{"id":29323,"date":"2026-02-13T08:00:00","date_gmt":"2026-02-13T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=29323"},"modified":"2026-02-10T12:37:52","modified_gmt":"2026-02-10T11:37:52","slug":"troppo-facile-per-i-bambini-troppo-difficile-per-gli-adulti-su-philip-pullman-e-il-raccontare-storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2026\/02\/13\/troppo-facile-per-i-bambini-troppo-difficile-per-gli-adulti-su-philip-pullman-e-il-raccontare-storie\/","title":{"rendered":"\u201cTroppo facile per i bambini, troppo difficile per gli adulti\u201d: su Philip Pullman e il raccontare storie"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 forse in noi tutti \u2013 e, visto che la prossima parola sarebbe \u201clettori\u201d, mi \u00e8 d\u2019obbligo sottolineare che questo \u00e8 un \u201cnoi tutti\u201d davvero ristretto \u2013 un periodo, in giovent\u00f9 o in vecchiaia, in cui la letteratura di genere ci \u00e8 invisa. Non la capiamo, n\u00e9 tantomeno la sopportiamo, cos\u00ec leggera nel suo perseguire compulsivamente le leggi della trama, cos\u00ec inutile nel non raccontare i fatti della vita o gli scuotimenti dell\u2019interiorit\u00e0, per non parlare delle profondit\u00e0 abissali del mistero dell\u2019esistenza. Si potrebbe ipotizzare, insomma, che in ogni lettore ci sia un \u201cPeriodo Novecentesco\u201d, dove quel che interessa sono i romanzi che parlano<em> della <\/em>vita, e un \u201cPeriodo Ottocentesco\u201d dove ci emozioniamo per i romanzi <em>al di l\u00e0<\/em> di essa. Insomma, un periodo <strong>Salinger<\/strong> e un periodo <strong>Lovecraft<\/strong>. Un periodo <strong>Joyce<\/strong> e un periodo <strong>Stevenson<\/strong>. <strong>Bukowski <\/strong>e <strong>King<\/strong>. <strong>Pavese<\/strong> e <strong>Tolkien<\/strong>. <strong>Duras<\/strong> e <strong>Borges<\/strong> (e se parlassimo di fumetti, potremmo fare lo stesso gioco tra il graphic novel e il fumetto popolare: <strong>Chris Ware<\/strong> e <strong>Jack Kirby<\/strong>; <strong>Chester Brown<\/strong> e <strong>Hugo Pratt<\/strong>; <strong>Daniel Clowes <\/strong>e <strong>Moebius<\/strong>; il tardo <strong>Will Eisner<\/strong> e il primo <strong>Mazzucchelli<\/strong>; <strong>Taniguchi<\/strong> e <strong>Tezuka<\/strong>; gli<strong> Tsuge<\/strong> e <strong>Urasawa<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p>Trovandomi io nel mio Periodo Ottocentesco (dopo un lungo Periodo Novecentesco, durato dall\u2019adolescenza fino ad alcuni anni fa) mi sono reso conto che, l\u00e0 dove spesso l\u2019introspezione novecentesca, seriosa o ironica che sia, rischia \u2013 specialmente in questa disgraziata contemporaneit\u00e0 ombelicale \u2013 di rivelarsi nient\u2019altro che un afflato onanistico e aerofagico, il sospetto escapismo ottocentesco (la letteratura di genere, il fantastico) si rivela invece strumento imprescindibile, nella sua imperscrutabile e puntuale preveggenza e disamina umana, per capire quella vita che, fingendo di raccontare nient\u2019altro che finzioni, descrive e mette in scena. Per iperbole certo, per metafora. Ma, proprio per questo, in maniera molto pi\u00f9 libera, netta e chiara. La pretesa superiorit\u00e0 del romanzo \u201crealistico\u201d su quello \u201cfantastico\u201d (ma potremmo dire anche, del romanzo \u201cper adulti\u201d rispetto a quello \u201cper ragazzi\u201d) \u00e8 insomma, per l\u2019appunto, nient\u2019altro che un\u2019arrogante rivendicazione priva di fondamento: se la narrativa d\u2019introspezione riesce \u2013 quando ci riesce \u2013 a raccontare solo l\u2019interno, ecco che la narrativa avventurosa, \u00e8 in grado di raccontare, senza paura, sia l\u2019interno che l\u2019esterno, per assonanze, richiami e potenza immaginativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"689\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Queste-oscure-materie-689x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29324\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Queste-oscure-materie-689x1024.jpg 689w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Queste-oscure-materie-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Queste-oscure-materie-768x1141.