{"id":26016,"date":"2025-04-20T08:00:00","date_gmt":"2025-04-20T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=26016"},"modified":"2026-01-09T12:32:27","modified_gmt":"2026-01-09T11:32:27","slug":"millenovecentoquarantacinque-morti-per-niente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2025\/04\/20\/millenovecentoquarantacinque-morti-per-niente\/","title":{"rendered":"Millenovecentoquarantacinque: Morti per niente"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La parafrasi del tempo<\/h2>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abNella narrativa di consumo c\u2019\u00e8 qualcosa che, dal punto di vista artistico \u00e8 ammirevole ma raro come i denti di una gallina: lo scrittore che pu\u00f2 costruire trame con un&#8217;inventiva forsennata e, al contempo, creare personaggi che suscitano l\u2019interesse del lettore. Detta diversamente, lo scrittore capace di trasformare la narrativa di consumo in un manufatto prezioso che costringe il lettore a non smettere di voltare pagina e, allo stesso tempo, rappresenta un lavoro notevole dal punto di vista letterario.<br><strong>Erle Stanley Gardner<\/strong> sapeva scrivere trame intricate e perfette, ma i suoi personaggi erano di cartapesta. <strong>John D. MacDonald<\/strong> poteva mettere in pagina gente reale ma scriveva trame a dir poco casuali. <strong>Ira Levin<\/strong> \u00e8 l\u2019orologiaio svizzero del racconto di suspense e fa sembrare il lavoro di tutti noi altri orologi da bancarella. \u00c8 anche vero che scrive un romanzo ogni sette anni, ma sono tutti libri perfetti. Come un orologio svizzero, ogni romanzo \u00e8 realizzato con precisione, con un\u2019incredibile attenzione ai dettagli e con una trama infallibile che lascia la storia scorrere con un perfetto ticchettio fino in fondo.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>In <em>Danse Macabre<\/em>, <strong>Stephen King<\/strong>, da sempre affascinato dagli scrittori prolifici, spende parole belle e inattese per un romanziere lentissimo. Certo, rimarca la scarsa produttivit\u00e0 di quel pelandrone di Ira Levin, ma gliela perdona in virt\u00f9 della sublime perfezione dei suoi romanzi. Bench\u00e9 abbia scritto il suo primo libro appena ventiduenne, Levin ha distribuito nei suoi quasi ottant\u2019anni di vita una produzione letteraria composta da una decina di testi teatrali, un paio di racconti e appena sette romanzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1976, quarantasettenne e a trentun anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, pubblica <em>I ragazzi venuti dal Brasile<\/em>, il suo quinto romanzo a orologeria.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/i-ragazzi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26017\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/i-ragazzi.jpg 600w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/i-ragazzi-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Yakov Liebermann, un cacciatore di nazisti, riceve una telefonata da un giovane in Brasile che sostiene di aver registrato un incontro segreto di <strong>Josef Mengele<\/strong>, il medico nazista che le sue vittime chiamavano \u201cl\u2019angelo della morte\u201d. Il ragazzo rivela che Mengele ha attivato l\u2019ODESSA, la rete clandestina degli ex gerarchi nazisti fuggitivi, per un&#8217;operazione segreta: l\u2019eliminazione di novantaquattro uomini in Europa e Nord America, tutti sessantacinquenni e tutti funzionari pubblici. Prima di poter dire di pi\u00f9, il giovane viene ucciso.<br>Liebermann, bench\u00e9 scettico, inizia a indagare e scopre che gli omicidi stanno avvenendo davvero. Quasi per caso, nota che i figli di due delle vittime sono identici. Approfondendo le ricerche, arriva alla verit\u00e0: ogni uomo assassinato ha un figlio di tredici anni, clonato da <strong>Adolf Hitler<\/strong> e affidato, grazie alla complicit\u00e0 di un\u2019agenzia di adozioni compiacente, a famiglie con condizioni di vita simili a quelle dell\u2019infanzia del f\u00fchrer. L&#8217;obiettivo di Mengele \u00e8 ricreare Hitler, facendogli rivivere le stesse esperienze affinch\u00e9 possa dare vita a un nuovo Reich. Un po\u2019 come il Pierre Menard borgesiano perch\u00e9 scriva il <em>Chisciotte.<\/em><br>Le indagini di Liebermann costringono l\u2019ODESSA a interrompere l\u2019operazione, ma Mengele, ritenendola troppo importante, decide di portarla avanti da solo. Liebermann riesce a individuare la vittima successiva, Henry Wheelock, e si precipita a casa sua. Arriva troppo tardi: Mengele lo ha gi\u00e0 ucciso. Tra i due scoppia uno scontro, durante il quale Liebermann rimane ferito. Mengele cerca di convincere Bobby, il figlio adottivo di Wheelock, uno dei cloni di Hitler, a seguirlo e a realizzare il destino per cui \u00e8 stato creato. Ma il ragazzo, trovandolo folle, ordina ai cani di famiglia di sbranarlo.<br>Il piano di Mengele viene fermato, ma diciotto cloni hanno gi\u00e0 perso i loro padri e vissuto il trauma d\u2019infanzia hitleriano. Liebermann decide di distruggere la lista con i nomi dei ragazzi, rifiutandosi di condannarli a morte per crimini che potrebbero non commettere.<\/p>\n\n\n\n<p>Una macchina narrativa perfetta che si chiude con un presagio: uno dei cloni, un aspirante artista, disegna figure che sembrano evocare le marce e la mobilitazione di massa del Terzo Reich. Come se la grande narrazione del Nazismo non fosse finita nel 1945.<\/p>\n\n\n\n<p>Un fumettista giapponese sembra rispondere a Levin. \u00c8 probabile che <strong>Tsutomu Takahashi<\/strong> conosca bene il romanzo <em>I ragazzi venuti dal Brasile <\/em>(e il film diretto da <strong>Franklin J. Schaffner<\/strong>, con <strong>Laurence Olivier<\/strong> nei panni di Lieberman e <strong>Gregory Peck<\/strong> in quelli di Mengele). Tra il 2017 e il 2020, ha pubblicato il manga <em>Neun<\/em>, che, a oltre quarant\u2019anni di distanza, si aggira nel medesimo sistema di incubi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"705\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/neun-705x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26018\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/neun-705x1024.jpg 705w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/neun-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/neun-768x1116.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/neun.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 705px) 100vw, 705px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il Terzo Reich ha avviato un progetto segreto per creare tredici cloni di Adolf Hitler. Tredici bambini geneticamente modificati destinati a diventare la nuova generazione di leader per perpetuare il regime nazista. Ognuno di questi bambini, chiamati con un numero sequenziale in tedesco, viene nascosto in un villaggio, accompagnato da un supersoldato, chiamato <em>wand <\/em>(muro), che ha lo scopo di proteggerlo a ogni costo.<br>Il protagonista \u00e8 Neun (&#8220;9&#8221;), un bambino che vive in un villaggio isolato della Germania, cresciuto sotto la protezione del suo wand, Theo Becker, un ufficiale delle SS che ha sviluppato un affetto paterno nei suoi confronti.<br>Nel 1941, qualcosa va storto (lo scopriremo dopo, uno dei tredici cloni, Zehn, \u201c10\u201d, ha preso il potere) e il Reich ordina lo sterminio dei ragazzini. Becker salva la vita al suo protetto facendo una carneficina e ammazzando decine di nazisti dell\u2019Ordine Nero. Da l\u00ec in avanti la vicenda \u00e8 un crescendo di violenza e di confronti con le scelte, con l\u2019eredit\u00e0 del sangue e con il destino. Colpo di scena: il fumetto non chiude nulla, finisce in maniera cos\u00ec sospesa da rendere possibile qualsiasi interpretazione. Lo scenario pi\u00f9 assurdo che possiamo configurarci \u00e8 che quella grande narrazione sia precipitata in una distesa di rivoli \u2013 che non hanno nulla di ucronico \u2013 che hanno condotto il nazismo fino ai giorni nostri. <em>Neun<\/em> ci dice che il nazismo non \u00e8 morto, ma si \u00e8 frantumato in mille pezzi, come un bicchiere. E come un bicchiere, i suoi frantumi feriscono ancora chi li calpesta.