{"id":3701,"date":"2020-10-29T08:00:00","date_gmt":"2020-10-29T07:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=3701"},"modified":"2020-10-29T15:35:07","modified_gmt":"2020-10-29T14:35:07","slug":"true-colours-changes-turn-and-face-the-strange","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2020\/10\/29\/true-colours-changes-turn-and-face-the-strange\/","title":{"rendered":"True colours: changes, turn and face the strange"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Flat-1-657x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3703\" width=\"390\" height=\"607\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Flat-1-657x1024.jpg 657w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Flat-1-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Flat-1-768x1197.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Flat-1.jpg 844w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00abSe dobbiamo credere alla tradizione, una sola volta, in un periodo di una mezza dozzina di secoli o pi\u00f9, il colore gett\u00f2 uno splendore transitorio sulle vite dei nostri progenitori pi\u00f9 lontani\u00bb. Cos\u00ec il narratore di <em>Flatlandia<\/em>, un Quadrato chiuso in carcere per aver parlato della Terza dimensione, comincia la narrazione della Rivoluzione e dei Disordini, soffocati in un bagno di sangue, che l&#8217;introduzione del Colore in un mondo bidimensionale e ferocemente conservatore aveva innescato.<br><em>Flatlandia <\/em>\u00e8 un libro che amo con dedizione e fedelt\u00e0. \u00c8 un libro ingannevole: <strong>Edwin A. Abbott<\/strong>, rettore della City of London School dal 1865 al 1889, era uno che, come afferma un suo biografo, \u00abardeva di energia intellettuale senza perseguitare n\u00e9 estenuare i discepoli\u00bb. Nei ventiquattro anni del suo rettorato la CLS divent\u00f2 famosa per il livello di eccellenza della filologia comparata, ma anche per aver reso obbligatorio lo studio della chimica per tutti gli alunni: il risultato fu che dalla CSL uscirono filologi, letterati e scienziati di gran pregio. Quando si ritir\u00f2 dall&#8217;insegnamento si dedic\u00f2 a scrivere pi\u00f9 di quaranta \u00abmanuali scolastici, lavori eruditi di carattere letterario e opere teologiche\u00bb. Oggi lo ricordiamo per <em>Flatlandia<\/em>, apparso anonimo nel 1882 e poi, riveduto e corretto, nel 1884, come espediente per parlare di matematica in modo divulgativo e divertente. Ma questo \u201cjeu d&#8217;esprit\u201d, come lo chiama l&#8217;anonimo autore della lettera a \u201cNature\u201d<em>, <\/em>famosa rivista scientifica inglese, pubblicata il 12 febbraio 1920, non ha ricevuto l&#8217;attenzione che meritava e va riscoperto perch\u00e9, letto dopo Einstein e la relativit\u00e0, mostra di averne anticipato alcuni aspetti fondamentali.<br>C&#8217;\u00e8 un punto in quella lettera, che ha portato la comunit\u00e0 scientifica a riscoprire Abbott e Adelphi a pubblicarlo tradotto da <strong>Masolino D&#8217;Amico<\/strong> nel 1993, che mi emoziona:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00ab&#8230;si ritenga che il passato e il futuro dell&#8217;universo siano tutti dipinti in uno spazio quadridimensionale, e visibili da ogni essere che abbia la conoscenza della quarta dimensione. Se c&#8217;\u00e8 moto del nostro spazio tridimensionale in rapporto alla quarta dimensione, tutti i cambiamenti che sperimentiamo e che attribuiamo al flusso del tempo saranno dovuti semplicemente a questo, dato che la totalit\u00e0 del futuro e del passato esistono sempre entro la quarta dimensione.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Che meraviglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso basta guardare film come <em>Arrival<\/em> di <strong>Denis Villeneuve<\/strong>, uscito nel 2016, per arrivare alla stessa conclusione. Per non parlare del mio amato <em>Mattatoio n. 5<\/em> di <strong>Kurt Vonnegut<\/strong>, che ne parlava nel 1969, <em>ann\u00e9e<\/em> non solo <em>erotique<\/em> ma assai <em>revolutionaire<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Io odio i cambiamenti, ma li adoro in un secondo momento. Questo mi induce un bungee jumping interiore terrificante ogni volta che qualcosa di importante cambia. Precipito precipito poi BOING torno su, spesso euforica di eccitazione. Per esempio: ho notato che ogni 5 anni circa ho cambiato lavoro, per scelta, come sazia di qualcosa e affamata d&#8217;altro. E ogni volta ero terrorizzata e piena di aspettative nello stesso tempo.