{"id":7420,"date":"2021-03-21T08:00:00","date_gmt":"2021-03-21T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/?p=7420"},"modified":"2021-03-20T22:50:05","modified_gmt":"2021-03-20T21:50:05","slug":"il-nostro-continuo-bisogno-di-comic-book","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/21\/il-nostro-continuo-bisogno-di-comic-book\/","title":{"rendered":"Il nostro (continuo) bisogno di comic book"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Se questi fossero tempi normali\u2026 no, non esistono tempi normali, mettiamola cos\u00ec: se non ci fosse la pandemia, questa conversazione sarebbe avvenuta a qualche tavolino ingombro di pubblicazioni Obl\u00f2 e di bicchieri in Piazza delle Erbe a Padova, e saremmo entrambi storti dei troppi spritz e hugo. Invece, siamo ognuno a casa propria e ancora, cosa che va a tutto vantaggio della chiarezza della chiacchierata, sobri.<br>Cos\u00ec dopo che ho sfogliato questo primo numero dei \u201cBaccanti\u201d con assoluta lucidit\u00e0, gli dico a Claudio\u2026<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pi\u00f9 che il risultato finale, sul quale pesano soprattutto le aspettative estetiche del lettore (e ogni lettore ha le sue), mi interessa il percorso che ti ha portato a decidere di realizzare questa serie\u2026 perch\u00e9 \u00e8 una serie quella che hai in mente, vero?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2026e lui mi risponde:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Certo che sar\u00e0 una serie, ho visto i comic book di Officina Infernale e mi sono convinto che se non hai il tuo comic book personale non sei pi\u00f9 nessuno\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mica hai torto, sai. Sono anni che mi assilla l\u2019idea di un feuilleton tipo tascabili anni Sessanta, cose alla Isabella\u2026 una serie tutta mia\u2026 comunque, \u00e8 evidente che ti stai divertendo un casino. Ma immaginiamoci di essere a un festival dove possiamo vendere le cose di Obl\u00f2 avendo commercio&nbsp;fisico con chi passa dal banchetto. Prendo in mano lo spillato dei Baccanti e la prima cosa che mi colpisce, \u00e8 la scelta della bicromia. Cos\u00ec sfogliandolo, mi sembra sbilanciata verso il rosso. Ora. Il rosso \u00e8 uno dei due mie colori preferiti. Ma qui \u00e8 veramente tanto. \u00c8 la prima cosa che noto\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Hai ragione, il rosso \u00e8 tanto. <em>I Baccanti<\/em> saranno probabilmente sempre in bicromia, anche se il colore cambier\u00e0 di volta in volta. Diciamo che da qualche tempo, probabilmente coincidente con la mia esperienza su \u201cLinus\u201d, mi sono convinto di &#8220;funzionare meglio&#8221; con una tinta intermedia tra bianco e nero. E per varie ragioni questa tinta, per i primi due numeri dei Baccanti, non poteva essere altro che rosso. La funzione di questa tinta intermedia \u00e8 anche quella di&#8230; ridurre il mio uso di neri, costringermi a disegnare di pi\u00f9. Probabilmente combinando queste due cose&#8230; hai ragione, c&#8217;\u00e8 davvero un sacco di rosso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ecco&#8230; il disegno. Il tuo segno \u00e8 cambiato molto. Dall\u2019uso\u2026 diciamo, simbolico, come fosse una scrittura, che ne facevi nei primi lavori (probabilmente per gestire al meglio i limiti grafici di cui eri consapevole) e che ci ha dato quelle che per me restano ancora le tue cose migliori: <em>Porto Marghera <\/em>e <em>l&#8217;intervista a Toni Negri<\/em>, sei approdato a un segno che mi sembra allontanarsi da quel simbolismo originale, per diventare pi\u00f9 &#8220;mimetico&#8221; &#8211; con un riferimento diretto &#8211; mi sembra- a quello di Gianluca Costantini. Ora. \u00c8 stato il cambiamento del tuo segno a comportare anche un cambio di genere: dal graphic journalism alla narrativa con taglio feuillettonesco, oppure \u00e8 stata la tua necessit\u00e0 di raccontare storie inventate ad agire sul tuo segno modificandolo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sarebbero