White Collar (1939) è il “romanzo senza parole” di Giacomo Patri, artista italiano emigrato negli Stati Uniti, che racconta la crisi del 1929 e la presa di coscienza sindacale di un impiegato travolto dalla Grande Depressione. Realizzato in linoleografia e stampato artigianalmente in casa, il libro si inserisce nella tradizione dei wordless novel inaugurata da Frans Masereel e sviluppata da Lynd Ward. Tra impegno politico, sperimentazione tecnica e uso simbolico del colore arancione, l’opera diventa un caso esemplare di graphic novel ante litteram, a lungo dimenticato e poi riscoperto dalla critica.