermo televisivo e, con viso teso e una voce radiofonica professionalissima che scivola sulle \u201cS\u201d, annuncia: \u00abLa Rai, Radiotelevisione Italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Rai 1 - Inizio Trasmissioni 03\/01\/1954\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/kr8HXIQuctM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Da quel momento, gli italiani si assiepano attorno ai pochi schermi presenti nel paese. Soprattutto nei bar che si trasformano nei luoghi privilegiati per l\u2019intrattenimento elettrico e svuotano un po\u2019 alla volta le piazze. E mentre nelle case degli italiani, lentamente ma non troppo, si trova uno spazio dove collocare il nuovo elettrodomestico, i giorni passano e il telegiornale serale pu\u00f2 dare notizia degli eventi salienti e dell\u2019avvicendarsi dei governi.<br>Nel corso dell\u2019anno, se ne insediano due: Il governo <strong>Fanfani<\/strong> I, sostenuto solo da DC e PRI, che durer\u00e0 22 giorni appena, e, dal 10 febbraio, il governo <strong>Scelba<\/strong> (appoggiato da DC, PSDI, PLI, PRI e SVP), che riuscir\u00e0 a resistere fino al 6 luglio dell\u2019anno successivo.<\/p>\n\n\n\n<p>La presenza della televisione nella casa degli italiani rappresenta un big bang. Il decennio successivo alla fine del secondo conflitto mondiale \u00e8 stato dedicato, tra ristrettezze e sacrifici, alla ricostruzione del paese. Ora, finalmente, le cose sembrano andare per il verso giusto e nell\u2019aria si sente odore di Miracolo italiano. Come dice Tot\u00f2, il bambino protagonista del film di <strong>Cesare Zavattini<\/strong> e <strong>Vittorio De Sica<\/strong> <em>Miracolo a Milano<\/em> (uscito due anni prima e che avrebbe dovuto intitolarsi <em>I poveri disturbano<\/em>), si pu\u00f2 davvero sognare un mondo dove \u00abbuongiorno voglia davvero dire buongiorno\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"705\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/TV.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25430\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/TV.jpg 1000w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/TV-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/TV-768x541.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Dal momento in cui gli italiani possono specchiarsi \u2013 o illudersi di farlo \u2013 nello schermo televisivo, la realt\u00e0 in cui sono immersi e il modo in cui la percepiscono inizia a cambiare: si sviluppa progressivamente un nuovo sistema dei bisogni e dei consumi (anche se la pubblicit\u00e0 e \u201cCarosello\u201d arriveranno nel palinsesto RAI solo nel 1957). In dieci anni il reddito nazionale netto del Paese raddoppia. Il numero dei contadini si riduce di un terzo in favore degli operai. Le citt\u00e0 vengono investite da un&#8217;ondata migratoria che sposta la residenza di decine di milioni di persone che abbandonano le campagne. Ogni anno raddoppia il numero di case abitabili costruite in citt\u00e0. \u00c8 decisamente Miracolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra Ventennio fascista, due guerre mondiali, una guerra civile, l\u2019occupazione militare e la ricostruzione di un paese distrutto dai bombardamenti e dai saccheggi, gli anni precedenti sono stati davvero interessanti, mossi da un tumulto sconcertante che non ha lasciato tregua. Non stupisce, allora, che tutti quanti cercassero un po\u2019 di pace e un po\u2019 di quiete. Pare che, nel 2010, il matematico inglese <strong>William Tunstall-Pedoe<\/strong> abbia usato un calcolatore per determinare, sulla scorta di un database di giornali quotidiani che allora pareva enorme, quale sia stato il giorno pi\u00f9 noioso della storia e che questo esperimento abbia dato una risposta chiara e univoca: l\u201911 aprile 1954, un giorno senza guerre, senza catastrofi, in cui non \u00e8 successo nulla. Gi\u00e0: il 1954 \u00e8 stato un anno di quiete, nel lungo e pacifico dopoguerra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un simulacro di pianeta<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Non C&#039;\u00e8 Nessun Dopoguerra\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wP4kMxLpkXI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><em>54<\/em> di <strong>Wu Ming<\/strong> si apre con una poesia che rimarca che \u00abNon c&#8217;\u00e8 nessun dopoguerra. \/ Gli stolti chiamavano pace il semplice allontanarsi del fronte.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti la guerra non \u00e8 mai finita. Si \u00e8 raffreddata, forse. Il miracolo italiano ha reso evidente il benessere che credevamo di esserci meritati, ma il benessere e la ricchezza non possono esistere se non c\u2019\u00e8 disuguaglianze e disparit\u00e0, se non ci sono poveri. Interi paesi che stanno sempre meglio richiedono l\u2019esistenza di un Terzo Mondo, forse addirittura di un Quarto. E questi mondi che \u2013 come in un multiverso fottutamente reale \u2013 si sovrappongono al nostro, sono il territorio perfetto per esercitare il potere sul pianeta e sulle sue risorse.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra che si rifiuta di finire, quella che chiamiamo fredda e che ha prodotto la contrapposizione dei blocchi statunitense e sovietico, ha sostituito, senza alcuna soluzione di continuit\u00e0, il secondo conflitto mondiale. A Yalta e a Potsdam si \u00e8 giocato il Risiko europeo dei confini. Una linea di contrapposizione che <strong>Churchill<\/strong> sapeva disegnare con nettezza assoluta nella mente e negli occhi del suo elettorato: \u00abDa Stettino nel Baltico a Trieste nell&#8217;Adriatico una cortina di ferro \u00e8 scesa attraverso il continente\u00bb. Di qui noi, di l\u00ec loro!<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Winston-Churchill.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25432\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Winston-Churchill.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Winston-Churchill-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Winston-Churchill-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La dottrina Truman, il piano Marshall, la nascita del Cominform, il blocco di Berlino, la creazione della NATO\u2026<br>Insomma, non \u00e8 che la ricostruzione fosse la sola preoccupazione di chi era sopravvissuto alla guerra. Bisognava rendere vivibili le macerie delle citt\u00e0 bombardate, incendiate e distrutte, ma si sapeva che tutto attorno la guerra continuava. Quando arriva il Miracolo, nel 1954, il lungo dopoguerra viene rinfrancato dal tepore dello schermo televisivo, certo. Ma al contempo dai serramenti entrano gli spifferi raggelanti che provengono dall\u2019emergere sempre pi\u00f9 evidente della Guerra fredda.<\/p>\n\n\n\n<p>E la Guerra fredda ha forme diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono conflitti sotto gli occhi di tutti.<br>La Francia prende una batosta colossale a Dien Bien Phu ed \u00e8 chiaro che ha perso la guerra in Indocina contro le forze comuniste. Dopo gli accordi di Ginevra, i francesi devono evacuare l\u2019area settentrionale del paese. Si arriva alla divisione in due stati distinti: Vietnam del Nord, comunista, e Vietnam del Sud, filoccidentale. Negli anni a venire, il nome di quello stato torner\u00e0 spesso nel discorso intorno ai conflitti e allo scacchiere politico.<br>La CIA orchestra un colpo di stato in Guatemala per rovesciare il governo democratico di <strong>Jacobo Arbenz Guzm\u00e1n<\/strong>, accusato di essere comunista.<br>Non pago delle sconfitte in Indocina, il colonialismo francese si ritrova di fronte agli attacchi del Fronte di Liberazione Nazionale in Algeria. Uno scontro destinato a cambiare gli equilibri interni alla NATO.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"550\" height=\"849\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ivan-Aleksandrovich-Serov.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25433\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ivan-Aleksandrovich-Serov.jpg 550w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ivan-Aleksandrovich-Serov-194x300.jpg 194w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ci sono eventi politici e di posizionamento.<br>In Unione Sovietica viene fondato il KGB, il comitato per la sicurezza nazionale, diretto da <strong>Ivan Aleksandrovi\u010d<\/strong> <strong>Serov<\/strong>.<br>Per garantirsi un baluardo per contrastare le forze comuniste, gli Stati Uniti, con il trattato di Manila, fondano la SEATO, l\u2019equivalente della NATO per il sudest asiatico. L\u2019alleanza non funziona un granch\u00e9 bene e sopravvivacchia, tra alti e bassi, una ventina d\u2019anni appena.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"538\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1280px-Operation_Crossroads_Baker_Edit-1024x538.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25435\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1280px-Operation_Crossroads_Baker_Edit-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1280px-Operation_Crossroads_Baker_Edit-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1280px-Operation_Crossroads_Baker_Edit-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1280px-Operation_Crossroads_Baker_Edit.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ci sono eventi di preparazione alla guerra.<br>Il varo del primo sottomarino a propulsione nucleare degli Stati Uniti che, in barba all\u2019anarchia del capitano Nemo, si chiama USS Nautilus.<br>Nell\u2019atollo di Bikini, nelle isole Marshall, in mezzo all\u2019Oceano Pacifico, gli Stati Uniti iniziano una seria di test nucleari. Faranno esplodere, in poco pi\u00f9 di due anni, 23 testate e non sempre si ricorderanno di evacuare le popolazioni vicine.<br>Per rispondere ai test statunitensi, l\u2019Unione Sovietica accelera lo sviluppo delle armi termonucleari trasportabili. Arriveranno alla prima vera bomba H sovietica nel 1955.<\/p>\n\n\n\n<p>E infine c\u2019\u00e8 l\u2019uso di quella energia a fini civili.<br>A Obninsk, a un centinaio di chilometri da Mosca, l\u2019URSS inaugura la prima centrale nucleare al mondo. \u00c8 piccola (appena 5 megawatt) ma segna l&#8217;inizio della produzione di energia elettrica da fissione nucleare su scala industriale, dimostrando che l\u2019energia atomica pu\u00f2 avere applicazioni civili.<br>In risposta alla centrale sovietica, il programma nucleare civile statunitense &#8220;Atoms for Peace&#8221;, lanciato da <strong>Eisenhower<\/strong> nel 1953, accelera. La prima grande centrale, Shippingport, entrer\u00e0 in funzione nel 1957.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"425\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/640px-RIAN_archive_409173_Worlds_first_nuclear_power_plant_in_Obninsk.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25434\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/640px-RIAN_archive_409173_Worlds_first_nuclear_power_plant_in_Obninsk.jpg 640w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/640px-RIAN_archive_409173_Worlds_first_nuclear_power_plant_in_Obninsk-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Questo mondo che oppone due superpotenze gigantesche e bellicose si riorganizza su una nuova linea di faglia, pronta a tremare. La Guerra fredda non \u00e8 solo un conflitto tra blocchi, \u00e8 il simulacro di pianeta in cui tutti sappiamo di vivere. Ma mentre i due blocchi si sfidano, altre forze modellano il futuro: la scienza e la tecnica, che avanzano a gran velocit\u00e0, promettendo miracoli e catastrofi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019anno del bonobo<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bonobo-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25439\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bonobo-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bonobo-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bonobo-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bonobo-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bonobo.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Lo so, nel 1954 sono successe un sacco di cose importantissime dal punto di vista scientifico e tecnico. Mi piace, per\u00f2, concentrarmi su un evento apparentemente irrilevante: il <em>pan paniscus<\/em>, primate meraviglioso che dovremmo cercare di emulare in ogni comportamento, ha conquistato il nome con cui lo conosciamo ancora oggi. Lo zoologo austriaco <strong>Eduard Paul Tratz <\/strong>e il biologo tedesco <strong>Heinz Heck<\/strong> decidono che il nome con cui lo si studia non rende giustizia a questa specie. Per una volgare questione di dimensioni della scatola cranica, gli studiosi chiamano il <em>pan paniscus<\/em> \u201cscimpanz\u00e9 pigmeo\u201d o \u201cscimpanz\u00e9 nano\u201d. Questo nome genera solo confusione. I due, con la cura straordinaria che da sempre caratterizza le traiettorie di pensiero degli scienziati, decidono di cambiare nome alla specie, ma commettono un errore di trascrizione. I primi esemplari di <em>pan paniscus <\/em>sono stati trovati, negli anni Venti, nei pressi della citt\u00e0 di Bolobo sul fiume Congo. Qualcuno trascrive male il nome e la specie guadagna il nome, bellissimo, di bonobo.