Un viaggio dentro l’avventura secondo Bonvi: niente eroi granitici, niente mitologie viriliste, ma figure fragili, paradossali, umane. Dal mito tecnicizzato all’immaginario comunitario, dalle Sturmtruppen alle suggestioni pulp, il fumettista modenese smonta le icone del potere per restituire al racconto d’avventura la sua sostanza: rischio, paura, vulnerabilità.