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Queste-oscure-materie-1034x1536.jpg 1034w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Queste-oscure-materie-1379x2048.jpg 1379w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Queste-oscure-materie.jpg 1630w\" sizes=\"(max-width: 689px) 100vw, 689px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Philip Pullman<\/strong>, scrittore inglese noto soprattutto per la trilogia di romanzi <em>Queste oscure materie<\/em> (trasposta in una serie tv per HBO nel 2019 e prima ancora in un film, <em>La Bussola d\u2019Oro<\/em>, nel 2007, che segue il primo dei tre libri), sembra conoscere perfettamente questo segreto della letteratura di genere, avendo imbastito la maggior parte della sua carriera su romanzi d\u2019avventura e \u201cper ragazzi\u201d. E, seguendo sempre lo stesso paradigma tracciato sopra, se la letteratura fantastica \u00e8 in grado di contenere la letteratura introspettiva e realistica, ecco che la letteratura per ragazzi contiene perfettamente quella per adulti. Dice Pullman in un\u2019intervista di qualche anno fa, tradotta su LIBeR Web:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abGli scrittori non hanno il dovere di specificare quale specie di pubblico vogliono. Tu semplicemente non puoi dire \u201cQuesto libro \u00e8 per bambini di 10-12 anni\u201d, o \u201cQuesto libro \u00e8 scritto specialmente per le donne sentimentali di mezz\u2019et\u00e0\u201d. Per me \u00e8 arroganza dire ai lettori quale specie di pubblico tu supponi che loro siano. Noi non sappiamo a chi piacer\u00e0 la nostra storia e in ogni caso \u00e8 estremamente folle limitare il pubblico a un certo settore o a un altro, rispetto a un uditorio molto pi\u00f9 ampio. Il modello che ho nella mente quando scrivo un racconto \u00e8 quello del vecchio cantastorie nella piazza del mercato, che sta seduto sul suo piccolo pezzo di tappeto e che sta iniziando a raccontare una storia all\u2019aria aperta, in competizione con l\u2019ortolano, con il giocoliere posto laggi\u00f9, con il violinista presso la fontana, con i passanti, provando ad attrarre pi\u00f9 gente possibile affinch\u00e9 tutti vengano e ascoltino. Chi vorrebbe escludere qualcuno? Io no di certo. Io voglio che tutti si fermino e sentano la mia storia, vecchi, giovani, donne, uomini, colti ed incolti, cavalli, cani, piccioni \u2013 quanti pi\u00f9 uditori possibili. Tengo in grande considerazione la presenza di bambini perch\u00e9 loro si accertano che io non tenti di impressionare il pubblico con la mia sola abilit\u00e0 letteraria tanto da dimenticare di raccontare la storia; e gradisco la presenza di adulti perch\u00e9 so che a loro dispiacer\u00e0 se io ricado nei clich\u00e9 o nello scrivere pigro o negli errori di grammatica.\u00bb <\/p>\n<cite>(Il resto dell\u2019intervista \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.liberweb.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=20705:philip-pullman-l-autore-e-un-cantastorie&amp;catid=1026&amp;Itemid=233\">qui<\/a>.)<\/cite><\/blockquote>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"679\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Fiabe-Grimm.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29326\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Fiabe-Grimm.jpg 679w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Fiabe-Grimm-204x300.jpg 204w\" sizes=\"(max-width: 679px) 100vw, 679px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Poi, nell\u2019introduzione al suo <em>Le Fiabe dei Grimm per grandi e piccoli<\/em> (Salani, 2013), dove l\u2019autore riscrive, o meglio, rinarra, cinquanta favole del repertorio delle <em>Fiabe del focolare<\/em> dei due ricercatori tedeschi, dice anche che i migliori di quei racconti potrebbero avere la qualit\u00e0 che il grande pianista <strong>Artur Schnabel<\/strong> attribuiva alle sonate di <strong>Mozar<\/strong>t: \u00abtroppo facili per i bambini e troppo difficili per gli adulti\u00bb.