{"id":25658,"date":"2025-03-23T08:00:00","date_gmt":"2025-03-23T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=25658"},"modified":"2025-02-25T18:30:58","modified_gmt":"2025-02-25T17:30:58","slug":"duemiladue-lanno-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2025\/03\/23\/duemiladue-lanno-dopo\/","title":{"rendered":"Duemiladue: L\u2019anno dopo"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La parafrasi del tempo<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Douglas Trumbull<\/strong> ha solo ventitr\u00e9 anni quando, mostrando un\u2019intraprendenza smisurata, decide che la malsana idea di <strong>Stanley Kubrick<\/strong> di spostare la produzione di quel film di fantascienza gigantesco da Los Angeles all\u2019Inghilterra non lo deve fermare. Ottiene il numero del telefono di casa del regista, lo chiama e si presenta: \u00e8 stato lui a dipingere una galassia a spirale in rotazione, a filmarla con un obiettivo fish-eye e a proiettarla su una cupola costruita su misura; \u00e8 stato lui a progettare quell\u2019effetto stupefacente. Kubrick, colpitissimo, fa comprare subito il biglietto per il volo del ragazzo e se lo porta a Londra. Gli d\u00e0 un budget, un autista che lo scorrazza per la citt\u00e0 perch\u00e9 compri tutto quello che gli serve e totale libert\u00e0 creativa. Quando, nel 1968, esce <em>2001: Odissea nello spazio<\/em>, Trumbull ha ventisei anni e ne \u00e8 stato il supervisore degli effetti speciali. Purtroppo, Kubrick si dimentica del ruolo di quel giovane intraprendente quando, qualche mese dopo, la pellicola viene insignita dell\u2019Oscar per i migliori effetti speciali, attribuiti al solo regista. Trumbull, giustamente, si infuria e ne seguono strascichi legali e dieci anni di rabbia e sguardi in cagnesco. Ma a quel punto, ormai, la sua carriera nel cinema \u00e8 iniziata alla grande. In qualit\u00e0 di pioniere riconosciuto degli effetti speciali, collaborer\u00e0 a <em>Incontri ravvicinati del terzo tipo<\/em> di <strong>Steven Spielberg<\/strong>, <em>Star Trek <\/em>di <strong>Robert Wise<\/strong>, <em>Blade Runner<\/em> di <strong>Ridley Scott<\/strong>, <em>The Tree of Life <\/em>di <strong>Terrence Malick<\/strong> e decine di altre pellicole.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"563\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Trumbull-and-Kubrick.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25659\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Trumbull-and-Kubrick.jpg 1000w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Trumbull-and-Kubrick-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Trumbull-and-Kubrick-768x432.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nel 1972, \u00e8 il regista di un film di fantascienza magnifico e disturbante: <em>Silent Running<\/em>. Lascia che ti riassuma la storia di questa corsa silenziosa \u2013 e angosciante e claustrofobica \u2013 in un universo senza fine.<\/p>\n\n\n\n<p>La Terra \u00e8 diventata un deserto inabitabile e l\u2019umanit\u00e0 ha mandato nello spazio enormi serre geodetiche per preservare gli ultimi ecosistemi naturali. La \u201cValley Forge\u201d \u00e8 una di queste navi, e a bordo ci sono il botanico Freeman Lowell e tre suoi colleghi. Mentre gli altri considerano la missione una seccatura, Lowell ne comprende a pieno il valore: quelle foreste sono l\u2019ultima speranza per la vita terrestre.<br>Un giorno arriva l\u2019ordine dalla Terra: il programma viene cancellato, le serre devono essere distrutte con delle testate nucleari e l\u2019equipaggio deve tornare a casa. Gli altri accettano senza troppi problemi, ma Lowell impazzisce all\u2019idea di perdere tutto. Uccide i suoi compagni, salva una delle serre e prende il controllo della nave, fingendo un\u2019avaria per restare isolato nello spazio profondo. A quel punto, i suoi soli assistenti sono i tre droidi \u2013 Paperino, Paperina e Paperone \u2013 che riprogramma per assisterlo nella cura della foresta.<br>La solitudine lo divora e i suoi errori fanno s\u00ec che uno dei droidi venga perso e un altro danneggiato. Solo, impotente, rassegnato, disperato, folle, spedisce l\u2019ultima serra nello spazio profondo con un droide a prendersene cura, mentre lui si fa esplodere con la nave, lasciandoci con il barlume della speranza che quella foresta possa sopravvivere da qualche parte, nell\u2019universo senza fine.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Silent Running - Trailer\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/p69lEMn0I8k?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Un film lancinante, con una preoccupazione ecologista che oggi \u00e8 ancora pi\u00f9 comprensibile. Per una sorta di giustizia poetica, quei cialtroni dei distributori italiani decidono di cambiare radicalmente il titolo del film in traduzione: <em>Silent Running<\/em> diventa <em>2002: La seconda odissea<\/em>, nella speranza di poter godere dell\u2019onda lunga dei riscontri positivi del film di Kubrick dal quale Trumbull era stato epurato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 2002, nel film, non viene mai citato. Nel titolo, invece, diventa un punto di contatto. Come a dire al pubblico che si sta per assistere a un seguito.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0: il 2002 \u00e8 davvero un seguito, \u00e8 davvero l\u2019anno dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 2002 del titolo del film non esiste, \u00e8 uno specchietto per allodole e allocchi. Ma anche il 2002, l\u2019anno incastonato nella scansione cronologica del tempo, \u00e8 stato un anno costruito su minacce, conseguenze, promesse, controindicazioni e illusioni. Ecco perch\u00e9 vale la pena di guardarlo meglio, da vicino.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Millenovecentotrentasei virgola ventisette<\/h2>\n\n\n\n<p>1936,27. \u00c8 questo il numero che chiunque, in Italia, ha sempre in mente. Un\u2019intera popolazione che, pur avendo espresso matematici di genio, ha sempre avuto enormi difficolt\u00e0 con i conti, i bilanci e la gestione trasparente dei numeri, in particolar modo quando riferiti ai quattrini, si ritrova a fare sistematiche moltiplicazioni e divisioni. E uno dei due termini dell\u2019operazione \u00e8 sempre quel numero reale, arrotondato per comodit\u00e0 a \u201cduemilalire\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La lira italiana, cos\u00ec come la valuta nazionale degli altri undici paesi dell\u2019Unione Economica e Monetaria europea, sta per sparire. E sono tante le persone che tengono sempre con s\u00e9 una calcolatrice semplificata \u2013 magari elargita come utile regalia dal Presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> \u2013 chiamata confidenzialmente \u201ceuroconvertitore\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Euroconvertitore.