{"id":31400,"date":"2026-10-12T08:00:00","date_gmt":"2026-10-12T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=31400"},"modified":"2026-10-05T18:22:34","modified_gmt":"2026-10-05T16:22:34","slug":"le-citta-oscure-di-benoit-peeters-e-francois-schuiten","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2026\/10\/12\/le-citta-oscure-di-benoit-peeters-e-francois-schuiten\/","title":{"rendered":"\u201cLe citt\u00e0 oscure\u201d di Beno\u00eet Peeters e Fran\u00e7ois Schuiten"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Omar ci consegna, con i suoi tempi, un&#8217;appendice al numero dedicato a Metropolis. E che appendice!<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>L\u2019aspetto architettonico \u00e8 stato un elemento importante, quasi fondamentale, in alcuni fumetti degli anni Ottanta, dove stili del passato (l\u2019Art Nouveau, il Bauhaus o il brutalismo, per esempio) venivano recuperati e rimescolati con la contemporaneit\u00e0, dando origine a volte a un retro-futuro che veniva usato con approcci diversi. A questo si potevano accompagnare situazioni narrative astratte e il recupero di elementi che oggi potremmo definire \u201cweird\u201d. Tali ingredienti davano origine a opere decisamente particolari, che si distinguevano dalla produzione dell\u2019epoca. Per esempio, si possono citare la serie <em>Mister X<\/em> creata da <strong>Dean Motter<\/strong> e inizialmente disegnata da <strong>Jaime e Beto Hernandez<\/strong> (Motter avrebbe continuato ad approfondire il suo interesse per l\u2019architettura e le metropoli con opere come <em>Terminal City<\/em> per DC\/Vertigo ed <em>Electropolis<\/em> per Image), e <em>Doctor Mabuse<\/em> dello spagnolo <strong>Jos\u00e9 Maria Beroy<\/strong>, che riscrive con un approccio fantascientifico anni Ottanta l\u2019omonimo personaggio letterario reso celebre da una serie di film inaugurati da <strong>Fritz Lang<\/strong> che hanno come tema l\u2019ascesa del Nazismo e la paranoia scatenata dalla Guerra fredda. L\u2019opera per\u00f2 che, partendo da una forte attenzione alla concezione di spazi urbani originali, riesce a dare origine a una serie di libri che si presentano come delle operazioni aliene, all\u2019interno del panorama fumettistico francese, \u00e8 il ciclo delle <em>Citt\u00e0 oscure<\/em> che fu iniziato oltre quarant\u2019anni da <strong>Beno\u00eet Peeters<\/strong> ai testi e <strong>Fran\u00e7ois Schuiten<\/strong> ai disegni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"613\" height=\"790\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/2.Doctor-Mabuse-Beroy.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31401\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/2.Doctor-Mabuse-Beroy.jpg 613w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/2.Doctor-Mabuse-Beroy-233x300.jpg 233w\" sizes=\"(max-width: 613px) 100vw, 613px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Questi volumi hanno una concezione semplice ma non banale. Ogni storia esplora la citt\u00e0 di un mondo che appare come una versione \u201calternativa\u201d al nostro (nella finzione narrativa, \u00e8 un pianeta dall\u2019altro lato del Sole, per cui risulta invisibile alla nostra Terra). L\u2019aspetto urbano e architettonico non \u00e8 solo uno sfondo grafico, in cui far eccellere l\u2019incredibile talento di Schuiten, ma l\u2019elemento principale che influenza tutti i personaggi nonch\u00e9 l\u2019andamento e la direzione della storia, dove i protagonisti, spesso persone deboli, dubbiose e indecise, sono guidati verso destini che, il pi\u00f9 delle volte, si rivelano inevitabili.<\/p>\n\n\n\n<p>In pi\u00f9, il tema del viaggio che i due autori utilizzano \u00e8 diverso rispetto a quello a cui siamo abituati normalmente: non ci troviamo davanti al classico \u201cviaggio dell\u2019eroe\u201d teorizzato da <strong>Joseph Campbell<\/strong>, non \u00e8 lo strumento attraverso cui i personaggi scoprono i propri difetti e li superano, per arrivare alla fine cambiati. In queste situazioni i protagonisti (tutti maschili, a parte un solo caso, che risulta essere il personaggio pi\u00f9 sfaccettato del ciclo) si trovano alla fine in una posizione peggiore rispetto a quella da cui erano partiti, senza capire nemmeno bene quello che \u00e8 successo. \u00c8 un viaggio esteriore, nell\u2019ambiente circostante, pi\u00f9 che interiore, e a trovarne giovamento, per l\u2019inventiva di questo mondo in continua costruzione ed evoluzione, \u00e8 il lettore che rimane affascinato davanti alla maestria di Schuiten, un disegnatore nato all\u2019interno di una famiglia di architetti che contribu\u00ec alla \u201cbrusselizzazione\u201d della capitale belga, cio\u00e8 alla distruzione di edifici spesso dal design particolare e ricercato, a favore della realizzazione di nuove costruzioni moderne e dalle forme banali.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un continuo gioco di rimandi verso quella che \u00e8 la nostra realt\u00e0 del passato (per esempio, i nomi delle citt\u00e0 leggermente modificati, come P\u00e2hry, Br\u00fcsel, K\u00f8benhavn, oppure gli abbigliamenti che si evolvono e cambiano da citt\u00e0 a citt\u00e0) che genera un effetto di spaesamento in noi lettori: ci sembrano familiari e, allo stesso tempo, diversi, come se qualcosa non tornasse del tutto. La forma narrativa cambia in continuazione (si passa dal fumetto al racconto epistolare, al libro illustrato), i riferimenti letterari si susseguono (le atmosfere astratte e stranianti di <strong>Franz Kafka<\/strong>, <strong>Jorge Luis Borges<\/strong>, <strong>E.T.A. Hoffman<\/strong> e del romanzo fantastico dell\u2019Ottocento sebbene sia soprattutto <strong>Jules Verne<\/strong> a lanciare la propria lunga ombra su tutta la serie), soluzioni grafiche si contrappongono (colore contro il bianco e nero, disegno contro la fotografia, diverse tonalit\u00e0 di bianco) per rappresentare l\u2019incontro (o scontro) tra la realt\u00e0 di questo mondo \u201criflesso\u201d e il nostro. Il risultato \u00e8 un territorio urbano che, apparentemente conosciuto, si rivela a ogni pagina sempre pi\u00f9 alieno.