<br>\u00c8 molto pesante affrontare quel su e gi\u00f9 estremo, ma ho imparato a riconoscerlo: cambiamento seguito da terrore seguito da adattamento, fioritura di idee nuove, cambio di prospettive, progetti. \u00c8 come se inizialmente mi perdessi su un sentiero che non conosco, ma poi mi incantassi per la vegetazione nuova, gli uccelli strani, gli animali che fanno rumore tra i cespugli.<\/p>\n\n\n\n<p>La societ\u00e0 di <em>Flatlandia<\/em> \u00e8 rigidamente conservatrice, feroce nei confronti delle donne, basata su un principio molto semplice: i suoi abitanti sono figure geometriche bidimensionali (per intenderci, non ci si pu\u00f2 scavalcare, ma solo aggirare) e pi\u00f9 lati hanno, pi\u00f9 sono posizionati in alto nella scala sociale. Quel che nasci, rimani. Le donne, Linee rette, sono nella condizione pi\u00f9 infima e atroce, ma anche se sei un Triangolo non sei messo bene, ti spetteranno le mansioni pi\u00f9 basse, o l&#8217;esercito. Per\u00f2 magari tuo figlio avr\u00e0 un lato in pi\u00f9, e sar\u00e0 un Quadrato, cio\u00e8 un gentiluomo, (<em>Square<\/em>, quadrato, suona quasi come <em>Squire<\/em>). Il narratore di Flatlandia \u00e8 un Quadrato, ma questo non gli impedir\u00e0 di finire in carcere per aver raccontato di un incontro ravvicinato del terzo tipo, cio\u00e8 con la terza dimensione, che per\u00f2 non esiste, non pu\u00f2 esistere, non deve esistere, e quindi eccolo incarcerato, nonostante la posizione sociale.<br>Abbott sa il fatto suo, e ci introduce alle complicatissime pratiche che gli abitanti di questo paese maledetto (l&#8217;aggettivo \u00e8 mio, e opinabile, perch\u00e9 i Flatlanders com&#8217;\u00e8 ovvio pensano che sia il migliore, e l&#8217;unico, dei mondi possibili) hanno codificato per riconoscersi, muoversi, non infilzarsi sulle punte acuminate delle Donne e dei Triangolo isosceli. Ma il capitolo a cui sto pensando adesso, e c&#8217;\u00e8 un nesso con questo momento della mia vita, \u00e8 quello che racconta di Cromatiste e della Rivoluzione dei Colori.<br>Non inganni il nome: si tratta di un evento che culmina in una spietata epurazione e in una carneficina: ma per un po&#8217;, lo dice anche il narratore, \u00e8 stato bello, Flatlandia era piena di colore, e persino i pensieri e il linguaggio ne sono cambiati.<br>Del rivoluzionario involontario che verr\u00e0 ricordato come Cromatiste si racconta, dopo aver scoperto come produrre alcuni colori, che \u00abcominciasse dapprima con la decorazione della propria casa, poi con quella dei suoi schiavi, poi di suo padre, dei suoi figli e nipoti, e da ultimo di se stesso. I vantaggi e la bellezza dei risultati furono subito chiari a tutti. Ovunque Cromatiste volgesse il suo contorno variegato, subito attirava l&#8217;attenzione e imponeva il rispetto: nessuno aveva bisogno di \u201ctastarlo\u201d; nessuno scambiava il suo davanti col suo didietro; ogni suo movimento era percepito subito dai vicini senza il minimo sforzo per le loro facolt\u00e0.\u00bb<br>Ovviamente, \u00abla moda dilag\u00f2 come un incendio prima che fosse passata una settimana\u00bb e \u00absolo pochi fra i pentagoni pi\u00f9 conservatori continuavano a tener duro sulle loro posizioni\u00bb. Dice il Quadrato: \u00abchiamateli pure immorali, licenziosi, anarchici anti scientifici, tutto quello che volete&#8230;. ma da un punto di vista estetico quei giorni antichi della Rivoluzione del Colore furono l&#8217;infanzia glorioso dell&#8217;Arte in Flatlandia \u2013 un&#8217;infanzia, ahim\u00e9, che non matur\u00f2 mai in virilit\u00e0. Vivere era allora una delizia di per s\u00e9, perch\u00e9 vivere voleva dire vedere.