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25660\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Euroconvertitore.jpg 800w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Euroconvertitore-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Euroconvertitore-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>All\u2019inizio dell\u2019anno, questa preoccupazione riguarda quasi 57 milioni di italiani. \u00c8 il decimo anno di fila durante il quale nelle cliniche nascono meno bambini di quante salme vengono interrate nei cimiteri. A compensare il saldo negativo dei residenti sul territorio c\u2019\u00e8 il flusso migratorio e questa \u00e8 un\u2019altra grave preoccupazione degli italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio dell\u2019anno gli umani sono 6 miliardi e 272 milioni. Entro la fine del 2002 quel numero cresce di un\u2019ottantina di milioni. A raccontarci la crescita demografica sulla superficie dell\u2019intero pianeta c\u2019\u00e8, anche in questo caso, il rapporto tra le culle e le bare: 134 milioni di nati contro 53 milioni di morti. La durata media della vita umana \u00e8 di poco pi\u00f9 di 67 anni. La mortalit\u00e0 natale \u00e8 del 7% circa. In realt\u00e0, la metafora delle culle e delle bare \u00e8 una mia sciocchezza, un lusso da italiano pasciuto con l\u2019euroconvertitore in tasca: quasi il 27% della popolazione umana, un miliardo e seicentonovanta milioni di individui sopravvive in condizioni di estrema povert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019anno dell\u2019entrata in vigore dell\u2019euro, nell\u2019anno in cui escono di scena tutte le monete che, fino a quel momento, avevano caratterizzato il discorso intorno all\u2019economia e allo scambio e anche un sacco di barzellette, l\u2019attenzione di tutti si concentra su quanto ogni cosa costi di pi\u00f9, sugli arrotondamenti nelle conversioni che sono sempre svantaggiosi, sulla perdita di potere economico. Ma, davvero, quell\u2019evento dirompente che sconvolge il portafogli degli europei non \u00e8 il pi\u00f9 importante dell\u2019anno. Per esempio, fa sempre pi\u00f9 caldo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Deserto.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-25661\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Deserto.webp 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Deserto-300x300.webp 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Deserto-150x150.webp 150w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Deserto-768x768.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il 2002 \u00e8 il secondo anno pi\u00f9 caldo da quando abbiamo iniziato a registrare i dati su clima e temperature ed \u00e8 quello con il mese di giugno pi\u00f9 caldo di sempre, con temperature pi\u00f9 alte, da 3 a 5 gradi, in gran parte dell\u2019Europa, dell\u2019Asia Orientale e in alcune regioni degli Stati Uniti. Poi, succede anche che, improvvisamente, i media riservano un\u2019attenzione sempre pi\u00f9 spiccata alle piogge eccezionali e alla siccit\u00e0, ai terremoti, alle eruzioni vulcaniche e agli uragani. Non c\u2019\u00e8 prova alcuna che questi eventi si verifichino con una frequenza maggiore; potrebbe essere che non ci sia stato un numero anomalo di catastrofi rispetto alla media storica e che, delusi dalla mancata realizzazione dell\u2019apocalisse millenarista, i giornali abbiano deciso di enfatizzare catastrofi e disastri naturali. Eppure, questo \u00e8 l&#8217;anno in cui il cambiamento climatico smette di essere solo un tema scientifico per diventare un&#8217;ansia culturale. Non \u00e8 pi\u00f9 soltanto materia da studi e conferenze: entra nei notiziari, nelle conversazioni quotidiane, nell&#8217;immaginario. Qualcosa si \u00e8 incrinato, e l\u2019idea che il mondo possa cambiare irreversibilmente diventa un tarlo che inizia a scavare. Un remake, o anche un semplice rilancio, di <em>Silent Running<\/em>, con le sue serre alla deriva nello spazio per salvare la vita terrestre, avrebbe ben fotografato lo spirito dei tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo avrebbe fotografato, ma non esaurito. Tanto i giornali quanto le persone hanno anche altri argomenti importanti da trattare. Perch\u00e9 l\u2019economia e il clima preoccupano, certo. Ma la guerra, quella, \u00e8 sempre l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">E lo shock fu subsonico<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Self Evident (live)\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/r6llS6uXz7k?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio dell\u2019anno, abbiamo ancora negli occhi le immagini delle torri del World Trade Center che collassano e fanno sparire lo skyline di New York in una nuvola di polvere e macerie. <strong>Ani Di Franco<\/strong> vede quelle immagini, esattamente come ognuno di noi. Ma lei \u00e8 davvero poesia, un raggio di luna che scivola gi\u00f9 per il collo di una giraffa, e cattura tutte le nostre sensazioni e le comprime in un recitativo che intitola <em>Self-Evident <\/em>(la traduzione \u00e8 di <strong>Lella Costa<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abE lo shock fu subsonico<br>e il fumo assordante<br>perch\u00e9 eravamo tutti al lavoro in orario quel giorno<br>e tutti ci siamo imbarcati su quel volo<br>e poi mentre le fiamme infuriavano<br>ci siamo tutti arrampicati sul davanzale<br>e poi ci siamo presi per mano<br>tutti e ci siamo lanciati nel cielo<br>e ogni distretto ha alzato gli occhi<br>quando ha sentito il primo scoppio<br>e ogni stupido film d&#8217;azione di colpo \u00e8 sembrato superato<br>e quell&#8217;esodo di persone e automobili<br>assomigliava alla guerra<br>pi\u00f9 di ogni altra cosa che abbia visto finora<br>finora, per ora\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>E quell\u2019atto che assomiglia alla guerra pi\u00f9 di ogni altra cosa che abbiamo visto finora, per ora, scatena davvero una guerra. Il nemico \u00e8 difficile da identificare: non ha un simbolo chiaro ed evidente sotto cui si muove, una svastica, un fascio littorio o un martello e una falce incrociati in campo rosso. Allora \u00e8 necessario renderlo astratto. E la guerra diventa una \u201cGuerra al Terrore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sai, vero, cos\u2019\u00e8 il terrore? \u00c8 il nemico pi\u00f9 grande, quello contro il quale bisogna serrare i ranghi della Sicurezza, magica chimera dal volto disumano che protegger\u00e0 ognuno di noi. Certo, chiede un obolo di rinunce: dobbiamo essere meno liberi, pi\u00f9 controllati, pi\u00f9 spaventati, ma cazzo, che bello! In cambio ne avremo\u2026 Sicurezza. Qualunque cosa sia.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima ancora che vengano definite regole internazionali, consolidate e condivise, per difendere, appunto, la Sicurezza, le nazioni si impegnano in operazioni contro il terrore. Chiunque venga classificato come \u201csospetto terrorista\u201d perde lo statuto ontologico di umano e non ha pi\u00f9 diritti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEnduring Freedom\u201d, \u201cPace duratura\u201d, \u00e8 l\u2019operazione militare con cui gli Stati Uniti forniscono un supporto diretto a tutti i paesi in cui si possa riconoscere un intento terroristico. Ma chi \u00e8 in grado, tra pallottole ed esplosioni, di dire se quella che ha lasciato quei corpi esanimi sul selciato sia stata un\u2019operazione militare, da reputarsi legittima, o un vigliacco atto terroristico. E, in uno scontro di culture, ogni atto terroristico \u00e8, senza dubbio, un atto di terrorismo islamico.<\/p>\n\n\n\n<p>Stati Uniti, Russia e Australia dichiarano il proprio diritto di attuare attacchi preventivi contro i gruppi terroristici stranieri. Il presidente statunitense, <strong>George<\/strong><strong> W. Bush<\/strong>, in cerca di una chiara definizione del nemico nell\u2019antitesi manichea, chiama &#8220;asse del male&#8221; una compagine di cattivi. Li allinea in una sola frase: Iran, Iraq e Corea del Nord. L\u2019Iraq, poi, \u00e8 indicato quale produttore di \u201carmi di distruzione di massa\u201d e l\u2019ONU lancia un ultimatum perch\u00e9 quello stato, per non essere invaso dall\u2019esercito statunitense, si presti alle ispezioni sugli armamenti entro la fine dell\u2019anno.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"833\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/GWB-1024x833.