{"id":2825,"date":"2020-09-25T08:00:00","date_gmt":"2020-09-25T06:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=2825"},"modified":"2021-03-08T09:50:14","modified_gmt":"2021-03-08T08:50:14","slug":"come-ho-imparato-a-educare-la-bomba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2020\/09\/25\/come-ho-imparato-a-educare-la-bomba\/","title":{"rendered":"Come ho imparato a educare la bomba"},"content":{"rendered":"\n<p>Il 12 agosto 1945, sei giorni dopo la devastazione di Hiroshima e tre da quella di Nagasaki, James B. Reston, che quell\u2019anno vincer\u00e0 il suo primo premio Pulitzer, rese esplicita sul \u201cNew York Times\u201d la paura che aveva attanagliato molti cittadini degli Stati Uniti: \u00abIn quel terribile lampo, lontano diecimila miglia, gli uomini non solo hanno visto il destino del Giappone, ma intravisto il futuro dell&#8217;America\u00bb. Era insomma parso subito chiaro a tutti che qualunque guerra futura non avrebbe potuto produrre altro che quell&#8217;orrore e che dunque da quell&#8217;orrore ci si sarebbe dovuti proteggere.<br>Una delle prime immagini degli effetti di un attacco nucleare a New York City fu quella pubblicata il 7 agosto su \u201cPM\u201d, quotidiano della sera di quella citt\u00e0. Se la bomba fosse esplosa sopra il municipio, le conseguenze si sarebbero propagate dal &#8220;punto di impatto&#8221; fin oltre Central Park, dall&#8217;area in cui la devastazione sarebbe stata totale a quella, ancor pi\u00f9 vasta, in cui si sarebbe rischiata quantomeno una \u201ccommozione cerebrale&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"317\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2826\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-01.jpg 800w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-01-300x119.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-01-768x304.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il 19 novembre dello stesso anno, \u201cLife\u201d pubblic\u00f2 un articolo, come al solito abbondantemente illustrato, dal titolo \u201cLa guerra di 36 ore\u201d. Si basava su un rapporto che il generale Henry \u201cHap\u201d Arnold, capo di stato maggiore delle forze armate statunitensi e principale sostenitore delle campagne di bombardamento sulla Germania e il Giappone, aveva consegnato solo una settimana prima al Segretario della Guerra. \u00abNessuno \u00e8 immune dalle devastazioni della guerra\u00bb era il messaggio principale, perch\u00e9 \u00able difficolt\u00e0 in una difesa attiva contro futuri proiettili atomici sono insormontabili\u00bb e a seguito di una attacco atomico \u00abgli Stati Uniti subiranno danni terrificanti\u00bb, \u00abtutte le citt\u00e0 con pi\u00f9 di 50.000 abitanti verranno rase al suolo\u00bb e la Fifth Avenue di New York sar\u00e0 ridotta a un \u00abviottolo in mezzo ai detriti\u00bb.<br>Radio, giornali e televisione non facevano altro che mostrare l\u2019America, New York soprattutto (la parola \u201cManhattan\u201d ricorda qualcosa?), sotto attacco nucleare. Bisognava trovare le contromisure, quelle che solo la scienza avrebbe potuto trovare. Ma ci si poteva ancora fidare degli scienziati?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"702\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-02-1-1024x702.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2828\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-02-1-1024x702.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-02-1-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-02-1-768x527.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-02-1-1536x1053.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-02-1.jpg 1800w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Del dr. Novel, per esempio, lo capivi subito che no, non ti potevi fidare, la smorfia beffarda che aveva stampata sul viso non lo abbandonava mai. Il canuto infingardo, poi, sapeva bene come abbagliare gli allocchi: \u00abGuardate come luccica il mio metallo antiatomico, vi fornir\u00e0 anche la protezione completa dalla terribile bomba atomica\u00bb, aveva gracchiato ai rappresentanti di quelle forze armate che non si erano fatte scrupolo di farne l\u2019uso che ben conosciamo. Non aveva per\u00f2 fatto i conti con la figlia della regina delle Amazzoni, \u00abbella come Afrodite, saggia come Atena, pi\u00f9 veloce di Mercurio e pi\u00f9 forte di Ercole\u00bb. \u00abMa dottore\u00bb, aveva infatti obiettato Diana, \u00abla bomba atomica trasforma qualsiasi metallo in gas!\u00bb. Si era sentita rispondere che una donna (\u00abnaturalmente\u00bb) certe cose non le poteva capire.<br>Una donna? \u00abNaturalmente\u00bb? Steve, lo hai sentito? Ma cosa dice? \u00abUna donna ha contribuito a inventare la bomba atomica! I calcoli matematici della dottoressa Lise Meitner hanno mostrato come scindere gli atomi di Uranio.\u00bb \u00abAbbassa la voce, Diana\u00bb, aveva per\u00f2 consigliato l\u2019amico, \u00abNovel metter\u00e0 alla prova il suo metallo con una bomba atomica.\u00bb Il test era ovviamente farlocco e a Diana, nelle vesti di Wonder Woman, toccher\u00e0 l\u2019arduo compito di svelare la cospirazione, non prima per\u00f2 di finire per l\u2019ennesima volta legata a un palo e poi essere rimessa in gioco dal decisivo intervento di Etta Candy.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"467\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-03-1-1024x467.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2830\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-03-1-1024x467.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-03-1-300x137.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-03-1-768x350.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-03-1.jpg 1028w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La storia apparve nell\u2019agosto del 1946 sul numero 56 di \u201cSensation Comics\u201d quando Lise Meitner, negli Stati Uniti, era gi\u00e0 una celebrit\u00e0. Il 9 febbraio dello stesso anno era stata infatti l\u2019ospite d\u2019onore di una cena al Mayflower Hotel di Washington, il \u201csecondo miglior indirizzo della citt\u00e0\u201d, celebrata come \u201cdonna dell\u2019anno\u201d dalle giornaliste del <em>Women&#8217;s National Press Club<\/em>. L\u00ec si era accomodata accanto al Presidente Truman la cui voce aveva gi\u00e0 ascoltato un anno prima, nel momento dell\u2019annuncio della catastrofe. \u00abLa donna che ha aiutato a sviluppare la bomba\u00bb avevano titolato i giornali in quei giorni drammatici ma la Meitner in un\u2019intervista telefonica rilasciata il 7 agosto all\u2019<em>Associated Press<\/em> aveva subito voluto puntualizzare che Lei era una \u201cscienziata pura\u201d e che il suo unico interesse riguardo all\u2019atomo era \u00abdi tipo scientifico e teorico\u00bb e che mai avrebbe immaginato che il suo lavoro pionieristico degli anni \u201830 avrebbe portato allo sviluppo di una delle \u00abforze esplosive pi\u00f9 distruttive mai scoperte\u00bb. L\u2019\u201dHerald Tribune\u201d e il \u201cNew York Sun\u201d non l\u2019avevano presa benissimo, accusandola velatamente di reticenza e insinuando che non aveva avuto il coraggio di prendersi le responsabilit\u00e0 che certamente le spettavano. Cosa nascondeva questa minuta donna austriaca? Non aveva forse lavorato in Germania fino al 1938? Quali segreti si era portata dietro fuggendo via da qual Paese?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"621\" height=\"404\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-04-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2832\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-04-1.png 621w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-04-1-300x195.png 300w\" sizes=\"(max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Lise Meitner era arrivata a Berlino da Vienna nel 1907 per occuparsi di radioattivit\u00e0 e seguire le lezioni di Planck sulla teoria quantistica. Einstein aveva formulato da appena due anni l\u2019ipotesi che la luce \u00e8 composta di \u201cquanti di energia\u201d ma nessuno li aveva ancora chiamati \u201cfotoni\u201d (bisogner\u00e0 aspettare la fine degli anni \u201820). L\u2019atomo di Bohr non era nei sogni di Bohr, Schr\u00f6dinger non aveva ancora sviluppato i suoi storici problemi coi felini e Heisenberg quelli coi colleghi. Lise a Berlino aveva fatto subito conoscenza di