<br>Il bonobo \u00e8, insieme allo scimpanz\u00e9 comune, la specie evolutivamente pi\u00f9 vicina all\u2019essere umano. A differenze degli umani: gestisce i conflitti con il sesso invece che con la violenza, creando legami sociali pi\u00f9 fluidi; vive in un matriarcato dove le femmine cooperano per mantenere la pace e limitare l\u2019aggressivit\u00e0 maschile; non fa guerre o stermini; \u00e8 empatico e incline alla condivisione spontanea; mantiene il gioco \u2013 e il piacere \u2013 per tutta la vita; ha meno stress sociale, perch\u00e9 non si incastra in gerarchie oppressive; l\u2019equilibrio tra desiderio individuale e benessere collettivo lo rende pi\u00f9 sereno.<br>E cos\u00ec, per un errore di trascrizione, la specie che meglio incarna l&#8217;arte di vivere senza conflitti guadagna un nome che non significa nulla, ma suona benissimo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"606\" height=\"429\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Panthera_tigris_virgata.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25438\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Panthera_tigris_virgata.jpg 606w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Panthera_tigris_virgata-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 606px) 100vw, 606px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il 1954 \u00e8 anche l\u2019anno in cui, a Boston e a Parigi, vengono eseguiti i primi trapianti di organi, IBM, a New York, fa la prima esibizione pubblica di una macchina che fa traduzioni automatiche, viene ucciso, in Tukmenistan, l\u2019ultimo esemplare di tigre del Caspio, inizia, a Pittsburgh, la prima campagna vaccinale di massa sui bambini per debellare la poliomielite, si studiano per la prima volta i rischi dell\u2019esposizione all\u2019amianto, viene fondato il CERN, l\u2019organizzazione europea per la ricerca nucleare.<\/p>\n\n\n\n<p>Succedono anche cose strane. Per esempio, in Alabama, un meteorite di quasi 4 chili colpisce la signora <strong>Ann Elizabeth Fowler Hodges <\/strong>che sta leggendo comodamente sdraiata sul suo divano. Per fortuna, \u00e8 un colpo di rimbalzo che si limita a graffiarla: l\u2019oggetto celeste si \u00e8 schiantato prima sulla radio. Ed \u00e8 davvero una fortuna, perch\u00e9 doveva essere un oggetto di dimensioni importanti: Texas Instrument ha messo in commercio la prima radio a transistor solo qualche settimana prima.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"280\" height=\"210\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Ann_Elizabeth_Hodges.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25437\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ma il vero boato del 1954 non arriva dal cielo. Lo scatena <strong>Leo Fender<\/strong> con un pezzo di legno e metallo che cambier\u00e0 per sempre il suono in cui viviamo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Rock e mandarini<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"693\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Jimi-Hendrix-1967-Helsinki-1024x693.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25441\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Jimi-Hendrix-1967-Helsinki-1024x693.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Jimi-Hendrix-1967-Helsinki-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Jimi-Hendrix-1967-Helsinki-768x520.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Jimi-Hendrix-1967-Helsinki-1536x1040.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Jimi-Hendrix-1967-Helsinki.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La Fender Stratocaster, progettata da Leo Fender, <strong>George Fullerton<\/strong> e <strong>Freddie Tavares<\/strong>, ha un design ergonomico, con tre pickup single-coil e un ponte tremolo che offrono un suono versatile e brillante, adatto a clean, overdrive e assoli. Diventa rapidamente la chitarra elettrica pi\u00f9 iconica della storia, fondamentale per l&#8217;evoluzione di un sound che sta prendendo forma in questi giorni.<br>Da circa un decennio, il suono di rhythm and blues e country si stanno fondendo, sporcandosi di jazz, blues, boogie woogie, folk e gospel. A questi suoni meticci viene dato un nome che richiama l\u2019agitarsi erotico delle pelvi: \u201crock and roll\u201d. All\u2019inizio dell\u2019anno, per la prima volta quel nome strano e conturbante viene abbreviato in \u201cRock\u2019n\u2019Roll\u201d.<br>Succede tutto molto in fretta. A febbraio, <strong>Johnny &#8220;Guitar&#8221; Watson<\/strong> registra <em>Space Guitar<\/em>. In quel brano, anche se non suona una Stratocaster, sperimenta feedback e riverbero. Poco dopo <strong>Bill Haley &amp; His Comets<\/strong> pubblicano <em>Rock Around the Clock<\/em> come lato B del 45 giri <em>Thirteen Women (and Only One Man in Town)<\/em>. In pochi si accorgono di quel pezzo costruito scandendo le ore del giorno e della notte.<br>In luglio, esce il primo singolo di <strong>Elvis Presley<\/strong> che, in ottobre, far\u00e0 il suo primo passaggio radiofonico come ospite di una trasmissione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Rock Around The Clock - Bill Haley &amp; His Comets 1954\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xSzdn8ipyws?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>La follia del rock esploder\u00e0 solo l\u2019anno dopo, quando <em>Rock Around the Clock <\/em>sar\u00e0 inserito nella colonna sonora de <em>Il seme della violenza<\/em>, film di <strong>Richard Brooks<\/strong>, e <strong>Chuck Berry <\/strong>pubblicher\u00e0 <em>Maybellene<\/em>, ma i semi che lo portano a germogliare sono stati piantati.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"396\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Aldous_Huxley_1947.