{"id":30629,"date":"2026-06-24T08:00:00","date_gmt":"2026-06-24T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=30629"},"modified":"2026-06-17T10:07:47","modified_gmt":"2026-06-17T08:07:47","slug":"mostri-pupazzetti-e-mazzate-intervista-a-spugna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2026\/06\/24\/mostri-pupazzetti-e-mazzate-intervista-a-spugna\/","title":{"rendered":"Mostri, pupazzetti e mazzate: intervista a Spugna"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Paolo Interdonato:<\/strong> Ciao Spugna. Come stai?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Spugna:<\/strong> Bene, tutto a posto. \u00c8 un buon momento di pseudo-relax, nel senso che, per una serie di incastri di calendario, non ho la solita corsa disperata da fare per uscire con qualcosa a Lucca. Quindi sto facendo le cose con calma. Disegno illustrazioni, poster e cose cos\u00ec. Sto anche scrivendo una nuova storia lunga, per\u00f2 devo dire che non avere questa timeline estiva infernale aiuta a essere rilassati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Lucca Comics \u00e8 sempre pianificata nel fine settimana dei morti. L\u2019incastro della sequenza di attivit\u00e0 operative per produrre un oggetto cartaceo stampato, che esca per il festival, fa s\u00ec che i fumettisti debbano consegnare tutto all\u2019inizio di settembre. E questa cosa \u00e8 veramente una seccatura per chi vorrebbe trascorrere luglio e agosto in localit\u00e0 amene.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Ormai, tra una cosa e l&#8217;altra, ho fatto una decina di libri e sono sempre usciti per Lucca o, a volte, per Treviso, e quindi anche un po\u2019 prima. Alla fine, questa cosa mi ha portato fortuna. Nel senso che Lucca, come vetrina, funziona molto bene: la gente vede la tua roba, poi ne parla, la compra, e il libro gira. Quindi, luglio e agosto a disegnare pagine ci stanno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>P:<\/strong> Secondo me, ci sta anche evitare di passare luglio a Milano&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> No, beh, quello succeder\u00e0 lo stesso. Per\u00f2 almeno non lo passer\u00f2 con la consapevolezza assoluta di dover correre in maniera militare. Quindi vabb\u00e8, solita vita, ma con un pochino pi\u00f9 di relax. Lo accetto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"788\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat03-788x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30630\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat03-788x1024.jpg 788w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat03-231x300.jpg 231w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat03-768x997.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat03.jpg 1155w\" sizes=\"(max-width: 788px) 100vw, 788px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Prima di cominciare\u2026 come ti chiamo? Spugna o Tommaso?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Spugna va benissimo. Spugna \u00e8 come mi chiamano i miei amici, quindi va proprio bene. \u00c8 il soprannome del liceo che \u00e8 diventato nome d&#8217;arte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Bene. A me \u00e8 capitato \u00abA Interdonato non si guarda in bocca\u00bb, o \u00abInter batte Donato 2-0&#8243;&#8230; A te \u00e8 andata meglio.&nbsp; Cosa stai leggendo di bello in questo periodo?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Cosa sto leggendo? Allora, voglio leggere il nuovo libro di <strong>Rambo Pavone<\/strong> che ho recuperato al Comicon ed \u00e8 ancora l\u00ec. \u00c8 proprio quel tipo di fumettista psicopatico che piace a me. Qualche anno fa, ha fatto un libro fighissimo per Coconino che si chiama <em>Pamma<\/em> e mi ha folgorato. Poi avevo letto anche un&#8217;autoproduzione sua che si chiama <em>Overkill<\/em>, e anche quella mi era piaciuta. Il libro nuovo si chiama <em>Flexy the Cat<\/em> ed \u00e8 edito da In Your Face Comics.<br>Poi per il resto ho letto di recente il secondo volume di <em>Ghost Machine<\/em> di <strong>LRNZ<\/strong>. Vabb\u00e8, sono di parte perch\u00e9 Lorenzo Ceccotti lo conosco, come tutti i Superamici, da tanti anni e quindi sono sia un lettore\/fan sia una sorta di fratellino minore. Loro hanno portato avanti un tipo di fumetto che poi a me ha fatto molto comodo venisse sdoganato, e devo dire che il secondo di <em>Geist Maschine<\/em> a me \u00e8 piaciuto parecchio, mi ha soddisfatto molto. Ha una serie di piccoli colpi di scena e di pensate grafiche e narrative che fanno assolutamente quello che dovevano fare. \u00c8 stata una lettura molto soddisfacente.<br>Poi ho la solita &#8220;pila della vergogna&#8221; di roba da recuperare con calma e ho preso, visto che sono comunque un po&#8217; corporativo, anche qualche libro nuovo di Hollow Press da smangiucchiare. Ah, ecco, un&#8217;altra cosa che ho letto di recente, molto interessante, \u00e8 <em>Final Fentanyl<\/em> di <strong>Fat Gomez<\/strong>, che \u00e8 uno di questi libri Hollow Press strutturati come finti manuali o finte guide di giochi che non esistono. Praticamente \u00e8 una sorta di avventura grafica super distopica in cui tutto ha questo filtro estetico e tematico sulle dipendenze e sulle droghe. Visto che io sono molto legato all&#8217;aspetto visivo quando leggo, quella \u00e8 proprio la roba cerco: mi \u00e8 piaciuto molto, \u00e8 molto pieno, esattamente come immaginavo.<br>Insomma, rimango su queste cose. Devo dire che, come lettore, ho dei gusti abbastanza definiti: sperimento, ma fino a un certo punto, perch\u00e9 so abbastanza bene cosa pu\u00f2 piacermi e vado a colpo sicuro. Poi ho un altro problema: sono saturo, non ho pi\u00f9 neanche un centimetro libero in casa o in studio per mettere altri libri, quindi cerco veramente di limitare al minimo l&#8217;acquisto compulsivo e questo mi porta a fare delle scelte un po&#8217; pi\u00f9 oculate. Per\u00f2, ecco, adesso vorrei assolutamente recuperare un altro titolo Coconino, <em>2120<\/em> di George Wylesol, un fumetto-gioco. Perch\u00e9 ho appena visto al cinema <em>Backrooms<\/em> di <strong>Kane Parsons<\/strong> e allora volevo un altro approccio a quel tipo di immaginario un po&#8217; straniante. E tu invece? Hai letto qualcosa di soddisfacente ultimamente?