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"681\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/3.Tempio-1024x681.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31402\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/3.Tempio-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/3.Tempio-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/3.Tempio-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/3.Tempio-1536x1021.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/3.Tempio-2048x1361.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Al di l\u00e0 di tutti i personaggi e delle storie, \u00e8 evidente che \u00e8 la citt\u00e0 la vera protagonista, l\u2019attore principale che si staglia sopra ogni cosa e che si evolve in continuazione. C\u2019\u00e8 una ricerca costante nel (ri)creare stili architettonici (soprattutto l\u2019Art Nouveau e l\u2019opera di <strong>Victor Horta<\/strong>) e ambienti in cui i paesaggi urbani co-esistono nella loro diversit\u00e0, a volte anche di epoche. L\u2019altro elemento comune in ogni storia \u00e8 la dimensione \u201cfisica\u201d di quei componenti: tutto \u00e8 gigantesco in questi luoghi, non solo gli edifici ma anche i mezzi utilizzati per spostarsi, per cui l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 psicologicamente schiacciata nel suo habitat. Colpisce come l\u2019uomo riesca ad adattarsi in spazi che sottolineano il suo essere \u201cformica\u201d in un mondo che \u00e8 stato lui stesso a creare. Sembra che l\u2019hybris si manifesti nelle dimensioni esagerate e nella capacit\u00e0, soprattutto architettonica, di modificare l\u2019ambiente grazie a questi ordini di grandezza esprimendo, di conseguenza, una volont\u00e0 di onnipotenza divina.<\/p>\n\n\n\n<p>Al momento, il canone ufficiale della serie \u00e8 composto da dodici libri a fumetti (pi\u00f9 un ulteriore titolo, inserito a posteriori all\u2019interno del ciclo), che presentano dei collegamenti minimi l\u2019uno con l\u2019altro. Inizialmente serializzato all\u2019interno della rivista \u201c\u00c0 Suivre\u201d a partire dal 1982, <em>Les Murailles de Samaris<\/em> (<em>I bastioni di Samaris<\/em>) stabilisce le coordinate e le tematiche delle storie successive: il protagonista affronta una vicenda dal taglio apparentemente classico, in cui l\u2019ambientazione ha un peso fondamentale sugli eventi che gli stravolgeranno la vita: il governo di Xhystos manda Franz a investigare su una notizia, su cui non entrano nel dettaglio, che riguarda la citt\u00e0 di Samaris. Gli spazi che il protagonista deve attraversare durante il viaggio sembrano non finire mai e, una volta arrivato nella citt\u00e0 di cui deve scoprire il segreto, gli edifici, visti dal basso, con quelle forme cos\u00ec slanciate, sembrano penetrare direttamente nel cielo. C\u2019\u00e8 un po\u2019 del <em>Cuore di tenebra<\/em> di <strong>Joseph Conrad<\/strong> in questa storia, con Samaris che prende il posto di Kurtz e che presenta lo stesso tipo di influsso sul viaggiatore in missione. Alla fine, come in una storia del fantastico del Diciannovesimo secolo, il giovane scopre il paradossale segreto della citt\u00e0 e ne rimane sconvolto: il suo avversario di pietra ha avuto la meglio.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"756\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/4.Samaris-756x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31403\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/4.Samaris-756x1024.jpg 756w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/4.Samaris-222x300.jpg 222w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/4.Samaris-768x1040.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/4.Samaris-1135x1536.jpg 1135w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/4.Samaris-1513x2048.jpg 1513w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/4.Samaris-scaled.jpg 1891w\" sizes=\"(max-width: 756px) 100vw, 756px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>La Fi\u00e8vre d&#8217;Urbicande<\/em> (<em>La febbre di Urbicanda<\/em>, 1985), assieme a <em>Br\u00fcsel<\/em>, \u00e8 la storia che approfondisce meglio il rapporto tra citt\u00e0 e i suoi abitanti, mettendo in scena Eugene Robick (riferimento non particolarmente sottile), un architetto (o meglio, un \u201curbatetto\u201d, come viene definito nella storia) a cui, mentre porta avanti una battaglia personale contro la burocrazia per mantenere l\u2019armonia e l\u2019equilibrio architettonico della citt\u00e0 di Urbicanda, viene consegnato un cubo trovato durante una spedizione. L\u2019oggetto, in maniera inspiegabile, inizia a ingrandirsi senza interruzione e penetra fisicamente all\u2019interno dei vari edifici. Questo evento inatteso d\u00e0 vita a un nuovo ordine sociale, in cui gli spazi subiscono una rivoluzione: aree in precedenza abbandonate tornano a essere frequentate e le persone si adattano senza difficolt\u00e0 ai nuovi ambienti, in un interessante gioco di causa ed effetto, che dimostra come siamo in realt\u00e0 facilmente influenzabili