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-25442\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Aldous_Huxley_1947.png 396w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Aldous_Huxley_1947-220x300.png 220w\" sizes=\"(max-width: 396px) 100vw, 396px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 perfino un libro che sembra nascere proprio perch\u00e9 i giovani ascoltatori di questi suoni meticci e peccaminosi siano pronti a un futuro di emozioni nuove: <em>The Doors of Perception<\/em> di <strong>Aldous Huxley<\/strong>.<br>Il titolo si riferisce direttamente a un verso di <strong>William Blake<\/strong>: \u00abIf the doors of perception were cleansed, everything would appear to man as it is, infinite\u00bb.<br>Nel libro Huxley descrive le proprie esperienze sono l\u2019effetto del peyote, scoprendo che la mescalina fa esplodere la percezione della realt\u00e0, consentendo esperienze mistiche e trascendentali. Negli anni successivi, quel libro avr\u00e0 un grande impatto sui giovani e su chiunque vorr\u00e0 esplorare gli stati di coscienza alterati.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 il solo libro che allarga gli orizzonti dei lettori: nel 1954 escono <em>Histoire d\u2019O<\/em> di <strong>Pauline R\u00e9age<\/strong>, <em>Il signore delle mosche <\/em>di <strong>William Golding<\/strong>, i primi due volumi de <em>Il signore degli anelli <\/em>di <strong>J.R.R. Tolkien<\/strong>, <em>Ortone e i piccoli chi <\/em>di <strong>Dr. Seuss<\/strong>, <em>Vivi e lascia morire<\/em> di <strong>Ian Fleming<\/strong>, <em>Io sono leggenda<\/em> di <strong>Richard Matheson<\/strong> e <em>I mandarini<\/em> di <strong>Simone de Beauvoir<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Simone_De_Beauvoir2-602x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25443\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Simone_De_Beauvoir2-602x1024.jpg 602w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Simone_De_Beauvoir2-177x300.jpg 177w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Simone_De_Beauvoir2-768x1305.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Simone_De_Beauvoir2.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Quest\u2019ultimo ci riporta una chiara idea della posizione degli intellettuali francesi \u2013non pi\u00f9 giovani \u2013 nel dopoguerra e, in particolare, in quest\u2019anno incredibile. Attraverso personaggi ispirati a <strong>Sartre<\/strong>, <strong>Camus<\/strong> e alla stessa de Beauvoir, il romanzo racconta la fine delle illusioni rivoluzionarie e il conflitto tra impegno politico e libert\u00e0 individuale. Ma \u00e8 anche il racconto della ricerca di una gioia difficile da trovare: la protagonista Anne, alter ego della scrittrice, cerca di reinventarsi attraverso l\u2019amore e il desiderio, trovando nella passione e nella felicit\u00e0 sessuale una forma di emancipazione e autenticit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre nel mondo i suoni e le letture cambiano, alla periferia dell\u2019impero l\u2019amore si fa attendere. In Italia, per esempio, primeggia nelle classifiche <em>Te voglio bene (tanto tanto)<\/em> di <strong>Renato Rascel<\/strong>, mentre <em>Tutte le mamme<\/em>, cantata da <strong>Gino Latilla<\/strong> e <strong>Giorgio Consolini<\/strong>, vince il festival di Sanremo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Te Voglio Bene (Tanto Tanto)\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gSBFTsW-BzQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Bisogna tornare in Francia per sentire una voce intonare la pi\u00f9 disarmante (e disarmata) tra\u00a0 le canzoni, capace di mostrare la consapevolezza che, nonostante il tanto parlare di dopoguerra, \u00aboltre la prima duna gli scontri proseguivano\u00bb: <em>Le D\u00e9serteur <\/em>di <strong>Boris Vian<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Mostri, frignoni e bastardi<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abE dica pure ai suoi<br>se vengono a cercarmi<br>che possono spararmi<br>io armi non ne ho\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Boris Vian- Le d\u00e9serteur\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gjndTXyk3mw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Con queste parole si conclude il canto di chi decide di non aderire ad alcuna guerra. Quando le scrive, Boris Vian ha 34 anni e ha gi\u00e0 dato mostra dei suoi molteplici talenti: \u00e8 uno scrittore, un poeta, un paroliere, un ingegnere, un cantante, un critico musicale, un patafisico, un musicista e un direttore artistico. Non basta. \u00c8 anche un cardiopatico. Morir\u00e0 di infarto in una sala cinematografica tra cinque anni, durante la prima di un brutto film, <em>J&#8217;irai cracher sur vos tombes<\/em>, tratto da un suo romanzo.<br>Al cinema, probabilmente Vian ci va spesso anche nel 1954. Come chiunque.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"693\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1462px-From_Here_to_Eternity_1953_poster-693x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25447\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1462px-From_Here_to_Eternity_1953_poster-693x1024.jpg 693w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1462px-From_Here_to_Eternity_1953_poster-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1462px-From_Here_to_Eternity_1953_poster-768x1135.