Verso il 25 aprile nelle illustrazione per ANPI Senigallia e per la Scuola di Pace

Mabel Morri | Wunderkammer |

L’ultima mano che ho stretto prima che tutto venisse chiuso e il governo dichiarasse il lockdown da pandemia di coronavirus è stata quella del Presidente dell’ANPI di Senigallia, Leonardo Giacomini.
Mi sono iscritta all’ANPI per fare qualcosa.
Stufa marcia di quei personaggi politici che urlano, prepotenti nelle idee e pericolosi nelle ideologie, virati a quel fascismo che esiste ancora, mi sono decisa a fare quel qualcosa che non so dove mi avrebbe portato, nemmeno sapevo in che modo avrei potuto contribuire a mantenere la costruzione della memoria.
L’ho fatto nell’unico modo che conosco, che poi è il mio lavoro: disegnare.
Oggi, dopo le immagini di Bucha, riusciamo a immaginare meglio cosa accadde a Marzabotto, per dirne uno di luoghi di eccidi nazisti, o alle Fosse Ardeatine.
Non contenta del mio tempo libero nel quale comunque prevalentemente disegno, vengo scelta nel direttivo della Scuola di Pace di Senigallia, una costola del Comune che raccoglie tutte le associazioni della città e portatrice di iniziative di pace.
Ecco perché, ancora una volta, sono il fumetto e il disegno che veicolano un messaggio importante, che io ritengo importante, quel disegno sociale che spesso è più immediato di tante parole.
Questa è per l’8 marzo, la Festa della Donna.

La pastasciutta antifascista ha un significato non solo simbolico ma letterale.
Di miseria, di fame, di guerra, di festa.
Dice la Storia che nel reggiano emiliano viveva la famiglia Cervi in una casolare di campagna com’era uso comune di quell’epoca: I Cervi erano una famiglia numerosa, gente di terra, che  viveva con la terra e della terra, e contrattava, contadini e agricoltori antifascisti. Non ne rimasero molti di Cervi quando i fascisti e i nazisti passarono da quella zona, ma chi sopravvisse, alla notizia dell’armistizio dell’8 settembre, prese le riserve di grano e di formaggio, cucinò pentoloni di pastasciutta e la portò nel paese vicino, offrendo a chiunque un piatto di pasta e un bicchiere di vino festeggiando la guerra finita. C’era gente che non mangiava da giorni, pensate che festa che fu quella, pensate che speranza e che occhi potevano avere quelle persone che avevano la possibilità di ricostruire il paese.
Ogni città ha il suo giorno per celebrare la pastasciutta antifascista, non tutte sono state liberate lo stesso giorno del 1945. A Senigallia per esempio i polacchi la liberarono il 4 agosto.
Da allora, da quando l’ANPI l’ha reintrodotta, ogni 4 agosto pur nella calca della movida agostana si celebra quella cosa che permette le ferie: la libertà.

Questa illustrazione per la raccolta firme appoggiando il Comune di Sant’Anna di Stazzema, altro luogo di eccidio nazifascista, fu la prima in assoluto che andò a sancire una collaborazione che va avanti anche oggi.
Fu un esordio molto bello: capii cosa bastava e cosa invece bisognava fare ulteriormente, vidi la mobilitazione, vidi l’indifferenza, vidi cosa poteva suscitare un’immagine in una popolazione priva di educazione alla rappresentazione grafica di un certo livello.

La Scuola di Pace si è sempre contraddistinta in città per lodevoli iniziative: gli argomenti erano e sono quelli dei pacifisti. Una direzione differente, suppongo, da quella dei pacifisti degli anni Settanta che manifestavano su situazioni il cui retaggio era ancora evidente perché provenienti dalle conseguenze della guerra e delle politiche da guerra fredda.
Ci sono stati bienni vivaci alternati ad altri di ordinaria amministrazione.
Quello del 2018-20 prolungato di un anno causa pandemia da covid ha visto eventi distinti, qualcuno molto partecipato altri meno, che spaziavano dalle armi alla migrazione, dal cambiamento climatico al linguaggio, fino al giorno principale che è il fulcro di ogni edizione e di ogni anno: il 2 giugno.
Il nuovo biennio inizia zoppicante con l’incognita pandemia che ne limita il programma che di solito si stabilisce nei primi mesi, la guerra in Ucraina dovuto all’invasione da parte della Russia fa implodere più di un’associazione pacifica e crea discussioni impreviste e imprevedibili.
Il primo appuntamento, tra curve di contagi che salgono e scendono, vede come ospite il giornalista RAI Davide Demichelis, autore di “Radici”, programma di RAI3.
Questo è il manifesto di quella bella serata d’esordio.

Questo è quello dedicato al 27 gennaio, il Giorno della Memoria.

Indicativamente intorno a fine febbraio inizia la campagna di Tesseramento delle varie sezioni ANPI.
Queste sono i due manifesti di tesseramento 2021 e 2022. Il secondo molto partecipato e divertente grazie all’aperitivo antifascista.

Il 10 febbraio, il Giorno del Ricordo, è diventata la festa dei fascisti. Totalmente travisato il significato di un momento storico terribile e di nuovi equilibri sul confine orientale, viene usato dai fascisti come giornata per ricordare gli italiani uccisi dai titini semplificando una storia di territorio meticcia e mitteleuropea, da sempre crocevia di mercato e cultura.
L’ANPI di Senigallia ha deciso di riprendersi non solo il tricolore ma anche una memoria fondata da fatti, dati, ricerche di autorevoli storici (Federico Tenca – Montini, Piero Purich, Eric Gobetti) che sono stati invitati per spiegare la complessità di quegli anni.
Sotto, i tre manifesti dei tre incontri.

Questa è per il 21 marzo, Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Nella cultura antifascista, ci sono poeti e autori, artisti che meritano di essere ricordati nei centenari dalla nascita e dalla cifra tonda dalla morte. Questo è quello per Pier Paolo Pasolini.

Il 13 marzo la Scuola di Pace organizza una manifestazione per la Pace.
Questo è il manifesto di quella domenica.

ANPIinVIAGGIO nasce per non dimenticare e per visitare i luoghi della memoria.
Le prime due gite sono state interessantissime.
Tra maggio e giugno ci saranno quelle purtroppo tra le più famose: da Casa Cervi a Sant’Anna di Stazzema.

Questi tre manifesti escono solo per le pagine social dell’ANPI.
Sono realizzati per il Giorno Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne del 25 novembre.

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