L’edizione 2026 del Festival di Angoulême non si farà. Non per un’improvvisa fatalità, ma per il collasso di un sistema opaco che ha trasformato un evento pubblico in una macchina commerciale privata. Tra inchieste giornalistiche, boicottaggi di autori ed editori e il ritiro dei finanziamenti pubblici, il festival europeo di fumetti più importante muore sotto il peso della propria malagestione. Un editoriale su potere, soldi e la fine di un’idea di festival.