e adattabili alle modifiche dell\u2019ambiente in cui ci ritroviamo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La Tour<\/em> (<em>La torre<\/em>, 1987) cambia le coordinate del racconto: pur avendo un impianto narrativo classico (Giovanni Battista, che ha le fattezze dell\u2019<strong>Orson Welles<\/strong> nel film <em>Falstaff<\/em>, si occupa di mantenere funzionante il settore della Torre che gli \u00e8 stato affidato e un giorno, in perenna attesa di un controllo da parte dei superiori, decide di andare a visitarli lui stesso), la storia si dipana all\u2019interno di un ambiente astratto che illustra una duplice natura contraddittoria del territorio che viene attraversato: esiste nominalmente una unit\u00e0 di luogo (la torre) ma, allo stesso tempo, a causa della dimensione colossale dell\u2019edificio, suddiviso in molteplici aree, abbiamo un\u2019ampia variet\u00e0 di territori. Inoltre, il fumetto introduce per la prima volta la soluzione grafica a cui avevo precedentemente accennato: quando le Citt\u00e0 Oscure entrano in contatto con un\u2019altra realt\u00e0, l\u2019\u201cincontro\u201d viene caratterizzato dall\u2019utilizzo di elementi grafici diversi. In questo volume, la storia \u00e8 realizzata in bianco e nero, ma ogni tanto \u00e8 costellata da sprazzi di colore, contenute all\u2019interno delle stesse vignette monocrome. A guardarlo ora, l\u2019approccio potrebbe non risultare pi\u00f9 concettualmente originale, ma la precisione del disegno riesce a trasmettere, in quelle situazioni particolari, una certa forza.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/5.Torre_-720x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31404\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/5.Torre_-720x1024.jpg 720w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/5.Torre_-211x300.jpg 211w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/5.Torre_-768x1092.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/5.Torre_-1080x1536.jpg 1080w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/5.Torre_-1440x2048.jpg 1440w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/5.Torre_-scaled.jpg 1800w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>La Route d&#8217;Armilia<\/em> (<em>La strada per Armilia<\/em>, 1988) realizza il primo riferimento esplicito a Jules Verne: la storia \u00e8 un racconto illustrato, in forma di diario, le cui atmosfere rimandano al celebre romanzo per ragazzi <em>Cinque settimane in pallone<\/em>. Il protagonista \u00e8 un ragazzo di nome Robur (altro riferimento a uno dei celebri personaggi dello scrittore francese) che racconta le mirabolanti avventure che gli accadono durante il lungo viaggio verso Armilia, dove dovr\u00e0 consegnare una misteriosa busta in grado di salvare il destino della citt\u00e0. La traversata aerea permette di avere brevi assaggi di una serie di citt\u00e0 che incrociamo lungo il percorso. Ribaltando la prospettiva del primo volume, dove la visione dal basso sottolineava la spettacolarit\u00e0 dei paesaggi urbani, il viaggio in dirigibile permette di ottenere lo stesso risultato osservando tutto dall\u2019alto: accentuare l\u2019aspetto architettonico dei colossali centri urbani. In parallelo, si svolge la \u201cvera\u201d storia, che risulta chiara solo alla conclusione: il racconto del ragazzo \u00e8 la fantasia di un bambino che, come tanti altri, si trova all\u2019interno di una macchina che serve a costruire un gigantesco pallone aerostatico. La sua unica espressione di libert\u00e0 \u00e8 quindi di scollegarsi per scrivere e vivere questa realt\u00e0 alternativa, pi\u00f9 bella di quella in cui \u00e8 costretto a vivere. In tal modo, vengono presentati altri due temi ricorrenti: la duplice considerazione della tecnologia come elemento di meraviglia (riesce a produrre macchine incredibili) e come elemento negativo (sfrutta il lavoro minorile e genera una catena di produzione massificata e alienante), e l\u2019idea del potere della fantasia, in grado di modificare la realt\u00e0. Quest\u2019ultimo aspetto \u00e8 realizzato attraverso l\u2019uso del fumetto (la dura realt\u00e0) contrapposto al racconto epistolare (l\u2019emozione del viaggio sul dirigibile).<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto certi aspetti, si pu\u00f2 considerare <em>Br\u00fcsel<\/em> (1992) il <em>Brazil<\/em> di Peeters e Schuiten. Come nel film di <strong>Terry Gilliam<\/strong>, il protagonista Constant Abeels \u00e8 schiacciato dalla citt\u00e0, che sta per subire una radicale trasformazione urbana, e dalla burocrazia, che permea ogni aspetto delle disavventure che lo colpiscono, nel tentativo di far decollare la sua attivit\u00e0 di fiorista che vuole passare all\u2019uso delle piante di plastica. A rileggerlo ora, la critica delle grosse societ\u00e0 che non si preoccupano delle conseguenze delle proprie azioni \u00e8 di sconfortante attualit\u00e0 (sostituite la societ\u00e0 di costruzione che vuole modernizzare Br\u00fcsel con le big tech contemporanee e i meccanismi di controllo e manipolazione saranno gli stessi) per la consapevolezza che queste dinamiche non cambiano mai. La citt\u00e0 e i suoi quartieri sono lo sfondo e il motore di ogni evento che il protagonista, una specie di novello \u201cCandido\u201d, riesce a superare pi\u00f9 per il caso e l\u2019intervento esterno di altre persone che per bravura o intelligenza. Questo si riflette anche sullo sviluppo della storia, che procede in maniera eccessiva per accumulazione, passando da una situazione a un\u2019altra, senza presentare un vero e proprio sviluppo strutturale della narrazione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"725\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/6.Brusel-725x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31405\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/6.Brusel-725x1024.jpg 725w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/6.Brusel-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/6.Brusel-768x1085.