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario di Ira Levin, <strong>Theodor W. Adorno<\/strong>, nei suoi sessantasei anni di vita, ha scritto e pubblicato moltissimo. Della sua ragguardevole produzione ricordo solo un aforisma del 1949: ritornato a Francoforte dopo essersi rifugiato, negli anni del Nazismo, prima a Oxford e poi negli Stati Uniti, appunta: \u00abScrivere una poesia dopo Auschwitz \u00e8 un atto di barbarie\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Adorno era un musicologo e un pianista dilettante. Compose, scrisse di musica e suon\u00f2 fino alla fine dei suoi giorni, dedicando alla barbarie molto del suo tempo e rischiando di creare confusione. Avremmo dovuto aspettare il 1979 e <em>La condizione postmoderna <\/em>di <strong>Jean-Fran\u00e7ois Lyotard<\/strong> per capire meglio le implicazioni di quella frase lapidaria.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"659\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/lyo-659x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26019\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/lyo-659x1024.jpg 659w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/lyo-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/lyo-768x1193.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/lyo.jpg 966w\" sizes=\"(max-width: 659px) 100vw, 659px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel suo saggio, Lyotard annuncia la fine delle grandi narrazioni che hanno strutturato la modernit\u00e0, innervandola di certezze positiviste e inoculando fiducia nell\u2019ineludibilit\u00e0 dell\u2019evoluzione del pensiero, della scienza e della societ\u00e0. Le narrazioni dell\u2019emancipazione del soggetto razionale e della storia universale dello Spirito, a detta di Lyotard, sono finite: la conoscenza non pu\u00f2 pi\u00f9 fondarsi su un\u2019autorit\u00e0 unica e unificatrice. Il sapere si frammenta in una molteplicit\u00e0 di linguaggi e pratiche, senza un centro attorno al quale orbitare. Siamo immersi nel postmoderno, in un\u2019epoca in cui la conoscenza non si legittima pi\u00f9 attraverso grandi narrazioni, ma si disperde in una costellazione di microracconti e giochi di linguaggio eterogenei che scombinano la parafrasi del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Adorno dice che dopo Auschwitz non si pu\u00f2 pi\u00f9 scrivere poesia. Lyotard dice che le grandi narrazioni sono morte. Ma la poesia sopravvive e il nazismo e il fascismo non sono grandi narrazioni, sono virus capaci di adattamento: non vogliono uccidere il loro ospite, lo vogliono modificare per renderlo idoneo alle loro esigenze. I virus sanno riscriversi e sanno infettare nuovi corpi, nuove storie e, purtroppo, anche nuove poesie.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Lo stato delle cose: un po\u2019 di luoghi, un po\u2019 di numeri<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"362\" height=\"312\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1945.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26021\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1945.jpg 362w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1945-300x259.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 362px) 100vw, 362px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>All\u2019inizio del 1945, sul pianeta si muovono circa 2,3 miliardi di umani. Un numero di viventi in diminuzione rispetto all\u2019anno precedente. Le stime che abbiamo ci dicono che nel Ventesimo secolo \u00e8 successo solo due volte che gli umani che calpestano la superficie del globo diminuissero: tra il 1915 e il 1918, per effetto della Prima guerra mondiale (e, in parte, dell\u2019influenza spagnola), e tra il 1940 e il 1945. Gi\u00e0, le guerre uccidono.<br>Fino all\u2019inizio del 1945, si stima che la guerra abbia causato tra i 50 e i 55 milioni di vittime, 30 milioni delle quali civili. Entro la fine del conflitto, quella cifra salir\u00e0 a un numero che oscilla tra i 60 e i 70 milioni. Stiamo parlando del 3% della popolazione mondiale. Per intenderci, la Grande Guerra (aiutata da una pandemia) ha ucciso meno dell\u20191% degli umani presenti sul pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio dell\u2019anno, la guerra \u00e8 ancora in corso su diversi fronti cruciali. In Europa, gli alleati, dopo essere sbarcati in Normandia, nel giugno 1944, e aver liberato Parigi, in agosto, avanzano in Germania, fronteggiando i tedeschi sulle Ardenne. Siamo a un punto di svolta: gli alleati si preparano ad attraversare il Reno.<br>Da est, l\u2019Armata Rossa sovietica ha sfondato le difese tedesche e avanza verso Berlino. Il 12 gennaio, inizia l&#8217;offensiva Vistola-Oder, che porta i sovietici a meno di cento chilometri da Berlino in poche settimane.<br>In Italia, gli alleati percorrono la Linea Gotica, l&#8217;ultima grande linea difensiva tedesca nella penisola, mentre la resistenza partigiana intensifica le operazioni contro i nazifascisti.<br>Sempre all\u2019inizio dell\u2019anno, gli Stati Uniti sono in piena offensiva contro il Giappone. A gennaio le Filippine sono territorio di contesa, con la battaglia di Luzon. Il Giappone, seppure in ritirata, resiste con accanimento, usando gli aerei come missili in missioni suicide che ci piaceva chiamare kamikaze.<br>In Birmania, le forze britanniche e cinesi combattono contro i giapponesi. In Cina, il fronte tra giapponesi e cinesi \u00e8 ancora attivo, anche se il Giappone perde terreno.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio del 1945, i cattivi \u2013 la Germania, il Giappone e l\u2019Italia \u2013 sono in evidente difficolt\u00e0, ma la guerra \u00e8 tutt&#8217;altro che finita. Ci aspettano altri 10 o 15 milioni di morti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non dovevamo fermarci<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1015\" height=\"570\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/NDF.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-26022\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/NDF.webp 1015w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/NDF-300x168.webp 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/NDF-768x431.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 1015px) 100vw, 1015px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La liberazione dell&#8217;Italia \u00e8 un processo lungo che vede i fascisti e i nazisti attaccati da due forze diverse: da un lato, l\u2019esercito degli alleati e, dall\u2019altro, i partigiani.<br>Mentre gli aerei bombardavano Milano e Napoli, nell\u2019agosto del 1943, l\u2019esercito anglo americano era gi\u00e0 sbarcato in Sicilia (tra il 9 e il 10 luglio). Il 25 luglio, il Gran Consiglio del Fascismo aveva sfiduciato <strong>Benito Mussolini<\/strong> e il re <strong>Vittorio Emanuele III<\/strong> lo aveva fatto arrestare e aveva nominato <strong>Pietro Badoglio<\/strong> capo del governo.<br>Il 3 settembre l&#8217;Italia aveva firmato l&#8217;armistizio con gli Alleati, facendo incupire i tedeschi: la Germania aveva reagito occupando il centro-nord Italia e instaurando la Repubblica Sociale Italiana (RSI). A capo ci aveva piazzato Mussolini, liberato dal carcere il 12 settembre.<br>Intanto il Regno del Sud, sotto il controllo alleato, si era stabilito a Brindisi con il governo Badoglio.<br>Gli alleati avanzavano lentamente, ostacolati dalla resistenza tedesca: Napoli era sta liberata il 1\u00ba ottobre 1943; per Roma si deve aspettare il 4 giugno 1944.<br>Dopo la liberazione di Roma, Badoglio d\u00e0 le dimissioni e viene insediato un governo di unit\u00e0 nazionale guidato da Ivanoe Bonomi, di cui non si ricorda proprio nessuno.<br>La Resistenza partigiana, nel frattempo, prosegue con azioni di guerriglia e sabotaggi. Ai nazisti e ai fascisti la cosa d\u00e0 parecchio fastidio: la repressione della Resistenza \u00e8 brutale. Hai presente cosa \u00e8 successo a Marzabotto? E a Sant\u2019Anna di Stazzema? Chi si sarebbe mai aspettato che postnazisti con le svastiche di peluche, alte cariche governative e personaggi con baffi e diastema avrebbero riraccontato a muzzo quella storia, la nostra storia, sui loro canali social, facendola diventare la loro? Ma ormai lo abbiamo capito: la verit\u00e0 non esiste e la realt\u00e0 \u00e8 l\u2019abito di un dio che si cambia quando vuole senza alcun vincolo di coerenza.