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/BJ.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3704\" width=\"386\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/BJ.jpg 513w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/BJ-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 386px) 100vw, 386px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In questi ultimi mesi, pi\u00f9 o meno dalla fine del primo lockdown, mi \u00e8 venuta una specie di ossessione per il colore dei miei capelli. Sono nata con i capelli neri e sono andata avanti per anni a tagliarli come Valentina perch\u00e9 erano neri, e il mio nasone su un musino triangolare veniva ingentilito dalla frangia e dalle punte corte che segnano la mandibola, e credo di essere stata cos\u00ec per pi\u00f9 di dieci anni. Poi un giorno, dopo l&#8217;ennesima straziante fine di una relazione \u2013 ogni fine \u00e8 straziante, per me, cosa che non esclude il sollievo, ma lo strazio \u00e8 una regola da Monopoly, chi \u00e8 condannato alla Prigione ci va direttamente e senza mai passare dal Via \u2013 sono andata dal parrucchiere e gli ho chiesto di diventare Arancione, come i mandarini. Dopo ore di lavoro ero irriconoscibile, era esaltante. Sono corsa all&#8217;appuntamento con un amico per vedere un film e gli sono arrivata a tre centimetri prima che mi riconoscesse. Invece di piangere, ridevo. Che sollievo.<br>Negli anni successivi ho pasticciato un po&#8217;, scuri, rossi, scuri di nuovo, rossi di nuovo&#8230;.chi ha provato sa che ogni volta \u00e8 come se ognuno dei tuoi vestiti diventasse nuovo, mai indossato, perch\u00e9 la persona che vedi nello specchio prima non c&#8217;era, cio\u00e8, era diversa, ma diciamo che non c&#8217;era, e quella creatura colorata \u00e8 viva per la prima volta. Pronta per far sembrare ogni maglione verde straordinariamente verde, ogni vestito rosa assurdamente rosa.<br>Ma adesso sono preoccupata. Un po&#8217;. Negli ultimi quattro mesi sono stata Rosso papavero, Rosa, Viola, Blu, Celeste, e adesso sto cercando di mantenere un minimo di controllo e di restare cos\u00ec, castana con le punte Arancio. Ma giuro che mi prudono le mani, vorrei provare il Verde per esempio. Non capisco come i miei capelli non si siano ancora disintegrati con le decolorazioni che mi faccio da sola, ma per ora tutto bene. Solo, questa frenesia mi ha fatto riflettere, ho letto un po&#8217; in giro, e ho scoperto che la psicologia non \u00e8 concorde sul fatto che si possa sviluppare una dipendenza dal colorarsi i capelli. Per\u00f2 ne hanno discusso, e questo \u00e8 interessante. Si sono divisi. Alcuni pensano che non sia propriamente inquadrabile come dipendenza, altri ne ritrovano i tratti fondamentali. La verit\u00e0 \u00e8 che in questo periodo mi sembra tutto incerto e l&#8217;unico modo di avere controllo su qualcosa \u00e8 decidere di che colore voglio essere. Succede cos\u00ec anche con i tatuaggi, in un mondo in cui non abbiamo controllo su niente il nostro corpo \u00e8 l&#8217;unica cosa che possiamo veramente modificare con uno sforzo relativo. E ovviamente io ho vari tatuaggi, visto che sul resto del mondo non ho un gran controllo. Sono tatuaggi di scuola giapponese, molto colorati, peonie crisantemi rondini e farfalle. Io, per\u00f2, non ho molto controllo neanche su me stessa. Il mio cervello \u00e8 un paese col coprifuoco e disordini e incendi per le strade.<\/p>\n\n\n\n<p>La Rivoluzione del Colore a Flatlandia diventa una rivoluzione sociale, cominciano le rivendicazioni delle Donne e dei Triangoli delle classi pi\u00f9 oppresse, e sfocia nella Progetto di Legge sul Colore Universale. Mentre poesia, linguaggio e arte in generale sbocciano, \u00able Arti dell&#8217;intelletto\u00bb subiscono una rapida decadenza. \u00abNon essendo pi\u00f9 necessaria, l&#8217;Arte del riconoscimento a Vista non si praticava pi\u00f9, lo studio della Geometria, della Statica, della Cinetica e di altre materie venne ben presto considerato superfluo\u00bb. Soprattutto, cominciano le rivendicazioni delle classi pi\u00f9 basse, persino gli underdogs, gli Isosceli, cominciano a sostenere che il Colore, che \u00e8 una seconda Natura, ha distrutto la necessit\u00e0 delle distinzioni aristocratiche e quindi anche la Legge dovrebbe seguire lo stesso processo: \u00abe pertanto tutti gli individui e tutte le classi devono essere riconosciuti come assolutamente uguali e godere degli stessi diritti\u00bb.