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/6.Brusel-1088x1536.jpg 1088w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/6.Brusel-1450x2048.jpg 1450w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/6.Brusel-scaled.jpg 1813w\" sizes=\"(max-width: 725px) 100vw, 725px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">9782203167216<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Probabilmente <em>L&#8217;Enfant pench\u00e9e<\/em> (<em>La bambina inclinata<\/em>, 1996) \u00e8 il capitolo pi\u00f9 ambizioso e, a mio giudizio, quello pi\u00f9 riuscito. Ritroviamo gli elementi presenti nei volumi precedenti, ma che raggiungono un equilibrio e uno sviluppo quasi perfetto: si allarga la tipologia di ambientazioni rappresentate (il luna park, il circo itinerante, gli osservatori); il surrealismo dello spunto di partenza \u00e8 intrinsecamente collegato alla logica di questo mondo (dopo aver fatto un giro sulle montagne russe, Mary Von Rothen non \u00e8 pi\u00f9 in grado di stare dritta, ma rimane sempre inclinata senza una ragione apparente); la scienza viene vista solo in maniera positiva, attraverso il punto di vista del personaggio ricorrente del professor Axel Wappendorf; le due realt\u00e0 (dimensioni?) si incrociano a causa della determinazione di un artista (il pittore Augustin Desombres) di esprimere il proprio atto creativo; la contrapposizione grafica \u00e8 tra il disegno e la fotografia (che utilizza il fotoromanzo). \u00c8 da sottolineare che nella realt\u00e0 fotografica, il personaggio del pittore \u00e8 interpretato dal pittore e fumettista canadese <strong>Martin Vaughn-James<\/strong>, soprattutto famoso per il graphic novel <em>The Cage<\/em>, realizzando quindi quel cortocircuito tra finzione narrativa e realt\u00e0 che tanto piace ai due creatori. Infine, per quello che riguarda le influenze grafiche, dopo una sequenza iniziale in cui Schuiten si ispira esplicitamente al Little Nemo di <strong>Winsor McCay<\/strong>, il riferimento pi\u00f9 palese \u00e8 alle illustrazioni di Georges Roux e L\u00e9on Benett che impreziosirono i libri di Jules Verne e all\u2019immaginario rappresentato in quei disegni: il cannone da cui viene sparato il razzo, il razzo stesso, il mondo delle sfere e cos\u00ec via. Il fantastico di Verne, McKay ma anche del regista <strong>Georges M\u00e9li\u00e8s<\/strong> permea profondamente questo libro. E lo stesso Verne vi compare, come deus ex machina, verso la conclusione della storia, per incontrare e parlare con lo scienziato. L\u2019unica protagonista femminile, Mary von Rathen, \u00e8, per la prima volta, un personaggio a tutto tondo che ha una sua personalit\u00e0 e che agisce, ancora pi\u00f9 del Giovanni Battista della <em>Torre<\/em>, con decisione per raggiungere il proprio scopo: a causa della sua diversit\u00e0, vuole cambiare il destino che la imprigiona e non essere pi\u00f9 sottoposta all\u2019emarginazione (la scuola) e allo sfruttamento (il circo dove si rifugia). Alla fine, viene trovata una soluzione (la ragazza, ora non pi\u00f9 bambina, torna a stare dritta), ma avviene in modo quasi casuale, grazie all\u2019intervento esterno di forze superiori, confermando l\u2019approccio narrativo di Peeters che evita le trappole della classica storia di avventura per privilegiare una struttura pi\u00f9 libera e personale, pur rimanendo all\u2019interno di certe convenzioni, che non ha paura di manipolare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"729\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/7.Inclinata-729x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31406\" style=\"width:750px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/7.Inclinata-729x1024.jpg 729w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/7.Inclinata-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/7.Inclinata-768x1079.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/7.Inclinata-1093x1536.jpg 1093w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/7.Inclinata-1457x2048.jpg 1457w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/7.Inclinata-scaled.jpg 1821w\" sizes=\"(max-width: 729px) 100vw, 729px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>I due elementi principali della storia seguente, <em>L&#8217;Ombre d&#8217;un homme<\/em> (1999), sono il ribaltamento del tema appena affrontato e l\u2019omaggio alla Germania grazie ai riferimenti letterari (gli scrittori <strong>Adalbert von Chamisso<\/strong> e <strong>Clemens Brentano<\/strong>), all\u2019estetica degli edifici che ricordano quelli stilizzati e vagamente Art Nouveau del <em>Metropolis<\/em> di <strong>Fritz Lang<\/strong>, e all\u2019uso del cinema delle ombre cinesi, che ha nel film del 1926 <em>Le avventure del principe Achmed<\/em> della regista <strong>Lotte Reiniger<\/strong> il suo punto pi\u00f9 alto. L\u2019omaggio pi\u00f9 esplicito per\u00f2 \u00e8 il fatto che questo fumetto \u00e8 la riscrittura di un romanzo tedesco dell\u2019Ottocento: partendo da <em>Storia straordinaria di Peter Schlemil<\/em> di Adalbert von Chamisso, in cui il protagonista titolare della storia vende la propria ombra al diavolo, Peeters e Schuiten