<br>Il 9 aprile, gli Alleati lanciano l\u2019offensiva finale sulla Linea Gotica. Il 21 aprile Bologna \u00e8 liberata. Il 25 aprile il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclama l&#8217;insurrezione generale (\u00abAldo dice 26 x 1\u00bb): Milano, Torino e Genova insorgono e vengono liberate dai partigiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 28 aprile Mussolini viene catturato e ucciso a Giulino di Mezzegra. Poi viene esposto in Piazza Loreto a Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia \u00e8 libera, ma segnata da anni di guerra, occupazione e lotta fratricida. Quella lotta prosegue per un po\u2019, anche dopo la Liberazione, ma poi si spegne. Anche in nome di una pacificazione nazionale che alla fine si \u00e8 tradotta in una resa. <strong>Giorgio Canali<\/strong> ci d\u00e0 una versione dei fatti diversa, quasi ucronica, in quel gioiello (inedito, dannazione!) intitolato <em>Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abFischiava il vento \/ nella canna del fucile, \/ rossa primavera \/ alla fine di aprile. \/\/ Poi venne maggio, \/ l&#8217;ordine di disarmarci. \/ Caro Valerio, \/ non dovevamo fermarci. \/\/ Non dovevamo fermarci, \/ si doveva continuare, \/ si fa con lo schioppo \/ l&#8217;unit\u00e0 nazionale! \/\/ Mandando ogni uomo \/ vestito di nero \/ prete, fascista o sbirro del re \/ al cimitero \/\/ E invece sono ancora tutti l\u00e0 \/ con i sorrisi smaglianti, \/ sono l\u00e0 i figli e i nipoti \/ vincenti e arroganti.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Giorgio Canali &amp; Rossofuoco - Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio - 27\/08\/2011\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7e45BMD7fyk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Altri dittatori<\/h2>\n\n\n\n<p>Diciamocelo, il Ventennio \u00e8 stato una merda, ma, come nemici, gli italiani erano abbastanza risibili. Nell\u2019ultima mezz\u2019ora di film girata da <strong>Bruce Lee <\/strong>nel 1972, quella nota come <em>Game of Death<\/em>, c\u2019\u00e8 una splendida intuizione che avrebbe influenzato tutto l\u2019immaginario successivo. Per ottenere la vittoria bisogna scontrarsi con nemici sempre pi\u00f9 potenti, risalendo, con la tutina gialla e aderente, la pagoda. Quello lasciato al primo piano \u00e8 poco pi\u00f9 che riscaldamento. Ed effettivamente, anche dal punto di vista dell\u2019immagine, quegli italiani erano ridicoli, comandati da un brutto romagnolo, in pose sempre esasperate, con troppa mascella e il cranio liscio e tondo come un melone. Una macchietta inguardabile che solo gente con poco gusto \u2013 compresi scrittori e serializzatori televisivi nazional popolari \u2013 pu\u00f2 continuare a mitizzare.<br>Non che <strong>Adolf Hitler<\/strong> fosse un granch\u00e9, ma almeno si era tagliato i baffi come <strong>Charlie Chaplin<\/strong>. Cosa di cui avrebbe, nel tempo, avuto modo di pentirsi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"614\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Chaplin-1024x614.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26023\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Chaplin-1024x614.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Chaplin-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Chaplin-768x461.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Chaplin.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il 12 gennaio l\u2019Unione Sovietica lancia l\u2019offensiva Vistola-Oder, avanzando rapidamente dalla Polonia fino alle porte di Berlino. A met\u00e0 aprile inizia la battaglia di Berlino, con i sovietici che accerchiano la capitale tedesca.<br>Dopo la vittoria nelle Ardenne, avvenuta in gennaio, gli anglo-americani attraversano il Reno il 7 marzo. A fine marzo conquistano Colonia, Francoforte e altre citt\u00e0. Il 4 aprile liberano il campo di concentramento di Buchenwald e mostrano al mondo gli orrori del regime nazista.<br>Il 20 aprile i sovietici iniziano l\u2019assalto finale a Berlino. Il 25 aprile avviene l\u2019incontro tra le truppe sovietiche e americane a Torgau, sul fiume Elba.<br>Il 30 aprile, dopo aver sposato <strong>Eva Braun<\/strong> e nominato <strong>Karl<\/strong> <strong>D\u00f6nitz<\/strong> suo successore, Hitler si suicida nel suo bunker.<br>Il 2 maggio Berlino si arrende ai sovietici. Il 7 maggio il generale <strong>Alfred Jodl<\/strong> firma la resa incondizionata della Germania a Reims, presso il quartier generale alleato. Il giorno dopo, la resa viene ratificata a Berlino di fronte all\u2019Unione Sovietica: la guerra in Europa \u00e8 finita, ma il conflitto continua altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nemico pi\u00f9 facile da identificare come tale \u00e8 culturalmente diversissimo dagli alleati. Invece di concentrarsi sulle tradizioni, sull\u2019arte e sulla filosofia, con il consueto approccio stronzo degli umani, ci si concentra su differenze fisiche risibili che consentono di rimarcarne l\u2019alienit\u00e0. E i giapponesi, nell\u2019immaginario di guerra che si trasciner\u00e0 negli anni a venire, diventano, con pochissime preoccupazioni linguistiche, i \u201cmusi gialli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Pacifico, la guerra contro il Giappone prosegue a lungo e si conclude con un evento militare epocale, reiterato a dimostrazione che la guerra ha pi\u00f9 a che fare con la vendetta che con la giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la vittoria alle Midway, nel 1942, e la sanguinosa campagna di Guadalcanal, tra il 1942 e il 1943, gli Stati Uniti adottano la strategia \u201cisland hopping\u201d e conquistano isole strategiche per avvicinarsi al Giappone.<br>La battaglia del golfo di Leyte, nell\u2019ottobre 1944, \u00e8 la pi\u00f9 grande battaglia navale della storia: la Marina giapponese viene praticamente annientata e gli statunitensi riconquistano le Filippine.<br>Tra febbraio e marzo 1945, i marines combattono per oltre un mese per conquistare Iwo Jima.<br>L\u2019ultima grande battaglia della guerra nel Pacifico \u00e8 quella di Okinawa, tra aprile e giugno. I giapponesi usano tattiche kamikaze e resistenza disperata. Gli americani vincono, ma con oltre 200.000 morti tra soldati e civili. E, in primavera, inizia il bombardamento del Giappone: si levano i B-29 Superfortress,<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"796\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1389px-Raising_the_Flag_on_Iwo_Jima_by_Joe_Rosenthal_retouched_2-1024x796.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26024\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1389px-Raising_the_Flag_on_Iwo_Jima_by_Joe_Rosenthal_retouched_2-1024x796.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1389px-Raising_the_Flag_on_Iwo_Jima_by_Joe_Rosenthal_retouched_2-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1389px-Raising_the_Flag_on_Iwo_Jima_by_Joe_Rosenthal_retouched_2-768x597.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1389px-Raising_the_Flag_on_Iwo_Jima_by_Joe_Rosenthal_retouched_2.jpg 1389w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Tra il 9 e il 10 marzo, Tokyo, una citt\u00e0 in legno, viene distrutta da un bombardamento incendiario: le vittime civili sono 100.000.<br>Poi \u00e8 la volta di Nagoya, Osaka, Kobe, Yokohama, Fukuoka, Kawasaki, Sendai, Shizuoka, Hamamatsu, Okayama, Kagoshima, Sasebo, Mito, Takamatsu, Hachioji, Niigata\u2026<br>E non finisce qui.<br>Il 6 agosto 1945, viene sganciata \u201cLittle Boy\u201d, la prima bomba atomica, su Hiroshima: 80.000 persone muoiono all\u2019istante e oltre 140.000 entro la fine dell&#8217;anno. Tre giorni dopo, \u00e8 la volta di \u201cFat Man\u201d, la seconda bomba atomica su Nagasaki: 40.000 morti immediati e oltre 70.000 entro la fine dell&#8217;anno.<br>In totale, i bombardamenti convenzionali e atomici uccidono tra 500.000 e 1.000.000 di civili giapponesi e lasciano oltre 8 milioni di sfollati.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra un\u2019esplosione atomica e l\u2019altra, l\u20198 agosto l\u2019Unione Sovietica dichiara guerra al Giappone e invade la Manciuria. Una settimana dopo, il 15, l\u2019Imperatore <strong>Hirohito<\/strong> annuncia la resa e il 2 settembre il Giappone firma la resa a bordo della corazzata statunitense USS Missouri.