<br>Questa qualit\u00e0 \u00e8 esattamente quella propria di alcuni grandi <em>picture book<\/em>, conosciuti dai pi\u00f9 \u2013 e in tal modo resi innocui \u2013 con la definizione di \u201calbi per l\u2019infanzia\u201d e in realt\u00e0 implacabili scrutatori dell\u2019animo umano tutto. Penso, tra i pi\u00f9 famosi, a <em>Nel paese dei mostri selvaggi<\/em> e <em>Nel mondo l\u00e0 fuori<\/em> di <strong>Maurice Sendak<\/strong>, a <em>La cosa pi\u00f9 importante<\/em> e <em>Dead bird<\/em> (quest\u2019ultimo ancora mai tradotto in italiano) di <strong>Margaret Wise Brown<\/strong>, all\u2019opera di autori come <strong>Tomi Ungerer<\/strong>, <strong>Anthony Brown<\/strong> o <strong>Jon Klassen<\/strong>, o a piccoli gioielli seminascosti, come <em>La maschera<\/em> di <strong>Gr\u00e9goire Solotareff<\/strong>. Questi lavori, magmatici, ipnotici e dalle molteplicit\u00e0 e profondit\u00e0 disarmanti, si allacciano poi direttamente a certi cosiddetti \u201cromanzi per ragazzi\u201d: sulle complessit\u00e0 e le infinite letture di <em>Alice nel paese del Meraviglie<\/em> e <em>Attraverso lo specchio<\/em> di <strong>Lewis Carroll<\/strong> i blasonati guardiani delle lettere concordano tutti in maniera abbastanza equanime ma, sullo stesso livello, sullo stesso scaffale di una borgesiana \u201cBiblioteca del Fantastico\u201d, io metterei anche libri&nbsp; come <em>Mary Poppins<\/em> di <strong>P. L. Travers<\/strong>,&nbsp; <em>L\u2019isola del tesoro<\/em> di Stevenson, <em>Winnie the Pooh<\/em> di <strong>A. A. Milne<\/strong>, <em>Il mago di Oz <\/em>di <strong>L.<\/strong> <strong>Frank Baum<\/strong>, <em>&nbsp;Lo Hobbit<\/em> di Tolkien, fino a opere contemporanee, come i lavori di <strong>Neil Gaiman<\/strong> (<em>Coraline<\/em>, <em>Il figlio del cimitero<\/em>, <em>Odd e il gigante di ghiaccio, I Lupi nei muri<\/em>) o quelli, appunto, di Philip Pullman. La trilogia di <em>His dark materials<\/em>, certo (<em>La bussola d\u2019oro<\/em>, <em>La lama sottile<\/em>, <em>Il cannocchiale d\u2019ambra, <\/em>tutti editi da Salani), ma anche \u2013 e forse, soprattutto \u2013 i libri della serie di Sally Lockhart.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"679\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Il-rubino-di-fumo-679x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29327\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Il-rubino-di-fumo-679x1024.jpg 679w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Il-rubino-di-fumo-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Il-rubino-di-fumo-768x1158.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Il-rubino-di-fumo.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 679px) 100vw, 679px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Composta da quattro romanzi ambientati principalmente nella Londra Vittoriana (pubblicati in lingua inglese dalla Oxford University Press tra il 1985 e il 1994 e, in Italia, prima da Mondadori, dal 1990, e poi, dal 2003, da Salani), la saga di Sally Lockhart e dei suoi amici, si muove in un lasso temporale tutto sommato ristretto, ma profondamente legato agli stravolgimenti storici e alle avvisaglie di futuro che tratta e, con altrettanta precisione, esplorando e approfondendo generi letterari e <em>leitmotiv<\/em> tipici del romanzo d\u2019avventura.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo libro, <em>Il rubino di fumo<\/em>, siamo nel 1872 e la trama prende il via con suggestioni narrative ben radicate in ognuno di noi (o quantomeno in ognuno di noi lettori): il naufragio di una nave mercantile, una bambina che rimane orfana, un complotto legato a una gemma preziosa. Quella bambina, una volta arrivata ai sedici anni in cui la incontriamo, \u00e8 proprio Sally, la nostra protagonista, che Pullman declina per\u00f2 subito, in maniera completamente opposta al canovaccio \u201cclassico\u201d che sembra star seguendo: Sally \u00e8 infatti una ragazzina \u201cindipendente\u201d, bravissima a sparare e con una mente razionale e logica che le permette di cavarsela perfettamente negli affari e nei conti. Grazie a questo, e grazie alla sua tenacia fuori dal comune, da sola, povera e senza dimora com\u2019\u00e8 all\u2019inizio del libro, trova ben presto amici, un lavoro e, trattandosi di un romanzo d\u2019avventura, un nemico. Anzi, una nemica: la terribile signora Holland, summa di tutte le spietate megere da <em>penny dreadful<\/em>. Il <em>Rubino di fumo<\/em>, il pi\u00f9 veloce e \u201cclassico\u201d dei romanzi della quadrilogia, vola via cos\u00ec, tra intrighi all\u2019ombra dei vicoli maleodoranti di Londra, marinai fumatori d\u2019oppio, bande di ragazzini di strada, societ\u00e0 segrete cinesi e un finale col botto, affastellato di colpi di scena. Per\u00f2, gi\u00e0 qui si intravede il progetto di Pullman: scrivere un romanzo d\u2019avventura, s\u00ec, ma ribaltandone il canone che vede il maschio al centro dell\u2019azione e, anzi, facendolo diventare alla fin fine un romanzo \u201cfemminista\u201d, tendenza che si evidenzia in maniera ancora pi\u00f9 netta nei titoli seguenti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1014\" height=\"1500\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Lombra-del-nord.