adattano quello spunto al mondo che hanno costruito. L\u2019assicuratore Albert Chamisso \u00e8 perseguitato da incubi che gli rendono quasi impossibile riposarsi e, per risolvere quel malessere, un dottore gli suggerisce di prendere una medicina sperimentale, che ha l\u2019effetto secondario imprevisto di colorare la sua ombra e di renderla, in pratica, la proiezione del suo corpo: il doppio non \u00e8 quindi nell\u2019incontro di due realt\u00e0, ma espresso dallo stesso protagonista. Il cambiamento, che ha dei risvolti iniziali negativi (la moglie lo abbandona e viene licenziato dalla societ\u00e0 dove lavora), lo costringe a mettersi in gioco e gli fornisce lo spunto di cambiare e maturare: la caratteristica particolare che ha acquisito e che vede come una maledizione, gli permette di entrare nel mondo del teatro, realizzando spettacoli a met\u00e0 tra il cinema delle ombre e la performance artistica. A differenza di Mary, quindi, Albert trova il suo equilibrio grazie alla sua inattesa caratteristica e non cercher\u00e0 di cancellarla, ma trova una nuova dimensione personale in essa. Ad arricchire la vicenda, ci sono gli usuali elementi della serie: una satira nei confronti della borghesia, che riecheggia l\u2019uso che ne faceva lo scrittore e commediografo austriaco <strong>Arthur Schnitzler<\/strong>, il gigantismo degli ambienti che, di nuovo, fa venire in mente il film <em>Brazil<\/em>, l\u2019inserimento sempre pi\u00f9 frequente di piccole citazioni interne che rendono evidenti i collegamenti con le storie precedenti (le citt\u00e0 che vengono nominate, l\u2019immancabile presenza del dottor Wappendorf, fil rouge della serie e co-protagonista del precedente <em>La bambina inclinata<\/em>, la storia della <em>Torre<\/em> che diventa la trama di una rappresentazione teatrale). \u00c8 anche un interessante studio sulla percezione: come il primo fumetto si basava su un inganno visivo (il trompe l\u2019oeuil), cos\u00ec questa storia, nello sviluppo del suo finale, mescola il cinema e il teatro per rappresentare la meraviglia di cui beneficiamo attraverso lo sguardo, di come possiamo perderci all\u2019interno dei trucchi della visione e di come la bellezza del racconto ci possa far credere reali cose che non esistono.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"747\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/8.Homme_-747x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31407\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/8.Homme_-747x1024.jpg 747w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/8.Homme_-219x300.jpg 219w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/8.Homme_-768x1053.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/8.Homme_-1120x1536.jpg 1120w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/8.Homme_-1493x2048.jpg 1493w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/8.Homme_-scaled.jpg 1866w\" sizes=\"(max-width: 747px) 100vw, 747px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Nel dittico <em>La Fronti\u00e8re invisible<\/em> voll. 1-2 (La frontiera invisibile, 2002, 2004) il discorso si allarga\u2026 in tutti i sensi. Dalla citt\u00e0 l\u2019azione ritorna a un unico edificio, ma ampliando l\u2019ambito anche alla zona desolata in cui \u00e8 inserito. Inoltre, essendo quel luogo la sede del centro della cartografia, l\u2019attenzione si sposta dallo spazio urbano a quello geografico, a ci\u00f2 che costituisce una nazione e, soprattutto, cosa rappresentano i confini. Focalizzando il tema sul fatto che lo spostamento dei limiti e le frontiere di paesi adiacenti risulta essere un mezzo per conquistarli o esercitarvi il proprio potere, anche questo fumetto mostra la sua attualit\u00e0, attraverso i tentativi dei politici e dei militari di mettere in primo piano l\u2019importanza della propria nazione (lo stato rappresentato sembra essere la Russia). Estremamente contemporaneo \u00e8 anche l\u2019elemento grottesco con cui le macchine forniscono evidenti dati sbagliati, che non vengono controllati o corretti per la mancanza di tempo di chi ne usufruisce e che \u00e8 cosciente della loro inaffidabilit\u00e0. Le interpretazioni contrapposte della scienza questa volta sono incarnata da due personaggi: l\u2019immancabile professor Wappendorf e l\u2019ambizioso \u201cneo-tecnologista\u201d Ismail Djunov, caratterizzato da una mancanza di fermezza nel piegarsi alle richieste dei superiori e dei potenti, pur di conservare la sua posizione di prestigio. \u00c8 anche interessante notare lo sfaldamento del racconto, dal punto di vista della sua concezione narrativa: apparentemente, le vicende che hanno per protagonista il giovane cartografo Roland de Cremer sembrano seguire lo schema classico dello straniero che arriva in un nuovo ambiente e, dopo varie difficolt\u00e0, riesce a cambiarlo e a dominarlo. Qui invece non accade nulla di tutto ci\u00f2: il centro di cartografia subisce in modo piuttosto banale un forte ridimensionamento, nonostante tutte le migliorie introdotte, mentre il destino del giovane protagonista si risolve in un anti-climax: cercando di fuggire da un futuro che si preannuncia drammatico, scompare e si annulla nel deserto dello spazio circostante.