cos\u00ec tante cose da dire su queste tue due frasi. Intanto ti ricordo che <em>Porto Marghera<\/em> quando usc\u00ec me l&#8217;hai stroncato. Fa piacere conoscere la tua opinione qualche anno dopo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ah ah ah, ma davvero ho stroncato <em>Porto Marghera<\/em>? sai che non me lo ricordo&#8230; che avevo detto? Comunque, invece, rileggendolo recentemente, l&#8217;ho apprezzato almeno quanto il Toni Negri (di quello ne ho sempre parlato bene, ammettilo!) e in parte <em>Dossier Tav<\/em>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo nella Lucca del 2008 che un ragazzo venne da me allo stand Black Velvet a comprare <em>Caro Babbo Natale<\/em> che usciva in quell&#8217;occasione e mi port\u00f2 una copia di <em>Porto Marghera<\/em> da dedicare, e mi disse che lo acquistava perch\u00e9 ne avevi parlato tu sul tuo blog, stroncandolo ma, ehi, \u00abse dedica attenzione a questo libro ci sar\u00e0 pure un perch\u00e9\u00bb.<br>Confermo, sei tra i pochi pochissimi ad avere sempre apprezzato <em>\u00c8 primavera<\/em>, il mio flop pi\u00f9 clamoroso.<br>Comunque, probabilmente <em>Porto Marghera<\/em> e <em>\u00c8 primavera<\/em>, a parte poche, pochissime eccezioni, sono i miei libri che in assoluto hanno lasciato pi\u00f9 fredda la comunit\u00e0 dei lettori di fumetti, se questo termine pu\u00f2 avere un senso (forse &#8220;prosumer&#8221; \u00e8 il termine adatto). Uno dei miei editor italiani preferiti, quando Becco Giallo gli sped\u00ec il mio <em>Porto Marghera<\/em>, gli disse qualcosa del tipo \u00abma Calia era bravo a disegnare come mai fa cos\u00ec adesso? Fatemi un favore, non speditemi pi\u00f9 suoi libri\u00bb. Dici che il mio stile di disegno &#8220;simbolico&#8221; potrebbe essere stato uno stratagemma per aggirare i miei limiti grafici, ma questa non \u00e8 forse la definizione di &#8220;stile&#8221; di ognuno? La lotta quotidiana di ogni disegnatore \u00e8 quella con i propri limiti grafici, sempre, ce li abbiamo tutti. Ma quello &#8220;stile&#8221; non era casuale, e ricercava espressamente, di riprodurre un tipo di segno che mettesse a proprio agio il lettore di libri, quasi a riprodurre una &#8220;calligrafia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"726\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Vietnam-1-726x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7443\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Vietnam-1-726x1024.jpg 726w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Vietnam-1-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Vietnam-1-768x1083.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Vietnam-1-1090x1536.jpg 1090w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Vietnam-1.jpg 1240w\" sizes=\"(max-width: 726px) 100vw, 726px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Questo l\u2019ho sempre rilevato nel tuo fare fumetti. Non un linguaggio codificato, che permetta solo narrazione standardizzata, ma SCRITTURA in evoluzione continua, che permetta persino la realizzazione di un saggio sul pensiero di un filosofo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Devo aprire un&#8217;altra piccola parentesi: ho avuto molti scossoni nella mia vita professionale di recente. Prima di tutto\u2026 boh, tre\/quattro anni fa, a un certo punto ho deciso che dovevo rovesciare il mio baricentro: prima il lavoro &#8220;alimentare&#8221; (la mia salvezza e dannazione: sono bravo con i siti internet e il web marketing) aveva lo spazio predominante nella mia vita e mi ritagliavo gli spazi tra famiglia e lavoro per fare i fumetti, a un certo punto ho deciso di rovesciare il rapporto, dedicarmi ai fumetti e al disegno come attivit\u00e0 principale, lasciando le cose web alle poche (mai troppo poche, dannazione!) cose praticamente &#8220;amicali&#8221; che continuo a portare avanti. Ho preso molto seriamente questa decisione, e stabilendo che il disegno sarebbe diventato la mia attivit\u00e0 principale ho investito in un <em>ipad pro<\/em> e <em>apple pencil<\/em> \u2026 praticamente ormai non uso pi\u00f9 carta e pennarelli. Il primo scossone che ha causato il mio &#8220;cambio di stile&#8221; \u00e8 stato senz&#8217;altro questo. Questo slittamento di priorit\u00e0 ha funzionato, se conto anche i corsi ormai posso dire che vivo di fumetti a tempo pieno.