<\/p>\n\n\n\n<p>La Seconda guerra mondiale \u00e8 finita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il taglio della torta: tra occupazione e corsa alla conquista<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 facile trovare i cattivi della storia se questi sono degli osceni criminali che indossano camicie brune o nere. La ricerca dei buoni \u00e8 pi\u00f9 complessa: richiede un atto di fede infinita.<br>La guerra non si \u00e8 ancora conclusa e gi\u00e0 gli alleati si muovono per ridisegnare i confini del mondo.<br>La pace del 1945 segna l&#8217;inizio di un dopoguerra che forse non c\u2019\u00e8 mai stato. Il conflitto prosegue senza soluzione di continuit\u00e0 e, almeno nella sua fase iniziale, non si combatte pi\u00f9 con le armi, ma con la diplomazia, l\u2019occupazione militare e il controllo ideologico dei territori. Gli Stati Uniti e l\u2019Unione Sovietica, formalmente alleati nella lotta contro l\u2019Asse, si guardano con sospetto, brandendo le lame da torta pi\u00f9 affilate. Pronti a dividersi il pianeta in due met\u00e0 da contrapporre.<br>Gi\u00e0 in febbraio, <strong>Franklin Delano Roosevelt<\/strong>, <strong>Iosif Stalin <\/strong>e <strong>Winston Churchill <\/strong>si incontrano a Yalta per delineare il futuro dell\u2019Europa. L\u2019accordo ufficiale parla di democrazia e autodeterminazione, ma nella realt\u00e0 ciascuna potenza punta a consolidare la propria influenza. La Germania viene divisa in quattro zone di occupazione (statunitense, sovietica, britannica e francese), cos\u00ec come Berlino, ma pare proprio che nessuno si illuda che la convivenza sar\u00e0 pacifica.<br>A luglio, la conferenza di Potsdam conferma le divisioni. Nel frattempo, Roosevelt \u00e8 morto e il suo posto \u00e8 stato preso da <strong>Harry S. Truman<\/strong> e Churchill \u00e8 stato sostituito da <strong>Clement Attlee<\/strong>: Stalin ha gioco facile a imporre la sua linea con i novellini. L\u2019Unione Sovietica si assicura il controllo dell\u2019Europa orientale, giustificandolo come misura di sicurezza per evitare future invasioni dalla Germania. Gli Stati Uniti, dal canto loro, prendono tempo e mostrano i muscoli: il 16 luglio, mentre la conferenza \u00e8 in corso, testano con successo la bomba atomica nel deserto del New Mexico. Truman non ne parla direttamente a Stalin, ma questi ha gi\u00e0 le sue spie a Los Alamos e sa benissimo cosa sta succedendo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/truman-stalin-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26027\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/truman-stalin-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/truman-stalin-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/truman-stalin-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/truman-stalin.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo il 2 maggio, americani e sovietici iniziano una partita a scacchi sulle macerie per il controllo del continente europeo. L\u2019Armata Rossa, che ha liberato gran parte dell\u2019Europa orientale dal nazismo, non ha alcuna intenzione di andarsene. In Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Romania e Bulgaria, i governi locali vengono progressivamente epurati dagli elementi non comunisti, spesso con la complicit\u00e0 della polizia segreta sovietica. Le elezioni promesse a Yalta diventano una farsa, con risultati gi\u00e0 scritti a Mosca. La Jugoslavia di Tito segue una strada autonoma, ma comunque nell\u2019orbita socialista.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, in Europa occidentale, gli americani fanno la loro parte per stabilizzare governi amici e contrastare la penetrazione comunista. La Francia di <strong>De Gaulle<\/strong> e l\u2019Italia, dove il PCI \u00e8 forte ma non abbastanza da prendere il potere, sono sotto stretta osservazione. Berlino, il cuore diviso del vecchio Reich, diventa il punto di frizione per eccellenza: una citt\u00e0 in macerie, controllata da eserciti con visioni inconciliabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Se in Europa il controllo del territorio \u00e8 una questione di sfere d\u2019influenza, in Asia gli Stati Uniti adottano un modello pi\u00f9 diretto. Dopo la resa del Giappone, il 2 settembre, il paese diventa un protettorato americano. Il generale <strong>Douglas MacArthur<\/strong> gestisce la ricostruzione politica ed economica. Il regime imperiale viene smantellato, ma l\u2019imperatore Hirohito viene risparmiato e trasformato in una figura simbolica, utile per garantire la stabilit\u00e0. Gli americani impongono una nuova costituzione, abolendo l\u2019imperialismo e trasformando il Giappone in una democrazia parlamentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Altrove, la spartizione \u00e8 pi\u00f9 brutale. La Corea, liberata dall\u2019occupazione giapponese, viene divisa lungo il 38\u00b0 parallelo: a nord, l\u2019Armata Rossa installa un regime comunista sotto <strong>Kim Il-sung<\/strong>; a sud, gli americani sostengono <strong>Syngman Rhee<\/strong>. Nessuno lo sa ancora, ma questa linea arbitraria sulla mappa getter\u00e0 le basi per una delle guerre pi\u00f9 sanguinose della seconda met\u00e0 del secolo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"575\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Kim-Il-Sung-1024x575.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26028\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Kim-Il-Sung-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Kim-Il-Sung-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Kim-Il-Sung-768x431.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Kim-Il-Sung.jpg 1140w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Alla fine del 1945, il mondo \u00e8 finalmente in pace. Ma i vincitori non lo sono tra di loro: un confronto ideologico destinato a ridefinire l\u2019ordine globale. L\u2019Europa \u00e8 spaccata in due, l\u2019Asia \u00e8 un mosaico di territori in fermento. E tutti sanno che esiste la bomba atomica, un\u2019arma micidiale, e pu\u00f2 essere usata. Anche per ragioni difficili da capire.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La costruzione di un simulacro di pianeta<\/h2>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, la bomba atomica. In questo teatrino militare da settanta milioni di morti c\u2019\u00e8 una domanda semplice alla quale troviamo solo risposte agghiaccianti. La guerra era vinta, che senso ha avuto la seconda bomba atomica?<br>Abbiamo risposte diverse e tutte molto insensate: innanzi tutto, bisognava imporre al Giappone la resa immediata; poi, bisognava dare un segnale ai sovietici, che avevano dichiarato guerra al Giappone il giorno prima e stavano invadendo la Manciuria; infine, ma temo soprattutto, bisognava giustificare l\u2019enorme investimento del progetto Manhattan.<br>E dove lo trovi un laboratorio cos\u00ec efficace per sperimentare la testata al plutonio (\u201cFat Man\u201d), dopo aver testato quella all\u2019uranio (\u201cLittle Boy\u201d)?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"1147\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/960px-Nagasakibomb.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26026\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/960px-Nagasakibomb.jpg 960w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/960px-Nagasakibomb-251x300.jpg 251w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/960px-Nagasakibomb-857x1024.jpg 857w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/960px-Nagasakibomb-768x918.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Una pace ottenuta con il terrore, con i muscoli e con una spregiudicatezza criminale, per interrompere una guerra fatta di epurazione e genocidi, rende difficile capire dove sia il bene. Cosa sia giusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 1945 \u00e8 l&#8217;anno in cui la giustizia si misura con il passato e con il peso insostenibile dello sterminio e delle devastazioni. Mentre i vincitori processano i vinti, si aprono nuove ferite: la decolonizzazione, la ricostruzione economica e, soprattutto, lo sterminio degli ebrei pongono problemi che non si risolvono con un trattato di resa.