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25662\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/GWB-1024x833.jpeg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/GWB-300x244.jpeg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/GWB-768x625.jpeg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/GWB.jpeg 1108w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nel corso dell\u2019anno, inoltre, fioccano i mandati di cattura internazionali di presunti terroristi sospettati di essere coinvolti nella preparazione di futuri attentati. Arresti arbitrari, deportazioni, detenzioni a tempo indeterminato: queste sono le accuse prevalenti di violazione dei diritti umani mosse verso gli Stati Uniti. Il modo in cui vengono trattati i detenuti nel campo di Guantanamo, arrestati nel corso della Guerra al Terrore, assomiglia in maniera straordinaria alla tortura. E in questo turbinio di paura e Sicurezza, Cina e Russia si appellano all&#8217;antiterrorismo per intraprendere azioni contro le minoranze uigura e cecena.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Terrore in ogni dove<\/h2>\n\n\n\n<p>Sono giorni strani. In nome della Guerra al Terrore possono essere giustificate un sacco di cose. I conflitti in Afghanistan, Cecenia e Palestina vengono ascritti d\u2019ufficio alla guerra santa contro il terrorismo islamico.<\/p>\n\n\n\n<p>In Afghanistan siamo nella fase iniziale della guerra guidata dagli Stati Uniti contro i talebani e Al-Qaeda, dopo l\u2019invasione del paese avvenuta nell\u2019ottobre 2001 in risposta agli attacchi dell&#8217;11 settembre. Il governo talebano e <strong>Osama bin Laden<\/strong>, a capo di Al-Qaeda, si erano ritirati nelle zone rurali e montuose. Nel 2002, l\u2019Afghanistan \u00e8 ufficialmente sotto un nuovo governo sostenuto dall\u2019Occidente, ma il conflitto non \u00e8 affatto terminato. La guerra contro i talebani continuer\u00e0 fino al 2021, quando questi torneranno al potere.<\/p>\n\n\n\n<p>La Seconda Guerra Cecena, iniziata nel 1999, \u00e8 in corso. La Russia cerca di consolidare il controllo sulla regione e la resistenza cecena combatte con tattiche di guerriglia e terrorismo. Il 23 ottobre, un commando di una cinquantina di ceceni armati prende in ostaggio 850 persone nel teatro Dubrovka di Mosca. Chiede il ritiro delle truppe russe dalla Cecenia. Dopo tre giorni di confronti a muso duro, le forze speciali russe fanno irruzione. Usano gas narcotizzanti e uccidono tutti i terroristi ma ci sono anche delle vittime collaterali; 130 ostaggi uccisi proprio dal gas dei liberatori. Dopo l\u2019attentato del teatro Dubrovka, la risposta russa \u00e8 brutale: rastrellamenti, torture, esecuzioni sommarie e la distruzione di villaggi sospettati di ospitare ribelli. L&#8217;FSB (precedentemente noto con il nome di KGB) usa squadroni della morte per eliminare i leader separatisti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"503\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Dubrovka-1024x503.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25663\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Dubrovka-1024x503.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Dubrovka-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Dubrovka-768x378.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Dubrovka.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Siamo nel pieno della Seconda Intifada, iniziata nel 2000, ed \u00e8 uno degli anni pi\u00f9 violenti della crisi. Israele risponde con durezza agli attacchi palestinesi, in particolare agli attentati suicidi, e avvia operazioni militari su larga scala nei territori occupati.<br>Il 27 marzo un attentatore di Hamas si fa esplodere in un Hotel, uccidendo 30 persone. L\u2019evento viene battezzato \u201cMassacro di Pasqua\u201d e innesca l\u2019avvio dell\u2019Operazione \u201cScudo Difensivo\u201d, un nome che ispira Sicurezza per un intervento militare israeliana su larga scala nei territori palestinesi, il pi\u00f9 grande dai tempi della Guerra dei Sei Giorni del 1967. L\u2019esercito israeliano, muovendo l\u2019accusa di sostegno al terrorismo, assedia il quartier generale di <strong>Yasser Arafat<\/strong> a Ramallah, bloccandolo nel suo compound per mesi, sotto stretta sorveglianza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il 2002 non \u00e8 solo Guerra al Terrore: c\u2019\u00e8 un incendio che divampa su mappe sempre pi\u00f9 sbrindellate.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un brindisi a tutti quelli che\u2026<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Un-brindisi.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-25664\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Un-brindisi.webp 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Un-brindisi-300x300.webp 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Un-brindisi-150x150.webp 150w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Un-brindisi-768x768.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Quando tutto attorno \u00e8 dolore, l\u2019unica cosa che ti resta da fare per mettere a tacere la sensazione di impotenza, dice ancora Ani Di Franco, \u00e8 versarti da bere:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abE allora facciamo un brindisi<br>a tutti quelli che vivono in Palestina<br>Afghanistan Iraq El Salvador<br>un brindisi a tutti quelli che vivono nella riserva di Pine Ridge<br>sotto lo sguardo gelido e pietrificato<br>del Mont Rushmore<br>un brindisi a tutti quei medici<br>e quelle infermiere<br>che ogni giorno permettono alle donne di scegliere<br>che affrontano una minaccia grande come Oklahoma City<br>solo per ascoltare la voce di una ragazza<br>un brindisi a tutti i condannati a morte<br>che in questo momento aspettano la loro ghigliottina<br>soffocati dal terrore<br>e possono fuggire solo in se stessi<br>per trovare la pace in forma di sogno\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>A non avere pace, nel 2002, non ci sono solo i condannati a morte. I rifugiati, nel mondo, sono circa dodici milioni; ma chi pu\u00f2 saperlo veramente? Chi pu\u00f2 averli contati?<\/p>\n\n\n\n<p>Le guerre in corso, durante l\u2019anno, sono 31. Quattro in meno rispetto al 2001. Quelle in cui muore pi\u00f9 gente non sono ascrivibili alla Guerra al Terrore, non sono \u2013 come spesso accade \u2013 quelle di cui la stampa si occupa di pi\u00f9: ci sono conflitti terribili in Colombia, Burundi, Kashmir, Nepal e Sudan.<\/p>\n\n\n\n<p>In Colombia, le Forze Armate Rivoluzionare (FARC) occupano le zone smilitarizzate e rapiscono la candidata presidenziale <strong>\u00cdngrid Betancourt<\/strong>,che in quelle zone si era introdotta per ottenere visibilit\u00e0 elettorale. Quel rapimento \u00e8 il solo motivo per cui ricordiamo il suo nome: la grande copertura mediatica internazionale le garantisce meno dell\u20191% dei voti e la cittadinanza onoraria conferitale immediatamente da un po\u2019 di paesi della provincia italiana.<br>I negoziati di pace, in corso dal 1999, si interrompono e il presidente <strong>Andr\u00e9s Pastrana<\/strong> ordina l\u2019invasione della \u201czona di distensione\u201d, un territorio grande come la Svizzera che era stato concesso alle FARC per i negoziati. Da quel momento i gruppi paramilitari, con il supporto di settori dell\u2019esercito e dell&#8217;\u00e9lite economica, intensificano gli attacchi contro sindacalisti, contadini e comunit\u00e0 accusate di sostenere la guerriglia e di minare la sicurezza del paese. Le elezioni vengono vinte da <strong>\u00c1lvaro Uribe<\/strong> che si presenta con una linea durissima contro le FARC, promuovendo una strategia militare chiamata \u201cSeguridad Democr\u00e1tica\u201d. Gi\u00e0, ancora la Sicurezza.