<br>La Rivoluzione francese di Flatlandia viene astutamente evitata mettendo gli uni contro gli altri \u2013 e le altre, le donne, le infime tra gli infimi, che per non rischiare di bucare e uccidere gli uomini sono costrette in casa, analfabete, e se ne escono devono muoversi ondulando ed emettendo incessantemente il \u201cgrido di pace\u201d, un mugolio che serve a renderle visibili quando sono frontali, evitando che siano micidiali aghi invisibili frontalmente.<br>Perch\u00e9 il Progetto di Legge sul Colore Universale aveva fatto presa sulle donne, e \u2013 rido tantissimo, maledetto Abbott, per la tua finezza nel riconoscere la maledizione dell&#8217;ignoranza che rischia di sabotare anche le rivendicazioni pi\u00f9 giuste \u2013 \u00abin pi\u00f9 di una famiglia nobile le mogli si misero a perseguitare i mariti supplicandoli di cessare di opporsi al Progetto di Legge sul Colore; e alcune, trovando vane le loro preghiere persero la testa e massacrarono marito e prole innocente, incontrando anch&#8217;esse la morte nell&#8217;atto della carneficina\u00bb.<br>Il Gran Circolo, con argomenti falsamente ragionevoli, riesce a creare confusione e dubbio e a sparpagliare le fila dei rivoltosi, e \u00abmezz&#8217;ora dopo non uno era rimasto vivo di quella vasta moltitudine, e i frammenti di centoquarantamila membri della Classe Criminale, trucidati l&#8217;uno dall&#8217;angolo dell&#8217;altro, attestavano il trionfo dell&#8217;Ordine\u00bb. Segue una specie di pulizia etnica che decima gli operai e non risparmia nessun altro triangolo sospetto di irregolarit\u00e0, e da quel momento l&#8217;uso del Colore fu abolito.<br>La Classe Criminale \u00e8 tutta gente che ha solo tre lati. Delle Donne ho gi\u00e0 detto: tutte uguali, tutte schiave. La storia di Flatlandia, prima e dopo i colori, scorre immobile. Sar\u00e0 l&#8217;incontro del nostro Quadrato con una Sfera a rischiare di provocare un nuovo scossone. E questo a Flatlandia non deve succedere: non appena il Quadrato comincia a parlare di una terza dimensione viene incarcerato.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Blue.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3705\" width=\"390\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Blue.png 316w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Blue-300x197.png 300w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una cosa che mi interessa molto \u00e8 il tempo. Leggo quasi tutto quello che trovo sull&#8217;argomento e alla fine quello che ho capito, credo, \u00e8 che il tempo \u00e8 cambiamento. Se non cambiasse nulla il tempo non esisterebbe. Qualunque tipo di interazione, anche solo fra due particelle, crea quello che noi chiamiamo Tempo che dovrebbe pi\u00f9 correttamente forse chiamarsi Mutamento. O Impermanenza, come dicono i buddisti, ma forse una parola ancora migliore \u00e8 Interazione: se non c&#8217;\u00e8 Interazione non c&#8217;\u00e8 Tempo.<br>Per questo nella fiaba della Bella addormentata, quando il muro impenetrabile di rovi cresce intorno al castello, tutti quelli che si addormentano possono risvegliarsi pi\u00f9 di un secolo dopo identici, senza essere invecchiati di un giorno. Quell&#8217;isolamento ha impedito qualsiasi tipo di interazione col mondo e quei rovi, in modo simbolico, descrivono proprio l&#8217;unica condizione in cui il tempo cessa di esistere. Non \u00e8 un sonno pieno di sogni quello della principessa e dei suoi servitori: \u00e8 una paralisi, l&#8217;assenza di qualunque cambiamento. Parlare di tempo non ha pi\u00f9 senso tra quelle pareti di spine. L&#8217;arrivo del principe, la prima interazione in quella bolla di universo immobile, fa ripartire quel che chiamiamo tempo. \u00c8 magico.