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Io leggo continuamente cose che mi soddisfano fino a un certo punto e raramente cose che mi esaltano. Oggi ho sfogliato <em>La belva nell\u2019ombra<\/em> di <strong>Baron Yoshimoto<\/strong>, pubblicato anche questo da Coconino qualche tempo fa, e costruito su una storia di <strong>Edogawa Ranpo<\/strong>. Ranpo \u00e8 uno scrittore giapponese abbastanza weird che mi piace molto. \u00c8 quello della <em>Strana storia dell\u2019isola Panorama<\/em>, adattato a fumetti da <strong>Suehiro Maruo<\/strong>. Mi fa molto ridere il suo nome, perch\u00e9 \u00e8 la traslitterazione fonetica e la conversione in giapponese di Edgar Allan Poe. E Baron Yoshimoto \u00e8 un gigante del gekiga, che a me piace proprio tanto. Per\u00f2, sfoglio veramente troppa roba\u2026 A un certo punto smetti anche di innamorarti, ed \u00e8 un problema. Vorrei succedesse ancora. E ancora. E ancora. Alla fine, \u00e8 una dipendenza, un po\u2019 tossica, pure questa. Tu, invece, ti innamori ancora e ti innamori spesso e l\u2019elenco delle tue letture mi porta a una riflessione. Ti facevo un frequentatore di fumetti statunitensi, soprattutto di un&#8217;area indie post underground. Quella roba che una volta stava nei mini-comic piegati e fotocopiati e che adesso \u00e8 finita nei graphic novel, ma nelle forme pi\u00f9 strane. Guardando le tue cose ho sempre avuto l&#8217;impressione che tu fossi un fumettista in bilico tra due pulsioni diverse: da una parte una tensione autoriale molto forte, per cui vuoi fare le tue cose e creare i tuoi mondi, ma dall&#8217;altra un amore fortissimo per i &#8220;pupazzetti&#8221;. Guardando i tuoi lavori si vede una costruzione del segno underground, che fa riferimento a tutta la traiettoria di quella cultura. Una costruzione che per\u00f2 ripesca i padri fondatori: <strong>E. C. Segar<\/strong> filtrato attraverso <strong>Robert Crumb<\/strong>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Ti faccio vedere una cosa&#8230; <em>[si scopre la spalla e mostra il tatuaggio con la faccia di Poldo \/ Wimpy di Segar]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> E quindi, da una parte c&#8217;\u00e8 l\u2019underground e, dall\u2019altra, i personaggi, i pupazzetti. Nei tuoi fumetti sono passati Popeye di Segar, le Sturmtruppen di <strong>Bonvi<\/strong>, cui si ammicca fin dal titolo nei due libri con <strong>Marco Taddei<\/strong> (<em>La quarta guerra mondiale<\/em> e<em> Vita da soldatinen<\/em>) fino a Cattivik sempre di Bonvi e di <strong>Silver<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"691\" height=\"1024\" data-id=\"30631\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Quarta-691x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30631\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Quarta-691x1024.jpg 691w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Quarta-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Quarta-768x1138.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Quarta.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 691px) 100vw, 691px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"691\" height=\"1024\" data-id=\"30632\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Soldatinen-691x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30632\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Soldatinen-691x1024.jpg 691w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Soldatinen-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Soldatinen-768x1138.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Soldatinen.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 691px) 100vw, 691px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> S\u00ec, ma infatti\u2026 guarda\u2026 continuano a chiedermi del mio rapporto con l&#8217;underground, quanto mi sento underground, e cos\u00ec via. Per\u00f2, effettivamente, la mia formazione non \u00e8 solo fumettistica, ma viene proprio dallo stile di disegno, dalla grafica e, banalmente, dai cartoni animati. Essendo un figlio degli anni Novanta, sono cresciuto con un immaginario animato pop che era gi\u00e0 di per s\u00e9 caratterizzato da una descrizione grafica mostruosa e deforme.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Ti riferisci a quella che applicava la grande lezione di <strong>John K<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> S\u00ec, s\u00ec. Tutte le cose che vedevo da moccioso su Cartoon Network: <em>Il laboratorio di Dexter<\/em>, <em>Leone il cane fifone<\/em>, ma anche i cartoni pi\u00f9 scemi che c&#8217;erano su Mediaset, tipo gli <em>Street Sharks<\/em>, che erano questi mostri mezzi squali, graficamente interessanti fino a un certo punto. Proprio tutto quell&#8217;immaginario l&#8217;ho sempre subito e vissuto come l&#8217;ultra-pop presentato come una roba anche molto sgradevole dal punto di vista visivo, non aggraziato. Infatti, adesso le cose per bambini sono molto pi\u00f9 rifinite, ripulite e belline rispetto alle cose che vedevo io da piccoletto.<br>Quindi, quello che dici ha perfettamente senso: a me piacciono i pupazzetti, mi piace quel tipo di matrice. Ovviamente, sia per una questione di attitudine sia per dimostrarmi che ne ero in grado, ho cercato il prima possibile di fare le mie cose. Non mi interessava dire: \u00abOk, provo con il mio stile ad agganciarmi subito a personaggi altrui\u00bb. Infatti, banalmente, anche i libri che ho fatto con Hollow Press hanno senso proprio perch\u00e9 si tratta di Hollow Press. Sempre un po&#8217; dark e un po&#8217; fantasy, ma l&#8217;elemento interessante \u00e8 dato dal fatto che hanno uno stile molto &#8220;pupazzoso&#8221;, magari splatter ugualmente come gli altri titoli, per\u00f2 con quel tipo di taglio in pi\u00f9.<br>Quindi s\u00ec, mi ci ritrovo nel tuo ragionamento, anche per quanto riguarda il lavoro fatto con Taddei per i libri Feltrinelli o lo stesso Cattivik. La cosa buffa e paradossale \u00e8 che sono stato chiamato per fare una storia lunga di Cattivik, quindi sono al contempo sia un erede \u2013 anche se, quando dico &#8220;erede&#8221;, sembro uno che se la mena \u2013 sia uno che viene da quella roba. Vengo da <strong>Massimo Bonfatti<\/strong>, da <strong>Giorgio Sommacal<\/strong>, da quel tipo di fumetti, per\u00f2 al contempo ci ho aggiunto altre influenze che vengono da tutto quello di cui mi sono cibato: Cartoon Network, certi inglesi tipo <strong>Simon Bisley<\/strong> o <strong>Kevin O&#8217;Neill<\/strong>. Diciamo che il grottesco, pupazzoso o meno, \u00e8 proprio quello che ho osservato di pi\u00f9.<br>Per dire, lo stesso Bonvi lo sento molto pi\u00f9 vicino nelle <em>Cronache del dopobomba<\/em> rispetto al resto della sua produzione, proprio perch\u00e9 mi intriga di pi\u00f9 quella dimensione, un po&#8217; &#8220;marciona&#8221;, al di l\u00e0 della morbidezza di un fumetto esclusivamente umoristico. A me, con tutto il bene che si pu\u00f2 volere a quel roditore, leggere \u201cTopolino\u201d non ha mai dato alcun tipo di imprinting o di interesse vero; mentre invece guardavo <em>Pinky<\/em> di <strong>Massimo Mattioli<\/strong>, guardavo, appunto, Cattivik, e guardavo altre cose grottesche e sgraziate che mi arrivavano molto di pi\u00f9. Quindi s\u00ec, la tua sensazione \u00e8 corretta. Su quello che mi piace fare sento tanto questa tensione del non riuscire a essere del tutto underground, ma proprio perch\u00e9 in realt\u00e0 non \u00e8 il mio interesse. Magari c&#8217;\u00e8 un&#8217;attitudine che ritorna da un punto di vista produttivo ogni tanto su qualche progetto, per\u00f2 ecco, non mi ha mai interessato farne un discorso di purezza.<br>Mi viene in mente <strong>Johnny Ryan<\/strong>, che \u00e8 l&#8217;autore di <em>Prison Pit<\/em>, una cosa che a me \u00e8 servita tantissimo; eppure Johnny Ryan, anni dopo quel fumetto, scriveva assieme a <strong>Dave Cooper<\/strong> <em>Pig Goat Banana Cricket<\/em>, una serie per Nickelodeon, che poi, vabb\u00e8, \u00e8 stata cancellata dopo appena due stagioni. O penso a <strong>Kaz<\/strong> di <em>Underworld<\/em>, che \u00e8 una vita che campa facendo <em>Spongebob<\/em>. Per me quel tipo di roba \u00e8 una figata pazzesca.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI: <\/strong>Quello che vedo nei tuoi personaggi arriva filtrato dagli animatori che si sono alimentati dell&#8217;underground: John K. che porta <strong>Ralph Bakshi<\/strong> e Crumb dentro Cartoon Network, e Cartoon Network che porta tutto dentro di te. In quelle gengive e in quei denti di cui fai gran vanto, dicendo che hai anche un futuro odontoiatrico importante\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Avrei potuto, probabilmente!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> &#8230;ecco, in quelle gengive e in quei denti, pi\u00f9 che <strong>Basil Wolverton<\/strong> e le derive &#8220;spaghettose&#8221; del suo segno, c&#8217;\u00e8 veramente Cartoon Network.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"794\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat00-794x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30633\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat00-794x1024.jpg 794w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat00-233x300.jpg 233w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat00-768x991.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat00.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 794px) 100vw, 794px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Soprattutto. Poi, per\u00f2, i compiti a casa li ho fatti, nel senso che Cartoon Network mi arrivava quando avevo tra gli otto e i dodici anni, per\u00f2 dal liceo artistico in poi \u00e8 il momento in cui sono andato a ritroso. Quindi Wolverton, fino alle cose di <strong>Rodolphe T\u00f6pffer<\/strong>, o tutto quel tipo di immaginario originario molto sporco, poi me sono andato a recuperarlo. L&#8217;unica eccezione stranissima, per cui ho avuto subito il modello originale a disposizione, \u00e8 stata che, per un compleanno, quando andavo alle elementari, forse addirittura in terza, la mamma di un mio amichetto mi regal\u00f2 proprio una raccoltona delle strisce di Segar. Da piccolo mi ricordo che vedevo i cartoni dei Fleischer Studios, e subito dopo, a pochissima distanza, leggevo queste strip originali del <em>Popeye<\/em> di Segar. E, fin da bambino, il <em>Braccio di Ferro<\/em> Bianconi non mi piaceva. Non so come dire, lo vedevo come la versione edulcorata di quella roba. Quindi Segar, effettivamente, \u00e8 stato l&#8217;unico esempio in cui mi \u00e8 arrivato prima l&#8217;originale rispetto a tutto il resto. Tutti gli altri riferimenti, invece, mi sono arrivati dopo: ho scoperto prima i risultati nel mio mondo, nel tempo che stavo vivendo, e poi, facendo ricerche, riuscivo a tornare indietro alla fonte.<br>Diciamo che ho sempre avuto un po&#8217; quest&#8217;idea di arraffare ovunque. Infatti, un&#8217;altra cosa che mi dicono spesso \u00e8 che sembra che io abbia tantissimi riferimenti diversi e che non copi da due disegnatori, ma da decine, proprio perch\u00e9 mi piace attingere da tante cose. Per\u00f2 rivendico tutto il lavoro che ho fatto per rielaborare quelle influenze.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"692\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/UBS0.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30634\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/UBS0.jpg 500w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/UBS0-217x300.jpg 217w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Arriviamo a <em>Una brutta storia<\/em> che \u00e8 il tuo primo fumetto lungo. Prima avevi fatto altre cose che non conosco, ma di <em>Una brutta storia<\/em> ho seguito il percorso perch\u00e9 lo ha portato <strong>Silvana Ghersetti<\/strong> con la sua casa editrice, Grrrzetic, a Lucca.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Era Lucca 2014, s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> \u00c8 il fine settimana dei morti del 2014 e mi arriva questa cosa e la prendo perch\u00e9 \u00e8 strana, e poi di Silvana mi fidavo, pubblicava robe che ho molto amato come <strong>Tuono Pettinato<\/strong> e altri. A un certo punto prendi in mano questo libro e ti trovi di fronte a un Johnny Ryan, ma che disegna meglio. Perch\u00e9 Ryan \u00e8 bravissimo, per carit\u00e0, ma non \u00e8 che abbia fatto della costruzione dell&#8217;immagine il cuore del suo racconto; il suo \u00e8 pi\u00f9 un lavoro sulla situazione, sulla saturazione e sul ritmo.<br>In <em>Una brutta storia<\/em>, invece, racconti una vicenda che dopo un po&#8217; si capisce essere proprio quella di Popeye. A un certo punto, i riferimenti sono evidenti: c&#8217;\u00e8 tutto un mondo segariano che, come dicono gli americani, \u00e8 &#8220;tongue in cheek&#8221;, ammicca di continuo agli appassionati. E poi alla fine il personaggio si trasforma fisicamente e diventa addirittura orbo. Di fronte a quelle <em>Secret Origins<\/em> di un classico del fumetto, si ha proprio la sensazione di trovarsi davanti a un narratore nuovo. Uno che vuole costruire mondi, ma che allo stesso tempo piglia un oggetto del passato per mettere su carta i suoi &#8220;pupazzetti&#8221;. <strong>Francesca Ghermandi<\/strong> dice che fare fumetti significa muovere pupazzetti su carta, e secondo me tu sei abbastanza d&#8217;accordo con lei.