Un venerdì sì e uno no

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Nel 1987 Donatella Ziliotto ha fatto una rivoluzione di quelle grandi belle e importanti. Si è riempita le tasche di diamanti trovati in cantina e li ha trasformati in libri. Bellissimi e necessari. Questa rivoluzione aveva (e ha) un nome bello, solido e pungente: Gli Istrici Salani.

Una collana di libri, destinata ai ragazzi, nata alla fine del 1987, poco dopo l’acquisto della casa editrice da parte di Mario Spagnol. Presenta bei libri illustrati che non riportano, né in copertina né all’interno, alcun riferimento all’età del lettore. La prima infilata di titoli è sconvolgente: Roald Dahl con (con Il GGG e Le streghe), Astrid Lindgren (con Pippi Calzelunghe e Rasmus e il vagabondo), Penelope Lively, Mary Norton Michael Ende, Christine Nöstlinger, Tove Jansson…

Ci tocca una confessione. Benché, ai tempi, avessimo già raggiunto la maggiore età, qui libri li abbiamo comprati, letti e amati tutti. Soprattutto Roald Dahl.

E se amiamo così tanto Roald Dahl, il merito è anche di Quentin Blake. Un disegnatore straordinario, apparentemente rapidissimo. Un segno, veloce e graffiato, che sentivamo dolorosamente nostro. Reiser, morto ormai da qualche anno, ci mancava da impazzire e Quentin Blake sembrava essere un suo fratello inglese che aveva cercato un’altra via.

Il Grande Gigante Gentile, seduto su un masso, con una valigetta ventiquattrore accanto, che guarda bonario, da sotto sopracciglia ispide, la bambina minuscola che tiene sul palmo della mano. La strega, fasciata da un abito grigio aderentissimo, che sventola capelli lunghissimi e solleva dita contratte come artigli d’aquila, in mezzo a una folla adorante di teste calve. Gli inquietanti sporcelli, circondati da sciami di mosche, colti mentre fissano il lettore con un sorriso macabro, immersi in un giardino la cui erba è cresciuta in modo incontrollato. La piccola Matilde sognante, seduta su una cassettiera con le ginocchia unite e i piedini puntati all’ingiù, con un libro enorme sulle gambe e pigne di volumi pesantissimi tutt’intorno.

Metà della bellezza dei libri di Roald Dahl è sicuramente nascosta in quelle immagini perfette.

Quentin Blake ha ottantotto anni. Disegna da quando ne aveva sedici. A ventisette ha iniziato a illustrare libri e, da quel momento, non ha più smesso. Il suo sito è pieno di meraviglie. Quando sarai riuscito a smettere di guardare la Timeline illustrata che racconta i punti nodali della sua vita, puoi dedicarti alla sezione aperta una ventina di giorni fa.

Si chiama Every Other Friday e ha uno scopo che ci commuove:

«Negli ultimi due o tre anni Quentin ha realizzato un gran numero di disegni, raggruppati in sequenze di 15 o 20 immagini, sui temi più disparati. All’inizio del 2019, i primi 20 gruppi di disegni sono stati raccolti e pubblicati con il titolo The QB Papers. Erano solo un quarto di quelli che ha disegnato. E siccome Quentin dice che sembra proprio che tutti gli altri non riusciranno ad andare in stampa, abbiamo deciso che questo è il posto dove li potrete vedere: un nuovo gruppo di disegni un venerdì sì e uno no…»

La serie è iniziata con una sequenza di sorrisi intitolata I bei pensieri. Venerdì scorso è arrivata questa storia che ci meraviglia e commuove: uomo e oca.

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