Partendo dalle teorie dei fan sul finale di Stranger Things, l’articolo rilegge il pensiero di Umberto Eco sull’interpretazione, i suoi limiti e il rapporto tra testo, realtà e immaginazione. Da Opera aperta a I limiti dell’interpretazione, fino alle riflessioni sulle teorie del complotto, Eco diventa una chiave per comprendere il presente: un’epoca in cui la libertà interpretativa rischia di trasformarsi in arbitrio e la soddisfazione narrativa prende il posto dei fatti.
Affatto
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Eco e l’interpretazione del reale nell’era di Netflix
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Nella notte più profonda, la luce di una Lanterna Verde senza anello
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Una recensione di Lanterna Verde Oscura, miniserie che rilegge il mito delle Lanterne Verdi in chiave horror post-apocalittica. Atmosfera, introspezione e sperimentazione visiva prevalgono sull’azione supereroistica tradizionale.
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Raccontami Corazzini!
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Una recensione sentita e personale del graphic novel “Poeta a vent’anni” di Andromalis e Simone Lucciola, edito da Barta Edizioni. L’articolo celebra la vita e l’opera del poeta crepuscolare Sergio Corazzini (1886-1907) e riflette sull’importanza di difendere la poesia. Viene esaltata la capacità del fumetto di mescolare biografia rigorosa, sogno e sentimento, grazie anche alle tavole dense e appariscenti di Andromalis. Un invito a non perdersi un’opera che è un “esercizio di vicinanza” con il poeta e la Roma della Belle Époque.
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(Quasi) un premio 2025: Babbo, dove sei? di Francesca Ghermandi
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La memoria non conserva: ricostruisce. Ogni volta che raccontiamo la nostra vita, scegliamo, scartiamo, riscriviamo. Babbo, dove sei? di Francesca Ghermandi è un fumetto che mostra questo processo in atto: disegnando il passato, l’autrice riposiziona se stessa e la propria opera. Un lavoro che unisce arte e memoria, biografia e riflessione sulla forma.
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(Quasi) un premio 2025: Sex & Fury di Bonten Taro
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Ecco. A me son toccati i tatuaggi. Disegnetti con cui quella che sembra essere – oggi – una maggioranza, costruisce…
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(Quasi) un premio 2025: Jim di François Schuiten
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Paolo Interdonato racconta Jim, il libro in cui François Schuiten disegna per restare accanto al suo cane morto. Un lavoro intimo e struggente, che trasforma il dolore in segno e il disegno in memoria. Jim non è un fumetto, e proprio per questo ne rivela l’essenza più profonda.
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(Quasi) un premio 2025: Lindy Hop dall’Aldilà di Eva Daffara
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Baby, take all of me Dove provo a dare un senso ritmico al primo motivo per cui considero Lindy Hop…
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Se ti devo dare del “coglione”…
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Un viaggio ironico e appassionato nel linguaggio sboccato dei fumetti e oltre. Dai dialoghi scatenati di Saga e DanDaDan ai simboli censori di Tom King, fino al ricordo di un professore che insegnava l’importanza di dire “coglione” e non “testicolo”. Un elogio del turpiloquio come forma di libertà e autenticità, contro ogni imposizione del “parlare bene”.
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Nessuno è al sicuro sotto il giogo del caso: La visione della società in The Legend of Kamui
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Un’analisi profonda di The Legend of Kamui di Sanpei Shirato, capolavoro del gekiga pubblicato su “Garo” tra il 1964 e il 1971. Il fumetto diventa specchio di una società dominata dal caso, dalle disuguaglianze e da un destino implacabile, in cui nessuno è davvero libero. Attraverso la nuova edizione Drawn & Quarterly, si riscopre un’opera monumentale che fonde azione, riflessione e critica sociale, lontana dall’eroismo dei manga più noti.