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1462px-From_Here_to_Eternity_1953_poster-1039x1536.jpg 1039w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1462px-From_Here_to_Eternity_1953_poster-1386x2048.jpg 1386w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1462px-From_Here_to_Eternity_1953_poster.jpg 1462w\" sizes=\"(max-width: 693px) 100vw, 693px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Gli Academy Award, gi Oscar del cinema, alla loro ventiseiesima edizione, premiano soprattutto <em>Da qui all\u2019eternit\u00e0<\/em> di <strong>Fred Zinnemann<\/strong>. Il film colleziona otto statuette: film, regia, attore non protagonista (<strong>Frank Sinatra<\/strong>), attrice non protagonista (<strong>Donna Reed<\/strong>), sceneggiatura (<strong>Daniel Taradash<\/strong>), fotografia, montaggio e sonoro. Pare che anche il caff\u00e8 sul set non fosse niente male. Il premio come migliore attrice protagonista va a <strong>Audrey Hepburn<\/strong> per <em>Vacanze romane<\/em>. Il miglior attore protagonista \u00e8 <strong>William Holden<\/strong> per <em>Stalag 17<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso dell\u2019anno sbarcano nelle sale <em>Fronte del porto <\/em>di <strong>Elia Kazan<\/strong> che consolida <strong>Marlon Brando<\/strong> nel ruolo di sex symbol, <em>Sabrina<\/em> di <strong>Billy Wilder<\/strong> con Hepburn sfavillante e bellissima come non mai, il musical <em>Sette spose per sette fratelli<\/em> di <strong>Stanley Donen<\/strong>, un paio di grandi film di <strong>Alfred Hitchcock<\/strong>, <em>La finestra sul cortile<\/em> e <em>Delitto perfetto<\/em>, e <em>I sette samurai<\/em> di <strong>Akira Kurosawa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in Italia si vedono grandi film. Solo per citarne alcuni: <em>Senso<\/em> di <strong>Luchino Visconti<\/strong>, <em>L\u2019oro di Napoli<\/em> di Vittorio De Sica, <em>Miseria e nobilt\u00e0<\/em> di <strong>Mario Mattoli<\/strong>, <em>La strada<\/em> di <strong>Federico Fellini<\/strong>.<br>Esce anche <em>Un americano a Roma <\/em>di <strong>Steno<\/strong> in cui Nando Mericoni, interpretato da <strong>Alberto Sordi<\/strong>, d\u00e0 una chiave di lettura della posizione italiana rispetto alla terribile contrapposizione della Guerra fredda. In un paese in cui ancora si preferiscono le canzoni cantate da Rascel e da Latilla e Consolini ai suoni elettrici della Stratocaster, chi abbraccia pienamente l\u2019immaginario made in USA trova la sintesi perfetta per contrapposizione quasi manichea: \u00abMaccarone, m\u2019hai provocato e io ti distruggo. Adesso io me te magno!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"I MACCHERONI (Alberto Sordi) - Un americano a Roma\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aaZZxHiidNk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Un americano a Roma <\/em>non \u00e8 il solo film intriso dello spirito dei tempi. Sul finire dell\u2019anno esce un film d\u2019animazione che adatta <em>La fattoria degli animali<\/em>, il romanzo allegorico di <strong>George Orwell<\/strong>. Il film \u00e8 una coproduzione inglese e americana, diretta e prodotta dagli animatori inglesi <strong>John Halas<\/strong> e <strong>Joy Batchelor<\/strong>. La pellicola, che tende a smussare, in particolare nel finale, la carica satirica di Orwell, \u00e8 cofinanziata da Office of Policy Coordination (OPC), struttura propagandistica della CIA, che, in virt\u00f9 del quattrino investito, richiede aggiustamenti e correzioni alla sceneggiatura, per aver certezza che il messaggio antisovietico passi con precisione e chiarezza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"George Orwell&#039;s Animal Farm Animation Film (1954)\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fP9vfWrVUls?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>In mezzo al clima da Guerra fredda, il solo paese che ha conosciuto l\u2019uso di bombe atomiche a fini bellici, il Giappone, inventa un\u2019icona dell\u2019immaginario mondiale e un genere. Nel film <em>Godzilla<\/em>, diretto da <strong>Ishiro Honda<\/strong> e con effetti speciali di <strong>Eiji Tsuburaya<\/strong>, vediamo emergere dalle acque il primo kaiju, il mostrone nipponico che si erge sulle nostre citt\u00e0 a dirci che il pericolo atomico pu\u00f2 avere effetti che ci terrorizzano ancora.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"729\" height=\"1024\" data-id=\"25446\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1537px-Gojira_1954_Japanese_poster-729x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25446\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1537px-Gojira_1954_Japanese_poster-729x1024.jpg 729w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1537px-Gojira_1954_Japanese_poster-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1537px-Gojira_1954_Japanese_poster-768x1079.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1537px-Gojira_1954_Japanese_poster-1093x1536.jpg 1093w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1537px-Gojira_1954_Japanese_poster-1457x2048.jpg 1457w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1537px-Gojira_1954_Japanese_poster.jpg 1537w\" sizes=\"(max-width: 729px) 100vw, 729px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"676\" height=\"1024\" data-id=\"25445\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1425px-Creature_from_the_Black_Lagoon_poster-676x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25445\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1425px-Creature_from_the_Black_Lagoon_poster-676x1024.jpg 676w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1425px-Creature_from_the_Black_Lagoon_poster-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1425px-Creature_from_the_Black_Lagoon_poster-768x1164.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1425px-Creature_from_the_Black_Lagoon_poster-1013x1536.jpg 1013w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1425px-Creature_from_the_Black_Lagoon_poster-1351x2048.jpg 1351w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1425px-Creature_from_the_Black_Lagoon_poster.jpg 1425w\" sizes=\"(max-width: 676px) 100vw, 676px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Godzilla \u00e8 un lucertolone che ha conquistato la posizione eretta, ha due file di pinne dorsali sulla schiena, sputa raggi mortali ed \u00e8 alto cinquanta metri (e, negli anni a venire, crescer\u00e0 parecchio). Negli stessi giorni nelle sale esce anche <em>Il mostro della laguna nera<\/em> di <strong>Jack Arnold<\/strong> e il paragone \u00e8 impietoso. Mentre il Giappone trasforma il terrore atomico in un colosso che incarna l&#8217;incubo nucleare, Hollywood si accontenta di una comparsa in costume da pesce capace appena di trasportare una ragazza discinta tra le braccine squamose.