<br>Ora: le prime cose che ho realizzato, a fumetti, con l&#8217;ipad sono state le tavole aggiuntive della nuova edizione di <em>Dossier TAV<\/em>, e le due storie sull&#8217;Iraq pubblicate su \u201cLinus\u201d. Tutti i disegnatori che cominciano a disegnare con l&#8217;ipad, secondo me, corrono questo pericolo di &#8220;sembrare Gianluca Costantini&#8221;\u2026 lui \u00e8 stato tra i primi a passare al digitale e tendiamo ad associare un certo tipo di effetto digitale al suo segno perch\u00e9 \u00e8 stato tra i primi e i pi\u00f9 produttivi e costanti a usarlo. Nelle tavole nuove di <em>Dossier TA<\/em>V riconosco questa cosa. Su \u201cLinus\u201d io credo di avere gi\u00e0 cambiato e riplasmato le potenzialit\u00e0 di questo nuovo strumento con quelle del mio stile precedente.<br>Perch\u00e9 ho cambiato segno? Perch\u00e9 piace di pi\u00f9. Ho messo da parte le mie riflessioni sull&#8217;uso narrativo del segno, non c&#8217;\u00e8 platea per questo tipo di ragionamenti, oggi, e dal momento che ho deciso che voglio vivere di disegno devo concedere qualcosa a questo mestiere, sfumare quanto di pi\u00f9 ostico ho portato avanti negli anni per permettere ai miei contenuti di avere pi\u00f9 circolazione. Non ci sono lettori di libri che leggono fumetti. Ci sono lettori di libri che ogni tanto leggono un libro a fumetti. Ho sempre avuto un &#8220;pubblico&#8221; che si rivolge ai miei lavori per il &#8220;tema&#8221;, non per il segno, non per la narrazione, in definitiva: non per me. Questo ha fatto s\u00ec che i miei libri vendano pi\u00f9 o meno come tanti altri, ma io non sia riuscito a crearmi una riconoscibilit\u00e0 come autore, e anche questo \u00e8 qualcosa che ho dovuto e voluto affrontare, in virt\u00f9 del mio cambiamento di prospettiva.<br>Per cui, per tornare alla domanda: il segno \u00e8 cambiato per fenomeni terzi rispetto a quel che volevo raccontare. Il fatto che io riconosca, oggi, di avere bisogno di una pausa dal graphic journalism \u00e8 dato da altri fattori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Va beh, adesso mi dici quali sono questi fattori.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Guarda, possiamo fare finta di continuare a parlare come fossimo in un salottino borghese servendoci del t\u00e8 caldo e disquisendo amabilmente di fumetti\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Naah, quella sciacquatura da intellettuali pacificati, andiamo avanti con il prosecco!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, allora non possiamo dimenticarci di essere nel mezzo di una pandemia globale, a un anno giusto dall&#8217;inizio, e non posso mica dire che non abbia e stia influendo sul mio umore, come per tutti suppongo. A febbraio 2020 esce la mia prima storia su \u201cLinus\u201d, frutto di un lungo lavoro di editing insieme a <strong>Igort<\/strong>, e a marzo 2020 la seconda. Comincia il lockdown, scrivo a Igort che avr\u00f2 tutto il tempo per cominciare a lavorare alle prossime e&#8230; mi blocco. Provo disagio pure ora a scriverne: ho un fiume di idee da raccontare sull&#8217;Iraq, ma solo l&#8217;idea mi paralizza. Era qualcosa che era gi\u00e0 iniziato a farsi spazio dentro di me, probabilmente con <em>Dossier TAV<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sai che non ho mai venduto le mie tavole originali? Perch\u00e9 mi chiedo sempre, alla fine, nel profondo: a chi appartengono queste tavole? Ho venduto tavole solo in aste di beneficenza per iniziative in Val Susa o in Rojava; per <strong>Amnesty International<\/strong>, ne ho regalate alcune a <strong>Supporto Legale<\/strong> per sostenere le spese legali relative al G8 di Genova, e ho regalato disegni per aste in solidariet\u00e0 a <strong>Mediterranea Saving Humans<\/strong>.