Un viaggio ironico e appassionato nel linguaggio sboccato dei fumetti e oltre. Dai dialoghi scatenati di Saga e DanDaDan ai simboli censori di Tom King, fino al ricordo di un professore che insegnava l’importanza di dire “coglione” e non “testicolo”. Un elogio del turpiloquio come forma di libertà e autenticità, contro ogni imposizione del “parlare bene”.
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