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Sono super d&#8217;accordo con lei. S\u00ec, \u00e8 andata proprio cos\u00ec. Sono uscito dalla scuola di fumetto nel 2011 e dopo pochi mesi&#8230; vabb\u00e8, in realt\u00e0 quest&#8217;idea di fare una sorta di <em>origin story<\/em> di Popeye ce l\u2019avevo in mente da tantissimo tempo, quasi da adolescente, era una cosa che mi affascinava. Anche perch\u00e9 negli anni mi ero imbattuto in narrazioni come <em>Il ritorno del Cavaliere Oscuro <\/em>di <strong>Frank Miller<\/strong>, cio\u00e8 in quelle versioni un po&#8217; pi\u00f9 <em>grim and gritty<\/em> di storie classiche.<br>Fortunatamente questo volume ha avuto tre versioni prima di vedere la luce. La prima era una schifezza inenarrabile: un centinaio di pagine che ho mandato a Silvana Ghersetti nell&#8217;estate del 2012, due anni prima dell&#8217;effettiva pubblicazione. Silvana mi ha risposto in modo estremamente educato&#8230; anche se io avevo capito benissimo cosa intendeva.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> \u00c8 genovese. Mica ce la fa a essere educata e ambigua contemporaneamente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> No, infatti! Mi aveva risposto una roba tipo: \u00abAh, guarda, grazie mille, senti, per\u00f2 facciamo cos\u00ec: tu continua a lavorarci a tempo perso, non ti preoccupare\u00bb. Io ho letto tra le righe e ho capito che intendeva: \u00abAmico mio, \u2018sta roba fa cagare, \u00e8 da rifare\u00bb. All&#8217;epoca mi ero confrontato anche con vari amici, tra cui <strong>Andrea Lavagnini<\/strong>, il ragazzo con cui facevamo \u201cLucha Libre Magazine\u201d. Anche secondo lui questa primissima versione della storia era proprio un &#8220;compitino&#8221;. Mancava tutta la tensione e la parte pi\u00f9 divertente; era un esercizio fatto solo per far vedere che sapevo fare i fumetti.<br>Con la seconda, ma soprattutto con la terza versione, sono andato a briglia sciolta. Anche perch\u00e9 a un certo punto, tra la seconda e la terza stesura, Silvana mi ha detto proprio: \u00abNon ti preoccupare, fallo pi\u00f9 matto\u00bb. A quel punto ho eliminato tutta una serie di spiegazioni di <em>world building<\/em> didascalico che avevo inserito all&#8217;inizio. Questa rifinitura minimalista \u00e8 ci\u00f2 che ha dato la svolta alla storia, e mi ha fatto capire \u2013 anche per i fumetti successivi \u2013 che il lavoro che mi divertiva di pi\u00f9, e che funzionava meglio per il mio tipo di storie, era proprio un <em>world building<\/em> silenzioso, non manifesto.<br>Ad esempio, anche per <em>The Rust Kingdom<\/em>, parlando con <strong>Michele Nitri<\/strong> di Hollow Press, sono arrivato all&#8217;idea di mostrare una scena o una progressione senza fare fondamentalmente quello che fanno tutti, cio\u00e8 dover dimostrare a tutti i costi che sei bravo a passare le informazioni al lettore. Ho capito subito che potevo lavorare senza preoccuparmi troppo di quell&#8217;aspetto didascalico, e da l\u00ec in poi tutto ha funzionato meglio. Non avendo quella tensione, mi diverto come un pazzo a fare le scene d&#8217;azione, le facce deformi, i cazzotti, le spadate&#8230; e quindi, appunto, gioco con i pupazzetti.<br>Ho sempre avuto un approccio abbastanza individualista verso questo mestiere. Trovo che non abbia senso mettermi in competizione con un <strong>Miguel Vila<\/strong><em>,<\/em> per fare un nome, perch\u00e9 facciamo cose completamente diverse per tono, ritmo e per le corde che andiamo a stuzzicare nel lettore. E lo stesso vale rispetto a un <strong>Paolo<\/strong> <strong>Bacilieri<\/strong> o a un <strong>Pablo<\/strong> <strong>Cammello<\/strong>, che \u00e8 un mio carissimo amico ma ha tutta una poetica basata su un certo tipo di ironia e di surrealt\u00e0. Io ho avuto un po&#8217; la presunzione e un po&#8217; la fortuna di capire subito che potevo funzionare facendo meno, ma concentrandomi su quello che mi interessava di pi\u00f9. Quando mi chiedono: \u00abMa tu che tipo di fumetti fai?\u00bb, io rispondo sempre: \u00abFaccio fumetti con i mostri che si menano\u00bb. Questo \u00e8 il mio biglietto da visita. E finora \u00e8 andata bene, ho potuto esplorare molto e specializzarmi in questa roba. Poi, oh, magari fra vent&#8217;anni far\u00f2 fumetti completamente diversi, chi lo sa, ma per il momento \u00e8 una vena che sento ancora molto congeniale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"821\" data-id=\"30636\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/UBS1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-30636\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/UBS1.png 600w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/UBS1-219x300.png 219w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"821\" data-id=\"30635\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/UBS2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-30635\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/UBS2.png 600w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/UBS2-219x300.png 219w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Sei un giocatore di videogiochi?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> No, no, purtroppo no. Sono stato e sono tuttora un grande osservatore di videogiochi. Praticamente, da piccolino, io disegnavo e guardavo mio fratello gemello giocare con il Super Nintendo. Quindi sono cresciuto guardando roba tipo <em>Donkey Kong Country 2<\/em>.<br>E a questo proposito ti lancio un altro riferimento che per me \u00e8 stato formativo: guardavo mio fratello giocare a un videogame che si chiamava <em>Earthworm Jim<\/em>. Parlava di questo vermetto che finiva dentro una tuta spaziale e si trasformava in una sorta di eroe alla <strong>Frank Frazetta<\/strong>, per\u00f2 in uno stile super grottesco. Ci trovavamo davanti a questo gioco a sei anni! Per tornare al discorso di quel tipo di bombardamento iconografico&#8230; Come videogiocatore sono molto terra-terra, sono stato un appassionato solo di alcuni <em>platform, <\/em>qualche picchiaduro a scorrimento e di giochi di lotta.<br>Ecco, ti do un altro riferimento importantissimo: la Capcom, oltre a <em>Street Fighter<\/em>, aveva fatto una serie che per me \u00e8 stata fondamentale che si chiama <em>Darkstalkers<\/em>. Era un picchiaduro con i mostri classici: l&#8217;uomo lupo, la vampira, il vampiro, la mummia, Frankenstein, lo zombie metallaro. Col senno di poi, mi rendo conto che tutte le mosse di questi personaggi avevano delle animazioni estremamente ricche ed elaborate, tutte basate sulla deformazione e sulla trasformazione dei loro corpi. Per esempio, l&#8217;uomo pesce, quando doveva tirare un certo tipo di pugno, trasformava il braccio in una chela di granchio; Frankenstein, quando caricava il super pugno, aveva il braccio che si gonfiava in perfetto stile <em>Popeye<\/em> dei Fleischer Studios, ma con il muscolo che spaccava la pelle, mostrando una sorta di tavola anatomica gigante che attraversava lo schermo. Era una grafica super elegante, molto cartoon e molto manga, ma con un tipo di approccio alla mutazione della carne quasi da <em>body horror<\/em>.<br>Infatti, quando da adulto ho visto i film di <strong>Cronenberg<\/strong>, ho ritrovato elementi di cui in realt\u00e0 fruivo gi\u00e0 da pischello, ovviamente con tematiche di fondo diverse. Tutta la scena di <em>Una brutta storia<\/em> ambientata in quella specie di organismo abissale o alieno \u2013 in cui sembra di stare dentro un utero gigante \u2013 ha una corrispondenza precisa: lo stage finale di <em>Darkstalkers 3<\/em>. L\u00ec combattevi contro il boss finale all&#8217;interno di un utero con sullo sfondo un feto gigante, che poi era il feto dell&#8217;Anticristo. Raccontata cos\u00ec sembra una roba graficamente irricevibile, invece, se vai a vedere le immagini, lo stile di disegno la rendeva comunque approcciabile. Pensa anche a <em>Devilman<\/em> di <strong>G\u014d Nagai<\/strong>: \u00e8 una storia crudissima, assolutamente demoniaca ed ultraviolenta, eppure graficamente G\u014d Nagai ha un&#8217;efferatezza quasi fanciullesca. Quel tipo di tensione l\u00ec \u00e8 quello che mi piace di pi\u00f9.<br>Io sono uno di grana grossa: lo splatter dello <em>Squeak the Mouse<\/em> di Massimo Mattioli mi colpisce molto pi\u00f9 della crudelt\u00e0 dello Zanardi di <strong>Andrea Pazienza<\/strong>, perch\u00e9 mi parla di pi\u00f9, la trovo pi\u00f9 interessante. \u00c8 come quando, in et\u00e0 adulta, ho scoperto che il fumetto originale di <em>The Mask<\/em> era infinitamente pi\u00f9 figo del film. Il film ha degli effetti speciali stupendi e dal punto di vista tecnico \u00e8 splendido, ma il fumetto, scritto da John Arcudi, \u00e8 un&#8217;epopea splatter scatenata. Sono tutte cose che vanno avanti e indietro come in un ping-pong. Prima parlavamo di <em>Prison Pit<\/em>, no? <em>Prison Pit<\/em> alla fine \u00e8 <em>Masters of the Universe<\/em> fatto con lo stesso spirito infantile e adolescenziale, ma reso ultra-efferato.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"788\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat04-788x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30637\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat04-788x1024.jpg 788w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat04-231x300.jpg 231w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat04-768x997.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat04.jpg 1155w\" sizes=\"(max-width: 788px) 100vw, 788px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Anche io sono convinto che Mattioli fosse il pi\u00f9 bravo di tutto il gruppo di \u201cFrigidaire\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Sono d&#8217;accordissimo. Sia narrativamente che visivamente, e per un sacco di altri ottimi motivi. Era il pi\u00f9 matto di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Beh, Mattioli era uno capace di orientare il proprio lavoro a seconda dei committenti, senza mai perdere la rotta e senza smettere mai di essere s\u00e9 stesso nel disegno e soprattutto nel racconto. Riusciva a mettere nello stesso universo <em>Joe Galaxy<\/em>, <em>Squeak the Mouse<\/em> e <em>Pinky<\/em>. Diceva le stesse cose e nessuno si lamentava.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> S\u00ec, s\u00ec, ma infatti! Prima ancora di imbattermi in Cattivik, mia nonna paterna ci regalava l&#8217;abbonamento a \u201cIl Giornalino\u201d. Quindi tutte le settimane mi leggevo questo settimanale che mi arrivava a casa. Visto che ero un bambino e mi trovavo la rivista direttamente in salotto, non avevo manco la consapevolezza che fosse una pubblicazione cattolica; per me era semplicemente un giornale per bambini, me lo sfogliavo e leggevo principalmente i fumetti. Ed \u00e8 l\u00ec che ho scoperto <strong>Jacovitti<\/strong> e Mattioli.<br>Il mio primo imprinting viene da l\u00ec. Pensa che ho scoperto l&#8217;esistenza di <em>Squeak the Mouse<\/em> a diciotto anni, e la mia reazione \u00e8 stata: \u00abCazzo, ma mi stai dicendo che l&#8217;autore di Pinky faceva questa roba? Bellissimo!\u00bb. \u00c8 stata una scoperta splendida, perch\u00e9 un autore che gi\u00e0 amavo per le cose d&#8217;infanzia si \u00e8 rivelato un genio assoluto dell&#8217;underground.<br>D&#8217;altronde Pinky aveva gi\u00e0 tutte queste atmosfere sospese tra lo psichedelico, l&#8217;avventuroso e il fantascientifico; aveva un gusto molto vicino a <em>Ai confini della realt\u00e0<\/em>. Arrivava il piccolo UFO con l&#8217;alieno di turno&#8230; Mi ricordo una striscia in cui c&#8217;era un alienino che scendeva dalla navicella e chiedeva: \u00abSalve, mi sa dire dove posso trovare il tabaccaio?\u00bb. E Pinky: \u00abAh, s\u00ec, ce n&#8217;\u00e8 uno l\u00ec all&#8217;angolo\u00bb. L&#8217;alieno andava, poi tornava indietro e Pinky gli chiedeva: \u00abAllora, com&#8217;era questo tabaccaio?\u00bb, e l&#8217;alieno rispondeva: \u00abBuono!\u00bb mentre si leccava i baffi.<br>Aveva tutte queste sfumature anche un po&#8217; minacciose che mi piacevano da impazzire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> E tu, ti collochi su un piano attiguo? Cio\u00e8, anche tu vuoi raccontare storie diverse su moduli e formati diversi senza perdere la tua identit\u00e0 e la tua efferatezza?