Post-it: Maggio 2022

Innanzi tutto Elisa e i nuovi partigiani di Dominique Grange e Tardi per Oblomov. Lei è la cantautrice del maggio francese cui dobbiamo la versione originale della Canzone del maggio che Fabrizio De André ha reso immortale. Lui è semplicemente uno dei più grandi fumettisti al mondo. Un narratore che, con quel segno liquido e tagliente al tempo stesso, ci ha raccontato la storia e l’avventura. È un libro importante di cui QUASI parlerà distesamente nel su prossimo numero cartaceo. Non vorrai arrivare senza la preparazione necessaria. Corri in libreria (è uscito sul finire d’aprile) e portatene a casa una copia.
Benché la protagonista si chiami Elise, questo fumetto racconta gli anni della rivolta dal punto di vista di Grange con un piglio che scartavetra tutti i borbottii di chi afferma che l’autobiografia è il viaggio intorno all’ombelico di persone che non hanno storie da raccontare.
E a un certo punto Reiser ti fa un sorriso. Sì, proprio a te.

Loris e Roberto, i due ragazzi che abitavano al piano di sotto, avevano cinque e sei anni più di me. Collezionavano gli albi Marvel pubblicati da Editoriale Corno e non me li lasciavano sfogliare. Per forza, le mie dita cinquenni potevano essere pericolose per quelle pagine. Tornato a casa, tristissimo, ho chiesto a mio padre di comprare anche a me quegli albi bellissimi. Il giorno dopo, quell’uomo gentilissimo mi ha posato tra le mani il ventisettesimo numero di “Capitan America”. La copertina strillava una maledizione spaventosa: «Stanotte muoio».
Ecco, Jim Steranko l’ho incontrato così. Con occhi bambini colmi di gioia e una storia spaventosa.
Nel corso di questo maggio, Panini porta in libreria, nella collana “Grandi Tesori Marvel”, un volume che raccoglie le storie di “Capitan America” realizzate da Steranko. È un fumetto che dovresti proprio avere a portata di mano per sfogliarlo e risfogliarlo tutte le volte che ne senti il bisogno.

Esce anche il sesto e, per il momento, ultimo volume di Asadora di Naoki Urasawa. Fino a qui mi è piaciuto tantissimo. Piloti, orfanelle, catastrofi, olimpiadi e kaiju.

Nomen omen. Non so niente di questo Nessuno che Alessandro Editore porta in libreria in una versione cartonata e in bianco e nero. I nomi in copertina sono quelli, affidabilissimi, di Carlos Trillo e Alberto Breccia. Potrebbe essere la serie intitolata L’agente segreto chiamato “Nessuno”, pubblicata nella seconda metà degli anni Settanta (scorso secolo, scorso millennio) su “Skorpio”. Sento proprio che mi piacerà.
L’editore lo presenta così:
«LE QUATTORDICI PUNTATE DELLA SERIE, MAI RACCOLTE PRIMA D’ORA IN ITALIA. Nessuno è un agente segreto al servizio del governo britannico che non compare su alcun libro paga e che risponde solo a Sir Frederick Masters, capo dell’ufficio del controspionaggio. È risaputo che ogni agente segreto che si rispetti ha bisogno di un buon cattivo, e Trillo recupera per questo il più grande della letteratura classica e popolare: il malevolo Dr. Fu Manchu, creato da Sax Rohmer nel 1913!»

Sempre Alberto Breccia, ma questa volta in edicola, per Cosmo (cioè, stessa casa editrice, ché AE è un marchio di Cosmo): “Il West di Alberto Breccia”. La collana in cui esce (“Il grande western”), il mese scorso, ci ha permesso di leggere I guerriglieri di Jesús Blasco. Mi sono dimenticato di segnalarlo, perché proprio non mi ero accorto dell’annuncio. L’ho visto esposto in edicola e ne sono stato contento. Ti chiedo scisa per la distrazione, però, anche tu, potresti stare un po’ attento e richiamarmi all’ordine quando mi distraggo e non vedo le cose interessanti.

Un’altra cosa che non ti ho detto che sarebbe uscita e che ho visto in edicola quasi per caso è il primo volume di “Gilgamesh” di Robin Wood e Lucho Olivera. Editoriale Aurea pubblicherà mensilmente tutto il ciclo, in una versione economica e a colori. Si tratta della riconversione della testata “Lanciostory Maxi”. Mi piace un sacco il fatto che, dopo aver osservato l’interesse dei collaterali del “Corriere della Sera” verso il fumetto argentino, Aurea abbia deciso, in tempi brevissimi, di innestarsi nel medesimo solco, costruendo un prodotto mimetico, come si faceva una volta, quando le edicole erano un canale di commercio vitale.

Se non ho capito male, entro la fine del mese, escono i quattro album BD di Miss Pas Touche di Hubert e Kerascoët in un unico volume, per Bao, dal titolo La vergine del bordello. La prima metà di quella storia, con il medesimo titolo in italiano, è uscita una dozzina di anni fa, in un’edizione piccina picciò, per Planeta De Agostini. Se non leggi il francese, procuratelo e poi passa a ringraziare.


Sul frigo, spesso, rimangono i post-it con le liste della spesa precedenti. Sul mio ci sono: