{"id":7108,"date":"2021-03-11T08:00:00","date_gmt":"2021-03-11T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=7108"},"modified":"2021-03-11T10:34:40","modified_gmt":"2021-03-11T09:34:40","slug":"simple-sabotage","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/11\/simple-sabotage\/","title":{"rendered":"Simple Sabotage"},"content":{"rendered":"\n<p>Uno dei sottintesi pi\u00f9 fastidiosi e nocivi dello stereotipo della cicala in epoca moderna \u00e8 che l&#8217;insetto canterino sia l&#8217;epitome del fancazzismo e del conto che tocca pagare se non si \u00e8 stati operosi, lavoratori e previdenti. Ma soprattutto che sia una virt\u00f9 <em>non divertirsi<\/em>. Mentre la cicala, vuoi di <strong>Esopo <\/strong>o <strong>La Fontaine<\/strong>, suona e canta, la formica si fa il proverbiale mazzo \u2013 la sua soddisfazione consiste da un lato nella sussistenza, perch\u00e9 ha fatto provviste per l&#8217;inverno, dall&#8217;altro nel fare, acidamente, la morale alla cicala. Certo, la cicala \u00e8 sventata, era cos\u00ec anche nella vista proposta dal <em>Fedro<\/em> di <strong>Platone<\/strong>: le cicale altro non sarebbero che mortali incantati dalle Muse, devoti alle arti e dimentichi delle esigenze materiali e corporee \u2013 morti di inedia e privazione sono riconvertiti in piccoli tentatori a sei zampe: il loro canto invita gli umani alla pigrizia e all&#8217;indulgenza, in non si sa bene cosa, ma sicuramente fuori dal ritmo diuturno e sempre uguale delle incombenze e delle responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/mymodernmet.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/christy-lee-rogers-muses-1.jpg\" alt=\"Muses Christy Lee Rogers Underwater Photography Underwater Photos Baroque Characteristics Baroque Paintings\"\/><figcaption><em>Muses<\/em>, <strong>Christy Lee Rogers,<\/strong> 2018. Fotografia subbaqqua.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La questione \u00e8 annosa, \u00e8 sempre quella, si cade sempre e comunque sul terreno della polarit\u00e0 utile-dilettevole, non vi \u00e8 uscita. Che il primo debba equivalere a sacrificio e il secondo a superfluo \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi successi dell&#8217;impalcatura giudaico-cristiana (ditemi un po&#8217; voi se si pu\u00f2 gioire che ti hanno inchiodato uno vivo a due assi, poi \u00e8 morto, poi no, ma per questo i tuoi <em>peccati<\/em> saranno perdonati \u2013 se non ce ne metti sopra di nuovi). Per questo oggi serve ribaltare il consueto <em>format<\/em>, dove si parla prima dell&#8217;universale e poi lo si riscala macchiettisticamente sulle proporzioni del bassista da salotto. Tocca partire dal micro, per provare a non perdersi nel <em>mare magnum<\/em> moraleggiante delle dicotomie stupide.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci sono dubbi sul fatto che l&#8217;approccio filosofico del bassista e dei suoi omologhi dediti ad altri strumenti sia prettamente edonistico. La ricerca del risultato, ammesso che ci sia una idea di risultato, \u00e8 incentrata in modo essenziale sul piacere e sull&#8217;aspettativa di conseguirne. Gi\u00e0 qui ci schiantiamo in tanti, perch\u00e9 il rapporto costi\/benefici \u00e8 di difficilissima gestione e, a meno che non si sia iniziato con profitto da piccoli, sulla curva di apprendimento della disciplina musicale e dello strumento ci si perde facilmente. Voglio dire, non che sia un problema assoluto \u2013 arrivi dove arrivi, la questione \u00e8 se sei pago di non riuscire ad andare oltre. Ecco, accontentarsi non \u00e8 un crimine, ci mancherebbe, solo che poi viene da guardare con sospetto a quelli che evidentemente non sono delle cime e ti sbandierano quanto sono bravi (si tratta di una minoranza, ed \u00e8 un&#8217;eccezione rispetto ad altri ambiti disciplinari) perch\u00e9 tutti sappiamo che davanti a noi c&#8217;\u00e8 un&#8217;impossibilit\u00e0 asintotica di diventare <em>perfetti<\/em>. E, oltretutto, ci sono ampi <span style=\"text-decoration: underline;\"><em>Lebensr\u00e4ume<\/em><\/span> per le diversit\u00e0 e le distintivit\u00e0. Ci sono modi di suonare che possono appartenere a uno solo e non ci si pu\u00f2 fare niente.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"422\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fourmillante-1024x422.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7255\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fourmillante-1024x422.jpg 1024w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fourmillante-300x124.jpg 300w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fourmillante-768x316.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fourmillante.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><em>Fourmillante cit\u00e9, cit\u00e9 pleine de r\u00eaves<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E allora, primo spunto: non \u00e8 detto che la cicala sia felice.<\/p>\n\n\n\n<p>Canta, \u00e8 vero, ma non sappiamo nulla delle sue sofferenze, dei suoi patimenti sottostanti. Allo stesso modo in cui gli insipienti di musica considerano triviale e banale che uno suoni qualcosa, come se non ci volesse poi molto. Certo, siamo abituati ad abborracciamenti e approssimazioni anche parecchio pesanti \u2013 abbiamo \u00abdemocratizzato\u00bb anche il palcoscenico, sostituendo l&#8217;accademia con lo <em>show business<\/em> e confondendo pesantemente competenza e intrattenimento, con uno spettro di risultati, pi\u00f9 o meno sani o malsani, che va dalla canzone popolare facile da cantare ma magari difficile da suonare al tormentone pop-rock semplice semplice ma che non funziona senza la voce di chi lo canta. Certo che le sfumature malsane non aiutano \u2013 sar\u00f2 una formica vecchia <em>en travesti<\/em> ma certi fenomeni di questi tempi tutti <em>autotune <\/em>e cazzate allo stato brado proprio non li concepisco, non riescono neppure a incuriosirmi. Come magari poteva invece accadere in qualche misura con certe forme e generi che non frequentavo (<em>hip hop,<\/em> potrei dire, per fare un esempio).<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco allora che emerge un altro spunto: l&#8217;impoverimento del(la qualit\u00e0 del) contenuto \u00e8 anche impoverimento del gusto. Se accade nella lingua perch\u00e9 non dovrebbe valere anche per il linguaggio musicale?<\/p>\n\n\n\n<p>E che non stia accadendo nella lingua vi sfido a venire a raccontarmelo \u2013 posto che io riesca a capire cosa state dicendo. Vero, anzi, verissimo, che la lingua \u00e8 tutt&#8217;altro che un <em>corpus <\/em>immutabile di oggetti e regole e quindi un po&#8217; di cambiamento ci sta tutto, eccheccavolo, pure il <em>vs. affz.tss.mo<\/em> sarebbe stato un tempo reprensibile agli occhi della Pubblica Autorit\u00e0 per tutta una quantit\u00e0 di oltraggi al pudore, al clero e al culto. Grazie agli usi della lingua di oggid\u00ec (e al fatto che le pubbliche affissioni e gli <em>speakers&#8217; corners<\/em> ormai sono ovunque, nel mondo immateriale della rete, cos\u00ec ovunque che ci sono pi\u00f9 luoghi possibili che osservatori nel <em>panopticon<\/em>) invece pu\u00f2 dire un po&#8217; il cazzo che gli pare. Ottenendo indifferenza, se va bene, o, alla peggio, il commento stizzito di qualche bacchettone del menga.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel prodotto musicale \u00abpopolare\u00bb di oggi, lingua e musica stanno insieme, in un rapporto del tipo surimi e cellophane. Il primo lo butti gi\u00f9 anche se non sai cos&#8217;\u00e8, n\u00e9 vuoi saperlo davvero, per\u00f2 lo riconosci senz&#8217;ombra di dubbio \u2013 la seconda \u00e8 giusto l&#8217;involucro, funzionale al contenuto, canonico, senza particolari sorprese.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;<em>interwebs<\/em> [<em>sic<\/em>] mi aiuta come sempre in modi inaspettati e mi facilita la vita nel raccontare questa eterna ghirlanda intrecciata di infinite possibilit\u00e0 e asfissia delle scelte che sembra caratterizzare il mondo dei consumi di opere frutto della creativit\u00e0 umana. Per poco pi\u00f9 di una decina di anni sono stati attivi tre tizi australiani sotto il nome di <strong>Axis of Awesome<\/strong>, non so niente di loro che non mi dica Wikipedia, per\u00f2 qualche sera fa me li sono trovati proposti da non so pi\u00f9 quale social media in uno sketch in cui, suonando, ci dimostravano che <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=dFpryVMgni0\">con quattro accordi<\/a> ci fai tutti i successi pop che vuoi<em>.<\/em> Niente di nuovo sotto il sole: sulla scala diatonica ci costruisci, se non vuoi uscire dall&#8217;ovvio, sette accordi che suonano tutti uguali all&#8217;interno delle dodici tonalit\u00e0, tanto che si parla di accordi costruiti su ciascun grado della scala e non ha moltissimo senso dire che un Re minore \u00e8 diverso da un La minore: quel che conta in modo particolare \u00e8 il ruolo che ciascun accordo gioca rispetto a quelli che lo circondano. Per\u00f2, in molti casi, il contesto \u00e8 proprio scarno. Per esempio, il <em>blues <\/em>modello base vive di I-IV-V, solo tre accordi (cosa che potrebbe vantare anche <strong>Luciano Ligabue<\/strong>, ma sarebbe un confronto inappropriato e impertinente). Quello che fa decidere una tonalit\u00e0, pi\u00f9 che altro, sono le voci, quelle di chi canta e quelle degli strumenti, con le loro rispettive preferenze, spesso dettate dalla morfologia di una corda aperta o di una diteggiatura che suonano meglio, o delle corde vocali che non gliela fanno a prenderla pi\u00f9 alta o pi\u00f9 bassa. Fa quindi sorridere che il povero <strong>Adorno<\/strong> (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/05\/sette-argomenti-per-cominciare-una-storia-del-pop-porno\/\" target=\"_blank\">come ricordava Boris Battaglia<\/a> nello scorso numero monografico <em>Popporno<\/em>) si scandalizzasse, nel &#8217;53, per la povert\u00e0 strutturale del jazz \u2013 dove pure i <em>chorus <\/em>sono pi\u00f9 comunemente composti da dodici, sedici, ventiquattro battute e le progressioni armoniche coprono tranquillamente due, tre tonalit\u00e0 diverse con, potenzialmente, decine di accordi variamente conditi di seste, none e alterazioni varie. Dove la cabala combinatoria dell&#8217;inventiva incontra con molta difficolt\u00e0 un limite fisico che non sia quello dell&#8217;imperizia e della lentezza di testa di chi suona.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed eccoci dunque arrivati allo spunto definitivo \u2013 la questione della creativit\u00e0 e del suo essere un bene, o meno, per la societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La partita non la si risolve qui, ci mancherebbe. A chi scrive mancano le risorse, il tempo e, a dirla tutta, anche solo la voglia di arrivare in fondo al problema. Non fosse altro che, in chiave prettamente egoistica, la consapevolezza di non possedere &#8216;sto gran spirito creativo e tutta questa inventiva bastano a concludere, come l&#8217;impiegato di <strong>De Andr\u00e9<\/strong>, che ora purtroppo devo tornare al lavoro. Ma c&#8217;\u00e8 ancora qualche ora, quindi facciamole un po&#8217; di considerazioni sballate in mezzo a tutto il solito citazionismo sbrindellato da cui, con grande probabilit\u00e0, salter\u00e0 fuori un po&#8217; di <strong>T.S. Eliot<\/strong> e di <strong>Leonard Cohen<\/strong> e [<em>spoilerone<\/em>] si andr\u00e0 a concludere, <em>Q.E.D.<\/em>, la totale insensatezza, non gi\u00e0 del cosmo ma, prima ancora, delle aspirazioni e ambizioni umane. E domani, riluned\u00ec, <em>zac! <\/em>L&#8217;ennesima trafittura del solito coltello, ormai spuntato ma non per questo meno doloroso.<\/p>\n\n\n\n<p>La creativit\u00e0, bene immateriale tanto celebrato quanto poco rispettato, richiede, almeno stando a quello che ci dicono quelli che studiano il fenomeno, solitudine, isolamento, separatezza, protezione dalle distrazioni. Per settimane, l&#8217;anno scorso, sono stato tormentato da uno spot di Masterclass in cui <strong>Joyce Carol Oates<\/strong> ci diceva che il pi\u00f9 grande nemico della nostra creativit\u00e0 \u00e8 il venire interrotti. Penso che la forza e la chiarezza di quell&#8217;insegnamento mi abbiano fatto risparmiare almeno ottanta Euro e confermato quelli che gi\u00e0 erano forti sospetti. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che si pu\u00f2 essere bravissimi a interrompersi da soli, vuoi per paura di procedere, per troppo entusiasmo o per terrore della pagina bianca, \u00e8 ancora pi\u00f9 vero che le azioni di disturbo che vengono da <em>fuori <\/em>sono tante e tante di pi\u00f9. E difficilmente sopprimibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche se uno non volesse diventare il prossimo scrittore di grido, bisogna considerare come in quest&#8217;epoca, in contesti aziendali e lavorativi, si sottolinei sempre di pi\u00f9 il valore della creativit\u00e0 nell&#8217;elaborare soluzioni, definire progetti e risolvere problemi. La domanda su come diamine sia possibile creare condizioni adeguate perch\u00e9 possa attecchire e prosperare \u00e8 dunque tutt&#8217;altro che peregrina. Qualcuno fa presente che l&#8217;interrogativo precorre comodamente l&#8217;et\u00e0 industriale, almeno leggendo <em>ex post<\/em> certi fenomeni. Consideriamo, ad esempio, <strong>Sir Isaac Newton<\/strong>: la formulazione delle sue teorie sulla gravitazione arriva dopo un paio di anni di ritiro nel suo <em>Wolsthorpe Manor <\/em>nel Lincolnshire, in ragione dell&#8217;arrivo a Londra della peste tra il 1665 e il 1666. Qualcun&#8217;altro si \u00e8 divertito a ipotizzare quale fosse il QI di Newton ed \u00e8 giunto a dire \u00abcentonovanta\u00bb. Tanto, tantissimo, da vero genio. Ma \u00e8 anche vero che quando cadeva la mela dal famoso albero a Newton nessuno stava rompendo i coglioni con <em>mail<\/em>, <em>call<\/em>, messaggi, riunioni e simili diavolerie. Certo, non tutti abbiamo simili contributi da portare al progresso della societ\u00e0 quindi \u00e8 giusto che si sia sempre impastoiati in dette diavolerie, giusto?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"419\" height=\"499\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/isaacgotbored.jpg\" alt=\"Sir Isaac Newton I love this guy - Meme by mireille123 :) Memedroid\" class=\"wp-image-7295\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/isaacgotbored.jpg 419w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/isaacgotbored-252x300.jpg 252w\" sizes=\"(max-width: 419px) 100vw, 419px\" \/><figcaption>Quando hai un po&#8217; troppo tempo a disposizione<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non proprio. D&#8217;altro canto mica siamo tutti <strong>Montaigne <\/strong>che possiamo ritirarci in campagna a scrivere due volumi di Saggi. Non c&#8217;\u00e8 neppure modo di farsi venire il dubbio. Se siamo sempre attanagliati dalle minuzie dispersive e rumorose della giornata lavorativa, soprattutto, si faticher\u00e0 a tirare fuori la brillantezza di ciascuno \u2013 la democrazia si implementa cos\u00ec in modo caricaturale e diminutivo gettando sabbia in faccia a tutti quanti. Nel casino non si vedr\u00e0 chi \u00e8 in grado di fare qualcosa di notevole, tutti insieme si avanzer\u00e0 o retroceder\u00e0, a tentoni, come Cthulhu ubriachi appena svegli. E c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9. L&#8217;autore che ricordava il biennio di <em>buen retiro <\/em>di Newton ci ricorda come il mantra aziendalistico elevi alla massima dignit\u00e0 il potere del lavoro di squadra, del <em>brainstorming <\/em>e del <em>team building<\/em>, affermando cos\u00ec una delle pi\u00f9 grosse castronerie che si possano dire sulla psicologia delle organizzazioni e degli individui. In gruppo, se non adeguatamente addestrati e motivati da una logica formalizzata di gioco di squadra che tende a valere in contesti altrettanto formalmente definiti, si viaggia tanto pi\u00f9 lenti e quanto pi\u00f9 stupidi al crescere del numero dei componenti. Uno dir\u00e0 che queste sono opinioni e che i rituali delle organizzazioni hanno una onorata carriera e poche ragioni di essere cambiati visto che comunque i risultati eclatanti dei gruppi e dei singoli arrivano anche cos\u00ec. Se vi va, che sia. Considerate per\u00f2 che fino a qualche tempo fa si poteva trovare sul sito della CIA (adesso, comunque, <a href=\"https:\/\/www.gutenberg.org\/files\/26184\/page-images\/26184-images.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a>) un documento elaborato dall&#8217;OSS, il suo precursore dei tempi della Seconda Guerra Mondiale, per indicare alle persone comuni come potevano aiutare lo sforzo bellico alleato dall&#8217;interno dei territori occupati dal nemico. La lettura \u00e8 agghiacciante. I suggerimenti del <em>Simple Sabotage Field Manual<\/em>, le organizzazioni dei collettoidi bianchi li mettono in pratica anche senza averlo letto, convincendo tutti di stare facendo cose buone e utili.<\/p>\n\n\n\n<p>La sezione che ci interessa maggiormente \u00e8 la (11) <em>General Interference with Organizations and Production<\/em>, la riporto quasi integralmente qui di seguito perch\u00e9 la si pu\u00f2 usare come <em>checklist <\/em>del quotidiano in modo assiduo. Tanto per farsi un&#8217;idea, ecco alcuni dei \u00abprecetti\u00bb esposti per generare attrito e rallentare i progressi dell&#8217;organizzazione che si intende colpire:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><em><em>Hold conferences when there is more critical work to be done<\/em><\/em><\/p><p><em>Haggle over precise wordings of communications, minutes, resolutions.<br><\/em><\/p><p><em>Refer back to matters decided upon at the last meeting and attempt to re-open the question of the advisability of that decision.<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Come disse una volta un tizio, incrociato incidentalmente agli albori della mia carriera lavorativa in giacca e cravatta: \u00abMa se l&#8217;unione fa la forza, la riunione cosa fa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"811\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7149\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-1.png 600w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-1-222x300.png 222w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"599\" height=\"949\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7150\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-2.png 599w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-2-189x300.png 189w\" sizes=\"(max-width: 599px) 100vw, 599px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"598\" height=\"962\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7151\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-3.png 598w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-3-186x300.png 186w\" sizes=\"(max-width: 598px) 100vw, 598px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"596\" height=\"955\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-7152\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-4.png 596w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image-4-187x300.png 187w\" sizes=\"(max-width: 596px) 100vw, 596px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Interrogarsi sul senso e sull&#8217;utilit\u00e0 di quel che si sta facendo sarebbe buona e sana norma per una societ\u00e0 che cerca di progredire. Un tempo questo \u00e8 sicuramente stato un imperativo assoluto: perch\u00e9 prima di dormire chiudi l&#8217;ingresso della caverna con pietre e rami? Perch\u00e9 non voglio essere mangiato dalla tigre dai denti a roncola o dall&#8217;orso ipermetrope dall&#8217;artiglio di acciaio. Sono ottimi motivi, spesso imparati sulla pelle dei propri congiunti e sodali. Oggi faremmo una riunione fiume e al calar delle tenebre le fiere avrebbero buon gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo, fuori dalla caverna del bassista da salotto ci sono nemici, naturali e artificiali, innumerevoli, spesso agghindati da opportunit\u00e0. Ne abbiamo parlato spesso: gli oggetti, gli ammennicoli, le dotazioni, l&#8217;armamentario da far crescere indefinitamente, le correnti, gli stili, le scuole, i maestri. Dentro per\u00f2, pi\u00f9 subdola e corrosiva, si \u00e8 infiltrata l&#8217;anticultura del lavoro iperconnesso, ulteriormente inguaiata da questa remotizzazione forzata e dall&#8217;incallimento degli <em>slang <\/em>aziendalisti a basso contenuto di significato. Se anche il lavoro non ti occupa quelle undici o dodici ore lorde quotidiane, quel che resta di te al termine del giorno \u00e8 un individuo non esattamente ben orientato verso la sintonizzazione sulla propria <em>pars creativa<\/em>. Proprio no. Servirebbe un po&#8217; di respiro e invece l&#8217;iroso girone in cui si \u00e8 finiti vuole tutti sotto, in apnea costante, per celebrare chi schiatta pi\u00f9 tardi (ma soprattutto chi finge di non avere le bombole).<\/p>\n\n\n\n<p>Come consolarsi, non so. Della <em>Giga<\/em> di <strong>Bach<\/strong> dalla <em>Partita n. 2 in Re minore BVW 1004<\/em> ho imparato, abbastanza male, sette battute. E sarebbe solo studio, neanche creativit\u00e0, quella ce l&#8217;ha messa Johann Sebastian. Stima a finire: un paio di mesi, se non studio altro.<\/p>\n\n\n\n<p>In un corso di Masterclass che invece ho iniziato, per abbandonarlo alla terza lezione, il docente, uno scrittore di gialli, diceva che il suo primo libro l&#8217;ha scritto in larga parte dalle cinque e mezzo del mattino alle sette e mezzo, ogni giorno, prima di prepararsi per andare al lavoro. Forse \u00e8 cos\u00ec che si fa. Anche solo quando si tratta di portare la tua capacit\u00e0 di bassista <em>to the next level<\/em>, come dice un&#8217;ottima piattaforma di <em>e-learning <\/em>di cui ho acquistato una <em>lifetime membership<\/em> (cessando di seguire qualunque corso da quel momento in poi \u2013 perch\u00e9 la vita, a quanto pare, non \u00e8 adesso, ma pi\u00f9 avanti).<\/p>\n\n\n\n<p>E pensa se fossi uno di quelli che hanno studiato davvero. Come novelli Odini (si potr\u00e0 fare il plurale?) hanno fatto sacrificio di s\u00e9 stessi a s\u00e9 stessi, appendendosi al grande albero Ygdrasill, l&#8217;albero del mondo, per nove giorni e nove notti, in cerca della conoscenza superiore.