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29329\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Lombra-del-nord.jpg 1014w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Lombra-del-nord-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Lombra-del-nord-692x1024.jpg 692w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Lombra-del-nord-768x1136.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1014px) 100vw, 1014px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>L\u2019ombra del Nord<\/em>, il secondo libro, ci fa fare un salto temporale: Sally ha ora ventidue anni ed \u00e8 diventata \u2013 cosa inaudita per una donna dell\u2019epoca delle sue avventure \u2013 una consulente finanziaria. Ha un\u2019attivit\u00e0 tutta sua, vive sola con un molosso come unico amico e ha una relazione turbolenta con il fotografo Frederick Garland, che le ha dato una casa nel primo romanzo e a cui lei, grazie al suo talento per l\u2019economia, ha permesso di rilanciare l\u2019attivit\u00e0. Un nuovo nemico si delinea all\u2019orizzonte ma, soprattutto, un nuovo contesto sociale: siamo sempre a Londra, anche se nel finale ci si sposter\u00e0 a nord, con la Russia costantemente sullo sfondo, ma la trama, ben lungi dal ripetere gli adagi tutto sommato consolatori del <em>Rubino di fumo<\/em>, ci immerge questa volta nel mondo dei produttori di armi e degli ordigni di distruzione di massa. Il canovaccio \u00e8 ancora quello del giallo, con Sally e i suoi amici (Frederick ma anche James Taylor, il detective con la passione per i romanzi d\u2019appendice) che cercano di scoprire chi sia Axel Bellman, misterioso magnate del nord, e cosa stia costruendo nelle sue fabbriche. Se da una parte questo \u201cromanzo per ragazzi\u201d ci parla di rivolte sociali da sedare con armi automatiche di nuova invenzione, dall\u2019altra si mostra ancor pi\u00f9 prepotentemente attento alle problematiche femminili: il nemico di Sally, infatti, questa volta la attaccher\u00e0 facendo leva sul suo essere una donna emancipata, cercando di screditarla proprio perch\u00e9 vive da sola e perch\u00e9, per lavoro, riceve uomini nel suo ufficio. Sally viene cos\u00ec messa alle strette in quanto donna indipendente, mentre sullo sfondo si stagliano il miraggio di una prossima rivoluzione popolare in Russia e il tentativo del potere finanziario, incarnato da Axel Bellman, di sedarla per un presupposto bene superiore e un mansueto e controllato ordine sociale.<br>Piccola curiosit\u00e0: le assonanze tra le motivazioni e le azioni di Bellman e quelle di Ozymandias, uno dei protagonisti del <em>Watchmen<\/em> di <strong>Alan Moore<\/strong> e <strong>Dave Gibbons<\/strong>, pubblicato nello stesso anno di <em>L\u2019ombra nel nord<\/em>, sono altrettanto clamorose quanto quelle tra la signora Holland di <em>Il rubino di fumo<\/em> e l\u2019Ada Benson di <em>The Great When<\/em>, il pi\u00f9 recente romanzo di Moore, anch\u2019esso ambientato nella Londra Vittoriana e anch\u2019esso \u201cper ragazzi\u201d nella stessa maniera dei romanzi di Pullman. Non ho trovato da nessuna parte dichiarazioni in merito a possibili influenze reciproche, ma la sensazione \u00e8 quella che i due autori si tengano d\u2019occhio, o che quantomeno parlino linguaggi simili.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"678\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/La-tigre-nel-pozzo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29330\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/La-tigre-nel-pozzo.jpg 678w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/La-tigre-nel-pozzo-203x300.jpg 203w\" sizes=\"(max-width: 678px) 100vw, 678px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>La tigre nel pozzo<\/em>, la terza avventura di Sally, ambientata nel 1881, porta all\u2019estremo i presupposti dei primi due libri: di nuovo una causa sociale grande e sfaccettata (i <em>pogrom<\/em> contro gli ebrei, lo sfruttamento