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Paperi vestiti, politici disonesti e scienziati distratti<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"717\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Skirillionepagina-717x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-25450\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Skirillionepagina-717x1024.webp 717w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Skirillionepagina-210x300.webp 210w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Skirillionepagina-768x1097.webp 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Skirillionepagina.webp 1000w\" sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il cinema non \u00e8 il solo spazio dell\u2019intrattenimento e del fantastico. Spendendo dieci centesimi appena, chiunque passi in un negozio in qualsiasi citt\u00e0 o paese degli Stati Uniti, pu\u00f2 portare a casa un albo a colori, spillato e stampato sulla carta pi\u00f9 povera, ma pieno di storie meravigliose. <strong>Carl Barks<\/strong>, da oltre un decennio sta disegnando un mondo di paperi sognanti e avventurosi. La sua vita coniugale \u00e8 gi\u00e0 andata in frantumi un paio di volte e, nelle notti pi\u00f9 buie, ha scoperto che il whisky pu\u00f2 essere un buon amico. Nel 1954 decide di riprovarci: sposa la pittrice <strong>Margaret Williams<\/strong>, detta Gar\u00e8, e, abbracciando questa nuova felicit\u00e0 sentimentale (e creativa, Gar\u00e8 si occupa delle campiture, degli sfondi e del lettering) mostra la consueta produttivit\u00e0. Nei circa trent\u2019anni di lavoro quasi esclusivo sui paperi disneyano, Barks realizzer\u00e0 quasi 6.700 pagine; e quasi 270 di queste sono datate 1954. \u00c8 uno degli anni d\u2019oro del periodo pi\u00f9 florido della sua vena creativa: pubblica storie come <em>Zio Paperone pesca lo skirillione<\/em>, <em>Zio Paperone e la dollarallergia<\/em> e <em>Zio Paperone e le sette citt\u00e0 di Cibola<\/em>. Vera bellezza, nessuna caduta di stile, inventiva infaticabile e costruzioni della pagina e del racconto che ancora oggi incantano. Il 1954 \u00e8 per Carl Barks un anno normale, ma la sua normalit\u00e0 non deve farci dimenticare il suo gigantismo.<\/p>\n\n\n\n<p>E mentre l\u2019uomo dei paperi prosegue la sua traiettoria di racconto straordinario, il fumetto nordamericano cambia radicalmente.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"812\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1362px-Joseph_McCarthy-1024x812.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25451\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1362px-Joseph_McCarthy-1024x812.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1362px-Joseph_McCarthy-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1362px-Joseph_McCarthy-768x609.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1362px-Joseph_McCarthy.jpg 1362w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nel corso dell\u2019anno, il maccartismo che aveva portato a processi, censure, epurazioni e suicidi arriva a mostrare la propria insensatezza e, allo stesso tempo, il fumetto si infila in un grave impiccio che mostra alcune similitudini con la caccia alle streghe.<br>La storia personale di <strong>Joseph McCarthy<\/strong> ci racconta la vita di un uomo privo di scrupoli e pronto a usare ogni mezzo pur di riuscire a ottenere cariche istituzionali. Per fare ci\u00f2, fa leva sulle paure del suo elettorato e attacca frontalmente avversari e persone a caso, muovendo accuse spesso inverosimile e \u2013 a ben vedere \u2013 piuttosto sciocche. Insomma, ora che i nostri vestiti sono zuppi di postdemocrazia, questa sembra la descrizione abbastanza precisa della maggior parte dei ministri. Ma, in quel momento, nel 1954, la cosa fa scalpore. Tutto \u00e8 iniziato il 9 febbraio 1950, quando, durante un comizio a Wheeling, il senatore McCarthy ha agitato davanti ai presenti un mazzetto di fogli. Pare abbia detto: \u00abHo qui una lista di 205 persone, che sono note al Segretario di Stato per essere membri del Partito comunista e che, nonostante questo, ancora lavorano al Dipartimento, formandone la politica\u00bb. Da quel momento, osservando quanto queste affermazioni casuali abbiano prodotto impatti benefici sulla sua immagini, McCarthy decide di muovere accuse di comunismo, ogni volta che gli pare possa essergli utile. Tra commissioni e sottocomitati, in una nazione avvolta dal panico rosso, la caccia ai comunisti diventa per McCarthy un mestiere a tempo pieno. Questa mansione non dura tantissimo: il 1954 \u00e8 decisamente l\u2019anno della brusca caduta di questo individuo pericoloso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"638\" height=\"447\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/wertham_foto2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25452\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/wertham_foto2.jpg 638w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/wertham_foto2-300x210.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Mentre il senatore repubblicano McCarthy vede la sua posizione sgretolarsi, <strong>Fredric Whertham<\/strong>, uno psichiatra di origini tedesche, lontanissimo da qualsiasi istanza reazionaria, guarda con preoccupazione i giovani americani. Pratica a New York in un ente pubblico cittadino e passa le sue giornate ad analizzare i casi di ragazzi difficili e disturbati. Lo preoccupano, in particolare, gli influssi nefasti che possono produrre su quelle menti giovani e plagiabili i film, le trasmissioni radiofoniche e, soprattutto, i fumetti.<br>Sfoglia centinaia di albi e trova, in ognuno di questi, violenza, sesso, orrore, immoralit\u00e0, criminalit\u00e0 impunita\u2026 Si accorge che tutti i ragazzi che precipitano nell\u2019efferatezza del crimine leggono fumetti. Tutti.<br>A quel punto, per un mero errore di analisi del fenomeno rispetto al campione di riferimento, deduce che i fumetti inducono a comportamenti abnormi e criminali.<br>Se si fosse fermato un attimo a osservare che tutti i giovani statunitensi leggevano fumetti, e che la stragrande maggioranza di loro non commetteva stragi o omicidi seriali, forse le sue deduzioni sarebbero state meno nette e definite. Ma \u00e8 andata cos\u00ec.<br>Wertham racconta e descrive i casi umani che lo hanno toccato personalmente, non nasconde il suo dolore di fronte a tanta abiezione e sofferenza. E affianca questi racconti con decine di esempi di invito all\u2019immoralit\u00e0 che ha scovato, senza neanche troppa fatica, leggendo fumetti. Scrive qualche libro e diversi articoli, anche su riviste molto lette e quando, nell\u2019aprile del 1954, pubblica il trattato <em>Seduction of the Innocent<\/em>, gli insegnanti, i genitori e chiunque abbia un ruolo che richiede di assumere una posizione di tutela nei confronti dei ragazzi ne sono seriamente colpiti. \u00c8 evidente che il fumetto, libero di finire nelle mani di chiunque abbia a disposizione una moneta da dieci centesimi, pu\u00f2 produrre danni incalcolabili alla morale del pubblico pi\u00f9 giovane e inerme.