<br>Tra attacchi spettacolari, attentati, autobombe e sequestri, le FARC intensificano un conflitto indistinguibile dal terrorismo. Le reazioni, supportate dagli Stati Uniti, sono terribili. Entro la fine dell\u2019anno, 200.000 colombiani vengono sfollati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Burundi \u00e8 nel pieno della guerra civile iniziata nel 1993 e che si concluder\u00e0 solo nel 2005. Il conflitto era iniziato dopo l&#8217;assassinio del primo presidente democraticamente eletto, <strong>Melchior Ndadaye<\/strong>, di etnia hutu, da parte dell&#8217;esercito dominato dalla minoranza tutsi. Il 2002 \u00e8 un anno di transizione: ci sono i primi tentativi di accordo di pace, ma sono poco notiziabili, forse anche perch\u00e9 nessuno fa accenni alla Sicurezza. Gli scontri tra governo e forze armate ribelli producono massacri e sfollamenti di civili.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"687\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Lo-stallo-alla-messicana-1024x687.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25665\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Lo-stallo-alla-messicana-1024x687.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Lo-stallo-alla-messicana-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Lo-stallo-alla-messicana-768x515.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Lo-stallo-alla-messicana.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Lo stallo alla messicana tra India e Pakistan nel Kashmir \u00e8 l\u2019unico conflitto diretto tra nazioni nel 2002. Alla fine del 2001, un attacco terroristico al Parlamento indiano attribuito a gruppi pakistani porto l\u2019India a mobilitare 500.000 soldati al confine con il Pakistan, che risponde con una mobilitazione simile.<br>Alla fine dell\u2019anno, si riesce a evitare la guerra aperta tra potenze nucleari grazie alla diplomazia internazionale, ma il conflitto nel Kashmir rimane irrisolto, con continue violenze e tensioni lungo il confine.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra civile in Nepal si intensifica, con un numero di vittime pari alla somma di tutti i morti in quella stessa guerra tra il 1996 e il 2001. Met\u00e0 dei morti \u00e8 costituita da civili, presi di mira sia dal governo nepalese sia dagli insorti. Ma, anche qui, niente appelli alla Sicurezza e, di conseguenza, poche notizie sui giornali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Sudan \u00e8 nel pieno della Seconda Guerra Civile, iniziata nel 1983 e destinata a continuare fino al 2005. Si tratta di un conflitto tra il governo centrale di Khartoum, dominato dagli arabi musulmani del nord, e l\u2019esercito di liberazione del popolo, che rappresenta le popolazioni cristiane e animiste del sud. Dopo quasi 20 anni di guerra, che ha causato milioni di morti e sfollati, ci sono i primi progressi diplomatici. \u00c8 difficile muovere le armi della pace tra i massacri etnici, gli attacchi contro i civili, le carestie e il petrolio, scoperto nel sud del paese. E il petrolio, si sa, dona un sacco di Sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Guerra, massacri, sfollamenti. E sempre, ovunque, la stessa parola a legittimare tutto: Sicurezza. Non ti senti pi\u00f9 tranquillo? Allacciati la cintura e seguimi in un posto in cui andr\u00e0 tutto bene.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lasciaci tornare ai nostri temporali<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"334\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Vladimir_Putin_22_July_2001-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25666\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Vladimir_Putin_22_July_2001-1.jpg 500w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Vladimir_Putin_22_July_2001-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il primo mandato di Silvio Berlusconi come Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana, nel 1994, si risolve dopo appena 251 giorni. \u00c8 ricordato come primo e unico governo della storia della Repubblica nella cui composizione di maggioranza c\u2019\u00e8 stato il Movimento Sociale Italiano. Peccando di ottimismo, ci siamo illusi fosse il punto pi\u00f9 basso che potessimo raggiungere: il tempo ci dar\u00e0 torto.<br>Berlusconi si insedia per il suo secondo mandato l\u201911 giugno 2001 e, per 3 anni, 10 mesi e 12 giorni, presiede il governo pi\u00f9 longevo della storia della Repubblica italiana e il secondo dall&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia, dopo il governo Mussolini. A poco pi\u00f9 di un mese dalla sua nomina, il Presidente del Consiglio \u00e8 a Genova a presiedere il Gruppo degli 8, meglio noto come G8. \u00c8 lecito chiedersi cosa facciano i governanti delle grandi potenze \u2013 economiche e militari \u2013 occidentali chiusi in un castello kafkiano. Lascio che a rispondere sia il sito di quell\u2019evento:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abDal 1975, i capi di stato o di governo delle principali democrazie industrializzate si incontrano annualmente per occuparsi delle maggiori problematiche economiche e politiche a cui vanno incontro le loro societ\u00e0 e la Comunit\u00e0 internazionale nel suo complesso.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"690\" height=\"362\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/genova-g8-2001-690x362-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25667\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/genova-g8-2001-690x362-1.jpg 690w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/genova-g8-2001-690x362-1-300x157.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 690px) 100vw, 690px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>A Genova, tra il 20 e il 22 luglio 2001, il filo spinato disegna chiaramente i confini della zona rossa, escludendo, in nome della Sicurezza, i cittadini dallo spazio urbano. Un anno dopo, il filo spinato \u00e8 quello che separa Guantanamo dal resto del mondo, quello che chiude i centri di detenzione per migranti, quello che continua a disegnare il confine tra Israele e Palestina. L\u2019illusione della Sicurezza si costruisce sulla separazione. Ma chiudere fuori un problema non lo risolve: lo nasconde, lo ingigantisce, lo rende ancora pi\u00f9 feroce.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo spettacolo della societ\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Berlusconi, al suo secondo mandato da Presidente del Consiglio, ha i numeri, ha il potere, ha l\u2019impunit\u00e0, ha la macchina perfetta per controllare e per garantire che la stampa, la magistratura e la societ\u00e0 civile non possano ostacolarlo. Il suo scopo \u00e8 il consolidamento del suo potere. E non si preoccupa di nascondere questo obiettivo, neanche malamente: per raggiungerlo deve smontare i suoi nemici e blindare i suoi interessi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/SB-1024x576.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-25668\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/SB-1024x576.webp 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/SB-300x169.webp 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/SB-768x432.webp 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/SB.webp 1129w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Esprime il suo dominio in due modi: da un lato, occupa con sistematicit\u00e0 assoluta lo spazio politico e mediatico; dall\u2019altro, lasciandosi irrorare dallo spirito dei tempi, usa la Sicurezza, sempre lei, come giustificazione per trasfigurare l\u2019Italia, plasmarla e renderla a sua immagine e somiglianza. Per farlo, come insegna il libro della Genesi, deve fare un bel po\u2019 di fango.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, trasforma ogni atto politico in una pantomima della quale \u00e8 il protagonista assoluto e gli altri \u2013 alleati o oppositori \u2013 sono semplici comparse.