Nel primo articolo di Tre minuti di storia, Paolo racconta Construção di Chico Buarque dentro la storia della dittatura militare brasiliana, del Miracolo economico e dello sfruttamento operaio.
Affatto
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Old Henry: sopravvivere più di due minuti nel West
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Old Henry di Potsy Ponciroli è un western essenziale e violento che gioca con i confini tra legge, criminalità, mito e realtà. Federico Beghin lo legge attraverso Alberto Crespi e il cinema di Clint Eastwood, raccontando un vecchio contadino dal passato misterioso che deve tornare a essere ciò che era.
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Affondando nella carne viva
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«Mi scusi, signor Bates, ma che cos’ha lei contro gli intellettuali?» «Cosa? Come? Contro gli intellettuali? Io? Niente. Perché?» «Ho…
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Monsters di Barry Windsor Smith: una lettura
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In occasione del centesimo numero di (Quasi), recuperiamo pezzi del nostro passato. Questo articolo di Claudio Calia è stato pubblicato…
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«Cazzo squadri?!»: Gli dei teppisti di Tokyo Revengers
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In occasione del centesimo numero di (Quasi), recuperiamo pezzi del nostro passato. Questo articolo di Federico Beghin è stato pubblicato…
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Affamati di storie nuove
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A cadenza annuale, a Bologna la IWonderPictures di Andrea Romeo organizza il Biografilm, festival cinematografico dedicato ai documentari e alle…
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Nello spazio di uno sguardo: A proposito di Through A Life di Tom Haugomat
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Omar Martini inaugura una nuova rubrica e un nuovo formato per (Quasi) e, leggendo xxx di yyy, ci spiega che, se lo sguardo non provoca un’emozione, è come se non avessimo osservato nulla.
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Leggere Persepolis oggi
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A distanza di oltre vent’anni dalla prima lettura, Persepolis di Marjane Satrapi si rivela ancora un’opera capace di disorientare. Il racconto della rivoluzione iraniana filtrato attraverso lo sguardo di una bambina rompe la linearità delle narrazioni storiche adulte, restituendo ambiguità, contraddizioni e processi di apprendimento morale sotto pressione. Lo stile visivo essenziale amplifica questa prospettiva, costruendo una grammatica emotiva immediata. Riletto oggi, in un presente segnato da nuovi conflitti, il libro genera un cortocircuito tra passato e presente, rendendo impossibile considerare la storia come qualcosa di distante e concluso.
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Fight da F.A.I.D.A.
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F.A.I.D.A., Fumettofili Associati Italiani Diversamente Amici, è nata da poco e già minaccia di implodere tra risse, ironie e paranoie redazionali. Tra citazioni colte e bottiglie di vino sprecate, Boris e Paolo mettono in discussione il lessico del fumetto e propongono un declassamento polemico: chiamarlo “narrazione a figure”. Una satira sull’ambiguità del linguaggio, sull’ego culturale e sulla paura di essere presi troppo sul serio.