dell\u2019emigrazione, i sionisti e i presupposti per la nascita dello Stato d\u2019Israele) e dall\u2019altra la condizione femminile e il punto di vista maschilista della societ\u00e0, utilizzati come leva spietata per affondare l\u2019indipendenza della protagonista. Sally ha ora venticinque anni e una figlia senza padre: \u00e8 quindi quella che potremmo definire una moderna ragazza madre ma, soprattutto, la sua bambina \u00e8 una figlia illegittima. Questo, per la societ\u00e0 dell\u2019epoca (ma anche per la nostra, in fondo), \u00e8 qualcosa di inaccettabile e quando una pericolosa minaccia risorger\u00e0 dal passato, ecco che far\u00e0 leva proprio su questo \u201csenso comune\u201d deviato, per sferrare il suo attacco. Il pregiudizio \u00e8 alla base di questo romanzo, forse il pi\u00f9 bello e potente dell\u2019intera quadrilogia: pregiudizio contro lo straniero, pregiudizio contro la femminilit\u00e0 indipendente, pregiudizio contro il <em>diverso<\/em>.<br>Ecco come Pullman, grande scrittore, raffinato e popolare allo stesso tempo, impiega tutta la sua arte per raccontare una storia degna di essere chiamata tale (piena di suspense, colpi di scena, emozioni) e allo stesso tempo pregna di sottotesti e di un messaggio \u201cprofondo\u201d. In <em>La tigre nel pozzo<\/em> avventura e introspezione si fondono perfettamente alle istanze sociali, realizzando un affresco storico e intimo che ha ben pochi paragoni nella letteratura tutta, soprattutto per semplicit\u00e0 e chiarezza con cui viene esposto. Pullman ha scritto davvero un grande romanzo, \u201ctroppo facile per i bambini\u201d, che ne riconoscono certamente le svolte di trama, ricordandole dalle mille suggestioni che arrivano dalle fiabe e delle avventure che la alimentano, e \u201ctroppo difficile per gli adulti\u201d, che in mezzo a quella disarmante semplicit\u00e0 e a quel mare di emozioni limpide, quel trambusto del cuore tipico della giovent\u00f9, potrebbero trovarsi spaesati, sperduti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"695\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/71oPVETt03L._SL1473_-695x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29355\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/71oPVETt03L._SL1473_-695x1024.jpg 695w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/71oPVETt03L._SL1473_-204x300.jpg 204w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/71oPVETt03L._SL1473_-768x1131.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/71oPVETt03L._SL1473_.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 695px) 100vw, 695px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche il quarto romanzo, <em>La principessa di latta<\/em>, prosegue con lo stesso discorso, arrivando a parlare di colpi di stato e intrighi di alta politica, appoggiandosi sui <em>leitmotiv<\/em> del romanzo ambientato tra le ombre e gli intrighi di palazzo e la vicenda di una ragazzina povera che si ritrova, suo malgrado, a essere una Regina. Sally qui rimane sullo sfondo e a prendersi la scena sono alcuni comprimari dei precedenti libri, ma la densit\u00e0 del racconto, nella sua apparente semplicit\u00e0, \u00e8 la stessa di sempre.<br>Pullman lo dice chiaramente, nell\u2019intervista citata all\u2019inizio: \u00abSono sinceramente e intensamente interessato al problema di come le storie funzionano e perch\u00e9 siano importanti; e una via per scoprire di pi\u00f9 su questo argomento immensamente affascinante \u00e8 proprio raccontare storie\u00bb. E con la quadrilogia di Sally Lockhart, ancor di pi\u00f9 che in <em>Queste oscure materie<\/em>, Pullman sembra fare proprio questo: preoccuparsi di come le storie funzionano e del perch\u00e9 lo fanno, e provare a dare la sua risposta, imbastendo quelle trame cos\u00ec semplici e profonde, cos\u00ec legate ai canovacci tradizionali del racconto, che si permettono per\u00f2 di parlare di avventura fantastica e vita reale nello stesso tempo. Per mostrare agli adulti che avranno il coraggio di avventurarsi tra gli scaffali dei libri per ragazzi, quanto quella letteratura parli anche a loro, quanto debbano pretenderla e desiderarla, e per dire ai bambini e ai ragazzi, allo stesso modo, che se avranno la curiosit\u00e0 e il coraggio di aprire questi libri, non troveranno nulla di troppo complesso o difficile per loro, che si tratti di