<br>Insomma, mi sembrerebbe di lucrare sulla vita degli altri, e non sono capace. Visto quanto guadagno dai libri quello non mi preoccupa, il soldo non \u00e8 mai proporzionato all&#8217;impegno che ci vuole e il lavoro \u00e8 sempre in perdita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ok. Ma torniamo a \u201cLinus\u201d\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A Igort interessava che raccontassi storie dai miei viaggi in Iraq. In Iraq ci vado continuamente dal 2016, inizio un corso a distanza pure sabato prossimo con loro. C\u2019\u00e8 questa cosa che a me \u00e8 palese ma non riesco a fare capire questa cosa con le parole: quelli che frequento non sono &#8220;personaggi&#8221;, sono &#8220;persone&#8221;. E niente, per farla breve, su questa cosa sono andato in crisi\u2026 sono finito per la prima volta in vita mia da una psicologa e, semplicemente, nonostante lei abbia cercato in tutti i modi di convincermi del contrario, in questa fase della mia vita mi sono sentito un ladro di storie, uno che guarda le vite degli altri per tirarci su soldi e niente, da quando si \u00e8 fatta spazio questa idea, nonostante soldi poi non ne abbia mai fatti, io \u2013 e qui chiedo scusa a Igort che non mi ha pi\u00f9 sentito e io la verit\u00e0 non ho mica avuto il coraggio di dirgliela\u2026 che sono pavido \u2013 non sono pi\u00f9 riuscito ad approcciarmi al racconto delle storie degli altri. Ho bisogno di fare qualcosa che possa sentire interamente &#8220;mio&#8221;, di cui possa disporre senza sensi di colpa, motivati o meno che siano. Ho bisogno de I Baccanti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"726\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Comune-726x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7446\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Comune-726x1024.jpg 726w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Comune-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Comune-768x1083.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Comune-1090x1536.jpg 1090w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Comune.jpg 1240w\" sizes=\"(max-width: 726px) 100vw, 726px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Non so se ho capito quello che vuoi dire. Kapu\u015bci\u0144ski diceva due cose fondamentali: che quando racconti degli altri devi averne condiviso un po&#8217; la vita, solo attraverso questa condivisione puoi non sentirti, come dici tu, &#8220;ladro di vite altrui&#8221;, e aggiungeva che, quando lo fai, devi sempre sentirti &#8220;responsabile di qualcosa&#8221;. Ora, siccome la prima parte mi sembra che tu l&#8217;abbia tenuta ben presente per ogni libro che hai fatto, dai lavoratori di Porto Marghera ai resistenti della Val Susa, ai giovani iracheni\u2026 hai condiviso con loro un pezzo di strada. Mi sembra che il tuo problema nasca dal fatto di non essere riuscito a definire quel &#8220;qualcosa&#8221; di cui essere responsabile (non ci era riuscito nemmeno Kapu\u015bci\u0144ski, in realt\u00e0) e al momento, se ho capito bene, lo vivi come una responsabilit\u00e0 di appropriazione indebita di storie altrui.<\/strong><br><strong>Non temi per\u00f2 che <em>i Baccanti<\/em>, che se non ho capito male ti dovrebbero aiutare a chiarire questo paradosso (inventare storie di fantasia per trovare la strada che ti porti di nuovo a raccontare storie di realt\u00e0 \u2013 tornare alla cronaca attraverso la fiction) esorcizzandone il senso di colpa, non si riveli invece un punto d&#8217;arresto&#8230; di radicale cambiamento, oltre il quale sar\u00e0 difficile tornare a raccontare storie di altri?