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"828\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1746px-SenatorKefauverD-TN-828x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25453\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1746px-SenatorKefauverD-TN-828x1024.jpg 828w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1746px-SenatorKefauverD-TN-243x300.jpg 243w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1746px-SenatorKefauverD-TN-768x950.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1746px-SenatorKefauverD-TN-1242x1536.jpg 1242w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1746px-SenatorKefauverD-TN-1655x2048.jpg 1655w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/1746px-SenatorKefauverD-TN.jpg 1746w\" sizes=\"(max-width: 828px) 100vw, 828px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Qualche mese prima era nato un sottocomitato senatoriale incaricato di indagare gli influssi di radio e televisione sulla criminalit\u00e0 giovanile. A presiederlo c\u2019\u00e8 un senatore democratico che ha gi\u00e0 partecipato una volta \u2013 andando vicino a vincere \u2013 alle primarie per candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti, <strong>Estes Kefauver<\/strong>.<br>Nello stesso aprile in cui esce il libro di Wertham, il sottocomitato si riunisce per indagare sull\u2019industria del comic book. Le interrogazioni, che proseguono fino a giugno, non portano ad alcuna reale iniziativa contro il fumetto. Eppure, a questo punto, l\u2019industria decide di darsi un sistema di regole ferree e fa nascere, all\u2019inizio di luglio, la \u201cComics Magazine Association of America\u201d che promuove e promulga il \u201cComics Code\u201d, un codice censorio che impone la rimozione di tutto ci\u00f2 che spaventa Wertham, gli insegnanti, i genitori e i perbenisti. Da quel momento, gli albi della maggior parte degli editori riportano in copertina un marchietto che garantisce che quell\u2019albo \u00e8 stato approvato dalla \u201cComics Code Authority\u201d e quindi non far\u00e0 alcun male ai suoi lettori, grandi o piccini. La promessa di un fumetto innocuo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il miracolo di un fumetto pericoloso<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"826\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bill-Gaines-826x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25455\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bill-Gaines-826x1024.jpg 826w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bill-Gaines-242x300.jpg 242w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bill-Gaines-768x952.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bill-Gaines.jpg 839w\" sizes=\"(max-width: 826px) 100vw, 826px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La casa editrice pi\u00f9 colpita dal \u201cComics Code\u201d \u00e8 EC Comics di <strong>Bill Gaines<\/strong>. Il codice censorio definito dall\u2019industria del fumetto \u00e8 ricalcato abbastanza fedelmente sul \u201cMotion Picture Production Code\u201d (meglio noto come \u201cCodice Hays\u201d) che, dal 1934 al 1968, regolamenta i contenuti della maggior parte dei film prodotti dall\u2019industria statunitense. Vietando la presenza di criminali, elementi orrorifici, mostri di vario tipo e ammiccamenti sessuali, il \u201cComics code\u201d colpisce frontalmente gli elementi che sostengono la gran parte delle testate EC. Si tratta di pubblicazioni fedeli ai propri titoli, che, a bene vedere, sono proprio esplicativi: \u201cTales from the Crypt\u201d, \u201cThe Haunt of Fear\u201d, \u201cThe Vault of Horror\u201d, \u201cCrime SuspenStories\u201d, \u201cShock SuspenStories\u201d \u2026<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"773\" height=\"1024\" data-id=\"25457\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Mad-11-773x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25457\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Mad-11-773x1024.jpg 773w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Mad-11-226x300.jpg 226w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Mad-11-768x1018.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Mad-11.jpg 1132w\" sizes=\"(max-width: 773px) 100vw, 773px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"777\" height=\"1024\" data-id=\"25456\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Life-777x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25456\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Life-777x1024.jpg 777w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Life-228x300.jpg 228w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Life-768x1012.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Life-1166x1536.jpg 1166w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Life.jpg 1431w\" sizes=\"(max-width: 777px) 100vw, 777px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Accanto a questi periodici, la casa editrice pubblica, da ottobre 1952, \u201cMad\u201d una rivista bellissima e rivoluzionaria di fumetti di critica e satira della contemporaneit\u00e0, voluta, diretta e scritta da <strong>Harvey Kurtzman<\/strong>. Mentre il fumetto statunitense brancola nel buio censorio scatenato da <em>Seduction of the Innocent<\/em> e dalle indagini del sottocomitato sulla criminalit\u00e0 giovanile, in maggio arriva nei chioschi l\u2019undicesimo numero di \u201cMad\u201d. Per i consueti dieci centesimi, il lettore porta a casa 32 pagine spillate di anarchia ed eversione. La copertina, assecondando la tradizione satirica della rivista, replica l\u2019impianto e la grafica di \u201cLife\u201d, uno dei pi\u00f9 diffusi settimanali statunitensi di informazione e fotogiornalismo. L\u2019undicesimo numero di \u201cMad\u201d promette, proprio come farebbe \u201cLife\u201d, \u00abLa bella ragazza del mese\u00bb (specificando che \u00ablegge Mad\u00bb). E