A chiusura della “Will Eisner Week”, un percorso nei romanzi visivi di Howard Chaykin pubblicati tra il 1978 e il 1979: Empire (con Samuel R. Delany), The Stars My Destination (da Alfred Bester) e The Swords of Heaven, the Flowers of Hell (con Michael Moorcock). Tra il ruolo di Byron Preiss, l’idea di “visual novel” e le sperimentazioni formali che anticipano American Flagg!, emerge un momento cruciale per l’evoluzione del graphic novel statunitense. Libri oggi poco reperibili che raccontano un passaggio decisivo nella storia del fumetto adulto e della fantascienza disegnata.
WILL EISNER WEEK 26
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Jim Steranko: Chandler Red Tide (1976), un autore, un detective e un libro in un tempo sbagliato
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Quello che oggi chiamiamo “graphic novel” ha una data di nascita un po’ più sfumata di quanto ci raccontiamo. E…
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Richard Corben: Bloodstar (1976)
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Nel 1976 Richard Corben realizza Bloodstar, adattamento del racconto “La valle del verme” di Robert E. Howard, in un volume che viene presentato come “graphic novel”. Dal collegamento con la versione Marvel disegnata da Gil Kane alla complessa genesi editoriale con Morning Star Press, fino alla riedizione a colori su “Heavy Metal” e alla diffusione europea, il libro diventa un caso emblematico nella storia del graphic novel americano. Un’opera ambiziosa, rimaneggiata più volte, oggi introvabile, che conferma l’importanza di Corben nel panorama del fumetto mondiale.
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Gil Kane: His name is… Savage (1968) e la “narrativa illustrata” di Blackmark (1971)
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Molto prima di Contratto con Dio, Gil Kane tenta di scardinare il formato del comic book con due progetti ambiziosi: His Name Is… Savage (1968), albo in bianco e nero pensato per un pubblico adulto, e Blackmark (1971), pubblicato da Bantam come “narrativa illustrata” in formato tascabile. Tra influenze cinematografiche, fantasy post-atomico e un’ibridazione radicale tra testo e immagini, Kane cerca una terza via tra fumetto seriale e romanzo popolare. Problemi di distribuzione e di mercato ne limitano l’impatto, ma questi esperimenti dimostrano che il graphic novel, prima di diventare etichetta, è stato un terreno di tentativi, fallimenti e intuizioni industriali.
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Il libro della giungla: Il fardello di Harvey Kurtzman
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Nel 1959 Harvey Kurtzman pubblica Jungle Book, primo libro a fumetti statunitense composto interamente da materiali inediti pensati per il formato tascabile. Nato dopo l’esperienza di “Mad”, “Trump” e “Humbug”, il volume è un esperimento radicale: 144 pagine originali, quattro storie satiriche feroci sul mito del progresso americano. Stampato male, distribuito con prudenza e venduto poco, diventa un’occasione mancata che avrebbe potuto cambiare la storia del fumetto molto prima della consacrazione della “graphic novel”. Un libro dimenticato, oggi riscoperto, che resta più libero e più moderno di gran parte di ciò che è venuto dopo.
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It Rhymes with Lust (1950): il “romanzo illustrato” di Drake Waller, Matt Baker & Ray Osrin
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Pubblicato nel 1950 dalla St. John Publishing Company, It Rhymes with Lust è uno dei primi esempi di “picture novel”: 128 pagine autoconclusive pensate come un vero romanzo a fumetti. Scritto da Arnold Drake e Leslie Waller (Drake Waller), disegnato da Matt Baker e inchiostrato da Ray Osrin, il volume unisce narrativa pulp e noir cinematografico in un formato librario lontano dall’albo spillato. Dimenticato per anni e poi riscoperto, rappresenta un passaggio decisivo nella storia del graphic novel americano.
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White Collar (1939): il “romanzo senza parole” di Giacomo Patri
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White Collar (1939) è il “romanzo senza parole” di Giacomo Patri, artista italiano emigrato negli Stati Uniti, che racconta la crisi del 1929 e la presa di coscienza sindacale di un impiegato travolto dalla Grande Depressione. Realizzato in linoleografia e stampato artigianalmente in casa, il libro si inserisce nella tradizione dei wordless novel inaugurata da Frans Masereel e sviluppata da Lynd Ward. Tra impegno politico, sperimentazione tecnica e uso simbolico del colore arancione, l’opera diventa un caso esemplare di graphic novel ante litteram, a lungo dimenticato e poi riscoperto dalla critica.
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La grande truffa del graphic novel
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In occasione della Will Eisner Week, (Quasi) rimette in discussione il mito fondativo del graphic novel. Contratto con Dio (1978) di Will Eisner è un’opera cruciale, ma non è il primo graphic novel né per formato né per etichetta. Tra West, leggende dure a morire e dibattiti anni Novanta, l’articolo ricostruisce equivoci, definizioni e strategie editoriali che hanno trasformato un “reimpacchettamento” del fumetto in categoria identitaria. Da domani, sette libri statunitensi usciti prima del 1978 – spesso dimenticati – per smontare una narrazione comoda e ristabilire una genealogia più complessa.