guerra, femminismo, politica, emigrazione o ingiustizia sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, se al centro di <em>Queste oscure materie<\/em> c\u2019\u00e8 il concetto di religione e l\u2019aspra critica che Pullman ne fa, alla base della serie di Sally Lockhart c\u2019\u00e8 la lotta di classe. Termine, oggi, quanto mai desueto e considerato sconveniente, ma che delinea incessantemente la nostra esistenza. La disparit\u00e0 sociale, i privilegi dei ricchi opposti alla miseria di tutti gli altri, sono la vera trama, il tessuto pi\u00f9 denso di questi quattro romanzi che fanno del potere dell\u2019immaginazione la chiave necessaria e detonate della lettura della nostra realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, la letteratura di genere, quella che all\u2019inizio ho chiamato \u201cottocentesca\u201d, si rivela come l\u2019unica vera letteratura senza classe, utilizzando un linguaggio semplice e diretto, imbastendo situazioni avventurose e coinvolgenti e parlando, tra le pieghe della trama e delle emozioni dei personaggi, del motore sociale che, volenti o nolenti, ci guida tutti.<br>Anche in questo utilizzo delle storie e nella concezione alla base dei loro meccanismi, Philip Pullman e Alan Moore hanno pi\u00f9 di qualcosa in comune: da una parte l\u2019idea che la letteratura cosiddetta \u201cbassa\u201d \u2013 nel caso di Moore, il fumetto \u2013 possa essere accessibile a tutti (sia per immediatezza di comprensione, sia per prezzo), e quindi gi\u00e0 di per s\u00e9 un atto, un oggetto, che tenti di annullare la differenza di classe; dall\u2019altra la rivendicazione dell\u2019immaginazione e della coscienza personale come porta privilegiata tramite la quale l\u2019individuo pu\u00f2 esperire la realt\u00e0, interpretandola e agendo su di essa, come un mago.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Philip-Pullman-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29332\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Philip-Pullman-2.jpg 800w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Philip-Pullman-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Philip-Pullman-2-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L\u00e0 dove Moore, nell\u2019intervista contenuta in <em>Un disturbo del linguaggio<\/em> (Edizioni BD, 2009), afferma che \u00abla magia per come la intendo io, \u00e8 un patto tra un individuo e il suo personale Universo, non c\u2019\u00e8 autorit\u00e0 centrale a cui uno debba fare attenzione a meno che non voglia\u00bb e che \u00able pi\u00f9 potenti parole magiche che conosco, e che ho imparato da mia madre, sono: \u201cPerch\u00e9 l\u2019ho detto io!\u201d\u00bb, Pullman sembra fargli eco dalla prefazione al suo <em>Fiabe Grimm<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>\u00abCredo che ogni storia sia affidata alle cure di un suo spiritello personale, a cui noi diamo voce quando la raccontiamo, e credo anche che la raccontiamo tanto meglio se ci avviciniamo allo spiritello con un certo grado di rispetto e cortesia. Questi spiriti possono essere vecchi o giovani, maschi o femmine, sentimentali o cinici, scettici o creduloni, e cos\u00ec via e, inoltre, sono del tutto amorali: (&#8230;) gli spiritelli delle storie vogliono aiutare chiunque abbia l\u2019anello, chiunque racconti la storia. All\u2019accusa che queste sono assurdit\u00e0 e che per raccontare una storia non serve altro che l\u2019umana immaginazione, io rispondo: \u201cCerto, e la mia immaginazione funziona cos\u00ec\u201d.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attraverso Philip Pullman e la saga di Sally Lockhart, Francersco Pelosi riflette sul valore della letteratura di genere e dei romanzi per ragazzi come strumenti capaci di raccontare la complessit\u00e0 del reale: classe, politica, femminismo e immaginazione, oltre la falsa gerarchia tra narrativa \u201calta\u201d e \u201cbassa\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":29333,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[815],"tags":[269,7784,7515,7783,7789,7785,7788,7790,7791,7780,7787,7781,7786,7782],"coauthors":[5952],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u201cTroppo facile per i bambini, troppo difficile per gli adulti\u201d: su Philip Pullman e il raccontare storie - 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