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensa all&#8217;editto bulgaro, quando, il 18 aprile, da Sofia, accusa <strong>Enzo Biagi<\/strong>, <strong>Michele Santoro<\/strong> e <strong>Daniele Luttazzi<\/strong> di aver fatto \u00abun uso criminoso\u00bb della TV pubblica. Non \u00e8 una critica, \u00e8 un ordine: quei tre devono sparire dalla RAI. E infatti spariscono. \u00c8 la normalizzazione del controllo sui media, un atto di forza che annuncia, senza ipocrisie pelose, che il dissenso non ha spazio nel sistema editoriale di Berlusconi. Neanche su Rai3, normalmente dedicata al cicaleggio delle opposizioni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"750\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Savoiame.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-25669\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Savoiame.webp 1000w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Savoiame-300x225.webp 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Savoiame-768x576.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>E poi, ancora, pensa al rientro dei Savoia. Quando il Parlamento abolisce l\u2019articolo della Costituzione che vietava il ritorno in patria dei discendenti di Casa Savoia, non sta mettendo in solaio un vecchio arnese: sta facendo ingollare agli italiani l\u2019accettazione dello schifo, vestendolo di pacificazione. Una decisione simbolica e populista: il ritorno dei reali diventa un evento mediatico, un\u2019operazione nostalgia che maschera il vero messaggio politico. Se persino i Savoia possono tornare, allora tutto \u00e8 possibile: il passato non \u00e8 pi\u00f9 un problema, il potere pu\u00f2 riscrivere la storia come meglio crede. E da l\u00ec in avanti lo far\u00e0. Oh, se lo far\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E pensa, infine, all\u2019attacco all\u2019articolo 18. Il governo Berlusconi si scaglia contro il mondo del lavoro con il tentativo di modifica dell\u2019articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che protegge dal licenziamento senza giusta causa. Probabilmente, non si aspettava che le proteste esplodessero con tanto vigore, culminando nel grande sciopero generale del 16 aprile. Un milione di persone in piazza a Roma, in una delle manifestazioni pi\u00f9 imponenti della storia italiana. Ma per Berlusconi e i suoi, il messaggio \u00e8 chiaro: la precariet\u00e0 \u00e8 il nuovo ordine, e ogni resistenza \u00e8 solo un fastidio che sar\u00f2 presto risolto. Da lui o da qualche gregario mascherato che lo segue nella volata.<\/p>\n\n\n\n<p>Berlusconi sa bene che per condurre una trasformazione brutale capace di fortificare i suoi interessi, deve trasformarla in una guerra la cui causa possa essere abbracciata dalla massa di persone pi\u00f9 ampia possibile. Per farlo deve trovare dei nemici. E sa sceglierseli.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Terrore.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-25670\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Terrore.webp 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Terrore-300x300.webp 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Terrore-150x150.webp 150w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Terrore-768x768.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 un nemico alla moda, di quelli che, in quest\u2019anno che viene dopo quello di cui \u00e8 simulacro, si portano con eleganza e disinvoltura: il terrorismo.<br>Probabilmente Berlusconi ha un fremito quando, il 18 aprile, un piccolo aeroplano si infila nel grattacielo Pirelli a Milano. Tutti, sentendo quello schianto, per qualche ora, siamo certi di essere di fronte a un attacco in sedicesimo del terrorismo islamico. La relazione d\u2019inchiesta dell\u2019agenzia nazionale della sicurezza del volo chiarisce che: \u00abLa causa pi\u00f9 probabile dell\u2019incidente \u00e8 da ricercare nell\u2019incapacit\u00e0 del pilota di gestire in maniera adeguata la condotta della fase finale del volo in presenza di problematiche tecnico operative e ambientali\u00bb.<br>Pi\u00f9 facile ascrivere al terrorismo l\u2019omicidio di <strong>Marco Biagi<\/strong>, assassinato dalle Nuove Brigate Rosse a Bologna. Il giuslavorista \u00e8 un\u2019ottima preda: ha collaborato alla riforma dell\u2019articolo 18 ed \u00e8 stato lasciato senza scorta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo nemico di Berlusconi ha proprio l\u2019aspetto del malvagio. Indossa un costume nero come la notte, che arriva fino ai piedi, impartisce punizioni, a volte esemplari, in accordo a codici complicatissimi e spesso incomprensibili, e si riunisce in congreghe dai nomi misterici come \u201cMagistratura\u201d. Quello tra Berlusconi e i giudici \u00e8 proprio uno scontro a puntate da feuilleton. Nel corso dell\u2019anno subisce alcune sconfitte in tribunale (la condanna di <strong>Previti<\/strong> per corruzione, le indagini sui suoi affari) e reagisce con una strategia che un po\u2019 alla volta prende forma: delegittima la magistratura, grida al complotto, si presenta come vittima di una persecuzione. Ogni processo diventa un attacco politico, ogni accusa \u00e8 un golpe giudiziario.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 il terzo e ultimo nemico a essere il pi\u00f9 interessante. Perch\u00e9 \u00e8 quello che consente di conquistare il numero maggiore di consensi. Perch\u00e9 \u00e8 quello che permette di iniziare una guerra senza pallottole vaganti. Perch\u00e9 \u00e8 quello che si lascia stritolare in maniera evidente dai tentacoli della sicurezza.<br>Se avessimo ascoltato quella sensazione che si insinuava tra l\u2019aorta e l\u2019intenzione, togliendoci il fiato e appesantendoci il petto, saremmo rimasti umani. La notizia pi\u00f9 agghiacciante c\u2019era arrivata con cinque anni di ritardo, nel 2001, e riguardava un incidente occorso nel Natale del 1996. Un barcone carico di persone provenienti da India, Sri Lanka e Pakistan, che viaggiano da circa quattro mesi e hanno comprato la loro libert\u00e0 in Italia pagando la prima met\u00e0 dei 14.000 dollari, \u00e8 stato gravemente danneggiato durante le operazioni di trasbordo dei naufraghi da un\u2019imbarcazione all\u2019altra, in mare aperto. La barca si spacca in tre e il suo carico umano finisce in mare aperto a 35 chilometri da Portopalo di Capo Passero, in provincia di Siracusa. I morti sono almeno 283, ma chi pu\u00f2 dirlo. I pescatori di Portopalo, nei giorni successivi, iniziano a trovare resti umani e relitti nelle reti, ma n\u00e9 loro n\u00e9 le autorit\u00e0 locali denunciano il fatto: un\u2019indagine potrebbe interrompere la pesca, unica fonte di sostentamento.<br>Nel 2002, a guardare le cronache, i migranti che muoiono nel Mediterraneo sono almeno centoventi, ma sappiamo che il numero \u00e8 molto pi\u00f9 grande. Sappiamo la disperazione, il dolore, il sacrificio: gente che mette tutte le proprie speranze e il proprio denaro nelle mani di trafficanti che promettono un trasporto in un luogo molto migliore di quello da cui si fugge. Per affrontare un viaggio lunghissimo, stipati in imbarcazioni fatiscenti e insicure, con pochissima acqua e cibo, scortati da gente armata e priva di scrupoli, bisogna essere molto motivati. Chi sopravvive al viaggio arriva in un paese inospitale, che priva il migrante di umanit\u00e0 enfatizzando la sua alienit\u00e0 e chiamandolo clandestino.