<br>Sto cercando di controllare, in qualche modo, tempo e spazio continuando a cambiare colore di capelli? O qualcos&#8217;altro? \u00c8 una specie di messaggio?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Reki Kawahara<\/strong>, di \u201cSword Art Online\u201d, ha twittato: \u00ab[&#8230;] avete presente che nelle light novel, nei manga, negli anime e nei videogiochi ci sono personaggi con i capelli rosa e azzurri? Ho sempre pensato che questi personaggi li avessero neri, castani o al massimo biondi e che colorarglieli fosse in qualche modo una forma di espressione artistica, non che se li fossero tinti o che fosse il loro colore (decisamente inusuale) naturale.\u00bb. E ha avuto l&#8217;idea di fare un sondaggio on line. Il risultato di questo sondaggio a scelta multipla \u00e8 stato:<\/p>\n\n\n\n<ul><li>Il colore di capelli di quei personaggi \u00e8 naturale (64%)<\/li><li>I personaggi si sono tinti i capelli di quel colore (7%)<\/li><li>I personaggi hanno capelli di un colore specifico ma vengono indicati diversamente per scopi artistici (26%)<\/li><li>Altro (3%)<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Solo una persona su quattro condivide l&#8217;opinione di Kawahara. Io faccio parte di quel quarto: il colore \u00e8 un efficacissimo modo per dare una definizione psicologica al personaggio. \u00c8 difficile pensare che una ragazzina coi capelli rosa o azzurri possa commettere qualcosa di realmente cattivo. E ho pensato che forse, oltre al desiderio di controllo sul mondo, eternamente frustrato, e di creare ganci mnemonici (quando avevo i capelli viola, nel periodo in cui avevo i capelli blu), nella mia ossessione c&#8217;entrava il desiderio di mandare un messaggio. Per esempio, sono certa che quando sono stata per un po&#8217; Azzurra pensavo alla Fata Turchina cos\u00ec come ne parla <strong>Giorgio Manganelli<\/strong> in <em>Pinocchio, un libro parallelo<\/em>: un Mostro Amoroso. \u00c8 legata a Pinocchio in un entanglement quantistico, muta col suo mutare, addirittura \u00e8 viva o morta a seconda di quello che fa il burattino avventuroso: bambina morta, sorellina di Pinocchio, mamma&#8230; In lei l&#8217;unica cosa che non varia sono quei capelli color cielo. In qualche modo la definizione di Mostro Amoroso mi si adatta, ho pensato. E ho ordinato online due flaconi di Coral Blue.<br>Anche gli animali cambiano colore per esprimersi. Il <em>Rumble Fish<\/em>, il pesce combattente del meraviglioso film del 1983 di Coppola cambia colore clamorosamente per dire: \u00abSono incazzato vieni qui che ti faccio a pezzi!\u00bb Il culo blu del mandrillo maschio dice: \u00abEhi, sono qui, se sei una femmina chiamami, se sei un altro animale occhio che sono il primate pi\u00f9 grosso dopo il gorilla, e qui davanti ho due zanne spaventose che al momento non vedi, perch\u00e9 mi rendo conto che sei ancora ipnotizzato dal mio didietro blu. Non ce l&#8217;ha nessun altro mammifero! Noi mandrilli siamo i pi\u00f9 fighi!\u00bb<br>E questo mandrillo esibizionista mi assomiglia molto. Ma: altri animali cambiano colore per difendersi, mimetizzarsi, come il camaleonte, la volpe artica, il polpo mimetico che imita animali velenosi, furbo.<br>C&#8217;\u00e8 un tentativo di difesa forse anche nel mio continuo cambiamento di colore?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Mandrillo-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3707\" width=\"390\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Mandrillo-1.jpg 449w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Mandrillo-1-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><figcaption>Mandrill at Berlin Zoo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, ossimoro, da una parte mi d\u00e0 la sensazione di non essere definibile, dall&#8217;altra conferma la mia etichetta di matta.<br>L&#8217;ultima maglietta che ho comprato online dice \u00abCute but Psycho\u00bb.