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ultimo dittico <em>La Th\u00e9orie du grain de sable<\/em> voll. 1-2 (<em>La teoria del granello di sabbia<\/em>, 2007, 2008) si riallacciano i fili narrativi delle storie precedenti e, da un punto di vista visivo, si nota pi\u00f9 chiaramente un cambiamento che incominciava a essere percepibile, in modo sottile, dal fumetto precedente: \u00e8 sempre pi\u00f9 marcata la progressione temporale e l\u2019evoluzione storica, scandite dall\u2019abbigliamento dei personaggi e dalla presenza di strumenti \u201ctecnologici\u201d di uso quotidiano, come il telefono. Si ritorna a Br\u00fcsel e riappare sia Constant Abeels sia Mary Von Rothen, ora specializzata in eventi bizzarri. C\u2019\u00e8 nuovamente l\u2019apparente intenzione, da parte degli autori, di realizzare una storia vagamente di genere (una serie di strani eventi, causati dalla comparsa di una sostanza che si presenta sotto varie forme, rischia di distruggere la metropoli) ambientandola in un luogo che \u00e8 profondamente cambiato rispetto al volume del 1992 (l\u2019architettura urbana si \u00e8 evoluta attraverso il cambiamento della linea e dei colori degli edifici, come viene osservato in un dialogo). Per il livello di cripticit\u00e0 tipico della serie, questa \u00e8 la storia pi\u00f9 \u201cordinaria\u201d ed equivale quasi a un racconto d\u2019avventura. Questa \u201cnormalit\u00e0\u201d viene espressa anche nel modo sottile con cui si caratterizza l\u2019incontro delle due dimensioni: la pagina ha una costante tonalit\u00e0 color crema che quasi non si nota, ma quando entra in scena l\u2019elemento estraneo (la sabbia, le pietre, uno strano gioiello e le persone su cui l\u2019altra realt\u00e0 sta avendo degli effetti fisici), presenta il biancore quasi abbacinante della pagina, rendendo quindi evidente lo stacco. Come da usuale copione, Mary Von Rathen risolve la situazione e la citt\u00e0 \u00e8 salva, ma di nuovo \u00e8 tutto banale, senza quegli effetti speciali rutilanti che ci si sarebbe aspettati dalle premesse. \u00c8 un finale in calando, espresso anche nell\u2019epilogo, dove si parla del destino dei i personaggi coinvolti: non ci sono stati cambiamenti radicali, non sono avvenute prese di coscienza particolari o trasformazioni. Tutto continua nella normalit\u00e0 pi\u00f9 usuale, come se gli eventi che avevano vissuto non li avessero toccati pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questa storia, sembra calare il silenzio. I due autori continuano a lavorare, sia insieme che separatamente, su altri progetti, ma non esce pi\u00f9 nulla a fumetti per quello che riguarda le Citt\u00e0 oscure, a parte un albo, a cui accenner\u00f2 brevemente pi\u00f9 avanti. Dopo averci lavorato per poco pi\u00f9 di venticinque anni e aver prodotto una mole di libri dalla qualit\u00e0 e dalla variet\u00e0 notevole, il progetto sembra essersi definitivamente concluso. Ma poi nel 2023 esce <em>Le retour du capitaine Nemo<\/em> (<em>Il ritorno del capitano Nemo<\/em>) che, in modo circolare, chiude (almeno per il momento) il ciclo. Sentito omaggio a Jules Verne, come si intuisce gi\u00e0 dal titolo, \u00e8 un\u2019operazione dall\u2019approccio molto rigoroso: per quasi tutto il libro la pagina di sinistra presenta il dettaglio di un disegno che illustra il breve testo sottostante, narrato in prima persona dal capitano Nemo e che rievoca il proprio passato, riassumendo <em>Ventimila leghe<\/em> e <em>L\u2019isola misteriosa<\/em>; nella pagina di destra, invece, c\u2019\u00e8 un\u2019immagine a pagina intera che riproduce il viaggio che il Nauti-polpo, una versione cyborg dell\u2019originale sottomarino, compie dalle Terre Oscure fino ad arrivare nel nostro mondo e alla citt\u00e0 di Amiens. Giunto a destinazione, il narratore cambia le proprie fattezze, mutandosi in Jules Verne. A questa trasformazione si accompagna quella narrativa: nel momento in cui il capitano arriva nel nostro mondo, quella che era il \u201cromanzo illustrato\u201d, si modifica in fumetto: il punto di contatto tra le due realt\u00e0 non \u00e8 dato dal colore (o dalla sua assenza), ma da un cambio di forma (in maniera analoga a quello che era stato fatto nell\u2019<em>Enfant pench\u00e9e<\/em>): \u00e8 un passaggio narrativo interessante, quello a cui ci troviamo di fronte, una lettera d\u2019amore nei confronti di uno scrittore, che ha avuto una grossa importanza per questa serie, ma anche nei confronti del fumetto, che diventa il passaggio evolutivo successivo a quello che era stato il romanzo illustrato d\u2019avventura che usciva a fascicoli (sorta di comic book ante-litteram) o direttamente in volume\u2026 proprio come il fumetto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"747\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9.Inclinata-2-747x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31408\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9.Inclinata-2-747x1024.jpg 747w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9.Inclinata-2-219x300.jpg 219w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9.Inclinata-2-768x1053.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9.Inclinata-2-1120x1536.jpg 1120w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9.Inclinata-2-1493x2048.jpg 1493w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/9.Inclinata-2-scaled.jpg 1866w\" sizes=\"(max-width: 747px) 100vw, 747px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il mondo delle Citt\u00e0 Oscure non si \u00e8 legato esclusivamente al mezzo narrativo in cui \u00e8 nato e si \u00e8 sviluppato, ma si \u00e8 espanso anche in altre direzioni, come un organismo vivente, come una citt\u00e0 che allarga i propri confini. Forse questo aspetto deriva dal periodo in cui la serie di libri si \u00e8 sviluppata, in anni in cui c\u2019era un forte interesse per il concetto di multimedialit\u00e0 da parte di autori che, nati nel fumetto, sentivano che erano in grado di