<br>E, allora, si possono mettere in campo gli strumenti della retorica della Sicurezza e trasformarla in norma: il 16 luglio, il Senato approva una nuova legge sull\u2019immigrazione, firmata dal ministro dell\u2019Interno <strong>Giuseppe Pisanu<\/strong> e dai due leader della destra pi\u00f9 reazionaria, <strong>Umberto Bossi<\/strong> e <strong>Gianfranco Fini<\/strong>: la regolarizzazione della presenza su suolo nazionale diventa impossibile in assenza di un contratto di lavoro e migliaia di persone vengono costrette nell\u2019irregolarit\u00e0. \u00c8 la politica della paura: il migrante non \u00e8 pi\u00f9 una persona, ma un problema di ordine pubblico. Gli italiani sono autorizzati ad averne paura e a considerarlo un nemico, senza sentire il fetore del sospetto del proprio razzismo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">The Revolution Will Be Televised<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00abDopo Genova, pensavamo che non fosse che l\u2019inizio. Credevamo che la lotta dovesse e potesse continuare\u00bb, mi dice Diana, il sorriso intriso di amarezza. Poi sospira e aggiunge: \u00abCi siamo accorti in men che non si dica che era l\u2019inizio della fine.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2002, chi ha partecipato alla manifestazione contro il G8 a Genova si ritrova a navigare in una terra di mezzo fatta di rabbia e smarrimento. Quel giorno \u2013 tra corpi pestati, denunce e prognosi cupe, tra fumogeni che offuscano la verit\u00e0 e il sangue di Carlo Giuliani che segna inconfondibilmente il volto feroce di uno Stato \u2013 si \u00e8 compiuta una frattura irreversibile. In quel caos, lo Stato non appare pi\u00f9 come un garante, ma come il mostro dalla mascella spietata, un\u2019entit\u00e0 che ha trasformato l\u2019ordinario cittadino in un nemico da abbattere.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"512\" height=\"384\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/SFE1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25671\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/SFE1.jpg 512w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/SFE1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nel frattempo, alcuni cercano di ricompattarsi politicamente, rifugiandosi nei centri sociali, nei collettivi studenteschi e nei sindacati di base, e continuano a mobilitarsi contro la Guerra al Terrore in tutte le sue forme. Il Social Forum Europeo di Firenze, tenutosi a novembre, richiama centoventimila persone: un ultimo, disperato tentativo di dimostrare che il movimento non \u00e8 morto. Quella manifestazione, per\u00f2, \u00e8 anche il simbolo del progressivo svuotarsi di energie: organizzare nuove edizioni diventa estenuante, e ogni incontro sembra testimoniare una crescente fatica, una stanchezza che si traduce in rinuncia e disincanto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"512\" height=\"384\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/SFE2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25672\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/SFE2.jpg 512w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/SFE2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Mentre l\u2019onda rivoluzionaria, un tempo impetuosa e schiumosa, si riduce a un lento riflusso, molti si ritrovano abbandonati alle poltrone e ai divani, privi di quella scintilla che un tempo li aveva spinti a lottare. Forse \u00e8 solo il tempo che passa, l\u2019et\u00e0 che avanza. Siamo invecchiati, senza aver costruito una piattaforma di condivisione dell\u2019immaginario a venire, e la sola eredit\u00e0 che abbiamo lasciato \u00e8 fatta di specchietti, pietre da poco che luccicano e cocci di vetro che non valgono la fatica fatta dal mare a levigarli. A quel punto, seduti in poltrona e inconsapevoli della pochezza del nostro lascito di chincaglieria e pensiero fuori fuoco, possiamo iniziare a parlare male delle generazioni successive che non sono state capaci di raccogliere la nostra eredit\u00e0 di lotta e di rivolta. E adesso spostatevi. Ve lo buchiamo quel futuro!<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sharif don\u2019t like it<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Groucho Marx<\/strong> aveva ragione: \u00ab Military intelligence is a contradiction in terms\u00bb.<br>Durante la prima Guerra del Golfo, nel 1990, la radio dell\u2019esercito statunitense suonava all\u2019impazzata <em>Rock the Casbah<\/em> dei <strong>Clash<\/strong> e il titolo di quella canzone veniva scritto sulle bombe sganciate durante l\u2019operazione Desert Storm. Te la ricordi? Quel brano straordinario \u00e8 la reazione di <strong>Joe Strummer<\/strong> al divieto dell&#8217;ayatollah <strong>Khomeini<\/strong> di suonare o ascoltare musica rock. E allora, se al potere non piace, bombardiamolo con i nostri suoni. Peccato non si possa chiedere a chi veste una divisa di capire le metafore, mica sono poesia iperdistillata come noi e come Ani Di Franco. Pare proprio che, quando Strummer ha saputo che la sua canzone era diventata un inno di morte, abbia pianto tantissimo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"The Clash - Rock the Casbah (Official Video)\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/bJ9r8LMU9bQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 2002, il panorama musicale si divide in due mondi ben distinti. Nei centri sociali, nelle occupazioni e nelle manifestazioni \u2013 come quelle che animano il Social Forum Europeo \u2013 risuonano gli inni della ribellione: <strong>Rage Against The Machine<\/strong>, <strong>Audioslave<\/strong>, <strong>Manu Chao<\/strong>, <strong>99 Posse<\/strong>, <strong>Asian Dub Foundation<\/strong>, <strong>Zebda<\/strong>, <strong>Massilia Sound System<\/strong>, <strong>Fugazi<\/strong>, <strong>Primal Scream<\/strong>\u2026 Questi suoni incarnano la lotta, la voglia di un\u2019alternativa, un\u2019eco contestataria che fa da colonna sonora a un mondo capovolto in cui tutto \u00e8 da rifare.<br>D\u2019altro canto, il mercato riflette un\u2019altra realt\u00e0. I dischi pi\u00f9 venduti sono The Eminem Show di <strong>Eminem<\/strong>, <em>Let Go<\/em> di <strong>Avril Lavigne<\/strong> e persino una raccolta un po\u2019 fuori contesto come <em>ELV1S: 30 #1<\/em> <em>Hits <\/em>di <strong>Elvis Presley<\/strong>. In un\u2019epoca in cui i CD erano ancora il formato principale \u2013 ben lontani dalle app di streaming che sarebbero venute dopo \u2013 le copie vendute calavano dell\u20198% rispetto all\u2019anno precedente. La causa? La pirateria. Napster, la piattaforma che aveva rivoluzionato il modo di ascoltare musica, aveva chiuso nel 2001 e il suo tentativo di trasformarsi in un servizio a pagamento naufraga e si infrange contro il fallimento dell\u2019azienda.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"405\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/u2-super-bowl-halftime-show-performance.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25673\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/u2-super-bowl-halftime-show-performance.jpg 720w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/u2-super-bowl-halftime-show-performance-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il 3 febbraio, gli <strong>U2<\/strong> si esibiscono al Superbowl e trasformano uno degli eventi musicali pi\u00f9 seguiti al mondo in un tributo alle vittime dell\u201911 settembre. E mentre il gruppo di Dublino dimostra, ancora una volta, che la musica pop non pu\u00f2 restare indifferente davanti alle cicatrici del mondo, <strong>Britney Spears<\/strong>, ventenne e simbolo del nuovo volto del pop, \u00e8 incoronata da \u201cForbes\u201d come celebrity pi\u00f9 potente del pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio il pop, nell\u2019anno della prima edizione del talent show \u201cAmerican Idol\u201d, a segnare la cronologia delle uscite discografiche: <strong>Enrique Iglesias<\/strong>, <strong>Robbie Williams<\/strong>, <strong>Christina Aguilera<\/strong> e persino <strong>Mariah Carey<\/strong>, che all\u2019inizio dell\u2019anno pareva essere stata silenziata con 28 milioni di dollari da Virgin Records.