<br>Sono piena di domande, e vaghe risposte, tutte mescolate. Il tempo, il mondo, le interazioni con gli altri e le etichette che ti si incollano addosso. Io odio i cambiamenti, ma li adoro in un secondo momento. Quasi sempre. Perch\u00e9, non casualmente, l&#8217;Arcano senza nome nei Tarocchi di Marsiglia, il tredicesimo, quello che indica il cambiamento, raffigura la morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 il Quadrato \u00e8 incarcerato nei Piombi di Flatlandia? Perch\u00e9 ha avuto un&#8217;esperienza diretta dell&#8217;esistenza di una terza dimensione, quando una Sfera ha attraversato il suo piano dimensionale, e gli ha parlato. Dal suo punto di vista bidimensionale, quale sar\u00e0 l&#8217;unico modo possibile in cui potr\u00e0 percepire una sfera 3D? Un punto che cresce e si allarga in un cerchio, che poi comincer\u00e0 a restringersi fino a tornare a un punto che sparir\u00e0. Nessuna descrizione della nascita, della vita e della morte mi ha mai colpito cos\u00ec tanto.<br>In fondo, \u00e8 questo che noi percepiamo della realt\u00e0: siamo dei punti che crescono, decrescono e scompaiono.<br>Ma nel mondo a tre dimensioni la sfera continua beatamente la sua vita, e io in qualche modo lo trovo consolatorio, appagante. Il protagonista di <em>Flatlandia<\/em> finisce in carcere per le sue idee sovversive e verr\u00e0 etichettato come folle: non possono esistere tre dimensioni!<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;etichetta di folle \u00e8 stato forse il cambiamento pi\u00f9 importante della mia vita. Ho passato quarant&#8217;anni a cercare di spiegare come funziono, a giustificarmi, a difendermi, a dimenticare frasi offensive, insinuazioni, a deflettere sguardi sospettosi: adesso ho in mano un foglio con una diagnosi e sono cambiati anche i tempi; le persone come me hanno un nome e forse dal di fuori pu\u00f2 sembrare limitante, ma a me ha donato una libert\u00e0 inconcepibile. Adesso <em>I am what I am<\/em> come Gloria Gaynor (e Popeye), i miei cambiamenti d&#8217;umore, da angoscia improvvisa a euforia in due ore non sono pi\u00f9 qualcosa che devo giustificare o provare, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il tribunale, perch\u00e9 tesoro, guarda, ho una diagnosi.<br>\u00c8 stranissimo. Odio qualunque tipo di etichetta, tranne quelle che incollo sui libri in Biblioteca per creare armonia in un microcosmo. Per me incollare centinaia di etichette \u00e8 una forma di trance meditativa, funziona meglio del valium, posso farlo per ore e ore, spesso i miei colleghi hanno guardato un po&#8217; straniti la mia felicit\u00e0 evidente nel fare un lavoro cos\u00ec ripetitivo. Quello che non possono sapere \u00e8 il disordine che c\u2019\u00e8 nel mio cervello, la lotta incessante per trovare un equilibrio nei prossimi dieci minuti: le etichette dei libri e l&#8217;etichetta della psichiatria mi aiutano a vivere meglio. Non esprimono verit\u00e0, spiegano un&#8217;organizzazione: etichettare duecento libri vuol dire anche spostarli, ordinarli, metterli in relazione con la realt\u00e0, mentale e spaziale, della biblioteca, e io sento intorno a me un ordine che fa respirare.<br>E se la visione del mondo che si altera, la percezione degli altri che impazzisce sono un disordine orribile, dolorosissimo, disorientante, grazie all&#8217;etichetta riesco a conviverci molto meglio di prima. Ora quando arriva un&#8217;onda nera penso: \u00abEcco, \u00e8 un\u2019onda\u00bb. Quando sono in alto tra gli spruzzi di schiuma sul mio surf cerebrale penso: \u00abEcco, \u00e8 un&#8217;onda\u00bb.<br>Forse sono costantemente attraversata da una forma di un&#8217;altra dimensione, ed \u00e8 cos\u00ec che si manifesta in me. Per la mia comprensione, in questo mondo, \u00e8 una sinusoide irregolare, ma chiss\u00e0, se potessi vedere quattro, cinque dimensioni, che forma avrebbe. Forse una forma di senso. E anche la morte, come sarebbe percepirla come Bill Pilgrim di <em>Mattatoio n. 5<\/em>, o come il Quadrato ha percepito la magica Sfera?