<\/p>\n\n\n\n<p>La cicala sull&#8217;albero ci sta per merito. Sopravvissuta all&#8217;eruzione dal sottosuolo dove \u00e8 cresciuta da larva, ninfa, pupa o cosa diamine viene per primo e per ultimo, ha scavato il suo cunicolo verso l&#8217;alto, si \u00e8 librata in volo, ha evitato di apportare un buon contenuto proteico al predatore di turno, ed \u00e8 approdata sull&#8217;albero dove, al crescere delle temperature, i maschi fanno una caciara tremenda perch\u00e9 chiedono, molto semplicemente di potersi accoppiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Che onest\u00e0, che schiettezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso non si pu\u00f2 dire di tutti quei simulacri di formica che girano per i corridoi, gli <em>open space<\/em>, gli uffici e i <em>corner office<\/em> aziendali, mangiando tutto il tempo che riescono a rosicchiare, il loro, certo, ma soprattutto anche il vostro. Specie se vi convincono che dovete essere come loro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Beastie Boys - Sabotage (Official Music Video)\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/z5rRZdiu1UE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption><em>I got this fucking thorn in my side<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nota bibliografica (breve)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il pezzo di questa settimana \u00e8 largamente debitore nei confronti di questo articolo di Pilita Clark, <em><a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/6148ec14-457a-11e9-a965-23d669740bfb\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">How the modern office is killing our creativity<\/a><\/em>, FT.com, 15\/03\/2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei sottintesi pi\u00f9 fastidiosi e nocivi dello stereotipo della cicala in epoca moderna \u00e8 che l&#8217;insetto canterino sia l&#8217;epitome&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":7154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[244],"tags":[2609,1961,2608,2607,806,349,2432,2528,318,2611,687,2610,2612,1923,908,1296],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Simple Sabotage - (Quasi)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/11\/simple-sabotage\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Simple Sabotage - (Quasi)\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Uno dei sottintesi pi\u00f9 fastidiosi e nocivi dello stereotipo della cicala in epoca moderna \u00e8 che l&#8217;insetto canterino sia l&#8217;epitome...\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/11\/simple-sabotage\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"(Quasi)\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/quasifumetti\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2021-03-11T07:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2021-03-11T09:34:40+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/simplesabotage.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1166\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"382\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Lorenzo Ceccherini\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Lorenzo Ceccherini\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"14 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/11\/simple-sabotage\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/11\/simple-sabotage\/\"},\"author\":{\"name\":\"Lorenzo Ceccherini\",\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/#\/schema\/person\/1e70bb347ee8f393a6859eb26d7b4910\"},\"headline\":\"Simple Sabotage\",\"datePublished\":\"2021-03-11T07:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2021-03-11T09:34:40+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/11\/simple-sabotage\/\"},\"wordCount\":2745,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/11\/simple-sabotage\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/simplesabotage.png\",\"keywords\":[\"Axis of Awesome\",\"Beastie Boys\",\"Charles Baudelaire\",\"Christy Lee Rogers\",\"Esopo\",\"Fabrizio De Andr\u00e8\",\"Isaac Newton\",\"Jean de La Fontaine\",\"Johann Sebastian Bach\",\"Joyce Carol Oates\",\"Leonard Cohen\",\"Luciano Ligabue\",\"Michel de Montaigne\",\"Platone\",\"T.S. 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