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> S\u00ec, in realt\u00e0 s\u00ec. \u00c8 anche il motivo per cui, in questi anni di militanza nel fumetto, ho collaborato con pi\u00f9 editori. Da un lato sentivo che non aveva senso dirmi: \u00abAh, no, io faccio solo queste cose qui e mai mi verrebbe di fare altro\u00bb. Dall&#8217;altro, un editore non vale l&#8217;altro per lo specifico progetto: devi scegliere quello pi\u00f9 vicino al tono specifico per il progetto che hai in mente. L\u2019atteggiamento che mi \u00e8 servito di pi\u00f9, fino a qui, \u00e8 stato andare di bieco egoismo. Quello che volevo fare per conto mio e il pi\u00f9 possibile in autonomia per editori capaci di dialogare e lasciarmi libero di fare i libri come li volevo. Prima Grrrzetic e poi Hollow Press sono state delle cucce incredibili per fare quel tipo di percorso. Per\u00f2 anche l&#8217;esperienza con Taddei prima, e adesso con <strong>Lorenzo La Neve<\/strong>, il lavoro in tandem con qualcun altro che ha una sensibilit\u00e0 molto affine alla mia, mi ha fatto trovare benissimo. \u00c8 stato molto figo. Proprio per il tipo di segno che ho \u2013 che in realt\u00e0 \u00e8 anche un po&#8217; paraculo, nel senso che \u00e8 molto adattabile \u2013 non ha senso dire di no se si presenta l&#8217;occasione giusta. Non escludo che a un certo punto mi pigli bene fare una roba proprio pi\u00f9 smaccatamente per bambini. Nella mia testa Cattivik non \u00e8 un fumetto per bambini, per\u00f2 in realt\u00e0 lo \u00e8: \u00e8 un fumetto umoristico, non complicato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> I bambini adesso guardano <em>Dandadan<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> No, ma infatti! Secondo me, nell&#8217;equazione, la roba super affascinante dei mangaka \u00e8 che, per loro fortuna, si fanno molti meno problemi di quanti non ce ne facciamo noi a mescolare le carte tra la roba per bambini, quella per ragazzini e quella per lettori un po&#8217; pi\u00f9 grandicelli. Non voglio tirarti il pippone perch\u00e9 in tutte le interviste parlo sempre delle stesse quattro cose, per\u00f2 lo cito per dovere di cronaca: io sono un fan sfegatato di <em>One Piece<\/em>, con tutto quello che comporta. \u00c8 un fumetto per ragazzini, d&#8217;accordo, per\u00f2&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Per\u00f2 quella di <strong>Eiichiro Oda<\/strong> \u00e8 un&#8217;analisi politica strepitosa. Mostra cosa succede al mondo quando tutte le strutture del governo crollano e resta solo la pirateria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Secondo me <em>One Piece<\/em> batte <em>Dragon Ball<\/em> due milioni a zero proprio per questo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Fingerless-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-30638\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Fingerless-768x1024.webp 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Fingerless-225x300.webp 225w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Fingerless-1152x1536.webp 1152w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Fingerless.webp 1350w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Non parlare male di <em>Dragon Ball<\/em>. Genio assoluto con una deriva lentissima su questo scontro uno contro uno che non finiva mai.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S: <\/strong><em>One Piece<\/em> continua a funzionare alla grandissima. Fermo restando che ha tutti i suoi limiti \u2013 ogni tanto rallenta, ogni tanto si perde \u2013 parliamo di una roba che va avanti da quasi trent&#8217;anni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Per uno che era al suo primo fumetto&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Eh s\u00ec, s\u00ec. A me affascina molto perch\u00e9 il mangaka ha un tipo di sensibilit\u00e0 e dedizione con cui per un occidentale \u00e8 molto problematico confrontarsi: questi letteralmente si ammazzano di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Ho capito, ma pensa a Galleppini che ha fatto per tutta la vita Tex. Forse \u00e8 proprio un&#8217;idea di mestiere, no?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> \u00c8 la scala il problema. Galleppini faceva, non lo so, trenta pagine al mese. <strong>Eiichiro Oda<\/strong> le fa ogni settimana. Sono venti pagine a settimana con un cast sempre pi\u00f9 grosso, in cui parlano tutti sempre di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Balloon sempre pi\u00f9 grossi e distribuiti: e si disegna un po\u2019 meno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Esatto. Ti spiegano continuamente dove stanno andando: \u00abAh, adesso dobbiamo andare l\u00ec\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Per\u00f2 Oda \u00e8 anche uno pieno di cultura del fumetto. <strong>Akira Toriyama<\/strong> era il tipo che ci ha insegnato che il deserto B di <strong>Moebius<\/strong> pu\u00f2 stare anche in Giappone, perch\u00e9 prima con <em>Arale<\/em> e poi con <em>Dragon Ball<\/em> ha mostrato di essere un figlio di quell\u2019idea di racconto. Eiichiro Oda apre la sua serie con una citazione di <em>Corto Maltese<\/em> cos\u00ec evidente che uno si chiede da dove cazzo gli sia venuta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> S\u00ec, ma infatti la roba che a me fa volare \u00e8 che \u2013 non so a che punto sei arrivato, lo dico un po&#8217; tra le righe \u2013 nella sua forma finale il protagonista diventa Popeye. Diventa proprio un personaggio dei Fleischer Studios come tipo di dinamica corporea. Qualche tempo fa mi sono visto un minidocumentario su YouTube che parlava della vita di <strong>Carl Barks<\/strong>, e di come Barks fosse l&#8217;autore preferito di <strong>Osamu Tezuka<\/strong>. Un mangaka che guarda un grande fumettista americano. Ed \u00e8 uguale per Oda: il character design che fa per gli sgherri di turno, per l&#8217;ennesima ciurma sgangheratissima con queste proporzioni assurde, a me sa molto pi\u00f9 di cultura dell&#8217;immagine post-europea piuttosto che dire: \u00abAh no, questo \u00e8 sicuramente un giapponese al 100%\u00bb. La roba affascinante \u00e8 che ormai siamo in questa situazione in cui \u00e8 tutto un flusso in cui le cose tornano fuori, ed \u00e8 anche molto facile capire da dove vengono. Quella roba l\u00ec per me \u00e8 molto affascinante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Torniamo un attimo a Cattivik.<br>Sei un costruttore di mondi. Tutto il ciclo della ruggine racconta la tua voglia di fare <em>world building<\/em>. Invece con Cattivik ti ritrovi in un universo ormai difficile da violare, perch\u00e9 gli sfondi di Silver prima, e di Bonfatti e Sommacal poi, l&#8217;hanno definito in una maniera da cui non si esce. Anche il movimento del personaggio: le braccia tese, le mani spezzate come le spezzava solo Bonvi&#8230; Tu come ti sei mosso con tutti questi vincoli?