Jorge Luis Borges è morto esattamente quarant’anni fa. Ha inventato la nostra idea di lettura, ma il verbo leggere significa troppo e troppo poco. E, allora, iuna riflessione sul feticismo del libro e sulla misurazione quantitativa della cultura. Paolo Interdonato si avventura nella Biblioteca di Babele e nella biblioteca interiore di ogni lettore: un archivio fatto di pagine, ma anche di film, canzoni, ferite personali e nuove tecnologie, dove la carta è solo una delle tante protesi della memoria.