Casanova’s Last Stand di Hunt Emerson

Quasi | Consigli per editori distratti |

Nel 1992 “Cuore” è un settimanale vendutissimo. Il suo formato, le sue pagine verdi, i disegni e le arguzie dei satiri sembrano la valvola di sfogo ideale per un Paese cui l’inchiesta Mani Pulite ha confermato un sospetto in odor di qualunquismo: il sistema politico italiano è tutto un magna magna.

Sono anni in cui l’editoria ha ancora un senso coerente e la carta stampata è sostenuta da un’industria che sembra un’industria. L’esistenza di un settimanale illustrato, formato tabloid, stampato sulla carta povera dei quotidiani e che vende pure bene, significa solo una cosa: se ne possono fare altri. La famiglia Panini ha ceduto l’azienda di famiglia, nota per le figurine dei calciatori, al gruppo Maxwell e Franco Cosimo ha deciso di investire la sua parte di capitali in una nuova impresa editoriale. Il 7 marzo 1992, Franco Cosimo Panini Editore porta in edicola il primo numero di “Comix”, un settimanale che ha il medesimo formato di “Cuore”. Al contrario del periodico diretto da Michele Serra, la nuova testata è stampata su carta bianca e contiene racconti comici e strisce umoristiche italiane e di importazione.

Nei suoi cinque anni di vita, “Comix” presenterà ai lettori fumetti di qualità disomogenea in una cornice non particolarmente chiara. Su quelle pagine compariranno Bonvi, Alfredo Castelli, Massimo Cavezzali, Coco, Philippe Geluck, Vittorio Giardino, Jacovitti, Maester, Magnus, Patrick McDonnel, Geo McManus, Mordillo, Quino, Serre, Gilbert Shelton, Silver, Silvia Ziche… In mezzo a queste presenze, di tanto in tanto, fa capolino la firma di uno tra i più interessanti autori della scena underground inglese, Hunt Emerson. A un certo punto, per undici settimane di fila, compaiono i capitoli de L’ultima tentazione di Casanova, meravigliosa biografia a fumetti del veneziano Giacomo Girolamo Casanova.

Il titolo inglese ammicca a un finale in cui la vecchiaia del protagonista si spegne in un ultimo impeto erotico, Casanova’s Last Stand, ma il traduttore, forse in imbarazzo, preferisce citare il titolo di un recente film scandaloso di Martin Scorsese.

All’inizio di quest’anno, Quodlibet ha mandato in stampa Un seme di umanità: note di letteratura, raccolta di scritti sugli amori letterari di Piergiorgio Bellocchio. Il piacentino, all’approssimarsi del novantesimo anno, ha un impeto erotico e spiega il senso della raccolta, sottolineando quanto nella vita gli sia stato congeniale il tono didascalico. Il libro si apre, magistralmente, con La doppia vita di Casanova, scritto con un amor di pedagogia che ci ha indotto a riprendere in mano l’edizione Knockabout del fumetto di Hunt Emerson.

È un gioiello e la sua assenza in italiano è ingiustificabile. Sono solo 59 pagine, di grande formato e in bianco e nero; ci sono le donne nude e il protagonista, chiaramente, scopa molto. Tutte cose che, in tempi di graphic novel sembrano deterrenti alla pubblicazione.

Abbiamo un consiglio. Se l’unico formato possibile è 17×24, è opportuno sapere che l’autore inglese ha realizzato altri due adattamenti: The Rime of the Ancient Mariner e Lady Chatterley’s Lover. I tre fumetti possono essere pubblicati insieme, eventualmente ridotti perché il volume si mimetizzi tra i romanzi grafici. Siamo disposti a tollerare molte sciocchezze pur di godere del bello.

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