Tra sale giochi, riviste sanguinolente come Splatter e Profondo Rosso, VHS registrate dalla TV e imitazioni artigianali, Stefano Tevini esplora l’immaginario horror dei primi anni Novanta. Un decennio di prodotti “pezzotti” e anarchici, incarnato perfettamente da personaggi di culto come la Stella Holmes di Luigi Cozzi, lontano dall’estetica patinata e pulita del cinema horror contemporaneo.
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Dylan Dog, l’orrore non è una fuga
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In occasione del quarantennale di Dylan Dog, Paolo Valeri analizza la natura profonda dell’orrore nella serie creata da Tiziano Sclavi. Svincolato dalla semplice funzione di fuga dalla realtà, l’orrore in Dylan Dog diventa uno strumento critico e morale – radicato nel romanticismo gotico inglese e nelle teorie dell’hauntologia – capace di dare voce al rimosso sociale, alle fratture del presente e alla perdita di un futuro alternativo.
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Indagatori dell’incubo
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In occasione dei quarant’anni dall’uscita del primo numero di Dylan Dog, l’editoriale del numero centodue di (Quasi) riflette sui meccanismi della paura e sul genere horror, dai tarocchi letterari di Stephen King all’impatto rivoluzionario della creazione di Tiziano Sclavi e Angelo Stano. Senza esaurirsi nella celebrazione del singolo personaggio, il numero allarga lo sguardo all’intera categoria degli “Indagatori dell’incubo”, esplorando come l’orrore a fumetti si sia evoluto nel tempo tra miti, cliché e disamore senile.