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Michael Jackson<\/strong>, oscillante tra il ruolo di icona antirazzista e la sua crisi personale, passava dall\u2019essere un simbolo di protesta (il caso Tommy Mottola) a compiere gesti assurdi, come spenzolare il figlio dal balcone di Berlino, per poi dichiarare che era stato un terribile errore.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"168\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/MJ.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25674\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>In Italia, la 52\u00aa edizione del Festival della Canzone Italiana, a Sanremo, vede <strong>Pippo Baudo<\/strong> premiare i <strong>Matia Bazar<\/strong> con <em>Messaggio d&#8217;amore<\/em>. Di solito, nei premi minori, il festival trova sempre spazio per qualcosa di strano, un outsider, un gesto di apertura verso il bizzarro: <strong>Elio e le Storie Tese<\/strong>, gli <strong>Aeroplanitaliani<\/strong>, <strong>Lucio Corsi<\/strong> vent\u2019anni dopo\u2026 Ma nel 2002 il massimo dello scarto \u00e8 <strong>Daniele Silvestri<\/strong>, che pure \u00e8 bravo, ma ormai \u00e8 un sanremese di professione e porta una canzone che non lascia il segno.<\/p>\n\n\n\n<p>A chiudere un anno di suoni cos\u00ec cos\u00ec, senza alcuna intenzione metaforica, ci arriva la notizia della morte, a soli cinquant\u2019anni, di Strummer, proprio lui. \u00abSharif don\u2019t like it\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il trauma della rimozione<\/h2>\n\n\n\n<p>Intessere la trama e l\u2019ordito dei fili della memoria \u00e8 complicato. Il tappeto che ne viene fuori \u00e8 pieno di nodi sbagliati, buchi, sfrangiature. Il 2002 non fa eccezione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bibliotheca-Alexandrina-1024x640.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-25675\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bibliotheca-Alexandrina-1024x640.webp 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bibliotheca-Alexandrina-300x188.webp 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bibliotheca-Alexandrina-768x480.webp 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Bibliotheca-Alexandrina.webp 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ad Alessandria d\u2019Egitto, viene inaugurata la Bibliotheca Alexandrina, un monumento che non solo richiama la leggendaria biblioteca dell\u2019antichit\u00e0, ma si erge come simbolo della continua ricerca umana del sapere perduto. La cerimonia di apertura, con capi di stato e intellettuali da tutto il mondo, \u00e8 un rito politico e culturale insieme: il passato diventa un\u2019ombra ingombrante nel cuore di un mondo che fatica a trovare nuovi riferimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella narrativa italiana, la letteratura di movimento ha due punti di riferimento chiari: <strong>Wu Ming<\/strong> e <strong>Valerio Evangelisti<\/strong>. Il collettivo bolognese pubblica <em>54<\/em>, romanzo che intreccia intrighi della Guerra Fredda, cinema e resistenza partigiana. Evangelisti, invece, continua a portare avanti i suoi cicli: l\u2019inquisitore Nicolas Eymerich torna in <em>Mater Terribilis<\/em>, mentre la frontiera americana di Pantera si allarga con <em>Black Flag<\/em>. Due scritture diversissime, ma unite dall\u2019ossessione per la storia come campo di battaglia.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"812\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Coraline.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25676\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Coraline.jpg 600w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Coraline-222x300.jpg 222w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Intanto, il lato oscuro dell\u2019immaginario prende vita con <em>Coraline<\/em> di <strong>Neil Gaiman<\/strong> e <strong>Dave McKean<\/strong>, una favola nera che gioca con l\u2019orrore della perdita e il desiderio distorto di una realt\u00e0 pi\u00f9 confortevole. La paura che striscia nel romanzo \u00e8 la stessa che si insinua nel mondo reale, raccontato dai saggi che provano a dare un senso al caos globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono libri che inseguono la storia mentre accade. <strong>Anna Politkovskaja<\/strong>, con <em>Un piccolo angolo d&#8217;inferno<\/em>, testimonia l\u2019orrore della seconda guerra cecena, un conflitto che il resto del mondo preferirebbe ignorare. Il prezzo che pagher\u00e0 per il suo giornalismo \u00e8 noto a tutti. <strong>Naomi Klein<\/strong>, con <em>Recinti e finestre<\/em>, cambia rotta: dopo le analisi di <em>No Logo<\/em> e <em>Shock<\/em>, abbandona la teoria e si immerge nel racconto delle proteste globali. \u00c8 il segno di un\u2019epoca in cui non basta pi\u00f9 scrivere un libro a tema, ma \u00e8 necessario che le idee scendano nelle piazze, senza mediazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il grande tema dell\u2019anno \u00e8 la globalizzazione, affrontata da prospettive opposte. Da un lato, <strong>Toni Negri<\/strong> e <strong>Michael Hardt<\/strong>, con <em>Impero<\/em>, provano a dare una teoria della nuova era, un capitalismo senza pi\u00f9 confini e con nuovi strumenti di dominio. Dall\u2019altro, <strong>Joseph Stiglitz<\/strong>, premio Nobel per l\u2019economia, pubblica <em>La globalizzazione e i suoi oppositori<\/em>, un attacco frontale alle istituzioni economiche internazionali. Se Negri e Hardt immaginano nuovi scenari, Stiglitz si concentra sugli ingranaggi che determinano le disuguaglianze del presente.<\/p>\n\n\n\n<p>A leggere questa disanima di titoli, si potrebbe pensare a un 2002 di lettori impegnati, avidi di analisi e di strumenti critici. Ma non \u00e8 cos\u00ec. La verit\u00e0 \u00e8 che, mentre il mondo brucia e alcuni provano a raccontarlo, la gran parte del pubblico cerca conforto altrove. Non nelle piazze, non nella storia, ma tra le pagine di narrazioni pi\u00f9 rassicuranti. <em>La piccola ombra<\/em> di <strong>Banana Yoshimoto<\/strong> o il ciclo di Harry Potter di <strong>J.K. Rowling<\/strong> sono la vera colonna portante delle librerie. La battaglia per il senso del presente, quella, resta confinata a pochi scaffali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Di nuovo l&#8217;illusione del nuovo<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"827\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Chuck-1024x827.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25677\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Chuck-1024x827.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Chuck-300x242.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Chuck-768x621.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Chuck-1536x1241.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Chuck.