{"id":27713,"date":"2025-08-18T08:00:00","date_gmt":"2025-08-18T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=27713"},"modified":"2025-07-23T12:29:28","modified_gmt":"2025-07-23T10:29:28","slug":"salgari-hai-di-mille-colori-il-mar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2025\/08\/18\/salgari-hai-di-mille-colori-il-mar\/","title":{"rendered":"\u201cSalgari\u201d: Hai di mille colori il mar"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Hai i mille splendori del ciel<\/h2>\n\n\n\n<p>A leggere <a href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2023\/03\/31\/il-politecnico-mostrami-gli-occhi-dammi-qui-le-mani\/\">\u201cIl Politecnico\u201d<\/a> si ha la sensazione che i milanesi, prima dei bombardamenti dell\u2019agosto 1943, non abbiano ancora messo a fuoco la gravit\u00e0 della situazione. La guerra proietta nei loro occhi l\u2019immagine di una realt\u00e0 ancora bonaria: un\u2019idea di apparente tranquillit\u00e0 che scompare violentemente quando le sirene dell\u2019allarme antiaereo urlano nel cuore della citt\u00e0. Tre notti di distruzione. E dopo \u00e8 impossibile non distinguere \u00abi bombardamenti sull\u2019Egitto e l\u2019oppressione dell\u2019India dal piacere di leggere \u201cil Corriere della sera\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"670\" height=\"458\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/politecnico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16842\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/politecnico.jpg 670w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/politecnico-300x205.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 670px) 100vw, 670px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nella realt\u00e0 dei fatti, Milano aveva sub\u00ecto il primo attacco aereo nella notte tra il 15 e il 16 giugno 1940, appena cinque giorni dopo l\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia; \u201cil Politecnico\u201d sceglie per\u00f2 una data simbolica, quella dei bombardamenti del 1943, perch\u00e9 costituisce il momento in cui \u00e8 pi\u00f9 facile immaginare gli sfollati che, tra le macerie, spingono biciclette su cui hanno accatastato quel poco che si poteva salvare di tutta una vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando finalmente possono riemergere dai rifugi, i milanesi attraversano di corsa le solite strade, rese irriconoscibili dalle bombe, e, tra fumo e detriti, si avvicinano a casa. Il passo \u00e8 spedito, il cuore in tumulto. Non tutti sono fortunati. Alcuni scoprono che le bombe, durante quelle notti di assoluta eccezionalit\u00e0, hanno spazzato via le speranze di una vita ordinaria.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"696\" height=\"380\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Diabolik.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-27714\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Diabolik.webp 696w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Diabolik-300x164.webp 300w\" sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Irma Giussani<\/strong>, per esempio, dopo il terzo bombardamento arriva di corsa in via San Siro ma l\u00e0 dove sorgeva la palazzina in cui abitava con la sua famiglia non resta che un cumulo di macerie. A indicare con chiarezza la posizione dell\u2019abitazione scomparsa \u00e8 rimasto solo un calorifero. Irma \u00e8 la zia di <strong>Angela<\/strong> e <strong>Luciana<\/strong>, due giovani donne che, anni dopo, saranno l\u2019anima di \u201cDiabolik\u201d, e che insieme alla loro famiglia fuggono dalla guerra rifugiandosi prima a Cervia e poi a Rimini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il territorio romagnolo non \u00e8 il solo luogo in cui trovare scampo da una guerra feroce. Nel 1945 la milanese Valentina Rosselli trova rifugio al Lido di Venezia. Ha meno di tre anni (\u00e8 nata il giorno di Natale del 1942), eppure deve scampare alle insidie dei soldati alleati che cercano di concupirla con il cioccolato. Qualche anno dopo, a Milano, Valentina risieder\u00e0 al numero 45 di via De Amicis, nella stessa casa in cui <strong>Guido Crepax<\/strong> disegna le sue avventure. \u00c8 proprio Crepax, nell\u2019episodio <em>Le Zattere<\/em> realizzato nel 1980, ad accompagnare Valentina per le calli di Venezia. Ma forse la donna accanto a Guido in quella pagina non \u00e8 Valentina; forse \u00e8 <strong>Luisa<\/strong>, sua moglie, o forse <strong>Louise Brooks<\/strong>, la sua musa ispiratrice. Venezia \u00e8 uno specchio: tra i suoi canali, tutto si confonde.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"813\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Valentina-1024x813.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27715\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Valentina-1024x813.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Valentina-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Valentina-768x610.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Valentina-1536x1219.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Valentina-2048x1626.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>In quel dedalo di vie, Crepax \u00e8 confuso e si aggira alla ricerca dei ricordi d\u2019infanzia: vuole recuperare un passato durante il quale, ancora ragazzino, realizzava teatri di carta per la mamma del suo amico Aurelio. Quella ricerca scatena memorie e dal passato riemerge il dodicenne Guido che lancia uno sguardo sulla fine del conflitto:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abLa guerra \u00e8 finita! Finalmente\u2026 Oggi c\u2019\u00e8 la sfilata dei partigiani in piazza san Marco! Ma dovremo andare via da Venezia\u2026 per\u00f2\u2026 torniamo a Milano\u2026 a Milano far\u00f2 un sacco di disegni!\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>A Milano, nel settembre del 1945, Guido incomincia a disegnare e a vivere. Riproduce la struttura degli albi di Phantom, (\u201cil fantasma mascherato\u201d): sedici pagine verticali su ciascuna delle quali disegna due strisce, prima a matita e poi con la penna, per raccontare le storie dell\u2019uomo invisibile, della mummia, del dottor Jekyll\u2026<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ritorner\u00f2 laggi\u00f9 nella valle dei fior<\/h2>\n\n\n\n<p>La guerra \u00e8 finita. Corpi che si muovono, che cercano un nuovo spazio, un nuovo ambiente.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"890\" height=\"615\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ASSO.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27716\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ASSO.jpg 890w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ASSO-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ASSO-768x531.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 890px) 100vw, 890px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Siamo ancora a Venezia e, mentre l\u2019estate del 1945 sta finendo, tre giovani amici si ritrovano in osteria. Bevono Cabernet e Refosco, fumano sigarette e parlano di fumetti. Tanto le sigarette quanto i fumetti vengono dagli Stati Uniti: le sigarette sono arrivate con gli alleati; i fumetti, bellissimi, sono stati letti con voracit\u00e0 e passione, schivando la censura fascista. I tre amici sono il ventunenne <strong>Mario Faustinelli<\/strong>, il ventenne <strong>Alberto Ongaro<\/strong> e il diciottenne <strong>Hugo Pratt<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per capire quali fumetti hanno in mente i tre amici, si deve sprofondare nei ricordi di Giambattista Bodoni, il bibliofilo che si chiama come il grande tipografo ma cui gli amici si rivolgono con il soprannome Yambo. \u00c8 nato alla fine del 1931, quattro anni dopo Hugo. Nell\u2019aprile del 1991 Yambo, che non ha ancora sessant\u2019anni, viene colpito da un ictus che gli spazza via la memoria. Nella speranza che recuperi i ricordi, la moglie Paola lo manda nella casa dove ha vissuto da bambino, tra le Langhe e il Monferrato: un uomo vissuto tra i libri deve poter recuperare il proprio passato tra le carte dell\u2019infanzia.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"710\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/CINO-E-FRANCO-ANASTATICI002-1024x710.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27717\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/CINO-E-FRANCO-ANASTATICI002-1024x710.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/CINO-E-FRANCO-ANASTATICI002-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/CINO-E-FRANCO-ANASTATICI002-768x533.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/CINO-E-FRANCO-ANASTATICI002.jpg 1344w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Bodoni si aggira per la casa e scopre che, tra i libri che ha amato da bambino, ci sono anche i fumetti, stampati in albi poveri ed effimeri: \u00abla Banda Aerea, Fulmine contro Flattavion, Topolino e Macchia Nera, soprattutto Cino e Franco\u2026\u00bb. Quando riesce finalmente a raggiungere le carte pi\u00f9 inaccessibili, quelle custodite in una stanza segreta che in casa viene chiamata \u201cla Cappella\u201d, si imbatte in un tesoro insperato:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abLe scansie [\u2026] contenevano, non rilegati, ma ben disposti in pile ordinate, i giornalini e gli albi a fumetti della mia infanzia. Non era roba del nonno, e le date iniziavano col 1936 e terminavano intorno al 1945.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Quella miniera di carta rivela letture preziose. C\u2019\u00e8 \u201cil Corriere dei Piccoli\u201d, con <em>il signor Bonaventura<\/em>, <em>sor Pampurio<\/em>, <em>Formichino e Cicalone<\/em>, <em>Pier Cloruro de\u2019 Lambicchi<\/em>, <em>Marmittone<\/em>, e poi <em>Mio Mao<\/em>, <em>Bib\u00ec e Bib\u00f2<\/em>, <em>Fortunello<\/em>, <em>Arcibaldo e Petronilla<\/em>; c\u2019\u00e8 \u201cil Vittorioso\u201d, con <em>Giraffone<\/em>, <em>il pesce Aprilino<\/em>, il trio <em>Pippo, Pertica e Palla<\/em>, <em>Alonzo Alonzo, detto Alonzo<\/em>, e, soprattutto, <em>Romano il legionario<\/em>; e poi c\u2019\u00e8 anche \u201cTopolino\u201d con il suo carico di avventura e di animali antropomorfi disneyani.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre ricerca s\u00e9 stesso in mezzo a quelle pigne di giornali ben conservati, Bodoni si imbatte nelle annate de \u201cl\u2019Avventuroso\u201d, un giornale che non pu\u00f2 aver acquistato mentre usciva.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abNon potevo averlo acquistato io, che all\u2019epoca avevo meno di tre anni, e non direi che me l\u2019avessero comperato pap\u00e0 e mamma perch\u00e9 le sue storie non erano affatto infantili, erano fumetti americani concepiti per un pubblico adulto, anche se non pienamente sviluppato. Dunque erano copie che avevo rastrellato pi\u00f9 tardi, scambiandole con altri giornalini. Ma acquistati da me, qualche anno dopo, erano certamente albi in grande formato dalle copertine coloratissime, in cui apparivano varie scene della vicenda narrata all\u2019interno, come in un \u201cprossimamente\u201d cinematografico. Sia il settimanale che gli albi dovevano avermi aperto gli occhi su un nuovo mondo.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Il primo numero \u00e8 datato 14 ottobre 1934. Sulle pagine del settimanale, numero dopo numero, compaiono le avventure di <em>Flash Gordon<\/em>, ma anche quelle di <em>Cino e Franco<\/em>, di <em>Jim della giungla<\/em>, dell\u2019<em>Agente<\/em> <em>segreto X9<\/em>, dell\u2019<em>Uomo<\/em> <em>Mascherato<\/em>, di <em>Mandrake<\/em>, di <em>Brick Bradford<\/em>, di <em>Radio Pattuglia<\/em> e, dal 1938, di <em>Terry e i pirati<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Faustinelli, Alberto Ongaro e Hugo Pratt pensano proprio a quelle strisce quando, seduti sulle panche di quell\u2019osteria, decidono di fondare una societ\u00e0 per pubblicare fumetti. La chiamano Uragano Comics Inc. e con quel marchio danno vita a \u201cAsso di Picche\u201d. Ne producono tre serie, fino al 1949, quando due dei tre amici lasciano Venezia per andare a Buenos Aires.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">E tu, terra di sogno, dille che l\u2019amo e l\u2019amo ancor<\/h2>\n\n\n\n<p>Il rinnovamento del fumetto argentino, al termine della Seconda guerra mondiale, ha origini tutte italiane e un punto di partenza identificabile con precisione: il 18 giugno 1947, nelle edicole di Buenos Aires, fa la sua prima apparizione \u201cSalgari\u201d, un albo spillato di sedici pagine, venduto al prezzo di 30 centesimi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"399\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Salgari.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27718\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Salgari.jpg 399w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Salgari-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 399px) 100vw, 399px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il giornale \u00e8 pubblicato dalla casa editrice Abril di <strong>Cesare Civita<\/strong>. Nato a New York il 4 settembre del 1905, a trentun anni Civita era entrato nell\u2019orbita del fumetto coordinando la pubblicazione italiana dei personaggi Disney e diventando socio di Arnoldo Mondadori nella casa editrice API (Anonima Periodici Italiani), incaricata della pubblicazione delle storie di paperi e topi. Nel 1938, poco prima dell\u2019emanazione delle Leggi Razziali, l\u2019ebreo Civita era stato costretto dapprima a dimettersi dagli incarichi amministrativi e editoriali e poi a rifugiarsi a Parigi, dove aveva iniziato a gestire i diritti per la distribuzione all\u2019estero di alcuni fumettisti italiani. Nel 1939, quando la situazione europea si era aggravata ulteriormente, Cesare Civita era emigrato con la famiglia negli Stati Uniti. Da l\u00ec, due anni dopo, si sarebbe trasferito in Argentina. A Buenos Aires avrebbe dato origine all\u2019avventura dell\u2019Editorial Abril.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver lanciato l\u2019edizione argentina della storie disneyane con il giornale \u201cEl Pato Donald\u201d (Paperino), Civita porta in edicola \u201cSalgari\u201d, un settimanale specificamente dedicato al fumetto d\u2019avventura italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulle pagine di quel giornale si avvicendano, settimana dopo settimana, fumetti importati dall\u2019Italia e tradotti per il pubblico argentino. Sebbene i fumetti di \u201cSalgari\u201d non presentino mai le firme degli autori, i lettori imparano ad amare il segno di <strong>Rino Albertarelli<\/strong>, <strong>Walter Bagnoli<\/strong>, <strong>Dino Battaglia<\/strong>, <strong>Paul Campani<\/strong>, <strong>Franco Chiletto<\/strong>, <strong>Walter Molino<\/strong>, <strong>Raffaele Paparella<\/strong>, <strong>Sergio Tarquinio<\/strong>, <strong>Aldo Torchio<\/strong>, <strong>Guido Zamperoni<\/strong> e, ovviamente, Hugo Pratt.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella penultima pagina del primo numero del settimanale, una nota editoriale intitolata \u201cEl capit\u00e1n Salgari\u201d racconta ai lettori le ragioni della testata e le motivazioni del nuovo giornale:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abQuando si pensa ad avventure per terra e per mare, con pirati e corsari, bramini e pellerossa, si affaccia alla mente un uomo che le riunisce tutte: <strong>Emilio Salgari<\/strong>. Non \u00e8 necessario ricordare che Salgari \u00e8 l\u2019uomo che ha scritto i pi\u00f9 popolari romanzi d\u2019avventura, al punto che i suoi eroi sono cos\u00ec celebri da avere conquistato vita propria. Chi non conosce il Corsaro Nero, Sandokan, Tremal Naik o l\u2019Olonese? Ma forse sarebbe opportuno ricordare un tratto speciale dello scrittore Emilio Salgari. Nelle vecchie edizioni dei suoi lavori apparse in Italia \u2013 la sua patria \u2013 il suo nome era preceduto dalla sua professione: capitano Salgari. Questo spiega molte cose: lo scrittore fecondo e inesauribile, rivers\u00f2 nei suoi libri non solo il frutto della sua fantasia, ma anche le sue esperienze di vita. A diciotto anni Salgari, avido di nuovi orizzonti, si abbandona al mare e all\u2019avventura. I suoi genitori si oppongono. Non importa! Il vascello su cui si imbarca come ufficiale \u00e8 vecchio e cadente, il capitano \u00e8 di cattivo carattere e di pessima reputazione, e la meta \u00e8\u2026 la Malesia. Proprio l\u00ec andr\u00e0 Salgari! E l\u00ec, in quelle terre selvagge e inospitali, dove le passioni sono sfrenate, dove il pericolo e la morte sono perennemente in agguato, conosce gli uomini che render\u00e0 immortali nei suoi scritti. Per sette anni percorrer\u00e0 le foreste della Malesia, i porti delle Antille, i Mari del Sud; e cos\u00ec realt\u00e0 e fantasia vanno disegnando le vigorose figure che, una volta tornato in Italia, Salgari racconter\u00e0 nei suoi libri, i quali dalla sera alla mattina conquisteranno il mondo, appassioneranno i ragazzi e diverranno simbolo stesso dell\u2019ardimento, della cavalleria, del pericolo, dell\u2019avventura\u2026 Per questo la nostra rivista, proponendosi in particolare di diffondere l\u2019opera omnia di questo grande scrittore, in una forma che lui stesso non avrebbe mai sognato \u2013 il disegno \u2013 considera imprescindibile adottare un nome che \u00e8 gi\u00e0 un lemma: Salgari.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Forse m\u2019attender\u00e0 sulla riva del mare<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019esaltazione delle imprese di Emilio Salgari \u00e8 decisamente fuori misura e poco rispondente al vero. A Verona, nel 1885, a detta di <strong>Paolo Bacilieri<\/strong>, il ventitreenne Emilio veniva deriso ogni volta che arrivava in citt\u00e0: \u00abOdd\u00ecomamma! La tigre della magnesia!\u00bb<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"324\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-tigre.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27719\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-tigre.jpg 640w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-tigre-300x152.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Proprio durante i sette anni che avrebbe dovuto trascorrere in Malesia, il giovane Emilio litigava con <strong>Biasoli<\/strong>, giornalista dell\u2019Adige: \u00abVoi non siete mai stato capitano di gran cabotaggio, n\u00e9 di medio o piccolo\u2026 n\u00e9 mozzo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Le menzogne di Salgari sono finzioni che si innestano nelle sue narrazioni e lungo le quali \u00e8 possibile articolare l\u2019indice di un giornale capace di attirare l\u2019attenzione dei ragazzi argentini. Le tre serie pi\u00f9 importanti pubblicate dal settimanale \u201cSalgari\u201d sono <em>Misterix<\/em> di <strong>Max Massimino Garnier<\/strong> e <strong>Paul Campani<\/strong>, <em>Asso di Picche<\/em> (<em>As de Espadas<\/em>) e <em>Junglemen<\/em> (<em>Hombres de la Jungla<\/em>) di <strong>Alberto Ongaro<\/strong> e <strong>Hugo Pratt<\/strong>. Questi tre gioielli confluiscono in \u201cMisterix\u201d, il nuovo settimanale della casa editrice Abril, uscito il 3 settembre del 1948 nel formato orizzontale che caratterizzer\u00e0 gli anni Cinquanta del fumetto avventuroso argentino.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"707\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/misterix.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27720\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/misterix.jpg 900w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/misterix-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/misterix-768x603.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>&#8220;Misterix&#8221; \u00e8 destinata a un pubblico emergente. Sono i lettori che stanno attraversando i dolori della crescita dell\u2019adolescenza e cui, dopo la Seconda guerra mondiale, l\u2019industria editoriale si rivolge con consapevolezza. Un pubblico, reso numeroso dal boom demografico, che mostra bisogni propri, autonomia di scelta e potere di acquisto. Un pubblico composto da individualit\u00e0 che cercano di conquistare un immaginario indipendente da quello dei genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Cesare Civita modifica il suo approccio verso la produzione italiana e, invece di importare e tradurre fumetti, invita i suoi connazionali a trasferirsi a Buenos Aires. Nel 1949, arrivano anche Pratt e Ongaro, attratti da condizioni economiche vantaggiose.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio Pratt, in <em>Aspettando Corto<\/em>, a ricordare il momento della partenza:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00ab[Asso di Picche] doveva essere un buon lavoro per quei tempi se una grossa casa editrice come l\u2019Editorial Abril se ne era interessata e aveva acquistato i diritti di riproduzione. Queste cose noi del gruppo non venivamo a saperle subito perch\u00e9 Faustinelli era un capo molto riservato. Ci faceva delle sorprese, come quando disse a me e a Ongaro che da Venezia sarebbe passata l\u2019agente per l\u2019Europa dell\u2019Editorial Abril e ci fu cos\u00ec l\u2019incontro brevissimo e importante con questa Finzi; era di passaggio e ci parl\u00f2, letteralmente, dal predellino del treno: ci chiese se volevamo andare a lavorare a Buenos Aires. Un tempo certo una gran bellezza. Portava una rosa rossa nel seno e io dissi ad alta voce: \u201cChiss\u00e0 con cosa innaffia il lungo gambo di quella rosa?\u201d. Lei dovette sentire perch\u00e9 si mise a ridere. E quella fu l\u2019unica cosa che io dissi e forse anche per quella frase io mi ritrovai sopra la nave per l\u2019America.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Con una battuta piccante \u2013 e anche un po\u2019 stronza \u2013 di Hugo Pratt inizia la grande avventura del fumetto argentino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hai i mille splendori del ciel A leggere \u201cIl Politecnico\u201d si ha la sensazione che i milanesi, prima dei bombardamenti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":27721,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[58],"tags":[1426,7059,3711,3785,921,1252,7057,197,7062,347,7054,7055,3712,3784,207,3783,7061,7056,5638,142,7058,7060],"coauthors":[5922],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u201cSalgari\u201d: Hai di mille colori il mar - (Quasi)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2025\/08\/18\/salgari-hai-di-mille-colori-il-mar\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u201cSalgari\u201d: Hai di mille colori il mar - 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