&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>No, non intendevo questo! Ho un problema col graphic journalism, mio, piccolo e individualissimo, non ho &#8220;finito&#8221; col graphic journalism. In questo momento ho dovuto interrompere qualche giorno la lavorazione de <em>I Baccanti<\/em> numero due perch\u00e9 sto lavorando contemporaneamente a tre storie brevi &#8220;di realt\u00e0&#8221; (\u00e8 il ventennale del G8 di Genova e mi trovo coinvolto in qualche progetto). Lo ammetto qua, tanto &#8220;non ci legge nessuno&#8221;: mi sta costando tantissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Umanamente dico, e il nodo \u00e8 sempre lo stesso: quanto diritto ho di raccontare cose collettive dal mio, unico e infinitamente piccolo, punto di vista? A chi interessa il &#8220;mio&#8221; punto di vista?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Scusa, ma stai muovendo una critica, velata all\u2019autobiografismo imperante nel fumetto? Mi sembra di ricordare che, seppur in modo particolare, penso a <em>Maledetti Fumetti<\/em>, sia un genere che hai sperimentato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mmmh, vedi che non stai attento? Eppure l&#8217;ho detto: \u00abA chi interessa il &#8220;mio&#8221; punto di vista?\u00bb. Il problema non \u00e8 mai &#8220;cosa&#8221; raccontare, ma &#8220;quando&#8221;, semmai. Di sicuro ho racconti interessanti che farebbero la gioia di questure di mezzo mondo, ma raccontarli a quale pro? E poi&#8230; sono il &#8220;proprietario&#8221; di azioni collettive &#8220;solo&#8221; perch\u00e9 ci ho partecipato? Poi certo, per autobiografia si intende anche altro. <strong>Joe Matt<\/strong>, <strong>Seth<\/strong> e <strong>Chester Brown<\/strong> sono tra i miei autori preferiti. Certo, sono fumetti &#8220;autobiografici&#8221;, ma di che vite stiamo parlando? Joe Matt si fa scaricare dalla ragazza che gli trova i fumetti in cui dice quanto gli piacciono le altre, vive in appartamenti di fortuna con coinquilini sempre diversi&#8230; Chester Brown sperimenta la vita senza amore romantico andando a prostitute&#8230; insomma, io ho una moglie e una figlia, vivo in campagna, non credo di avere niente di autobiografico di cos\u00ec interessante da raccontare e soprattutto niente che non coinvolgerebbe, per forza, la vita delle persone che mi circondano e, andiamo&#8230; per togliermi la soddisfazione di un racconto mi metto a dire cose di mia figlia in pubblico? Ma anche no, dai.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si, \u00e8 una questione di sensibilit\u00e0 personale, e sull\u2019autobiografismo spinto, quello dei cazzi propri, per intenderci, sono d\u2019accordo con te. Vorrei capire meglio invece il problema del raccontare \u201cstorie di altri\u201d. Capisco la questione della responsabilit\u00e0, ma non ne comprendo a fondo il tuo attuale rifiuto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Effettivamente \u00e8 molto complicato: cerco di essere il pi\u00f9 chiaro possibile, rischiando anche il didascalismo. Chi vuole che racconti di Iraq si aspetta, legittimamente, racconti commoventi. E, giuro, \u00e8 quello che mi verrebbe, \u00e8 quello che ho cominciato a fare, cosa vuoi raccontare dell&#8217;Iraq? Ma, poi, ci rifletto. E penso che nella seconda storia su \u201cLinus\u201d faccio parlare una ragazza, che mi descrive come \u00e8 morto suo fratello. Ecco, per chi legge, quella \u00e8 &#8220;la ragazza a cui l&#8217;Isis ha ucciso il fratello&#8221; ma, ehi, io con lei ci ho passato giorni, \u00e8 una persona, la sua esistenza non si esaurisce nell&#8217;essere definita quella a cui \u00e8 morto il fratello. E queste persone sono vive, usarle come artificio narrativo per far sgorgare la lacrima a un placido lettore occidentale s\u00ec, forse potrei ritenerlo pure cinicamente utile in qualche modo, ma io, oggi, ora, non me la sento di usare quella vita per creare una reazione di questo tipo qui.<br>Quasi contemporaneamente a <em>I Baccanti<\/em> uscir\u00e0 in libreria, <em>My Covid In Comics<\/em>, un librone con i contributi di 137 artisti da tutto il mondo e sono mie la copertina, la storia breve che apre il volume, le illustrazioni che ne caratterizzano i capitoli\u2026 ecco, rivivere l&#8217;anno passato attraverso la storia breve a fumetti e le illustrazioni dei capitoli \u00e8 stato straziante. Forse \u00e8 questo continuo giocare col dolore nel graphic journalism, cosa che devi fare perch\u00e9 il lettore lo devi pur buttare dentro la storia, ad avermi fatto male. Che tu lo voglia o no, quando lo racconti ti rimane appiccicato addosso, almeno \u00e8 quello che \u00e8 successo a me. \u00c8 anche normale poi che dopo anni per un po\u2019 di gente io sia &#8220;Il&#8221; Graphic Journalist. E non \u00e8 che funziona come un interruttore che spingi e si spegne, continuo e continuer\u00f2 ad avere richieste in questo senso e quando possibile lo far\u00f2, immagino non tanto presto in forma libro perch\u00e9 per come sono ora non potrei reggere quello sforzo.<br>Poi non \u00e8 vero che <em>I Baccanti<\/em> sarebbero una sorta di &#8220;cura&#8221; per tornare a raccontare la realt\u00e0.<br>Ho tre racconti brevi, che potrebbero diventare un libro un giorno, pi\u00f9 o meno reali sul consumo di droghe leggere. Se oggi sto facendo I Baccanti \u2013 non ci avrei mai creduto! \u2013 credo sia proprio possibile che prima o poi arrivi anche il loro turno. Poi, torniamo all&#8217;inizio, io una cosa da raccontare, che sento &#8220;grande&#8221; e &#8220;importante&#8221; ce l&#8217;ho. \u00c8 sopravvissuta allo scorrere del tempo arrovellandomi per pi\u00f9 di vent&#8217;anni. E credo ci sia pi\u00f9 autobiografia nei <em>Baccanti<\/em> di quanto riuscirei a mettere in un fumetto sulla mia colazione la mattina (spoiler: bevo solo il caff\u00e8).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ah ah ah, aspetto con ansia l\u2019episodio sulla Rivoluzione Francese, per vederne la tua lettura autobiografica\u2026 io vorrei fare la parte di Saint Just\u2026 a parte gli scherzi, quindi i Baccanti non sono una risposta estemporanea a questa tua crisi\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>I Baccanti<\/em> nascono attorno al 1999 e davvero come idea non mi hanno mai abbandonato. Semplicemente non c&#8217;\u00e8 mai stata l&#8217;occasione per mettermi a farlo e ora ho deciso di darmela io, anche perch\u00e9 forse ho trovato una certa tranquillit\u00e0 economica che prima non avevo\u2026 in questi termini, ho seminato dando vita a <em>Obl\u00f2<\/em>, sperimentando la vendita diretta sia per lavoro &#8220;vero&#8221; che con l&#8217;associazione, costruendomi quella cassetta degli attrezzi che mi ha consentito a un certo punto, circa a dicembre del 2020, di dirmi &#8220;s\u00ec, \u00e8 il momento&#8221; e realizzare dalla &#8220;A&#8221; alla &#8220;Z&#8221;, grazie all&#8217;aiuto di <strong>Omar Martini<\/strong> e <strong>Cisco Sardano<\/strong>, il primo albo e cominciare il secondo in tempi brevissimi.<strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"726\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Baccanti-1-726x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7441\" srcset=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Baccanti-1-726x1024.jpg 726w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Baccanti-1-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Baccanti-1-768x1083.jpg 768w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Baccanti-1-1090x1536.jpg 1090w, https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Baccanti-1.jpg 1240w\" sizes=\"(max-width: 726px) 100vw, 726px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Dei <em>Baccanti<\/em> mi piace che siano una societ\u00e0 rivoluzionaria a carattere segreto\u2026 \u00e8 un\u2019idea in parte anarchica: Bakunin ha passato la vita a fondare fallimentari associazioni segrete volte a creare i presupposti per l&#8217;insurrezione, ma la vera fonte la troviamo durante la Rivoluzione Francese con Babeuf e la congiura degli eguali. Per\u00f2 d&#8217;altro canto mi vengono in mente anche fantasmatiche societ\u00e0 segrete come quelle degli Illuminati di Baviera, o degli Alumbrados spagnoli, che per\u00f2 erano reazionarie volte, a governare sulle macerie. Come si muover\u00e0 la tua serie attraverso l&#8217;inevitabile ambiguit\u00e0 che un&#8217;associazione segreta porta con s\u00e9?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ahia, se ti rispondo rivelo uno spoiler grosso come la serie. Mi trincero dietro un doveroso &#8220;no comment&#8221;. Dico solo una cosa: uno dei riferimenti che tanti vedono nella serie \u00e8 <em>The Invisibles<\/em> di <strong>Grant Morrison<\/strong>. Bellissima serie, eh. Ma leggendo <em>Invisibles<\/em> ho sempre pensato a quanto Morrison probabilmente \u2013 voglio sperare \u2013 conoscesse e si sia in qualche modo fatto ispirare da <em>Gli Invisibili<\/em> di <strong>Nanni Balestrini<\/strong>. Ecco, se possiamo parlare certo di una ispirazione a <em>The Invisibles<\/em> vorrei che passasse agli atti che qua, nelle intenzioni, siamo pi\u00f9 in zona Balestrini. Insomma, <em>I Baccanti<\/em> non sono una &#8220;societ\u00e0 rivoluzionaria a carattere segreto&#8221;, e quel che sono davvero emerger\u00e0 nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Beh, non vederci Grant Morrison \u00e8 impossibile: lo dichiari gi\u00e0 nello slogan con la traduzione del suo \u00abSay you want a revolution\u00bb. E poi anche i tuoi personaggi, in qualche modo richiamano Dane, Boy, Ragged e gli altri che non ricordo. Il riferimento a Balestrini invece un po&#8217; mi spiazza. Ti spiego perch\u00e9: <em>Gli Invisibili<\/em> \u00e8 vero che \u00e8 un romanzo, e che sicuramente quello che racconta appartiene alla tua storia umana e politica, ma lo stile in cui lo fa, quella prosa che volutamente si trasforma in trascrizione orale di una lingua\/storia collettiva &#8211; qualcuno, molto tempo fa quando si usavano i magnetofoni l&#8217;ha definita addirittura magnetofonica\u2026 io non la amo particolarmente, ma non posso non riconoscere che quello stile, in particolare in questo romanzo e in <em>Vogliamo Tutto<\/em>, \u00e8 carico del coraggio di una titanica e antinarcisistica assunzione di responsabilit\u00e0 che trasforma la propria voce (l&#8217;io dell&#8217;autore) in una voce collettiva (il noi della generazionale di cui racconta) pur restando IO. Non temi in questo senso, rifacendoti alla sua esperienza letteraria, per raccontare <em>i Baccanti<\/em>, di ricadere in quell&#8217;impasse da cui volevi liberarti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non posso fare a meno di risponderti intanto sul titolo, perch\u00e9 mi sembra divertente e ci ho pensato parecchio sopra. Io acquisto il primo volume degli<em> Invisibles<\/em> a New York, nel 1998. Perci\u00f2 per me, ehi, quel volume, la prima storia degli Invisibles \u00e8 sempre stata <em>Say you want a revolution<\/em>, che \u00e8 ovviamente un titolo che mi ha entusiasmato dal principio. Penso al primo albo o ciclo dei <em>Baccanti<\/em> una delle tante volte che ci ho rimuginato sopra e mi convinco, a un certo punto, che potrei intitolarlo <em>Rivoluzione Baccante<\/em>. Poi verifico e dannazione, in italiano <em>Say you want a revolution<\/em> non \u00e8 mai stato tradotto come \u00abDi&#8217; che vuoi una rivoluzione\u00bb ma, attenzione, qui \u00e8 <em>Rivoluzione invisibile<\/em>. Nel gioco delle coincidenze, pur capendo perch\u00e9 gli editori italiani abbiano optato per un titolo senza apostrofi e imperativi, ho deciso di assecondare il destino e togliermi la soddisfazione di tenermi la &#8220;prima italiana&#8221; del titolo <em>Di&#8217; che vuoi una rivoluzione<\/em>. Che cade naturale con la storia, eh.<br>Su Nanni Balestrini, o mio biografo in erba, ti verserei un (l&#8217;ennesimo?) bicchiere di bianco biologico di Vo&#8217; se ti avessi qua davanti, ti devo ricordare che ho sguazzato nel mondo della poesia, come bidello dapprima, assemblando cd-rom multimediali e siti sulla poesia orale e gli slam poetry\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u2026certo stiamo pure aspettando una tua cosa per QUASI sullo slam poetry comic, se non ricordo male.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u2026e poi come scarabocchiatore seriale con il mio amico e poeta <strong>Lello Voce<\/strong>, con cui ho pure vinto uno dei miei pochi premi, e sicuramente l&#8217;unico in moneta sonante, con <em>Piccola Cucina Cannibale<\/em> insieme a <strong>Frank Nemola<\/strong>. Insomma, Balestrini me lo ritrovo all&#8217;incrocio di molteplici dei miei interessi e ho occasione di incrociarlo fin da abbastanza piccino diciamo, ma questo non significa sia un modello a cui ambire, anche perch\u00e9, mio complice di bevute, poi dipende anche dall&#8217;epoca che ti ritrovi a dover raccontare.<br>I BACCANTI \u00c8 FICTION.<br>Fiction architettata su certe ispirazioni e tra questi, in senso largo, molti colgono <em>The Invisibles<\/em> e mi piace l&#8217;idea di dire, da qualche parte, ehi, siete migliaia l\u00e0 fuori (esagero?) che leggete <em>Invisibles<\/em>: sappiate che quasi certamente Grant Morrison per quel titolo si \u00e8 ispirato a un romanzo di uno dei pi\u00f9 importanti poeti italiani del 900 che non avete degnato di uno sguardo. Concedetegli una possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mi associo all\u2019invito\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>e mi finisco il bicchiere di bianco.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se questi fossero tempi normali\u2026 no, non esistono tempi normali, mettiamola cos\u00ec: se non ci fosse la pandemia, questa conversazione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":7445,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[95],"tags":[857,1818,633,595,213,1162,2670,2669,2456],"coauthors":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.2 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il nostro (continuo) bisogno di comic book - (Quasi)<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/21\/il-nostro-continuo-bisogno-di-comic-book\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il nostro (continuo) bisogno di comic book - (Quasi)\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Se questi fossero tempi normali\u2026 no, non esistono tempi normali, mettiamola cos\u00ec: se non ci fosse la pandemia, questa conversazione...\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/21\/il-nostro-continuo-bisogno-di-comic-book\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"(Quasi)\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/quasifumetti\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2021-03-21T07:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2021-03-20T21:50:05+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Baccanti.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1202\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"393\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Boris Battaglia\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Boris Battaglia\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"19 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/21\/il-nostro-continuo-bisogno-di-comic-book\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/21\/il-nostro-continuo-bisogno-di-comic-book\/\"},\"author\":{\"name\":\"Boris Battaglia\",\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/#\/schema\/person\/93e76ee11236307a733bbe27cf8b95bb\"},\"headline\":\"Il nostro (continuo) bisogno di comic book\",\"datePublished\":\"2021-03-21T07:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2021-03-20T21:50:05+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/21\/il-nostro-continuo-bisogno-di-comic-book\/\"},\"wordCount\":3729,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/2021\/03\/21\/il-nostro-continuo-bisogno-di-comic-book\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.obloaps.it\/quasi\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Baccanti.png\",\"keywords\":[\"Chester Brown\",\"Claudio Calia\",\"Gianluca Costantini\",\"Grant Morrison\",\"Igort\",\"Joe Matt\",\"Nanni Balestrini\",\"Ryszard Kapu\u015bci\u0144ski\",\"Seth\"],\"articleSection\":[\"Para &amp; 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