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra ha logorato le potenze coloniali europee. Francia, Gran Bretagna e Olanda, uscite stremate dal conflitto, faticano a mantenere il controllo sui loro territori. Il 1945 segna l\u2019inizio della fine per gli imperi: i movimenti di indipendenza in Vietnam, in Indonesia, in India, in Africa sgretolano l\u2019idea che le colonie siano eterne. Nel giro di due decenni, gran parte del mondo coloniale sar\u00e0 indipendente, ma il prezzo sar\u00e0 spesso la guerra e la repressione violenta.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa \u00e8 in ginocchio. Le citt\u00e0 sono devastate, le industrie distrutte e milioni di persone sono senza casa. Per evitare il collasso economico e contenere l\u2019influenza sovietica, gli Stati Uniti avviano il programma di aiuti per la ricostruzione dell\u2019Europa occidentale che culminer\u00e0, nel 1947, nel Piano Marshall, cementando la dipendenza politica ed economica dei paesi occidentali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un solo grande silenzio<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"791\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1398px-Defendants_in_the_dock_at_the_Nuremberg_Trials-1024x791.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26029\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1398px-Defendants_in_the_dock_at_the_Nuremberg_Trials-1024x791.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1398px-Defendants_in_the_dock_at_the_Nuremberg_Trials-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1398px-Defendants_in_the_dock_at_the_Nuremberg_Trials-768x593.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/1398px-Defendants_in_the_dock_at_the_Nuremberg_Trials.jpg 1398w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nel novembre del 1945 inizia il Processo di Norimberga, un evento senza precedenti: per la prima volta nella storia, i leader di uno stato vengono giudicati da una corte internazionale per crimini contro l\u2019umanit\u00e0. I gerarchi nazisti \u2013 tra cui <strong>Hermann G\u00f6ring<\/strong>, <strong>Rudolf Hess<\/strong>, <strong>Joachim von Ribbentrop<\/strong> e <strong>Albert Speer<\/strong> \u2013 vengono processati per sterminio, aggressione militare e violazioni del diritto di guerra. Alcuni vengono condannati a morte, altri ottengono pene detentive.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la giustizia non \u00e8 uguale per tutti. Se in Germania il processo \u00e8 spettacolare e simbolico, nelle altre nazioni le epurazioni sono caotiche e incomplete. In Francia, in Italia e in Giappone molti collaborazionisti si riciclano rapidamente nelle nuove istituzioni. Alcuni nazisti trovano rifugio in America Latina, spesso con la complicit\u00e0 di governi occidentali. Altri vengono reclutati dagli Stati Uniti e dall\u2019Unione Sovietica per sfruttarne le competenze scientifiche e militari, dando origine a programmi segreti come Operazione Paperclip e Azione Osoaviachim.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orrore dei campi di sterminio scuote il mondo. Le immagini di Auschwitz, Dachau e Treblinka rendono evidente la portata dell\u2019Olocausto, ma la questione ebraica non si chiude con la Liberazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le indagini condotte dopo la conclusione del conflitto ci danno un\u2019informazione agghiacciante: durante la Seconda guerra mondiale, il numero totale di ebrei uccisi \u00e8 di 6 milioni. Questa cifra spaventosa include uomini, donne e bambini assassinati nei campi di sterminio, nelle fucilazioni di massa e in tutte le forme di aberrante persecuzione progettate dai nazisti. Questo significa che circa il 10% dei morti della Seconda guerra mondiale \u00e8 stato ucciso per l\u2019appartenenza a una fede religiosa: un genocidio schifoso, dopo il quale scrivere poesia \u00e8 un atto di barbarie. Ma, come umani, continuiamo a scrivere poesie e continuiamo a praticare il genocidio come forma di selezione ripugnante dell\u2019umanit\u00e0 che desideriamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine del conflitto, centinaia di migliaia di sopravvissuti si trovano senza casa, privati di famiglia e propriet\u00e0. La Palestina, sotto mandato britannico, diventa il principale obiettivo del movimento sionista. Tuttavia, l\u2019immigrazione ebraica si scontra con le restrizioni imposte dal governo britannico e con l\u2019opposizione della popolazione araba locale. Una storia di tensioni, attentati e scontri armati che culmina nella spartizione della Palestina e la nascita dello stato di Israele nel 1948. Ed \u00e8 solo l\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma torniamo al 1945.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Suonargliene quattro<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/TMKF-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26030\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/TMKF-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/TMKF-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/TMKF-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/TMKF-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/TMKF-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/TMKF.jpg 1900w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Pare proprio che l\u2019esercito alleato, che ancora non sapeva cosa succedeva ad Auschwitz, mentre risaliva l\u2019Italia per liberarla dall\u2019occupazione nazifascista, ascoltasse un sacco di musica. Non \u00e8 poesia, ma ha struttura ritmica, ripetizioni, metafore e fa stare meglio: insomma, ci assomiglia parecchio.<br>\u00c8 chiaro, un paese poco industrializzato, con infrastrutture danneggiate, non \u00e8 l\u2019ideale per trovare prese alle quali attaccare radio e grammofoni, ma una chitarra acustica e uno strimpellatore tra le truppe lo si riusciva a trovare.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli Stati Uniti la radio era il mezzo di comunicazione pi\u00f9 diffuso: l\u201980% delle famiglie possedeva un apparecchio. Prima della guerra le radio riservavano il 7% del palinsesto ai notiziari; nelle fasi conclusive \u2013 e pi\u00f9 concitate \u2013 la percentuale di programmazione dedicata alle notizie era salita al 25%. Reportage straordinari che hanno fatto la storia della radio, come quando, nel 1943, <strong>Edward R. Murrow<\/strong> fece la cronaca di un raid notturno su Berlino. In guerra, gli statunitensi si portano l\u2019attitudine all\u2019ascolto della musica. Ascoltano, soprattutto, jazz e swing, ma anche country, blues e rhythm\u2019n\u2019blues.<\/p>\n\n\n\n<p>Il jazz, in particolare, \u00e8 stato bollato dai nazisti come &#8220;arte subumana&#8221;. Forse, proprio per questo, sopravvive nei territori occupati. Anche in Germania, gli &#8220;Swing Kids&#8221; sfidano la Gestapo riunendosi in segreto per ascoltare musica proibita e sintonizzarsi sulle radio alleate. <strong>Jutta Hipp<\/strong>, pianista tedesca nata a Lipsia nel 1925, racconta che il jazz era una specie di religione e una forma di resistenza, al punto che lei e i suoi amici restavano ad ascoltarlo, invece di scendere nei rifugi, durante i bombardamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti musicisti statunitensi registravano \u201cV-Discs\u201d, dischi speciali distribuiti tra i soldati. Le truppe americane, quando ne avevano la possibilit\u00e0, ascoltavano la radio che trasmetteva programmi musicali pensati per mantenere alto il loro morale. In assenza di radio, i soldati americani, durante i periodi di riposo e se le condizioni operative e logistiche lo consentivano, organizzavano momenti di musica dal vivo con chitarre e armoniche.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"620\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Vdisc.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26031\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Vdisc.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Vdisc-300x242.