Otto Hahn, un giovane chimico col quale la collaborazione sar\u00e0 lunga e proficua e che porter\u00e0, lui soltanto, al Nobel (malgrado le proteste di Bohr). Nel 1926 ottenne la cattedra universitaria in fisica, prima donna di sempre in Germania, ma le verr\u00e0 sottratta nel 1933, l\u2019anno della prima legge razzista e antisemita del Terzo Reich. La \u201cLegge per la Restaurazione del Servizio Civile Professionale\u201d prevedeva infatti l\u2019esclusione dalle funzioni e dalle cariche pubbliche per i funzionari e gli impiegati \u201cnon ariani\u201d e \u201cpoliticamente inaffidabili\u201d. Lise Meitner era di origine ebraica (ma di fede protestante) e donna e per le donne l&#8217;unico ruolo appropriato era quello di partorienti della razza. Nel 1938 la Germania invase l\u2019Austria e Lise finalmente scapp\u00f2, prima in Olanda e poi in Svezia, dove si stabilir\u00e0 fino al 1960.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-05.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2833\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-05.png 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-05-300x169.png 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-05-768x432.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La sua fuga aveva preceduto di poco la scoperta della divisione del nucleo di Uranio, avvenuta per merito di Hahn e Strassman a Berlino, ma di cui lei stessa avrebbe immediatamente fornito la prima descrizione fisica in un celebre articolo pubblicato su \u201cNature\u201d firmato col nipote Otto Frisch (\u00abi calcoli matematici\u00bb che cita Diana nel fumetto del 1946 sono proprio questi). Il termine \u201cfissione\u201d venne scelto proprio in quei giorni a Copenhagen &#8211; merito di Otto e di un biologo, William Arnold &#8211; in analogia con la \u201cfissione binaria\u201d, il processo con cui una cellula madre si divide in due cellule figlie, una modalit\u00e0 di riproduzione e non di sterminio.<br>Lise Meitner non aveva insomma nulla da nascondere e anche oltreoceano non ci volle molto a capirlo, soprattutto grazie al sostegno incondizionato di Niels Bohr che con gli americani aveva in corso pi\u00f9 di un \u201caffare\u201d. Eleanor Roosvelt il 9 agosto 1945, il giorno in cui a Nagasaki venne sganciata la seconda bomba, l&#8217;aveva intervistata per la NBC paragonandola a Madame Curie. Lise Meitner ne aveva cos\u00ec approfittato per promuovere l\u2019utilizzo pacifico dell\u2019energia nucleare, sottolineando la responsabilit\u00e0 delle donne nel cercare di impedire, per quanto possibile, un&#8217;altra guerra.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"651\" height=\"434\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-06-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2835\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-06-1.jpg 651w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/QP-AB-06-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 651px) 100vw, 651px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel numero 21 di \u201cWonder Woman\u201d, pubblicato nel gennaio del 1947, la nostra supereroina, in una storia scritta da Joye Hummell, scopre che la detonazione di una bomba atomica ha creato un microuniverso popolato da protoni-donna e neutroni-robot e governato da una non proprio amichevole Queen Atomia. Dopo varie peripezie e i soliti combattimenti, Diana comprender\u00e0 che l\u2019unico modo di neutralizzare Atomia sar\u00e0 quello di  insegnarle cosa sono \u00abl\u2019amore e la bellezza\u00bb, solo in questo modo la sua sete di conquista potr\u00e0 essere placata e i suoi poteri usati per il bene dell\u2019umanit\u00e0. La storia si conclude cos\u00ec, propagandando buoni sentimenti e dispensando autoassoluzioni. Abbiamo risvegliato il mostro, ci \u00e8 sfuggito di mano ma gli abbiamo insegnato l\u2019educazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La corsa agli armamenti nucleari non era neanche cominciata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 12 agosto 1945, sei giorni dopo la devastazione di Hiroshima e tre da quella di Nagasaki, James B. 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