esprimere le proprie urgenze creative anche in altri ambiti\u2026 o forse, pi\u00f9 semplicemente, perch\u00e9 Peeters e Schuiten hanno personalit\u00e0 talmente sfaccettate che sentono l\u2019esigenza di esprimersi anche in altri campi. Qualunque sia la ragione, il risultato \u00e8 una serie di opere che approfondiscono queste citt\u00e0 e infittiscono le contaminazioni con il nostro mondo reale. Gli esempi prodotti in pi\u00f9 di quarant\u2019anni sono numerosi, e quella che segue \u00e8 una lista parziale e soggettiva di quelli che considero essere i risultati pi\u00f9 interessanti e rappresentativi:<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>Rimanendo nell\u2019ambito del fumetto, dopo <em>La Fi\u00e8vre d&#8217;Urbicande<\/em> avevano iniziato un libro su P\u00e2hry rimasto incompiuto, ma di cui ci rimangono alcuni capitoli.<\/li>\n\n\n\n<li><em>L\u2019archiviste<\/em> (1986) \u00e8 un volume a met\u00e0 tra il fumetto e il libro di illustrazione: attraverso le schede di un fantomatico dossier vengono presentate alcune citt\u00e0.<\/li>\n\n\n\n<li><em>Mary la pench\u00e9e<\/em> (1995) \u00e8 la riscrittura del libro <em>L&#8217;Enfant pench\u00e9e<\/em>, utilizzando la forma del \u201cpicture book\u201d. La particolarit\u00e0 \u00e8 che \u00e8 stato pubblicato un anno prima del fumetto.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"733\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/10.Bambina-inclinata_PB-1024x733.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31409\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/10.Bambina-inclinata_PB-1024x733.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/10.Bambina-inclinata_PB-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/10.Bambina-inclinata_PB-768x550.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/10.Bambina-inclinata_PB-1536x1100.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/10.Bambina-inclinata_PB-2048x1466.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<ul>\n<li><em>Le Guide des cit\u00e9s<\/em> (1996) \u00e8 una vera guida \u201cturistica\u201d sulle citt\u00e0 e il loro mondo. Ogni dettaglio \u00e8 curato alla perfezione, dal formato, stretto e verticale, alla grafica e alla composizione di testo e immagini per ricreare l\u2019effetto di quel genere di pubblicazione. Al suo interno, sono presenti note storiche, approfondimenti sulle metropoli pi\u00f9 importanti, le biografie dei personaggi fondamentali di questo mondo, e cos\u00ec via. Tra l\u2019altro, proprio come una vera guida turistica, nel corso degli anni ha avuto due ulteriori aggiornamenti.<\/li>\n\n\n\n<li><em>Le Mus\u00e9e A. Desombres<\/em> (1990) \u00e8 un libro, con cd annesso, incentrato su un\u2019esposizione dei quadri del pittore Augustin Desombres, co-protagonista dell&#8217;<em>Enfant pench\u00e9e<\/em>, trattato come se fosse esistito realmente.<\/li>\n\n\n\n<li>A questo, si aggiunge il libro <em>L&#8217;affaire Desombres <\/em>a cui \u00e8 allegato un mockumentary che indaga sulla figura del pittore.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"716\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/11.Voyages-1024x716.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31410\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/11.Voyages-1024x716.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/11.Voyages-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/11.Voyages-768x537.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/11.Voyages-1536x1073.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/11.Voyages-2048x1431.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<ul>\n<li>In un territorio affine, cio\u00e8 quello cinematografico, si muove <em>Souvenirs de l&#8217;Eternel pr\u00e9sent<\/em> (1993), un volume collegato al film (parzialmente animato) <em>Taxandria<\/em> di <strong>Raoul Servais<\/strong>, scritto da <strong>Frank Daniel<\/strong> e <strong>Alain Robbe-Grillet<\/strong>, e a cui Schuiten collabora per sviluppare la parte visiva. Il libro non \u00e8 un adattamento della pellicola, come indica il sottotitolo <em>Variation sur le film <\/em>Taxandria<em> de Raoul Servais<\/em>, bens\u00ec una sua variazione ambientata nello stesso mondo fantastico, che presenta delle affinit\u00e0 con le citt\u00e0 create dalla coppia di fumettisti. Pubblicato inizialmente un anno prima dell\u2019uscita della pellicola come libro illustrato in formato orizzontale, racconta la storia di un bambino che vive in un mondo sospeso, profondamente segnato da un misterioso cataclisma e dove non esiste pi\u00f9 n\u00e9 passato n\u00e9 futuro. Un giorno trova un libro proibito e, leggendolo, scopre ci\u00f2 che era realmente accaduto anni prima, un segreto collegato proprio alla sua persona. Molti anni dopo, i due autori rimettono mano alla storia e Schuiten la ridisegna, questa volta a fumetti e con la classica impaginazione verticale. Considerate le atmosfere sospese del racconto e il fatto che c\u2019\u00e8 una citt\u00e0 al centro della narrazione, in occasione di questa riedizione il libro \u00e8 inserito a posteriori all\u2019interno della serie.<\/li>\n\n\n\n<li>Esistono due CD con musiche di accompagnamento alla serie, <em>L&#8217;Affaire Desombres <\/em>(2001) e<em> L&#8217;Horloger des r\u00eaves<\/em> (2013), composti entrambi da <strong>Bruno Letort<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li>Con <em>L&#8217;\u00c9cho des cit\u00e9s<\/em> (1993) si ritorna all\u2019idea di approfondire il retroterra della creazione, colmando i buchi tra un volume e l\u2019altro, e aggiungendo nuove informazioni: il libro riproduce le pagine di un quotidiano che, attraverso gli articoli, parla di personaggi gi\u00e0 apparsi nei libri a fumetti oppure illustra nuovi eventi che rendono pi\u00f9 tridimensionale la creazione che si sta formando di fronte ai nostri occhi.