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>In Italia, nel 1933, il regime aveva istituito l&#8217;Ente Radio Rurale, che mirava a introdurre la radiofonia nelle scuole di campagna e a diffondere apparecchi radio per l&#8217;ascolto collettivo tra scolari e lavoratori agricoli. L\u2019obiettivo dell\u2019Ente era duplice: da un lato, il nobile intento di estendere l\u2019alfabetizzazione in regioni dalle forti differenze linguistiche; dall\u2019altro, quello meno nobile di diffondere i valori del regime. C\u2019era chiaramente l\u2019illusione che un sistema centralizzato e capace di colpire un\u2019utenza indistinta, la pi\u00f9 vasta possibile, potesse modificare il modo di pensare in modo armonico e controllato. Nel tempo avremmo scoperto che il modello di divulgazione dal centro \u2013 quello che avremmo imparato a chiamare \u201cbroadcast\u201d \u2013 agevola il fascismo molto meno di quanto fanno le tecniche di marketing e profilazione \u200bche oggi ci piace chiamare \u201cl\u2019algoritmo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1945, il numero di abbonamenti radiofonici registrati in Italia \u00e8 di circa 1.580.000, con ulteriori 44.000 licenze speciali per i locali. Si tratta di circa 150.000 abbonamenti in meno rispetto al 1943. Del resto, c\u2019era una guerra in corso e un bel po\u2019 di case e gran parte dell\u2019infrastruttura (pare il 75% degli impianti radio) erano state distrutte. \u200b<\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi mesi dell\u2019anno, nelle regioni meridionali, liberate dagli Alleati, la presenza delle truppe anglo-americane introduce nuove influenze musicali. Soprattutto il jazz e lo swing, censurati dal regime fascista, si diffondono tra la popolazione locale. Le orchestre militari alleate organizzano concerti pubblici, e le stazioni radio gestite dagli Alleati trasmettono musica americana, offrendo agli italiani un assaggio della cultura musicale occidentale contemporanea.\u200b<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Nord Italia, ancora sotto il controllo nazifascista, la musica \u00e8 una poltiglia di <em>Giovinezza<\/em>, <em>Faccetta nera<\/em> e altra fascisteria di regime. Canzoni patriottiche e inni di regime scandiscono i tempi delle trasmissioni radiofoniche e degli eventi pubblici. Nei circoli clandestini, si diffondono i canti della resistenza, come <em>Fischia il vento<\/em> e<em> Dalle belle citt\u00e0<\/em>. \u200b<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Ribelli.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26032\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Ribelli.jpg 480w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Ribelli-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Dopo il 25 Aprile, la musica diventa un collante culturale in un paese impegnato nella ricostruzione post-bellica.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abDimane?&#8230; Ma vurr\u00eda part\u00ed stasera! \/ Luntano, no&#8230; nun ce resisto cchi\u00f9! \/ Dice che c&#8217;\u00e8 rimasto sulo &#8216;o mare, \/ che \u00e8 &#8216;o stesso &#8216;e primma&#8230; chillu mare blu! \/\/ Munasterio &#8216;e Santa Chiara&#8230; \/ tengo &#8216;o core scuro scuro&#8230; \/ Ma pecch\u00e9, pecch\u00e9 ogne sera, \/ penzo a Napule comm&#8217;era, \/ penzo a Napule comm&#8217;\u00e8?\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Tra malinconia, speranza e desiderio di normalit\u00e0, in un paese devastato dalla guerra<em>, Munasterio &#8216;e Santa Chiara<\/em> segna il ritorno alla musica popolare in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la Liberazione, Alberto Barberis e Michele Galdieri scrivono la canzone a Napoli, citt\u00e0 liberata dagli Alleati nel 1943, ma ancora segnata dai bombardamenti e dalla miseria post-bellica. Il Monastero di Santa Chiara, uno dei simboli della citt\u00e0, \u00e8 stato distrutto dai bombardamenti dei B17 del 4 agosto 1943. Sofferenza individuale e dolore collettivo si mescolano in una riflessione poetica sulla devastazione della guerra e sul desiderio di ricostruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>E Napoli e la sua basilica diventano un simbolo del senso di perdita che tutto il paese sta vivendo. Il lamento di un individuo si unisce alla tragedia di un paese in rovina che cerca di ritrovare s\u00e9 stesso, diventando la prima colonna sonora dell&#8217;Italia post-fascista: una canzone che non celebra la vittoria, ma racconta il lutto e la speranza, e accompagna il paese verso il processo di ricostruzione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Munasterio &#039;E Santa Chiara\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SP5qEC3djgE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una cultura che combatte le sofferenze<\/h2>\n\n\n\n<p>Il 29 settembre, esce il primo numero de \u201cIl Politecnico\u201d, settimanale di cultura contemporanea fondato da <strong>Elio Vittorini<\/strong> e pubblicato da Einaudi. Il giornale nasce con un\u2019intenzione chiara: non limitarsi a raccontare la realt\u00e0 del dopoguerra, ma trasformarla.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"670\" height=\"458\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/politecnico-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16843\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/politecnico-1.jpg 670w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/politecnico-1-300x205.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 670px) 100vw, 670px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nel suo editoriale inaugurale, \u201cUna nuova cultura\u201d, Vittorini lancia un attacco alla cultura tradizionale, incapace di prevenire il disastro della guerra. Il suo obiettivo \u00e8 creare un sapere che non sia solo consolatorio, ma che serva a proteggere l\u2019uomo dalle sofferenze, a combatterle e a eliminarle. Il Politecnico si rivolge a comunisti, cattolici, idealisti e mistici: a chiunque sia disposto a ripensare radicalmente il ruolo della cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impianto visivo, curato da <strong>Albe Steiner<\/strong>, \u00e8 essenziale ma innovativo: parole e immagini convivono in una struttura grafica che non si limita a impaginare i contenuti, ma li rende parte di una narrazione che mescola parole e immagini. L\u2019attenzione alla fotografia e alla grafica \u00e8 una delle cifre distintive del giornale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei suoi primi numeri, \u201cIl Politecnico\u201d propone una miscela di saggi storici, analisi sociali, racconti, romanzi a puntate, sequenze fotografiche e illustrazioni. Il fumetto fa la sua comparsa fin dall\u2019inizio: nella seconda pagina del secondo numero (6 ottobre), <strong>Giuseppe Trevisani<\/strong> firma \u201cIl mondo a quadretti\u201d, forse il primo articolo in Italia a tentare un\u2019analisi dei fumetti, riconoscendone il valore espressivo e narrativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u201cIl Politecnico\u201d \u00e8 soprattutto un luogo di dibattito e conflitto. Il progetto di Vittorini \u00e8 ambizioso: una cultura militante, capace di confrontarsi con il presente senza ridursi a propaganda. Un progetto che entrer\u00e0 presto in attrito con la guida del Partito Comunista Italiano, fino alla chiusura definitiva della rivista nel dicembre 1947. Ma nel 1945, \u201cIl Politecnico\u201d \u00e8 il simbolo di un\u2019Italia che prova a rialzarsi, che cerca nel pensiero e nelle immagini uno strumento per costruire il futuro.<br>Ma non \u00e8 l\u2019unico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Si pu\u00f2, fare la Liberazione con i fumetti<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"890\" height=\"615\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/assodipicche_A1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26033\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/assodipicche_A1.jpg 890w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/assodipicche_A1-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/assodipicche_A1-768x531.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 890px) 100vw, 890px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Sul finire dell\u2019estate, a Venezia, in un\u2019osteria nascosta tra le calli, tre amici si ritrovano attorno a un tavolaccio. <strong>Mario Faustinelli<\/strong>, <strong>Alberto Ongaro<\/strong> e <strong>Hugo Pratt<\/strong> hanno tra i diciotto e i vent\u2019anni. La guerra \u00e8 finita da pochi mesi, l\u2019Italia \u00e8 un paese occupato e incerto sul proprio futuro. Venezia \u00e8 un punto strategico per gli Alleati, ma in quella piccola osteria il mondo sembra fermarsi: una caraffa di Cabernet o di Refosco, un pacchetto di sigarette americane con il cammello stampigliato sopra, e un mazzo di giornali e giornaletti, forse lasciato proprio da qualche soldato statunitense. Dal mucchio di carta emergono le strisce di <em>Terry e i pirati<\/em> di <strong>Milton Caniff<\/strong>, di <em>Phantom<\/em> di <strong>Lee Falk<\/strong> e <strong>Ray Moore<\/strong>, di <em>Dick Tracy<\/em> di <strong>Chester Gould <\/strong>e gli albi di Superman (\u201cAction Comics\u201d) e Batman (\u201cDetective Comics\u201d). Faustinelli e Ongaro li divorano con entusiasmo. Pratt, pi\u00f9 giovane e gi\u00e0 con la matita in mano, li osserva sornione. Lui quei fumetti li conosce bene, e i suoi amici da tempo lo incalzano: \u00abDovremmo farlo anche noi!