<\/p>\n\n\n\n<p>Cantava <strong>David Bowie<\/strong>: \u00abCh-ch-ch-ch-changes \/ Turn and face the strange\u00bb. Girati e affronta la stranezza. Ci dice che guarda le piccole onde cambiare dimensione senza mai lasciare il flusso di calda impermanenza, cos\u00ec i giorni galleggiano attraverso i suoi occhi ma restano uguali. E avverte, e io lo amo:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>\u00abAnd these children that you spit on<br>As they try to change their worlds<br>Are immune to your consultations<br>They&#8217;re quite aware of what they&#8217;re goin&#8217; through\u00bb<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>A questi ragazzini, a cui sputate addosso mentre cercano di cambiare i loro mondi, non importa del vostro parere, perch\u00e9 loro lo sanno molto bene quello che stanno passando.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie dell&#8217;aiuto, e dei consigli, soprattutto dell&#8217;affetto: ma il cambiamento \u00e8 unico per chiunque, niente lezioni per favore, ricordiamoci a vicenda che non \u00e8 che sia inevitabile, \u00e8 che proprio coincide col tempo e la vita. Va ricordato spesso, perch\u00e9 certi cambiamenti fanno schifo. Ma ognuno vede diversamente, ognuno inventa strategie, io ho forgiato le mie, come armi, e ho imparato quelle di altri che hanno avuto voglia di raccontarmi, e spiegarmi.<br>Per questo odio il cambiamento, ma poi lo amo. \u00c8 l&#8217;unico modo di essere libera.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 il cambiamento, sono io.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSe dobbiamo credere alla tradizione, una sola volta, in un periodo di una mezza dozzina di secoli o pi\u00f9, il&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":2796,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[280],"tags":[684,1031,1030,483,575,1032],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>True colours: changes, turn and face the strange - (Quasi)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2020\/10\/29\/true-colours-changes-turn-and-face-the-strange\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"True colours: changes, turn and face the strange - (Quasi)\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00abSe dobbiamo credere alla tradizione, una sola volta, in un periodo di una mezza dozzina di secoli o pi\u00f9, il...\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2020\/10\/29\/true-colours-changes-turn-and-face-the-strange\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"(Quasi)\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/quasifumetti\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-10-29T07:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-29T14:35:07+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/rorschach.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1200\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"392\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Arabella Strange\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Arabella Strange\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"17 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2020\/10\/29\/true-colours-changes-turn-and-face-the-strange\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2020\/10\/29\/true-colours-changes-turn-and-face-the-strange\/\"},\"author\":{\"name\":\"Arabella Strange\",\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/#\/schema\/person\/eee5beaac59101f82de241091f13dff5\"},\"headline\":\"True colours: changes, turn and face the strange\",\"datePublished\":\"2020-10-29T07:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-10-29T14:35:07+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2020\/10\/29\/true-colours-changes-turn-and-face-the-strange\/\"},\"wordCount\":3342,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2020\/10\/29\/true-colours-changes-turn-and-face-the-strange\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/rorschach.png\",\"keywords\":[\"David Bowie\",\"Denis Villeneuve\",\"Edwin A. 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