Paolo Valeri legge Metropolis di Fritz Lang attraverso il concetto di hauntologia: fantasmi, tecnologia, automazione, conflitto di classe e traumi irrisolti della modernità tornano a infestare il presente.
Nel 1983 Herbert Achternbusch scandalizza la Germania con Das Gespenst, un film in cui Cristo chiede merda alla polizia e una suora scoreggia. Il ministro Zimmermann lo definisce “rivoltante, blasfemo e sconcio” e ne revoca i fondi pubblici. Ma dietro la volgarità c’è una riflessione feroce sul rapporto tra Chiesa, corpo e potere, capace di rovesciare la morale dominante della restaurazione kohliana. Nina Grenzwert racconta lo scandalo, la censura e la potenza teologica di un film che la Chiesa protestante aveva perfino premiato.
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