\u00bb<br>Non una striscia, per\u00f2. Non in Italia, dove il fumetto non trova spazio sui quotidiani. Meglio un albo, un giornale di storie illustrate, qualcosa che abbia il ritmo serrato delle avventure americane, ma adattato a un formato pensato per i lettori italiani. Nasce cos\u00ec l\u2019idea di una rivista: \u201cAsso di Picche\u201d. Per pubblicarla, i tre fondano una piccola casa editrice, la Albi Uragano Inc.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo numero di \u201cAsso di Picche\u201d esce il 21 dicembre e ha formato orizzontale, con due strisce per pagina. Quel progetto proseguir\u00e0 fino al 1949, trasformandosi in albo verticale con quattro e poi cinque strisce per pagina. Il segno di Pratt \u00e8 ancora acerbo, ma gi\u00e0 lo si riconosce: la sintesi del tratto, l\u2019uso dello spazio, la gestione delle ombre. \u00c8 figlio di Caniff, di Moore, di Gould, ma con qualcosa di pi\u00f9: una naturale capacit\u00e0 di orchestrare la narrazione visiva, come un compositore di tango.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel bicchiere si svuota l\u2019ultima ombra di vino. I tre amici hanno vent\u2019anni, pochi soldi e un sogno. L\u2019editoria a fumetti italiana pu\u00f2 cambiare volto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Contro ai re e ai tiranni<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019editoriale di Vittorini, nel primo numero del \u201cPolitecnico\u201d \u00e8 chiaro: \u00abNon pi\u00f9 una cultura che consoli nelle sofferenze ma una cultura che protegga dalle sofferenze, che le combatta e le elimini\u00bb.<br>E se questi sono gli obiettivi cui deve mirare una nuova cultura, bisogna partire dai pi\u00f9 deboli, da chi, per statuto, ha pi\u00f9 bisogno di protezione: i bambini. Non c\u2019\u00e8 niente di peggio di una cattiva pedagogia che ambisce a modificare il pensiero dei bambini, inoculando loro cospicue dosi di sapere adulto, di valori del passato. Vecchi tromboni che cercano di perpetuare i loro ideali, immettendoli a forza nell\u2019immaginario infantile.<\/p>\n\n\n\n<p>Non siamo in grado di stimare quanti siano i bambini uccisi durante la Seconda guerra mondiale (forse dieci o, addirittura, quindici milioni), ma possiamo provare a enumerare le cause principali delle loro morti: massacri, stermini mirati, campi di concentramento, bombardamenti, esperimenti medici, fame e malattia. Alla fine della guerra, di quella guerra, i bambini meritano chiarezza e onest\u00e0: sono sopravvissuti a una catastrofe che ha ammazzato il 3% della popolazione umana nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 giusto che arrivino storie, magari in forma di libro, capaci di portare messaggi di ribellione, critica sociale e riflessione sulle atrocit\u00e0 della guerra.\u200b<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"686\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Pippi-686x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26034\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Pippi-686x1024.jpg 686w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Pippi-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Pippi-768x1147.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Pippi.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 686px) 100vw, 686px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il 26 novembre esce <em>Pippi Calzelunghe<\/em> di <strong>Astrid Lindgren<\/strong>, un romanzo straordinario che racconta una storia realmente imprevista e rorida di anarchia.<br>Pippi \u00e8 una bambina forte e indipendente che abita da sola a Villa Villacolle con il suo cavallo e la scimmietta Signor Nilsson. Diventa amica di Tommy e Annika, con cui vive avventure stravaganti, sfidando le convenzioni sociali e gli adulti che vogliono educarla. Con la sua fantasia e la sua forza sovrumana, affronta ladri, poliziotti e persino un toro, sempre con spirito giocoso. Nonostante le pressioni, rifiuta di andare a scuola e di conformarsi alle regole. Alla fine, decide di non crescere mai, continuando la sua vita libera e avventurosa. E fanculo chi \u00e8 cresciuto, chi governa, chi fa la guerra!<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo in cui un numero atrocemente grande di bambini non ha potuto scegliere di non crescere, Pippi d\u00e0 un chiaro segnale di emancipazione e liberazione da un mondo adulto che non solo si \u00e8 rivelato completamente inaffidabile, ma si \u00e8 mostrato fottutamente pericoloso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"670\" height=\"974\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/famosa-invasione-buzzati-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26036\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/famosa-invasione-buzzati-1.jpg 670w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/famosa-invasione-buzzati-1-206x300.jpg 206w\" sizes=\"(max-width: 670px) 100vw, 670px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Negli stessi giorni, <strong>Dino Buzzati<\/strong> pubblica <em>La famosa invasione degli orsi in Sicilia<\/em>. Prima dell\u2019edizione in volume, quella storia era stata pubblicata, con differenze sostanziali, a puntate dal \u201cCorriere dei Piccoli, durante gli ultimi mesi di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli orsi, guidati da re Leonzio e affamati da un inverno rigido, invadono il Granducato di Sicilia in cerca di cibo e per ritrovare il figlio del re, Tonio. Dopo battaglie epiche e l\u2019aiuto del mago De Ambrosiis, gli orsi sconfiggono il Granduca e instaurano un regno di convivenza con gli uomini. Col tempo, per\u00f2, si corrompono adottando vizi umani, fino a che il perfido ciambellano Salnitro tradisce e ferisce mortalmente Leonzio. Sul letto di morte, il re ordina agli orsi di tornare sulle montagne, abbandonando la civilt\u00e0 e le sue tentazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Una fiaba che esplora l\u2019inevitabile corruzione e la perdita dell&#8217;innocenza portate dal potere. Animali che cercano la libert\u00e0, fanno la rivoluzione e si corrompono. Ed \u00e8 impossibile non osservare una somiglianza tematica con un altro romanzo uscito nello stesso anno in Inghilterra: <em>La fattoria degli animali<\/em> di <strong>George Orwell<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli animali della fattoria Manor si ribellano al padrone umano e instaurano un governo basato sull&#8217;uguaglianza, guidati dai maiali. Col tempo, per\u00f2, i maiali, sotto la leadership di Napoleone, assumono sempre pi\u00f9 potere, instaurando un regime oppressivo e manipolando la realt\u00e0 a loro vantaggio. Le regole iniziali vengono progressivamente distorte fino a rendere i maiali indistinguibili dagli esseri umani. Gli altri animali, sfruttati e ingannati, finiscono per accettare la loro condizione senza pi\u00f9 opporsi. Il romanzo, che \u00e8 una metafora della Rivoluzione russa e della degenerazione del comunismo, si conclude con la constatazione amara che il potere corrompe, indipendentemente da chi lo detiene.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Bete-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26037\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Bete-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Bete-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Bete.jpg 1125w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Questi animali troppo umani affondano le radici in un tempo remoto. Senza per\u00f2 risalire la freccia del tempo come un salmone, basta guardare un fumetto pubblicato appena un anno prima in Francia: <em>La B\u00eate est morte!