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Allora, in realt\u00e0, fortunatamente mi sono mosso guidato. La storia l&#8217;ha scritta Lorenzo La Neve; ce la siamo un po&#8217; rimbalzata, per\u00f2 l&#8217;ha scritta lui. Se mi avessero detto \u00abFai tutto tu\u00bb, probabilmente avrei affrontato la faccenda con molta meno serenit\u00e0. Sapere che c&#8217;era un&#8217;altra persona con cui decidere cosa fare e come far succedere le cose ha levato un bel livello di preoccupazione. L&#8217;ho affrontato quasi facendo finta che non stessi facendo una cosa cos\u00ec importante per me. Mi sono reso conto che ho dovuto mettere una sorta di filtro per evitare di emozionarmi troppo all&#8217;inizio. Poi, quando mi sono scaldato, mi sono divertito e basta. Per\u00f2, parlando del mondo, il gioco di questa storia lunga era che dovevamo fare una sorta di <em>Cattivik: The Movie<\/em>. Quindi, invece di avere la cittadina di provincia in cui vengono ambientate le storie classiche \u2013 che \u00e8 un po&#8217; una sorta di Modena, una citt\u00e0 con le case basse e i portici \u2013 abbiamo preso il personaggio e l&#8217;abbiamo messo in un setting esagerato, alieno, particolare, che \u00e8 questa &#8220;Milano 12&#8221;, dove lui cerca di fare questo colpo incredibile. \u00c8 una roba simpatica che in pochi hanno notato, e mi fa piacere perch\u00e9 vuol dire che funzionava: il libro si chiama <em>Cattivik la novell\u2019 grafik\u2019<\/em> ed \u00e8, al contempo, sia una storia di Cattivik sia una parodia del format della graphic novel. Questo giochino per cui la sfida \u00e8 pi\u00f9 grossa del solito e le cose vanno diversamente, \u00e8 presentato quasi in chiave parodistica. La cosa che pi\u00f9 mi \u00e8 piaciuta, a cui non avevo pensato subito ma lavorandoci mi sono reso conto che era molto figa, era il formato. Io non avevo mai letto storie del personaggio in quel modo, perch\u00e9 tutte le storie di Cattivik sono nel formato a striscia. Morfologicamente i personaggi sono tutti un po&#8217; schiacciati, bassi, compatti. Invece avere il classico formato 17&#215;24 da graphic novel permetteva di alzare un po&#8217; l&#8217;occhio registico. \u00c8 stato figo anche perch\u00e9 abbiamo giocato qua e l\u00e0 con la griglia e con l&#8217;impaginazione, per\u00f2 ovviamente il personaggio \u00e8 rimasto quella pera l\u00ec. Dico sempre che il Cattivik che piace a me, come lo disegno io, \u00e8 una pera Williams: la proporzione \u00e8 quella di una pera un po&#8217; schiacciata, quasi tra la pera e la cipolla. \u00c8 stato facile. Mi ha sorpreso francamente la mancanza di fatica, di preoccupazione o di stress per fare questo libro. A parte ovviamente una strizza iniziale per cui dici: \u00abMadonna, devo fare questa roba, speriamo piaccia\u00bb. E ovviamente dovendolo fare con le tempistiche da un anno all&#8217;altro&#8230; Per\u00f2, col senno di poi, mi sono trovato proprio bene. Non lo pensavo francamente.<br>\u00c8 stato molto figo, proprio divertente. Poi ovviamente \u00e8 stato fatto come si deve, col dovuto sforzo e la dovuta dedizione, per\u00f2 mi \u00e8 piaciuto proprio tanto. Temevo molto di preoccuparmi di pi\u00f9, invece l&#8217;ho fatto con un livello di leggerezza che non pensavo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"788\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat05-788x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30639\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat05-788x1024.jpg 788w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat05-231x300.jpg 231w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat05-768x997.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Cat05.jpg 1155w\" sizes=\"(max-width: 788px) 100vw, 788px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Non abbiamo parlato della costruzione della pagina. Nella pagina, tu costruisci questo spazio in cui i personaggi si possono menare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> S\u00ec, s\u00ec. Pensavo mi chiedessi come.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Eh no, che poi si menano ognuno come pu\u00f2 e come vuole. Come hai vissuto la gestione dello spazio? Hai preso un personaggio che si sviluppa nella tua memoria in orizzontale? Io me lo ricordavo sulle pagine di \u201cTiramolla\u201d di quando ero piccolo, ed erano pagine con il rapporto 17 x 24. Non ho mai pensato che, che quando \u00e8 uscita la striscia \u2013 che per me \u00e8 arrivata quando ero gi\u00e0 al liceo, figurati, sono un vero anziano \u2013 da quel momento in avanti tutta la roba di Sommacal e di Bonfatti si \u00e8 sviluppata sempre rigorosamente in quel formato. Ecco, come hai vissuto la possibilit\u00e0 di muovere su una pagina un personaggio che salta e si agita cos\u00ec tanto?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> In realt\u00e0 molto bene, perch\u00e9 \u00e8 un personaggio bello compatto, per\u00f2 \u00e8 dinamico, salta da tutte le parti. Anche l\u00ec \u00e8 stato facile. Ad esempio, prima di fare questo volume ho fatto una storiella breve con Lorenzo uscita su \u201cLupo Alberto\u201d, per la rubrica \u201cTutto un altro lupo\u201d. Abbiamo fatto una storia di Cattivik in cui il personaggio casualmente si mena con un hamburger mutante.<br>Ora che me lo dici mi viene in mente che per lavorare sulla striscia mi ero dovuto sforzare un po\u2019 di pi\u00f9 rispetto al solito. Visto che ho sempre lavorato nel formato pagina, portare un personaggio che ho sempre letto in orizzontale in un formato che invece gi\u00e0 padroneggiavo \u00e8 stato facilissimo. Non mi \u00e8 costato fatica. E poi costruisco le pagine direttamente in doppie: quando faccio lo storyboard non lo faccio mai vignetta per vignetta o pagina per pagina, ma ho proprio un file con la doppia pagina aperta. Mentre butto l&#8217;occhio, le due pagine si devono gi\u00e0 parlare, deve esserci un andamento che mi piace in quel senso. Fortunatamente, vista la morfologia di Cattivik che \u00e8 bello compatto e ha questa forma molto peroide, aggiungergli gli arti lo rende praticamente inscrivibile in un quadrato. Fondamentalmente facilissimo.<br>L&#8217;anno prima avevo realizzato due libri per Hollow Press che si chiamano <em>Fat Rot Things<\/em>, in cui senza calcolo ho inventato il mio personaggino seriale. Avevo fatto un primo volume cos\u00ec per divertirmi ed essendo venuto bene l&#8217;editore mi ha detto: \u00abGuarda, per quanto mi riguarda questa potrebbe essere una roba seriale: quando hai voglia di fare un nuovo episodio, ne fai un altro\u00bb. E infatti ho realizzato subito l&#8217;episodio due. Anche in questo caso il personaggio \u00e8 proprio compatto, una sorta di Super Mario o di Spongebob. Alla fine, se ci pensi, tutti questi personaggi a met\u00e0 tra il buffo e il cartoon sono quasi sempre delle palline o dei quadrati; quindi avevo gi\u00e0 ragionato su quel tipo di compattezza l\u00ec.