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Prima o poi doveva succedere. Il 22 febbraio muore <strong>Chuck Jones<\/strong>, l\u2019anima dei \u201cLooney Tunes\u201d e delle \u201cMerrie Melodies\u201d, all\u2019et\u00e0 di ottantanove anni. \u00c8 interessante osservare come la scomparsa di questo gigante che \u00e8 stato un pioniere dell\u2019animazione tradizionale avvenga nel momento in cui Disney decide di chiudere gli studi 2D, perch\u00e9 poco redditizi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul grande schermo il 2002 si presenta come l\u2019anno dei grandi franchise. Tra i maggiori successi troviamo <em>Il Signore degli Anelli: Le due torri<\/em>, secondo capitolo della trilogia di <strong>Peter Jackson<\/strong>, <em>Harry Potter e la camera dei segreti<\/em>, la continuazione dell\u2019epopea magica tratta dai libri di Rowling, e <em>Spider-Man<\/em> di <strong>Sam Raimi<\/strong>, che trasforma l\u2019eroe in un\u2019icona pop, capace di ottenere gli incassi pi\u00f9 grandi nel fine settimana di apertura che si siano mai visti e ha scalzato dall\u2019immaginario del pubblico quel logo fatto personaggio di nome Batman. A testimoniare l\u2019espansione globale del cinema, il pi\u00f9 grande successo non statunitense \u00e8 <em>Hero<\/em> di <strong>Zhang Yimou<\/strong>, capace di unire estetica, epica, azione e narrazione in un contesto del tutto orientale e al contempo facile da globalizzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono anche film che vanno molto peggio di quanto ci si aspettasse: <em>Star Wars: L&#8217;attacco dei cloni<\/em>, secondo episodio della prima trilogia di tre, ma uscita per seconda, di un ciclo di fantascienza puerile e molto amato, \u00e8 il primo film del ciclo a non essere il campion e di incassi dell\u2019anno. Chiss\u00e0 la delusione per chi era abituato a produzioni sempre vincenti. <em>La morte pu\u00f2 attendere<\/em> \u00e8 un film del ciclo di 007 con quel pupazzettone di <strong>Pierce Brosnan<\/strong> a interpretare un James Bond che non riesce a tenere il passo coi tempi. <em>Il pianeta del tesoro<\/em> \u00e8 il film Disney di cui non si ricorda pi\u00f9 nessuno e che, nel momento della sua uscita, ha prodotto un\u2019indifferenza cos\u00ec fragorosa che non si \u00e8 girato nessuno.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"812\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Lilo-Stitch.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25678\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Lilo-Stitch.jpg 812w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Lilo-Stitch-238x300.jpg 238w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Lilo-Stitch-768x969.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 812px) 100vw, 812px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>A compensare l\u2019insuccesso Disney, <em>Lilo &amp; Stitch<\/em> emerge come l\u2019ultimo baluardo dell\u2019animazione 2D: un film minore uscito lontano dall\u2019alta stagione natalizia che, pur segnando la fine di un\u2019era (\u00e8 pure morto Chuck Jones), ci mostra in tutto il suo fulgore il genio di <strong>Chris Sanders<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Inaspettatamente e pare solo a un gigantesco passaparola, il pubblico si lascia conquistare anche da <em>Il mio grosso grasso matrimonio greco<\/em>, scritto e interpretato da <strong>Nia Vardalos<\/strong> e diretto da <strong>Joel Zwick<\/strong>, che regala una ventata di freschezza e ironia, ribaltando le aspettative di un mercato dominato da grandi produzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il 2002 non \u00e8 stato solo il regno dei franchise e delle commedie leggere. \u00c8 anche l\u2019anno in cui il cinema riscrive i generi perch\u00e9 il crollo di quelle due torri ci si \u00e8 iscritto nell\u2019immaginario: <em>The Bourne Identity<\/em>, tratto da <strong>Robert Ludlum<\/strong> e diretto da <strong>Doug Liman<\/strong>, riscrive lo spy movie, sostituendo l\u2019iconico agente segreto con una figura pi\u00f9 realistica e paranoica, mentre <em>Minority Report<\/em> di Steven Spielberg dipinge un futuro in cui la sicurezza diventa sinonimo di sorveglianza onnipresente. A completare questo quadro, <em>Bowling for Columbine<\/em> di <strong>Michael Moore<\/strong> indaga sulla violenza di Stato e sulla cultura delle armi negli USA, presentandosi come documentario e rimarcando l\u2019assenza della finzione filmica.<\/p>\n\n\n\n<p>Se fossi un pessimista che racconta un mondo che precipita, a questo punto la chiusura sarebbe facile. Mi riaggancerei a <em>Silent Running,<\/em> con cui ho iniziato, e ti direi di come il tentativo di riscrivere il passato e di reinterpretare il presente sia paragonabile alla disperazione di chi manda nello spazio delle serre geodetiche per salvare un mondo naturale perduto.<br>Invece, lo so bene. Me lo ha spiegato <strong>Philip K. Dick<\/strong>, ricordi? Non c\u2019\u00e8 una traiettoria storica. L\u2019evoluzione dei saperi e delle vite umane \u00e8 un costrutto. La realt\u00e0 \u00e8 un simulacro. \u00c8 proprio l\u2019abito di dio e quello sciagurato imbevuto di solipsismo \u00e8 indifferente a continuit\u00e0, coerenza, piccolezze umane e sicurezza: si veste come gli va. E ogni volta ridefinisce il mondo in cui viviamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parafrasi del tempo Douglas Trumbull ha solo ventitr\u00e9 anni quando, mostrando un\u2019intraprendenza smisurata, decide che la malsana idea di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":25679,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6391],"tags":[5030,6467,6465,6462,6483,6476,6477,6481,6486,2918,6181,5001,3071,2595,3706,6489,6460,6480,2835,6478,976,6471,6472,6473,6466,4976,3231,6491,6485,6463,1281,2563,6482,6468,6484,1656,6487,6469,522,6490,6464,6494,6492,2553,6479,6474,768,6488,6461,4000,628,517,2636,1739,4546,6470,3011,6397,6475,6493],"coauthors":[5922],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Duemiladue: L\u2019anno dopo - (Quasi)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2025\/03\/23\/duemiladue-lanno-dopo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Duemiladue: L\u2019anno dopo - (Quasi)\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La parafrasi del tempo Douglas Trumbull ha solo ventitr\u00e9 anni quando, mostrando un\u2019intraprendenza smisurata, decide che la malsana idea di...\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2025\/03\/23\/duemiladue-lanno-dopo\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"(Quasi)\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/quasifumetti\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2025-03-23T07:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-02-25T17:30:58+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Parafrasi-2.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1202\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"393\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Paolo Interdonato\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Paolo Interdonato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"39 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2025\/03\/23\/duemiladue-lanno-dopo\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2025\/03\/23\/duemiladue-lanno-dopo\/\"},\"author\":{\"name\":\"Paolo Interdonato\",\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/#\/schema\/person\/0fd4bf5bcc2ad9ca767fc0f1377d226b\"},\"headline\":\"Duemiladue: L\u2019anno dopo\",\"datePublished\":\"2025-03-23T07:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2025-02-25T17:30:58+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2025\/03\/23\/duemiladue-lanno-dopo\/\"},\"wordCount\":6570,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2025\/03\/23\/duemiladue-lanno-dopo\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Parafrasi-2.png\",\"keywords\":[\"99 Posse\",\"\u00c1lvaro Uribe\",\"Andr\u00e9s Pastrana\",\"Ani Di Franco\",\"Anna Politkovskaja\",\"Asian Dub Foundation\",\"Audioslave\",\"Avril Lavigne\",\"Banana Yoshimoto\",\"Britney Spears\",\"Chris Sanders\",\"Chuck Jones\",\"Daniele Luttazzi\",\"Daniele Silvestri\",\"Dave McKean\",\"Doug Liman\",\"Douglas Trumbull\",\"Eminem\",\"Enzo Biagi\",\"Fugazi\",\"George W. 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