<\/li>\n\n\n\n<li>Collegato solo tematicamente, ma che dimostra come gli interessi di questi due autori verso un world-building, l\u2019architettura e la creazione di citt\u00e0 di fantasia non sono passeggeri, \u00e8 <em>Voyages en Utopie<\/em> (2000), un volume ricco di testi, foto e disegni sulle loro collaborazioni al di fuori della serie.<\/li>\n\n\n\n<li>La nuova versione del Nautilus (il Nauti-polpo citato in precedenza) \u00e8 diventata un\u2019installazione alta sei metri grazie alla collaborazione di Schuiten con lo scultore <strong>Pierre Matter<\/strong>: la statua \u00e8 stata inaugurata a Bruxelles, per poi trovare la sua definitiva sistemazione permanente davanti alla stazione ferroviaria di Amiens, in modo da suggellare i legami tra Jules Verne e quella cittadina, dove \u00e8 vissuto per pi\u00f9 di trent\u2019anni.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/12.Nauti-Poulpe_amiens-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31411\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/12.Nauti-Poulpe_amiens-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/12.Nauti-Poulpe_amiens-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/12.Nauti-Poulpe_amiens-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/12.Nauti-Poulpe_amiens.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<ul>\n<li>Il sito <a href=\"https:\/\/www.altaplana.be\/en\/start\">Altaplana<\/a> \u00e8 solo l\u2019ultimo capitolo della presenza online di una specie di enciclopedia su tutto quello che \u00e8 collegato e collegabile a questa serie.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Se tutto questo non bastasse, l\u2019insieme dei libri non \u00e8 rimasto immutato, ma si \u00e8 modificato e adattato ad altre forme e formati, dimostrando la continua vivacit\u00e0 e duttilit\u00e0 dell\u2019opera. In occasione della ristampa del primo libro, modificano leggermente il finale a <em>Les Murailles de Samaris<\/em>, aggiungendo un paio di pagine e rifacendo qualche vignetta, in modo da rendere la conclusione del volume, a detta dello stesso Peeters, pi\u00f9 comprensibile, oltre a inserire il protagonista del capitolo successivo, per creare la rete di collegamenti tra una storia e l\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche all\u2019<em>Ombre d&#8217;un homme<\/em> viene riservato un destino analogo: in questo caso, il numero di pagine aggiunte \u00e8 maggiore, e si modifica maggiormente la conclusione del fumetto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019operazione pi\u00f9 radicale per\u00f2 \u00e8 riservata all\u2019edizione integrale in quattro volumi [<strong>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=VpvIQlumfw0<\/strong>] della serie usciti tra il 2017 e il 2019 in occasione del trentacinquesimo anniversario dalla prima uscita su <em>\u00c0 suivre <\/em>(l\u2019unica assenza \u00e8 il libro sul capitano Nemo, che non era ancora stato realizzato). Non una semplice ristampa, si presenta allo stesso tempo come una raccolta dei fumetti e uno sguardo a tutto tondo sulla loro creazione, grazie a una selezione ragionata dei materiali extra che hanno prodotto negli anni. Seguendo tendenzialmente l\u2019ordine di pubblicazione dei libri, alle storie vengono collegati illustrazioni e testi raggruppati a seconda delle citt\u00e0. In questo modo si offre la possibilit\u00e0 al lettore di avere in un unico tomo estratti oppure opere complete che altrimenti sarebbero stati di difficile reperimento. Troviamo, per esempio, disseminata nei vari volumi ampi stralci dalla \u201cguida turistica\u201d, i tre capitoli dell\u2019albo rimasto incompiuto, i materiali dedicati al pittore Desombres, la sceneggiatura del documentario, il picture book <em>Mary la pench\u00e9e<\/em>, la riedizione a fumetti di <em>Souvenirs de l&#8217;Eternel pr\u00e9sent<\/em> e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019insieme di questi tomi, impreziositi da una grafica di copertina raffinata che ricorda la ricercatezza dei testi di architettura, stupisce per la vastit\u00e0 di quello che sono stati in grado di creare questi due fumettisti, e si pone come uno degli esempi pi\u00f9 alti di costruzione di una realt\u00e0 alternativa: cominciata quasi per caso, quando i due si scambiavano idee su come avviare una possibile collaborazione, \u00e8 stata lentamente costruita, mattone dopo mattone, anche grazie all\u2019apporto di altri autori, fino a diventare un mondo compiuto, che possiamo visitare ed esplorare in qualsiasi momento proprio come una qualunque citt\u00e0 della nostra realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"534\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/13.Chiusura-1024x534.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-31412\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/13.Chiusura-1024x534.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/13.Chiusura-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/13.Chiusura-768x401.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/13.Chiusura-1536x802.jpg 1536w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/13.Chiusura.jpg 1916w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analisi e approfondimento del ciclo a fumetti Le citt\u00e0 oscure di 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