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"727\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Sploch-727x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-30642\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Sploch-727x1024.webp 727w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Sploch-213x300.webp 213w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Sploch-768x1081.webp 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Sploch.webp 839w\" sizes=\"(max-width: 727px) 100vw, 727px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Spongebob ha un design bellissimo. Senti, con che domanda si chiudono le interviste, prima che diventino sequestro di persona?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Non lo so. Di solito si chiede dei nuovi progetti, oppure&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Allora fatti una domanda, quella a cui vuoi rispondere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Ma in realt\u00e0, sui nuovi progetti&#8230; Sto scrivendo un altro libro lungo per Hollow Press. Se tutto va come deve andare, e se non subisce altre &#8220;esplosioni&#8221;, ho ripreso degli elementi di una storia lunga che stavo facendo anni fa e che mi era svenuta tra le mani. Anche qui c&#8217;\u00e8 un aneddoto molto figo, che forse ho gi\u00e0 raccontato: all&#8217;epoca la storia era stata messa da parte su suggerimento dell&#8217;editore, Michele Nitri di Hollow Press. Non mi ha detto \u00abquesta roba \u00e8 una schifezza, taglia assolutamente\u00bb, ma una cosa del tipo: \u00abGuarda, se ci tieni la facciamo lo stesso, per\u00f2 secondo me ti stai incartando, magari fai qualcos\u2019altro, per divertirti.\u00bb. Quel consiglio ha poi portato alla nascita di <em>Fat Rot Things<\/em>. Cercando di divertirmi ho creato quel mio personaggio seriale, mentre ora ho ripreso a lavorare su alcuni elementi di quella vecchia storia rimasta nel cassetto. La sto rimettendo a regime e vorrei che come tono fosse una via di mezzo tra <em>Rust Kingdom<\/em> e <em>Fingerless<\/em>: con un sacco di mazzate, tanto per cambiare, ma anche con un racconto molto corale, basato sulla dimensione sociale di questo mondo popolato da mostricciattoli. Non sar\u00e0 assolutamente il nostro mondo, ma un altro universo. Nella mia testa l&#8217;obiettivo \u00e8 prendere l&#8217;esperienza di <em>Rust Kingdom<\/em> e, senza rifarlo identico, lavorare a qualcosa con lo stesso livello di seriet\u00e0 nell&#8217;approccio. <em>Rust Kingdom<\/em> \u00e8 un fumetto molto cupo, quasi mortuario; \u00e8 la mia versione dell&#8217;epic fantasy in chiave dark fantasy. Erano tanti anni che facevo altro \u2013 prima l&#8217;horror con <em>Fingerless<\/em>, poi queste cose pi\u00f9 umoristiche e i lavori con Taddei \u2013 e devo dire che provare di nuovo a misurarmi con quel tono mi diverte molto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"726\" height=\"1024\" data-id=\"30640\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Rot1-726x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-30640\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Rot1-726x1024.webp 726w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Rot1-213x300.webp 213w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Rot1-768x1083.webp 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Rot1-1090x1536.webp 1090w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Rot1.webp 1277w\" sizes=\"(max-width: 726px) 100vw, 726px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"734\" height=\"1024\" data-id=\"30641\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Rot-734x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30641\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Rot-734x1024.jpg 734w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Rot-215x300.jpg 215w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Rot-768x1072.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Rot-1101x1536.jpg 1101w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Rot.jpg 1290w\" sizes=\"(max-width: 734px) 100vw, 734px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>PI:<\/strong> Adesso ti faccio la domanda alla quale non vorresti mai rispondere. Quella che assomiglia un po\u2019 a \u00abvuoi pi\u00f9 bene a mamma o a pap\u00e0?\u00bb. Nitri \u00e8 il tuo editor preferito?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S:<\/strong> Beh, \u00e8 sicuramente l&#8217;editor con cui mi sono confrontato di pi\u00f9. Silvana mi ha dato una &#8220;schicchera&#8221; iniziale che ha impostato il mio modo di lavorare su quasi tutto il resto. Per\u00f2 con Hollow Press collaboro davvero dal 2016 \u2013 <em>Rust Kingdom<\/em> \u00e8 uscito nel 2017, ma ci siamo conosciuti nel 2015 \u2013 e c&#8217;\u00e8 un livello di confronto che mi piace moltissimo. Soprattutto, mi piace l&#8217;idea che il mio editore possa anche dirmi di no. Gli autori spesso non lo pensano o non lo dicono, ma a me fa piacere che un editore ragioni anche in chiave commerciale e mi dica: \u00abGuarda, questo fumetto pu\u00f2 essere interessante, per\u00f2 valuta questo aspetto del momento in cui uscir\u00e0\u00bb, o banalmente che si possa parlare in maniera molto schietta e diretta di come vendere il libro. Mi sono sempre trovato molto bene con questo approccio; preferisco questo tipo di ragionamento al classico: \u00abSei bravissimo, sei un genio, quando finisci il libro lo pubblichiamo\u00bb. \u00c8 un confronto interessante. Poi in realt\u00e0 \u00e8 capitato anche che dei miei lavori per Hollow Press siano stati pubblicati a scatola chiusa: mandavo il PDF completo, Michele dava il suo parere e dopo qualche giorno si andava in stampa. \u00c8 successo anche questo, ma ecco non direi assolutamente che \u00e8 il metodo standard per tutto quello che ho fatto. Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 proprio un livello di conoscenza reciproca molto profondo. Mi rendo anche conto che non pu\u00f2 valere per tutti e magari non varr\u00e0 per sempre nemmeno per me, non so se fra cinque anni le dinamiche cambieranno, ma per il momento gli incastri sono sempre stati molto proficui. Figo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo Interdonato intervista Spugna, autore di Rust Kingdom, Fingerless, Fat Rot Things e della recente graphic novel di Cattivik. 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