<\/em> di <strong>Edmond-Fran\u00e7ois Calvo<\/strong>, su testi di <strong>Victor Dancette<\/strong> e <strong>Jacques Zimmermann<\/strong>. Quest&#8217;opera, realizzata clandestinamente durante l&#8217;occupazione nazista, racconta la Seconda guerra ,ondiale attraverso una satira <em>animali\u00e8re<\/em>, dove le diverse nazionalit\u00e0 sono rappresentate da animali: i tedeschi come lupi, gli inglesi come bulldog, i francesi come conigli, gli americani come bisonti e i giapponesi come scimmie. La narrazione, divisa in due volumi intitolati <em>Quand la b\u00eate est d\u00e9cha\u00een\u00e9e<\/em> e <em>Quand la b\u00eate est terrass\u00e9e<\/em>, offre una critica feroce del conflitto e delle sue atrocit\u00e0. \u200b<\/p>\n\n\n\n<p>E trovo incredibile come questo stratagemma di raccontare i gruppi nazionali come specie animali sia, alla fine, il nucleo allegorico del pi\u00f9 grande racconto dell\u2019Olocausto che abbiamo: <em>Maus<\/em> di <strong>Art Spiegelman<\/strong>,pubblicato tra il 1980 e il 1991.\u200b<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Te, gli intellettuali e i pirati<\/h2>\n\n\n\n<p>E fanculo pure Lyotard! Le grandi narrazioni non sono finite per nulla. Il fascismo e il nazismo non sono eventi circoscritti a un periodo lontano, una guerra, un processo. Non sono nemmeno soltanto ideologie: sono strutture di pensiero, modelli organizzativi, virus narrativi. Il 25 aprile non \u00e8 finito un bel niente. E nemmeno il 2 settembre. Quelli che si muovevano esplicitamente sotto l\u2019egida del fascismo, del nazismo e dell\u2019imperialismo hanno perso la guerra. Ha vinto la democrazia, bombardando Dresda, W\u00fcrzburg, Pforzheim, distruggendo con tonnellate di esplosivo incendiario le citt\u00e0 di legno del Giappone e sganciando due bombe atomiche. E, da quel momento, i buoni sono diventati indistinguibili dai cattivi. Perfino i pi\u00f9 grandi perseguitati del conflitto, gli ebrei, vittime di un tentativo di sterminio, hanno rifiutato di fare i conti con la loro storia e, rappresentati dallo stato di Israele e in nome di un risarcimento dovuto per la terribile piaga subita, si sono trasformati, un giorno dopo l\u2019altro, in genocidi a loro volta.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"643\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/svastica-643x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26038\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/svastica-643x1024.jpg 643w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/svastica-188x300.jpg 188w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/svastica-768x1224.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/svastica.jpg 812w\" sizes=\"(max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u00c8 inevitabile tornare, ancora una volta a <strong>Philip K. Dick<\/strong>, avvicinandosi questa volta a <em>La svastica sul sole<\/em>, il romanzo del 1962. Il racconto di un mondo in cui l\u2019Asse ha vinto la Seconda guerra mondiale e gli Stati Uniti sono divisi tra il Reich Nazista e l\u2019Impero giapponese, mentre gli ex vincitori sono ora oppressi e sottomessi. La cultura, l\u2019economia e la politica sono ridefinite dal dominio tedesco e giapponese, con persecuzioni razziali e una costante tensione tra le due superpotenze. E, a dire che un altro mondo \u00e8 possibile, un libro proibito racconta un mondo in cui gli alleati hanno vinto, insinuando il dubbio sulla realt\u00e0 stessa. La storia non \u00e8 fissa: il potere ridefinisce il passato e il futuro. Ancora una volta l\u2019abito di un dio incoerente.<\/p>\n\n\n\n<p>A guardare il mondo, non si capisce pi\u00f9 tanto bene se i fascisti e i nazisti abbiano perso o vinto la guerra. Di sicuro non hanno perso la capacit\u00e0 di mutare e replicarsi. Per decenni hanno serpeggiato ai margini della storia, si sono sotterrati, si sono mossi nella rete fognaria col loro aspetto sorcino, hanno lavorato nel sottobosco delle frustrazioni, dell\u2019inquietudine, dell\u2019odio, in attesa di un nuovo ciclo di fioritura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora sono ovunque. Non pi\u00f9 solo nella retorica sgangherata dei nostalgici, ma nelle parole levigate dei politici eletti, nelle bolle digitali che generano consenso, nei discorsi rassicuranti sulle identit\u00e0 e sulla sicurezza. Sono algoritmi, sono simulazioni, sono procedure burocratiche che sembrano neutre, ma contengono il seme del dominio e dell\u2019esclusione. Non hanno pi\u00f9 bisogno delle camicie nere e delle svastiche: basta una legge sul decoro urbano, un filtro sui social, una politica dei dazi, un finanziamento a guerre assurde, una dichiarazione di volont\u00e0 di trasformare una striscia di terra dolorante in una riviera mediorientale, una corsa al riarmo fuori misura, una narrazione che distingue i meritevoli dagli invasori. Sono meno appariscenti, pi\u00f9 pervasivi. Sorridono dai palazzi governativi e si definiscono democratici mentre spogliano di senso la democrazia stessa. E dove fanno il deserto, lo chiamano pace.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ricominciare da una caccia alla cometa<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"780\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/sinker_tove-jansson_image_2-780x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26039\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/sinker_tove-jansson_image_2-780x1024.jpg 780w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/sinker_tove-jansson_image_2-229x300.jpg 229w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/sinker_tove-jansson_image_2-768x1008.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/sinker_tove-jansson_image_2.jpg 914w\" sizes=\"(max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Eppure, nel 1945, in questo mondo disfatto e sfinito, qualcuno ha ancora la forza di immaginare qualcosa di diverso. In Finlandia, mentre l\u2019Europa \u00e8 un continente di macerie, una scrittrice di nome <strong>Tove Jansson<\/strong> disegna strane creature tonde, con occhi piccoli e attenti. Sembrano ippopotami, ma non lo sono. Sono Moomin, esseri gentili, curiosi, solidali. Nati dall\u2019orrore della guerra, sono il suo antidoto pi\u00f9 semplice e rivoluzionario: il desiderio di un mondo in cui ci si possa ancora fidare gli uni degli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>I Moomin non vivono in una societ\u00e0 perfetta, ma in un universo parallelo che accetta le differenze. Accolgono chi arriva, cercano di capire gli sconosciuti, si prendono cura gli uni degli altri senza chiedere nulla in cambio. Non combattono, non tracciano confini, non cercano nemici. Esistono. Resistono.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 questa la speranza: non vincere, ma resistere. Non sconfiggere, ma sottrarsi alla logica del dominio. Se il fascismo \u00e8 un virus, la cura non \u00e8 un vaccino, ma una pratica quotidiana: ricordare, riconoscere, scegliere. Cercare nello schifo ci\u00f2 che schifo non \u00e8. Per avere almeno la sensazione di abitare un mondo abitabile.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"636\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/sinker_tove-jansson_image_4-636x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26040\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/sinker_tove-jansson_image_4-636x1024.jpg 636w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/sinker_tove-jansson_image_4-186x300.jpg 186w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/sinker_tove-jansson_image_4.jpg 745w\" sizes=\"(max-width: 636px) 100vw, 636px\" \/><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parafrasi del tempo \u00abNella narrativa di consumo c\u2019\u00e8 qualcosa che, dal punto di vista artistico \u00e8 ammirevole ma raro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":26042,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6391],"tags":[702,4847,6576,1426,6571,828,718,2099,4929,2943,4872,458,6132,1139,6574,5835,2453,6562,6573,4437,6566,1248,2751,4846,6565,6569,4981,6568,347,5558,6563,6581,4556,6577,6561,6564,6578,6567,6570,234,6579,3784,1020,1250,4128,6580,6572,127,6575,2513,358,3878,6582,4361,4988],"coauthors":[5922],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - 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