Paolo Valeri legge Metropolis di Fritz Lang attraverso il concetto di hauntologia: fantasmi, tecnologia, automazione, conflitto di classe e traumi irrisolti della modernità tornano a infestare il presente.
In principio era Metropolis. Dalla parabola sociale di Fritz Lang e Thea von Harbou fino al cinema contemporaneo e al fumetto (da Superman a Moebius e Inio Asano), quel capolavoro del 1927 ha plasmato la nostra visione delle metropoli e del futuro. Nel 2026, di fronte a un mondo persino peggiore di quello immaginato un secolo fa, (Quasi) torna dopo la pausa estiva per indagare come funziona e si struttura l’immaginario visivo entro cui viviamo.
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