nella tradizione di \u201cLife\u201d, presenta un\u2019immagine in bianco e nero, proprio come la foto di <strong>Marilyn Monroe<\/strong> pubblicata pochi mesi prima. Le somiglianze finiscono l\u00ec, perch\u00e9 il viso sulla copertina di \u201cMad\u201d \u00e8 disegnato da <strong>Basil Wolverton<\/strong>. La donna sulla copertina di \u201cMad\u201d \u00e8 una chiara erede di \u201cLena la iena\u201d. <strong>Al Capp<\/strong>, nel 1946, aveva inserito nella sua striscia <em>Li\u2019l Abner<\/em> la donna pi\u00f9 brutta del mondo, senza mai mostrarne il volto ai suoi lettori, perch\u00e9, vedendola, sarebbero impazziti. Di fronte alle proteste del suo pubblico, il disegnatore \u2013 che era un incredibile paraculo \u2013 aveva organizzato un concorso di disegno perch\u00e9 i partecipanti si cimentassero nel dare un volto a quella creatura mostruosa. La giuria della gara era composta da Salvador Dali, Boris Karloff e Frank Sinatra. Il concorso, cui avevano partecipato anche Carl Barks e <strong>Jack Cole<\/strong>, era stato vinto da Wolverton. Per uno dei consueti strani anelli in cui si chiude l\u2019immaginario in cui viviamo, era stato proprio sul numero di \u201cLife\u201d datato 28 ottobre 1946 che i lettori americani avevano potuto posare lo sguardo sul volto coperto di pustole e foruncoli, sui capelli a spaghetto, sugli occhi asimmetrici e sui denti disposti a caso di Lena la iena. Ora, sulla copertina di \u201cMad\u201d, un\u2019erede di quella donna sorrideva al pubblico americano.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"445\" height=\"159\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/janssons_tove.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25459\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/janssons_tove.jpg 445w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/janssons_tove-300x107.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 445px) 100vw, 445px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Tove Jansson<\/strong>, l\u2019autrice finlandese delle storie dei Mumin, aveva gi\u00e0 provato a far muovere i suoi troll nella forma del fumetto. Nel 1947, aveva realizzato per il quotidiano di Helsinki \u201cNy tid\u201d una sequenza di strisce. I lettori di sinistra del giornale non avevano apprezzato le creaturine messe in scena da Jannson perch\u00e9, a loro dire, troppo borghesi e la serie si era presto interrotta. Alcuni anni dopo, quando i romanzi dei troll stavano riscuotendo successo nell\u2019edizione inglese, Associated Newspapers aveva contattato Tove Jansson per fare una versione a fumetti dei sui Mumin. Il 7 luglio 1954, l\u2019autrice pubblica la prima striscia del suo fumetto che scriver\u00e0 e disegner\u00e0 da sola fino al 1957, e poi con il fratello Lars fino al 1959. Il fratello proseguir\u00e0 poi la serie da solo fino al 1975. \u00c8 quello di questi piccoli troll un mondo all\u2019apparenza fiabesco, ma contiene tensioni, esclusioni, fughe e un senso di diversit\u00e0 che si scontra con l\u2019omologazione del tempo. Mentre &#8220;Mad&#8221; usa la satira per smontare il conformismo americano, i Mumin offrono un\u2019alternativa pi\u00f9 dolce, ma altrettanto radicale, alla paura dell\u2019altro che sembra il leitmotiv dell\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"743\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Voleurs-Marsu-743x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25458\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Voleurs-Marsu-743x1024.jpg 743w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Voleurs-Marsu-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Voleurs-Marsu-768x1058.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Voleurs-Marsu.jpg 1089w\" sizes=\"(max-width: 743px) 100vw, 743px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Uscita originariamente a puntate sul settimanale \u201cJournal de Spirou\u201d nel 1952, nel 1954 viene raccolta in volume per la prima volta la storia <em>I ladri di marsupilami<\/em> di <strong>Franquin<\/strong>. \u00c8 l\u2019avventura con cui il sublime disegnatore torna a disegnare Spirou dopo la prima delle sue crisi personali e creative di cui abbiamo notizia. Si tratta della storia in cui il marsupilami, destinato a diventare il personaggio pi\u00f9 iconico della serie, entra definitivamente a far parte della saga di Spirou. C\u2019\u00e8 tutto: il pentimento, l\u2019animalismo, l\u2019indagine, gli inseguimenti, la battaglia, la redenzione, il grande ribaltamento finale e, soprattutto, la maestria del racconto e le risate che squassano.<br>In Francia e Belgio, il fumetto non ha subito il trauma del Comics Code e continua a respirare. Anche quando nasce dalla mente di un autore tormentato, pu\u00f2 permettersi di essere leggero e libero. Mentre gli statunitensi ripuliscono le pagine dei loro albi, Franquin si diverte con un personaggio esuberante, senza regole e con la coda pi\u00f9 lunga che si sia mai vista nella storia del fumetto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"610\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Kurtzman-610x350-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25460\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Kurtzman-610x350-1.jpg 610w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Kurtzman-610x350-1-300x172.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Art Spiegelman<\/strong>, l\u2019autore di <em>Maus<\/em>, nel 1954, ha sei anni. Troppo piccolo per essere folgorato dalla copertina dell\u2019undicesimo numero di \u201cMad\u201d. Vedr\u00e0 quella immagine solo tra qualche anno, riprodotta in piccolo sul retro della copertina di una raccolta dei primi fumetti della rivista fatta dall\u2019editore Ballantine e ne sar\u00e0 travolto. Di fronte a quella immagine minuscola cambier\u00e0 per sempre la propria idea di fumetto. Intervistato, dir\u00e0 che, quella copertina che mimava la forma di un settimanale di informazioni serissimo, mettendo in luce i paradossi della verit\u00e0 e del racconto, gli aveva impartito la lezione pi\u00f9 grande: \u00abI media ti prendono in giro e con i fumetti si pu\u00f2 dire tutto!\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parafrasi del tempo Il 24 settembre 1977, Philip K. 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